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In ricordo di Gore Vidal

settembre 6, 2012

Questa estate, il 31 luglio 2012, all’età di 86 anni, è morto lo scrittore statunitense Gore Vidal (ne avevo dato notizia sul twitter e sul profilo facebook di Letteratitudine). Si è spento nella sua casa di Hollywood, a causa di complicazioni dovute a una polmonite.
Apro un piccolo spazio anche qui, dedicando alla sua memoria la pubblicazione dell’ exlicit de “La statua di sale” (il suo primo libro “importante”, pubblicato nel 1948). Di seguito: un breve video, biografia e opere dello scrittore.

Massimo Maugeri

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L’exlicit de “La statua di sale” di Gore Vidal (Fazi editore)

I contorni degli edifici divennero nitidi e chiari. Sapeva esattamente dov’era e chi era e che non c’era più nulla da fare se non continuare, come se nulla fosse successo. Ma anche mentre formulava questo proposito, gli tornò alla mente la luce del fuoco e sentì ancora il rombo del fiume. Nessuna visione si esauriva se non in qualcosa di vivido e nuovo, e non c’era nulla di nuovo per lui. L’amante e il fratello erano scomparsi, sostituiti da un ricordo di carne illividita, lenzuola aggrovigliate, violenza. Provando panico, pensò alla fuga. Sarebbe tornato in mare. Avrebbe cambiato il suo nome, i suoi ricordi, la sua vita. Andò verso ovest in direzione del porto. Sì, si sarebbe imbarcato di nuovo e avebbe conosciuto altra gente. Ricominciato.
Poi, all’improvisso, fu sul molo, intorno a lui le navi silenziose. L’aria era fresca. Il mattino era vicino. Ai suoi piedi l’acqua si sollevava e si abbassava lentamente, gentilmente, come il respiro di un mostro enorme. Una volta di più fu sulla riva di un fiume, finalmene conscio che lo scopo dei fiumi è di sfociare nel mare. Niene cambia. Eppure nulla di ciò che è, potrà mai essere ciò che è stato. Rapito, guardò l’acqua frangersi fredda e scura contro l’isola di pietra. Presto sarebbe andato via.

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La biografia di Gore Vidal
Gore Vidal, pseudonimo di Eugene Luther Gore Vidal (West Point, 3 ottobre 1925 – Los Angeles, 31 luglio 2012), è stato uno scrittore, saggista, sceneggiatore e drammaturgo statunitense.
Autore di romanzi, saggi, opere teatrali, è altresì famoso per aver scritto sceneggiature di film di successo come Improvvisamente l’estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz e Ben-Hur di William Wyler.
Nei primi anni cinquanta, usando lo pseudonimo di Edgar Box, scrisse tre romanzi gialli su di un detective immaginario di nome Peter Sergeant.

Figlio di Eugene Vidal e Nina Gore, nasce all’Accademia militare degli Stati Uniti, dove il padre è istruttore aeronautico. Non appena ha inizio la sua carriera letteraria, sceglie come nome il cognome del nonno materno Thomas P. Gore, senatore democratico dello stato dell’Oklahoma.
Cresce a Washington D.C., dove frequenta la St. Albans School. Il nonno materno, il senatore Gore, è cieco, e il nipote, che legge spesso per lui, di tanto in tanto gli fa da guida: ciò gli consente l’accesso – insolito per un bambino – ai corridoi del potere. L’isolazionismo del senatore Gore è uno dei principi ispiratori della filosofia politica di Vidal, che ha sempre criticato con fermezza l’imperialismo americano. Non a caso, oltre a un’innumerevole serie di saggi sull’argomento (molti dei quali pubblicati in Italia da Fazi Editore), ha scritto un ciclo di romanzi che descrive proprio il passaggio degli Stati Uniti da repubblica a impero: le cosiddette Narratives of the empire sono un ciclo di 7 romanzi che abbracciano la storia americana dai primi dell’Ottocento (Bur) alla seconda guerra mondiale (L’Età dell’oro).
Dopo aver frequentato la Phillips Exeter Academy, Gore Vidal si arruola come riservista nell’esercito degli Stati Uniti. È il 1943 e gli Stati Uniti sono in guerra da un paio d’anni. Nello sbarco alleato di Iwo Jima perde la vita Jimmy Trimble, “la mia altra metà”, come lo definisce lo stesso Vidal nel suo libro di memorie Palinsesto, del 1994: “Io ero più grande di lui di una settimana. Avevamo la stessa altezza e lo stesso peso. Lui aveva l’occhio lungo dell’atleta-cacciatore; io quello miope del lettore-scrittore. Io ero biondo con i capelli lisci. Lui era biondo, con i capelli ricci.
Per circa trent’anni ha vissuto in Italia, prima a Roma (in Largo di Torre Argentina) e poi a Ravello in costiera amalfitana. Dopo la morte nel 2005 del compagno di una vita, Howard Austen, ha venduto la villa La Rondinaia a Ravello ed è ritornato stabilmente a Los Angeles.
Vidal è stato membro onorario della National Secular Society.
(fonte: wikipedia Italia)

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Vita e opere di Gore Vidal (dal sito di Fazi editore)

Nato nel cuore della vita politica statunitense, da bambino ha vissuto a lungo con il nonno Thomas Pryor Gore, senatore, che in seguito sarebbe stato un oppositore di Franklin Delano Roosevelt. Dopo aver militato nel Pacifico settentrionale come volontario durante la Seconda Guerra Mondiale, debuttò conWilliwaw (1946), che raccontava esperienze belliche (come ben riassume presentandosi come personaggio in L’età dell’oro), cui fece seguito un’opera simile, In a yellow wood. La sua notorietà esplose però con The city and the pillar del 1948, intitolato successivamente nelle varie versioni italianeLa città perversaJim e La statua di sale. La storia di Jim Willard, marchetta e maestro di tennis, ossessionato da un amore romantico e irraggiungibile, che per la prima volta presentava l’omosessualità negli USA in chiave realistica, senza sottolineature comiche, né tanto meno con il facile ricorso al melò, fece scalpore e determinò la fisionomia dell’autore nel mondo delle lettere e della politica americane, dove ha sempre avuto il ruolo di strenuo oppositore del conservatorismo. Dopo la pubblicazione, che suscitò reazioni violente, ma che gli procurò estimatori autorevoli (tra cui Christopher Isherwood e Thomas Mann, che parla a lungo del romanzo nei suoi Diari), passò quindi a lavorare in teatro, in televisione e nel cinema, dove firmò sceneggiature importanti, tra l’altro, notoriamente, per Ben Hur e in seguito per Improvvisamente l’estate scorsa di Joseph Mankiewicz e perParigi brucia? di René Clement.
Due i percorsi fondamentali nella sua opera narrativa: da un lato il contributo notevole e determinante a una nuova concezione del romanzo storico con il ciclo in sette libri della “storia dell’impero americano”, da Washington D.C. del 1967 fino a L’età dell’oro del 2001, che parla di Pearl Harbor e di Roosevelt, passando per Burr del 1974, che resta forse il titolo più notevole della serie, dedicato al personaggio più controverso della storia USA, Aaron Burr, di cui disegna uno straordinario ritratto.
L’altro filone fondamentale è quello che lo presenta come attento osservatore del costume e dei way of lives americani ed europei e qui, sulla linea di The City and the Pillar, sono da citare senz’altro l’incantevole “trans-commedia” Myra Breckinridgedel 1968, che ebbe grande successo di pubblico e critica, Due sorelle del 1970 e Duluth del 1983; infine va citato un dittico di opere dedicate a una riflessione su temi spirituali declinati in forme peculiari: Kalki (1978) e soprattutto In diretta dal Golgota(1992).
Straordinario saggista e polemista, ha sempre svolto un ruolo di testimone scomodo della vita  americana, come ricostruisce nell’autobiografia Palinsesto e come ben dimostrano anche i saggi raccolti ne Le menzogne dell’impero, tratti per lo più dalla silloge The Last Empire; da segnalare infine la sua carismatica presenza come “performer”, ribadita in infiniti dibattiti nel corso delle campagne elettorali sue o a sostegno di altri (di cui resta memorabile il celebre scontro televisivo del 1968 con Buckley) e non va dimenticata la sua sporadica carriera come attore cinematografico, di cui è notevole esempio il bel cameo come senatore liberal in Bob Roberts di Tim Robbins del 1992.
Amante dell’Italia, che ha sempre considerato una seconda patria, ha vissuto fino a poco tempo fa tra Los Angeles e Ravello, sulla costiera amalfitana. Oggi, a causa di continue cure mediche, risiede stabilmente negli USA.
Dal 1998 Fazi Editore ha iniziato l’opera di ripubblicazione e pubblicazione di tutti i libri di Gore Vidal in Italia.

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