LETTERATITUDINE News

libri, fatti ed eventi segnalati speciali dal blog LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri

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Categorie:Uncategorized

I LUPI DI ROMA di Andrea Frediani: incontro con l’autore

“I lupi di Roma. La saga degli Orsini” di Andrea Frediani (Newton Compton): incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Andrea Frediani è nato a Roma nel 1963. Divulga­tore storico tra i più noti d’Italia, ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Com­pton ha pubblicato diversi saggi e romanzi storici, tra i quali: Jerusalem; Un eroe per l’impero romano; la trilo­gia Dictator (L’ombra di Cesare, Il ne­mico di Cesare e Il trionfo di Cesare, quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); Mara­thon; La dinastia; 300 guerrieri; 300. Nascita di un impero; I 300 di Roma; Missione impossibile; L’enigma del ge­suita. Ha firmato le serie Gli invin­cibili e Roma Caput Mundi; i thriller storici Il custode dei 99 manoscritti e La spia dei Borgia; Lo chiamavano Gladiatore, con Massimo Lugli; Il co­spiratore, La guerra infinita, Il biblio­tecario di AuschwitzI tre cavalieri di Roma. Invasion Saga e I Lupi di Roma. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue e ha venduto oltre un milione di copie.

Sempre per Newton Compton è appena uscito il nuovo romanzo di Andrea Frediani. Si intitola: “I lupi di Roma. La saga degli Orsini“. Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Può esistere un romanzo su commissione?», si domanda Andrea Frediani rivolgendosi a Letteratitudine. «Non sto parlando di saggi, che spesso vengono effettivamente commissionati (io stesso lo faccio), ma di romanzi. Di solito, si tende a pensare che un romanzo sia un’opera di fiction che scaturisce dall’animo, dalla mente creativa di uno scrittore, il quale sente l’impellente bisogno di mettere su carta i propri pensieri, di lanciare un messaggio, di narrare una storia che lo ha emozionato, o semplicemente di intrattenere o divertire i lettori. Leggi tutto…

GIULIA CAMINITO racconta L’ACQUA DEL LAGO NON È MAI DOLCE

Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: GIULIA CAMINITO racconta L’ACQUA DEL LAGO NON È MAI DOLCE (Bompiani)

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di Giulia Caminito

L’acqua del lago non è mai dolce nasce da un racconto, molto breve, che scrissi qualche anno fa, un racconto che ha in comune con il romanzo: il lago, la morte e i limoni.
Quel racconto – piccolo, doloroso – l’ho poi messo da parte, tenuto al caldo, aspettando di essere pronta per rileggerlo, deciderne il futuro.
Come autrice ho sempre prediletto le fughe, i racconti surreali, i romanzi che andavano a pescare nelle pozze delle vicende famigliari. I non detti altrui, le fotografie, i ricordi, le cartine geografiche. Il tempo della scrittura, prima di questo romanzo, era stato per me un confortevole rifugio.
Anche se facevo guerreggiare mentre scrivevo la voglia di trovare uno stile mio – e mio soltanto – con le storie del passato e la grande Storia, ero nascosta, al margine e potevo abbuffarmi di molti libri per delineare e modellare i miei, mi sentivo al sicuro. Leggi tutto…

LA SICILIA DELLE DONNE 2021

La Sicilia delle donne – Festival del genio femminile in Sicilia 2021

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Appuntamento il 23 gennaio per la dettagliata presentazione di un innovativo progetto che sta già registrando grande interesse e molte adesioni

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Si scaldano i motori per “La Sicilia delle donne – Festival del genio femminile in Sicilia”, che avrà luogo nel fatidico mese di marzo: il festival che vede come protagonista il multiforme ingegno declinato dalle donne in molteplici settori: dall’Arte alla Matematica dalla Letteratura all’Astronomia all’Arte di governo al Giornalismo alla Filosofia… talora un vero e proprio primato misconosciuto o obliato!

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CLASSIFICA: dall’11 al 17 gennaio 2021 – questa settimana segnaliamo “Autobiografia di Petra Delicado” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dall’11 al 17 gennaio 2021

Questa settimana segnaliamo: “Autobiografia di Petra Delicado” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio – traduzione di Maria Nicola), al 2° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

In seconda posizione: “Autobiografia di Petra Delicado” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)

 

In terza posizione: “Dante” di Alessandro Barbero (Laterza)

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La scheda del libro: “Autobiografia di Petra Delicado” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio – traduzione di Maria Nicola)

In un romanzo originale e fuori dal comune, Alicia Giménez-Bartlett sposta il centro del racconto dal delitto al personaggio e firma la prima biografia di un protagonista seriale, la sua Petra Delicado.

Petra Delicado, la dura, femminista e idealista, poliziotta di strada per le vie di Barcellona, si racconta in una confessione ininterrotta, calda e autentica, e si interroga sul senso della vita e la complessità dei rapporti umani.

Nei romanzi gialli di Alicia Giménez-Bartlett, la protagonista Petra Delicado della polizia di Barcellona non è solo l’ispettrice, brusca, franca e femminista, che risolve i delitti consumando le suole delle scarpe. È anche altro: la determinazione a essere riconosciuta in quanto donna, la rivendicazione di indipendenza rispetto al passato politico del suo paese e, assieme, la voglia di capire la società in cui vive, passando per gli angoli bui, dentro le abitudini mentali, i costumi e le differenze sociali (e magari, facendo leva su questi dati di fondo per scoprire l’assassino). Così inchiesta dopo inchiesta il personaggio Petra si è mostrato al lettore sempre più ricco di aspetti umani, di vicende personali, di pieghe psicologiche. Secondo un progetto che adesso sembra essere stato chiaro fin dall’inizio, cioè scrivere la storia di una donna dei nostri tempi che per mestiere risolve avvincenti enigmi criminali, sullo sfondo di una società complessa e piena di ingiustizie. È così nata l’esigenza, dopo i tanti romanzi che ne raccontano le avventure, del Romanzo di Petra: che ne riveli il prima delle imprese, la famiglia in cui è nata, la formazione, i primi amori, le scelte vitali, il modellarsi della personalità per l’azione degli incontri fatti ma anche dei cambiamenti della Storia. Figlia di repubblicani, contraddittoriamente frequenta una scuola di suore, le cui aule sono intrise di un oppressivo senso del peccato. È la Spagna clerico fascista del dittatore Franco al suo tramonto: lei ne esce quando scoppiano le grandi proteste studentesche. Con la scoperta del sesso e i primi amori germoglia in Petra l’orgoglio femminile. Ma il vero squarcio nell’esistenza è il matrimonio «borghese»: la vita da «signora» le inocula quello scetticismo, quasi il nichilismo che, nel corso delle indagini, oppone ai valori per bene (che sono per lei il contrario della pietà che prova verso il vero dolore delle vittime). La scuola di polizia le offre il primo spaccato sociale a tutto tondo che si presenti ai suoi occhi. E se si guarda al panorama letterario, non costituisce un evento comune un autore che scrive l’autobiografia del suo personaggio; lo si può fare solo quando questo personaggio ha una personalità così forte che vogliamo sapere tutto della sua vita.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
2 Autobiografia di Petra Delicado Alicia Giménez Bartlett Sellerio Editore Palermo 15,00
3 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
4 Luce della notte Ilaria Tuti Longanesi 16,80
5 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
6 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
7 Ultima notte a Manhattan Don Winslow Einaudi 18,50
8 Finché il caffè è caldo Toshikazu Kawaguchi Garzanti 16,00
9 Lezioni di volo e di atterraggio Roberto Vecchioni Einaudi 17,00
10 C’era una volta adesso Massimo Gramellini Longanesi 16,90

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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I PASSI DI MIA MADRE di Elena Mearini: incontro con l’autrice

“I passi di mia madre” di Elena Mearini (Morellini): incontro con l’autrice e un brano estratto dal romanzo

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Elena Mearini vive a Milano ed è autrice e docente di scrittura creativa e poesia. Ha pubblicato una raccolta di poesia per Liberaria editore, Strategie dell’addio, e per Marco Saya Editore, Per silenzio e voce e Separazioni. Nella narrativa ha esordito con 360 gradi di rabbia per Excelsior 1881, e poi ha pubblicato A testa in giù, Morellini Editore, Bianca da morire, per Cairo Editore, selezionato al Premio Campiello, ed È stato breve il nostro lungo viaggio, Cairo Editore, selezionato per lo Strega nel 2018 e finalista al Premio Scerbanenco. Nel 2019 ha pubblicato per Perrone Editore, Felice all’infinito. Nel 2020 ha curato l’antologia Tra Uomini e Dei per Morellini, ed è presente in diverse antologie di narrativa, tra cui Lettere alla madre (2018) e Lettere al padre (2019), sempre per Morellini, a cura di Anna di Cagno.

Per Morellini esce oggi il nuovo romanzo di Elena Mearini. Si intitola “I passi di mia madre“. Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«Molte volte ci troviamo a fare i conti con un accanto che non ha corpo né nome», ha detto Elena Mearini a Letteratitudine, «un’assenza capace di circondarci generando assedio invisibile, accerchiamento da cui non possiamo difenderci. Leggi tutto…

10 LIBRI PER IL GIORNO DELLA MEMORIA 2021

Il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria: ricorrenza internazionale sancita per commemorare le vittime dell’Olocausto e per non dimenticare una delle pagine più buie e atroci della Storia.

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Proponiamo, di seguito, dieci titoli per il Giorno della Memoria 2021

[Le notizie sui libri segnalati per il Giorno della Memoria dello scorso anno sono disponibili qui]

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MOSCHE D’ORO per Giulio Perrone Editore

LOGOUn 2021 di cambiamenti e novità per Giulio Perrone editore

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Giulia Caminito, nuova editor. Anna Voltaggio, nuova responsabile dell’ufficio stampa. E una nuova collana (“Mosche d’oro”) affidata a Nadia Terranova, Giulia Caminito e Viola Lo Moro

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Sull’onda del successo della collana Passaggi di Dogana, nel corso del 2021 si prospettano importanti novità in casa Giulio Perrone Editore.

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UN ATTIMO PRIMA DI CADERE di Giancarlo Dimaggio (un estratto)

Pubblichiamo la prefazione del volume “Un attimo prima di cadere. La rivoluzione della psicoterapia” di Giancarlo Dimaggio (Raffaello Cortina Editore)

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A un certo punto decido che quei fatti andavano raccontati.
Il problema era come. Mi ritrovo in una vita che non avevo programmato, in un mondo trasformato e ho un dannato bisogno di mettere ordine. Di capire come si sono svolte le cose, di trovare risposte. Nel 1990 mi insegnano un mestiere. Lo spirito dei tempi diceva: si fa così. Ci sono diverse scuole di pensiero, scegli tu quella che ti pare, certo, la mia è meglio. Una volta che hai scelto: fa’ così. I maestri che mi hanno formato erano già scettici su queste divisioni e gliene sono grato. Il mestiere, comunque, aveva le sue pratiche. Bottega che vai, arnesi che trovi. Il mestiere si chiama: psicoterapia. Negli anni avviene che: studio teorie, ci ragiono su, me ne presentano altre che contraddicono le precedenti, ho alcune idee, cambio idee, stringo amicizie, rompo amicizie. Intorno a me è lo stesso. Immaginavo che nel mondo della cura dell’animo prevalesse una certa saggezza e benevolenza. Neanche per idea. Scrivono teorie, cambiano teorie, formano scuole, spaccano scuole, stringono alleanze e tradiscono. Mi piace.
Un giorno mi accorgo che le regole sono cambiate. Che la psicoterapia che pratico ogni giorno è diversa da quella che mi hanno insegnato. Molto. Sono convinto che sia meglio, più efficace, spesso più rapida. Che cosa è successo? Chi l’ha trasformata e come? Leggi tutto…

CINQUE SENSI PER UN ALBERO: un progetto “libresco” a favore degli alberi

“cinque sensi per un albero” un libro corale con autori da tutta Italia e dalla Francia, a cura di Grazia Calanna.

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cinque sensi per un albero è – dichiara la Calanna – un libro che vede la partecipazione di numerosi autori (molti dai quali affermarti) da tutta Italia e dalla Francia, curato da Grazia Calanna. “Dopo questa prima pubblicazione realizzata in formato ebook dalla rivista culturale l’EstroVerso (lì dove è gratuitamente leggibile nella home del sito lestroverso.it) se, come desideriamo, concluderemo con un editore coraggioso e tenace, alla stregua di una bella betulla, stamperemo su carta ecologica. L’idea è quella di sensibilizzare (anche) destinando i proventi spettanti per la curatela all’acquisto di alberi da donare ai bambini perché li piantino nelle proprie città ovvero nelle medesime città di appartenenza degli autori che hanno sposato il progetto”. Leggi tutto…

L’ombra di Dioniso. La scena del mito

Image from LETTERATITUDINE (di Massimo Maugeri)L’ombra di Dioniso. La scena del mito – un ciclo di incontri tra gennaio e maggio 2021

a cura di Fulvia Toscano, Dario Tomasello, Katia Trifirò

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L’ombra di Dioniso, in omaggio al celebre studio di Michel Maffesoli (cui verrà affidato il discorso inaugurale), è un progetto multidisciplinare nato dalla collaborazione tra la prof.ssa Fulvia Toscano, direttrice artistica del festival letterario “Naxos Legge” e docente del liceo “Caminiti-Trimarchi” di Giardini Naxos, e i professori Dario Tomasello e Katia Trifirò, docenti del Dams dell’Università di Messina, con il coinvolgimento del Centro internazionale di Studi sulla Performatività delle Arti e degli Immaginari sociali “UniversiTeatrali” e della Rete siciliana di Drammaturgia contemporanea “Latitudini”. Leggi tutto…

È PROCIDA LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA PER IL 2022

Procida è la Capitale italiana della cultura per l’anno 2022

Dopo le audizioni delle dieci città finaliste, la giuria presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni e composta da Salvatore Adduce, Francesca Cappelletti, Roberto Livraghi, Cristina Loglio, Franco Iseppi e Giuseppe Piperata ha proceduto alla valutazione dei dossier di candidatura presentati e alla scelta della vincitrice.
La proclamazione è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini alla presenza dei sindaci delle dieci città finaliste: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania, Volterra.

“Viva Procida che ci accompagnerà nell’anno della ripartenza e della rinascita” ha detto il Ministro per i beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, nel momento della proclamazione. “Oggi la designazione della Capitale italiana della cultura 2022 – ha continuato il Ministro – è un segnale per guardare al futuro. E’ un anno complicato per tutti, stiamo cercando di sostenere in ogni modo le attività culturali e turistiche e la designazione di oggi della capitale italiana della cultura per il 2022 è un segnale per il futuro, per la ripresa. Nel 2022 saremo tornati alla normalità e la cultura e il turismo torneranno importanti e fortissimi come lo erano prima della pandemia. L’ideazione della capitale italiana della cultura che risale al 2014, determina un percorso di valorizzazione di tutte le città al di là della vincitrice, mettendo in moto un meccanismo virtuoso e attrattivo. Raccolgo l’invito del Presidente Baia Curioni di trovare anche un meccanismo per premiare non soltanto la città vincitrice ma anche le nove finaliste”, ha concluso Franceschini. Leggi tutto…

LA LIBRAIA DI AUSCHWITZ di Dita Kraus (un estratto)

“La libraia di Auschwitz” di Dita Kraus (Newton Compton – traduzione di Laura Miccoli)

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È appena uscito il volume dedicato alla vera storia di Dita Kraus, giovanissima prigioniera di Auschwitz, diventata un simbolo della ribellione. Si intitola “La libraia di Auschwitz” (Newton Compton – traduzione di Laura Miccoli) ed è la storia raccontata dalla stessa Dita Kraus in un libro di memorie straordinario.

Parte della storia di Dita è stata raccontata in forma romanzata nel bestseller internazionale “La biblioteca più piccola del mondo”, di Antonio Iturbe, ma in questo testo possiamo conoscerla per intero, dalla sua vera voce.

Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo, di seguito, il capitolo quattordici del volume.

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Un brano estratto dal libro “La libraia di Auschwitz” di Dita Kraus (Newton Compton – traduzione di Laura Miccoli) Leggi tutto…

TAOBUK 2021: METAMORFOSI – Tutto muta

È la “Metamorfosi” il tema della XI edizione di Taobuk, festival ideato e diretto da Antonella Ferrara. La nuova edizione si svolgerà dal 17 al 21 giugno a Taormina 

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Scrittori, artisti e pensatori da tutto il mondo si confronteranno sul tema dei mutamenti e delle trasformazioni

Omnia mutantur, nihil interit.
(Tutto muta, nulla perisce)

Ovidio, Metamorfosi, libro XV

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TAORMINA – “Tutto muta, nulla perisce” insegna Ovidio nelle sue “Metamorfosi”: un assunto che, in senso proprio e figurato, appare valido al di là del mito e consente di misurare e interpretare – anche nella realtà – l’incidenza del mutamento, specie nell’attuale frangente di trasformazioni profonde e velocissime.

Parte da qui una riflessione necessaria, quasi un imperativo per Taobuk, il festival letterario ideato e diretto da Antonella Ferrara, che da oltre un decennio si prefigge di indagare con diverse chiavi di lettura lo spirito del tempo. “Metamorfosi – Tutto muta” è appunto il tema dell’undicesima edizione, che si svolgerà dal 17 al 21 giugno prossimi a Taormina, per condurre un ragionamento su un fenomeno straordinario, diverso dal processo evolutivo, seppure ad esso apparentato. Perché metamorfosi è una trasformazione radicale, che va processata sull’ala dell’imponderabile; un incidente che crea una frattura nel tempo e nello spazio, ma nessuna dispersione; un mutamento assoluto che esclude il dissolversi. È trasmutare in altro da sé, ma conservando identità e matrice. È continuare ad esistere “oltre” la propria forma, trapassando in un’altra che si sovrascrive. Metamorfosi di esseri animati e inanimati, metamorfosi dei tempi, come quella che stiamo vivendo. Leggi tutto…

TRA PANDEMIA E SUCCESSI: il 2020 DI ELISABETTA SGARBI

Un anno di successi nonostante le difficoltà causate dalla pandemia da Covid-19 ancora in corso: il 2020 di Elisabetta Sgarbi (con uno sguardo all’inizio del nuovo anno)

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di Massimo Maugeri

Non c’è alcun dubbio sul fatto che, a causa della pandemia da SARS-CoV-2, il 2020 sia stato un anno difficile, orribile e da dimenticare (lo abbiamo più volte evidenziato nell’ambito della rubrica “Pensieri e parole ai tempi del Coronavirus“). Al di là delle problematiche connesse alla salute, tutti i settori del sistema economico sono stati duramente colpiti. Fra questi, anche quello dell’editoria. Eppure non mancano i casi di successo (che lasciano ben sperare sulla possibilità di farcela nonostante le evidenti difficoltà ancora in corso). Ne parlo con Elisabetta Sgarbi (regista, direttrice artistica de La Milanesiana e direttore generale del gruppo editoriale de La nave di Teseo), che ha trascorso un 2020 da protagonista…

– Cara Elisabetta, l’anno appena trascorso è stato terribile a causa della pandemia e delle sue conseguenze. Eppure per te, e per La nave di Teseo, è stato un anno di successi. Come commenteresti il tuo 2020?
imageAl di la’ dell’andamento della Nave di Teseo, non possiamo non dire che sia stato un anno orribile. E continua ad esserlo, perché le pandemie non rispettano di certo le chiusure contabili. Ognuno ha cercato di difendersi come poteva e La nave di Teseo ha avuto la fortuna di avere libri importanti che le hanno permesso di tenere la barra diritta. Vincere un Premio Strega con un autore che già lo aveva vinto, con una casa editrice così giovane è merito dello stato di grazia che ha accompagnato Sandro Veronesi nella scrittura del Colibrì. Woody Allen non aveva mai scritto una autobiografia ed è uscito nell’anno in cui il mondo, e il cinema in modo particolare, si è fermato. Joel Dicker ha scritto il suo romanzo di maggior successo, proprio nell’anno in cui i librai – e il suo editore – ne avevano più bisogno. Non c’è più merito di quanto ci sia fortuna.

L' enigma della camera 622 - Joël Dicker - copertinaA proposito di niente - Woody Allen - copertina– Ricapitolando: il Premio Strega e tre libri (“Il colibrì” di Sandro Veronesi, il nuovo romanzo di Joel Dicker, l’autobiografia di Woody Allen) tra i più venduti dell’anno. Due, addirittura tra i primi quattro. Inoltre “Il colibrì” ha appena vinto il Premio del Libro straniero 2021 – France Inter / Le Point. Andasse sempre così, ci sarebbe da “metterci la firma”. Cosa speri per l’immediato futuro?
Spero di tornare presto a lavorare in casa editrice, con tutto il gruppo della Nave. Spero che la vaccinazione corra più veloce del virus. Spero queste cose. Poi abbiamo imparato a lavorare in condizioni difficili, a dare il massimo e a resistere, quindi continueremo a farlo, a proporre libri che riteniamo importanti. Ma ogni volta è come cominciare da zero.

– A proposito di cominciare da zero. C’è anche il caso de “L’Alchimista” di Paolo Coelho, tornato in classifica dopo un paio di decenni… Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 4 al 10 gennaio 2021 – questa settimana segnaliamo “L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio” di Alberto Angela (HarperCollins Italia)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 28 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021

Questa settimana segnaliamo: “L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio. La trilogia di Nerone. Vol. 1” di Alberto Angela (HarperCollins Italia), al 21° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

In seconda posizione: “Dante” di Alessandro Barbero (Laterza)

In terza posizione: “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia” di Aldo Cazzullo (Mondadori)

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La scheda del libro: “L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio. La trilogia di Nerone. Vol. 1” di Alberto Angela (HarperCollins Italia)

Roma, sabato 18 luglio 64 d.C. È una calda notte estiva, la città sta per svegliarsi con le sue strade brulicanti di attività e di persone, ed è del tutto ignara di quello che accadrà tra poche ore…

Saranno Vindex e Saturninus, due vigiles di turno quel giorno, a guidarci per le strade alla scoperta della vita quotidiana di uno dei più grandi centri abitati dell’epoca. Durante la loro ronda, il possente veterano e la giovanissima recluta svolgeranno un lavoro fondamentale per l’ordine e la sicurezza della popolazione: controllare ed eliminare le innumerevoli fonti di pericolo in una città dove il fuoco si usa per tutto e la tragedia è sempre in agguato… Seguendoli nel loro lavoro quotidiano, scopriamo una Roma in gran parte fatta di legno, entriamo nelle botteghe colme di merci infiammabili che si affacciano sulle strade, sentiamo i rumori e gli odori che provengono da ogni parte e assistiamo a scene all’ordine del giorno in una Roma multiculturale che somiglia a quella di oggi molto più di quanto si pensi.
Basandosi su dati archeologici e fonti antiche, e grazie al contributo di storici ed esperti di meteorologia e del fuoco, Alberto Angela ricostruisce per la prima volta un importantissimo episodio che ha cambiato per sempre la geografia di Roma e la nostra Storia: il Grande incendio del 64 d.C. Con questo suo libro, il primo della Trilogia di Nerone, ci guida nella vita delle persone realmente esistite al tempo di Nerone (dai più noti Plinio il Vecchio e Tito a quelli sconosciuti come lo scenografo di corte Alcimus e la pescivendola Aurelia Nais) e ci regala un racconto storico dallo stile cinematografico, incredibilmente coinvolgente, unico nel suo genere.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
2 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
3 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
4 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
5 C’era una volta adesso Massimo Gramellini Longanesi 16,90
6 L’appello Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00
7 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00
8 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
9 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
10 Il duca e io. Serie Bridgerton. Vol. 1 Julia Quinn Mondadori 14,50 T *

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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FONTAMARA di Ignazio Silone

“Fontamara” di Ignazio Silone

Un classico della letteratura del Novecento

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di Helena Molinari

Iniziamo questo nuovo anno in Letteratitudine, nell’alternanza consueta tra suggestioni e dialogo con gli autori perlopiù contemporanei, con l’innesto di un classico narrativo del ‘900.
“Fontamara” di Ignazio Silone.
Un capolavoro della letteratura meridionalista.
Un romanzo corale e provocatorio.
Un romanzo solo in parte o apparentemente “ribelle”. Di fatto una storia di riscatto dell’uomo, che attinge a un nuovo livello di dignità proprio perché si sente spinto alla lotta contro la violenza e le mistificazioni.
L’acqua sopra e sotto ogni cosa assume il significato del simbolo vitale, del diritto naturale e sacro alla libertà.

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IL COLIBRI’ di SANDRO VERONESI vince il Premio del Libro straniero 2021 – France Inter / Le Point

“Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo – Premio Strega 2020) si aggiudica il Premio del Libro straniero 2021 – France Inter / Le Point

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France Inter e Le Point si sono associati per promuovere la letteratura straniera assegnando un premio a un autore straniero.

France Inter, la radio francese più importante con 7 milioni di ascoltatori quotidiani, offre un grande spazio agli autori e agli editori, di romanzi e fumetti, francofoni o stranieri, di novità o classici durante i suoi programmi (come quello mattutino di Nicolas Demorand et Léa Salamé, con Augustin Trapenard ma anche con Antoine de Caunes, Charline Vanhoenacker o ancora Emmanuel Khérad).

Si spinge oltre sostenendo eventi imperdibili come il Salone del Libro di Parigi, “Le livre sur la place” di Nancy e ha creato 46 anni fa il premio del Libro Inter, diventato nel tempo un premio letterario influente e rispettato.

 

Il vincitore del Premio del Libro straniero su France Inter Leggi tutto…

I SEI FINALISTI DEL PREMIO WONDY 2021

PREMIO WONDY PER LA LETTERATURA RESILIENTE: ANNUNCIATI I SEI FINALISTI DELLA IV EDIZIONE

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(Milano, 14 gennaio 2021) – Con l’annuncio oggi dei sei autori finalisti, entra nel vivo la quarta edizione del Premio Wondy per la letteratura resiliente, nato nel 2018 in memoria della giornalista e scrittrice Francesca Del Rosso (1974-2016), conosciuta con il soprannome Wondy e autrice del volume Wondy – ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro (Rizzoli, 2014) nel quale ha raccontato con ironia e coraggio la sua lotta contro la malattia.

Selezionate dal Comitato Promotore del Premio tra le 45 proposte inviate dalle case editrici, e scelte per la particolare forza ed efficacia con cui è espresso in forma narrativa il concetto di resilienza nelle sue varie sfumature, sensibilizzando sulla capacità di far fronte in modo positivo agli ostacoli della vita e trasformare le difficoltà in opportunità, le sei opere finaliste che verranno sottoposte al giudizio di due giurie, una tecnica e una popolare, sono: Leggi tutto…

Associazione Editori: segnali di speranza per il libro

Levi (AIE): “Un buon Natale per il libro. Ci sono luci e ombre, ma possiamo sperare in una chiusura del 2020 in linea con il 2019”

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Immagine correlata“Le vendite a Natale sono andate bene e questo ci consente di sperare che il 2020 si chiuda sugli stessi livelli del 2019 per l’editoria di varia, ovvero romanzi, saggistica, libri per ragazzi nelle librerie, nei supermercati e negli store online – ha annunciato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi –. Si tratta di un dato che conferma la ripresa del mercato del libro dopo il lockdown di marzo e aprile e che era già evidente nei numeri di luglio e settembre”.

“Questi dati – continua Levi – dovranno essere analizzati in dettaglio. E lo faremo il 29 gennaio in occasione della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. Fin da ora possiamo dire che a questo risultato positivo hanno contribuito, insieme all’impegno e al coraggio degli editori e delle librerie, che hanno continuato il loro lavoro anche quando non c’era visibilità sull’immediato futuro, le importanti misure a favore del libro assunte dal governo e dal parlamento e prontamente attuate dall’amministrazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo con grande efficienza”. Leggi tutto…

ISTAT – PRODUZIONE E LETTURA DI LIBRI IN ITALIA ANNO 2019

È stato pubblicato il nuovo report dell’Istat relativo alla “Produzione di libri in Italia” per l’anno 2019 (e con interessanti considerazioni e dati anche con riferimento alla pandemia da Covid-19)

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Intensa la produzione libraria, stabile il numero di lettori. Nel 2019 sono stati pubblicati in media 237 libri al giorno, quasi 1,3 libri ogni mille abitanti; di questi, due terzi sono novità (58,4%) e nuove edizioni (8,5%). Il 40,0% della popolazione di 6 anni e più legge almeno un libro all’anno. Il 77,2% dei lettori legge solo libri cartacei, il 7,9% solo e-book o libri on line. Nove editori su dieci avevano previsto per il 2020 una perdita consistente del proprio fatturato rispetto all’anno precedente.

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Eterogenea la composizione del mercato editoriale italiano

Nel 2019, nella produzione di libri in Italiai sono 1.706 le imprese e le istituzioni che svolgono come principale la pubblicazione di libri. Il 53% (considerando il volume complessivo della produzione editoriale in termini di quantità di copie stampate nell’anno di riferimento) di queste sono definibili “micro-editori” (hanno stampato non più di 5.000 copie), il 38,1% piccoli editori (tiratura massima di

100.000 copie), il 6,8% medi editori (tiratura non superiore a un milione di copie), il 2,1% grandi editori (hanno pubblicato titoli per una tiratura superiore a un milione di copie)ii.

I “grandi” e “medi” editori insieme realizzano oltre la metà (il 59,1%) della produzione in termini di titoli e il 91,3% della tiratura. Accanto agli operatori di maggiori dimensioni, l’ampia e variegata platea di piccoli e micro-editori, in buona parte imprese e istituzioni che svolgono edizione di libri come attività principale, contribuisce per il 40,9% all’offerta dei titoli pubblicati e per quasi un decimo del mercato (8,7%) in termini di tiratura. In media, se i micro e i piccoli editori hanno pubblicato rispettivamente 8 e 43 titoli all’anno, i medi editori hanno prodotto 208 opere librarie e le grandi case editrici ben 771. Leggi tutto…

L’ULTIMA CANZONE DEL NAVIGLIO di Luca Crovi: incontro con l’autore

“L’ultima canzone del Naviglio” di Luca Crovi (Rizzoli): incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Luca Crovi lavora per Sergio Bonelli Editore, dove dal 1993 si occupa della collana Almanacchi. Ha collaborato con «Italia Oggi», «Il Giornale» e «Max» occupandosi di musica. È autore di saggi e romanzi, da ultimi Noir. Istruzioni per l’uso (2013), L’ombra del campione (2018), L’ultima canzone del Naviglio (2020). Ha sceneggiato fumetti ispirati alle opere di Andrea G. Pinketts, Joe R. Lansdale e Massimo Carlotto. Per Marsilio è autore della monografia Tutti i colori del giallo (2002) che ha inspirato l’omonima trasmissione radiofonica andata in onda su Radio 2, con cui ha vinto il Premio Flaiano nel 2005.

Di recente, per Marsilio, ha pubblicato Storia del giallo italiano (un’intervista all’autore è disponibile qui), nonché il già citato nuovo romanzo edito da Rizzoli e intitolato L’ultima canzone del Naviglio, ambientato nel gennaio 1929, mentre il Generale Inverno assedia Milano avvolgendola di bianco e il pugno di ferro della milizia fascista cala sulla città che sta cambiando da un giorno all’altro…

Abbiamo chiesto a Luca Crovi di raccontarci qualcosa su questo nuovo romanzo…

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«Quando mi sono messo a lavorare a “L’ultima canzone del Naviglio” (Rizzoli)», ha raccontato Luca Crovi a Letteratitudine, «avevo chiara in testa l’idea di voler raccontare ai lettori due eventi che in qualche modo hanno segnato Milano nel profondo: il Generale Inverno e la chiusura dei Navigli. Due episodi storici che accadono entrambi nel 1929 e portano la città da una parte a reagire e a riprendere le attività nonostante la neve e il gelo e dall’altra sembrano lasciarla indifferente davanti alla privazione per sempre delle sue vie d’acqua. Leggi tutto…

MARINO SINIBALDI È IL NUOVO PRESIDENTE DEL CENTRO PER IL LIBRO

Il ministro Dario Franceschini ha nominato Marino Sinibaldi alla presidenza del Centro per il Libro e la Lettura (Cepell)

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Così come evidenziato in un’apposita nota, il ministro Dario Franceschini ha nominato Marino Sinibaldi alla presidenza del Centro per il Libro e la Lettura (Cepell): l’istituto autonomo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo che ha il compito di attuare politiche di diffusione del libro e della lettura in Italia, nonché di promuovere il libro e la cultura italiana all’estero, proponendosi come punto di riferimento per il mondo professionale in tutte le sue molteplici componenti e come luogo di incontro, di dialogo e di scambio per gli operatori pubblici e privati che quotidianamente operano nei vari ambiti della produzione, della conoscenza e della diffusione del libro e dell’editoria.

“Nel ringraziare Diego Mariani per il suo impegno,”, scrive Franceschini, “auguro a Marino Sinibaldi buon lavoro. Il Centro per il libro e la lettura rappresenta un’importante istituzione per  diffondere la lettura e quella di Marino Sinibaldi è una nomina di alto valore culturale: sono sicuro che con la sua esperienza e la sua professionalità sarà capace di dare nuovo impulso e nuovo slancio in un settore vitale per il nostro paese”. Leggi tutto…

I 50 LIBRI PIÙ VENDUTI NEL 2020

L’elenco dei 50 libri più venduti nell’anno 2020

 

Cambiare l'acqua ai fiori - Valérie Perrin - copertinaRiccardino - Andrea Camilleri - copertinaIl colibrì - Sandro Veronesi - copertina

 

In vetta: “Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin” (Edizioni E/O) ==> le prime pagine del libro.

In seconda posizione: “Riccardino” di Andrea Camilleri (Sellerio) ==> il nostro speciale

Al terzo posto: “Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo) ==> il nostro speciale con intervista radiofonica all’autore

In quarta posizione: “L’enigma della camera 622” di Joël Dicker (La nave di Teseo) ==> la nostra recensione

Di seguito, l’intero elenco Leggi tutto…

ADDIO AD ANGELO SCANDURRA (poeta ed editore)

Ci lascia il poeta ed editore Angelo Scandurra: (Aci Sant’Antonio, 19 agosto 1948 – Valverde, 8 gennaio 2021)

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di Massimo Maugeri

Fa male al cuore la notizia della scomparsa di Angelo Scandurra. Ed è con estrema difficoltà che mi accingo a pubblicare questa pagina per ricordarlo (e celebrarlo). Conservo di lui il ricordo di poeta appassionato e di editore integerrimo. Uno di quelli che ha sempre vissuto l’amore per la parola scritta come missione. Delle sue pubblicazioni come editore ha sempre avuto cura assoluta: dai contenuti dei testi che pubblicava, alla qualità della carta utilizzata.

Qualche mese fa, a Siracusa, gli era stato assegnato il Premio per l’Editoria Indipendente “Arnaldo Lombardi” (nuovo premio sorto con la rinascita del glorioso Premio Vittorini) con la seguente motivazione:
Erede delle altrettanto gloriose edizioni “Il Girasole”, la piccola e indipendente casa editrice “Le Farfalle” ha sede a Valverde, un piccolo paese alle pendici dell’Etna. Da lì, nel corso di tanti anni, con la sua opera infaticabile e testarda, ma ricca di profonde idealità culturali, il suo storico fondatore e titolare, il poeta Angelo Scandurra, irradia messaggi culturali di altissimo valore, pubblicando pregiate edizioni, anche su carte appositamente preparate a mano, recuperando testi rari di autori contemporanei e non solo, arricchendo il suo catalogo con opere di prestigiosi e importanti autori della letteratura e dell’arte“.

Questo, il messaggio che leggiamo oggi sul profilo Facebook del Premio: Leggi tutto…

LEONARDO SCIASCIA NEL CENTENARIO DELLA NASCITA

Leonardo Sciascia2.jpgCe ne ricorderemo, di Leonardo Sciascia

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di Giuseppe Giglio

«Ce ne ricorderemo, di questo pianeta». Più volte le ho accarezzate con gli occhi, queste parole dello scrittore francese ottocentesco Villiers de l’Isle-Adam, sulla tomba di Leonardo Sciascia, a Racalmuto: incise sul bianco e nudo marmo, insieme al nome e alle date di nascita e di morte, così come Leonardo aveva fermamente voluto. «Ce ne ricorderemo, di questo pianeta»: un’iscrizione che, dice Gesualdo Bufalino, «non conta tanto come pezza d’appoggio d’una ipotesi di sopravvivenza, ma ribadisce un sentimento di distacco ironico e dolente insieme.

File:Sciascia's tombstone in Racalmuto.JPG

Questo pianeta, cioè, con le sue abiezioni e dolcezze, quanto dovrà apparirci estraneo, da una remota nuvola, e tuttavia oggetto d’una insopprimibile volontà di memoria…». Ecco, la volontà di memoria, il pensare, il voltarci indietro: è questo l’ineludibile richiamo che ci resta, dopo un incontro con la pagina di Leonardo, sia essa di un romanzo, di un saggio, di un articolo di giornale. E da quella pagina sempre balzano la gioia, la felicità dello scrivere: anche quando si tratti di cose terribili, se non angosciose. «Non faccio nulla senza gioia», diceva Montaigne. La stessa gioia di Luciano, di Stendhal, di Savinio. La stessa gioia di Leonardo Sciascia: che è poi la gioia degli scrittori veri, dei cercatori di verità. Leggi tutto…

CLASSIFICA: 28 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021 – questa settimana segnaliamo “Dante” di Alessandro Barbero (Laterza)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 28 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021

Questa settimana segnaliamo: “Dante” di Alessandro Barbero (Laterza), al 2° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

In seconda posizione: “Dante” di Alessandro Barbero (Laterza)

In terza posizione: “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia” di Aldo Cazzullo (Mondadori)

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La scheda del libro: “Dante” di Alessandro Barbero (Laterza)

Il genio creatore della Divina Commedia visto per la prima volta come uomo del suo tempo di cui condivide valori e mentalità. Alessandro Barbero ne disegna un ritratto a tutto tondo, avvicinando il lettore alle consuetudini, ai costumi e alla politica di una delle più affascinanti epoche della storia: il Medioevo.

Alessandro Barbero ricostruisce in quest’opera la vita di Dante, il poeta creatore di un capolavoro immortale, ma anche un uomo del suo tempo, il Medioevo, di cui queste pagine racconteranno il mondo e i valori. L’autore segue Dante nella sua adolescenza di figlio di un usuario che sogna di appartenere al mondo dei nobili e dei letterati; nei corridoi oscuri della politica, dove gli ideali si infrangono davanti alla realtà meschina degli odi di partito e della corruzione dilagante; nei vagabondaggi dell’esiliato che scopre l’incredibile varietà dell’Italia del Trecento, fra metropoli commerciali e corti cavalleresche. Di Dante, proprio per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che di qualunque altro uomo dell’epoca: ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un teen-ager innamorato, o su cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia. Ma il libro affronta anche le lacrime i silenzi che rendono incerta la ricostruzione di interi periodi della sia vita, presentando gli argomenti pro e contro le diverse ipotesi, e permettendo a chi legge di farsi una propria idea, come quando il lettore di un giallo è invitato a seguire il filo degli eventi e ad arrivare per proprio conto a una conclusione. Un ritratto scritto da un grande storico, meticoloso nella ricerca e nell’interpretazione delle fonti, attento a dare piena giustificazione di ogni affermazione e di ogni ipotesi; ma anche un’opera di straordinaria ricchezza stilistica, che si legge come un romanzo.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
2 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
3 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
4 C’era una volta adesso Massimo Gramellini Longanesi 16,90
5 L’appello Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00
6 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00
7 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
8 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
9 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
10 Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni Einaudi 18,50

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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UN CASO TROPPO COMPLICATO PER L’ISPETTORE SANTONI di Franco Matteucci: incontro con l’autore

“Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni” di Franco Matteucci (Newton Compton): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Franco Matteucci, autore e regista televisivo, vive e la­vora a Roma. Ha scritto, tra gli altri, i romanzi Il visionario (finalista al pre­mio Strega, premio Cesare Pavese e premio Scanno), Festa al blu di Prus­sia (premio Procida Isola di Arturo – Elsa Morante), Il profumo della neve (finalista al premio Strega). È autore della serie di gialli di grande successo che hanno per protagonista l’ispetto­re Marzio Santoni: Il suicidio perfetto, La mossa del cartomante, Tre cadaveri sotto la neve, Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco, Delitto con inganno, Giallo di mezzanotte, Il mistero del cadavere sul treno. I suoi libri sono stati tradotti in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Inghilterra, Russia, Ca­nada e Australia e si sta lavorando al progetto di una serie TV.

Il nuovo romanzo di Franco Matteucci (uscito oggi, 7 gennaio 2021) si intitola Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni ed è pubblicato da Newton Compton, come i precedenti.

Abbiamo chiesto a Franco Matteucci di raccontarci qualcosa su questo nuovo romanzo (di seguito pubblichiamo il primo capitolo) e una suggestione sulla sua genesi (e, in generale, sulla genesi dei suoi libri)…

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«La mia casa, quella dove abito e scrivo, sta tutta nella mia mente», ha detto Franco Matteucci a Letteratitudine. «È in quei confini immensi che si formano le idee. Stanze luminose che si intrecciano infinite, con salotti dal profumo di rosolio dove si compiono sanguinosi delitti, letti dove le più belle donne si spogliano solo per te… Leggi tutto…

IL GIALLO DEI LIMONI: un ricordo di Franco Loi

In omaggio al poeta Franco Loi, scomparso il 4 gennaio 2021, pubblichiamo questo ricordo offertoci dal poeta Sebastiano Burgaretta

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Il giallo dei limoni

di Sebastiano Burgaretta

Taccuino in mano, di tanto in tanto inframmezzava alla conversazione amichevole improvvisi momenti nei quali prendeva brevi appunti su quanto il paesaggio siciliano, che fiancheggia l’autostrada che collega Fontanarossa ad Avola, gli ispirava. Veniva da Milano il poeta, mio amico, Franco Loi, per tenere una conferenza sulla poesia e già, appena messo piede in Sicilia, non poteva fare a meno di cogliere, con le sue sensibilissime antenne, i segnali cui l’aveva informato e avvezzato la sua diuturna consuetudine con la poesia. Scusami, ma io sono abituato a prendere appunti sul mio taccuino: sono sensazioni, visioni, colori, odori, pensieri che vengono a parlarmi e che io devo fermare sulla carta, per non perderli. Così gentilmente mi disse, aggiungendo poi: Mi capita sempre, dovunque qualcosa mi attragga e mi catturi. E qui è la luce a incantarmi. È stupenda questa luce. Stupenda in sé stessa, e ancor di più per chi, come me, viene dalle nebbie di Milano. E questo giallo delle margherite, e quello dei limoni sono una vera esplosione di luce e di vita. Torno sempre volentieri in Sicilia, dove, ti confesso, mi piacerebbe vivere. Se mia moglie fosse d’accordo con me, io verrei a vivere in quest’isola, così come anche nel Salento. Sorpreso e ammirato da tanto stupore: Davvero dici? mi spinsi a domandargli. Leggi tutto…

TUTTA MIA LA CITTÀ di Letizia Dimartino

“Tutta mia la città – ovvero dalla marina a Beddio” di Letizia Dimartino (Archilibri): recensione e intervista all’autrice

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di Simona Lo Iacono

C’è sempre un luogo, per chi scrive, c’è sempre un mondo. Non quello reale, che scorre veloce e sfalda spesso la sua apparenza. Ma quello che origina dalla connessione delle parole, dal loro aggregarsi in una vera e propria entità che si fa attraversare.
In quel luogo abita Letizia Dimartino.
Di lei non è possibile dire che racconti una città, sebbene il titolo del suo libro (“Tutta mia la città”, editore Archilibri) indurrebbe a pensarlo. Ma piuttosto che la crei nel momento stesso in cui ne scrive.
Il suo sguardo, infatti, non è osservazione ma scandaglio dell’abisso e della perdita, del riconosciuto e dell’estraneo.
La prosa di Letizia non ha lo scopo di fare un resoconto dei luoghi, ha piuttosto l’estatica solennità delle giagulatorie di Chiesa, la stessa vastità incorporea, afflitta, che sa odorare la notte stanando in essa fuochi senza fumo, che sa assaporare un biancomangiare cogliendovi i residui addolorati di un tempo domestico, dolcissimo, che non ritorna.
Mai, in lei, la visione resta in se stessa. Leggi tutto…

BACI A OCCHI APERTI di Matteo Collura (recensione)

“Baci a occhi aperti. La Sicilia nei racconti di una vita” di Matteo Collura (Tea)

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di Giovanni Parlato

Baci a occhi aperti” di Matteo Collura (edizioni Tea, pagine 478) è un libro trasversale, per argomenti e personaggi, con differenti chiavi di lettura. Come recita il sottotitolo – La Sicilia nei racconti di una vita – l’autore ha raccolto una serie di suoi scritti per rivisitarli e presentarli sotto un’altra veste cui sono stati aggiunti testi inediti. Il risultato è un libro nuovo, punto d’equilibrio di una maturità attraverso cui Matteo Collura, agrigentino, guarda alla sua terra d’origine ancora con lo sguardo di un ragazzo, ma con la consapevolezza di quanto la Sicilia sia bella e irredimibile. Ecco, da qui, il titolo: i baci, espressione di un sentimento, ma a occhi aperti, con il giusto distacco che permette di raccontare, come direbbe Bufalino, la luce e il lutto.
Attraverso questo gioco del rovescio emerge, quale uno dei segni distintivi, il carattere epico del libro. “O a Palermo o all’inferno” gridano i garibaldini che da Gibilrossa scendono alla conquista della città. Sullo sfondo svettano il generale Garibaldi e il luogotenente Bixio che con la strategica mossa della «diversione di Corleone» si sono aperti la strada verso la vittoria. Leggi tutto…

BUON 2021 DA LETTERATITUDINE

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VERBUMCARU di Sebastiano Burgaretta (poesia)

“Verbumcaru” di Sebastiano Burgaretta (Algra editore – illustrazioni di Francesco Coppa): incontro con il poeta e l’assaggio di qualche verso

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Sebastiano Burgaretta è nato ad Avola nel 1946. Studioso di tradizioni popolari, poeta e narratore, ha pubblicato numerosi scritti in volumi e saggi. Spazia, con i suoi interessi culturali, tra poesia e saggistica varia in campo etnoantropologico, letterario, religioso e artistico. Ha tradotto in siciliano il Simposio di Platone con il titolo di Cummitu (2007), Voci di famiglia di Harold Pinter, inedito. Dallo spagnolo all’italiano ha tradotto le raccolte poetiche I piedi del messaggero di José Félix Olalla (2012), Kaligrafía y gracia di Juan Miguel Domínguez Prieto (2015).

È stata appena pubblicata la nuova opera poetica di Sebastiano Burgaretta: si intitola “Verbumcaru” (Algra).

Alla coscienza di un’Occidente sordo e indifferente si rivolge “Verbumcaru” di Burgaretta con forza dirimente. I versi di Sebastiano Burgaretta ci ricordano che ancora oggi il nostro mare, invece di unire sponde, popoli e culture, è luogo di sofferenza, sfruttamento e morte per i migranti che tentano di raggiungere un’Europa chiusa in sé, asserragliata nella sua indifferenza e nella sua parvenza di benessere.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene… Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 14 al 20 dicembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Ritorniamo a sognare” di Papa Francesco (Piemme)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 14 al 20 dicembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore” di Papa Francesco (Piemme), al 37° posto in classifica generale

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In prima posizione: Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) di Bruno Vespa (Mondadori)

In seconda posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

In terza posizione: “C’era una volta adesso” di Massimo Gramellini (Longanesi)

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La scheda del libro: “Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore” di Papa Francesco (Piemme)

Un libro coraggioso, che semina speranza e chiama a raccolta tutti coloro che credono possibile un mondo più giusto e più sano. Mai come in questo momento Francesco si rivela pastore, padre e guida non solo per i credenti ma per tutta l’umanità.

«Per uscire migliori da questa crisi, dobbiamo recuperare la consapevolezza che come popolo abbiamo un destino comune. La pandemia ci ricorda che nessuno può salvarsi da solo.»

Nel momento più cupo della pandemia, nel marzo 2020, Papa Francesco ha infranto per primo il silenzio angoscioso delle città deserte raccogliendo le domande inespresse della gente impaurita. Ha capito che le risposte di scienziati, politici ed esperti sulle cause e i rimedi di quella prova inattesa e durissima non potevano bastare e ha invitato tutti, fedeli e non credenti, a guardare più lontano, ad aprire strade verso il futuro. Le sue riflessioni, approfondite nel lungo periodo di isolamento, sono raccolte in questo libro in cui, con parole dirette e potenti, ci invita a non lasciare che questa prova risulti inutile. Dopo una critica tagliente dei sistemi e delle ideologie che hanno contribuito a produrre la situazione attuale – dall’economia globalizzata, ossessionata dal profitto, all’egoismo e all’indifferenza per il prossimo e l’ambiente –, il Papa offre un piano al tempo stesso visionario e concreto per costruire un mondo migliore per tutti, un progetto che parte dalle periferie e dai poveri per cambiare la vita sul pianeta. Con un’autenticità senza precedenti, e la schiettezza delle espressioni della sua lingua madre, Francesco confessa come, in momenti diversi, tre esperienze molto dolorose lo abbiano cambiato profondamente, migliorandolo. E intreccia il racconto di ciò che ha imparato percorrendo le periferie di Buenos Aires a sorprendenti osservazioni sulle proposte e gli interventi di vari pensatori, politici e attivisti. Un libro coraggioso, che semina speranza e chiama a raccolta tutti coloro che credono possibile un mondo più giusto e più sano. Mai come in questo momento Francesco si rivela pastore, padre e guida non solo per i credenti ma per tutta l’umanità.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
2 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
3 C’era una volta adesso Massimo Gramellini Longanesi 16,90
4 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
5 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00
6 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
7 Fu sera e fu mattina Ken Follett Mondadori 27,00
8 L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio. La trilogia di Nerone. Vol. 1 Alberto Angela HarperCollins Italia 18,50
9 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
10 Una terra promessa Barack Obama Garzanti 28,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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PREMIO CAMPIELLO 2021: al via la 59^ edizione con Walter Veltroni presidente.

PREMIO CAMPIELLO, AL VIA LA 59^ EDIZIONE – WALTER VELTRONI PRESIDENTE DELLA GIURIA DEI LETTERATI, ENTRANO EDOARDO CAMURRI E DARIA GALATERIA

Il 28 maggio si svolgerà la selezione della cinquina finalista, il 4 settembre la proclamazione del vincitore

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Venezia, 28 dicembre 2020 – Prende il via la 59^ edizione del Premio Campiello; quest’anno il Presidente della Giuria dei Letterati sarà Walter Veltroni.

Nato a Roma nel 1955, Veltroni è stato direttore de L’Unità, Vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, sindaco di Roma, primo segretario del Partito Democratico. Ha scritto numerosi saggi e romanzi ed è autore di documentari e film di finzione. Collabora da tempo con la Gazzetta dello Sport e con il Corriere della Sera.

Tra le novità di questa edizione, due nuovi ingressi nella Giuria dei Letterati, dopo la triste scomparsa di Philippe Daverio. Si tratta di Edoardo Camurri, scrittore, autore e conduttore televisivo e radiofonico, e Daria Galateria, scrittrice, accademica e traduttrice (nelle foto in basso).

Gli altri componenti della Giuria dei Letterati della 59^ edizione del Premio Campiello sono: Leggi tutto…

700 DANTE: Firenza si unisce per celebrare il Sommo Poeta

700 Dante: a domani online il portale www.700dantefirenze.it su cui consultare il ricchissimo calendario di appuntamenti organizzati nel 2021 per celebrare l’Alighieri nel 700esimo anniversario della sua morte

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imageSettecento anni fa, nel 1321, moriva Dante Aligheri, il Sommo Poeta, simbolo e icona della cultura italiana nel mondo e geniale creatore della Divina Commedia. Firenze, la città dove nacque, in cui partecipò attivamente alla vita politica, divenendo prima Cavaliere e poi Priore, e dalla quale, proprio per ragioni politiche, venne esiliato nel 1302, lo ricorda adesso con un anno di eventi. Oltre trenta istituzioni fiorentine – riunite in un Comitato Organizzatore coordinato dal Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura, Moda, Design e Relazioni Internazionali, Direzione Cultura e Sport e P.O. Firenze Patrimonio Mondiale e rapporti con UNESCO, con la comunicazione e il supporto al coordinamento di MUS.E – hanno deciso infatti di raccontare la storia di Dante e della sua mai dimenticata Firenze in un programma denso e di grande interesse, digitale e non, attraverso conferenze, giornate di studi, eventi e mostre aperte al grande pubblico. Da domani, martedì 29 dicembre 2020, il calendario di questo anno straordinario è finalmente consultabile online sul portale www.700dantefirenze.it, mentre aggiornamenti quotidiani si potranno trovare sulla pagina Facebook @700dantefirenze. Leggi tutto…

BUON NATALE 2020 DA LETTERATITUDINE

JOHN LENNON. LE STORIE DIETRO LE CANZONI di Paul Du Noyer (recensione)

“John Lennon. Le storie dietro le canzoni. Tutti i testi originali” di Paul Du Noyer (Mondadori Electa)

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di Massimo Maugeri

Partiamo, intanto, dall’autore di questo libro. Paul Du Noyer è uno scrittore, editor e giornalista musicale di caratura internazionale. È nato a Liverpool il 21 maggio del 1954, ha fondato la rivista musicale Mojo (una delle più influenti del Regno Unito) e ha intervistato i più grandi personaggi del mondo della musica: da Madonna a Pavarotti, da David Bowie a Mick Jagger (giusto per fare qualche nome). Ma Paul Du Noyer è anche uno dei più grandi conoscitori al mondo della musica e della storia dei Beatles, così come anche della musica e della storia dei singoli componenti della più celebre band di tutti i tempi. Non è un caso che Yoko Ono gli abbia affidato la redazione delle note di copertina di tutti gli album solisti di John Lennon al momento della loro ripubblicazione negli anni Duemila.
E, a proposito di Lennon, in occasione del quarantennale della sua morte (8 dicembre 1980), Paul Du Noyer ha colto l’occasione per dare alle stampe un altro bellissimo e preziosissimo volume dedicato a questo grande e indimenticato artista. Si intitola “John Lennon. Le storie dietro le canzoni. Tutti i testi originali” (Mondadori Electa, 192 pagg. – traduzioni di Silvio Bernardi e Tania Spagnoli). Come si evince dal titolo, l’obiettivo del libro è quello di ripercorrere l’intera storia artistica e umana di John Lennon, concentrando l’attenzione principalmente sull’ultimo decennio della sua esistenza, gli anni – dunque – che vanno dal 1970 (dallo scioglimento dei Beatles) al 1980 (alla sua scomparsa). Si tratta di un volume elegante, di grande qualità anche dal punto di vista della carta utilizzata (giacché contiene, come vedremo, un importante corredo fotografico) e dotato di una dimensione superiore a quella di un normale libro (22.2 x 2 x 28.7 cm): pensate a un album fotografico (giusto per rendere l’idea). Leggi tutto…

ALL WE ARE SAYING. L’ULTIMA GRANDE INTERVISTA di John Lennon e Yoko Ono (recensione)

“All we are saying. L’ultima grande intervista” di John Lennon e Yoko Ono, a cura di David Sheff (Einaudi Stile Libero – traduzione di Nico Perre)

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di Massimo Maugeri

Quarant’anni senza John Lennon e sentirli tutti. Non c’era certo bisogno della celebrazione di questa ricorrenza per rendersi conto di quanto sia mancato e di quanto continui a mancare John Lennon a partire da quella maledetta sera in cui fu assassinato da un fan fuori di testa armato di pistola. Quattro colpi sparati alle spalle mentre John, insieme a Yoko, si apprestava a rientrare presso la propria residenza (palazzo Dakota, 72ª strada, nell’Upper West Side di New York, di fronte al Central Park).
Era l’8 dicembre 1980. Lennon aveva compiuto quarant’anni da poco e dopo cinque anni di silenzio artistico (John aveva deciso di “ritirarsi” temporaneamente anche per crescere il figlio Sean) era uscito il nuovo album realizzato da lui e da sua moglie Yoko: “Double Fantasy”. Gli anni ’60 e i ’70 erano oramai alle spalle e c’era tanta aspettativa per l’arrivo di questo nuovo ventennio che avrebbe condotto l’umanità alle soglie del 2000. Ma il tempo, per John Lennon uomo, artista, marito e padre si fermò intorno alle 23 di quell’8 dicembre, nonostante i tentativi disperati dei medici del Roosevelt Hospital di sottrarre l’ex beatle alle grinfie della morte.
Manca, John Lennon. E questi quarant’anni non hanno cancellato la sua stella artistica e la sua voce carismatica che continua a risuonare tra le canzoni dei Beatles e tra quelle composte e interpretate nella sua carriera solista (“Imagine”, su tutte). C’è però un modo per riavvicinarsi a John o, per chi non ha avuto modo di conoscerlo a fondo, per entrare nella sua vita e, in un certo senso, farne parte, anche oggi, a quattro decadi di distanza dalla sua scomparsa. In occasione del quarantennale della morte è stato infatti pubblicato un libro che può essere davvero considerato come una sorta di testamento spirituale, artistico e sociale che Lennon ha inconsapevolmente lasciato al mondo dei viventi, a coloro che avrebbero continuato il viaggio dopo la sua dipartita. Si intitola “All we are saying” di John Lennon e Yoko Ono (Einaudi Stile Libero, traduzione di Nico Perre, pagg. 300, euro 19), a cura di David Sherif. Il sottotitolo del libro è “L’ultima grande intervista”. Stiamo parlando, infatti, di una lunghissima intervista che John e Yoko rilasciarono a David Sheff (giornalista di «Playboy») in occasione, per l’appunto, del clamoroso ritorno sulle scene artistiche con l’album “Double Fantasy”.
Proviamo a ripercorrere la storia di questa lunghissima e memorabile intervista. Leggi tutto…

CERCANDO BEETHOVEN di Saverio Simonelli: incontro con l’autore

“Cercando Beethoven” di Saverio Simonelli (Fazi editore): incontro con l’autore e brano estratto dal libro

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Saverio Simonelli, giornalista professionista, è vicecaporedattore del tg2000 per cui cura e conduce la rubrica culturale Terza Pagina. Laureato in Filologia germanica e traduttore, ha pubblicato diversi libri di saggistica e racconti per ragazzi.

Per Fazi editore ha appena pubblicato il suo primo romanzo intitolato Cercando Beethoven. Si tratta, peraltro, del primo romanzo con protagonista Ludwig van Beethoven (di cui celebriamo il 250° anniversario della nascita): il ritratto intimo e commovente di un uomo che ha cambiato per sempre la storia della musica.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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Saverio Simonelli«Quando ci si accinge a scrivere un romanzo in cui la fantasia si incunea rispettosa nella storia e nella biografia di un gigante come Beethoven», ha detto Saverio Simonelli a Letteratitudine, «bisogna anzitutto far finta di non avere paura e lasciare giocare un po’ l’istinto, la passione personale, il desiderio di condividere con i futuri lettori non solo la storia ma tutto il frutto di sensazioni, di studio e ricerca, il patrimonio di una cultura che ti ha segnato profondamente, che culla, circonda e definisce proprio il personaggio che si racconta.
Così il mio Cercando Beethoven vuole essere un omaggio non solo a quello che forse è il più grande compositore della storia – sicuramente il più ‘umano’ – ma a una sensibilità, a un’idea di creatività e di arte che proprio in quegli anni ha avuto la percezione chiara di voler esprimere ciò che va oltre il qui e ora, di sondare ‘l’anima del vasto mondo’, come scriveva Novalis nella consapevolezza che la poesia in particolare ‘sente il non sensibile, vede il non visibile e rappresenta l’irrappresentabile’. Leggi tutto…

MINA, IL POZZO E L’UOMO CHE RIPARA I RICORDI di Tea Ranno

https://parrocchia.mozzanica.com/wp-content/uploads/2014/03/Samaritana.jpgUn racconto inedito di Tea Ranno, collegato al suo nuovo romanzo “Terramarina” (Mondadori), sul tema del farcela nonostante tutto, sulla possibilità di incontrare qualcuno che ti spingerà a dire che l’Amore c’è (soprattutto a Natale)

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È il modo di Tea Ranno, attraverso le pagine di Letteratitudine, per augurare buone festività natalizie (nonostante tutto) alle sue lettrici e ai suoi lettori.

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di Tea Ranno

… nei giorni della fame

Un giorno che aveva troppa fame ha pensato di buttarsi nel pozzo.
Ci sono monete in fondo al pozzo, puoi comprarti il pane, s’è illusa.
Era stremata.
Anzi sfinita.
Anzi triste.
Anzi disperata
e quel giorno il pozzo è sembrata l’unica soluzione possibile: Mina non le parlava più nei pensieri, la creatura le mangiava ogni forza, tutta la strada le pesava nelle gambe, tutte le lacrime le calavano dagli occhi e dai capelli, tutto era niente, anzi, pianto: pianto come piange una bimba di quindici anni che vaga da sei settimane ed è ormai così stanca che vuole buttarsi nel pozzo. Non c’è Mina, non c’è spensieratezza, il giubbotto non basta a scaldarla, tutti parlano di scemenze, vestiti, trucchi, pizza, calici di vino
ci vediamo per l’aperitivo
ci vediamo per un cinema
ci vediamo per fare shopping
andiamo a correre
andiamo a teatro
andiamo a prendere un caffè
un gelato
un cartoccio di caldarroste
una birra
pizza e birra, dai! Leggi tutto…

LE INCREDIBILI CURIOSITÀ DI VERONA di Giulia Adami: incontro con l’autrice

undefined“Le incredibili curiosità di Verona” di Giulia Adami (Newton Compton): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Giulia Adami è nata nel 1989 a Verona. Si è laureata in Beni Culturali e Discipline Artistiche e ha conseguito il dottorato con uno studio multidisciplinare sull’attività artistica cinquecentesca nella sua città natale.

Per Newton Compton ha appena pubblicato il volume Le incredibili curiosità di Verona”.

Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«Abitare a Verona significa confrontarsi ogni giorno con la grandiosa imponenza dei suoi monumenti storici», ha detto Giulia Adami a Letteratitudine, «con uno sfaccettato tessuto urbano che ancora oggi vive delle sue millenarie stratificazioni. Fin dai tempi del liceo ho imparato ad amare i labirintici vicoli del centro storico, le grandi piazze affollate e le pittoresche colline che circondano, con il loro verde profondo, l’abbraccio tra la città e il fiume. Leggi tutto…

LA GERMANIA TRA IL ’44 E IL ’47 NEI ROMANZI DI GILBERS: intervista all’autore

Una corposa intervista di Luca Crovi allo scrittore, giornalista e drammaturgo tedesco Harald Gilbers: autore di una saga, ambientata nella Germania di fine seconda Guerra mondiale (edita in Italia da Emons Edizioni), che presto dovrebbe diventare serie televisiva

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di Luca Crovi

Com’era realmente la Germania fra il 1944 e il 1947? Qual era il sentimento provato dai tedeschi durante il regime di Hitler? Ha cercato di raccontarlo in un ciclo per ora di cinque romanzi come “Berlino 1944”, “I figli di Odino”, “Atto finale”, “La lista nera” e “L’inverno della fame” (tutti editi da Emons Edizioni) lo scrittore, giornalista e drammaturgo tedesco Harald Gilbers. Cinque storie in cui emerge il personaggio dell’ex commissario di polizia Richard Oppenheimer alle prese con cinque indagini che lo portano a svolgere il ruolo di investigatore in una Berlino che finirà bombardata, invasa e divisa. Rimosso dal suo incarico per le sue origini ebraiche Oppenheimer è poi rimesso sul campo dal regime nazista ed è un poliziotto davvero speciale. Abbiamo avuto occasione di farci spiegare dallo stesso Gilbers la genesi della sua saga che presto dovrebbe diventare una serie televisiva.

– Com’è nata l’idea della sua serie?
All’inizio ho pensato per un attimo di sviluppare una sceneggiatura della prima storia BERLINO 1944. Il cinema mi ha sempre influenzato e anche all’università ho scritto alcuni articoli sulla storia del cinema. I film diretti in Germania da Fritz Lang prima di emigrare sono stati il ​​mio punto di partenza. In “M” e “The Testament of Dr. Mabuse” compare il personaggio del commissario Lohmann. Io mi sono chiesto come potesse essere la vita di Lohmann durante il nazismo se fosse stato ebreo. È da qui che nasce l’ispirazione per Oppenheimer il mio personaggio principale.

– Che immagine emerge dai suoi romanzi della Germania di Hitler? Leggi tutto…

LA LETTURA: classifica di qualità 2020 – vince KENT HARUF con “La strada di casa” (NN)

La classifica di qualità 2020 de LA LETTURA (del Corriere della Sera) premia il romanzo “La strada di casa” di Kent Haruf (NN, traduzione di Fabio Cremonesi).

Al secondo posto Nicola Lagioia con “La città dei vivi” (Einaudi).

In terza posizione l’autobiografia di Woody Allen, “A proposito di niente” (La nave di Teseo, traduzione di Alberto Pezzotta).

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Quest’anno la classifica di qualità de LA LETTURA (de Il Corriere della Sera) premia un romanzo straniero: quello dell’americano Kent Haruf (1943-2014), “La strada di casa”, pubblicato da NN Editore con la traduzione di Fabio Cremonesi (con 324 punti). L’anno scorso era stato premiato “Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo).

In seconda posizione, nonché primo tra gli italiani, si piazza il libro Nicola Lagioia “La città dei vivi”, edito da Einaudi (con 220 punti).

Terza posizione per “A proposito di niente” di Woody Allen (La nave di Teseo, traduzione di Alberto Pezzotta).

Nella sezione traduzione, vince Nicola Crocetti che ha trasposto in versi in lingua italiana L’Odissea di Nikos Kazantzakis, (volume edito da Crocetti). Leggi tutto…

TULLIO AVOLEDO racconta NERO COME LA NOTTE

Nero come la notte Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: TULLIO AVOLEDO racconta il suo romanzo NERO COME LA NOTTE (Marsilio), libro vincitore del Premio Scerbanenco 2020.

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LANCIARE FRECCE CONTRO GLI ELICOTTERI

di Tullio Avoledo

All’origine di ogni mio libro c’è un seme.
Può essere una frase, un ricordo, un’immagine.
Può essere, in realtà, qualsiasi cosa.
Tre sono le cose misteriose, per dire, è nato da un osso mezzo rosicchiato. Camminavo con mio figlio Francesco, allora molto piccolo, per un viale di una città di mare, e ho visto quest’osso spuntare da sotto una siepe. Perché Francesco non lo vedesse l’ho spinto col piede sotto i rami. Tornato a casa, mi sono messo a scrivere una storia che aveva come protagonista un giovane pubblico ministero in un tribunale internazionale per crimini di guerra.
Ossa e ruggine e orrore, quello che affiora dalla terra in quel libro, è germinato da quel mio gesto, dal mio nascondere l’osso a mio figlio. Vi si è unito il ricordo irreale dell’estate in cui, disteso al sole sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro, guardavo passare, fra l’indifferenza dei bagnanti, gli aerei USA in volo per bombardare la Bosnia. Poi sono venuti i testi di medicina legale, gli atti dei tribunali veri e le memorie di chi aveva lavorato per identificare i morti delle fosse comuni di Srebrenica e di altri luoghi dell’ex Jugoslavia in cui la pretesa civiltà europea era collassata in un buco nero d’orrore.
Ma all’origine c’era solo un osso spolpato.

L’ispirazione per La ragazza di Vajont sono stati invece la poesia Parole povere di Pierluigi Cappello e alcuni versi di Walther von der Vogelweide sull’inverno. Si può tranquillamente dire che l’ambientazione di quel romanzo freddo e cupo sono di fatto quelle due poesie, cui poi venne ad aggiungersi il quadro Cacciatori nella neve di Pieter Bruegel il Vecchio, che quell’anno vidi, in un freddo pomeriggio di febbraio, al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Pierluigi (per inciso: non è lui lo “Storpio” del romanzo) mi ha prestato anche la passione per il modellismo aereo e per la numismatica romana.

Per Nero come la notte l’origine è l’incontro di tre letture: Leggi tutto…

IL VOLO DEGLI EXTRALISCIO: dal Giro d’Italia, a Venezia 77, al Festival di Sanremo 2021

Gli EXTRALISCIO parteciperanno, tra gli artisti big, all’edizione 2021 del Festival di Sanremo. Un successo crescente: da Merendine Blu al Giro d’Italia, dal film diretto da Elisabetta Sgarbi (presentato al Festival Internazionale del Cinema di Venezia) al Festival di Sanremo. Le varie tappe dell’ascesa dei giganti del “punk da balera”

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di Massimo Maugeri

Image from LETTERATITUDINE (di Massimo Maugeri)L’artefice del successo degli Extraliscio è lei, Elisabetta Sgarbi, che commenta con gioia e soddisfazione il raggiungimento di questo nuovo prestigioso risultato: “Cinque anni fa ho ricominciato tutto da capo dando vita a La nave di Teseo. Oggi debutto a Sanremo2021 come editore musicale dei miei Extraliscio con Davide Toffolo in gara con un brano bellissimo: BiancaLuceNera“.

Un successo che può essere ricondotto ad alcune tappe fondamentali che ripercorriamo qui di seguito in un brevissimo, ma intenso, viaggio a ritroso.

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Il film EXTRALISCIO. PUNK DA BALERA – SI BALLERÀ FINCHÉ ENTRA LA LUCE DELL’ALBA di Elisabetta Sgarbi

Grande successo per il nuovo film diretto da Elisabetta Sgarbi: “Extraliscio. Punk da balera – si ballerà finché entra la luce dell’alba” dedicato al progetto musicale degli Extraliscio che, tra le altre cose, ha ricevuto il Premio SIAE nell’ambito delle Giornate degli Autori della 77ᵃ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 7 al 13 dicembre 2020 – questa settimana segnaliamo “L’appello” di Alessandro D’Avenia (Mondadori)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 7 al 13 dicembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “L’appello” di Alessandro D’Avenia (Mondadori), al 13° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

In seconda posizione: Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» di Benedetta Rossi (Mondadori Electa)

In seconda posizione: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

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La scheda del libro: “L’appello” di Alessandro D’Avenia (Mondadori)

Un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi – dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all’allegoria politico-sociale e alla storia di formazione –, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco.

E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. A dieci anni dalla rivelazione di Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D’Avenia torna a raccontare la scuola come solo chi ci vive dentro può fare. E nella vicenda di Omero e dei suoi ragazzi distilla l’essenza del rapporto tra maestro e discepolo, una relazione dinamica in cui entrambi insegnano e imparano, disponibili a mettersi in gioco e a guardare il mondo con occhi nuovi. È l’inizio di una rivoluzione? L’Appello è un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi – dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all’allegoria politico-sociale e alla storia di formazione –, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
2 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
3 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00
4 C’era una volta adesso Massimo Gramellini Longanesi 16,90
5 L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio. La trilogia di Nerone. Vol. 1 Alberto Angela HarperCollins Italia 18,50
6 Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni Einaudi 18,50
7 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
8 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00 *
9 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
10 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CADERE, VOLARE di Clelia Lombardo: incontro con l’autrice

“Cadere, volare” di Clelia Lombardo (Avagliano): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Clelia Lombardo  è nata in provincia di Messina, vive a Palermo. Da oltre dieci anni insegna nei licei. Ha pubblicato poesie, racconti e opere teatrali, alcune delle quali sono state rappresentate. Ha curato i testi del docu-film Bambina, go home con la regia di Alberto Castiglione (2017). Progetta e coordina iniziative scolastiche a favore della lettura. Fa parte dell’associazione Piccoli Maestri. Con il suo libro La ragazza che sognava la libertà (2020) ha vinto il premio Rita Atria, Kaos Festival 2020.

Per Avagliano ha appena pubblicato il romanzo intitolato “Cadere, volare“.

Abbiamo chiesto all’autrice di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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«Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo volevo mettere insieme più livelli», ha detto Clelia Lombardo a Letteratitudine, «desideravo costruire un tessuto narrativo in cui emergesse la straordinarietà delle vite comuni, in cui si potesse cogliere quanto coraggio ci vuole a vivere una vita sebbene possa apparire come tante. Anche per scrivere è necessario il coraggio di svelarsi e una certa attitudine alla rinuncia. Orientarsi e scegliere il necessario per fare funzionare una storia e la lingua. Un lungo allenamento all’abbandonare. Leggi tutto…

COMPLETAMENTE FALSO, PRATICAMENTE VERO di Aldo Mantineo

“Completamente falso, praticamente vero. Le fake news e il racconto dell’emergenza coronavirus” di Aldo Mantineo (Mediabooks)

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Aldo Mantineo (Siracusa, 1960), giornalista professionista, per oltre trent’anni alla Gazzetta del Sud (dove, da ultimo, è stato caposervizio della redazione di Reggio Calabria), è anche autore di numerose pubblicazioni e saggi. Molti di questi sono legati a vicende di cronaca relative al territorio nel quale ha operato – occupandosi di “nera” e “giudiziaria” – e seguendo i principali avvenimenti di rilievo nazionale essendo stato anche corrispondente da Siracusa, per oltre vent’anni, dell’agenzia ANSA.  Ha collaborato con diverse trasmissioni televisive di infotainment sia per la Rai che per Mediaset.

La nuova pubblicazione di Mantineo di intitola “Completamente falso, praticamente vero” (Mediabooks). Si tratta di un testo attualissimo sulla questione delle fake news, come d’altra parte si evince dal sottotitolo: “Le fake news e il racconto dell’emergenza coronavirus”.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Con l’editore avevamo scelto un percorso», ha detto Aldo Mantineo a Letteratitudine: «essere in libreria in autunno con un volume – anche cartaceo – che riprendesse largamente alcune delle considerazioni e degli autorevoli contributi contenuti in “Fakecrazia. L’informazione e le sfide del coronavirus” (instant book uscito soltanto in versione digitale) solamente se la pandemia, anche dopo l’estate, non avesse allentato la sua morsa angosciosa. Diciamo che in quel momento – eravamo alla fine di aprile e da lì a pochi giorni l’Italia avrebbe assaporato l’inebriante sapore della riapertura, anche se graduale, dopo le lunghissime settimane di chiusura – quella scelta voleva essere più un esorcismo o qualcosa di simile: lo faremo ma con il reale obiettivo di non farlo!

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E QUALCOSA RIMANE di Nicoletta Bortolotti (recensione)

“E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Besa muci)

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di Virginio Colmegna

Ho letto con piacere questo libro, la storia di Viola e Margherita, il loro legame stretto da sorelle cresciute nella Milano degli anni 70, la storia della loro crescita, di come le esperienze della vita le abbiano segnate in maniera diversa e allontanate e del loro ritrovarsi poi da adulte.
Si legge tutta di un fiato la storia di questa famiglia dove si affacciano quattro generazioni: dai nonni, ai genitori, alle due sorelle ora adulte fino ai bimbi di Margherita;  ma leggendolo si ritrova  anche un pezzo della storia dell’Italia degli ultimi 60 anni con le fatiche dei nonni nell’Italia del dopoguerra, con la spinta verso il cambiamento dei genitori di Viola e Margherita, negli anni particolari dell’esplosione del ’68 e con le due ragazze che crescono nel boom degli anni 80.
Una frase mi ha colpito e segna l’intensità di questo momento storico:  “noi siamo nate sulla riga del tempo, nel punto esatto in cui c’era la fantasia al potere e le porte chiuse si aprivano: carceri, manicomi, scuoleLeggi tutto…

L’ABISSO – L’ORA DEI DANNATI di Luca Tarenzi: incontro con l’autore

“L’abisso – L’ora dei dannati” di Luca Tarenzi: incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Luca Tarenzi, laureato in Storia delle Religioni, lavora per vari editori come traduttore, editor e consulente. Ha esordito nel 2006 con il romanzo (urban fantasy) Pentar – Il patto degli dei, e da allora ha pubblicato una dozzina tra romanzi e raccolte di racconti, oltre a due saggi (La sciamana del deserto e La più breve storia dell’urban fantasy che si sia mai vista).
Per Giunti ha appena pubblicato il nuovo romanzo intitolato “L’abisso – L’ora dei dannati“.

Abbiamo chiesto all’autore di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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«Quando ho cominciato per la prima volta a pensare a questa storia, nel 2013-14», ha detto Luca Tarenzi a Letteratitudine, «nella scena del fantasy italiano si discuteva molto su come utilizzare il patrimonio tradizionale, leggendario e letterario del nostro paese per produrre del fantasy “autenticamente italiano” senza dover dipendere in alcun modo dalla lezione anglosassone. La domanda che mi feci io in quell’occasione era: “Ma che cosa un lettore del nostro paese può riconoscere immediatamente, non importa quale sia la sua età o la sua provenienza culturale?”
La risposta non poteva che essere: la Divina Commedia. Leggi tutto…

IL CUORE ALTROVE di Rocco Malatacca

“Il cuore altrove. Un piccolo training per chi desidera pregare” di Rocco Malatacca (Edizioni San Paolo)

Ne “Il cuore altrove“, Don Rocco Malatacca ha accettato una sfida non indifferente: quella di costruire un training di preghiera per giovani e adulti di oggi; per usare le sue parole: per giovani e adulti che vivono oggi, che cercano, oggi, la vita.

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di Helena Molinari

Piccolo training per chi desidera pregare e un’altra preziosa intervista all’autore per noi di Letteratitudine. Ringraziamo vivamente Don Rocco Malatacca per le generose risposte.

– Un manuale di preghiera, snello e veloce come a scorrimento di web con tanto di livelli e step e applicazioni. In verità io ci leggo dentro la restituzione di un cammino con tutta la sua fatica e in esso la sua bellezza e un tempo individuale e lento, sacrosanto. Sbaglio?
Ho sempre pensato che la vita abbia priorità su tutto, vivere è d’altronde l’unica cosa che facciamo da quando siamo nati. Viviamo tuttavia soli, come se stessimo tutti alle prese con il nostro tesoro, come se la vita fosse un possesso. Il Signore Gesù mi ha mostrato invece la sua vita: non è solo, ha un legame col Padre, e ha imparato a esprimerlo con la direzione della sua umanità, facendone il senso del suo umano e una sua dinamica. Una prospettiva di vita anomala, che mi mostra che pregare è un modo di vivere legati. Per questo ho pensato di parlare di questa Sua prospettiva di vita che prega. Non se ne può chiaramente parlare come una teoria da mettere in pratica, ma di una esperienza, la Sua. Ho pensato quindi a un cammino step by step che segua Lui, nutrendosi della Sua esperienza, e app per noi, come un nostro modo per stargli a fianco e una piattaforma social alla nostra esperienza. Leggi tutto…

LA MILANESIANA 2020 a dicembre

 

La Milanesiana 2020 ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi a dicembre: da lunedì 14 a mercoledì 23 dicembre

4 incontri +1 tra Arte, Musica, Letteratura, Illustrazione e perfino… Filosofia del cibo e del vino!

Tutti gli incontri sono trasmessi in streaming sul sito e la pagina Facebook del Corriere della Sera e successivamente subito disponibili on demand sui canali social de La Milanesiana

Dopo l’inaugurazione della mostra virtuale “A occhi aperti. Matticchio/Pacifico” (svoltosi lunedì, 14 dicembre), sarà la volta del Dialogo sulla bellezza tra Vittorio Sgarbi e Giordano Bruno Guerri intitolato “Il bene e il male” (mercoledì, 16 dicembre, h. 12).

 

IL PROGRAMMA DEGLI INCONTRI Leggi tutto…

ADDIO A JOHN LE CARRÈ

È scomparso lo scrittore britannico John le Carré, pseudonimo di David John Moore Cornwell (Poole, 19 ottobre 1931 – Truro, 12 dicembre 2020), celeberrimo autore di romanzi di spionaggio divenuti bestseller internazionali, nonché ex agente segreto del Secret Intelligence Service. Di seguito, l’articolo di Gianni Bonina

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di Gianni Bonina

Solo poco più di un anno fa, a 88 anni suonati e in bella forma, John Le Carrè sfilava a Londra contro la Brexit e aveva appena pubblicato La spia corre sul campo dove Ed Shannon, un giovane anticonformista interprete della Generazione zero, pronunciava parole di fuoco contro il disimpegno Ue della Gran Bretagna e la politica di Trump. L’ultimo romanzo dello scrittore inglese scomparso il 12 dicembre è invero l’equivalente di un manifesto politico mentre l’elemento spionistico, connaturato nell’intera opera di Le Carré, appare una guazza di fondo, rispondendo a uno sviluppo tematico che testimonia ancora una volta lo stretto legame sempre mantenuto dall’autore con il suo presente, tale da riuscire cronotopo preciso e puntuale, nonché caustico e impietoso, del nostro tempo.
Le Carré non ha mai perso il quadrante puntato sulla realtà e, come negli anni Sessanta denunciava le trame oscure dietro le cospirazioni tra i Blocchi contrapposti, ergendosi così a maestro indiscusso della spy-story, cessata la Guerra fredda si è addetto a mettere a nudo nuove storture sul crinale tra politica e società, dalla globalizzazione al riciclaggio del denaro sporco, dall’immigrazione clandestina ai torbidi delle case farmaceutiche: da un lato non perdendo mai l’orizzonte internazionale e la presa olistica delle sue storie, che pur se tentate via via dal thriller sono rimaste sempre ancorate allo spirito della politica deviata e delle ideologie divergenti, e da un altro lato ponendosi come osservatore e censore di ogni spregiudicata iniziativa di governo che fosse antisociale e liberticida, in Inghilterra come nell’intera Europa, senza alcuna riserva nazionalistica né di schieramento idealistico. Leggi tutto…

PER UN’ALTRA STRADA di Mimmo Muolo (recensione)

“Per un’altra strada. La leggenda del Quarto Magio” di Mimmo Muolo (Edizioni Paoline)

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di Nicoletta Bortolotti

Come sovente le grandi narrazioni, anche questo incantevole romanzo è molte scritture e differenti “strade” e porte d’accesso ai mondi che dischiude. Si può leggerlo in forma di racconto storico, per quanto l’autore dichiari una non cogente e assoluta pretesa di veridicità, ma piuttosto un misto “di storia e invenzione”; si può leggerlo come un racconto di viaggio o perfino di avventura. E vi si può camminare attraverso, lasciandosi condurre da una penna matura e avvolgente fra le dune, ora stondate ora ingannevoli, di una meditazione.
Del quarto magio scrissero Henry Van Dyke, pastore della Chiesa presbiteriana, nel 1907, e Michel Tournier. Artaban sarebbe dovuto partire insieme a Baldassarre, Melchiorre e Gasparre, i cui nomi risalgono a una tradizione cristiana più recente, con alcune pietre preziose da recare in dono a Gesù, ma una serie di ritardi e deviazioni lo avrebbero allontanato dalla meta. E tuttavia, questa, in modo sorprendente, gli si sarebbe avvicinata sempre più, la strada mutata in un paradosso dell’impossibile dove la distanza, a mano a mano che aumenta, diminuisce. Leggi tutto…

XY di Sandro Veronesi (recensione)

“XY” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo)

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L’eterno presente di Borgo San Giuda

di Daniela Sessa

Borgo San Giuda, in Trentino, è un agglomerato di quarantadue persone diviso quattro famiglie più un prete. Come tanti piccoli paesi ai piedi delle Dolomiti ha una piazza, la chiesa con il campanile a punta e la canonica, uno spaccio, un bar, le case, il bosco a ridosso. Una cartolina lo vorrebbe così: l’aria linda e pungente, l’odore di resina e di stalla, i colori dei frutteti, i gesti silenti e amici. Borgo San Giuda si trova a metà strada tra Cles e Fondo, nel cuore della Val di Non. Borgo San Giuda “Non” esiste. Il nome della valle, per quanto estraneo all’etimo grammaticale, è comunque il suo destino. “Era un posto che non esisteva quasi, e nessuno riuscirà mai a capire perché quello che è successo sia successo proprio lì, dove non succedeva niente”. Borgo San Giuda è il luogo della negazione di ogni verità. Un altrove letterario, a metà tra le utopie urbane medioevali e le comunità amish o rurali d’oltreoceano: chiuso al progresso, illusoriamente appagato, falsamente sano, endogamico. Borgo San Giuda è il luogo del non: tutto ciò che vi accade è nel segno linguistico della privazione. Incomprensibile è che l’albero ghiacciato per i turisti da Beppe Formento una mattina fosse stato trovato rosso di sangue; irrimediabile che quel sangue incastonato nell’albero fosse di undici vittime; inovvio che non fosse lo stesso sangue per undici persone diverse; inconcepibili le modalità della morte di quelle undici persone (una stuprata e una decapitata, una privata degli organi e una in overdose, una sbranata da uno squalo);  illogica la certezza che una bambina fosse scampata a quella strage e fosse dispersa, perché nessuno la reclama. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 30 novembre al 6 dicembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 30 novembre al 6 dicembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi), al 1° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

In seconda posizione: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

In terza posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

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La scheda del libro: “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

È una splendida mattina di primavera, la città è illuminata da una luce perfetta, nell’aria l’odore del mare si mescola al profumo del glicine, della ginestra, dell’anemone. Della rosa. Come può venire in mente di uccidere qualcuno in un giorno come questo, in un posto come questo?

Savio Niola, proprietario di uno storico chiosco di fiori, è stato ammazzato. Un delitto che sconvolge Pizzofalcone, perché l’anziano era amato da tutti nel quartiere. Lo consideravano una specie di «nonno civico», che non avendo una famiglia propria si prodigava per quelle degli altri. Aiutava i giovani spingendoli a studiare, cercando di tenerli lontani da strade senza ritorno; chiunque si rivolgesse a lui poteva contare su una parola gentile, su un po’ di attenzione, se necessario su un sostegno materiale. Eppure è stato letteralmente massacrato. Chi può avere tanto odio, tanta rabbia in corpo da compiere un gesto simile? Poco tempo prima l’uomo si era esposto contro il racket che taglieggia i commercianti della zona, ma la pista della criminalità organizzata non convince i Bastardi, ancora una volta alle prese con un caso difficile da cui, forse, dipendono le sorti del commissariato. Un commissariato che, per loro, è ormai molto piú di un luogo di lavoro. Come per Savio era il suo chiosco.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni Einaudi 18,50
2 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00
3 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
4 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
5 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
6 L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio. La trilogia di Nerone. Vol. 1 Alberto Angela HarperCollins Italia 18,50
7 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
8 Una terra promessa Barack Obama Garzanti 28,00
9 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
10 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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PAOLO ROSSI: Quanto dura un attimo (un brano del libro)

Pubblichiamo le prime pagine dell’autobiografia di Paolo Rossi, scritta insieme alla moglie Federica Cappelletti, intitolata: “Quanto dura un attimo” (Mondadori).

È il nostro modo per omaggiare Paolo Rossi, leggenda del calcio nazionale e internazionale (scomparso all’età di 64 anni)

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Paolo Rossi (Prato, 23 settembre 1956 – Siena, 9 dicembre 2020) è stato uno dei più forti calciatori di sempre. Da professionista ha vinto diversi titoli di capocannoniere e molte competizioni nazionali e internazionali. Nel Mondiale di Spagna ’82 ha guidato la Nazionale alla vittoria del trofeo, vincendo il titolo come miglior giocatore del torneo.

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INTRODUZIONE

La storia di Pablito è una favola a lieto fine, intrisa di successi eclatanti alternati a dolori laceranti, di forti impennate e rovinose cadute, di sogni realizzati e ferite profonde, di ambiti riconoscimenti e ingiustizie subite. È una metafora della vita. È il bianco e nero di ogni esistenza, il copione perfetto di un film che ha incantato generazioni e continua a essere molto amato dal pubblico. Dai suoi ammiratori, dagli italiani in Italia e all’estero, e dai tifosi che albergano in ogni angolo del pianeta.
È l’avventura di un ragazzo che ha sfidato la sorte fino a diventare leggenda, realizzando il suo sogno di bambino e scrivendo una parte intramontabile di storia del calcio: Paolo Rossi è l’unico uomo al mondo che con tre gol ha fatto piangere il Brasile stellare di Zico e Falcão, che ha incantato Pelé (che si accorse di lui durante il Mondiale d’Argentina), uno dei soli quattro Palloni d’oro italiani (insieme a Gianni Rivera, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro), miglior giocatore e Scarpa d’oro al Mondiale di Spagna del 1982, Pallone d’argento ad Argentina ’78, Collare d’oro al merito sportivo (la massima onorificenza conferita dal CONI), tra i personaggi più popolari e conosciuti a livello internazionale. Uno dei pochi che, a distanza di anni, continua a rimanere un brand, simbolo indiscusso del made in Italy: da Paolo Rossi a Pablito a Paolorossi tutto attaccato, un marchio, che dal Congo al Circolo polare artico significa Italia.
E la sua storia deve e vuole essere d’esempio per tutti, per risvegliare gli animi, per accendere gli entusiasmi e insegnare ai giovani che da ogni difficoltà si può venire fuori e diventare anche campioni.
E Paolo lo dice, con orgoglio, dopo aver scalato le montagne più alte e impervie: da qualsiasi condizione sociale tu arrivi, anche con tre menischi rotti in tre anni consecutivi, nel periodo più delicato della propria carriera, e con una squalifica sulle spalle della quale ci si è sempre dichiarati innocenti. Leggi tutto…

ANTEPRIMA: intervista a Giorgio Dell’Arti

Intervista al creatore di “Anteprima“, Giorgio Dell’Arti, di recente in libreria con il romanzo “Gli onorevoli duellanti” (La nave di Teseo)

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“Anteprima” offre velocità (una newsletter) ma anche sguardo; sintesi, ma anche approfondimento

di Simona Lo Iacono

Mai come oggi l’apparenza è sovrapposta alla vita, il virtuale al concreto, la percezione alla realtà. Il mondo digita freneticamente sui tablet e sugli smartphone, elabora dati, afferra i guizzi del computer come se fossero porte di accesso alla verità. Le informazioni rimandano ad altre informazioni, in un gioco di fascinazioni e moltiplicazione di specchi.
Tempestività e istantaneità della notizia rendono faticoso il dovere della ve­rifica.
Tutto è probabile o possibile.
In questo mondo addolorato da stasi e pandemie, vortici di commenti, esalazioni di like e conturbanti faccine, in cui la giornata sembra essere affidata alla tastiera, leggere gli eventi è diventato un vero rovello, più il gioco di un trampoliere dondolante che regge in mano l’asta, che una verifica di natura critica.
Mai come oggi siamo il post che leggiamo, la fake che ci seduce, il fumastro di un vino oppiaceo che ci rimbambisce: la notizia.
Come districarsi, quali strade trovare per rinvenire un senso, un obiettivo, una lettura disadorna, verace, austera?
Da sempre la ricerca del significato non è affare della velocità, esige tempo, distanza, capacità di inanellare e scomporre.
Da sempre la confusione è nemica della verità.
Ben lo sapeva il mito greco, con le sue sconturbanti antinomie e visioni. Tanto da affidare la narrazione del più avventuroso dei viaggi a un aedo cieco, e il mito della celerità a Mercurio, che era sì il più rapido degli dei, ma indossava il petaso, ossia il copricapo dei viaggiatori, e il caduceo, ossia la rappresentazione fisica del bene e del male. Leggi tutto…

QUEL TIPO DI DONNA di Valeria Parrella (recensione)

“Quel tipo di donna” di Valeria Parrella (HarperCollins Italia)

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di Emma Di Rao

L’universo femminile viene ricreato in una singolare “configurazione a quattro”, quattro amiche ‘sorelle’, in “Quel tipo di donna”, il nuovo romanzo di Valeria Parrella, edito da HarperCollins. La negazione risoluta e perentoria contenuta nell’incipit, “No: noi non siamo quel tipo di donne lì, o quel tipo di uomini, dico quelli che stendono una tovaglietta sotto il piatto per mangiare da soli”, si coniuga con la constatazione di una solitudine quasi abituale: “Abbiamo mangiato da sole tante volte, che l’avessimo scelto o no, che ci sia piaciuto o no”. La voce che dà avvio al romanzo appartiene all’io narrante che, peraltro, coincide con l’io personaggio o, meglio, con una delle quattro protagoniste della vicenda al centro del dispositivo narrativo. Ed è lei che tratteggia con sguardo lucido la propria personalità, nonché quella di Carola, Camilla e Dolores, attribuendo le differenze di carattere alle costellazioni sotto il cui segno ciascuna di loro era nata: solari ed allegre, in quanto ‘gemelli’, Carola e Dolores, “donne di spettacolo e cultura”, al contrario, “monolitiche e riottose” le altre due, in quanto ‘capricorno’. Si comprende subito che non si tratta di una diversità che separa, ma che, al contrario, arricchisce e vivifica il rapporto amicale, come si affretta a precisare la voce narrante: “noi abbiamo salvato le gemelli dai casini, loro ci hanno salvato dalla noia”. Se l’io narrante – personaggio, “impiegata in un ufficio della Regione e amante”, dichiara di essere affetta da una singolare malattia, ovvero la mancanza assoluta di autostima, che la rende “sempre seconda di qualcun’altra” e single perennemente libera, sulla sua sorella ‘capricorno’, Camilla, apprendiamo che è ordinata, puntuale nelle consegne ed estremamente organizzata, salvo poi a cercare rifugio nel sesso, nel vino e nel sonno, “che hanno molto a che fare con l’oblio, e quindi con la morte”. Leggi tutto…

IL SUONO DELLA PAROLA 2020

IL SUONO DELLA PAROLA 2020 – VI Edizione

dall’11 al 13 dicembre – edizione digitale

 

con: Simonetta Agnello Hornby, Francesca Amirante, Roberto Andò, Viola Ardone, Ramin Bahrami, Daria Bignardi, Nicola Campogrande, Alice Cappagli, Simonetta Fiori, Agnese Palumbo, Lorenzo Pavolini, Ranieri Polese, Alberto Rollo, Luigi Spina, Federico Vacalebre, Beatrice Venezi, Stefano Zuffi

e con la partecipazione straordinaria di Dan Brown Leggi tutto…

PREMIO SCERBANENCO 2020: vince Tullio Avoledo con “Nero come la notte” (Marsilio)

È TULLIO AVOLEDO IL VINCITORE DEL PREMIO SCERBANENCO 2020: con il romanzo “Nero come la notte” (Marsilio)

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La Giuria Letteraria del Premio Giorgio Scerbanenco, composta da Cecilia Scerbanenco (Presidente) e Alessandra Calanchi, Alessandra Tedesco, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Sergio Pent, Ranieri Polese, Sebastiano Triulzi e John Vignola, sottolineando la significativa qualità letteraria dei cinque romanzi finalisti di quest’anno, ha deciso all’unanimità di attribuire il Premio Giorgio Scerbanenco 2020  a
NERO COME LA NOTTE (Marsilio)
di Tullio Avoledo

con la seguente motivazione:

Per essere riuscito a costruire, attraverso l’ibridazione tra noir e distopia, una storia che racconta con realismo politico il paesaggio post industriale del Nord Est, affrontando i temi dell’immigrazione, della clandestinità e dell’emarginazione,  grazie a una scrittura che richiama felicemente la tradizione dell’hardboiled. Leggi tutto…

LE DIREZIONI DELL’ATTESA di Adelio Fusé: incontro con l’autore

“Le direzioni dell’attesa” di Adelio Fusé (Manni): incontro con l’autore e incipit del romanzo

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Adelio Fusé è nato nel 1958, vive a Milano dove lavora in ambito editoriale.
Ha pubblicato saggi, il romanzo North Rocks (Campanotto 2001), cinque libri di poesia con Book Editore che hanno ottenuto vari riconoscimenti, testi e scritti critici su riviste. Per Manni, nel 2018, è uscito L’astrazione non è la mia passione principale.
Collabora con artisti e musicisti. Tiene una rubrica di musica e poesia sul sito altremusiche.it.

Il nuovo romanzo di Adelio Fusé, anche questo pubblicato da Manni, si intitola “Le direzioni dell’attesa“.
Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Una donna e un uomo si incontrano più volte negli anni in luoghi diversi e ogni volta si lasciano senza fissare appuntamenti, certi di rivedersi ancora», ha raccontato Adelio Fusé a Letteratitudine. «Le storie, in fondo, si possono racchiudere in una manciata di parole. È così alla partenza, quando si pensa di scriverle, ed è così alla fine, quando sono state scritte e ci si trova a presentarle, ripercorrendo a ritroso il percorso che si è costruito. Leggi tutto…

JOHN LENNON E IO: “Cetti Curfino” e “Woman is the Nigger of the World”

QUARANT’ANNI DALLA SCOMPARSA DI JOHN LENNON (Liverpool, 9 ottobre 1940 – New York, 8 dicembre 1980)

UN TRIBUTO ATTRAVERSO UN APPROFONDIMENTO DI UNO DEI BRANI DI “IMPEGNO CIVILE” DELLA CARRIERA SOLISTA DELL’EX-BEATLE

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In occasione del quarantennale dell’omicidio di John Lennon, pubblichiamo uno stralcio della postfazione del romanzo “Cetti Curfino” di Massimo Maugeri (La nave di Teseo) dedicato al grande artista scomparso e al suo bellissimo brano musicale “Woman is the Nigger of the World” i cui versi compaiono come epigrafe del libro

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di Massimo Maugeri

Mi capita spesso, quando scrivo, o penso alla scrittura, di associare idee e immagini a una canzone. Nel caso di “Cetti Curfino“, proprio per via delle suddette riflessioni, il pensiero mi condusse fino alle note di una bellissima canzone di John Lennon (non tra le più conosciute, per la verità) il cui titolo scuote come uno schiaffo: Woman is the Nigger of the World (“La donna è il negro del mondo”). Vorrei approfittarne per raccontare la storia di questo brano musicale che, purtroppo, nonostante i suoi 46 anni di età [oggi 48, n.d.r.], è ancora attualissimo.
“La donna è il negro del mondo. Sì, lo è: pensaci. La donna è il negro del mondo: pensaci, fai qualcosa.”
È la traduzione dell’incipit di questa canzone che Lennon pubblicò nel 1972, prima come singolo e poi all’interno dell’al­bum Some Time in New York City. Un brano che fece così scal­pore, e che innescò una serie di polemiche così virulente, che finì con l’essere bandito dalle radio. Il titolo nasce da una frase che Yoko Ono pronunciò in un’intervista rilasciata alla rivista “Nova” nel 1969. John riprese quella frase e, dal concetto che ne stava alla base, la forgiò in forma di canzone di denuncia che scrisse insieme alla stessa Yoko.
Ciò che non piacque a molti fu l’utilizzo della parola “nig­ger” (negro), considerata offensiva e razzista (ovvero “politica­mente scorretta”, come si direbbe oggi). L’utilizzo di quella pa­rola, ovviamente, aveva chiari intenti provocatori; ma il senso della provocazione risiedeva nella descrizione e nella denuncia di una condizione di asservimento a cui la donna era (ed è) assoggettata, in maniera più o meno intensa, più o meno vio­lenta, nelle diverse culture e società del mondo (la carneficina definita con il termine femminicidio è solo la terribile e tragica punta dell’iceberg). Basta soffermarsi sul testo originale, e sulla sua traduzione in italiano, per cogliere il peso e l’attualità di quella denuncia. Leggi tutto…

AL PASSATO SI TORNA DA LONTANO di Claudio Panzavolta: incontro con l’autore

“Al passato si torna da lontano. Una storia italiana” di Claudio Panzavolta (Rizzoli): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Claudio Panzavolta è nato a Faenza nel 1982. Dopo essersi laureato in Storia, ha studiato Sceneggiatura cinematografica e televisiva. Vive a Venezia, dove lavora come editor per la casa editrice Marsilio. Insegna al Master in Editoria dell’Università degli Studi di Verona. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo L’ultima estate al Bagno Delfino.

Per Rizzoli ha appena pubblicato il romanzo Al passato si torna da lontano. Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Nel 2014 mio nonno materno era morto da nove anni», ha detto Claudio Panzavolta a Letteratitudine, «e spesso pensavo al fatto che ormai, quando rievocavo episodi di scene vissute insieme a lui, non ricordavo il suono delle sue parole, non riuscivo più a materializzare la sua voce nella mia mente. Fu per questo che proposi a mia nonna materna di raccontarmi in una serie di interviste la sua vita di ragazza in un paesino della Romagna tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso.
All’inizio c’è stata solo questa esigenza: trattenere la voce di mia nonna su un supporto che mi permettesse di riascoltarla nel momento in cui lei non ci sarebbe stata più. Durante quelle lunghe conversazioni a distanza (io a Milano e poi a Venezia, lei a Faenza), ore e ore di registrazioni, mi resi presto conto – con sorpresa – che il suo passato era disseminato di aneddoti e episodi dai quali sarebbero potute scaturire storie, e insieme alle storie materializzarsi un intero universo narrativo al quale attingere. Leggi tutto…

PREMIO NATI PER LEGGERE 2020: i vincitori

PREMIO NAZIONALE NATI PER LEGGERE 2020 – XI EDIZIONE

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Gli autori Attilio, Barbro Lindgren, Christine Schneider e Hervé Pinel, la Regione Umbria, l’ATS Brianza e il pediatra Annunziato Squillaci (Locri, Calabria) sono i vincitori dell’undicesima edizione del Premio nazionale Nati per Leggere, riconoscimento che sostiene i migliori libri, progetti di promozione alla lettura destinati ai più piccoli e alle più piccole nonché le più efficaci attività dei pediatri nel diffondere la lettura in famiglia.

I vincitori sono stati premiati domenica 6 dicembre alle ore 11.00 nell’ambito della rassegna Vita Nova del Salone Internazionale del Libro di Torino. Leggi tutto…

ECONOMIA SENTIMENTALE di Edoardo Nesi (recensione e intervista)

“Economia sentimentale” di Edoardo Nesi (La nave di Teseo)

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di Massimo Maugeri

L’economia e la finanza segnano profondamente le nostre vite, le condizionano, a volte le stravolgono. Chiunque noi siamo, qualunque ruolo svolgiamo, qualunque cosa facciamo, in un modo o nell’altro, nel bene e nel male, dobbiamo farci i conti. Non v’è dubbio sul fatto che, oggi, anche per via della cosiddetta globalizzazione, tale potere condizionante produca effetti molto più profondi rispetto al passato. Ed è strano, dunque, che la letteratura italiana abbia dedicato, soprattutto in questi anni feroci, poco spazio alle dinamiche esistenziali strettamente connesse a quelle messe in moto dall’economia e dalla finanza. Per fortuna le felici eccezioni non mancano. Tra queste, rientrano le ottime pagine di Edoardo Nesi prodotte in opere che hanno lasciato il segno. Su tutte: “Storia della mia gente” (Bompiani, Premio Strega 2011) e “Le nostre vite senza ieri” (Bompiani, 2012); senza dimenticare il libro scritto a quattro mani con un altro scrittore che rientra nella schiera delle felici eccezioni di cui sopra: Guido Brera (autore di romanzi come “I diavoli” e “La fine del tempo”) che, insieme a Nesi, ha scritto “Tutto è in frantumi e danza” (La nave di Teseo, 2017).
In questi giorni Edoardo Nesi – dopo il romanzo “La mia ombra è tua” (La nave di Teseo, 2019) – è tornato in libreria con un altro volume che segue il percorso narrativo tracciato da “Storia della mia gente” e dagli altri testi citati. Il titolo ha già, in sé, il valore di un manifesto: “Economia sentimentale” (anche questo edito da La nave di Teseo). È un libro attualissimo (direi, necessario) che affonda lo sguardo sulle nostre vite sconquassate da questo periodo di pandemia e su come i meccanismi economici risultino essere strettamente (e inevitabilmente) connessi alle nostre problematiche esistenziali. Il racconto degli effetti della pandemia si mischia con il desiderio inesauribile di comprendere il presente, osservando il passato, per immaginare il futuro; perché, sebbene Guicciardini reciti che De’ futuri contingenti non v’è scienza, il peso schiacciante dell’oggi non dovrà mai indurci nella tentazione di immaginare le nostre vite senza domani. Leggi tutto…

LA TAVOLETTA DEI DESTINI di Roberto Calasso (recensione)

“La tavoletta dei destini” di Roberto Calasso (Adelphi)

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di Gianni Bonina

Sembrerebbe, a stare ai suoi libri di argomento religioso, che Roberto Calasso sia attratto dal tema del divino, se presente soprattutto nella cultura orientale, come a volerne elicere un principio originario, quando invece il suo reale interesse è tutto per il racconto in sé quale forma di espressione letteraria in un ambito dove a prevalere sia il mito, ovvero le scritture sacre. L’ultimo suo saggio, La tavoletta dei destini (Adelphi), ne è la prova definitiva, giacché accosta due grandi sistemi narrativi nei quali ricorrono da un lato il mito nella sua dimensione più ancestrale (la religione mesopotamica) e da un altro il racconto nella sua più vertiginosa facondia (Le mille e una notte), incontrandosi mito e racconto in una ucronia che coglie più analogie: lo stesso bacino geografico, la stessa razza semita, gli stessi usi e costumi, epperò non la stessa fede, circa duemila anni separando infatti gli dèi sumeri e babilonesi dall’adorazione di Allah nel cui segno i viaggi di Sindbad il marinaio si susseguono: sette in tutto, a retaggio di un numero che è fondativo anche nella teogonia fiorita tra il Tigri e l’Eufrate.
E pur appartenendo a un credo monoteista e quindi del tutto in antitesi con un pantheon fin troppo affollato, Sindbad è portato da Calasso nella tenda del Noè del politeismo sumero, Utnapishtim, perché ne ascolti con pieno ma incomprensibile trasporto i racconti relativi a divinità che dovrebbero anzichenò apparirgli “false e bugiarde” come quelle pagane ai cristiani. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 23 al 29 novembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 23 al 29 novembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi), al 1° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

In seconda posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

In terza posizione: “A babbo morto. Una storia di Natale” di Zerocalcare (Bao Publishing)

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La scheda del libro: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s’intravede all’orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che le persone gettano via che si celano i più profondi segreti. E lui sa interpretarli. E sa come usarli. Perché anche lui nasconde un segreto. L’uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l’eccezione di rare ma memorabili serate speciali. Quello che non sa è che entro poche ore la sua vita ordinata sarà stravolta dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Lui, che ha scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepita ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il rischio non è solo quello che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente. Il vero rischio è, ed è sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde. Ma c’è un’altra cosa che l’uomo che pulisce non può sapere: là fuori c’è già qualcuno che lo cerca. La cacciatrice di mosche si è data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna. E quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è soltanto una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00 *
2 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
3 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00
4 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
5 Una terra promessa Barack Obama Garzanti 28,00
6 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
7 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
8 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
9 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
10 L’Ickabog J. K. Rowling Salani 19,80

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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IL DANNATO CASO DEL SIGNOR EMME di Massimo Roscia: incontro con l’autore

“Il dannato caso del Signor Emme” di Massimo Roscia (Exòrma Edizioni): incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Massimo Roscia è nato a Roma nel 1970. Scrittore, reporter di viaggio, critico enogastronomico, insegna comunicazione, tecniche di scrittura, editing e marketing territoriale. Autore di romanzi, saggi, ricerche, guide e sceneggiature, ha esordito in narrativa nel 2006 con Uno strano morso, ma il grande successo di pubblico è̀ arrivato con il romanzo La strage dei congiuntivi (Exòrma, 2014). Ha poi pubblicato con Sperling & Kupfer Di grammatica non si muore (2016) e Peste e corna (2018). Nel 2019 ha debuttato a teatro con il suo spettacolo “Grazzie”.

Dopo il grande successo di La strage dei congiuntivi, Massimo Roscia torna in libreria con un nuovo libro pubblicato da Exòrma. Si tratta di un romanzo, colto e divertente; una storia di grande fantasia imperniata sul tema della damnatio memoriae. Si intitola: “Il dannato caso del signor Emme”

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Come è nato “Il dannato caso del Signor Emme”? Per partenogenesi», ha detto Massimo Roscia a Letteratitudine; «la cellula-uovo letterario si è sviluppata autonomamente, senza essere stata fecondata. L’idea di scrivere un romanzo sulla damnatio memoriae mi è venuta un paio di anni fa (settecentoventiquattro giorni fa, per la precisione). A quel tempo ero – e sono tuttora – ossessionato dalla condanna della memoria, supplizio che ritengo più turpe, severo e spietato persino delle pene corporali (e ve lo dice uno che ha una soglia del dolore molto bassa, che sviene alla sola vista del sangue e che, come la quasi totalità degli uomini adulti, con una temperatura corporea prossima ai 37,2°C, piagnucola, si infila sotto le coperte e si lamenta per il febbrone da cavallo, i malanni insopportabili e la fine del mondo che verrà, amen). Leggi tutto…

THE BEATLES nel numero di LINUS di dicembre

THE BEATLES: With a little help from my friends

Con testi inediti di Jonathan Lethem, Riccardo Bertoncelli, Alberto Piccinini, Carlo Mauro, Giuseppe Sansonna; una conversazione tra Pacifico e Francesco Gabbani; illustrazioni di Sarah Mazzetti, Sergio Algozzino, Paolo Bacilieri, Massimo Giacon, Giorgio Carpinteri.
illustrazione di copertina di Sergio Algozzino (pp. 120, 6 euro – con il calendario 2021 dei Peanuts in regalo).

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dall’editoriale di Igort

Si conclude questo strano 2020. E si conclude con una celebrazione. Nel 1970, esattamente 50 anni fa, mezzo secolo, senza troppe cerimonie, né tour d’addio, né bagni di folla, i Beatles si sciolsero e, da allora, niente fu più lo stesso nel pianeta rock’n’roll. Avvenne in aprile, ma ci tenevamo a celebrare i cinquant’anni tondi da questo avvenimento, mese più mese meno.
Eppure la leggenda dei Beatles non finì lì, in quello strambo 1970. Sono passati cinquant’anni e il gruppo, dapprima scanzonato poi sempre più sfaccettato, pare ancora un punto di riferimento. Lo fu per band molto influenti degli anni 90 e lo è anche oggi, come testimonia la chiacchierata informale tra Pacifico e Francesco Gabbani. E naturalmente c’è quel famigerato 8 dicembre 1980, 40 anni fa, quando la vita di John Lennon fu violentemente stroncata, ma qui vogliamo ricordare più il loro lascito e quella sfrenata beatlesmania con l’aiuto (che non è mai piccolo) di qualche nostro amico.

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LA SAGOMA di Daniela Carmosino (recensione e intervista)

“La sagoma (favola crudele)” di Daniela Carmosino (RP Libri)

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di Simona Lo Iacono

Cosa sia la fiaba sin dagli esordi del mondo è difficile da dire, narrazione, memoria, ricerca di senso. Ma forse, l’uomo che racconta favole ha un obiettivo più alto, che non è solo quello di incantare, o di suggerire sotterranei segreti, che sempre presiedono alla affabulazione (la cosiddetta “morale della favola”).
Forse l’uomo che racconta favole tenta di proporre la fiaba come strumento fondatore di un nuovo ordine di rapporti che è, in altre parole, il tentativo di portare allo statuto visibile l’invisibile. Come se ciò che non è, o ciò che non appare, avesse la forza di far deragliare ciò che è, e quindi la legge di necessità.
Lo diceva meravigliosamente Cristina Campo: “La caparbia, inesausta lezione delle fiabe è dunque la vittoria sulla legge di necessità, il passaggio costante a un nuovo ordine di rapporti e assolutamente niente altro, perché assolutamente niente altro c’è da imparare su questa terra”.
La favola ci insegna quindi la lezione più importante, che non è una semplice regola di comportamento o di vita, ma è la vita, o meglio la vera vita, quella che si agita in profondità inaccessibili, e che la favola riesce a far affiorare, elargendo a chi legge una vera e propria rivelazione.
A questa prospettiva altissima si ispira la favola di Daniela Carmosino: “La sagoma” (favola crudele). Come già il titolo ci avverte la favola non offre una visione consolatoria, è anzi fin dall’inizio un viaggio che comincia con la più misteriosa delle avventure. La nascita. Il luogo in cui si nasce. La famiglia in cui questo evento accade. Un evento che molto ha a che fare con l’anima, con la luce e con l’attraversamento del buio. Leggi tutto…

GIANLUCA MOROZZI racconta ANDROMEDA

Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: GIANLUCA MOROZZI racconta il suo romanzo ANDROMEDA (Perrone)

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https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6c/GianlucaMorozzi.jpgdi Gianluca Morozzi

Il conte di Montecristo. È la risposta automatica, no? Ti chiedono “qual è il più grande romanzo sul tema della vendetta?  “Ma Il conte di Montecristo, non è ovvio?”.
Però, prima di addentrarmi nelle pagine degli autori francesi dell’Ottocento, da bambino leggevo gli Urania. Quella bella fantascienza da edicola, con il bianco a evidenziare le straordinarie, evocative illustrazioni di Karel Thole racchiuse in un cerchio. E quegli altri romanzi dell’Editrice Nord, le copertine della Serie Oro…
Destinazione stelle di Alfred Bester, Serie Oro, fu il mio primo balzo (o jaunto?) nell’affascinante, intrigante, irresistibile mondo della vendetta. Mi piacque così tanto che comprai anche un Urania firmato Bester, La tigre della notte, solo per scoprire… che era sempre Destinazione stelle (quei bizzarri equivoci tipo La svastica sul sole / L’uomo nell’alto castello). Siccome ho ricomprato anche l’edizione più recente, posso dire di possederlo in triplice copia.
I miei occhi e il mio cervello fiammeggiavano leggendo dell’ossessione vendicativa di Gully Foyle, un mediocre individuo, una bestia in forma umana, nei confronti di chi l’aveva lasciato a morire. E per riuscire a portare a termine il proprio obiettivo, si superava. Diventava un altro, un anti-eroe così determinato da diventare una creatura semidivina, destinata a guidare l’umanità verso nuovi traguardi. Lui, l’umile meccanico che si aggirava nello scheletro dell’astronave Nomade! “Stava morendo da centosettanta giorni e non era ancora morto…” Leggi tutto…

HERVÉ LE TELLIER vince il Premio Goncourt 2020 con “L’anomalia” (uscirà a febbraio per La nave di Teseo)

Il vincitore del Premio Goncourt 2020 (il più prestigioso prmeio letterario francese) è lo scrittore Hervé Le Tellier con il romanzo “L’anomalie” (Gallimard).

Gli altri finalisti erano: “Les impatientes” di Djaili Amadou Amal, “Thèsée, sa vie nouvelle” di Camille de Toledo e “L’historiographe du royaume” di Mael Renouard.

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Il romanzo di Hervé Le Tellier sarà pubblicato in Italia a febbraio del 2021 da La nave di Teseo (traduzione di Anna D’Elia) con il titolo “L’anomalia”.

Elisabetta Sgarbi ha dichiarato: «Sono orgogliosa che la Nave di Teseo, in questo 2020, dopo il premio Strega, vinto dal Colibrì di Sandro Veronesi, e il National book Award, vinto da Interior Chinatown di Charles Yu, pubblicherà il vincitore del più importante premio letterario francese, il Prix Goncourt, L’anomalia di Hervé Le Tellier, che uscirà in Febbraio.»

Selezionato per i più importanti premi letterari francesi –  Prix Goncourt, Prix Renaudot, Peix Médicis, Prix Wepler, Prix Décembre – “L’anomalia” è in corso di traduzione in oltre 20 Paesi.

Diritti già opzionati per una serie televisiva.

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La scheda del libro: “L’anomalia” di Hervé Le Tellier (in uscita a febbraio del 2021 per La nave di Teseo – traduzione di Anna D’Elia) Leggi tutto…

LA DONNA DEGLI ALBERI di Lorenzo Marone (recensione)

“La donna degli alberi” di Lorenzo Marone (Feltrinelli)

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di Francesca G. Marone

“Sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle.” Murakami afferma questo concetto riguardo alle necessità legate alla sua scrittura. Per lui scrivere serve a mettere i pensieri in ordine per capire meglio, e mi sembra di essere molto d’accordo con lui, ma lo scrittore Lorenzo Marone, in questo nuovo lavoro, mi è sembrato più orientato a mettere in ordine le sensazioni oltre le cose. Leggendo La donna degli alberi il lettore è trasportato in una dimensione in cui emergono le sensazioni più intime, quelle che ci legano all’universo, all’unisono con il nostro sentirci parte integrante del Creato ed essere l’elemento vibrante del delicato equilibrio che lo abita. Lorenzo Marone ha abbandonato, o almeno messo da parte, per un momento, la vena ironica e il raccontare leggero tipico delle storie precedenti (sempre attraversate da quel romanticismo carico di un sentimento tipico dello scrittore); in quest’opera singolare sembra attingere a una parte di sé stesso più profonda e delicata, oserei dire al suo femminino. La trama è assai secondaria in questa narrazione, la montagna accoglie come un ventre una donna in fuga dalle disillusioni e da un passato ingombrante, il ritmo della storia è scandito dal mutare delle stagioni e dal susseguirsi dei mesi, l’atmosfera del bosco restituisce una dimensione da sogno. Leggi tutto…

PANTAGRUEL. (1) La filosofia del cibo e del vino

È appena uscito il volume 1 di Pantagruel, “rivista di Letteratura non letteraria, di mondi narrati”, edita da La nave di Teseo a cura di Elisabetta Sgarbi e Massimo Donà, con il titolo “La filosofia del cibo e del vino”.

Il numero zero era stato dedicato al pane.

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Presentiamo Pantagruel (1) La filosofia del cibo e del vino” pubblicando l’intervento introduttivo del Direttore della rivista, Elisabetta Sgarbi, e il sommario dell’intero volume

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Un viaggio nel mondo del cibo e del vino come non se ne vedono spesso; un viaggio forse anche azzardato, fatto di inedite commistioni. Fatto cioè di racconti, riflessioni, ricordi, proclami e prese di posizione, fatto di liriche suggestioni e specifiche competenze. Un modo di “pensare” il cibo e il vino che questo secondo numero di Pantagruel ha voluto provocatoriamente proporre combinando il semplice e il complesso, l’ingenuo e l’ironico, l’ardita speculazione con la prudente descrizione. Combinando altresì le parole alle immagini di una fotografa che, del mondo del cibo e del vino, sa mostrarci quel che esso, forse, non sa di essere; ma più intensamente lo agita dall’interno. Un volume che attrarrà e incuriosirà tutti gli operatori del settore agroalimentare; un settore che mai come oggi mostra di voler crescere… e non solo “economicamente”, e tutti i numerosi appassionati della buona cucina e del buon vino, in altre parole, del buon vivere. Il volume è arricchito anche da contributi extra che travalicano il tema principale senza tradire lo spirito di approfondimento e indagine della rivista.

A cura di Massimo Donà e Elisabetta Sgarbi.

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L’intervento introduttivo del Direttore di Pantagruel, Elisabetta Sgarbi Leggi tutto…

STORIA DEL GIALLO ITALIANO: intervista a Luca Crovi

“Storia del giallo italiano” di Luca Crovi (Marsilio): intervista all’autore

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di Massimo Maugeri

Se parliamo di giallo e di letteratura di genere (e non solo, in verità), e se siamo alla ricerca di uno dei massimi esperti sul tema, il primo nome che viene in mente è senz’altro quello di Luca Crovi (peraltro figlio d’arte del grande Raffaele).

Luca Crovi lavora per Sergio Bonelli Editore, dove dal 1993 si occupa della collana Almanacchi. Ha collaborato con «Italia Oggi», «Il Giornale» e «Max» occupandosi di musica. È autore di saggi e romanzi, da ultimi Noir. Istruzioni per l’uso (2013) e L’ombra del campione (2018), L’ultima canzone del Naviglio (2020). Ha sceneggiato fumetti ispirati alle opere di Andrea G. Pinketts, Joe R. Lansdale e Massimo Carlotto. Per Marsilio è autore della monografia Tutti i colori del giallo (2002) che ha inspirato l’omonima trasmissione radiofonica andata in onda su Radio 2, con cui ha vinto il Premio Flaiano nel 2005.

Di recente, per Marsilio, Luca Crovi ha pubblicato un libro che può essere considerato come un vero e proprio faro con riferimento al giallo italiano e alla sua storia. Si intitola, per l’appunto, “Storia del giallo italiano“. Un libro di cui gli amanti del giallo, della letteratura di genere (e non solo, in verità), farebbero bene ad accaparrarsi.

Ho avuto il piacere di conversare con Luca Crovi sul giallo italiano e sulla sua storia…

– Luca, partiamo dall’inizio. Come nasce questo libro? Quand’è che hai sentito l’esigenza di scrivere un testo che potesse ripercorrere in maniera completa ed esaustiva, come poi sei riuscito a fare, la storia del giallo italiano?
Questo volume nasce dall’idea di riprendere le ricerche sul giallo italiano che avevo intrapreso con “Delitti di carta nostra” e proseguito con “Tutti i colori del giallo”. Nel mezzo ci sono stati 9 anni di trasmissioni di Radiodue che ho condotto sulla narrativa di genere e centinaia di interviste, recensioni, dossier, presentazioni fatte a fianco dei grandi protagonisti della letteratura di suspense mondiale. Tutte queste esperienze sono finite nel libro. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 16 al 22 novembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Una terra promessa” di Barack Obama (Garzanti)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 16 al 22 novembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Una terra promessa” di Barack Obama (Garzanti), al 1° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Una terra promessa” di Barack Obama (Garzanti)

In seconda posizione: “A babbo morto. Una storia di Natale” di Zerocalcare (Bao Publishing)

In terza posizione: “Donne dell’anima mia” di Isabel Allende (Feltrinelli)

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La scheda del libro: “Una terra promessa” di Barack Obama (Garzanti)

Un appassionante e personalissimo racconto in presa diretta del Presidente che ci ha dato la forza di credere nel potere della democrazia.

In questo libro attesissimo, Barack Obama racconta in prima persona la propria incredibile odissea, da giovane alla ricerca di un’identità a leader del mondo libero, e descrive con sorprendente ricchezza di particolari la propria educazione politica e i momenti più significativi del primo mandato della sua storica presidenza, un periodo di profonde trasformazioni e sconvolgimenti. Obama accompagna i lettori in un viaggio appassionante, dalle iniziali aspirazioni politiche fino alla decisiva vittoria nel caucus dell’Iowa – che ha dimostrato la forza dell’attivismo civile – e alla memorabile notte del 4 novembre 2008, quando è stato eletto 44° presidente degli Stati Uniti, diventando il primo afroamericano a ricoprire la più alta carica della nazione. Riflettendo sulla presidenza, Obama propone una acuta e inedita esplorazione delle grandi possibilità ma anche dei limiti del potere, e apre nuovi scorci sulle dinamiche del conflitto politico americano e della diplomazia internazionale. Ci conduce fin dentro lo Studio ovale e la Sala operativa della Casa Bianca, e poi a Mosca, Il Cairo, Pechino, e oltre. I lettori scopriranno ciò che Obama pensava mentre nominava i suoi ministri, fronteggiava la crisi finanziaria globale, si confrontava con Vladimir Putin, superava difficoltà all’apparenza insormontabili per ottenere l’approvazione della riforma sanitaria, si scontrava con i generali sulla strategia militare in Afghanistan, intraprendeva la riforma di Wall Street, rispondeva al disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, e autorizzava l’operazione Neptune’s Spear, che ha portato alla morte di Osama bin Laden. Una terra promessa è un libro straordinariamente intimo e introspettivo. È il racconto della scommessa di un uomo con la Storia, della fede di un coordinatore di comunità messa alla prova della ribalta mondiale. L’autore si esprime con franchezza sulla difficoltà di far convivere il ruolo di candidato nero alla presidenza, il peso delle aspettative di un’intera generazione mobilitata da messaggi di «speranza e cambiamento», e la necessità di essere moralmente all’altezza delle decisioni cruciali da prendere. Descrive apertamente le forze che si sono opposte a lui negli Stati Uniti e nel mondo; spiega come la vita alla Casa Bianca abbia condizionato la moglie e le figlie; non esita a rivelare dubbi e delusioni. Eppure non smette mai di credere che, all’interno del grande e ininterrotto esperimento americano, il progresso è sempre possibile. Con grande efficacia ed eleganza di stile, questo libro sottolinea la strenua convinzione di Barack Obama che la democrazia non è un dono ricevuto dall’alto, ma si fonda sull’empatia e sulla comprensione reciproca, ed è un bene da costruire insieme, giorno dopo giorno.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Una terra promessa Barack Obama Garzanti 28,00
2 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00
3 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
4 L’appello Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00 *
5 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
6 L’Ickabog J. K. Rowling Salani 19,80
7 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
8 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
9 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
10 Gridalo Roberto Saviano Bompiani 22,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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VITA NOVA al Salone Internazionale del Libro di Torino: il programma

VITA NOVA l’anticipazione della XXXIII edizione del Salone del Libro sarà online da venerdì 4 a martedì 8 dicembre 2020 e nelle librerie torinesi dal 4 dicembre 2020 al 7 gennaio 2021

20 lezioni con 24 autori e autrici italiani e internazionali, 34 librerie, 180 editori, oltre 700 titoli

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Con, tra gli altri: Alberto Angela, Fernando Aramburu con Bruno Arpaia, Richard Baldwin, Letizia Battaglia, Eva Cantarella, Romeo Castellucci, Andrea Colamedici, Saverio Costanzo, Emma Dante, Donatella Di Cesare, Luca Doninelli, Mathias Énard, Silvia Federici, Giorgio Fontana, Fumettibrutti, Maura Gancitano, Paolo Giordano, Helena Janeczek, Petros Markarīs, Susanna Mattiangeli, Roberto Saviano, Vittorio Sgarbi, Manuel Vilas, Serena Vitale, il Cardinale Matteo Zuppi Leggi tutto…

MARADONA TRA I LIBRI: quando il calcio diventa letteratura

MARADONA TRA I LIBRI – Muore oggi Diego Armando Maradona – Vogliamo ricordarlo con una rapida rassegna di alcuni dei libri che lo hanno riguardato

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“La mano di Dio. Messico ’86. Storia della mia vittoria più grande” di Diego Armando Maradona e Daniel Arcucci (Mondadori)

Il 29 giugno 1986 Diego Armando Maradona, capitano e giocatore simbolo dell’Argentina, alzava al cielo di Città del Messico la Coppa del Mondo, toccando il punto più alto della sua luminosissima carriera.

“Vi parla Diego Armando Maradona, l’uomo che segnò due gol all’Inghilterra e uno dei pochi argentini che sanno quanto pesa la Coppa del Mondo”

E vi arrivava dopo aver scritto, in quel Mondiale, alcune delle pagine più belle della storia del calcio, tra cui l’indimenticabile «partita delle partite», il quarto di finale con l’Inghilterra, i 90 minuti in cui è condensato tutto Maradona. Dall’irriverenza del gol di mano, mai rinnegato e anzi giustificato da un intervento soprannaturale, la «mano de Dios», alla sapienza calcistica elevata alla massima potenza in quello che è unanimemente considerato il gol più bello di sempre, uno slalom a saltare giocatori come birilli, che qui viene descritto mirabilmente dal grande giornalista e scrittore Víctor Hugo Morales. Ma anche l’orgoglio patriottico del combattente che, sconfiggendo sul campo gli avversari inglesi, vendica un popolo ferito dalla sanguinosa guerra delle Malvine, il cui ricordo era ancora troppo fresco per pensare che quella fra Argentina e Inghilterra potesse essere solo una partita di calcio. Leggi tutto…

DONNE DELL’ANIMA MIA di Isabel Allende (recensione)

“Donne dell’anima mia” di Isabel Allende (Feltrinelli – traduzione di Elena Liverani)

[Ne approfittiamo per ricordare che oggi, 25 novembre, ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne]

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di Erika Di Giorgio

Isabel Allende è stata e continua a essere punto di riferimento per molte lettrici e molti lettori in tutto il mondo, sia per la bellezza visionaria e ficcante delle storie da lei narrate, sia per il suo ruolo sociale come donna, intellettuale, femminista.
Questo nuovo libro, “Donne dell’anima mia” (dedicato a “A Panchita, Paula, Lori, Mana, Nicole e a tutte le altre straordinarie donne della mia vita”), edito da Feltrinelli e tradotto da Elena Liverani, arriva in un momento storico in cui la voce potente di una donna-simbolo, come è quella della Allende, merita di essere ascoltata e meditata con particolare attenzione.
Siamo di fronte a un memoir in cui l’autrice racconta di sé stessa in relazione alla propria esistenza, al suo stare al mondo e al suo essere donna e femminista: l’infanzia cilena, il rapporto con il giornalismo e la scrittura, le relazioni sentimentali con gli uomini che l’hanno amata e che lei ha amato. E poi il presente, indagato tra le pieghe incerte della nostra contemporaneità.
È interessante ascoltare la Allende nei contesti virtuali, causa pandemia da Covid-19, in cui sta presentando questo libro in giro tra un continente e l’altro. Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE: 25 novembre 2020

Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
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I SEMI DEL CUNTO di Tea Ranno

Tea Ranno“I semi del Cunto” di Tea Ranno

[La recensione del nuovo romanzo di Tea Ranno, “Terramarina” (Mondadori) è disponibile qui]

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Il senso umano del trasmettere/narrare come generare

di Tea Ranno

Vengo da una famiglia di cuntatrici: mia madre, le mie zie, le nonne, le prozie hanno fatto del racconto l’alveo di quel grande fiume d’amore e di conoscenza all’interno del quale sono cresciuta. Ho imparato la vita attraverso le storie che hanno inventato allo scopo di divertirmi, insegnarmi la gentilezza e l’umanità, il riserbo e il pudore, l’educazione soprattutto, ma anche per dotarmi degli strumenti spicci di sopravvivenza: quello non si mangia perché è velenoso, quello non si tocca perché ti ustiona, quello ti punge, il coltello taglia, le schegge di vetro pure, non ci si arrampica sulle ringhiere, non si sale sulla credenza, non ci si incastra le dita tra le porte: il tutto messo in scena, quasi sempre, attraverso Giufà – il sempliciotto della tradizione sicula – che si ustiona, si taglia, si punge, risponde in maniera inadeguata e combina pasticci così eclatanti da strappare risate e rendere indelebili i messaggi del viver civile resi evidenti da quelle avventure.
Ma non solo Giufà. Tutto il repertorio delle fiabe classiche e delle favole è stato messo in scena per insegnarmi la vita (naturalmente con interpretazioni di volta in volta adeguate all’età e alla capacità di comprensione), e tutto un repertorio di invenzioni casalinghe che hanno tramandato l’epopea della famiglia. Leggi tutto…

PREMIO SCERBANENCO 2020: i cinque finalisti

PREMIO SCERBANENCO 2020

Il premio dei lettori e i finalisti del Premio Scerbanenco 2020

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Pubblicata la cinquina dei romanzi italiani finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco 2020, risultata dalla sommatoria dei voti dei lettori sul sito, che quest’anno hanno partecipato numerosissimi, con ben 2.372 votanti, e di quelli ponderati della Giuria letteraria, che ha votato in questa formazione: Cecilia Scerbanenco (Presidente), Alessandra Calanchi, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi e John Vignola.

I cinque finalisti Leggi tutto…

ODIODIO di Andrea Salonia: incontro con l’autore

“Odiodio” di Andrea Salonia (La nave di Teseo): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Andrea Salonia (Como, 1971) è professore ordinario di Urologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il suo romanzo d’esordio, Domani, chiameranno domani (2017), candidato al premio Strega e vincitore del premio Letterario Brianza 2018, è stato una sorpresa, per la critica e per i lettori.

Per La nave di Teseo è uscito il nuovo ormanzo di Andrea Salonia: si intitola “Odiodio

Abbiamo chiesto all’autore di raccontarci come è nato questo libro, di fornirci qualche riferimento sul contesto e sull’ambientazione, di spiegarci come ha sviluppato la narrazione…

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«Faustino sono io, così avrebbe scritto Flaubert», ha detto Andrea Salonia a Letteratitudine, «e odiodio è il racconto della mia vita. Tremendo e affascinante al tempo, ma non è così; soprattutto perché uno scrittore venderebbe l’anima per essere Flaubert, per saper mettere le parole una in fila all’altra con tanta grazia ed efficacia. Decisamente no. Ma il mio Faustino è ciascuno di noi; è il mio studente all’Università; Faustino è il malato che mi racconta del suo disagio e dei tormenti del corpo; è il prete, il macellaio, l’uomo che stende l’asfalto e chi l’osserva mentre lo stende; Faustino è il credente e pure chi non crede, chi ama e chi odia, chi ode e chi non è ascoltato. Leggi tutto…

LA VERA STORIA DI MARTIA BASILE di Maurizio Ponticello: incontro con l’autore

La vera storia di Martia Basile“La vera storia di Martia Basile” di Maurizio Ponticello (Mondadori): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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[Considerato che Martia Basile è uno dei simboli della condizione femminile tra Rinascimento ed età barocca, ne approfittiamo per ricordare che il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne]

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Maurizio Ponticello, giornalista e scrittore, è stato corrispondente di testate radiofoniche e televisive, redattore di vari quotidiani e cronista de “Il Mattino”. È autore di diversi libri, tra i quali: La nona ora (Bietti, 2013) e I Pilastri dell’anno. Il significato occulto del Calendario (Edizioni Mediterranee, 2013). Per la Newton Compton ha pubblicato: Misteri, segreti e storie insolite di Napoli (con Agnese Palumbo, 2012),Forse non tutti sanno che a Napoli… (2015), Un giorno a Napoli con san Gennaro. Misteri, segreti, storie insolite e tesori (2016) – dal quale è stato tratto un documentario – e Napoli velata e sconosciuta (2018). Ha avuto vari riconoscimenti tra cui il premio Domenico Rea. È presidente della storica associazione di giallisti Napolinoir.

Di recente, per Mondadori, Maurizio Ponticello ha pubblicato il romanzo La vera storia di Martia Basile. Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Una cascata di capelli biondi le copriva quasi tutto il viso», ha raccontato Maurizio Ponticello a Letteratitudine. «Forse, chissà, anche le lacrime. Era notte fonda, venne a trovarmi mentre dormivo, e la riconobbi senza nemmeno conoscerla. Prestai ascolto alla sua voce, tutt’altro che piagnucolante. «Devo vivere» diceva, una frase che ripeté tre o quattro volte di seguito con intensità crescente. Voleva pace e giustizia, che si riparasse al fango gettato sul suo nome. Lo pretendeva, per sé e per tutte le donne vittime di soprusi. E lo chiedeva a me. Leggi tutto…

PISA BOOK FESTIVAL: in diretta social dal 3 al 6 dicembre

Pisa Book Festival

Pisa Book Festival va online. In diretta da Palazzo Blu di Pisa dal 3 al 6 dicembre quattro giorni di incontri, masterclass, letture e visite guidate sul canale YouTube e sul profilo Facebook del Festival

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La diciottesima edizione si apre “Nel Segno di Dante” con la Lectio Magistralis di Alberto Casadei 

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Da giovedì 3 a domenica 6 dicembre, in diretta sui canali Youtube e Facebook, ritorna il Pisa Book Festival, il tradizionale appuntamento d’autunno con la lettura e l’editoria indipendente. La rassegna prevede un nuovo formato interamente online e quattro giorni di dirette da Palazzo Blu, l’antico palazzo nobiliare diventato museo e gestito dalla Fondazione Pisa: dalle 10 alle 20, otto incontri quotidiani, sessanta grandi nomi fra autori e traduttori, e una varietà di pillole di libri e visite guidate in uno dei musei più belli della Toscana. Leggi tutto…

QUARANT’ANNI DAL TERREMOTO IN IRPINIA: l’intervento del Presidente Mattarella e un libro (“Paesaggio con rovine” di Generoso Picone)

Nel 40° anniversario del terremoto che devastò Irpinia, Basilicata e parte della Puglia pubblichiamo l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e segnaliamo il volume di Generoso Picone intitolato: “Paesaggio con rovine. Irpinia: un terremoto infinito” (Mondadori)

Il Presidente Mattarella

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L’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

«Sono trascorsi quarant’anni dall’immane tragedia provocata dal terremoto che devastò l’Irpinia e la Basilicata, colpendo anche parte della Puglia.
Quasi tremila persone morirono sotto le macerie delle proprie case, o in conseguenza delle distruzioni di edifici.
Tante vite non poterono essere salvate per le difficoltà e i ritardi nei soccorsi.
Il numero dei senzatetto si contò in centinaia di migliaia: sofferenze, disperazione, sacrifici che si sono prolungati per anni nel percorso di ricostruzione.
Nella ricorrenza del più catastrofico evento della storia repubblicana desidero anzitutto ricordare le vittime, e con esse il dolore inestinguibile dei familiari, ai quali esprimo i miei sentimenti di vicinanza.
Anche il senso di comunità che consentì allora di reagire, di affrontare la drammatica emergenza, e quindi di riedificare borghi, paesi, centri abitati, e con essi le reti di comunicazione, le attività produttive, i servizi, le scuole, appartiene alla nostra memoria civile. Leggi tutto…

PREMIO BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA 2020: la premiazione

PREMIO “BIELLA LETTERATURA e INDUSTRIA”- La premiazione

 

Il premio “Biella Letteratura e Industria” XIX Edizione è stato assegnato a Maria Paola Merloni; Luca Ricolfi ha ricevuto il Premio Giuria dei Lettori; il Premio Opera Straniera è andato a Christophe Bonneuil e Jean Baptiste Frezzoz; il Premio Speciale, a Giulio Tremonti

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Sabato 21 novembre si è tenuta la cerimonia conclusiva della XIX edizione del Premio Biella Letteratura e Industria con la premiazione dei vincitori di tutte le sezioni del Premio. L’incontro si è svolto in diretta streaming dalle pagine Facebook e YouTube del Premio ed è stato trasmesso da Rete Biella, Alpi Tv e Tele Biella.


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BORGO SUD di Donatella Di Pietrantonio (recensione)

“Borgo Sud” di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi)

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di Daniela Sessa

Un capello “tinto castano, capricciosamente attorcigliato intorno a una tagliatella” fa schifo. Donatella Di Pietrantonio lo mette dentro il piatto di Piero, lo attorciglia alla vita di Adriana e di Rafael, lo avviluppa alle esistenze abrase dei pescatori di una borgata abruzzese, lo fa cadere nella vita di una donna, sorella figlia zia moglie, cui affida la voce narrante del suo ultimo romanzo “Borgo Sud”.  Quel capello, Thomas Eliot lo avrebbe chiamato correlativo oggettivo, la scaturigine lirica delle esperienze sensoriali; Di Pietrantonio lo vuole oggetto antilirico. Quel capello è più dell’aringa affumicata della madre di Elio Vittorini: è scorticatura sulla pelle delle vite. “Borgo Sud” fa lo stesso rumore della carta vetrata. Per la prosa: asciutta, tagliente, impudica. Per la storia di due sorelle, ancora dopo “Bella mia” e “L’Arminuta”, in balìa di un passato implacabile. Da cui non si scappa perché non si scappa dalle proprie origini. Non si abbandonano, per citare il tema centrale della ricerca narrativa di Di Pietrantonio, famiglie e luoghi. Soprattutto se sono pesanti come pietre, se sono macerie mai rimosse. Bisogna tornare e provare a spostarle. Come la scrittrice impone di fare alla sua protagonista, fuggita a Grenoble (appartamento nuovo, lavoro importante, gatto in condominio con un vicino, serenità, oblio) e riportata nel suo paese, ingurgitata dal quartiere di Borgo Sud, puzzolente di pesce e tribale nei sentimenti. Leggi tutto…

IL SUSSURRO DEL MONDO di Richard Powers (un brano del libro in occasione della Giornata nazionale degli alberi)

In occasione della Giornata nazionale degli alberi, che ricorre oggi 21 novembre, pubblichiamo un brano estratto dal romanzo Premio Pulitzer 2019 per la narrativa “Il sussurro del mondo” di Richard Powers (La nave di Teseo – traduzione di Licia Vighi).

[La recensione del romanzo, firmata da Massimo Maugeri è disponibile cliccando qui]

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Brano estratto da “Il sussurro del mondo” di Richard Powers (La nave di Teseo – traduzione di Licia Vighi) [pagg. 24-26]

Duemila chilometri a est, nella città dove la madre di John Hoel cuciva vestiti e suo padre costruiva navi, la calamità colpisce prima che qualcuno se ne accorga. L’assassino s’introduce nel paese dall’Asia, nel bosco di castagni cinesi destinati a giardini stravaganti. Un albero nello zoo del Bronx assume tonalità ottobrine a luglio. Le foglie si arricciano e si seccano nelle sfumature cannella.
Aloni di macchie arancioni cospargono la corteccia gonfia. Alla minima pressione, il legno cede.
Nel giro di un anno, macchie arancioni screziano i castagni in tutto il Bronx – i carpofori di un parassita che ha già ucciso il suo ospite. Ogni infezione rilascia un’orda di spore nella pioggia e nel vento. I giardinieri della città mobilitano un contrattacco.
Potano rami infetti e li bruciano. Spruzzano sugli alberi un solfato di calcio e di rame dai carri trainati dai cavalli. Tutto quello che fanno è spargere le spore sulle accette che usano per abbattere le vittime. Un ricercatore del New York Botanical Garden identifica il killer in un fungo sconosciuto all’uomo. Pubblica i risultati e lascia la città per sfuggire al caldo estivo. Al suo ritorno, qualche settimana dopo, non c’è nemmeno un castagno in città che valga la pena salvare. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 9 al 15 novembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Gridalo” di Roberto Saviano (Bompiani)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 9 al 15 novembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Gridalo” di Roberto Saviano (Bompiani), al 2° posto in classifica generale

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In prima posizione: “L’Ickabog” di J. K. Rowling (Salani)

In seconda posizione: “Gridalo” di Roberto Saviano (Bompiani)

In terza posizione: “A babbo morto. Una storia di Natale” di Zerocalcare (Bao Publishing)

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La scheda del libro: “Gridalo” di Roberto Saviano (Bompiani)

Gridalo che tutto può cambiare. Gridalo forte.

Ti voglio portare al punto dove starà a te perderti. Al punto dove sono arrivato io, cosicché tu possa partire da dove io non ce l’ho fatta ad andare oltre. Non voglio farti percorrere strade già battute per tenerti dentro a un sentiero segnato, non voglio insegnarti la prudenza, al contrario voglio portarti nel punto in cui la prudnza deve diventare azzardo e la saggezza temerarietà, perché forse solo così si arriva a tracciare una strada nuova.

Un uomo si ferma di fronte alla scuola che ha frequentato a sedici anni e vede uscire il ragazzo che è stato, quello che ancora ha un futuro tutto da immaginare. L’uomo sa che quel ragazzo è solo, e il suo cammino non sarà facile. Vorrebbe poterlo aiutare, ma non gli è concesso. Può però radunare intorno a lui dei compagni di viaggio che lo guidino, che lo facciano sentire meno solo, perché i nostri destini individuali compongono, insieme, l’unica grande avventura della storia umana. Ipazia, Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King, Francesca Cabrini sono solo alcuni di questi compagni, ma ci sono anche personaggi sorprendenti come Hulk Hogan, Joseph Goebbels, George Floyd, due giovani italiani costretti a emigrare… Donne e uomini le cui storie – a saperle leggere con l’accanimento del reporter d’inchiesta, con la visione potente dello scrittore – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile? E perché quando qualcuno alza la voce per ottenere giustizia c’è sempre chi insinua che lo faccia per tornaconto personale, chi lo mette in ridicolo mostrandone le contraddizioni? No: non occorre essere santi per lottare. Le contraddizioni, le debolezze non ci fermano come non hanno fermato le donne e gli uomini che popolano queste pagine. Questo libro è una mappa fatta di storie, che non vogliono insegnarci niente, tanto meno a non sbagliare. Ma una cosa la pretendono: aprirci gli occhi. Al ragazzo fuori da scuola, a tutti i ragazzi vogliono raccontare come le loro madri, i loro padri, i loro fratelli maggiori sono caduti e si sono rialzati. Agli adulti vogliono ancora scaldare il sangue, restituire la voglia d’indignarsi, di ritrovare la rabbia giovane. (Il testo è accompagnato da alcune illustrazioni di Alessandro Baronciani).

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 L’Ickabog J. K. Rowling Salani 19,80 *
2 Gridalo Roberto Saviano Bompiani 22,00
3 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00
4 L’appello Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00
5 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
6 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
7 Gli ultimi giorni di quiete Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
8 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
9 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
10 Borgo Sud Donatella Di Pietrantonio Einaudi 18,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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NATIONAL BOOK AWARD 2020: i vincitori (e i libri che usciranno in Italia)

La National Book Foundation ha annunciato i vincitori dell’edizione 2020 del National Book Award

Nel 2021 La nave di Teseo pubblicherà sia “Interior Chinatown” di Charles Yu, vincitore della categoria Fiction, sia “Leave the World Behind” di Rumaan Alam, altro romanzo della cinquina finalista (categoria Fiction). “Interior Chinatown” è pubblicato nel Regno Unito da Europa Editions UK e negli Stati Uniti da Pantheon Books.

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Ecco i vincitori del National Book Award 2020, uno dei più prestigiosi premi letterari internazionali, nelle cinque categorie contemplate: Leggi tutto…

NEL NOME DELL’ITALIA. IL DELITTO MIRMINA di Enzo Papa (recensione)

“Nel nome dell’Italia. Il delitto Mirmina” di Enzo Papa (Bonanno)

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Enzo Papa e la mala giustizia. Il delitto Mirmina

di Sebastiano Burgaretta

Nella variegata e polimorfa produzione letteraria di Enzo Papa, che da un cinquantennio sa spaziare tra poesia, narrativa, saggistica, critica letteraria e d’arte e traduzioni da lingue antiche e moderne, c’è un filone di lavori che lo scrittore è andato coltivando e sviluppando nel corso dei decenni, un côté della sua produzione che mi ha sempre interessato leggere e conoscere. È il filone relativo alle indagini che ha condotto attraverso le pieghe di una certa storia locale, nel suo caso della natia Noto, la quale ha però attinenza e legami diretti con il contesto di alcuni precisi momenti di storia nazionale. Ogni volta che Papa ha affrontato lo studio di questi momenti ed episodi, per così dire, di microstoria locale siciliana, ha saputo sempre cogliere e mettere in luce il rapporto diretto o indiretto, e perfino subdolo talora, con alcuni momenti di storia italiana, così del periodo risorgimentale come del primo dopoguerra durante il cosiddetto biennio rosso. Leggi tutto…

PANE E SALINE di Rita Caramma (recensione)

“Pane e saline” di Rita Caramma (Casta editore)

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di Simona Lo Iacono

Il nome – Natalino – è quello di chi ha dimestichezza con le nascite, e le celebra innanzi alla paglia che contiene un neonato. Il destino è quello di chi affida il percorso non solo alla sorte, ma anche alla saggezza di un patrono accondiscendente, che mostra benevolenza a coloro che devono partire. Il bastone non ce l’ha, ma potrebbe essere quello di Rocco, il santo pellegrino. E la faccia è quella di tutti gli scampati, tumida ed essenziale, macinata dal sale e dal mastichìo delle stagioni avverse.
Il viaggio, poi, è quello che vola oltre i confini, e spinge con la forza di una predestinazione. La meta, chi può dire quale sia veramente. Il Venezuela? No, forse solo la voglia di farcela, di ribaltare le stagioni guaste, di recuperare un frammento di agiatezza.
Natalino è così, elementare e profondo, umilissimo e coraggioso, vincente e perdente. Quando lascia la Sicilia e la seconda guerra lo incalza, imbraccia la forza di tutti i suoi predecessori e di tutti coloro che verranno, esuli come lui che sfidano la paura pur di conquistare una spanna di felicità.
E allora, eccolo il vero viaggio.
Quello, appunto, verso la felicità. Leggi tutto…

L’ISOLA DEL TESORO. IL MIO PRIMO LIBRO di Robert Louis Stevenson (recensione)

“L’Isola del Tesoro. Il mio primo libro” di Robert Louis Stevenson (Oligo – Traduzione di Luca Crovi)

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di Nicoletta Bortolotti

In principio è una mappa, se la scrittura è luogo potenzialmente pericoloso o salvifico, in cui addentrare e arretrare, perdere e perdersi. Ritrovarsi. L’Isola del Tesoro non denominava inizialmente il capolavoro di Robert Louis Stevenson che si sarebbe dovuto stampare con il titolo più prosaico di Il cuoco di bordo. Bensì intitolava la mappa che l’autore si accinse a tratteggiare durante un soggiorno nella piovosa Scozia e che non si limitava a corredare graficamente la tessitura narrativa, ma ne costituiva la trama stessa.
Una mappa dell’impossibile poiché scrivere un grande romanzo che potesse garantirgli un reddito sufficiente a mantenersi con le parole pareva al trentunenne Stevenson un’impresa “forse non di letteratura, ma almeno di resistenza fisica e morale paragonabile al coraggio di Aiace.” E una mappa del possibile quando quelle parole fortunate, bilanciate presero a scorrere come un benedetto flusso sanguigno nelle arterie dei personaggi che si sarebbero addentrati, persi e ritrovati nella sua isola. E avrebbero abitato un’altra mappa, quella dell’immaginario dei lettori, registrandone per sempre le coordinate. Leggi tutto…

L’ULTIMO RITORNO di Massimo Cassani: incontro con l’autore

“L’ultimo ritorno” di Massimo Cassani (Castelvecchi): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Massimo Cassani, giornalista, è nato a Cittiglio in provincia di Varese, e vive a Milano da oltre trent’anni. Dopo esperienze letterarie prevalentemente nel giallo deduttivo, ora è in libreria con “L’ultimo ritorno”, un romanzo familiare che usa alcuni criteri del giallo e del noir per raccontare una vicenda umana che con la narrativa di genere ha poco a che fare, ma con la quale conserva un evidente rapporto di cuginanza. Oltre a essere autore di romanzi, è stato ideatore e curatore dell’antologia «Ritratto dell’investigatore da piccolo» (TEA) e ha pubblicato il manuale “La trama – Come inventarla, come svilupparla»  (Laurana). Collabora con la «Bottega di narrazione, scuola di scrittura creativa» diretta da Giulio Mozzi.

Abbiamo chiesto a Massimo Cassani di raccontarci qualcosa sul suo romanzo “L’ultimo ritorno” (Castelvecchi)

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«Dare una prima definizione de “L’ultimo ritorno” è abbastanza semplice», ha detto Massimo Cassani a Letteratitudine: «è un romanzo familiare. Se vogliamo spingerci un poco più là possiamo aggiungere che in questo romanzo familiare si innestano anche alcune dinamiche tipiche del giallo di indagine con una spruzzata di noir, inteso come “narrazione del male”. Una sorta di contaminazione, direbbe qualcuno.
Quel qualcuno sono io. Leggi tutto…

NATIVITÀ DI UN SOSPETTO di Bruna Pandolfo

“Natività di un sospetto” di Bruna Pandolfo (Edizioni Kalós)

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di Maria Rita Pennisi

Natività di un sospetto, edito da Edizioni Kalòs 2020 Palermo, è un romanzo la cui storia ruota intorno alla figura di un famoso gallerista newyorkese di origini catanesi Amedeo Alfonsetti, trovato senza vita in un privè esclusivo di N.Y. Un personaggio enigmatico, che indubbiamente suscita curiosità. L’autrice è Bruna Pandolfo. Il romanzo inizia con la CNN, che annuncia in TV la morte di Alfonsetti, sottolineando che non è stato ancora chiarito se si tratti di morte naturale o meno. Da qui una serie di congetture da parte di familiari, di amici e conoscenti. Mentre le indagini della polizia si svolgono lente tra Italia e Stati Uniti, la sorella Ludovica e l’amico di lui Stefano svolgono un’indagine parallela, che porterà a qualcosa di concreto. Leggi tutto…

GLI ONOREVOLI DUELLANTI di Giorgio Dell’Arti: incontro con l’autore

“Gli onorevoli duellanti. Il mistero della vedova Siemens” di Giorgio Dell’Arti (La nave di Teseo): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Giorgio Dell’Arti è giornalista, fondatore e direttore di Anteprima (anteprima.news), scrive su “la Repubblica”, “Oggi”, “Vanity Fair”. Ha collaborato, prima o poi, con tutti i più grandi quotidiani e settimanali italiani. Ha fondato “Il Venerdì di Repubblica”, ha scritto due biografie di Cavour, manipolato le Note azzurre di Carlo Dossi (Corruzioni), raccontato i miti greci tutti di seguito, come fossero un unico romanzo (Bibbia pagana). Vive a Roma, ha due figlie e quattro nipoti.

È appena arrivato in libreria il nuovo libro di Giorgio Dell’Arti. È un romanzo e si intitola “Gli onorevoli duellanti. Il mistero della vedova Siemens” (La nave di Teseo). Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Non ci crederete, ma questo libro è nato per sbaglio», ha detto Giorgio Dell’Arti a Letteratitudine. «Stavo facendo un lavoro sul 1901 (inutile entrare in dettagli) e per questo leggevo ogni giorno tre o quattro numeri antichi del Corriere della Sera. Leggi tutto…

TI RUBO LA VITA di Cinzia Leone

“Ti rubo la vita” di Cinzia Leone (Mondadori)

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di Helena Molinari

“Ebree per forza o a metà; Miriam, Giuditta ed Esther, storia di donne, capaci di difendere la propria identità da insidie di uomini e storia”, capace di difendersi, di interrogarsi, dagli occhi baluginanti di disincanti, di uomini colpevoli delle loro colpe, bellissimi, inesorabili e fragili.
Storie di uomini.
Libertà e appartenenza come una maledizione, come una benedizione al contempo come la verità.
Il Mediterraneo che ti bagna e non se ne va anche a distanza di chilometri.
La pelle che alla fine non inganna, l’anima che non sa “resistersi”.
Il Mediterraneo e le sue religioni; che si mangia in un certo modo, che ci si veste in un certo modo, che puoi o non puoi fare, che puoi o non puoi sognare.
Azzurre dalla pelle ambrata le sue donne.
Un viaggio dentro alle viscere della terra e un abbaino di cielo sopra. Leggi tutto…

NOI di Paolo Di Stefano (recensione)

“Noi” di Paolo Di Stefano (Bompiani)

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La poesia che scioglie i nodi

di Sebastiano Burgaretta

Si può, senza ombra di dubbio, affermare che il romanzo di Paolo Di Stefano Noi ha radici antiche. Esso, infatti, si configura come un lavoro maturato, nel corso degli anni, in una sorta di palinsesto, work in progress, che ha richiesto attenzione continua e sempre nuovi apporti, che ne dessero in modo plausibile le intime ragioni umane e ne individuassero la giusta, esatta collocazione storica e socio-antropologica. È il frutto di un lavoro continuo, si può dire di sempre, l’esito di una fatica non configuratasi in questi ultimi anni ma generatasi e protrattasi sin dal tempo del primo romanzo e rimasta finora senza un totale compimento. Baci da non ripetere (1994), Tutti contenti (2003), Ogni altra vita (2015), persino La parrucchiera di Pizzuta (2017), libro uscito sotto lo pseudonimo Nino Motta, che è il protagonista di Tutti contenti, e lo stesso Giallo d’Avola (2013) con la sparizione di un fratello anche lì come in Noi, sono, a guardare retrospettivamente, gli atti di un’unica ricerca artistico-creativa, e ancor prima umana, che non trovava sosta né soluzione alcuna. Tutti questi lavori erano come dei frammenti di una tormentosa ricerca sempre in itinere, in un insoddisfacente fieri, che, nel corso degli anni e dietro alla maturazione umana ed esistenziale dell’autore, cercavano, più o meno inconsapevolmente, una loro composizione unitaria. Leggi tutto…