LETTERATITUDINE News

libri, fatti ed eventi segnalati speciali dal blog LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri

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Categorie:Uncategorized

FRANCESCA MANFREDI racconta UN BUON POSTO DOVE STARE

FRANCESCA MANFREDI racconta la sua raccolta di racconti UN BUON POSTO DOVE STARE (La nave di Teseo) – vincitrice del Premio Campiello Opera prima 2017

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di Francesca Manfredi

Credo che la prima idea di Un buon posto dove stare sia nata molto presto, annidandosi da qualche parte quando ancora non pensavo ne avrei scritto un racconto, tantomeno undici. Era il 2011 ed ero ad Amsterdam. Camminavo per le vie del centro, i quartieri residenziali, senza una meta precisa. Mi capitò di notare un aspetto ricorrente, un’abitudine che accomuna molti Paesi del Nord: quella sorta di reticenza ai tendaggi. Gli appartamenti, anche quelli al piano terra, affacciati sulla strada, non avevano tende alle finestre. Il che saltava ancora di più all’occhio di sera, col buio, la luce delle case a illuminare le vie. Camminavo tra questi edifici sconosciuti e non riuscivo a fare a meno di guardare all’interno, dove era ora di cena e le famiglie si sedevano a tavola. Quasi a favore dello spettatore, come un presepe vivente, come un dipinto di Jan Steen o un catalogo Ikea.
Ho pensato – forse in quel momento, forse più tardi – che nulla si avvicinava di più al racconto, alla definizione di racconto in sé. Uno sbirciare dalla finestra. Ricordo che mi sono fermata, senza farmi vedere, e ho pensato a tutte le storie che potevano contenere quelle stanze. Ho provato a immaginarle, a ricostruirle da ciò che potevo osservare. Case affollate di studenti, famiglie con bambini; appartamenti abitati da coppie silenziose, che cenano l’uno di fronte all’altro, senza guardarsi mai. Leggi tutto…

NUVOLE DI FANGO di Inge Schilperoord (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo NUVOLE DI FANGO di Inge Schilperoord (Fazi – traduz. di Stefano Musilli)

Deglutì con fatica, come se qualcosa di duro e appuntito – una spina di pesce – gli si fosse incastrato in gola. Si schiarì la voce, sospirò, chiuse gli occhi e dilatò le narici. Si concentrò sul respiro prima che la tensione gli raggiungesse le spalle, come aveva imparato a fare in pre-terapia. La chiamavano così, o anche “terapia individuale del reo”: terapia che aveva inizio in prigione e doveva prepararlo al trattamento riabilitativo in clinica. Era stata avviata alcune settimane prima con lo psicologo del carcere. La fase uno.
«Ora respira con calma», bisbigliò fra sé e sé guardando il contorno indistinto della sua faccia riflessa nel vetro: il mento sporgente, gli zigomi affilati, la fronte. «Inspira dal naso». Chiuse gli occhi e li riaprì. «Trattieni, e poi espira piano piano dalla bocca». Lo ripeteva dieci volte, sempre dieci. «Così rilassiamo il diaframma e ci sbarazziamo di tutto lo stress. Piedi per terra». Continuò a parlare sottovoce, pur essendo l’unico passeggero dell’autobus. Sentì il diaframma rilassarsi, il respiro calmarsi, e nel frattempo si massaggiò con le nocche i muscoli indolenziti della nuca.
L’autobus fece l’ultima curva prima del paese, che lambiva il nuovo quartiere di cui Jonathan aveva tanto sentito parlare. Le case se ne stavano immobili alla luce del mattino; le finestre riflettevano i raggi del sole mandandoglieli dritti negli occhi, come per disturbarlo. Il quartiere era stato costruito nei mesi scorsi a ridosso del vecchio paese ed entro qualche settimana ci si sarebbero trasferiti anche lui e la madre. Lei ne parlava in continuazione nelle sue lettere. Nuovi vicini, nuova casa: ne era contenta («facce nuove, compagnia, più rapporti umani»). Lui no, non amava i cambiamenti.
Quel che vide era perfino peggio di come se lo aspettava. Schiere su schiere di casette anguste, tutte uguali. Ombre corte in mezzo ai tetti. Lì avrebbero vissuto ancora più ammassati che nelle vecchie stradine a cui era abituato. Il loro quartiere, il più vecchio del paese, era sulla lista delle demolizioni da mesi prima che Jonathan se ne andasse, ma il Comune era così lento che non ci credeva più nessuno. Mentre lui era in prigione, le cose erano andate speditamente. I primi residenti si erano trasferiti durante il suo secondo mese di detenzione e gli altri li avevano seguiti un po’ per volta. Sua madre era l’ultima rimasta nella loro casa nell’area vuota. Gli aveva scritto che negli ultimi mesi la sua asma era peggiorata di nuovo e che non aveva la forza di affrontare il trasloco da sola. Leggi tutto…

RADICEPURA GARDEN-IN-MOVIES 2017

RADICEPURA GARDEN-IN-MOVIES: L’«ESSENZA MEDITERRANEA» SUGLI SCHERMI CINEMATOGRAFICI

Risultati immagini per RADICEPURA GARDEN-IN-MOVIES

Dal 4 al 6 agosto, ore 20.30, a Giarre (CT) nell’ambito del Festival sul paesaggismo

I edizione della rassegna, a cura di Ornella Sgroi, sul tema delle “Radici”

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Una sala cinematografica sotto le stelle, nel cuore di un salotto botanico a cielo aperto ai piedi dell’Etna. Sarà questa la nuova e inedita veste che per tre giorni, da venerdì 4 a domenica 6 agosto 2017, trasformerà un luogo suggestivo come Radicepura nella location della prima edizione della rassegna cinematografica Garden-in-Movies. Il fine è raccontare attraverso il mondo delle immagini il leitmotiv che ispira il Radicepura Garden Festival – evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo – immergendo gli spettatori nelle atmosfere che il Cinema sa creare attraverso il linguaggio dello specifico filmico. Leggi tutto…

PAOLO BORSELLINO

PAOLO BORSELLINO (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992)

 

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GIORDANO TEDOLDI racconta TABÙ

GIORDANO TEDOLDI racconta il suo romanzo TABÙ (Tunuè)

di Giordano Tedoldi

Ho scritto “Tabù”, come gli altri miei libri, per me stesso, “a mio beneficio” come si diceva delle Accademie musicali (così si chiamavano i concerti) al tempo di Beethoven, per stare meglio. “La letteratura è terapeutica?” si sente spesso chiedere. Molti non hanno voglia di dichiararsi in cura, sia pure la cura non ortodossa della letteratura, e quindi respingono la domanda con ingiustificata sicurezza. Per me non è un problema, e dunque rispondo di sì. Ho scritto i racconti di “Io odio John Updike” contro la solitudine, e i miei due romanzi, “I segnalati” e “Tabù”, rispettivamente, contro il dolore e contro la mancanza. Inutile girarci attorno: la vita mi sembra un inferno (su questo dirò qualcosa più avanti), e devo difendermi. La difesa è largamente inadeguata alla minaccia, ma è l’unica efficace, l’unica che mi faccia stare meglio. Da questo punto di vista la scrittura di “Tabù”, per utilizzare un (controverso) concetto di Daniel Dennett a proposito della coscienza, si è svolta secondo il motto competence without comprehension. Ho fatto qualcosa perché la sapevo fare, in ultima analisi per sopravvivere, senza sapere cosa stavo facendo. In un certo momento della mia vita, sopravvivere ha voluto dire scrivere “Io odio John Updike”, in un altro momento più recente, scrivere “Tabù”. E potrei chiudere il discorso qui, quanto ai motivi, perché non li conosco e non li conosco perché probabilmente non ne avevo, l’unica cosa che so è che sono stato, inaspettatamente per me (e non solo per me, vi assicuro) in grado di scrivere i miei libri: ne avevo evidentemente la competence, la capacità anche semplicemente fisica, nonché le condizioni materiali, e queste potrebbero mancare da un momento all’altro e dopo un breve respiro io non sarei più uno scrittore, esito che del resto è nel mio destino. Leggi tutto…

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone (edizioni Le Farfalle)

“Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia” Erasmo da Rotterdam

“Noi gente pazza ragioniamo con il cuore” Jim Morrison

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di Alessandro Russo

Catania centro, poco fa: stazione della metropolitana.
L’incrocio con un’affascinante giovinetta in attesa del treno mi accompagna delicatamente verso lo stato di grazia che ricercavo. Seduta sulla banchina e intenta a sfogliar un piccolo libro bianco, la ragazza ha riccioli chiari e un non so che di angelico. A dirla tutta non legge e basta, bensì divora avidamente le pagine. «Questo volumetto –attacca ella bottone- vola alto perché ci fa riscoprire il gusto della parola. È stato pubblicato in una collana rossa di narrativa dall’editore-poeta Angelo Scandurra per “Le farfalle edizioni” di Valverde. S’intitola “Vento traverso” e la sua autrice è Anna Pavone, una donna perennemente in viaggio tra Catania e Milano. Pur nondimeno il cuore di ”Vento traverso” cela un segreto: non è stato scritto da Anna Pavone o meglio non solo da lei. Grazie ad un acuto espediente, il racconto mette insieme dialoghi e discorsi d’altre genti ma sta in piedi in prima persona. È un’opera incantata e polifonica e l’hanno buttata giù gli spostati, i disadattati, insomma i matti, propriamente loro. È nata dall’ascolto giornaliero ed è stata elaborata durante anni di osservazione nelle sale d’attesa di ambulatori di salute mentale e nei centri diurni di psichiatria. Tra quei corridoi Anna ha trovato un’umanità eccezionale, ma il suo lavoro non riporta luoghi, nomi o diagnosi. “Vento traverso” non scivola sul pietismo e non inciampa sui luoghi comuni ma indaga in modo lieve il vertiginoso rapporto tra follia e letteratura». Leggi tutto…

MATTEO STRUKUL vince il PREMIO BANCARELLA 2017

Matteo Strukul con “I Medici ” vince il 65esimo Premio Bancarella

Ascolta la puntata di “Letteratitudine in Fm” dedicata alla saga de “I Medici” con Matteo Strukul in conversazione con Massimo Maugeri

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La premiazione è avvenuta ieri a Pontremoli, in Piazza della Repubblica, al termine di una votazione che ha visto il vincitore prevalere con 39 lunghezze di scarto sul secondo classificato.

Molto vicini invece tutti gli altri partecipanti. Se, infatti, Matteo Strukul ha trionfato con 109 voti, il secondo classificato, ” Il giardino dei fiori segreti ” scritto da Cristina Caboni ed edito da Garzanti, che ha ricevuto 70 preferenze, ha lottato scheda dopo scheda per staccare Alessandro Barbaglia e Valeria Benatti che hanno chiuso a 62 e Jung-myung Lee (59) e Lorenzo Marone (55).

Seguono: l’elenco completo dei libri finalisti e altre informazioni sulla serata della premiazione. Leggi tutto…