LETTERATITUDINE News

libri, fatti ed eventi segnalati speciali dal blog LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri

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Categorie:Uncategorized

PAOLO BORSELLINO

PAOLO BORSELLINO (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992)

 

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CLASSIFICA: dal 9 al 16 luglio 2018 – segnaliamo “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela (Il Saggiatore)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 9 al 16 luglio 2018

La settimana scorsa avevamo segnalato “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) – romanzo vincitore del “Premio Strega”– attualmente al 1° posto in classifica generale.

Questa settimana segnaliamo (fuori classifica): “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela (Il Saggiatore) – Traduttore: S. Pezzani – Curatore: S. Venter

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1° posto per “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda) – romanzo vincitore del Premio Strega 2018.

Al 2° posto (la settimana scorsa era in 4^ posizione) “A bocce ferme” di Marco Malvaldi (Sellerio)

In 3^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto) “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio)

In 4^ posizione (la settimana scorsa era al 1° posto) “Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

In 5^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto) “Ogni respiro” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Al 6° posto (la settimana scorsa era in 7^ posizione) “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Risale al 7° posto (la settimana scorsa era in 9^ posizione) Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 5^ posizione), “Il patto dell’abate nero. Secretum saga” di Marcello Simoni (Newton Compton)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era all’8° posto) “Casi umani. Uomini che servivano a dimenticare, ma che hanno peggiorato le cose” di Selvaggia Lucarelli (Rizzoli)

Al 10° posto “Origin” di Dan Brown (Mondadori) – edizione economica

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Questa settimana segnaliamo:  “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela (Il Saggiatore) – Traduttore: S. Pezzani – Curatore: S. Venter

Quanto a lungo si deve urlare la parola «libertà» prima che acquisti davvero un valore? Quanto tempo deve passare prima che il domani sia un giorno nuovo? Per ventisette anni Nelson Mandela, l’uomo che avrebbe guidato il paese fuori dal regime di segregazione razziale che lo soffocava da quasi mezzo secolo, non è stato altro che una sigla: un anonimo numero di matricola che identificava un prigioniero come tanti in una delle strutture carcerarie del paese. Eppure proprio in quelle celle, nel silenzio dell’isolamento, nella fatica dei lavori forzati, ha preso forma il mito che avrebbe sgretolato il sistema di oppressione dell’elite bianca. Le “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela sono un documento fondamentale del Novecento. La testimonianza unica e in presa diretta della determinazione, delle difficoltà e della fede nel progresso di una delle grandi icone politiche del nostro tempo: dal primo, durissimo periodo, quando gli era concesso di scrivere una sola lettera di cinquecento parole ogni sei mesi, agli scambi con le grandi personalità internazionali negli anni ottanta; dalle umiliazioni, vessazioni e privazioni di Robben Island – non gli fu permesso di partecipare al funerale della madre e nemmeno a quello del figlio Thembi – alle struggenti parole di amore e lotta inviate alla moglie Winnie, anche lei attivista e anche lei rinchiusa in prigione. Nel centenario della nascita di Nelson Mandela, il Saggiatore pubblica in contemporanea mondiale le sue inedite “Lettere dal carcere”, un epistolario di rara forza che ci permette di scoprire il volto umano di un gigante nel momento più duro della sua esistenza. Pagine che, pur raccontando un presente affannoso – la sofferenza della reclusione, le preoccupazioni per le persecuzioni politiche contro amici e parenti, l’angoscia di dover fare da padre ai propri figli senza avere nemmeno la possibilità di vederli -, ci parlano di speranza e di valori senza tempo. Perché il lungo cammino verso la libertà può iniziare anche nel freddo di una gabbia senza finestre, e la convinzione dell’inevitabilità dell’alba spazzare via da sola le tenebre più scure.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 La ragazza con la Leica Helena Janeczek Guanda 18,00
2 A bocce ferme Marco Malvaldi Sellerio Editore Palermo 14,00
3 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
4 Il purgatorio dell’angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi Maurizio de Giovanni Einaudi 19,00
5 Ogni respiro Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
6 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
7 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
8 Il patto dell’abate nero. Secretum saga Marcello Simoni Newton Compton 9,90
9 Casi umani. Uomini che servivano a dimenticare, ma che hanno peggiorato le cose Selvaggia Lucarelli Rizzoli 17,00
10 Origin Dan Brown Mondadori 7,90 S

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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LA FAMIGLIA AUBREY di Rebecca West (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA FAMIGLIA AUBREY di Rebecca West (Fazi editore – Traduzione di Francesca Frigerio)

Quando eravamo molto piccoli, in un fresco pomeriggio sudafricano, papà e mamma stavano camminando con noi in un parco proprio poco prima del giorno di San Giovanni e papà ci chiese di mettere le mani sul tronco di un albero. Disse che non avremmo sentito niente, solo il legno, ma se lo avessimo fatto un’altra volta, una settimana più tardi, sotto le nostre mani non ci sarebbe stato solo il legno, ma qualcosa di più, perché quello era il periodo in cui il mondo stava passando dall’inverno all’estate, ed era sospeso tra la morte e la vita. Noi eravamo meravigliate, ma mettemmo ubbidienti le mani sul tronco e ci sembrò di sentirlo privo di vita, mentre la mamma esclamò che suo padre e sua madre le avevano fatto fare la stessa cosa, e lei aveva creduto che fosse un rito peculiare della sua famiglia, ed ecco che ora papà ripeteva quel gesto con noi. Una settimana più tardi mettemmo di nuovo le mani sul tronco e avemmo la sensazione che fosse vivo, e gridammo al miracolo, e la mamma disse che ci sarebbe stato più facile capirlo a casa, in Inghilterra, dove tutto questo succedeva nel periodo natalizio. E così fu. Guardammo alla settimana tra Natale e Capodanno come a un momento di attesa, il momento in cui il mondo decideva se passare dalla morte alla vita e quindi mantenere le promesse di Cristo, oppure resistere, continuare per la sua strada e rovinare tutto. La notte, nei nostri letti, ci chiedevamo se esistesse qualcosa che potesse impedire al mondo di decidere che non si sarebbe svegliato all’arrivo della primavera, e così tutti sarebbero diventati sempre più freddi, e i giorni sarebbero diventati sempre più corti, e alla fine sarebbero rimaste solo le tenebre. Lo chiedemmo a papà e mamma, e papà disse: «Be’, potrebbe succedere, ma non nella vostra epoca». Leggi tutto…

LIPARI NOIR 2018

LIPARI NOIR: 23 e 24 luglio 2018

LIPARI. La Sicilia con le sue voci del giallo e del noir sarà la protagonista della Quarta Edizione di Lipari Noir Festival, la kermesse letteraria dedicata alla narrativa e alla fiction poliziesca sull’isola di Lipari.

Sotto la direzione artistica di Cristina Marra, la manifestazione si svolgerà in due serate all’insegna dei libri e del cinema allietate da degustazioni di prodotti tipici. Il festival è inserito nel ricco cartellone di appuntamenti della 35 edizione di “Un mare di cinema” organizzata dal Centro Studi Eoliano presieduto da Antonino Saltalamacchia.

A Lipari arriveranno sei scrittori di recente in libreria con i loro nuovi romanzi: Max e Francesco Morini, Salvo Toscano, Massimo Maugeri, Teresa Pitino e Mario Falcone racconteranno la loro tecnica narrativa e i loro detective in suggestive location dell’isola.

Si comincia il 23 luglio alle ore 19,00 nei Giardini del Centro Studi Eoliano nel cuore di Lipari con la serata inaugurale “In due s’indaga meglio” che proporrà l’anteprima nazionale del romanzo “Rosso Barocco” di Max e Francesco Morini e il nuovo giallo di Salvo Toscano “L’uomo sbagliato”. Entrambi i romanzi editi da Newton Compton hanno due coppie di detective. Seguirà la proiezione del film “Omicidio al Cairo”.

Il 24 a bordo piscina del residence La Giara si alterneranno Massimo Maugeri con “Cetti Curfino”(La nave di Teseo), Teresa Pitino con “Le verità sotto il vulcano”(casa editrice Kimerik) e Mario Falcone con “Lo chef degli chef” ( Meridiano Zero editore) nell’incontro “Tra giallo e noir” gli autori sveleranno le loro scelte narrative, tecniche d’indagine, ambientazioni e protagonisti dei loro ultimi romanzi.

Entrambe le serate saranno introdotte dal presidente Nino Saltalamacchia e presentate dalla giornalista Cristina Marra. Leggi tutto…

LETTERA A ROCCO CARBONE

In occasione del decennale della scomparsa dello scrittore Rocco Carbone (Reggio Calabria, 20 febbraio 1962 – Roma, 18 luglio 2008) pubblichiamo la lettera a lui indirizzata da Romana Petri, presente all’interno del volumeLetteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria, 2017)

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LETTERA A ROCCO CARBONE

di Romana Petri

Caro Rocco,

si possono scrivere lettere a chi non c’è più? Che significato hanno? Ad avertelo chiesto avresti risposto che le scriviamo per noi, ne sono sicura. E allora la scrivo per me. Per nostalgia, per grande rimpianto, perché sei morto da più di sette anni e questa tua assenza continua ad essere un peso.  Esistono morti che durano più delle altre, che si vivono senza rassegnazione. La tua è una di queste. Mi hai dato poco scampo. Non sei stato solo il mio più caro amico, eri una persona a me affine e diversa al tempo stesso. La compatibilità nella diversità. Forse era soprattutto quest’ultima a unirci. Quei tuoi malesseri che ti circondavano di ombre, la tua ricerca affannosa del grande amore. Quante telefonate mi avrai fatto sul grande amore? Eri l’uomo delle ossessioni e le ossessioni erano il tuo fascino anche in ciò che scrivevi. Perché tu eri lo scrittore dello sguardo. Descrivevi le cose nei più minuti particolari e le cose emergevano vive: la maniglia di una porta, un bicchiere appena lavato, una sigaretta sul posacenere con il suo fumo verticale. Eri il mio Tristram Shandy. Te l’ho detto tante volte. Se scrivevi di un uomo che si svegliava al mattino, chi ti leggeva era obbligato a essere quell’uomo, ne seguiva ogni movimento come fosse il suo.
Le conoscevo bene le tue abitudini. Sapevo che al mattino ti svegliavi, andavi al bar sotto casa per prendere il caffè… Poi dipendeva dal momento, se stavi scrivendo un romanzo, dalle nove a mezzogiorno rimanevi seduto davanti al computer perché  dovevi scrivere due cartelle al giorno. Quando arrivavi a due ti fermavi. Certe volte mi telefonavi per dirmelo: “Sono le undici e per oggi ho già finito”. E dopo ti mettevi a leggere ascoltando un po’ di musica, aspettavi l’ora del pranzo che consumavi quasi sempre allo stesso bar sotto casa. Un piatto unico, un altro caffè e poi mi telefonavi. Alzavo il ricevitore e le prime parole erano sempre le stesse: “Romana, Rocco”. Ci nominavi. Leggi tutto…

CETTI CURFINO va a Gela

Cetti Curfino (Cover)Viaggio a Gela per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

Venerdì 20 luglio 2018, alle h. 18:30, presso la libreria Mondadori di Gela, C.so Vittorio Emanuele n. 373, Gela (CL), Massimo Maugeri presenterà il romanzo “Cetti Curfino” (La nave di Teseo). Dialogherà con l’autore Gabriella Di Franco. Letture a cura di Giuliana Fraglica. Sarà presente il pittore Giovanni Iudice, dalla cui opera è stata riprodotta la copertina del libro.

In coda al post, la locandina dell’evento.

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Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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[Dalla rassegna stampa del romanzo]

 

su “Tuttolibri”- “La Stampa” (recensione di Amedeo La Mattina)
[Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità.]

su “Fahrenheit – Radio 3” (Libro del giorno di Fahrenheit – con Loredana Lipperini)
[Cetti Curfino è una donna prorompente, con labbra carnose e occhi che rivelano abissi. Andrea ha letto la sua storia sui quotidiani: una donna semplice, un marito che muore mentre lavora in nero, un figlio da sistemare, e una lenta discesa nelle viscere di una società che sa essere molto crudele]. – per ascoltare la puntata clicca qui

su “L’Espresso” (Freschi di stampa di Sabina Minardi)
[Un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana]

su “la Repubblica.it” (recensione e intervista di Silvana Mazzocchi)
[La realtà raccontata in forma di fiction, storie credibili che scavano nei problemi sociali del nostro tempo. (…) Una storia nella storia confezionata da Massimo Maugeri con abilità, talento e passione.]

su “Il Mattino” (recensione di Francesco Durante)
[Maugeri confeziona una storia semplice, insieme disperata e lieve, algida e sensuale, con un esito a sorpresa. La sua protagonista s’impone a cagione di una personalità veramente speciale, e fin dal primo momento merita la più cordiale solidarietà del lettore.]

su “Robinson – la Repubblica” (recensione di @CasaLettori)
[Cetti Curfino (La nave di Teseo) è “vittima invisibile di una società intenta a crogiolarsi tra le proprie miserie”. (…) La morte del marito, l’odio del figlio, la precarietà del quotidiano e un gesto di ribellione che pagherà caro. Sentiamo sulla pelle la disperazione di chi non ha scelta, ricattata da una povertà che non fa sconti. Guerriera orgogliosa non si lascia distruggere dall’esperienza carceraria].

su “la Repubblica – Palermo” (recensione di Gianni Bonina)
[È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde]

su “La Sicilia” (recensione di Maria Rita Pennisi) Leggi tutto…

SCRIVERE CON L’INCHIOSTRO BIANCO di Maria Rosa Cutrufelli (un estratto)

SCRIVERE CON L’INCHIOSTRO BIANCO di Maria Rosa Cutrufelli (Iacobelli)

Maria Rosa Cutrufelli nata a Messina, cresciuta fra la Sicilia e Firenze, ha studiato a Bologna e, dopo aver viaggiato e vissuto per qualche anno in Africa, ha scelto di fermarsi a Roma. I suoi saggi e i suoi romanzi sono tradotti in una ventina di lingue. Fra i romanzi ricordiamo: La donna che visse per un sogno (nella cinquina del Premio Strega, vincitore dei premi Penne, Alghero-Donna, Racalmare-Sciascia), La briganta, Complice il dubbio, D’amore e d’odio (vincitore del Premio Tassoni), I bambini della Ginestra (vincitore del Premio Ultima Frontiera). I suoi romanzi sono pubblicati da Frassinelli, Longanesi, La Tartaruga; mentre i suoi saggi da Editori Riuniti e Feltrinelli.

Di recente, per Iacobelli, è uscito questo suo nuovo libro intitolato: Scrivere con l’inchiostro bianco.

Il libro nasce dalle due seguenti domande. Perché si scrive? Come si scrive? A queste “classiche” domande domande sulla scrittura se ne aggiunge un’altra con riferimento a una “questione letteraria” piuttosto dibattuta: esiste una scrittura femminile? O (come è ben evidenziato nella scheda del libro) per dirla in maniera più appropriata: l’appartenenza a un genere sessuale o all’altro influisce sulla parola scritta e sull’arte del racconto? Maria Rosa Cutrufelli dà una sua risposta che è allo stesso tempo una proposta di riflessione e di confronto con scrittori e critici. E lo fa nell’unico modo possibile senza risultare astratta o ideologica: mettendo in campo l’autobiografia e l’esperienza, partendo dalla vita vissuta e tornando indietro, fino ai grandi miti fondativi della nostra cultura. Insomma, raccontando.

Di seguito, per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo un estratto del libro: il capitolo intitolato “Permessi e divieti”
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