LETTERATITUDINE News

libri, fatti ed eventi segnalati speciali dal blog LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri

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Categorie:Uncategorized

PREMIO MARTOGLIO 2017

PREMIO MARTOGLIO 2017: I VINCITORI – cerimonia di premiazione: sabato 25 novembre a Belpasso (CT)

Si svolgerà sabato 25 novembre a Belpasso (CT), presso il Teatro Comunale “Nino Martoglio” – via XXI Traversa, Belpasso (CT),  la cerimonia di consegna della XXXI Edizione del Premio Letterario Internazionale “Nino Martoglio”, organizzato dal Circolo Athena con la consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano. La Giuria, composta da Sarah Zappulla Muscarà (Università di Catania), Vicente Gonzales Martin (Università di Salamanca), Domenico Tempio (Editorialista de “La Sicilia”), ha così attribuito i premi:

Letteratura: Gabriele Pedullà per il romanzo Lame (Einaudi, 2017);

Giornalismo: Sabina Minardi per il romanzo Caterina della notte (Piemme, 2017);

Saggistica: Cristina Battocletti per il volume Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste (La nave di Teseo, 2017);

Poesia: Tommaso Romano per la raccolta di liriche Dilivrarmi (Salvatore Sciascia Editore, 2010);

Athena”: Gino Astorina per il volume Basta che non sudi (Giuseppe Maimone Editore, 2016);

Premio per il Teatro nel 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello: Giuseppe Pambieri.

Giunta alla sua trentunesima edizione – un traguardo che ne consacra la storia, la maturità e l’autorevolezza nel panorama internazionale dei premi letterari – la manifestazione quest’anno riserva una sezione speciale al 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello. Destinato a “scrittori, artisti, giornalisti e personalità che attraverso le loro opere diffondono la cultura nella nostra isola”, il Premio Martoglio Leggi tutto…

FABIO DELIZZOS racconta IL CACCIATORE DI LIBRI PROIBITI

FABIO DELIZZOS racconta il suo romanzo IL CACCIATORE DI LIBRI PROIBITI (Newton Compton).

di Fabio Delizzos

«Benvenuti. Siamo nell’anno 1559 e ci troviamo in una sala da pranzo molto rustica e confortevole, in una casa di campagna rinascimentale, appena fuori Roma. Dalla finestra si vedono vigneti e alberi spogli, gli uccelli che veleggiano nel cielo grigio d’autunno. Fa un po’ freddo, ma per fortuna qui c’è un grande camino che crepita e balugina riscaldando l’ambiente. Oggi ho il piacere di partecipare all’Autoracconto d’autore per il blog Letteratitudine e di parlare con me stesso del mio nuovo romanzo, che si intitola Il cacciatore di libri proibiti, edito da Newton Compton. Naturalmente insieme a me e a me stesso ci sono anche i personaggi del libro. Innanzitutto, vi presento Raphael Dardo, il protagonista, nonché agente segreto del duca di Firenze».
«Ciao a tutti».
«E il suo grande amico Ariel Colorni, alchimista e inventore ebreo».
«Buongiorno».
«Poi c’è il capo dei birri, Giusto Leccacorvo…».
«Presente».
«Ci sono le bellissime e conturbanti cortigiane Luna Nova e Selvaggia».
«Ciao, ciao».
«C’è il divino Michelangelo Buonarroti».
«Mm».
«C’è il prete siciliano, don Antonio Lo Duca».
«Pace e bene a tutti i lettori».
«C’è Angelo, il cattivo».
«Eccomi».
«E poi tutti gli altri personaggi: il camerlengo Santa Fiora, i cardinali Carafa, l’oste Cocco Bernardozzo e sua moglie Cornelia, lo stampatore veneziano Menico de’ Madi, fratello Serafino e tanti altri. Fatevi sentire, ragazzi».
«Ciao!!!».
«Comincerei riassumendo brevemente il libro, per chi ancora non lo avesse letto. Questo è il seguito de Il collezionista di quadri perduti. Le vicende si svolgono anche questa volta a Roma, quattro anni dopo, mentre il papa esala l’ultimo respiro e in città esplode la rivolta. L’agente segreto Raphael Dardo è in carcere, condannato a morte per il possesso e il commercio di libri proibiti, ma ha la possibilità di conquistarsi la libertà, a patto di risolvere alcuni casi di omicidio particolarmente efferati e, soprattutto, di recuperare un antico codice contenente verità pericolose, verità antichissime che sono proibite alla maggior parte degli uomini. Dico bene? Lo chiedo a me stesso». Leggi tutto…

IL BAMBINO PROMESSO di Massimo Bavastro

IL BAMBINO PROMESSO di Massimo Bavastro (Nutrimenti)

Un memoir pudico e spietatamente sincero, un manuale di autoaiuto per chi s’imbarca in un’adozione internazionale e, più in generale, un gesto d’incoraggiamento rivolto a tutti i genitori: perché, alla fine, la fragilità di quattro persone che si cercano diventa la forza di una famiglia.

Ne discutiamo con l’autore e pubblichiamo un estratto del libro

* * *

Massimo Bavastro è autore di testi teatrali che hanno ottenuto riconoscimenti prestigiosi (Cecchini, premiato al Festival di Riccione, Naufragi di Don Chisciotte, finalista al Premio Ubu e Premio della Critica) e di serie televisive di successo, tra cui Ultimo 3 – L’infiltrato, 48 ore, Caccia al re – La narcotici. Per il cinema ha scritto, con Benvenuti-De Bernardi, L’ultima stazione (regia di Bogdan Dreyer) e, con Marco S. Puccioni, Quello che cerchi (Premio miglior film al Los Angeles Italian Film Awards). Il bambino promesso è il suo primo. Ne discutiamo con lui…

<<Sei anni fa, io, mia moglie e il nostro bambino di tre anni, Leone, ci siamo trasferiti a Nairobi per adottare Thomas>>, racconta Massimo Bavastro a Letteratitudine.
<<Siamo restati lì nove mesi, perché la legge keniana prevede che i genitori adottivi rimangano per tutta la durata del procedimento legale.
Durante quel periodo, niente o quasi niente è andato come ci aspettavamo: a partire dal momento in cui, nell’istituto dove Thomas era nato, una donna con il camice bianco mi ha offerto quel bambino dicendo “è tuo figlio”, e io ho pensato “no”.
Sapevo che se non fossi riuscito a riconoscerlo e ad amarlo sarebbe andato tutto all’aria: tradire quel progetto avrebbe significato perdere mia moglie, sfasciare ogni cosa. Tanto più che lei e Leone avevano accolto Thomas subito e in maniera naturale.
D’altra parte, c’erano tante cose da fare laggiù, e questo mi permetteva di allontanarmi da quel rovello, o addirittura di rimuoverlo per lunghi momenti. Abbiamo comprato una macchina e ci siamo messi a viaggiare. Dopo un paio di mesi la macchina ha cominciato a rompersi, quasi sempre nei posti sbagliati: per esempio nel bel mezzo della savana, proprio di fronte a un branco di elefanti che procedevano verso di noi. E quando non si spaccava la fermavano i poliziotti ai posti di blocco, e ci si infilavano dentro con i loro Kalashnikov per farci paura e per spillarci pochi centesimi. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 6 al 12 novembre 2017

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 6 al 12 novembre 2017

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Fabio Volo scalza Alessandro D’Avenia e si piazza al 1° posto con “Quando tutto inizia” (Mondadori)

In 2^ Alessandro D’Avenia con “Ogni storia è una storia d’amore” (Mondadori)

Dan Brown perde una posizione e scende al 3° posto con “Origin” (Mondadori)

Perde una posizione, e si piazza al 4° posto, “Le tre del mattino”: il nuovo libro di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

Ingresso in classifica, al 5° posto, per Isabel Allende con il suo nuovo romanzo: “Oltre l’inverno” (Feltrinelli)

Scende in 6^ posizione “Diario di una schiappa. Avanti tutta!” di Jeff Kinney (Il Castoro)

In 7^ posizione “Peccato originale. Conti segreti, verità nascoste, ricatti: il blocco di potere che ostacola la rivoluzione di Francesco” di Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)

8° posto per Sveva Casati Modignani con “Festa di famiglia” (Sperling & Kupfer)

In 9^ posizione “I Medici. Decadenza di una famiglia” il nuovo romanzo di Matteo Strukul (Newton Compton)

Si conferma in 10^ posizione “Una vita apparentemente perfetta” di Michelle Hunziker (Mondadori)

 

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Questa settimana segnaliamo: I Medici. Decadenza di una famiglia” di Matteo Strukul (Newton Compton)

Dal vincitore del premio Bancarella un grande romanzo storico. Fra intrighi di corte, bugie, assassinii e spettacolari evasioni, l’eterna lotta di Maria de’ Medici contro nemici intenzionati a sottrarle la corona ed esiliarla.

La Parigi del diciassettesimo secolo è l’essenza del vizio e della violenza. Maria de’ Medici, da poco sposa di Enrico IV di Borbone, si trova ben presto a fare i conti con le mire rapaci di Henriette d’Entragues. Con un documento scritto, Enrico stesso ha promesso alla propria favorita di prenderla in moglie, e ora quel foglio è l’arma con la quale ricattarlo. Ma non è l’unica minaccia: un’altra arriva da un gruppo di nobili che cospirano per rovesciare il trono. Avvertendo che le sorti proprie e del re sono sempre più critiche, Maria decide allora di affidarsi a Mathieu Laforge, spia e sicario abilissimo, capace di sventare più di una congiura. Ma la regina non sa ancora che il suo destino sarà segnato dalla lotta costante contro coloro che vogliono la fine del suo regno. Quando Enrico IV di Borbone muore, vittima dell’ennesimo complotto, all’orizzonte si profila, inarrestabile, l’ascesa di un astro di prima grandezza della politica francese: il cardinale di Richelieu. Sarà proprio lui, dopo la morte del re, ad acquisire un potere sempre maggiore, tradendo colei che più di chiunque altro ne aveva favorito la fortuna: Maria de’ Medici.

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Quando tutto inizia Fabio Volo Mondadori 19,00 *
2 Ogni storia è una storia d’amore Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00
3 Origin Dan Brown Mondadori 25,00
4 Le tre del mattino Gianrico Carofiglio Einaudi 16,50
5 Oltre l’inverno Isabel Allende Feltrinelli 18,50 *
6 Diario di una schiappa. Avanti tutta! Jeff Kinney Il Castoro 13,00
7 Peccato originale. Conti segreti, verità nascoste, ricatti: il blocco di potere che ostacola la rivoluzione di Francesco Gianluigi Nuzzi Chiarelettere 18,60
8 Festa di famiglia Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 14,90
9 I Medici. Decadenza di una famiglia Matteo Strukul Newton Compton 9,90 *
10 Una vita apparentemente perfetta Michelle Hunziker Mondadori 18,00

Posizioni dal n. 11 al n. 40 Leggi tutto…

MATRIMONI ED ALTRI EFFETTI COLLATERALI (regia di Manuel Giliberti, con Mita Medici)

Giunge al Teatro Brancati di Catania la commedia brillante “Matrimoni  ed altri effetti collaterali” per la regia di Manuel Giliberti, con Mita Medici (nato da un adattamento di “Salviamo le balene” di Ivan Campillo). Lo spettacolo ha debuttato a Roma nel novembre 2016 e prosegue con una tournée che approda adesso in Sicilia. Il debutto catanese sarà giovedì 16 novembre alle 21, al Teatro Brancati di Catania, via Sabotino, 4 (e rimarrà in scena per tre settimane).  Manuel Giliberti ne parla a Letteratitudine

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“Dopo aver visto “salviamo le balene” (questo il titolo originale spagnolo) a Barcellona ho subito pensato che avrei voluto mettere in scena lo spettacolo in Italia”, racconta Manuel Giliberti a Letteratitudine. “I ruoli dei protagonisti, la mamma sessantottina, la figlia un po’ rinunciataria e vittima, il marito abulico e distante hanno immediatamente preso l’aspetto dei miei attori con cui lavoro da tempo con entusiasmo e continuità. Con Ivan Campillo, l’autore del testo originale abbiamo avuto un confronto che ci ha portato alla revisone e adattamento del gusto spagnolo allo spirito italiano. Mita Medici è da subito diventata una splendida Giovanna (detta Jane) personaggio in cui è, ovviamente, confluito anche il ricordo della sua storia. A lei si sono affiancati Carlo Ferreri con il suo inimitabile humour nel ruolo del marito e Annalisa Insardà che veste i panni di Claudia, moglie insoddisfatta e alla ricerca di qualcosa di nuovo.
Nel ruolo del ragazzo, un debuttante: il giovane Emanuele Carlino che ha affrontato con grinta il suo debutto nel teatro ufficiale.
Cosa mi ha colpito di questo testo? Certamente l’uso della scrittura da commedia, quasi un vaudeville in cui entrate e uscite la fanno da padrone, i nonsense si accavallano ma nello stesso tempo emergono temi e disagi propri della condizione umana contemporanea. Dunque le storie dei nostri quattro divengono insieme pubbliche e private, personali e universali. Un modo molto spagnolo, almodovariano è stato definito, di affermare cose profonde e serie con il sorriso sulle labbra.”

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Matrimoni  ed altri effetti collaterali

Adattamento di Manuel Giliberti da “Salviamo le balene “ di Ivan Campillo

 

Sinossi Leggi tutto…

LA PROMESSA DEL TRAMONTO di Nicoletta Sipos

LA PROMESSA DEL TRAMONTO di Nicoletta Sipos (Garzanti) – presentato da Loredana Limone

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di Loredana Limone

LA PROMESSA DEL TRAMONTO (Garzanti) è un libro di rara bellezza ed è un libro del mio genere preferito. Infatti è una storia che contiene la Storia, quella con la esse maiuscola che, purtroppo, non sempre si studia a scuola.
Ed è, inoltre, il racconto di una storia vera, la storia d’amore fra Tibor Schwarz e Sara Divinci, lui un giovane medico ebreo-ungherese e lei una giovane infermiera italiana.

Il romanzo comincia il 15 novembre 1951. Siamo a bordo della nave Veszprém e Tibor sta fuggendo dall’Ungheria e dalle imposizioni del partito, nascosto in un gabbiotto chiuso e fetido, alto 1,60 m, mentre lui è 1,80, in compagnia di due donne e un neonato. Non possono muoversi e devono fare i bisogni in un secchio comune.
La traversata è violenta, il Danubio è arrabbiato e per giunta a bordo c’è un ispettore della polizia stalinista con il suo agguerrito cane che è alla forsennata ricerca di clandestini.

Nell’angusto nascondiglio Tibor non può muoversi, non può alzarsi, non può fare che una sola cosa in piena libertà: ricordare.
Ricordare il suo grande amore per e con Sara, nonostante tutti gli impedimenti. Leggi tutto…

MARUZZA MUSUMECI: dal libro di Camilleri allo spettacolo teatrale di Montandon e Ardini

Il 18 Novembre, con replica domenica 19 alle 17.30, debutterà al Piccolo Teatro della Città: “Maruzza Musumeci” adattamento di Pietro Montandon da un racconto di Andrea Camilleri, per la regia di Daniela Ardini, con Pietro Montandon.

L'immagine può contenere: una o più persone e sMSLa pièce narra d’amore e di vendetta, di magia e di favole. Un’antica leggenda rivisitata e infarcita di simboli e citazioni, tra mito e racconto popolare. Nacque tutto la sera del 1° Gennaio 2008, quando Pietro Montandon ne acquistò una copia in una antica libreria di Torino per regalarlo alla moglie, scrivendole la dedica “il primo libro dell’anno”. «Dopo qualche tempo-  racconta l’attore – lei me lo consigliò a sua volta perché le era piaciuto molto: lo lessi e mi innamorai all’istante. Da subito si fece strada in me l’idea di una trasposizione per il teatro, in forma di cunto, di favola, forte della nota finale scritta dall’autore, che in qualche modo legittima la mia ipotesi interpretativa. Un cantastorie (discendente diretto di Minicu il contadino) moderno, un narratore, che racconti al pubblico la storia di Maruzza Musumeci con assoluta semplicità, talora seduto su una sedia impagliata e che, con l’aiuto di espedienti o materiali di“attrezzeria”, crei la suggestione nel pubblico di eventi naturali quali il vento, lo sciabordio lontano del mare, le atmosfere notturne e così via. Nella messa in scena saranno ovviamente presenti alcune musiche per sottolineare e accompagnare momenti della narrazione, fuorché nel canto delle Sirene». Leggi tutto…