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L’ELMO E LA RIVOLTA, di Giuseppe Palumbo e Luciano Curreri

gennaio 10, 2012

graphic essay di Palumbo e Curreri

L’elmo e la rivolta (edito da Comma 22) Un graphic essay nostrano, un saggio-fumetto, un primo, vero saggio di storia della cultura, con Postilla bibliografica ragionata, discorsiva, messo in immagini, ovvero raccontato, con tanto di cornice narrativa derivata dal buon Pasolini e con la forza dei disegni di Peppe Palumbo e delle ricerche e delle parole di Lucio Curreri.
Curreri e Palumbo si cimentano nell’inedita operazione del saggio a fumetti e scoprono che Scipione, il grande generale che sconfisse Cartagine, e Spartaco, l’oscuro leader della rivolta degli schiavi, sono all’origine di due miti che trascendono di gran lunga le scarse informazioni di cui disponiamo su di loro; due miti che la modernità ha accolto, elaborato e digerito, opponendoli di frequente l’uno all’altro.
Il bisogno di usare la storia per rinsaldare l’identità nazionale conduce più facilmente alla celebrazione degli Scipioni e dei Cesari che non a quella delle loro vittime; del resto, da qualche tempo le note dell’inno di Mameli risuonano nel nostro orizzonte più spesso di quanto non accadesse in passato, e con loro, per l’appunto, ritorna l’elmo di Scipio.

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La scheda del libro
Il primo ‘saggio disegnato’ di storia della cultura, dall’antichità ai nostri giorni, dalle fonti alla fanta, che bevevamo al cine guardando i peplum americani e i sandaloni italiani. Tutto, infatti, inizia in un cinema, dove Giuseppe Palumbo e Luciano Curreri guardano il film “Spartaco”, di Kubrick, e, alla famosa scena del corale “Io sono Spartaco”, iniziano a sognare la storia e a pensare alla nostra attualità. Dov’è finito Spartaco, si chiedono. Dov’è finita la rivolta? E allora Curreri si fionda in biblioteca, in archivio, e Palumbo si mette alla alla china. Scoprono che Scipione, il grande generale che sconfisse Cartagine, e Spartaco, l’oscuro leader della rivolta degli schiavi, sono all’origine di due miti che trascendono di gran lunga le scarse informazioni di cui disponiamo su di loro; due miti che la modernità ha accolto, elaborato e digerito, opponendoli di frequente l’uno all’altro. Tutto raccontato e disegnato, fino al 2011; quel 2011 che a noi suona come un’odissea nello spazio della nostra storia, come un’unità di duci e schiavi.

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Gli autori
Giuseppe Palumbo (1964). Ha cominciato a pubblicare a fumetti nel 1986 su riviste come «Frigidaire» e «Cyborg», sulle cui pagine crea il suo personaggio più noto, Ramarro, il primo supereroe masochista. Nel 1992 entra nello staff di Martin Mystère di Sergio Bonelli Editore e nel 2000 in quello di Diabolik di Astorina; per queste due serie popolari disegna numerose storie speciali. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Tomka, il gitano di Guernica, su testi di Massimo Carlotto, Un sogno turco, su testi di Giancarlo De Cataldo, editi da Rizzoli (2007 e 2008), e Eternartemisia (Comma 22 2008), realizzato in collaborazione con Palazzo Strozzi Firenze, parte integrante del progetto «Action30», collettivo d’indagine sulle nuove forme di razzismo e di fascismo.

Luciano Curreri (1966), ordinario di Lingua e letteratura italiana all’Università di Liegi, ha curato e sta curando edizioni di autori dell’Otto-Novecento per Einaudi, Mondadori, Salerno, Quiritta, Ilisso, Greco&Greco. Di recente ha pubblicato: Pinocchio in camicia nera (Nerosubianco 2008, II ed. corretta e aumentata 2011); D’Annunzio come personaggio nell’’immaginario italiano ed europeo (1938-2008). Una mappa (Peter Lang 2008); Mariposas de Madrid. Los narradores italianos y la guerra civil española (Prensas Universitarias de Zaragoza 2009; ed. or. Bulzoni 2007); Un po’ prima della fine? Ultimi romanzi di Salgari tra novità e ripetizione (1908-1915) (con F. Foni, Sossella 2009); Silenzi solitudini segreti. Altre metamorfosi dannunziane (Bonanno 2011). Ha esordito come narratore con A ciascuno i suoi morti. Un album di racconti (Nerosubianco 2010).

Su Letteratitudine di Massimo Maugeri, seguite il dibattito sui graphic novel

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