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IN AMORE SUCCEDE… di Licia Aresco Sciuto

gennaio 24, 2012

“IN AMORE SUCCEDE…” di Licia Aresco Sciuto
Arnaldo Lombardi editore, 2011, pagg. 119, euro 15

Il “Coro di notte” del Monastero dei Benedettini di Catania ha accolto il battesimo letterario di Licia Aresco Sciuto (nella foto accanto), che ha esordito in narrativa (per i tipi dell’editore Lombardi) con la raccolta di racconti intitolata “In amore, succede….”, impreziosita dalla prefazione di Pietrangelo Buttafuoco.
L’attrice Lucia Sardo ha letto brani del libro sul sottofondo musicale delle note di Ennio Morricone e Nicola Piovani, interpretate dalla pianista Claudia Aiello (per dettagli, si rimanda alla pag. 44 di questo magazine).
Come scrive Buttafuoco nella sua prefazione: “Ciò che Licia Aresco Sciuto ha annotato in quest’opera è direttamente proporzionale al tanto che ha letto. E di questo le pagine sono impregnate con tributi che l’autrice scandisce con cura. A Vitaliano Brancati in particolar modo sembra guardare. Come dimostrano alcuni tratti degli uomini delle vicende: figure d’altri tempi, figli di una borghesia che ha ricostruito nel dopoguerra e che li ha proiettati in una “dolce vita” che nelle basole di via Etnea si è diluita fino ai giorni nostri, uomini che hanno rigettato il “gallismo” giovanile e si completano qui in una maturità che ne rinnova il ruolo, rivestendoli di un’inedita saggezza, Ma ritorna anche Verga tra queste pagine: non tanto per i Mazzarò sparsi, quanto per il fatto che qui i “vinti” riescono ad avere un ruolo positivo, anche loro fanno parte del riscatto”.

Licia, Pietrangelo Buttafuoco nella sua prefazione sostiene che in questi tuoi racconti sono riscontrabili le tue letture. Sei d’accordo? Quali sono i libri che, in un certo senso, ti hanno “formata” dal punto di vista narrativo?
Riguardo le conoscenze letterarie che evidenzia Pietrangelo Buttafuoco nella prefazione, è palese che sono stata forgiata culturalmente da esse: i miei studi classici prima e quelli universitari dopo, hanno sicuramente lasciato un segno, così come sono determinanti le letture continue ed affascinanti delle quali tutt’ora mi nutro.

Se un’esordiente. Cosa ti ha spinto a scrivere?
Sì, sono un’esordiente. “In amore, succede…” è la mia opera prima.
Sin da bambina ho amato scrivere poesie: ogni stagione della mia vita ha stimolato la mia fantasia, tanto da riflettermi in essa. Solo lo scorso anno, complice Lucio Dalla che in una trasmissione televisiva cantava “ Piazza Grande”, la sua bellissima canzone autobiografica, scattò in me la sacra voglia di scrivere. Volli opporre alla “sua piazza grande, la mia”, quella della mia città, della città in cui sono nata, Trieste. Ecco, una semplice, banale scintilla, ha scatenato in me un fuoco inestinguibile. Così ho continuato di getto con ben 19 altre novelle. La prima, comunque, non fa parte del libro, e la tengo in stand-bay.

Parlaci della genesi di questi racconti? Sono nati prima i personaggi o le storie?
Riguardo la genesi (prima i personaggi o le storie), non credo si possa tenere sempre una sistematica maniera di porsi. Non ho un costante, regolare, “assetto a tavolino”, scrivo su input emozionale, nel momento giusto nel quale la mia mano ed il mio cuore si incontrano…
Per esempio, nel libro in esame, è stato sufficiente ammirare l’opera di Frida Kalho, che peraltro ne ha dato il nome e la copertina, a farmi scattare una molla…

Che tipo di Catania troveranno, i lettori, nelle tue pagine?
I lettori si ritroveranno nella “mia Catania”, nella Catania della mia adolescenza, nella smagliante Catania della rinascita, del boom economico ed edilizio, della serenità sociale, degli autentici valori, senza trascurare qualche elemento storico, che non guasta.

Categorie:Interviste
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