Archivio

Archive for maggio 2012

LETTERATITUDINE SUDMEDIATIKA

s1253014553_116790_2782Ringrazio la scrittrice e giornalista di Repubblica Rosa Maria di Natale (nella foto accanto) per la realizzazione di questo video, che parla dell’esperienza di Letteratitudine, e per la successiva pubblicazione sul suo bel blog SudMediatika.
Grazie, Rosa Maria!
Massimo Maugeri

© Letteratitudine

Segui Letteratitudine Radio

Hanno rubato Babbo Natale

HANNO RUBATO BABBO NATALE di Anna Maria Loglisci
A & B editore, 2012 – pagg. 152 – euro 14

di Sergio Sciacca

Hanno rubato Babbo Natale

L’arte narrativa c’è tutta: ti acciuffa alle prime righe e non ti molla più fino alla conclusione: Anna Maria Loglisci, plurilaureata, docente di inglese, giornalista e narratrice, con il nuovo romanzo, edito da AeB sotto il titolo “Hanno rubato Babbo Natale“, ha realizzato una storia poliziesca con atmosfere di interni psicologicamente suggestive. Riesce a creare i quadri nei quali si identifica un’epoca: l’anonima periferia dominata dai centri commerciali di oggi dove si concentrano a migliaia solitudini individuali che credono di aprirsi al mondo comprando cose che più o meno sono inutili e che tuttavia danno loro la immediata soddisfazione di sentirsi “consumatori” oggetto di cortesie da parte dei commessi e sotto sotto, decisori dei destini economici mondiali anche se per una miliardesima parte: fai fallire una compagnia aerea antipatica, fai chiudere la fabbrica di gente sgarbata, fai prosperare la ditta di telefonini con le ragazze sgargianti nella pubblicità. Già questa capacità di guardare le cose oltre la superficie è una delle caratteristiche che raccomandano il volumetto.
Ma oltre alla estensione sociale esso assicura una estensione cronologica. Leggi tutto…

PASSEPARTOUT: Asti, 10 -17 giugno 2012

PASSEPARTOUT 2012

Pensiero & Parole

2012. Nella fine il principio

Asti, 10 -17 giugno 2012

Noi dobbiamo muoverci senza sosta verso un’altra intensità, per un’unione più completa e una comunione più profonda…

Nella mia fine è il mio principio. “ T.S. Eliot

Umberto Eco, Massimo Cacciari, Sergio Romano, Pietro Ichino, Paolo Mieli, Luca Ricolfi, Oliviero Beha, Aldo Grasso, Luca Mercalli, Arrigo Levi, Vittorio Sgarbi saranno i protagonisti della nuova edizione del Festival Passepartout sul tema Nella fine il principio. che si svolgerà ad Asti dal 10 al 17 giugno. Anteprima con Luca Beatrice il 6 giugno.

Dodici protagonisti della cultura italiana terranno ciascuno una Lectio magistralis su temi di comune sensibilità e interesse:

E’ la fine della Democrazia rappresentativa? Che cosa ci impedisce di Lavorare? Siamo giunti alla fine del Giornalismo? Potremmo ancora Crescere? Che cosa ne sarà del Calcio? E’ possibile pensare il Presente? E’ viva o morta la Televisione? Ci sono ancora le Stagioni? Siamo al termine dell’Umanità? E’ la fine dell’Arte?

Per la prossima edizione della rassegna Passepartout “Pensieri e Parole” l’anno oggetto di riflessione sarà proprio quello in corso il 2012.

Le tante profezie che indicano il 2012 come data soglia di un grande cambiamento epocale saranno soltanto uno spunto, un’indicazione di larga massima da cui partire per affrontare, molto seriamente e ad alto livello, il tema: le cose che finiscono per ricominciare in altro modo.  Non la fine quindi, quanto piuttosto il mutamento.

Leggi tutto…

Categorie:Eventi

I CINQUE FINALISTI DELLA 50^ EDIZIONE DEL PREMIO CAMPIELLO

(Padova, 25 maggio 2012) – Sono stati selezionati oggi a Padova i finalisti della 50^ edizione del Premio Campiello. Un affollatissimo parterre ha atteso il risultato della votazione della Giuria dei Letterati, presieduta quest’anno da Massimo Cacciari e composta da Gianluigi Beccaria, Riccardo Calimani, Philippe Daverio, Paola Italia, Nicoletta Maraschio, Salvatore Silvano Nigro, Ermanno Paccagnini, Silvio Ramat, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Annamaria Testa.

Quest’anno la Giuria ha concentrato l’attenzione per la scelta dei cinque finalisti e per l’assegnazione del Premio Campiello Opera Prima su una rosa di 64 libri, tra i 206 romanzi pervenuti alla segreteria del Premio.

Allineato fin da subito il giudizio della Giuria tanto che ci sono volute solo due votazioni per arrivare alla scelta della cinquina finalista. Al primo giro di voto sono stati selezionati: con 8 preferenze Carmine Abate per il romanzo “La collina del vento” (Mondadori), con 7 voti Francesca Melandri per il romanzo “Più alto del mare” (Rizzoli), con 7 voti Marco Missiroli per “Il senso dell’elefante” (Guanda), con 6 voti Giovanni Montanaro per “Tutti i colori del mondo” (Feltrinelli). Al secondo giro, dove ciascun giurato poteva esprimere una sola preferenza, con 6 voti è entrato Marcello Fois con il romanzo “Nel tempo di mezzo” (Einaudi).

“Speriamo che anche questa manifestazione aiuti la crisi di sistema che stiamo attraversando. Se non investiamo sistematicamente nel patrimonio letterario e culturale non ci sarà alcuno sviluppo per noi, ne’ per l’Europa”. Lo ha detto il filosofo Massimo Cacciari all’Università di Padova, presiedendo i lavori della giuria. Commentando i romanzi in concorso ha poi sottolineato che “tra le tante candidature, molti i libri interessanti, in particolare i romanzi che patiscono, che soffrono delle intemperie politiche e sociali che stiamo attraversando. Credo che emergeranno delle opere che lasceranno il segno”. Leggi tutto…

I 57 GIORNI CHE HANNO SCONVOLTO L’ITALIA: 23.5.1992 – 12.7.1992

JOHN FOLLAIN PARTECIPA AL DIBATTITO SU LETTERATITUDINE DEDICATO ALLA MEMORIA DI GIOVANNI FALCONE

I 57 GIORNI CHE HANNO SCONVOLTO L’ITALIA di John Follain
Newton Compton, pagg. 320, euro 9,90

23 maggio 1992: il giudice Giovanni Falcone muore nella strage di Capaci, il più cruento attentato dinamitardo organizzato dalla mafia negli ultimi anni, in cui persero la vita anche la moglie Francesca e tre uomini della scorta.
Cinquantasette giorni dopo, il 12 luglio, la mafia uccide di nuovo: l’amico e collega di Falcone, il giudice Paolo Borsellino, salta in aria insieme ai cinque uomini della scorta in via d’Amelio, a Palermo.

John Follain – giornalista inglese inviato in Italia proprio in quegli anni – ricostruisce attentamente la dinamica degli attentati e l’inchiesta che ne seguì: dalla disperata corsa contro il tempo di Borsellino per scoprire chi avesse ucciso Falcone, nella tragica consapevolezza di essere il prossimo della lista, fino alla straordinaria parabola investigativa che portò all’arresto dei padrini Riina e Provenzano. Ma il libro fornisce anche una visione d’insieme senza precedenti sul modo in cui opera la mafia siciliana, descrivendo nel dettaglio la progettazione e la realizzazione degli omicidi dei due eroici magistrati.
Sulla base di nuove ed esclusive interviste e delle testimonianze di investigatori, pentiti, sopravvissuti, parenti e amici, questo saggio racconta minuto per minuto gli eventi che hanno segnato – in maniera irreversibile – il nostro Paese e la lotta dello Stato contro la mafia. Leggi tutto…

Lineamenti di una psicologia dell’arte. A partire da Freud

Stefano Ferrari a Catania – Maggio dei libri 2012

dal quotidiano LA SICILIA di lunedì 14 Maggio 2012 OggiCultura, pagina 13

di Giuseppe Testa

A che cosa serve la psicoanalisi quando si guarda un quadro? A ricostruire la personalità dell’artista? A eleggere l’opera come soggetto di analisi? O ancora: a cercare una teoria dell’arte fondata sui cardini ermeneutici introdotti da Freud e dai suoi eredi?
Chiunque abbia letto anche uno solo dei celeberrimi saggi freudiani sull’arte e la letteratura (la «Gradiva» di Jensen, il Leonardo da Vinci, il Mosè di Michelangelo…) conserverà la reminiscenza vivida di una scrittura romanzesca, o romanzata, nella quale il padre della psicoanalisi, incidendo con il suo affilato bisturi anche la superficie del minimo dettaglio, finisce per sbozzare a tutto tondo la patografia di un genio. Leggi tutto…

23 maggio 1992 – 23 maggio 2012: GRAZIE, GIOVANNI

RICORDANDO LUCIANO COMIDA

Il viaggio è un’avventura bianca e blu

Un libro ritrovato di Luciano Comida

di Gordiano Lupi 

Stasera mia figlia torna dalla scuola materna con il solito libro del venerdì, quello che per il progetto lettura dobbiamo leggere insieme a voce alta, o meglio, visto che lei non sa leggere e che in casa mia il solo che ama la lettura sono io, tocca leggere a me. L’hai voluta la bicicletta? O pedala! Diceva mio nonno. Leggere fa bene, certo, ma a volte è come lavorare, stanca. Scusami Pavese. Non ce l’ho con te. Stasera mia figlia torna dalla scuola con il libro, dicevo. Non è il solito libro del Battello a Vapore, non sono i soliti prodotti pubblicizzati e poco interessanti. No, stasera mi porta a casa Il viaggio è un’avventura bianca e blu, titolo che a molti non dirà niente, solo un racconto per bambini di cinque anni scritto in stampatello per facilitare la comprensione, ricco di figure. Edizioni EL, un editore per ragazzi di Trieste, un buon editore che non stampa prodotti di consumo, ma cura i libri, fa le cose con amore, uno dei pochi che resiste. Mia figlia non sa niente di questo libro, l’ha preso per caso dalla biblioteca scolastica, l’ha preso perché in copertina c’è il disegno d’un bambino che vola nel cielo azzurro a cavallo d’una nuvola a forma d’orso. Io, invece, appena lo vedo mi prende un tuffo al cuore, la prima cosa che mi colpisce è il nome dell’autore scritto in copertina. Luciano Comida, il triestino Luciano Comida, morto appena un anno fa, uno che conoscevo bene, per citare un titolo di Pietrangeli, con Luciano Comida abbiamo passato un bel fine settimana ad Anagni per un festival del fantastico. Ho visto Luciano Comida far sorridere i ragazzi con le sue storie, abbiamo cenato insieme, parlato, discusso, ironizzato sul suo nome spagnoleggiante che significa cibo, al tavolo d’un ristorante, davanti a una pietanza calda. Ci siamo scritti spesso con Luciano, lui teneva un blog intitolato Il ringhio di Idefix, avevamo in comune l’amore per la libertà, la repulsione per le dittature, avevamo scambiato parecchie idee sulla difesa d’una Cuba libera, lontana dagli schemi castristi. Lui scriveva storie per ragazzi, collaborava a quotidiani, settimanali, riviste, avrebbe voluto parlare dei miei libri su Cuba, ma un tumore alle ossa se l’è portato via in tre mesi, lasciandoci esterrefatti e soli. Stasera mi sono letto a voce alta il suo libro, mi sembrava di sentire la sua voce flebile e rassicurante, un libro dolcissimo che a mia figlia è piaciuto un sacco, solo non capiva il motivo della mia commozione. Leggi tutto…

Categorie:Articoli e varie

ADDIO, CARLOS FUENTE

Addio, Carlos Fuente: scrittore messicano scomparso il 15 maggio 2012

Carlos Fuentes Macías (Panamá, 11 novembre 1928 – Città del Messico, 15 maggio 2012) è stato uno scrittore messicano.
Tra le sue opere di maggior spessore La morte di Artemio Cruz e Terra nostra. Nel 1987 ha ricevuto il Premio Cervantes, nel 1994 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour. Nel 2004 ha vinto il Premio letterario Giuseppe Acerbi con il romanzo Gli anni con Laura Diaz e nel 2009 la “Gran Cruz de Isabel la Católica”.

Fuentes nasce a Panama, figlio di un funzionario del corpo diplomatico messicano. Durante l’infanzia seguì il padre nei numerosi spostamenti dovuti alla propria professione, vivendo in diverse capitali americane: [Montevideo], [Rio de Janeiro], [Washington], [Santiago del Cile], [Quito] e [Buenos Aires]. Durante questi anni continuò durante le estati a recarsi a [Città del Messico] dove studiava per non perdere le proprie radici messicane. Durante il proprio soggiorno a Santiago del Cile ed a Buenos Aires ebbe la possibilità di conoscere alcuni esponenti di grande livello della cultura americana, tra i quali Pablo Neruda e David Alfaro Siqueiros.
All’età di 16 anni arriva in Messico e dopo aver frequentato la scuola “preparatoria” inizia a lavorare come giornalista, collaborando con la rivista “Hoy” e vince il primo premio del concorso letterario del Colegio Francés Morelos. In seguito si laurea in Diritto presso l’UNAM. Nel 1950 viaggia in Europa ed effettua delle ricerche di Diritto Internazionale presso l’Università di Ginevra.
Nel 1959 pubblica i suoi primi racconti intitolati Los días enmascarados (I giorni mascherati). A fianco di Emmanuel Carballo dirige la Revista Mexicana de Literatura e El Espectador con Víctor Flores Olea ed Enrique González Pedrero.
Carlos Fuentes descrisse nel suo romanzo La región más transparente il Messico degli anni quaranta e cinquanta, un paese immaginario, una descrizione del paese sulla quale ritornerà negli anni ottanta e novanta con Cristóbal Nonato.
Durante gli anni sessanta vive a Parigi, Venezia, Londra e Città del Messico. Nel 1962 scrive Aura, un romanzo breve.
Negli anni settanta lavora presso il Woodrow Wilson Institute di Washington. Viene nominato ambasciatore in Francia (1972-1978), ma rinuncia quando l’ex presidente Gustavo Díaz Ordaz viene nominato ambasciatore in Spagna. Nel 1984 riceve il Premio Nazionale delle Scienze e nel 1987 il Premio Cervantes; nel 2008 il Premio Internacional don Quijote de la Mancha e nel 2009 la Gran Cruz de la Orden de Isabel la Católica.
Muore il 15 maggio 2012 all’età di 83 anni a seguito di un’emorragia interna.

fonte: Wikipedia Italia

* * *

Approfondimenti: Leggi tutto…

A TUTTO VOLUME: a Ragusa, dal 24 al 27 maggio la festa dei libri nel cuore del barocco

dal comunicato stampa di A TUTTO VOLUME

BannerArrivi in corso a Ragusa per la terza edizione di “A tutto volume“. Dal 24 al 27 maggio la città siciliana si prepara a dar vita alla festa dei libri che, con uno sguardo internazionale, richiama i protagonisti del panorama letterario italiano.
Nei quattro giorni di incontri, ventiquattro autori di primo piano caratterizzano il programma concepito dal direttore scientifico Roberto Ippolito. All’insegna del pluralismo di voci, tendenze, editori, argomenti, che si esprimono nei tanti approcci della saggistica e nel fermento della narrativa, il festival offre la più ampia varietà di spunti di riflessione.
È una festa della cultura, come dice il sottotitolo, ma è anche la festa dello stare insieme nel cuore del barocco.
L’apertura è affidata a Gian Antonio Stella e gli appuntamenti si susseguono poi molto fitti. Il fotografo Ferdinando Scianna presenta in anteprima assoluta il suo ultimo libro, Myrta Merlino, Donato Carrisi e Giuseppina Torregrossa debuttano con i loro lavori appena usciti in libreria. Sfida a distanza per Emanuele Trevi e Davide Enia entrambi favoriti al Premio Strega. E dagli Stati Uniti giunge la scrittrice  Ben Pastor che porta per la prima volta in Italia il suo personaggio principe. Per la narrativa sono in campo Chiara Gamberale, Ginevra Bompiani e Fabio Geda. Leggi tutto…

Categorie:Eventi Tag:,

STORIE DA SUPERMERCATO

STORIE DA SUPERMERCATO di Gioia Grazia Galatà
A & B edizioni, 2012, 88 p., euro 10

di Nunziatina Spatafora

Storie da supermercatoNon so se Gioia Grazia Galatà scrivendo il suo piccolo testo, “Storie da supermercato“, avesse un occhio al pensiero femminista che nell’ultimo ventennio ha teorizzato come il rapporto tra donne, il riconoscimento da parte delle stesse donne dei valori e lavori femminili le renda piu’ forti. Il rapporto/relazioni tra donne, è stato scritto, costituisce una genealogia, cioè una storia e una prassi femminile fondanti per la identità di genere. In questo ventennio le storiche hanno scavato tra gli archivi portando alla luce vissuti e valori di donne e delle donne per ricostruirne un percorso tangibile.
Le femministe invece si sono ritagliate uno spazio di incontri e di riflessioni tutto al femminile, in cui non è stato escluso il rapporto con l’uomo, ma per testimoniare che le relazioni tra donne rendono le stesse donne più potenti, e non nel significato che gli uomini attribuiscono a questa parola, ma per un acquistare un potere simbolico basato appunto sulla relazione femminile, sempre esistita ma non riconosciuta dalla Cultura e Storia ufficiali. Leggi tutto…

SALVATORE SILVANO NIGRO AL MAGGIO DEI LIBRI

Salvatore Silvano Nigro presenta “Il Principe fulvo” (Sellerio) al Maggio dei libri 2012 a Catania

IL VIDEO


L’articolo suquotidiano LA SICILIA dell’11 Maggio 2012

Il romanzo sul romanzo del «Principe fulvo»

di Sergio Sciacca

Qual è il senso profondo del Gattopardo? Che tutto cambi perché niente cambi. E se non fosse così? Se il vero protagonista non fosse il Principe, ma il suo cane? Se la morale del racconto fosse contenuta nel volo finale di Bendicò il quale, in via di allusione, ripete il gesto osceno di Vanni Fucci nell’Inferno? E se la metafora dantesca fosse la metafora, a sua volta, della vita che continua dopo la morte, e se la Sirena del celebre racconto di Tomasi ne fosse il simbolo premonitore?

Il Principe fulvoDomande e risposte che lascerebbero interdetti non pochi anche degli intenditori. Anche dei critici ufficiali. Ma che sono lì palpitanti e vere, e che attendono solo di essere accolte o respinte, perché i fatti dell’arte, per fortuna non sono assoluti.
Di questo si è parlato ieri sera alle Ciminiere nella serata che è stata organizzata nel quadro del “Maggio dei Libri” che – come ha sottolineato l’assessore provinciale alla cultura Ruggero Razza, che ne è il sostenitore convinto, ringraziando la signora Grazia Addamo per il sostegno ricevuto, i fatti della cultura devono diventare ricorrenza continua nella vita cittadina. Leggi tutto…

L’Associazione Siciliana Editori al Salone del libro di Torino

Anche quest’anno la Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, partecipa tramite la Biblioteca Centrale della Regione al Salone Internazionale del Libro di Torino, con uno stand istituzionale che ospita, come di consueto, una nutrita rappresentanza di editori siciliani, coordinati dall’Associazione Siciliana Editori.
Quest’anno, la galleria dei “grandi siciliani” continua con l’omaggio a Mario Rapisardi (Catania,1844-1912) nel centenario della morte. Nel 2011 l’omaggio era a Federico de Roberto.
Nello stand sarà inoltre presentata la riapertura completa della Villa del Casale di Piazza Armerina in occasione della conclusione dei lavori di restauro.
L’Associazione Siciliana degli Editori presenterà la produzione di sedici case editrici.
La collaborazione tra la Regione e gli editori è orientata all’organizzazione dinamica dello stand con una nutrita serie di appuntamenti: incontri, dibattiti, presentazioni di autori sia di opere a stampa che digitali.
Leggi tutto…

Categorie:Eventi

RITORNO AD ATENE – Studi in onore di Umberto Galimberti

RITORNO AD ATENE – Studi in onore di Umberto Galimberti (AA.VV., a cura di Gianluigi Pasquale, Carocci Editore, Roma 2012): presentazione pubblica il 10 maggio 2012, ore 15, all’Aula Magna di Ca’ Dolfin dell’Università Ca’ Foscari di Venezia

di Sergio Sozi  (autore de Il pensiero di Umberto Galimberti)

In previsione del settantesimo genetliaco del noto filosofo e psicoanalista lombardo (2 maggio), numerosi intellettuali, di provenienza non solo italiana e dagli interessi i piú vari, hanno contribuito nel corso dell’ultimo anno a comporre questa variopinta miscellanea di studi, i quali, si spera, vedendo finalmente la luce il 10 maggio prossimo allieteranno la vita presente e futura dell’autore de L’ospite inquietante (sicuramente l’unico best seller filosofico degli ultimi vent’anni), o almeno la prolungheranno di qualche buon lustro (perché se il festeggiato vorrà leggere attentamente l’intero libro necessiterà quanto meno di un ventennio).
Il corposo volume (oltre seicento pagine), dal calzante titolo di Ritorno ad Atene, sarà ordinato in quattro ampie sezioni (Psichiatria e Fenomenologia; Il Pensiero Simbolico; L’Età della Tecnica; La Consulenza Filosofica e il Mondo della Vita), cosí offrendo a pensatori d’ogni sponda e latitudine disciplinare l’occasione per interpretare almeno i piú conclamati argomenti galimbertiani (a chi volesse trovarne una summa personalmente consiglio il monumentale Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica, Feltrinelli 1999: roba da farsi venire i capelli bianchi, ne so qualcosa io che ci ho scritto sopra un libercolaccio nel 2011). A pensarci bene – nonostante la malignità latinopopolare ci ricordi che barba non facit philosophum senza considerare il sempervirens pelame facciale del Nostro – titolo migliore per l’opera non poteva darsi, viste le modalità del pensiero di Umberto, uomo greco diabolicamente spedito da un sogghignante Zeus in questo iperrasato nonché straprofumato secolo. Leggi tutto…

ROBERTO ANDÒ AL MAGGIO DEI LIBRI

Il regista e scrittore Roberto Andò è stato il primo degli ospiti del Maggio dei libri 2012 a Catania, presentando il suo romanzo intitolato “Il trono vuoto” (Bompiani).
Seguono, la scheda del libro e due video tratti dalla presentazione.

Il segretario del maggiore partito d’opposizione, Salvatore Oliveri, dopo il crollo dei sondaggi e l’ennesima, violenta, contestazione, decide di scomparire e si rifugia in segreto a Parigi, in casa di un’amica che non vede da trent’anni, Danielle, una segretaria di edizione conosciuta all’epoca in cui ancora accarezzava l’idea di fare il regista. Unici, e parziali, depositari della scomoda verità, Andrea Bottini, collaboratore di Oliveri, e Anna, la moglie dell’onorevole, in realtà continuano ad arrovellarsi sul perché della fuga e sulla possibile identità di un eventuale complice. Bottini propone ad Anna di usare il fratello gemello di Oliveri, un filosofo geniale segnato da una depressione bipolare, come sostituto dello scomparso. Il filosofo si trasferirà a casa sua, avviando uno strano mènage e un’involontaria carriera politica. Un affresco sull’Italia di oggi, una favola filosofica sulla politica e i misteri della vita.

La presentazione di Antonio Di Grado

L’intervento di Roberto Andò


Leggi tutto…

PARTITURE DI ACQUA E DI TERRA di Sandro Boccardi

Partiture di acqua e di terra di Sandro Boccardi

Nomos, Busto Arsizio (VA)  2012, pp. 187, 14 euro

di Marco Ostoni

C’è la terra e c’è il cielo. E c’è l’uomo in mezzo, con i piedi conficcati nel suolo e lo sguardo rivolto verso l’alto, dove volano le rondini con le loro «ali un po’ agitate /che legano occidente e oriente, nord e sud, caldo e / gelo / sono un vangelo una sura un salmo per gente come / noi /che naviga a vista e ha perso il sestante» (Partenze). La poesia di Sandro Boccardi affonda le sue radici nella materialità della terra, la terra natia (la grassa pianura della Lombarda fra l’Adda e il Po, solcata dai cavi irrigui e abitata da rane, ricci, ramarri, merli e mille altri animali) e la Terra su cui ci è dato di vivere. Ma è anche una poesia che prova a mettere le ali e a sbatterle, con leggerezza, come fanno le rondini, sospinta dalla necessità di alzare i piedi oltre il finito per cercare altro, un Altro.

Una poesia religiosa, dunque, non tanto o non soltanto nel senso confessionale e “cattolico” del termine (la Bibbia è presente ma mai ingombrante con il suo ricchissimo codice linguistico e di immagini oltre che di insegnamenti), quanto in una dimensione di spiritualità che parte da lontano e intercetta la tradizione della prima poesia europea, dal misticismo di San Giovanni della Croce all’escatologia di Dante, prima di innestarsi – nel Novecento – sulla cosiddetta “linea lombarda” (Sereni, Rebora, Loi), mediata dall’influenza del filone ligure (Sbarbaro, Caproni, Montale) e del poetare pensoso di Luzi.
Ottant’anni da poco compiuti, Boccardi – poeta e musicologo milanese (ma di natali lodigiani) – ha appena mandato in stampa da Nomos, con il titolo Partiture di acqua e di terra (prefazione di Silvio Aman), un’antologia di testi che sin dal titolo rimanda alla dimensione “doppia” del suo essere e del suo scrivere, sempre a cavallo fra terra e cielo, fra strofe e note.
Lo incontriamo davanti a un caffè nel suo ampio e accogliente appartamento milanese di viale Coni Zugna, dove una’incisione di Montale (donatagli di persona) fa bella mostra di sé accanto ai quadretti a olio realizzati da una delle figlie, Beatrice, guarda caso un nome dantesco.

Boccardi, perché questa raccolta, proprio ora. Un regalo per i suoi 80 anni?
«In un certo senso sì, volevo racchiudere in una cornice definita, anche se senza uno schema troppo rigido, una buona fetta delle cose che ho scritto, riallacciando il filo tra i versi del periodo precedente al “San Maurizio musica e poesia” (la rassegna da lui ideata e guidata per quasi trent’anni a partire dal 1976, ndr) e quelli successivi al 2004. Il volume, in particolare, riunisce parte delle raccolte pubblicate per Magenta e Scheiwiller (la prima, A dispetto delle sentinelle, con la curatela di Luciano Anceschi) fra il 1963 e il 1978, quando ero uno sconosciuto funzionario del settore cultura del Comune di Milano, e i lavori più recenti: alcuni editi in Sonetti per gioco e rancore e in A l’heure des cendres, altri inediti».
Leggi tutto…

TIMOR SACRO al Salone del libro di Torino

Timor sacro” di Stefano Pirandello, edito da Bompiani, sarà presentato al Salone del Libro di Torino, nello stand della Regione Siciliana, sabato 12 maggio, alle ore 19.  Intervengono Giovanni Tesio (ordinario di Letteratura Italiana e collaboratore de  “La Stampa”) e la curatrice Sarah Zappulla Muscarà. Saranno proiettate anche foto di Stefano e della famiglia Pirandello.

* * *

di Massimo Maugeri

Nei mesi scorsi mi sono occupato con particolare cura di questo romanzo di Stefano Pirandello (figlio primogenito di Luigi) … e sono molto lieto del suo “approdo” al Salone del libro di Torino.  Come ho già avuto modo di scrivere altrove, “Timor sacro” può essere considerato come il lavoro di tutta una vita di Stefano Pirandello, cominciato negli anni Venti e riveduto più volte fino alla scomparsa dell’autore (avvenuta a Roma il 5 febbraio 1972). Un romanzo che vede la luce grazie all’impegno editoriale della Bompiani e alla cura dell’ordinario di Letteratura Italiana nell’Università di Catania Sarah Zappulla Muscarà (che ha già avuto il merito di dare nuovo lustro alle opere di Giuseppe Bonaviri, Ercole Patti e Sebastiano Addamo). Un romanzo che potrebbe definirsi “metanarrativo” giacché il protagonista è uno scrittore (Simone Gei, che può esser visto come alter ego dell’autore) alle prese con la stesura di un’opera di esaltazione del fascismo. Nella narrazione, la storia di Gei si alterna a quella dell’albanese Selikdàr Vrioni, sfuggito alle arcaiche leggi di vendetta privata della sua stirpe.
Leggi tutto…

200 GIORNI, di Lucia Maria Collerone

I 200 giorni di Lorena e di Lucia Maria

di Alessandro Russo

Nel cuore della Sicilia, a Caltanissetta, fra scuola, famiglia e un mondo di parole non facili da governare, vive Lucia Maria Collerone. Laureata in lingue e dottoranda di ricerca in Scienze cognitive, è lei esperta di disturbi specifici dell’apprendimento e scrittrice capace di narrare le voci dell’anima. Certa che ogni storia appartenga all’umanità, sente ogni giorno il bisogno di conoscere nuovi modi per raccontare. “Scrivere e leggere -parola di Lucia Maria- sono attività della stessa anima creativa e permettono di aprire le porte del vissuto e ritrovarsi.” Tutto questo lo so da dieci anni, dal momento esatto, cioè, in cui ebbi la fortuna di conoscerla.

Ora io son qui, alla presentazione catanese di “200 giorni(pg 416, Arethusa Ed.2012), un sistema divulgativo che si fa romanzo per parlare di dislessia attraverso gli occhi di una sedicenne. Pertanto, nello stringer la mano a Lucia Maria, le cito Eugenio Montale:“C’è una superpopolazione di libri che si riproducono incessantemente in progressione geometrica. Tra poco cammineremo su una crosta nn terrestre, ma di romanzi, saggi e poesie. Come si fa ? Ah, come si fa ?”

Hai ragione, Ale, –replica lei sorridendo- ma non ho potuto fare a meno di scrivere “200 giorni”. Questo libro vuole raccontare, chiarire, lenire la paura, incoraggiare, trasformare il reale, far sentire meno soli e sconfiggere il senso di disperazione che attanaglia molte giovani vite. Ha un compito importante oltremisura: è il grido di tante mamme, famiglie e ragazzi. È la storia di ogni bimbo o bimba che crede di esser stupido perché nessuno lo aiuta a imparar a leggere. Lo sfogo urlante di una mamma e la sua voglia di vedere un futuro luminoso in quelle tenebre paurose. È la condivisione di uno scopo che è la conoscenza, la comprensione, l’amore per la diversità.

Leggi tutto…

LA FINZIONE AUTOBIOGRAFICA DEL ROMANZO DI FERRARA, di Paolo Vanelli

La finzione autobiografica del Romanzo di Ferrara, di Paolo Vanelli

Corbo editore, Ferrara, 2010, euro 15

* * *

In “La finzione autobiografica del Romanzo di Ferrara“, Paolo Vanelli elabora un’indagine sulle sei opere narrative di Giorgio Bassani, riunite dallo stesso autore in un unico volume dal titolo emblematico di Il Romanzo di Ferrara (Mondadori, 1974). Il saggio unisce l’analisi delle opere singole ad una integrale introspezione dell’universo narrativo di Bassani, fondata sul riconoscimento di una tensione etica inerente l’atto stesso dell’affabulazione e sulla stretta relazione tra letteratura e vita.

L’idea portante del saggio è che il Romanzo costituisca un’opera unitaria, nella quale il narratore, mascherandosi dietro personaggi suoi eteronimi, oppure presentandosi in prima persona, abbia rappresentato il difficile e contorto percorso della coscienza e dell’anima verso la definizione di un carattere e di una personalità.

L’unità del Romanzo però non starebbe tanto nella scelta di uno spazio che ritorna in tutte le opere (Ferrara) o di un tempo circoscritto (gli anni del fascismo e quelli immediatamente seguenti la fine della guerra) nel quale si svolgono le vicende dei personaggi, alcuni dei quali si ripresentano in vari testi, con riprese e rimandi che costituiscono un’interessante trama intertestuale.

L’unità che il saggio si propone di ricostruire è ben diversa. Si tratta di rintracciare l’architettura sotterranea che attraverso un sistema di relazioni latenti tra i testi fa di tutta l’opera un edificio organico, nel quale ogni parte interagisce con le altre, e ogni elemento è compreso pienamente solo nella sua connessione con l’insieme: essa è l’idea costitutiva, la verità, che sempre meglio si dichiara nel progressivo manifestarsi delle singole opere. Quale sia questa idea costitutiva, che agglutina tutti i testi, lo esplicita il titolo del saggio: si tratta di una “Finzione autobiografica”. L’autore, cioè, attraverso la finzione letteraria (storie e personaggi di invenzione o liberamente elaborati dall’immaginazione) racconta in realtà la parabola esistenziale del proprio Sé, per cui la finzione letteraria deve leggersi in trasparenza come la storia di un’anima, che, passando attraverso importanti esperienze personali o conoscendo e osservando quelle dei suoi concittadini, affina la percezione e la comprensione di se stesso e della realtà, fino ad arrivare ad una autentica maturazione del carattere.

Il Romanzo di Ferrara sarebbe quindi la storia di una personalità in formazione, con un’evoluzione interiore, che il saggio scandisce in quattro tempi fondamentali (il saggio è strutturato infatti in quattro parti): La Coscienza, L’Anima, La Verità, La Saggezza.
Leggi tutto…