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Archive for giugno 2012

PREMIO VITTORINI 2012

A Buttafuoco, Di Paolo e Parrella il Premio Vittorini 2012.

Roberto Andò si aggiudica l’ambito Premio per l’opera prima.

Il lupo e la lunaDove eravate tuttiLettera di dimissioniIl trono vuoto

La commissione giudicatrice, presieduta da Natale Tedesco, ha scelto i tre vincitori della XVII edizione del Vittorini:

Pietrangelo Buttafuoco “Il Lupo e la Luna”, Bompiani.
Una storia d’amore e di guerra che sembra ideale come una favola e invece è reale come la vita. Il Lupo e la Luna è un cuntu ma è una storia vera.

Paolo Di Paolo “Dove eravate tutti”, Feltrinelli.
Un libro che esprime una volontà di memoria che racconta, spiazza e mette ordine nella confusa realtà di questi anni.

Valeria Parrella “Lettera di dimissioni”, Einaudi.
Una giovane donna innamorata della vita e del teatro che dopo la sua carriera e la scoperta del potere si ritrova ricca di tutto fuorché di passioni e di ideali.

A Roberto Andò è stato assegnato il Premio Opera prima per il suo romanzo “Il trono vuoto”, Bompiani.
Potente affresco sull’Italia di oggi, ferma sul ciglio di un baratro, e soprattutto una favola filosofica sulla rifondazione di una leadership in un paese malato.

I premi saranno conferiti il 2 luglio al Teatro greco di Siracusa.
I vincitori concorreranno altresì al Premio della Giuria “segreta”dei lettori sorteggiata tra nominativi di varie parti d’Italia.
Lo spoglio si terrà durante la cerimonia di conferimento, condotta da Fabrizio Frizzi con la regia di Vittorio Muscia, alla presenza anche di Premi speciali alla carriera conferiti a personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della comunicazione.

Di seguito, locandina e pieghevole dell’evento. Leggi tutto…

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È LA SCRITTURA, BELLEZZA! di Fabrizio Centofanti

Fabrizio Centofanti (Napoli, 1958) si è laureato alla Sapienza di Roma, in Lettere Moderne, con Mario Petrucciani, con il quale ha collaborato a lungo presso la Cattedra di Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea. Ordinato sacerdote nel 1996, opera soprattutto nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della Sacra Scrittura. Attento studioso dei Vangeli tiene da molti anni una Lectio Divina settimanale. Autore di numerosi saggi e opere di narrativa, ha pubblicato, tra gli altri, i seguenti volumi: Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale (IPL 1987); Le parole della felicità (Laurus Robuffo 2005); Guida pratica all’eternità (Effatà 2008); Pret(re) à portér  (Effatà 2010). Non superare le dosi consigliate (Effatà 2011). Sempre Effatà ha pubblicato il suo primo romanzo, Ecco l’uomo. Con Amazon è uscito il romanzo Nessuno è più importante di te. Con la casa editrice Clinamen ha pubblicato, nel 2011, Italo Calvino. Una trascendenza mancata.

Di recente è uscito il nuovo libro di Fabrizio Centofanti: “E’ la scrittura, bellezza!” (Clinamen, 2012, euro 19, pagg. 174). Segnaliamo la recensione di Guido Michelone sul blog La poesia e lo spirito.

Di seguito, la prefazione di Giuseppe Panella e qualche brano estratto dal libro.

E’ la scrittura, bellezza!

Come vincere un premio letterario in 80 mosse

Giuseppe Panella

 

LA BELLEZZA DELLA SCRITTURA

Un Candido contemporaneo

 

Copertina di E' la scrittura, bellezza!«Il lettore, una volta arrivato al proemio che lo respinge, ha pur comprato il libro a denaro sonante, e domanda che cosa ne lo risarcirà. Mio ultimo riparo è ora il rammentargli che egli può utilizzare un libro in vari modi, senza bisogno di leggerlo. Può, come tanti altri, riempire un vuoto della sua biblioteca, dov’esso, ben rilegato, farà certo buona mostra di sé. O anche deporlo sulla toilette o sul tavolino da thé della sua dotta amica. O infine egli può ancora, ciò che di certo è il meglio di tutto ed io particolarmente consiglio, farne una recensione»

(Arthur Schopenhauer, Proemio alla prima edizione del Mondo come volontà e rappresentazione)

 

Ogni tanto, risospinto inesorabilmente dalla necessità di non cedere al trionfo della volgarità del pensiero sempre uguale che contraddistingue le epoche di stagnazione concettuale, Candido smette di coltivare il suo orto e ritorna a viaggiare nel mondo assurdo e assoluto che lo circonda.

La sua navigazione nel mare della complessa ed esagitata disperazione della contemporaneità è tanto più necessaria quanto più mossi e inquieti sono i mari che deve attraversare rimanendo vivo e (possibilmente) sano di mente. Il suo punto di partenza prediletto resta la necessità di descrivere ciò che avviene intorno a lui; il suo punto d’approdo privilegiato, invece, è la nascita di un anti-romanzo che ripeta mimeticamente la ricchezza ironica e il piglio satirico del suo antenato iniziale.

Il Candido alla ricerca della verità e dell’utilità che potrebbero essere fornite (a pagamento!) dalle scuole di scrittura italiane non è qui considerabile inferiore a quello più “filosofico” dell’antenato Voltaire. Le differenze sono molte e anche i personaggi che gli fanno compagnia nell’andamento forsennato delle sue vicende ma la dimensione sconvolta e sconcertante delle sue vicende rimane la stessa. Passare indenni attraverso un mondo che sembra essere impazzito restando se stessi non è impresa da poco. In questo caso, inoltre, il sarcasmo e la presa in giro dei costumi degli uomini è concentrato su una categoria ben precisa: gli aspiranti scrittori di romanzi (e al coinvolgimento nella sua derisione e nella sua angoscia esistenziale non si sottrae lo stesso autore dell’opera). Leggi tutto…

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Il vincitore del Premio Calvino 2012 uscirà con Einaudi StileLibero

L’ASSOCIAZIONE PER IL PREMIO ITALO CALVINO

comunica che il romanzo vincitore della XXV Edizione del Premio

“A Viso coperto” di Riccardo Gazzaniga

sarà pubblicato da Einaudi StileLibero

“La Giuria decide di assegnare il premio al romanzo A viso coperto di Riccardo Gazzaniga per la capacità di coinvolgere il lettore facendolo penetrare negli universi paralleli, e poco noti, delle forze dell’ordine e degli ultrà, illustrandoli con una complessa macchina narrativa caratterizzata dalla molteplicità di punti di vista e da una scrittura asciutta e scorrevole adeguata alla materia, non rifuggendo, coraggiosamente, dal mostrare luci e ombre di entrambi gli universi.”
(dalle motivazioni della Giuria del Premio Calvino 2012)

“A viso scoperto di Riccardo Gazzaniga è il testo che più penetra nel corpo sociale, affrontando con acutezza e non comune capacità narrativa il mondo distopico e marginale degli ultrà, in perenne lotta con le forze dell’ordine, o forse semplicemente con un “ordine” sentito comunque come oppressivo. Ad infrangere gli stereotipi, Gazzaniga è insieme scrittore e agente di polizia.”
(dalla presentazione del Comitato di lettura del Premio Calvino)
L’uscita del libro è prevista per febbraio 2013

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Google festeggia il 145° anniversario della nascita di Luigi Pirandello

145° anniversario della nascita di Luigi Pirandello

Google festeggia il 145° anniversario della nascita di Luigi Pirandello.
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PER ESEMPIO: un racconto “da libreria” di Antonio Paolacci

Nei giorni scorsi ho pubblicato un’intervista dove Antonio Paolacci, nel duplice ruolo di scrittore e direttore editoriale di Perdisa Pop, ha detto la sua su svariati temi riguardanti l’editoria, l’ebook, ecc.
Riprendo un post dello stesso Paolacci, pubblicato oggi sul blog Be-Pop, che integra – in un certo senso – i contenuti della citata intervista… approfondendo alcuni meccanismi che in alcuni casi possono riguardare i rapporti tra piccola editoria e librerie di catena. Si intitola: “Per esempio”. L’ho ribattezzato: “Un racconto da libreria”.
Eccolo di seguito.
Massimo Maugeri

PER ESEMPIO

di Antonio Paolacci

Prenderò poco spazio per raccontarvi un episodio appena accaduto, che trovo molto interessante per chi non avesse ancora ben chiara l’attuale situazione dell’editoria italiana.
Brevissima premessa: non molto tempo fa, una persona che lavorava in una libreria di catena mi ha confidato che, a volte, di fronte al cliente in cerca di alcuni libri non presenti in negozio, i commessi avevano l’ordine di rispondere che quei libri erano irreperibili, ovvero che non era possibile nemmeno ordinarli, sebbene in realtà lo fossero.
Il motivo? Chiamiamola politica aziendale: pare infatti che la frase «Non lo abbiamo, ma possiamo ordinarlo» spinga molti lettori a provare in altre librerie, piuttosto che fare un ordine in quella in cui si trovano. Dicendo invece che il libro non è rintracciabile da nessuna parte, il lettore si rassegna e magari compra un altro libro. Leggi tutto…

PAROLE SOTTO LE STELLE – Siracusa, 30.6.2012 – h. 20

L’ETERNITÀ STANCA, di Errico Buonanno

In esclusiva per Letteratitudine, alcuni brani tratti da “L’eternità stanca” di Errico Buonanno: ospite della trasmissione radiofonica “Letteratitudine in Fm” di venerdì 22 giugno 2012

L’eternità stanca. Pellegrinaggio agnostico tra le nuove religioni di Errico Buonanno
Laterza, Contromano, 2012 – pagg. 150 – euro 12

L' eternità stanca. Pellegrinaggio agnostico tra le nuove religioniDieci fedi, dieci verità, dieci risposte sulla vita e la morte. Tutto nell’arco di due mesi. Un viaggio attraverso le nuove religioni di Roma. Per ritrovarsi in corpo un’anima, e per salvarsi dal vizio del fumo. “Ora mi accorgo, con dolore, che il primo effetto della ricerca privata di Dio è quello di un’amplificazione, una levitazione naturale ed abnorme dell’amarissimo dessert che ci aspetta lì in fundo. Dessert a cui, da agnostico ipocondriaco romano, aspiravo, e che solo adesso, da credente (credente di ogni religione), pare davvero una minaccia angosciosa. Ora capisco, ora lo so: la fede non può confortare. Perché chi crede davvero si scora. Chi crede ha paura. Chi crede non può non tormentarsi al pensiero che questo, tutto questo, la nostra vita, le ambizioni, il nostro mondo, la scrittura, non è che la preparazione a ciò che di eterno arriverà. L’eternità stanca. Speriamo che la faccia breve”.

* * *

da L’ETERNITÀ STANCA, di Errico Buonanno

La pace del luogo è interrotta da un grido: «Tutti in cerchio, tutti in cerchio, tutti in cerchio!», e senza sapermi spiegare la cosa, sono pervaso da un senso di allarme, come davanti a una battaglia. Non sbaglio: ché questa è una chiamata alle armi, inizia la pugna col Nemico. Corro, mi affretto, sono parte del gregge.
A radunarci sotto il palco è stato un omino vestito di bianco – camicia, scarpe, pantaloni, cintura –, un quarantenne dall’accento portoghese che sembra pervaso dalla santa foga. Formiamo il circolo ligissimi mentre lui ordina: «Le mani!» Sono perplesso, ho molta paura. Tento di stringere la mano a una collaboratrice che mi si è fatta giusto a fianco, ma quella mi fulmina con gli occhi. La porgo a due altri fedeli lì accanto e mentre il pastore in bianco ci intima: «Occhi chiusi! Preghiamo!» succede ciò che inconsciamente, profondamente temevo. La stessa signora africana tremante che prima era afflitta dai dolori di stomaco emette un grido sovrumano, fa per svenire, viene sorretta dalle donne in tailleur. Il bianco pastore la indica agli altri. Sembra esultare: «È il Nemico! Il Maligno non vuole che iniziamo a pregare!» e io, che ambirei a non sfigurare, faccio davvero del mio meglio per mantenere gli occhi chiusi, ma azzardo: «Ha bisogno di un dottore!» Leggi tutto…