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Archive for giugno 2012

PREMIO VITTORINI 2012

A Buttafuoco, Di Paolo e Parrella il Premio Vittorini 2012.

Roberto Andò si aggiudica l’ambito Premio per l’opera prima.

Il lupo e la lunaDove eravate tuttiLettera di dimissioniIl trono vuoto

La commissione giudicatrice, presieduta da Natale Tedesco, ha scelto i tre vincitori della XVII edizione del Vittorini:

Pietrangelo Buttafuoco “Il Lupo e la Luna”, Bompiani.
Una storia d’amore e di guerra che sembra ideale come una favola e invece è reale come la vita. Il Lupo e la Luna è un cuntu ma è una storia vera.

Paolo Di Paolo “Dove eravate tutti”, Feltrinelli.
Un libro che esprime una volontà di memoria che racconta, spiazza e mette ordine nella confusa realtà di questi anni.

Valeria Parrella “Lettera di dimissioni”, Einaudi.
Una giovane donna innamorata della vita e del teatro che dopo la sua carriera e la scoperta del potere si ritrova ricca di tutto fuorché di passioni e di ideali.

A Roberto Andò è stato assegnato il Premio Opera prima per il suo romanzo “Il trono vuoto”, Bompiani.
Potente affresco sull’Italia di oggi, ferma sul ciglio di un baratro, e soprattutto una favola filosofica sulla rifondazione di una leadership in un paese malato.

I premi saranno conferiti il 2 luglio al Teatro greco di Siracusa.
I vincitori concorreranno altresì al Premio della Giuria “segreta”dei lettori sorteggiata tra nominativi di varie parti d’Italia.
Lo spoglio si terrà durante la cerimonia di conferimento, condotta da Fabrizio Frizzi con la regia di Vittorio Muscia, alla presenza anche di Premi speciali alla carriera conferiti a personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della comunicazione.

Di seguito, locandina e pieghevole dell’evento. Leggi tutto…

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È LA SCRITTURA, BELLEZZA! di Fabrizio Centofanti

Fabrizio Centofanti (Napoli, 1958) si è laureato alla Sapienza di Roma, in Lettere Moderne, con Mario Petrucciani, con il quale ha collaborato a lungo presso la Cattedra di Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea. Ordinato sacerdote nel 1996, opera soprattutto nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della Sacra Scrittura. Attento studioso dei Vangeli tiene da molti anni una Lectio Divina settimanale. Autore di numerosi saggi e opere di narrativa, ha pubblicato, tra gli altri, i seguenti volumi: Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale (IPL 1987); Le parole della felicità (Laurus Robuffo 2005); Guida pratica all’eternità (Effatà 2008); Pret(re) à portér  (Effatà 2010). Non superare le dosi consigliate (Effatà 2011). Sempre Effatà ha pubblicato il suo primo romanzo, Ecco l’uomo. Con Amazon è uscito il romanzo Nessuno è più importante di te. Con la casa editrice Clinamen ha pubblicato, nel 2011, Italo Calvino. Una trascendenza mancata.

Di recente è uscito il nuovo libro di Fabrizio Centofanti: “E’ la scrittura, bellezza!” (Clinamen, 2012, euro 19, pagg. 174). Segnaliamo la recensione di Guido Michelone sul blog La poesia e lo spirito.

Di seguito, la prefazione di Giuseppe Panella e qualche brano estratto dal libro.

E’ la scrittura, bellezza!

Come vincere un premio letterario in 80 mosse

Giuseppe Panella

 

LA BELLEZZA DELLA SCRITTURA

Un Candido contemporaneo

 

Copertina di E' la scrittura, bellezza!«Il lettore, una volta arrivato al proemio che lo respinge, ha pur comprato il libro a denaro sonante, e domanda che cosa ne lo risarcirà. Mio ultimo riparo è ora il rammentargli che egli può utilizzare un libro in vari modi, senza bisogno di leggerlo. Può, come tanti altri, riempire un vuoto della sua biblioteca, dov’esso, ben rilegato, farà certo buona mostra di sé. O anche deporlo sulla toilette o sul tavolino da thé della sua dotta amica. O infine egli può ancora, ciò che di certo è il meglio di tutto ed io particolarmente consiglio, farne una recensione»

(Arthur Schopenhauer, Proemio alla prima edizione del Mondo come volontà e rappresentazione)

 

Ogni tanto, risospinto inesorabilmente dalla necessità di non cedere al trionfo della volgarità del pensiero sempre uguale che contraddistingue le epoche di stagnazione concettuale, Candido smette di coltivare il suo orto e ritorna a viaggiare nel mondo assurdo e assoluto che lo circonda.

La sua navigazione nel mare della complessa ed esagitata disperazione della contemporaneità è tanto più necessaria quanto più mossi e inquieti sono i mari che deve attraversare rimanendo vivo e (possibilmente) sano di mente. Il suo punto di partenza prediletto resta la necessità di descrivere ciò che avviene intorno a lui; il suo punto d’approdo privilegiato, invece, è la nascita di un anti-romanzo che ripeta mimeticamente la ricchezza ironica e il piglio satirico del suo antenato iniziale.

Il Candido alla ricerca della verità e dell’utilità che potrebbero essere fornite (a pagamento!) dalle scuole di scrittura italiane non è qui considerabile inferiore a quello più “filosofico” dell’antenato Voltaire. Le differenze sono molte e anche i personaggi che gli fanno compagnia nell’andamento forsennato delle sue vicende ma la dimensione sconvolta e sconcertante delle sue vicende rimane la stessa. Passare indenni attraverso un mondo che sembra essere impazzito restando se stessi non è impresa da poco. In questo caso, inoltre, il sarcasmo e la presa in giro dei costumi degli uomini è concentrato su una categoria ben precisa: gli aspiranti scrittori di romanzi (e al coinvolgimento nella sua derisione e nella sua angoscia esistenziale non si sottrae lo stesso autore dell’opera). Leggi tutto…

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Il vincitore del Premio Calvino 2012 uscirà con Einaudi StileLibero

L’ASSOCIAZIONE PER IL PREMIO ITALO CALVINO

comunica che il romanzo vincitore della XXV Edizione del Premio

“A Viso coperto” di Riccardo Gazzaniga

sarà pubblicato da Einaudi StileLibero

“La Giuria decide di assegnare il premio al romanzo A viso coperto di Riccardo Gazzaniga per la capacità di coinvolgere il lettore facendolo penetrare negli universi paralleli, e poco noti, delle forze dell’ordine e degli ultrà, illustrandoli con una complessa macchina narrativa caratterizzata dalla molteplicità di punti di vista e da una scrittura asciutta e scorrevole adeguata alla materia, non rifuggendo, coraggiosamente, dal mostrare luci e ombre di entrambi gli universi.”
(dalle motivazioni della Giuria del Premio Calvino 2012)

“A viso scoperto di Riccardo Gazzaniga è il testo che più penetra nel corpo sociale, affrontando con acutezza e non comune capacità narrativa il mondo distopico e marginale degli ultrà, in perenne lotta con le forze dell’ordine, o forse semplicemente con un “ordine” sentito comunque come oppressivo. Ad infrangere gli stereotipi, Gazzaniga è insieme scrittore e agente di polizia.”
(dalla presentazione del Comitato di lettura del Premio Calvino)
L’uscita del libro è prevista per febbraio 2013

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Google festeggia il 145° anniversario della nascita di Luigi Pirandello

145° anniversario della nascita di Luigi Pirandello

Google festeggia il 145° anniversario della nascita di Luigi Pirandello.
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PER ESEMPIO: un racconto “da libreria” di Antonio Paolacci

Nei giorni scorsi ho pubblicato un’intervista dove Antonio Paolacci, nel duplice ruolo di scrittore e direttore editoriale di Perdisa Pop, ha detto la sua su svariati temi riguardanti l’editoria, l’ebook, ecc.
Riprendo un post dello stesso Paolacci, pubblicato oggi sul blog Be-Pop, che integra – in un certo senso – i contenuti della citata intervista… approfondendo alcuni meccanismi che in alcuni casi possono riguardare i rapporti tra piccola editoria e librerie di catena. Si intitola: “Per esempio”. L’ho ribattezzato: “Un racconto da libreria”.
Eccolo di seguito.
Massimo Maugeri

PER ESEMPIO

di Antonio Paolacci

Prenderò poco spazio per raccontarvi un episodio appena accaduto, che trovo molto interessante per chi non avesse ancora ben chiara l’attuale situazione dell’editoria italiana.
Brevissima premessa: non molto tempo fa, una persona che lavorava in una libreria di catena mi ha confidato che, a volte, di fronte al cliente in cerca di alcuni libri non presenti in negozio, i commessi avevano l’ordine di rispondere che quei libri erano irreperibili, ovvero che non era possibile nemmeno ordinarli, sebbene in realtà lo fossero.
Il motivo? Chiamiamola politica aziendale: pare infatti che la frase «Non lo abbiamo, ma possiamo ordinarlo» spinga molti lettori a provare in altre librerie, piuttosto che fare un ordine in quella in cui si trovano. Dicendo invece che il libro non è rintracciabile da nessuna parte, il lettore si rassegna e magari compra un altro libro. Leggi tutto…

PAROLE SOTTO LE STELLE – Siracusa, 30.6.2012 – h. 20

L’ETERNITÀ STANCA, di Errico Buonanno

In esclusiva per Letteratitudine, alcuni brani tratti da “L’eternità stanca” di Errico Buonanno: ospite della trasmissione radiofonica “Letteratitudine in Fm” di venerdì 22 giugno 2012

L’eternità stanca. Pellegrinaggio agnostico tra le nuove religioni di Errico Buonanno
Laterza, Contromano, 2012 – pagg. 150 – euro 12

L' eternità stanca. Pellegrinaggio agnostico tra le nuove religioniDieci fedi, dieci verità, dieci risposte sulla vita e la morte. Tutto nell’arco di due mesi. Un viaggio attraverso le nuove religioni di Roma. Per ritrovarsi in corpo un’anima, e per salvarsi dal vizio del fumo. “Ora mi accorgo, con dolore, che il primo effetto della ricerca privata di Dio è quello di un’amplificazione, una levitazione naturale ed abnorme dell’amarissimo dessert che ci aspetta lì in fundo. Dessert a cui, da agnostico ipocondriaco romano, aspiravo, e che solo adesso, da credente (credente di ogni religione), pare davvero una minaccia angosciosa. Ora capisco, ora lo so: la fede non può confortare. Perché chi crede davvero si scora. Chi crede ha paura. Chi crede non può non tormentarsi al pensiero che questo, tutto questo, la nostra vita, le ambizioni, il nostro mondo, la scrittura, non è che la preparazione a ciò che di eterno arriverà. L’eternità stanca. Speriamo che la faccia breve”.

* * *

da L’ETERNITÀ STANCA, di Errico Buonanno

La pace del luogo è interrotta da un grido: «Tutti in cerchio, tutti in cerchio, tutti in cerchio!», e senza sapermi spiegare la cosa, sono pervaso da un senso di allarme, come davanti a una battaglia. Non sbaglio: ché questa è una chiamata alle armi, inizia la pugna col Nemico. Corro, mi affretto, sono parte del gregge.
A radunarci sotto il palco è stato un omino vestito di bianco – camicia, scarpe, pantaloni, cintura –, un quarantenne dall’accento portoghese che sembra pervaso dalla santa foga. Formiamo il circolo ligissimi mentre lui ordina: «Le mani!» Sono perplesso, ho molta paura. Tento di stringere la mano a una collaboratrice che mi si è fatta giusto a fianco, ma quella mi fulmina con gli occhi. La porgo a due altri fedeli lì accanto e mentre il pastore in bianco ci intima: «Occhi chiusi! Preghiamo!» succede ciò che inconsciamente, profondamente temevo. La stessa signora africana tremante che prima era afflitta dai dolori di stomaco emette un grido sovrumano, fa per svenire, viene sorretta dalle donne in tailleur. Il bianco pastore la indica agli altri. Sembra esultare: «È il Nemico! Il Maligno non vuole che iniziamo a pregare!» e io, che ambirei a non sfigurare, faccio davvero del mio meglio per mantenere gli occhi chiusi, ma azzardo: «Ha bisogno di un dottore!» Leggi tutto…

Premio dei Lettori – 24^ edizione (2011-2012)

Ci tengo moltissimo a segnalare un Premio letterario importante che ho avuto la possibilità di “conoscere” dall’interno. Mi riferisco al Premio dei Lettori di Lucca, giunto alla sua ventiquattresima edizione (anni 2011-2012). Ho avuto infatti l’onore e il piacere di essere tra i dodici autori selezionati per l’edizione in corso (con il mio “Viaggio all’alba del millennio“).  Nell’ambito dei due incontri previsti (a Lucca e a Roma) ho avuto il privilegio di poter discutere di questo mio libro con lettori attenti, curiosi, preparatissimi e di grande competenza letteraria. Ne approfitto per ringraziarli tutti per la commovente accoglienza che mi hanno riservato e per l’attenzione che hanno voluto dedicare alla mia raccolta di racconti e alla mia attività di autore.
Con riferimento alla genesi di questo Premio, mi piace evidenziare queste parole della scrittrice Francesca Duranti: “La Società Lucchese dei Lettori è nata all’inizio (1988) solo con il proposito di organizzare degli incontri letterari in cui venisse capovolto il meccanismo convenzionale della presentazione di un libro. La regola è che l’editore o il libraio radunino quattro gatti – oltre agli amici e parenti precettati – attorno a un autore e al suo libro; la speranza è quella di operare il miracolo che trasforma ciascun gatto in un lettore di quel libro.
Per noi il miracolo non era necessario. Lettori lo eravamo già: un bel numero di accaniti divoratori di carta stampata. Decidemmo che avremmo letto i libri che uscivano, scelto quelli che ci piacevano e convocato gli autori per discuterne con loro.
L’idea di concludere ogni ciclo annuale di incontri con un premio letterario è venuta immediatamente dopo. Tutti i soci, tranne me, erano estranei al mondo delle lettere o dell’industria culturale, ma appartenevano, per definizione, alla specie ormai quasi estinta dei lettori abituali. Questo ne faceva la giuria ideale: da un lato più libera da pressioni, più disinteressata di quanto possa essere anche la più onesta delle giurie tecniche; dall’altro più competente di una giuria popolare estratta a sorte o comunque designata.
La cosa ha funzionato. Ci siamo allargati, arruolando soci nelle vicine città toscane e a Genova, stabilendo altre sedi esterne di incontri a Roma, Bologna e Pescara.
Al termine dei nostri primi dieci anni di vita abbiamo pubblicato le opere che la Società Lucchese ha scelto tra la produzione letteraria italiana: contiamo di fare lo stesso in futuro, di decennio in decennio; cosicché quando la specie dei lettori sarà estinta del tutto, rimanga testimonianza di quello che si scriveva e di quello che si leggeva in Italia durante il passaggio tra il secondo e il terzo millennio“.

Mi sento di confermare le parole della Duranti e ne approfitto per rivolgere il classico “in bocca al lupo” ai tre finalisti dell’edizione in corso: Mimmo Gangemi con il romanzo “La signora di Ellis Island” (Einaudi), Pietrangelo Buttafuoco, con “Il lupo e la luna” (Bompiani) e Giovanni D’Alessandro con “Soli” (San Paolo).
Ne approfitto altresì per comunicare che il vincitore verrà proclamato a Villa Rossi (Gattaiola, Lucca), nella serata conclusiva del 29 giugno, aperta al pubblico. L’inizio è previsto alle ore 19.

Massimo Maugeri

Segue la rassegna degli autori presentati dalla Società lucchese dei lettori  (i nomi dei vincitori delle varie edizioni sono evidenziati in grassetto) Leggi tutto…

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LETTI DI NOTTE. Lettori e librai scatenati. 21.6.2012

LETTI DI NOTTE. Lettori & librai scatenati. 21.6.2012

La notte del 24 marzo 2012, la Libreria Piazza Repubblica di Cagliari si è inventata un’iniziativa meravigliosa.
Ha chiamato a raccolta lettrici & lettori, scrittrici & scrittori e, per una notte, ha organizzato una maratona: di letture, scritture, parole. Molti si son portati il sacco a pelo.
Molti in quella occasione hanno inventato lo slogan per partecipare a Andare in libreria, il premio che avevamo bandito poco prima.
Le foto di quella notte, quello che si è scritto e detto: tutto bello e commovente.

Quando Daniela e Patrizio, i librai di Piazza Repubblica, vincitori del Premio Montescudaio 2011, hanno pensato di estendere a altri librai questa idea a noi di Marcos y Marcos è sembrato naturale dir loro: vi diamo una mano.
In pochi giorni e poche notti, è nata Letti di notte.
Un piccolo slogan & un paralume da cui sgorgano parole.

Il 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, innescheremo una catena di eventi di libreria in libreria, di città in città; creando una specie di libreria creativa diffusa.
Nel segno della bibliodiversità, da sempre garantita dai librai indipendenti.
Un grande momento di condivisione in tutta Italia fra chi ama e i libri e la lettura.

Ecco, in ordine alfabetico, gli editori di Letti di notte:

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CAFFEINA CULTURA 2012: 29 giugno – 14 luglio

SESTA EDIZIONE A VITERBO PER IL FESTIVAL
CAFFEINA CULTURA: “ECCITANTE CULTURALE” CONTRO LA CRISI.

GRANDI OSPITI DEL PANORAMA CULTURALE ITALIANO E INTERNAZIONALE

Leymah Gbowee, Haim Baharier, Niccolò Ammaniti, Serena Dandini, Vittorio Sgarbi, Niccolò Fabi, Kathleen Mac Mahon, Corrado Augias, Dacia Maraini, Ilaria D’Amico, Diego De Silva, Flavio Insinna, Antonio Monda, William Blacker, Pietro Grasso, Alain Elkann, Gianni Vattimo, Moni Ovadia,Veronica Pivetti, Walter Siti, Yuri Herrera, Petros Markaris, Gellert Tamas, Santiago Gamboa

Dal 29 giugno al 14 luglio, oltre due settimane intense di incontri con scrittori e giornalisti, personaggi del mondo della televisione e della politica, dibattiti, reading teatrali, anteprime nazionali, concerti e spettacoli. Con Caffeina 2012 il cuore medievale del capoluogo si trasformerà in una cittadella della cultura.
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L’INCONTRO di Michela Murgia

L'incontroIn questi giorni è giunto in libreria il nuovo romanzo di Michela Murgia: “L’incontro” (Einaudi). Pubblichiamo, di seguito, la scheda del libro e l’articolo/intervista che uscirà sul numero di Io Donna in edicola da sabato 16 giugno.

* * * 

L’INCONTRO di Michela Murgia
Einaudi, 2012 – euro 10 – pagg. 112

Il tetto della parrocchia, il fitto dello stagno, il misterioso canale che serpeggia sotto la grata: è questa l’estate per Maurizio e per i suoi amici, un inseguirsi di giorni e avventure, serate in strada e storie di fantasmi. Ma intanto il paese si spacca in due, perdendo la naturalezza del suo invincibile presente plurale. In un crescendo esilarante e irresistibile, verso un finale dove persino le statue dei santi potrebbero diventare oggetti contundenti.
Maurizio ha dieci anni e non vede l’ora che comincino le vacanze. Per lui l’estate significa stare dai nonni a Crabas: lí ogni anno ritrova Franco e Giulio, fratelli di biglie, di ginocchia sbucciate e caccia alle libellule, e domina con loro un piccolo universo retto da legami che sembrano destinati a durare per sempre. Ma nell’estate del 1986 qualcosa di imprevedibile incrinerà la loro infanzia e mostrerà a tutti, adulti e ragazzi, quanto possa essere fragile il granito delle identità collettive.
Basta un prete venuto da fuori a fondare una nuova parrocchia per portare una scintilla di fanatico antagonismo dove prima c’erano solo fratellanze. In quella crepa della comunità l’estraneo può assumere qualunque volto, persino i capelli rossi di un inseparabile compagno di giochi.
In questo racconto insieme comico e profondo, la penna inconfondibile di Michela Murgia ci regala un’appassionata storia di formazione in cui il protagonista scopre – insieme al lettore – cosa significa dire noi.

L’intervista su Io Donna (in edicola da sabato 16 giugno)

di Anna Maria Speroni

Sono cresciuta nella convinzione che la Sardegna fosse il centro del mondo, e Cabras il suo piercing. Non ho mai avuto voglia di andare via. Ma una comunità coesa è luogo di contraddizioni: la sbarra che ti sorregge è la stessa che ti rinchiude».
Tre anni fa, con Accabadora, Michela Murgia aveva ammaliato i lettori con una storia ambientata in una comunità «interagente e solidale anche nei segreti». L’incontro (Einaudi), in questi giorni in libreria, di una realtà simile mette in luce le contraddizioni. Lo spunto è autobiografico: «L’incontro è una festa diffusa in tutta la Sardegna: il giorno di Pasqua le statue di Gesù e della Madonna vengono portate in due processioni distinte che si riuniscono in un luogo stabilito. Ma una volta, a Cabras, un’inimicizia tra parrocchie complicò l’evento. Io racconto la storia dal punto di vista di un bambino. Il quale, in un’estate che segnerà la sua crescita, capisce che non esiste solo il “noi”: a volte ci vuole anche l’“io”. Quando tutti pensano la stessa cosa, vuol dire che qualcuno non sta pensando. Il romanzo si svolge negli anni ’80, ma il tema della comunità e dei suoi confini è attuale.

– A che cosa si riferisce? Leggi tutto…

LA CINQUINA DELLO STREGA 2012: Carofiglio, Fois, Ghinelli, Piperno, Trevi

premio stregaEcco la cinquina del Premio Strega 2012. Tra i seguenti nomi, colui o colei che si aggiudicherà la LXVI edizione del Premio.

Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie) di Emanuele Trevi: 92 voti

Il silenzio dell’onda (Rizzoli) di Gianrico Carofiglio: 70 voti

Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi (Mondadori) di Alessandro Piperno: 68 voti

Nel tempo di mezzo (Einaudi) di Marcello Fois: 64 voti

La colpa (Newton Compton) di Lorenza Ghinelli: 38 voti

Primo degli esclusi, Giorgio Manacorda con 28 voti per il suo ‘Il corridoio di legno’ (Voland). Subito dopo, Davide Enia con ‘Cosi’ in terrà (Dalai Editore): 25 voti. Su 460 aventi diritto al voto, hanno votato in 424. Trentasei astenuti, una scheda nulla e una bianca.

L’ambita quinta posizione è stata, dunque, conquistata da Lorenza Ghinelli. In casa/gruppo  Mondadori si profila una bella battaglia tra Alessandro Piperno e Marcello Fois, che (salvo “travasi” di voti) potrebbe favorire Gianrico Carofiglio e Emanuele Trevi… che – a questo punto – si giocano la finalissima nel ruolo di favoriti.

Un grande “in bocca al lupo” a tutti e cinque i finalisti!

Massimo Maugeri

Di seguito, dettagli sui cinque libri dello Strega 2012.
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INTERVISTA A ANTONIO PAOLACCI, tra Tanatosi e ePop

Ho incontrato Antonio Paolacci, scrittore e direttore editoriale della casa editrice Perdisa Pop, in occasione dell’uscita di Tanatosi, il suo nuovo libro pubblicato – per precisa scelta editoriale – solo in formato elettronico nell’ambito della nuova collana ePop (euro 2,90 – acquistabile online su vari negozi virtuali quali: Amazon, Ibs, Bookrepublic).
È stata l’occasione per discutere di e-book, di editoria, e di possibili prospettive future…

Ecco, intanto, la scheda di Tanatosi.
Quando sono minacciati, alcuni animali attuano un comportamento difensivo che li paralizza immobili, simili a morti: è un fenomeno chiamato tanatosi. Che strategia rimane, invece, all’uomo in pericolo, se le sue vie di fuga sembrano bloccate e compromesse?
Un padre che invecchia lontano da tutti, in un territorio in cui si avventurano soltanto i lupi; un figlio che bussa alla sua porta dopo trent’anni; un confronto rarefatto, di parole congelate e pensieri profondi, mentre nelle città esplodono le conseguenze di una crisi economica e strutturale senza precedenti, dopo la quale niente sarà più come prima.
Una storia che somiglia a una favola allegorica, una novella intensa sulle scelte individuali e collettive, in cui “il pericolo esiste cronico, da sempre condizione inviolabile di uomini e lupi”.

– Caro Antonio, parlaci degli obiettivi di ePop, la nuova collana di Perdisa Pop…
La collana ha tre caratteristiche precise: la brevità dei testi, il prezzo molto basso e il formato esclusivamente digitale. Visto quello che è successo negli ultimi anni, non potevamo non pensare agli ebook: il libro italiano è sempre più penalizzato da un sistema di distribuzione, promozione e vendita ormai gestito dai grandi gruppi editoriali. È sufficiente pensare che hanno comprato tutto (distributori, librerie), per non dire che i loro sono gli unici libri, di fatto, di cui parla la tivù, presentandoli alla maggioranza della gente come il meglio che si possa trovare in libreria. Per un editore che propone cose diverse dalle più commerciali è molto dura far notare un proprio libro: tutto il sistema tradizionale è in sostanza nelle mani di persone che si occupano di pubblicità e marketing, persone che ignorano il valore culturale del libro e lo trattano come un prodotto da vendere, come scarpe alla moda o saponette. Ma i lettori che oggi deridono le classifiche non mancano: sono quelli delusi, stanchi di spendere quindici o venti euro per romanzi mediocri o perfino stupidi. Leggi tutto…

IL LIBRO CHE NON C’E’ – Laboratorio di scrittura gratuito di Rai Eri

Rai EriIl Laboratorio di Scrittura Creativa di Rai Eri si avvia al suo quinto anno ed è ormai un consolidato progetto Rai di formazione sugli elementi fondamentali delle strutture narrative.

Il corso è gratuito ed è aperto a chiunque abbia compiuto 18 anni e conseguito in Italia un diploma superiore.

Si sviluppa in 12 lezioni che si svolgono settimanalmente, da Ottobre a Dicembre, presso la sede Rai di Via Teulada 66.

Per partecipare all’ammissione basta inviare entro il 30 giugno il proprio curriculum e una cartella dal titolo Perché amo scrivere a

laboratorio.raieri@rai.it

Per saperne di più… Leggi tutto…

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IL CIELO INTORNO A NOI e i 90 anni di Margherita Hack

Margherita Hack, la più nota e amata astrofisica italiana compie oggi 90 anni. Nel porgerle gli auguri di buon compleanno, pubblichiamo (in accordo con l’editore Dalai) le prime pagine del volume “Il cielo intorno a noi” (il nuovo libro della Hack)

Margherita Hack – Il cielo intorno a noi
Viaggio dalla Terra ai confini dell’ignoto per capire il nostro posto nell’Universo
Dalai editore, 2012 – pagg. 180 – euro 16,50


Un atlante dell’universo, corredato da splendide fotografie, per guidarci alla scoperta dei misteri del Cosmo. Una «guida illustrata» per ragazzi e per i loro genitori.

Dalla penna della più nota e amata astrofisica italiana, ecco per i giovani adolescenti che si affacciano alla passione per l’astronomia, alle curiosità per la scienza dell’osservazione del cielo, un agile «atlante» che mescola abilmente il rigore dell’informazione scientifica, con notazioni di storia della cultura e della scienza. Una guida all’esplorazione dello spazio intorno a noi, a partire dal nostro pianeta e dal villaggio planetario del sistema solare, allontanandosi via via verso la nostra galassia e i suoi confini, per giungere al limite più lontano nello spazio e nel tempo, incontrando nel percorso le stelle e i loro cicli di vita, i buchi neri, i quasar e il mistero stesso dell’origine, il Big Bang oltre il quale non riusciamo a vedere. Il racconto di ciò che sappiamo non può non accompagnarsi al racconto di quei traguardi tecnologici dell’ultimo secolo (sonde, telescopi e satelliti) che ci hanno permesso di arrivare al nostro grado di conoscenza odierna dell’universo. Il libro è illustrato da splendide foto della Nasa e dell’Agenzia Spaziale Europea, per farci «vedere» la bellezza del cosmo e la sconfinata varietà dei suoi abitanti, dalle calotte polari di Marte, agli anelli di Saturno, dalla vita delle comete alla nascita delle galassie fino alle nebulose più lontane. Una «guida visiva» per capire il nostro posto nell’Universo e amare l’astronomia.

Fiorentina, classe 1922, Margherita Hack ha insegnato per 50 anni astrofisica e astronomia, tra Firenze, Milano e Trieste. Attualmente professore emerito dell’Università di Trieste, è socio dell’Accademia dei Lincei, nonché membro dell’Unione astronomica Internazionale, della Società Italiana di Fisica, e della Società Astronomica Italiana. Ha all’attivo più di 250 pubblicazioni su riviste internazionali ed è molto nota al grande pubblico come divulgatrice scientifica e non solo. Tra i suoi libri più recenti: Vi racconto l’astronomia (2002); Dove nascono le stelle (2004); Qualcosa di inaspettato (2004); Così parlano le stelle (2007); Libera Scienza in Libero Stato (2009); Notte di stelle (2010). Per Dalai editore nel 2011 ha pubblicato Il mio infinito.

DI SEGUITO, LE PRIME PAGINE DEL VOLUME…
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LE COSE CHE HO IMPARATO. Intervista a Gianni Riotta

di Massimo Maugeri

Gianni Riotta, giornalista e scrittore siciliano, ha esordito nel campo del giornalismo a 17 anni, come corrispondente de Il Manifesto e come collaboratore delle pagine culturali del Giornale di Sicilia. Dopo essersi laureato in filosofia all’Università di Palermo, nel 1976 si è trasferito a Roma. Poi passa a scrivere per La Stampa e quindi, nel 1988, per il Corriere della Sera. Negli Stati Uniti ha frequentato la Columbia University Graduate School of Journalism di New York, dove ha conseguito il Master of Science. Ha insegnato all’Università di Bologna e fa parte del Consiglio di Facoltà del corso di cultura italiana a Princeton, dove ha insegnato comunicazione. Ha collaborato con: New York Times, Washington Post, Le Monde, Foreign Policy. Da New York ha fatto il corrispondente per varie testate giornalistiche tra cui La Stampa, L’Espresso e il Corriere della Sera, di cui è stato anche vice-direttore. Nel 2006 è stato direttore del TG1. Dal Marzo 2009 al marzo 2011 ha diretto Il Sole 24 Ore. Nel 2011 ha insegnato al Master in Rappresentanza degli Interessi, Politica e Istituzioni della Luiss School of Government.

Attualmente collabora con La Stampa. Ha al suo attivo varie pubblicazioni. Ricordo in particolare i suoi romanzi Principe delle nuvole (1997) e Alborada (2002), tradotti in molte lingue. Il suo nuovo libro si intitola Le cose che ho imparato (Mondadori, pagg. 304, euro 18). Ne riporto l’incipit…

Quando lasciate per sempre un posto che vi è caro, ascoltate il mio consiglio: usate qualunque mezzo, l’aereo, l’automobile, il treno, un rombante sidecar, l’autobus di linea, la metropolitana, ma non la nave. C’è nella commozione del distacco – salutare i familiari, sapere che i luoghi che sono stati vostri, nei giorni luminosi, e in quelli oscuri, non saranno più  scena quotidiana – un dolore vivo; partire, si dice, e un po’ morire. Lo sguardo frettoloso della hostess che vi sollecita a passare ai controlli del gate in aeroporto, la svolta improvvisa del taxi, il buio della galleria in metropolitana e  l’uscita dalla stazione ferroviaria recidono decisi il commiato. La nave no. Se la serata è serena, mentre il rimorchiatore pilota il piroscafo lentamente fuori dal porto, potete vedere sulla banchina le persone che vi hanno accompagnato salutare e sforzarsi di sorridere, per incoraggiarvi, per nascondere la nostalgia già forte, mentre gli adulti abbracciano i bambini in lacrime: tutti vorrebbero piangere, ma solo a loro e consentito farlo.

– Gianni, il titolo del tuo nuovo libro è già abbastanza indicativo: “Le cose che ho imparato”. Lo è ancora di più il sottotitolo “Storie, incontri ed esperienze che mi hanno insegnato a vivere”. Perché hai deciso di raccontare “le cose che hai imparato” proprio in questa fase della tua vita?

Un perché non c’è. Penso che in questi tempi di transizione riflettere su passato, presente e futuro, ragionare di coraggio e paura, mercato e lavoro, comunicazione e caos, famiglia, comunità, società, fosse importante e l’ho fatto. Penso sia utile capire da dove veniamo e dove stiamo andando, senza paure, senza illusioni.

– Questo libro è anche l’omaggio di un figlio a un padre che non c’è più. Tuo padre si chiamava Salvatore, detto Totò, e faceva anche lui il giornalista presso “Il Giornale di Sicilia”. Qual è l’eredità più importante che ti ha lasciato?

Mio padre era un uomo migliore di me, in tutto. Un fisico, matematico, ingegnere navale, ufficiale di Marina che solo il caos del dopoguerra affidò al giornalismo, complice il lavoro fatto con gli americani dello Psychological Warfare Branch di Ugo Stille, nel 1943. Mi ha insegnato la tolleranza, l’equanimità, la voglia di capire, l’umiltà, il controllare i fatti senza farsene conquistare, la diffidenza per i demagoghi e le ideologie, il no alla violenza, tutte le violenze. In nessuna di queste virtù io l’ho raggiunto: ma è stata una fortuna, per uno della mia generazione, avere un maestro così. Quando è morto, dopo anni di volontariato aiutando anziani malati che spesso stavano meglio di lui, la chiesa era stracolma, la strada intera ferma, i negozi chiusi. Un cardinale, incontrato per caso in aeroporto, mi ha detto severo “Suo padre, Riotta, era un uomo di Dio!”. Meglio non rivaleggiare, si perde comunque.

– Uno dei capitoli si intitola “New media Old values”. Che rapporto c’è tra i nuovi media e i vecchi valori? E quali sono i pro e i contro dell’avvento di Internet e del digitale?
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Premio “Nunzio Bruno” per l’Arte popolare siciliana – edizione 2012

       Premio  “Nunzio Bruno” per l’Arte popolare siciliana

Edizione 2012

E’ l’arte dell’incisione del legno la protagonista della terza edizione del Premio Nunzio Bruno, che domenica 1 Luglio ritorna per ricordare l’opera meritoria del Maestro Nunzio Bruno e per premiare e contribuire a mantenere viva quest’arte popolare siciliana. Leggi tutto…

LA MUSICA E’ ALTROVE. Cielo e terra nelle canzoni di Angelo Branduardi

LA MUSICA E’ ALTROVE. Cielo e terra nelle canzoni di Angelo Branduardi” di Saverio Simonelli
Ancora, 2012 – pagg. 276 – euro 16

In esclusiva per Letteratitudine, la prefazione firmata da Angelo Branduardi

La musica è altrove Ma avete mai pensato a quante storie, quanti volti e quanti mondi si possono trovare mettendo in fila un po’ di canzoni? Mica parlano solo d’amore. Ci potreste trovare bambini, anziani, animali piccoli come pulci e orizzonti più grandi dei vostri sguardi. Signori di castelli medievali, viaggiatori del futuro e donne in attesa davanti al mare, ciliegi che piegano i rami, mele ancora da cogliere e lepri che vanno a finire sulla luna. Vi sembra incredibile? C’è un artista che queste cose le ha sempre cantate, viaggiando con la fantasia tra cielo e terra. Con una chitarra e un violino, anzitutto. E lo possiamo seguire in questo viaggio meraviglioso dove ogni cosa se ne tira dietro un’altra. Come le ciliegie, appunto. Come fanno tutte le storie, quando sono raccontate perché anche chi ascolta ci finisca dentro. Non ve ne eravate accorti? Anche voi potreste andare a finire dentro una canzone o forse ci siete già. Se l’ha scritta uno come Angelo Branduardi e se voi provate a chiudere gli occhi e immaginare. Musica. E racconto.

* * *

La prefazione di Angelo Branduardi

Da sempre considero la musica un qualcosa che non si trova qui e ora, ma accade in qualche modo da un’altra parte, accade altrove. È – come ho detto spesso – uno sguardo al di là della porta chiusa, ma è anche la risorsa che hanno i bambini di fronte alla paura, per cui quando si trovano al buio si mettono a cantare e tutto passa. Come sguardo che si getta al di là della nostra finitezza ha quindi direttamente a che fare con l’oltre, o meglio l’Oltre con la O maiuscola. Ed è quindi per questo un fatto assolutamente spirituale, senza dimenticare certo la sua componente corporale, fisica. Leggi tutto…

SALVATORE SILVANO NIGRO VINCE IL PREMIO MONDELLO ALLA CRITICA LETTERARIA

di Massimo Maugeri

Sono stato molto felice nell’apprendere la notizia che Salvatore Silvano Nigro, con “Il Principe fulvo(Sellerio), è il vincitore del Premio alla Critica letteraria nell’ambito dell’edizione 2012 del prestigioso Premio Letterario Internazionale Mondello.

Peraltro ho avuto l’onore di coordinare l’incontro, al Maggio dei libri 2012 a Catania, dedicato proprio a questo nuovo libro di Silvano Nigro. Un saggio incentrato sulla vita e sulle opere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un saggio che – come hanno scritto in tanti (dato che di questo libro si sono occupate tutte le pagine culturali dei magazine e dei quotidiani nazionali) – si legge come un racconto e, contestualmente, getta una nuova luce interpretativa su “Il Gattopardo” e sulla stessa figura di Tomasi di Lampedusa.

Una piccola premessa: “Il Gattopardo” è un’opera conosciutissima che ha avuto una storia editoriale piuttosto complessa. Il romanzo fu inizialmente rifiutato dalla Einaudi (e, in particolare, da Vittorini che dirigeva la collana I Gettoni) e dalla Mondadori. Fu poi pubblicato, dopo la sopravvenuta morte dell’autore, da Feltrinelli (per intervento di Giorgio Bassani). L’anno successivo (siamo nel 1959) vinse il Premio Strega. Insomma, un vero e proprio caso letterario che contribuì a fare di questo romanzo un bestseller internazionale. Pochi anni dopo, Visconti lo traspose in un film di successo, tradendo in parte il romanzo (come spesso avviene quando un libro viene tradotto in film), forse oscurandolo, ma contribuendo a renderlo ancora più celebre… mentre, nel frattempo, la critica continuava a dividersi tra estimatori e detrattori.

salvatore-silvano-nigroEbbene, di tutto questo Salvatore Silvano Nigro, nel suo libro, non ne parla. E giustamente, direi. Si occupa di altro, l’autore de “Il Principe fulvo”… riempendo gli spazi vuoti esistenti intorno alla vita e alle opere di Tomasi di Lampedusa (di cui, per la verità, non è che si sapesse moltissimo prima della pubblicazione di questo saggio). E lo fa – Silvano Nigro – con il piglio dello studioso, ma anche con l’intuito e la visionarietà dell’artista.

Si tratta di un lavoro svolto in una prospettiva davvero inedita, innovativa (anche rispetto al “Gattopardo”), capace di offrire una nuova chiave interpretativa sulla celebre opera di Lampedusa e di liberarci da alcuni luoghi comuni o dal peso di frasi/simbolo estrapolate dal libro e poi diventate citazioni celebri (“se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”). Frasi che, decontestualizzate, non restituiscono in maniera corretta il senso vero del romanzo.

Ma il lavoro di interpretazione e di “racconto” di Silvano Nigro, non si ferma al “Gattopardo”. Va oltre. Abbraccia la vita stessa di Lampedusa.

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Premio di studio GIUSEPPE PONTIGGIA

Premio di studio GIUSEPPE PONTIGGIA 2012

Milano, 7 giugno 2012

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NON E’ UN PAESE PER DONNE. Intervista a Elvira Seminara

di Simona Lo Iacono

Era da giorni che desideravo avere un colloquio con Elvira Seminara, autrice, insieme ad altre (e bravissime) scrittrici dell’antologia MondadoriNon è un paese per donne”. Credo infatti che in queste schegge di narrazione (ora dolenti, ora ironiche, ora profondamente intrise di solitudine) covi molta verità. Una verità che emerge cristallina sin dalla prefazione curata da Miriam Mafai, recentemente scomparsa:

“…Chi come me ha conosciuto l’Italia di allora, quella condizione di subalternità delle donne, la loro/nostra esclusione da importanti professioni e posti di responsabilità non può non guardare con soddisfazione e orgoglio alle donne e alle ragazze di oggi, al loro successo negli studi, alla loro sempre maggiore presenza in professioni una volta considerate “maschili”…Ognuna di noi tuttavia conosce bene anche le zone d’ombra, le difficoltà, la fatica con le quali le donne hanno pagato e ancora oggi pagano questo passaggio dalla subalternità alla piena emancipazione e realizzazione di sé…”

– Chiedo allora ad Elvira…ma la Sicilia è un Paese per donne ? Leggi tutto…