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Paolo Di Paolo vince il Premio SuperVittorini 2012

luglio 3, 2012

Paolo Di Paolo si aggiudica il Premio SuperVittorini 2012 con il volume “Dove eravate tutti” (Feltrinelli)

di Massimo Maugeri

Con il romanzo “Dove eravate tutti” (Feltrinelli), Paolo Di Paolo, uno dei giovani scrittori più interessanti del panorama letterario nazionale, ha vinto l’edizione 2012 del Premio SuperVittorini, ricevendo la maggioranza dei voti della Giuria dei Cento Lettori  e  prevalendo sugli altri due premiati: Pietrangelo Buttafuoco con “Il lupo e la luna”  (Bompiani) e Valeria Parrella “Lettera di dimissioni” (Einaudi).
Nonostante la “verde” età (è nato a Roma nel 1983), Di Paolo possiede un curriculum letterario molto articolato che inizia dall’entrata in finale al Premio Italo Calvino per l’inedito, siamo nel 2003, fino a giungere alla recentissima pubblicazione del volume “Dove eravate tutti” (pagg. 224, euro 15) con la conseguente vittoria del Premio Mondello e – appunto –  del SuperVittorini. Si tratta, questo suo ultimo libro, di un romanzo ambizioso e ben congegnato, caratterizzato da una scrittura lucida e cristallina e dalla voglia di riflettere e raccontare questi difficili e contraddittori anni a cavallo del millennio. Tale compito è affidato alla voce narrante del giovane Italo Tramontana, in un alternarsi tra esperienze personali e memoria collettiva scandita dalle prime pagine dei quotidiani che hanno segnato i grandi avvenimenti (alcune di queste riprodotte all’interno del libro): dalla caduta di Bettino Craxi, al crollo delle Torri Gemelle… fino all’elezione di Barack Obama. La storia di un ventennio contrassegnato, inevitabilmente, dalla presenza costante di Silvio Berlusconi. Sul piano delle esperienze personali e famigliari del giovane Italo, emerge con prepotenza la vicenda del padre, un professore in pensione che, davanti alla scuola, investe con l’automobile un suo ex alunno (tale Thomas Marangoni con cui, in passato, aveva avuto qualche diverbio). Viene accusato di averlo travolto di proposito. Lo studente non subisce conseguenze gravi, ma le ripercussioni sulla famiglia Tramontana e sui suoi equilibri sono inevitabili… anche perché, coincidenza non trascurabile, Thomas Marangoni è il ragazzo di cui si è invaghita la figlia del professor Tramontana. Il giovane Italo si troverà, dunque, ad assistere alla disgregazione degli equilibri famigliari, con la madre che decide di regalarsi una “pausa” in quel di Berlino, la sorella che mette in discussione la figura del padre, e il padre che – oltre a dover “gestire” l’episodio dell’incidente – cerca di vincere la propria frustrazione intestardendosi nei reiterati tentativi di pubblicazione di un saggio storico che difficilmente riuscirà a veder luce al di fuori dei contesti delle cosiddette case editrici a pagamento. Sullo sfondo, Scirocco: bambina di ieri, oggi giovane donna, che si riaffaccia sulla vita di Italo con un importante potenziale affettivo.
Questo libro offre una riflessione sul declino civile di un paese, sul conflitto generazionale in atto, su cosa significa essere giovani oggi; ma, al tempo stesso, si traduce in domanda posta ai padri. È una domanda che riecheggia con forza da una pagina all’altra, e che – di rimando – viene rivolta all’intera società e a tutti coloro che hanno avuto la responsabilità di traghettarla in questi problematici anni zero: dove eravate tutti?

Ho chiesto a Paolo Di Paolo di raccontarci le sue impressioni successive al conferimento del SuperPremio Vittorini. Ecco la sua risposta: “La Sicilia, lo ammetto, mi porta fortuna. Il colpo d’occhio sul Teatro Greco di Siracusa affollato da cinquemila persone spezza un po’ il fiato. Rara, per un premio letterario, una simile cornice. Già solo questo è un premio. E’ stato per me emozionante trovarmi tra i vincitori del Premio Vittorini per la narrativa italiana insieme a Pietrangelo Buttafuoco e a Valeria Parrella, e mi ha lasciato più che stupito risultare vincitore del super premio. Chi era presente deve aver notato che dopo l’assegnazione sono rimasto letteralmente senza parole. Massimo Maugeri mi offre l’occasione per ringraziare la giuria tecnica e anche quella dei lettori – lettori senza volto, che immagino appassionati alla letteratura contemporanea, e che sarebbe bello poter ringraziare uno ad uno. Prima della proclamazione ci hanno avvolto le note di Mario Bondi, la sua voce e quella di Nina Zilli. Insomma, un’esperienza non consueta. Potrei aggiungere la vista spettacolare sul mare di Siracusa dalla terrazza dell’albergo. Potrei aggiungere molte altre cose, ma mi limito a dire che per uno scrittore un premio è sempre una sferzata di sfiducia. Tanto più se è un premio fatto soprattutto dai lettori e non dalle case editrici“.

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