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SERGIO RILLETTI: uno scrittore abilmente diverso

luglio 10, 2012

Pubblico questo contributo inviatomi da Sergio Rilletti in occasione dell’evento svoltosi al Festival K-Lit, sabato 7 luglio, presso il Castello di Thiene nell’ambito dell’argomento: “Diversamente abili e blog letterari: nati due volte“. Con grande sorpresa di tutti, Sergio è stato presente lì a Thiene, accompagnato da sua madre a da una zia.

Io ho sempre definito Serio Rilletti come… uno scrittore “abilmente diverso”.

Se leggerete questo pezzo, scoprirete perché.

Massimo Maugeri

* * *

UNA VITA DA SCRITTORE TUTTOFARE

di Sergio Rilletti

Mi chiamo Sergio Rilletti, ho 44 anni, e mi definisco, tra l’autoironico e l’autoorgoglioso, uno “scrittore tuttofare”.

Il mio rapporto con i new media è iniziato molto tempo prima che i new media esistessero.

Alle scuole medie.

Con una lettera scritta a macchina che feci recapitare alla preside, per protestare contro il cambio della mia insegnante di sostegno, che, a differenza di quella precedente, non mi sembrava molto lungimirante.

L’idea me la diede mia madre, e io l’applicai, per altri motivi, anche alle scuole superiori.

E, da allora, non ho più smesso di dire le mie idee, sfruttando sia, in privato, l’e-mail, sia, come scrittore, i new media.

In effetti, per una persona con difficoltà motorie, è fondamentale trovare il modo per comunicare. Per esprimere, in modo paritario, le proprie idee e le proprie emozioni; cosa che, nella vita quotidiana, spesso è impossibile fare.

La prima esperienza di blogger l’ho avuta nel 2007, proprio con Letteratitudine, quando Massimo Maugeri, dopo aver creato un apposito post per preannunciarlo, pubblicò il mio racconto Solo!, una drammatica esperienza che avevo vissuto Domenica 9 Aprile 2006 al Parco di Monza.

Un’esperienza conclusasi, dopo quasi due ore di autentico terrore, grazie al fortuito e lungimirante intervento di due giovani – un lui e una lei -, che tuttora sto cercando per ringraziarli.

Un’esperienza in cui ho dovuto mettere a frutto tutte le mie capacità. Un misto di psiche, disarticolato linguaggio orale, e gestualità, che mi ha permesso di cavarmela da una situazione di pericolo in cui un gruppo di cosiddetti “normodotati” mi aveva ficcato.

Un cumulo di emozioni, pensieri, e azioni, che ho voluto raccontare attimo per attimo, con estrema precisione e onestà, donandolo al pubblico.

E il pubblico l’ha apprezzato. Molto. Rinnovando il proprio interesse ogni volta che raccontavo nuovi aneddoti al riguardo, e chiedendo a gran voce di trasformarlo in un fumetto o in un film.

Poi, nel 2009, in previsione del mio primo incontro letterario da protagonista, che avrei condotto alla Libreria del Giallo di Milano insieme a Tecla Dozio e Andrea Carlo Cappi, decisi di realizzare il mio blog, con MySpace, precisando subito, nel post d’apertura, che sarebbe stato soprattutto uno spazio in cui trovare le novità letterarie che mi riguardavano, ma che avrebbe ospitato sia articoli e racconti che avevo già scritto sia post inediti, che avrei realizzato appositamente per il blog.

E così fu.

Sempre nel 2009, Massimo Maugeri con mia grande sorpresa mi offrì l’opportunità di fare il moderatore d’un post dedicato al Festival di Sanremo. Quando vidi la sua richiesta direttamente sul blog, io, incredulo ed entusiasta, prima gli risposi pubblicamente di sì, e poi gli chiesi, in privato, in che cosa consisteva esattamente quest’incarico. E così, prendendo seriamente il mio compito, dopo ogni serata del Festival facevo un breve riepilogo dei fatti salienti, fornendo qualche mio “sagace commento” come spunto di riflessione… e ritrovandomi a gestire circa 200 messaggi nell’arco di 5 giorni.

Qualche mese dopo, Maugeri ripubblicò Solo!, aggiungendovi Come in famiglia, un mio racconto “pre-autobiografico” riguardante un’esperienza di mia madre quand’era una bambina. E, forse complice la mia esperienza da moderatore, a differenza di due anni prima non mi limitavo a ringraziare chi interveniva ma rispondevo loro in modo un po’ più mirato.

Nel frattempo, la mia amica Simona, ben consapevole della mia costante voglia di ritrovare le amicizie del passato, mi indusse ad iscrivermi a Facebook.

Il social network non mi servì molto allo scopo, però cominciai ad utilizzarlo a scopo pubblicitario, per veicolare i racconti che mi pubblicavano e che trattavano, in maniera più o meno esplicita, temi a me cari. Come, rimanendo in tema di disabilità, Il cappello del prete, un racconto hard boiled dove la vicenda è narrata dal cappello d’un detective privato; un cappello che vede e sente tutto, munito anche di sentimenti, ma che non può né muoversi né comunicare.

Tuttavia, dopo un po’, mi accorsi che, se ci tenevo a trasmettere le mie idee, non potevo affidarmi solo alla pubblicità e all’acume dei relativi lettori. E, prendendo esempio da alcuni scrittori, iniziai ad adoperare Facebook per comunicare i miei pensieri e i miei stati d’animo, alternando momenti piacevoli a quelli più ostici; tralasciando però, sempre, frasi retoriche, in modo da poter aprire un dialogo sincero su un fatto ben preciso in cui tutti si potessero immedesimare.

Ma io sono uno scrittore, e lo sono 24 ore al giorno; anche quando dormo.

Non è un semplice passatempo, il termine passione andrebbe sicuramente meglio. Ma, in realtà, è qualcosa di più: fa proprio parte integrante di me, come le cellule del mio DNA.

Sin da piccolo, all’età di 7 anni, quando cominciai a scrivere i primi racconti; oppure quando, all’età di 11 anni, ogni lunedì sera scrivevo Il Giallo del Lunedì per mia madre.

Fino a quando, all’età di 19 anni, sentii la canzone Uno su mille (ce la fa) interpretata da Gianni Morandi (immedesimandomi ovviamente nell’Uno, non certo negli altri 999), decisi di adottarla come mio inno personale, e di diventare uno scrittore famoso.

E allora, nel corso degli anni, non mi importava se a cinque giudici di certi concorsi letterari non piacevo abbastanza (in fondo erano solo 5 persone, in netta inferiorità a tutte quelle che invece mi apprezzavano), se i miei progetti come sceneggiatore di fumetti non si realizzavano, se dovevo rinunciare a dei lavori “seri” per inseguire caparbiamente il mio sogno, oppure se la mia carriera giornalistica, che sembrava prospettarsi particolarmente florida, improvvisamente e inspiegabilmente si arrestò. Già, non mi importava; perché, ogni volta che mi capitava qualcosa del genere, il ritornello della canzone mi ritornava alla mente, spronandomi a non mollare mai e a sfruttare sempre ogni opportunità.

Un atteggiamento costantemente caparbio che dovetti mantenere anche quando il Destino prese finalmente la direzione giusta, facendomi conoscere Cappi, Direttore editoriale di M. Sì, perché lui mi apprezzava e voleva aiutarmi, ma io dovevo comunque dargli l’opportunità di farlo… mostrandomi sempre propositivo e chiedendogli tempestivamente i temi dei numeri successivi, in modo da poter scrivere qualcosa al riguardo.

E, ancora oggi, non sento la stanchezza, e non mi soffermo sul “piccolo” particolare che impiego 5-6 ore di scrittura effettiva a pagina: io scrivo, procedendo come un Panzer, travolgendo tutti gli ostacoli che incontro, con determinazione e ironia.

Esattamente come Mister Noir, il mio eroe seriale. Anzi, il primo eroe seriale disabile della Storia della letteratura italiana, per l’esattezza, protagonista di thriller umoristici.

Creato, nella mia mente, agli albori del 2003 per M-Rivista del mistero con l’intento di celebrare letterariamente l’Anno Europeo della Disabilità, Mister Noir, detective privato che vive e opera a Milano, ha una missione ben precisa: dimostrare che è possibile divertirsi  con un personaggio disabile; nel senso più comico del termine.

Affetto da tetraparesi spastica che lo inibisce nei movimenti e nel linguaggio, ha certo dei problemi “ma non se ne fa”. Aiutato da Consuelo Gomez, una domestica filippina, e da Elena Fox, una bella e letale assistente che lo aiuta nelle indagini, accetta i casi più assurdi quasi con commiserazione dai suoi aspiranti clienti, considerandosi, ironicamente, un super-dotato in un mondo popolato da semplici “normodotati”.

Non solo. Ma in un breve racconto fuori serie, Mister Noir: Inseguimento a ruota, che scrissi per il sito della LEDHA – Lega per i diritti delle persone con disabilità -, lo resi protagonista d’una vicenda che mi era realmente accaduta quando avevo 20 anni: un torto subìto che riuscii a raddrizzare inseguendo per tutta Celle Ligure, a bordo d’una mia possente carrozzina elettrica, un ragazzino che tentava di seminarmi in bicicletta.

Già. In effetti io e Mister Noir, che nelle sue avventure mi cita sempre come suo biografo, siamo molto simili. Talmente simili che a volte qualcuno ci confonde.

E io, in qualità di suo “biografo”, qualche mese fa ho voluto creare una Pagina Facebook dedicata a lui, dove posterò, piano piano, tutto ciò che lo riguarda.

Ma la scrittura è solo l’ultima fase d’un lavoro che spesso comporta documentazione, e Internet, per me, si trasforma in una gigantesca  biblioteca virtuale in cui trovare testi e video.

Inoltre, Internet mi occorre anche quando leggo un libro, connettendomi a Google Maps per vedere l’ubicazione dei locali e delle vie citati dall’autore, in modo da farmi un’idea della tipografia della città e, quindi, di dove far muovere Mister Noir.

Ma la vita, a volte, seguendo delle strade lunghe e tortuose, riserva delle strane e meravigliose sorprese e coincidenze.

Infatti quest’anno, dopo oltre tre anni di duro e costante lavoro, verrà alla luce un progetto che bramavo dalla voglia di realizzare sin dal 2003, il già citato Anno Europeo della Disabilità, ma che, in realtà, prende vita proprio da Solo! E che quindi si riallaccia, in modo “sorprendentemente magico”, a Letteratitudine e a questo stesso incontro.

Capacità Nascoste – La prima antologia diversamente thriller, a cura mia e di Elio Marracci per le edizioni No Reply. Ovvero la prima antologia di racconti thriller, realizzata in Italia, con protagonisti diversamente abili che se la cavano da situazioni di pericolo grazie alle proprie capacità. L’idea è venuta a Marracci leggendo il mio Solo!.

26 autori, accuratamente selezionati – tra cui Andrea G. Pinketts, Claudia Salvatori, Marilù Oliva, Patrizia Debicke van der Noot, Sergio Paoli, Andrea Carlo Cappi, Angelo Marenzana, Mario Spezi, e Fabio Novel -, che si sono cimentati in un compito abbastanza ostico, offrendo una vasta panoramica di  tematiche, generi, e stili.

Un compito in cui, per solidarietà con gli autori, ho voluto cimentarmi anch’io, scrivendo una speciale avventura di Mister Noir pensata appositamente per questa antologia.

Un libro che verrà ufficialmente alla luce il 26 Settembre prossimo, ma che avrà una fastosa presentazione in anteprima Sabato 25 Agosto a Celle Ligure, alle ore 17, durante la 10^ Mostra Internazionale del Cinema Indipendente.

Già. Questo è il mio futuro. Un futuro prossimo che cercherò di sfruttare al meglio attraverso i new media.

New media che mi hanno aiutato ad ampliare le mie conoscenze e le mie capacità.

Capacità, più o meno nascoste, scoperte da tre lungimiranti maestre dell’asilo, quando, all’età di 5 anni, infilandomi un guantino dal quale spuntava il solo dito indice della mano destra, mi indussero a scrivere a macchina. Non sapendo assolutamente che razza di macchina per scrivere umana stavano mettendo in moto.

©Sergio Rilletti, 2012

Sergio Rilletti, “scrittore tuttofare”

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