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PREMIO CAMPIELLO 50a EDIZIONE: CERIMONIA CONCLUSIVA AL GRAN TEATRO LA FENICE – 01.9.2012

agosto 30, 2012

(Venezia, 30 agosto 2012) – Il Premio Campiello, promosso e organizzato dal 1962 dagli Industriali del Veneto, giunge alla 50a edizione e si avvia al gran finale: sabato 1 settembre, al Gran Teatro La Fenice di Venezia, verrà proclamato il vincitore assoluto. A contendersi l’ambita “vera da pozzo”: Carmine Abate con il romanzo La collina del vento (Mondadori), Marcello Fois con il romanzo Nel tempo di mezzo (Einaudi), Francesca Melandri con Più alto del mare (Rizzoli), Marco Missiroli con Il senso dell’elefante (Guanda) e Giovanni Montanaro con Tutti i colori del mondo (Feltrinelli), autori che il pubblico ha avuto modo di conoscere da vicino in occasione dei numerosi incontri estivi promossi dal Premio Campiello.
Venerdì 31 agosto i cinque scrittori saranno protagonisti di un appuntamento esclusivo che si terrà nelle storiche sale del Casinò di Venezia, Ca’ Vendramin Calergi, nel corso del quale riceveranno il Premio Selezione Giuria dei Letterati. Andrea Tomat e i sette Presidenti delle Associazioni Territoriali del Veneto consegneranno a ciascuno degli autori finalisti una preziosa opera in vetro realizzata dalla storica vetreria Ferro Murano e dal Maestro incisore Matteo Seguso. A seguire per pochi selezionati ospiti si terrà una cena nel Salone delle Feste.
Quella di sabato sarà una giornata fitta di appuntamenti: il primo è previsto alle ore 11.00 con la tradizionale conferenza stampa, aperta al pubblico, nel corso della quale verrà anche annunciato il nome del vincitore del Campiello Giovani. L’incontro sarà realizzato a Ca’ Giustinian, sede de La Biennale di Venezia. L’appuntamento vedrà la presenza di tutti gli autori finalisti oltre che di Roberto Andò, vincitore del Premio Opera Prima e di Dacia Maraini, vincitrice del Premio Fondazione Il Campiello.
Alle 18.00 il tradizionale cocktail organizzato dalla Banca Popolare di Vicenza all’hotel Bauer.
Alle ore 20.00 avrà inizio la Cerimonia conclusiva, trasmessa in seconda serata da Rai Uno. Aspettando il verdetto, affidato al voto dei Trecento Lettori, sul palco de La Fenice si alterneranno momenti istituzionali e momenti di spettacolo. Ad intrattenere il pubblico accanto a Bruno Vespa, l’attrice Anna Valle, Gigliola Cinquetti e la cantante Arisa. Sarà una serata dedicata alla cultura, un galà per celebrare la narrativa italiana e i cinquant’anni del Premio Campiello. Tra gli ospiti: Gabriele Galateri di Genola, Gianni Zonin, Paolo Scaroni, Emma Marcegaglia, Mario Moretti Polegato, Andrea Riello, Gianfranco Zoppas, Stefano Dolcetta, Luigi Abete, Donatella Treu, Stefano Scabbio, Vittorio Ravà. Inoltre: Marta Marzotto e il Conte Gaetano Marzotto, Vittorio Sgarbi. E ancora per il mondo dell’editoria e del giornalismo: Paolo Mieli, Roberto Napoletano, Tiziano Costa, Alessandro Bompieri, Elisabetta Sgarbi, Riccardo Cavallero, Francesco Brioschi ed Ernesto Franco.
Al termine, nelle Sale Apollinee del Teatro, verrà offerto un brindisi in onore del vincitore con i vini di Cantine Gregoletto – Ombra by Pernod Ricard e con il contributo di Celeste Tonon.
Gli abiti indossati dalle hostess sono disegnati dall’atélier milanese Fontana Couture e le calzature dall’azienda Rossi Moda; Desirée del Gruppo Euromobil ha realizzato gli arredi del palcoscenico; il materiale di comunicazione è stato realizzato da Grafiche Antiga; gli allestimenti sono di Print Materia; il packaging delle cinquine è di Pro-Gest, P-ONE; gli omaggi agli ospiti della cerimonia sono di Bargi.
La Cerimonia di Premiazione del Vincitore sarà on line domenica 3 settembre sul sito del Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/videoCampiello

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La realizzazione di questa edizione del Premio si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del patrocinio e del sostegno della Regione del Veneto, ed è resa possibile grazie al concorso di: Banca Popolare di Vicenza, Eni, Assicurazioni Generali, Manpower Group, Casinò di Venezia, Enel, Fiera di Vicenza, Koinè Gruppo HCI e Permasteelisa Group. Tutti gli appuntamenti del Premio si avvalgono della collaborazione con il Gruppo 24 ORE.

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I LIBRI FINALISTI DEL PREMIO CAMPIELLO 2012

La collina del vento (Mondadori) di Carmine Abate

La collina del ventoImpetuoso, lieve, sconvolgente: è il vento che soffia senza requie sulle pendici del Rossarco, leggendaria, enigmatica altura a pochi chilometri dal mar Jonio. Il vento scuote gli olivi secolari e gli arbusti odorosi, ulula nel buio, canta di un antico segreto sepolto e fa danzare le foglie come ricordi dimenticati. Proprio i ricordi condivisi sulla “collina del vento” costituiscono le radici profonde della famiglia Arcuri, che da generazioni considera il Rossarco non solo luogo sacro delle origini, ma anche simbolo di una terra vitale che non si arrende e tempio all’aria aperta di una dirittura etica forte quanto una fede. Così, quando il celebre archeologo trentino Paolo Orsi sale sulla collina alla ricerca della mitica città di Krimisa e la campagna di scavi si tinge di giallo, gli Arcuri cominciano a scontrarsi con l’invidia violenta degli uomini, la prepotenza del latifondista locale e le intimidazioni mafiose. Testimone fin da bambino di questa straordinaria resistenza ai soprusi è Michelangelo Arcuri, che molti anni dopo diventerà il custode della collina e dei suoi inconfessabili segreti. Ma spetterà a Rino, il più giovane degli Arcuri, di onorare una promessa fatta al padre e ricostruire pezzo per pezzo un secolo di storia familiare che s’intreccia con la grande storia d’Italia, dal primo conflitto mondiale agli anni cupi del fascismo, dalla liberazione alla rinascita di un’intera nazione nel sogno di un benessere illusorio.

Nel tempo di mezzo (Einaudi) di Marcello Fois

Nel tempo di mezzoVincenzo Chironi mette piede per la prima volta sull’Isola di Sardegna – “una zattera in mezzo al Mediterraneo” – nel 1943, l’anno della fame e della malaria. Con sé ha solo un vecchio documento che certifica la sua data di nascita e il suo nome, ma per scoprire chi è lui veramente dovrà intraprendere un viaggio ancora più faticoso di quello affrontato col piroscafo che l’ha condotto fin li. A Nuoro trova ad attenderlo il nonno, Michele Angelo maestro del ferro, che gli farà da padre e da complice in parti uguali -, e soprattutto sua zia Marianna, che vede nell’inaspettato arrivo del nipote l’opportunità per riscattare un’esistenza puntellata dalla malasorte. Anni dopo, quando ormai a Nuoro la presenza di Vincenzo Chironi sembra scontata, naturale come il mare e le rocce, la forza del sangue torna a far sentire il suo richiamo. Perché quando Vincenzo conosce Cecilia, che ha “gli occhi di un colore che non si può spiegare”, innamorarsi di lei gli sembra l’unica cosa possibile. Anche se è promessa sposa di Nicola, con cui lui è mezzo parente… Se è vero che “la disobbedienza chiama il castigo”, forse è anche vero che quell’amore è l’ultimo anello di una catena destinata a non aver fine. Dopo l’epopea di “Stirpe”, Marcello Fois – con una lingua capace di abbracciare l’alto e il basso, e di potenziare lo scorrere del tempo – dipinge un mondo in cui i paesaggi sono vivi come i personaggi che li abitano.

Più alto del mare (Rizzoli) di Francesca Melandri

Più alto del mareL’isola si scorge da lontano. Il mare ha il colore del verderame, la macchia tutt’intorno emana un profumo speziato, i raggi del sole, anche ora che l’estate è finita, scaldano i pochi passeggeri arrivati con la motonave .Tra loro ci sono Luisa, gambe da contadina e sguardo tenace, e Paolo, ex professore di filosofia con un peso nel cuore. Salgono su un furgone, senza smettere di fissare le onde. Quella bellezza però non li culla, li stordisce. Non sono in vacanza. Sono diretti al carcere di massima sicurezza dell’Isola: lei, oltre il vetro del parlatorio, vedrà un marito assassino, lui un figlio terrorista. Ogni volta le visite acuiscono il senso di lutto che li avvolge. E sono soli nel dolore: siamo alla fine degli anni Settanta e per loro non ci può essere pietà pubblica. Il maestrale li blocca sull’Isola dove li scorta Nitti, un agente carcerario che cela un’inaspettata verità. Dopo il loro incontro, le esistenze di Paolo e Luisa non saranno più le stesse. Con questo romanzo Francesca Melandri continua la sua ricerca tra gli interstizi della storia, raccontandoci anni che pesano anche se li vogliamo lontani, inattuali. Il suo sguardo recupera le vite dei parenti dei colpevoli, vittime a loro volta ma condannate a non essere degne di compassione. E le accompagna fino a una notte in cui i destini che sembravano scritti si prendono la loro rivincita.

Il senso dell’elefante (Guanda) di Marco Missiroli

Il senso dell'elefanteLa devozione verso tutti i figli, al di là dei legami di sangue: è il senso dell’elefante, codice inscritto in uno dei mammiferi più controversi, e amuleto di una storia che comincia in un condominio di Milano. Pietro è il nuovo portinaio, ha lasciato all’improvviso la sua Rimini per affrontare un destino chiuso tra le mura del palazzo su cui sta vegliando. Era prete fino a poco tempo prima, ora è custode taciturno di chiavi e appartamenti, segnato da un rapporto enigmatico con uno dei condomini, il dottor Martini, un giovane medico che vive con moglie e figlia al secondo piano. Perché Pietro entra in casa di Martini quando non c’è? Perché lo segue fino a condividere con lui una verità inconfessabile? Il segreto che li unisce scava nel significato dei rapporti affettivi, veri protagonisti di un intreccio che si svela a poco a poco, arrivando all’origine di tutto: una ragazza conosciuta da Pietro quando era un sacerdote senza Dio, in una Rimini dura e poetica, a tratti felliniana. Qui inizia questa storia che accompagna i suoi personaggi nella ricerca di un antidoto alla solitudine dei nostri tempi, verso una libertà di scelta, e di sacrificio. In questo romanzo Marco Missiroli va al cuore della sua narrativa, raccontando il sottile confine tra l’amore e il tradimento, il conflitto con la fede e la dedizione verso l’altro. A partire da una semplice, terribile domanda: a che cosa siamo disposti a rinunciare per proteggere i nostri legami?

Tutti i colori del mondo (Feltrinelli) di Giovanni Montanaro

Tutti i colori del mondoTutti i colori del mondo è un romanzo dello scrittore veneziano Giovanni Montanaro. Siamo nel 1881 a Gheel, un piccolo paese delle Fiandre che si trova vicino al santuario di Santa Dinfna, la giovane martire nota per curare le malattie mentali. Per questo motivo Gheel, cittadina conosciuta come il “Paese dei matti”, rappresenta la più grande comunità psichiatrica terapeutica del mondo. Teresa Senzasogni non è affetta da nessuna patologia mentale, ma per poter essere ospitata dalla famiglia Vanheim, secondo le usanze in vigore nella città fiamminga, ha dovuto farsi registrare come se fosse una persona affetta da pazzia. Teresa sposerà Icarus, ma un giorno nella città arriverà un nuovo ospite che sarà in grado di catturare l’attenzione di Teresa. Si tratta di un vagabondo, un uomo introverso e schivo. Ha i capelli rossi e gli occhi penetranti che brillano, accesi da una febbre sconosciuta. Teresa percepisce il furore creativo che si nasconde dietro quegli occhi, sa già che quell’uomo, un giorno, diventerà un grande pittore. Il tempo confermerà la premonizione di Teresa. Sono ormai passati dieci anni, e molte cose sono accadute nella vita di Teresa e in quella di Vincent Van Gogh. Teresa decide di scrivere all’uomo, l’unico vero amore di tutta la sua vita, nella speranza che lui si ricordi, che possa aiutarla a mettere ordine e un po’ di colore nel grigio della sua anima. Giovanni Montanaro sviluppa la struttura narrativa di Tutti i colori del mondo attraverso una lettera dai contorni delicati, raccontando la storia di due anime pure che cercano la propria identità tra le angosce dell’esistenza.

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