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Cu t’alliscia vol’u pilu? – di Mario Grasso

settembre 26, 2012

È appena uscito il nuovo  volume di Mario Grasso, il più recente di una serie di suoi libri dedicati ai proverbi e ai modi di dire siciliani. Il volume sarà presentato presso la ex Pescheria di via Calderai a Giarre (Ct), venerdì 28 settembre alle 18,00.
Il titolo del libro prende spunto da due modi di dire assai diffusi nella Sicilia jonico-etnea: “Cu t’alliscia voli ‘u pilu? Ah, sì! Acedd’i Puddu!” (Prova d’Autore, 2012).
L’incontro è curato dall’ass.ne Liberi e cittadini (arch. Salvo Patanè). Interverranno Dario Consoli, Renata GovernaliDaniela Saitta che ha curato anche la prefazione del libro (di seguito ne riportiamo un paio di stralci).
Tanti in bocca al lupo e complimenti a Mario Grasso per questa sua nuova avventura letteraria.
Massimo Maugeri

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Cu alliscia, cu cutturia e cu si mangia a castagna

(*due estratti dalla prefazione)

Il titolo di questo libro farà arricciare il naso a molti, soprattutto agli esperti di marketing che lo giudicherebbero poco accattivante, ma d’altronde basterà leggere la biobibliografia di Mario Grasso per capire che le sue tante pubblicazioni, le quali spaziano dalla poesia alla narrativa, dalla saggistica al teatro, recano sempre in copertina provocazioni, ironie, malizie e sogni. Fu nel 1994 che l’Autore mise per la prima volta in volume i suoi studi e le sue conoscenze sulla paremiologia siciliana, con Lingua delle madri (ed. Prova d’Autore),seguito a distanza di undici anni da Cu t’inghitau? (Ibidem, 2005): quasi in un dialogo con se stesso, dopo la prima pubblicazione che non a caso ha un titolo in forma affermativa, Grasso si pone la prima domanda/dubbio sarcastica e pungente “Ma chi te l’ha fatto fare?”. Sette anni dopo, Cu t’alliscia vol’u pilu?, è la seconda domanda retorica di un uomo, un siciliano che il mondo l’ha visitato in lungo e in largo, e che nella vita di allisciatori con secondi fini ne ha incontrati parecchi. E la risposta è ben servita: Acedd’i Puddu! E qui il lettore si divertirà a scoprire il significato dato a questo povero uccello di proprietà di un tale Giuseppe. Perché è tutto un divertimento (non un divertissement!) questo libro-raccolta di proverbi e modi di dire siciliani, commentati con rigore filologico e sempre con una sottile ironia che invita ora alla riflessione sul passato ora a una constatazione amara del presente, per poi virare sull’orgoglio di riconoscersi in quella cultura che nella lingua esprime il carattere, l’esperienza e la saggezza di un popolo che ha sempre convissuto con altre civiltà (oggi l’avrebbero definito multiculturale). […]

E sarà l’indagine attenta e minuziosa del nostro Mario Grasso a farci notare che il siciliano non usa mai il futuro ma sempre il presente, quasi a voler dare sentenze definitive e definitorie su ciò che scaturisce dalla sua esperienza, e sarà ancora lui a darci simpatici ragguagli di vita vissuta per illustrarci quello che i linguisti pragmatici definirebbero il “contesto d’uso”, perché è nel contesto che vanno letti e interpretati i proverbi e i detti popolari, e questo non è sicuramente più lo stesso di quel lontano secolo dei lumi e delle rivoluzioni in cui molti dei proverbi qui raccolti già circolavano. Eppure conoscerne il significato e riflettere sulla forma aiuterà il lettore a capire come, in Sicilia, il Settecento fosse ancora fortemente conservatore e baronale, di come ancora nell’Ottocento la libertà venisse tradita dal Risorgimento, e nel Novecento tanti giovani di valore fossero costretti ad abbandonare la loro terra per ottenere un po’ di riconoscimento, mentre tanti professorini tuttofare occupavano gli alti scranni della politica e della cultura. […]

Daniela Saitta

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da EBDOMADARIO di Mario Grasso del 23 settembre 2012

Daniela Saitta ha dato un titolo azzeccatissimo (Cu alliscia, cu cutturia e cu si mangia’a castagna) alla prefazione che ha scritto per il mio nuovo libro su detti, proverbi e frasi ricorrenti del dialetto siciliano. E la ringrazio, ancora una volta, da questa pagina di ebdomadario, per quello che ha scritto con generosità su quanto mi riguarda, e ha commentato con magistrale acribia da consapevolezze scientifiche, come è sua consuetudine, per quanto attiene l’esito delle mie ricerche.
(continua su Ebdomadario…)

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