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Archive for ottobre 2012

ANCORA PER CHIARA…

Chiara PalazzoloAncora una volta, un grande abbraccio a Chiara Palazzolo (che ci ha lasciati il 6 agosto 2012). Oggi – nel giorno del suo compleanno – verrà festeggiata a Roma.
Massimo Maugeri

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da Lipperatura
Oggi pomeriggio, nel giorno del compleanno di Chiara, non diremo addio, ma diremo “ti voglio bene”. A Chiara, e ai suoi libri. L’appuntamento è alle 17 alla Casa delle Letterature a Roma, in Piazza dell’Orologio (e per questo, un milione di grazie a Maria Ida Gaeta che l’ha messa a disposizione). Saremo in tanti, amici e amiche che l’hanno amata, e, spero, lettrici e lettori che si uniranno ai ricordi, alle parole, alle letture. Ci saranno Simonetta Bartolini, Maria Giulia Castagnone, Rita Charbonnier, Laura Gialli, Giuseppe Lupo, Giuliana Misserville, Annella Prisco Saggiomo, Elena Raugei, Gianni Romoli, Marta Salarelli, Alessandra Zengo e Stefania Auci, e la sottoscritta. Vi aspettiamo.
(Loredana Lipperini)

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Categorie:Eventi Tag:

Ci lascia Stefano Giovanardi

Il 30 ottobre 2012 è morto Stefano Giovanardi (era nato a Roma nel 1949). Critico letterario, ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università del Molise, Giovanardi ha insegnato anche presso il dipartimento di italianistica dell’Università “La Sapienza” di Roma e quindi come professore associato all’Università di Pavia.
Ha collaborato con quotidiani e riviste prestigiose, come La Repubblica e L’Espresso. Ha pubblicato saggi e interventi su Gabriele d’Annunzio, Luigi Pirandello, Carlo Emilio Gadda, Corrado Alvaro, Tommaso Landolfi, Cesare Pavese, Gesualdo Bufalino.
Storia della narrativa italiana del Novecento. Vol. 1: 1900-1922.Tra le sue opere si ricordano: “La critica e Palazzeschi” (Cappelli, 1975); “La presenza ignota. Indagini sulla poesia simbolista italiana fra Otto e Novecento” (Istituto Enciclopedia Italiana, 1982); “La favola interrotta. Appunti di critica letteraria” (Transeuropa, 1990).
Nel 1995 ha curato con Vincenzo De Caprio l’opera “I testi della letteratura italiana” (Einaudi), nel 1996 con Maurizio Cucchi l’antologia “Poeti italiani del secondo ‘900” (Arnoldo Mondadori Editore), mentre del 2004 è il primo volume della “Storia della narrativa italiana del ‘900” (Feltrinelli) che ha firmato con Giovanna De Angelis e del 2006 il volume “(Im)pure tracce. Caratteri della poesia italiana del ‘900” (Unicopli) del quale è autore insieme a Giorgio Bàrberi Squarotti e Niva Lorenzini
È stato membro delle giurie dei più importanti premi letterari italiani, tra i quali il Premio Strega.

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Da Rai Educational: incontro con Stefano Giovanardi

Le opere di Stefano Giovanardi su IBS

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Concorso di poesia LUCE E CONCEZIONE – II Edizione

Una bella iniziativa, tra poesia e spiritualità

Concorso di poesia LUCE E CONCEZIONE – II Edizione
Festa dell’Immacolata
anno 2012

L’Associazione LA COMPAGNIA DEI PUPARI VACCARO-MAUCERI, in collaborazione con la Parrocchia di San Giovanni Battista all’Immacolata, promuove la seconda edizione del concorso di poesia. Leggi tutto…

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CONTRO LA MEMORIA, di Alessandro Piperno

Contro la memoriaCONTRO LA MEMORIA, di Alessandro Piperno
Fandango libri, 2012 – pagg. 262 – euro 16

In esclusiva per Letteratitudine, il primo capitolo del libro

La scheda
Tra pochi anni morirà l’ultimo ebreo che ha vissuto la Shoah.
Come tramandarla dopo? Esiste una forma d’espressione efficace per la tragedia?
Alessandro Piperno indaga sul concetto di memoria e i rischi connessi. Per farlo l’autore utilizza l’opera di Proust che viene interpretata in una chiave profetica.
Proust fu il paladino di quei giovani letterati ebrei che alla fine del diciannovesimo secolo scelsero di ripudiare la propria origine. Ma dietro l’apparente antisemitismo si nascondeva una crudele ricerca di autenticità e verità.
Ansia di piacere, di essere bene accolti, di promuoversi socialmente utilizzando tutti gli strumenti della seduzione costituiscono il marchio del vizio congenito che rende insopportabili gli ebrei agli occhi di Proust; vizio da cui egli stesso vuole emendarsi. Conformismo e mascheramento accomunano gli ebrei della Recherche con gli omosessuali così come in essa appaiono: entrambe le ‘razze’ (è così che Proust le considera) sviluppano impressionanti qualità mimetiche in modo da confondersi con l’habitat ostile in cui si trovano fatalmente a vivere.
Attraverso Proust l’autore decifra la retorica della memoria in voga nei nostri giorni che spesso con la celebrazione depotenzia il valore della tragedia. Dalle pagine di Piperno esce fuori che la Recherche è un’opera nichilista in cui la memoria non è conforto, ma dannazione.

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Da CONTRO LA MEMORIA, di Alessandro Piperno

Se la Memoria è morte e l’Oblio è vita

È ogni istante più vicino il giorno in cui l’ultimo sopravvissuto della Shoah scomparirà dalla faccia della terra. Probabilmente sarà uno di quei bambini (ormai diventato vecchio)  che, con occhi smarriti dalla rassegnazione ancor prima che dal terrore, mostra i numeri incisi sul polso alle cineprese degli alleati ansiosi  di documentare l’entità e l’orrore dello sterminio. Sì, uno di quei bambini, quasi indistinguibili dai suoi compagni di sventura, che riappaiono in tv ogni fine gennaio, nella settimana durante la quale, per convenzione e non senza qualche
ipocrisia, usiamo commemorare i milioni di vittime del genocidio. Leggi tutto…

LA MARCATURA DELLA REGINA, di Giovanni Di Giamberardino

La marcatura della reginaLA MARCATURA DELLA REGINA, di Giovanni Di Giamberardino
Socrates, 2012 – euro 9 – pagg. 190

Leggi l’intervista di Massimo Maugeri a Giovanni Di Giamberardino pubblicata su La poesia e lo spirito.

La scheda del libro
Una donna morta in un cassonetto: sgozzata, completamente nuda, marcata; siamo in una traversa di via Nomentana, a Roma, davanti all’ambasciata afghana.
A partire da questa macchia si snodano le 24 narrazioni de “La marcatura della regina”. Una storia per ogni ora della giornata: uno spazzino e un tassista, una cameriera e una giornalista, un prete e una prostituta, un immigrato e una bambina. Normali, banali esistenze, ombre anonime tra la folla. Unica dorsale l’evolversi del caso d’omicidio: tutti i protagonisti infatti risultano in qualche modo collegati alle indagini, come se condividessero una storia comune di cui però non riescono a partecipare appieno.
Sono comparse l’uno nella vita dell’altro, intrappolati assieme nelle celle che di giorno in giorno si trovano a costruire. Come tante piccole api.
Giovanni Di Giamberardino, con il suo romanzo d’esordio, ci fa entrare negli alveari umani per mezzo di una scrittura paziente, rigorosa, e al tempo stesso potente nella sua acuminata carica emotiva.
Finalista al Premio Calvino nel 2009 con il titolo “Aristeo e le api”, “La marcatura della regina” è stato definito dalla giuria “una odierna sociologia della solitudine”.

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In esclusiva per Letteratitudine, un brano tratto dal libro

09:00

La marcatura della reginaTagliò il filo di sutura e si strappò via il paramento in plastica, poi i guanti di lattice incollati alle dita. Ora la pelle poteva percepire distintamente l’acciaio del tavolo che risucchiava ogni residuo di calore della stanza. Eppure sarebbe stata una bella giornata. Addirittura afosa, anche troppo per la metà di aprile. Il ginocchio destro l’aveva previsto, il suo meteorologo personale, più affidabile di quei cialtroni incravattati della tv e le loro voci stonate. Il cadavere giaceva accanto a lei, capelli corvini sciolti all’indietro, una Y ricamata con mano frettolosa sul petto, lembi sbafati di sangue essiccato. Non poteva farci niente, quel cadavere la metteva a disagio. Non certo per la sua ovvia assenza di vita. Quella caratterizzava la maggior parte delle persone con cui aveva a che fare, se si esclude la piccola percentuale di loro che purtroppo si ostinava a rimanere ancora viva. Leggi tutto…

50 anni fa, moriva Enrico Mattei

50 anni fa, moriva Enrico Mattei: due libri usciti in questi giorni

Scritti e discorsi 1945-1962 di Enrico Mattei
Rizzoli, 2012

Scritti e discorsi 1945-1962Le parole di Mattei hanno sempre mantenuto una dimensione che superava l’individuo, riuscendo a coinvolgere un pubblico molto ampio e diversificato composto da dipendenti d’azienda, giornalisti, autorità politiche, operatori economici e comunità locali. Con i suoi discorsi, Mattei riusciva a trasmettere il punto di vista dell’impresa e a mobilitare il sostegno di tutte le forze indispensabili al successo. Questo volume riunisce oltre 200 discorsi, molti inediti, molti apparsi sulla pubblicistica dell’epoca, grazie al contributo dell’archivio storico Eni. Dalle parole di capo partigiano a quelle pronunciate nei giorni successivi alla tormentata fine della guerra civile in Italia, quando si rifiutò di liquidare le attività dell’Agip per garantire al Paese un’impresa energetica nazionale, questa raccolta svela la complessità di un uomo capace di vivere con la stessa passione la politica e il mondo dell’industria. Come dirigente d’azienda, Mattei ha compiuto scelte diverse da quelle di quasi tutti i suoi contemporanei, trasformandosi nel simbolo di un modo nuovo di pensare l’Italia, ancora oggi attualissimo per la capacità di visione strategica e per la volontà permanente di innovazione. Prefazione di Paolo Mieli.

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Enrico Mattei di Nico Perrone
Il Mulino, 2012 Leggi tutto…

TUTTO IL CATANIA MINUTO PER MINUTO

TUTTO IL CATANIA MINUTO PER MINUTO
Geo edizioni

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: “Il Pelè del Sacro Cuore”

A fine post, per gentile concessione degli autori, pubblichiamo gli aggiornamenti del libro relativi alle stagioni successive al 2011

Patrocinata dall’Università degli studi di Catania, è disponibile in libreria la seconda edizione di “Tutto il Catania minuto per minuto”, enciclopedia storica del calcio rossazzurro dalle origini al 2011. Si tratta di cinquecento pagine che ripercorrono cent’anni di storia cittadina attraverso foto, tabellini, aneddoti e personaggi protagonisti del pallone all’ombra dell’Etna. Scritta da Antonio Buemi, Carlo Fontanelli, Roberto Quartarone, Alessandro Russo e Filippo Solarino, edita dalla Geo Edizioni di Empoli, la prima edizione è andata esaurita in appena sei mesi; si è provveduto quindi ad aggiornarla con l’ultimo entusiasmante campionato e ad aggiungere altre foto e dettagli nei restanti ottanta capitoli. È stata inoltre inserita la postfazione firmata dal professor Tino Vittorio, che correda il volume insieme alle prefazioni di Damiano Morra e Ignazio Marcoccio.

«Un libro ciclopico», lo ha definito Giovanni Finocchiaro. «La sua bellezza – ha affermato Gaetano Sconzo – risiede nel fatto che mai era stato fatto uno sforzo simile nel catalogare tutti i giocatori e tutte le gare ufficiali del Catania. Contiene perfino il resoconto della preistoria del calcio all’ombra dell’Etna fino al 1929 e l’inedito excursus della società rossazzurra prima della Seconda guerra mondiale».

Lo scorso anno “Tutto il Catania minuto per minuto” è stato presentato presso la Biblioteca Livatino e la libreria Cavallotto; in collaborazione con la Provincia Regionale di Catania è stata inoltre organizzata dagli autori la mostra fotografica “Il calcio a Catania tra le due guerre”, un atto di ricostruzione storica di un periodo calcistico colpevolmente dimenticato. Quest’anno la II edizione è stata presentata nell’Aula Magna della facoltà di Scienze politiche e sono in programma altri eventi che puntano a diffondere la cultura dello sport sano e la memoria storica di Catania. Sta per concludersi, per esempio, l’iter che porterà all’intitolazione di una via a Géza Kertész, primo allenatore vincente della storia del Catania ed eroe di guerra.

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Una storiella d’inizio anno

In quel capoluogo di Trinacria che ha per stemma l’Elefante vivono quattro vispi giovanotti, simpatici e birichini e tra loro amici veri. Sin da quando sono in fasce, a ciascuno di questi baldi ragazzetti è stato raccomandato di voler bene a una vecchina coi capelli sottilissimi e bianchi come la neve. Leggi tutto…

VITA, di Angelo Longoni

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un estratto tratto dal volume “Vita” di Angelo Longoni (Iacobelli, 2012)

La scheda del libro
Un incidente stradale cambia la vita di un’intera famiglia: una figlia di 17 anni, sospesa tra la vita e la morte, si trova attaccata a delle macchine che riproducono il suo battito cardiaco, gonfiano d’ossigeno i suoi polmoni e pretendono di donarle la vita. Continuare a sperare o staccare la spina e abbandonarsi al ricordo? Quindici anni dalla notte dell’incidente hanno cambiato tutto, hanno trasformato i due genitori, ormai stremati da quel continuo alternarsi di speranze e delusioni. Le voci della madre, del padre e della figlia raccontano l’amore ognuno dal suo punto di vista, ricomponendo un mosaico di vita andato in frantumi. La contrapposizione tra i genitori è metafora del diverso modo di affrontare il tema dell’eutanasia, cercando di comprendere le ragioni di chi crede che tutto questo possa essere vita, ma anche di chi, come i parenti di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welbi, hanno scelto la dignità della morte. Vita è la storia della frattura nelle coscienze del nostro paese, incapaci di decidere sul significato della parola “amare”.

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Da “Vita“, di Angelo Longoni

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IL SOGNO DELLA LETTERATURA, di Daniela Marcheschi

Il sogno della letteratura. Luoghi, maestri, tradizioni
di Daniela Marcheschi
Gaffi editore, 2012 – pagg. 303 – euro 14,90

Il sogno della letteratura. Luoghi, maestri, tradizioniCosa succede quando la critica fraintende o contraddice la propria vocazione? È possibile recuperare nel metodo la comprensione di un vero e proprio ecosistema della conoscenza? Quali sono le patologie che affliggono la critica? Che cosa c’è nel “sogno” della letteratura, in quel territorio affollato di visioni che ci ha dato insieme Don Chisciotte e Emma Bovary? E quand’è che il sogno si trasforma in responsabilità? A queste e ad altre domande affascinanti cerca di rispondere il libro di Daniela Marcheschi, guidandoci attraverso le circostanze della grande storia letteraria, attraverso le tradizioni e le geografie culturali che via via si sovrappongono o si separano davanti agli occhi dell’interprete. Perché il critico deve sapere che la tradizione non coincide con la storia, e che il metodo, in quanto compresenza di elementi in equilibrio (visione, etica, gusto, conoscenza, stile…), richiede innanzitutto una “schietta intimità con la vita”, cioè una capacità di comunione con l’esistenza che, sola, può prepararci alle sfide intellettuali che coinvolgono il nostro passato e il nostro presente. La letteratura, ci avverte Daniela Marcheschi, “è come la mitica Atalanta che, più corre, più si adorna di bellezza e diventa imprendibile. Avviamoci allora a considerare noi stessi degli Ippomene fortunati, se qualche volta, prima che fugga di nuovo, riusciremo a trattenerla per un po’ “.

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In esclusiva per Letteratitudine, il capitolo intitolato “Il sogno del lettore” (tratto dalla omonima sezione del libro “Il sogno della letteratura”)

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QUI STO E TU? Interrogazioni sulla poesia di Roberto Rebora – di Amedeo Anelli

Libreria Popolare – Via A.Tadino,18 – Milano 

23 ottobre 2012 ore 18:30 – Presentazione del volume di Amedeo Anelli

Qui sto e tu? Interrogazioni sulla poesia di Roberto Rebora

Edizioni Zona Franca – Lucca – 2012

ne parlano con l’autore

Daniela Marcheschi –  autrice del volume Il sogno della letteratura, Gaffi

Franca Severini – editore del libro

«Roberto Rebora, nipote del famoso zio poeta, Clemente, è fra i maggiori, ma anche misconosciuti poeti europei del secondo Novecento. La sua poesia ne rappresenta uno dei punti di maggiore densità e tramatura, nell’apparente riduzione economica dei mezzi e nella scarnificazione etica del dettato. La parola di Rebora sembra inghiottita dal silenzio, sembra ritornare alle fonti della propria articolazione, all’humus intenzionale e nascosto che l’ha generata. Una tale condizione sembra essere il doppio del «non descrivo / vedo» della poesia Per il momento dell’omonima raccolta. È, questo vedere, un vedere di cui il linguaggio rappresenta la trama dell’arazzo, il tessuto del mondo, ma anche la voce anonima degli eventi. Da subito la poesia di Roberto Rebora s’installa nel silenzio attivo di questo sguardo, di questo stratificarsi di coscienza e di senso. In ciò privilegia il sedimento della vita come misura e forma della presenza.Il volume di Anelli, che colma finalmente una lacuna critica dei nostri studi odierni, vuole prima di tutto porre una serie di interrogazioni forti ed essere poi l’esplicitazione e la ricognizione davvero critica del poco che è stato scritto sulla poesia di Roberto Rebora. La voce poetica di Rebora torna così a risuonare in modo suggestivo, confermandosi fra le poche che resteranno a dar conto di serietà d’intenti e di risultati in una stagione a tutt’altro affaccendata».

Roberto Rebora nasce a Milano il 25 gennaio 1910. Il padre Mario Rebora, avvocato penalista e fratello di Clemente Rebora,  muore a Milano il 6 maggio 1925. Roberto, che ha quindici anni, lascia il Liceo Parini e trova impiego come magazziniere ai carboni dell’Officina del Gas della Bovisa, dove lavorerà quattro anni, studiando nel frattempo e riuscendo ad ottenere il diploma di ragioniere. Nel 1932 pubblica la prima poesia in «Circoli. Nel 1938 inizia a collaborare a «Corrente» con recensioni, poesie e scritti sul teatro. Nel dopoguerra si occupa di teatro, critica teatrale e letteraria per giornali e riviste. Traduce dal francese e dallo spagnolo. Insegnerà anche per anni a Milano alla Civica scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro.  Negli ultimi anni di vita, vive in stato d’indigenza nel costante aiuto degli amici. Tardivo arriverà a pochi mesi dalla morte l’ottenimento dell’assegno previsto dalla legge Bacchelli. Muore nel 1992 a seguito di una caduta nella sua abitazione. Oltre a otto raccolte di versi, pubblica in vita uno studio su Giovanni Battista Angioletti (Padova, Cedam, 1944), il volume Scenografia d’oggi in Italia (Milano Görlich, 1974). Postumi escono, a cura di Nicoletta Trotta, Della voce umana e poesie inedite (Novara, Interlinea, 1998) e, a cura di Sergio Bajini, Prose disperse (Milano, viennepierre, 2003).

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MILANO BOOK FAIR – Fiera del libro di Milano: 26/29 ottobre 2012

Milano Book Fair

MILANO BOOK FAIR, la Fiera Internazionale del Libro Milano Linate, si svolgerà dal 26 al 29 ottobre presso il Parco Esposizioni Novegro.

Programma Espositori Comunicati stampaBiglietteria

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Conferenza stampa di presentazione de IL CANCELLO di Simona Lo Iacono – Siracusa, Ortigia – 20.10.2012

dal quotidiano LA SICILIA del 13 ottobre 2012

IL NUOVO RACCONTO DI SIMONA LO IACONO: L’EDITTO DI ESPULSIONE DEGLI EBREI
Un «cancello» e la triste fuga da Ortigia

Sabato 20 ottobre, alle 11 nei locali di Biblios in via del consiglio Reginale, si terrà la conferenza stampa per la presentazione del racconto storico «Il cancello» dell’autrice Simona Lo Iacono, edizioni Melino-Nerella.
Presenteranno il testo ai giornalisti, Massimo Maugeri e l’editore Silvio Aparo.
«Il cancello» è un racconto che Simona Lo Iacono, scrittrice-magistrato, dedica alla propria città.
Ambientato nella Siracusa del 1492, la Lo Iacono coglie il momento doloroso dell’editto di espulsione degli ebrei dalla Sicilia.
I luoghi sono quindi quelli della Giudecca, nel cuore di Ortigia, e dei bagni di purificazione ebraici (gli antichi miqwè).
È la narrazione di una fuga da una terra che il popolo ebraico considera la propria casa.
La «Storia» espropria gli uomini dei propri affetti, dei vincoli di sangue, dei luoghi. In questo racconto la «Storia» fa razzia di un amore tra un ebreo e una siracusana.
Un racconto sugli atti finali di un legame tenace e restio a farsi ingabbiare nelle strettoie degli uomini e delle loro logiche.
Un omaggio alla Siracusa del 1500, delle sue strade, dei suoi abitanti. Simona Lo Iacono si era già cimentata con il romanzo storico, dando alle stampe «Tu non dici parole», premio Vittorini nel 2009. La Lo Iacono di recente ha inoltre pubblicato il romanzo «Stasera Anna dorme presto». Nel 2010, vince il premio internazionale Sicilia-Il Paladino per la narrativa e il premio Festival del Talento Città di Siracusa. Nello stesso anno, pubblica il racconto lungo, scritto a quattro mani con Massimo Maugeri, «La coda di pesce che inseguiva l’amore». Esordisce nel 2006 con un racconto edito da Emanuele Romeo, «I semi delle fave», con cui ha vinto il premio nell’ambito del convegno «Scrivere donna».

[ Leggi l’intero racconto su Letteratitudine ]
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Categorie:Eventi

Intervista a Colomba Rossi, direttrice di SABOT/AGE

di Massimo Maugeri

Sabot/Age è la collana delle edizioni e/o diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto. Il suo obiettivo è pubblicare storie che il nostro Paese non ha più il coraggio di raccontare. «Di Sabot/Age è possibile una doppia lettura: “sabotaggio” ed “Era del Sabot”, lo zoccolo di legno che, ai tempi della rivoluzione industriale, veniva lanciato dagli operai negli ingranaggi delle macchine quando erano esausti. Noi siamo esausti della menzogna che ci opprime
Ne abbiamo già discusso in radio con Massimo Carlotto, nel corso di una puntata di “Letteratitudine in Fm”. Ne parliamo adesso con la direttrice, Colomba Rossi, in occasione dell’uscita dei due nuovi volumi della collana: “Non passare per il sangue” di Eduardo Savarese e “Undercover” di Roberto Ricciardi.

– Cara Colomba, a chi è venuto per primo (o per prima) l’idea di creare questa collana (che è davvero unica nel panorama editoriale italiano)?

In realtà è venuta a entrambi dopo l’esperienza positiva di Donne a perdere, esperimento di un volume con tre romanzi. Abbiamo ritenuto urgente una riflessione sul noir come unica forma narrativa in grado di raccontare la realtà. Lo avevamo sostenuto per anni ma poi ci siamo resi conto che la complessità della società aveva bisogno di tutte le forme letterarie per essere descritta efficacemente. Allora è nata la suggestione della “letteratura di contenuti” che ci ha condotto alla collezione Sabot/Age.

– A tuo avviso, chi è il lettore tipo di Sabot/Age? Proviamo a tracciarne un ipotetico “identikit”…

È molto trasversale, e alcuni titoli come Sinistri ci ha fatto conoscere a lettori per nulla appassionati al genere.

– Se ti invitassi a tracciare un bilancio di questi primi mesi di vita di Sabot/Age, cosa diresti?
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LA PASSIONE PER IL DELITTO – Festival: 20 – 21 ottobre 2012

di Paola Pioppi

Dopo dieci anni, La passione per il delitto cambia molte cose. La sede, innanzi tutto, passando da Monticello Brianza, dove è nato, a Erba dove il festival parte per un nuovo percorso. Cambia anche il programma a cui il pubblico era ormai abituato. Non più una maratona di due settimane, che occupava pomeriggi e serate tra fine settembre e inizio ottobre, ma due giorni ricchi, concentrati, dove accadrà tutto. Si incontreranno scrittori italiani e stranieri, si seguiranno le esercitazioni delle forze di polizia, i bambini parteciperanno a giochi e letture, e si potranno scoprire nuovi editori e libri inediti, presenti alla prima fiera della piccola e media editoria, organizzata per l’occasione da Lariofiere. Leggi tutto…

Torna LIBRI OGGI, trasmissione Tv di informazione e cultura letteraria

Letteratitudine augura i classici “in bocca al lupo” per la nuova edizione della trasmissione televisiva di informazione e cultura letteraria LIBRI OGGI, ideate e condotta da Andrea Menaglia

di Andrea Menaglia

LIBRI OGGI è una rubrica di informazione e cultura letteraria trasmessa dall’emittente GOLDTV, che copre con il sistema digitale dieci regioni italiane, oltre ad utilizzare il sistema satellitare.
La rubrica, da me ideata, realizzata nei testi e condotta da diversi anni, fornisce ai telespettatori un settimanale aggiornamento con risvolto critico dei contenuti del panorama letterario attuale. Oltre alle recensioni delle ultime novità in libreria, il salotto di Libri Oggi ospita gli autori degli ultimi successi editoriali.
In questo spazio dedicato all’intervista con l’autore si sono succeduti negli ultimi anni i più grandi nomi della narrativa e della saggistica italiana, quali: Piero Angela, Nantas Salvalaggio, Alberto Bevilacqua, Piero Citati, Dacia Maraini, Stanislao Nievo, Francesco Alberoni, Barbara Alberti, Gianni Bisiach, Antonio Spinosa, Patrizia Carrano, Rosetta Loy, Roberto Vacca, Giuseppe Sermonti, Sveva Casati Modigliani, Folco Quilici, Franco Mandelli, Paolo Mosca, Mary Higging Clarck, Oliviero Beha, Benedetta Craveri, Rosemary Altea e tanti altri.
Nella stagione in corso la rubrica ha adottato la formula di un contenitore culturale di spazi informativi diversi: L’Angolo del Classico, La Galleria dei Grandi Personaggi, Dal Libro al Film (dedicato ai successi letterari che hanno ispirato il Cinema), La Classifica dei Libri, Le Riviste Periodiche Storico-Artistiche e le pubblicazioni relative al turismo italiano, europeo ed extraeuropeo.
A ciò si aggiungono le interviste in studio e i servizi esterni su eventi e manifestazioni culturali ed artistiche: Presentazioni di libri, Mostre con presentazione del catalogo, Convegni, Premi letterari, etc.

Dott. Andrea Menaglia
Responsabile e Conduttore Leggi tutto…

Google dedica un doodle al Moby Dick di Herman Melville

161 anni fa veniva pubblicata l’opera più famosa di Herman Melville: Moby Dick.
Era il 18 ottobre del 1851, quando la “balena bianca” e il capitano Achab videro per la prima volta la luce.
Oggi, 18 ottobre 2012, Google ha pubblicato online un nuovo logo dedicato appunto a Melville e alla sua celebre balena. Leggi tutto…

LINEA 429, di Salvatore Scalisi

Linea 429INTERVISTA A SALVATORE SCALISI

di Luigi Grisolia

«Raccontare storie è un mestiere nobile, con una sua precisa funzione civile», ha avuto modo di dire Alessandro Baricco. Non mi pare ci sia affermazione migliore per presentare lo scrittore Salvatore Scalisi. Catanese classe 1959, caratteristica comune delle sue diverse opere narrative è infatti quella di occuparsi di delicatissime tematiche sociali, come gli abusi sessuali, la pedofilia, la povertà, riuscendo a trattarle con un linguaggio appropriato ed evitando di scadere in facili cliché. La recente uscita del romanzo Linea 429 (pp. 164, € 13,00), pubblicato da Demian Edizioni di Teramo, è occasione propizia per parlare con Salvatore non solo di quest’ultimo scritto, ma per discutere a tutto tondo della sua produzione.

– Perché la scelta di affrontare, nelle tue opere, tematiche sociali, tra l’altro così delicate?

Diciamo che non è una cosa prestabilita; tutto nasce spontaneo. Come, spero, la maggior parte dell’umanità, sono infuriato e addolorato per i soprusi, le ingiustizie e le sofferenze della gente che vedo quotidianamente. In poche parole, non faccio altro che esprimere la mia denuncia attraverso i miei scritti.

– Il tuo stile si caratterizza per il forte uso di dialoghi, interrotti ogni tanto da descrizioni brevi e allo stesso tempo calzanti. Perché la decisione di narrare servendoti soprattutto dei dialoghi? Leggi tutto…

IL CANCELLO, di Simona Lo Iacono

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo il racconto (edito in versione cartacea da Melino Nerella)…

IL CANCELLO, di Simona Lo Iacono

Siracusa, 31 dicembre 1492

Se mi darai ascolto, Dio di Abramo, forse questa mattina riuscirò a dirti tutto come non ho mai fatto, come non sarebbe stato possibile neanche al tempio, con i tefillin annodati alla fronte che oscillano sul mio respiro. Qui, a Siracusa, li chiamano filatteri, e per quanto abbia osteggiato questo termine, Dio d’Abramo, adesso mi è caro.
Lo so che ti chiederai come mai il vecchio rabbi Aronne, che si alza al mattino con la Shacharit sulla bocca e chiude la sera con la Ma’ariv, si rivolga a Te raccontandoti soltanto una storia.
Ma ascolta, Dio di Abramo. Perché questa è la mia storia.

***

Non so bene quando i miei progenitori scelsero la Sicilia. Vagavano da troppi anni, ormai, e Siracusa era giunta al loro sguardo dal mare. Si raccontava di uno scoglio su cui si era posato un gabbiano.
I padri dissero: è qui.
Da bambino chiedevo perché a mia nonna Ester e le tiravo le gonne, interrompendo il rito del pasto.
Perché la Sicilia è bar mizwà, figlia del precetto.
Detto questo, cominciava le benedizioni, per il viaggio del passato e per quello del futuro, per il mestruo e per l’alba, per le evacuazioni della giornata e per la vista dei sapienti, per essere nata donna e per me che ero nato maschio – ti ringrazio Dio d’Abramo, diceva, che ad Aronne hai risparmiato il dolore e l’impurità della madre, anche se di questo io Ti benedico.
E mi sospingeva fuori dall’uscio, dove i bambini siciliani si mescolavano a noi ebrei senza numero e ordine di appartenenza, svicolando su strade appaiate e strettissime, che i miei padri studiarono in tutto identiche a Gerusalemme (sia benedetto il suo nome) per proteggerci dallo scirocco. Misero su un quartiere di filatorie, merciai, calzolai e mastri ferrai, sommandosi ai siculi che sorridevano addomesticati e indifferenti, pronti a unirsi e a separarsi senza rimpianto, chè un isolano, pontificavano, è solo un approdo. Una zattera che tira vento.
Mai visto un popolo più duttile, Dio d’Abramo, mai vista appartenenza meno certa, dicevano i padri, o forse mai vista tanta appartenenza. Agli ispanici, ai libici, ai fenici d’Africa e ora, speravamo, a noi.
Se non fosse che noi giudei l’appartenenza la covavamo nella carne, e alle donne siracusane che strabiliavano innanzi alla milà, alla circoncisione del destino e del sesso, raccontavamo con orgoglio che la terra promessa la portavamo incisa in un taglio, netto e filato, rispetto al resto del mondo.

***

All’inizio, dunque, ci sfioravamo. Siracusani ed ebrei, gli uni sugli altri a respirare l’afa, a percorrere cunicoli a fior di mare, a piegarci sul lavatoio nei pressi dell’antico tempio d’Atena dove i cristiani avevano edificato la loro cattedrale. Ci entravamo anche noi, Dio d’Abramo, perché sorgeva tra le stesse colonne del tempio greco, e sentivamo – senza ombra di dubbio – che se tu eri stato lì per chi ci aveva preceduto, potevi essere lì anche per noi, senza curarti da che terra provenissimo.
Col tempo costruimmo la sinagoga, i bagni, il macello, la casa dei limosinieri. Un intera Gerusalemme stretta da quattro vie che delimitavano la soglia del nostro mondo, che ergevano una sfidante torre a guardia di un regno che non era di dominatori ma di dominati e che, tuttavia, pareva più libero dei padroni, ovunque andasse, e su qualunque terra si innestasse, come se noi ebrei, pur restando in Sicilia, non avessimo alcun ospite a cui rendere grazie.
Ma sempre e soltanto la storia, a cui slegavamo, di giorno in giorno, un nodo. Leggi tutto…

Nuova indagine sull’ebook e l’editoria digitale

Editoria, per gli addetti ai lavori il digitale mette a rischio la proprietà intellettuale dei libri Digitale, libri, ebook, Association of American Publishers e Book Industry Study Group, Erri De Luca, Nicoletta Sipos, ALI, AIE, lettura libreriamo.it - recensioni libri

Libreriamo sta pubblicando gli esiti di una nuova indagine sull’ebook e l’editoria digitale.
Di seguito, la prima parte dell’articolo (nei prossimi giorni sarà pubblicato anche un mio intervento).
Massimo Maugeri

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Editoria, per gli addetti ai lavori il digitale mette a rischio la proprietà intellettuale dei libri

MILANO – Maggiore apertura del mercato, nascita di nuove figure professionali, ma anche rischio di veder sparire piccole realtà editoriali e librarie e di non veder garantita la proprietà intellettuale delle opere. Sono questi secondo gli addetti ai lavori i risvolti positivi e non della digitalizzazione nel settore dell’editoria, che sta costringendo case editrici, librai e lettori stessi a rivedere i propri ruoli e le proprie abitudini. Secondo 7 addetti ai lavori su 10 (73%), la digitalizzazione mette a rischio la proprietà intellettuale delle opere, mentre altri (47%) temono la scomparsa di ruoli fino ad oggi fondamentali nella filiera dell’editoria: i più a rischio sono editor (45%), distributori (34%) e librai (52%).

TENDENZE ANGLOSASSONI – E’ una verità ormai assodata che negli ultimi tempi il digitale si sia imposto come protagonista indiscusso del mercato internazionale, sia sul piano tecnologico, con la creazione dei bookreader e dei supporti per la lettura digitale, sia su quello editoriale. In America, i dati forniti nel mese di luglio da Association of American Publishers e Book Industry Study Group hanno confermato che la vendita di ebook ha superato quella dei libri stampati relativamente alla narrativa per adulti. Nel mese di agosto è stata poi la volta del Regno Unito; il sorpasso è stato reso noto dai dati relativi alle vendite di Amazon, che sottolineavano come per 100 libri cartacei acquistati nei punti vendita dislocati su tutto il territorio britannico se ne scaricassero a pagamento 114 digitali su Kindle. “Noi siamo in ritardo rispetto al mondo anglosassone – afferma il direttore dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Alfieri Lorenzon  – L’e-book è un fenomeno irreversibile che andrà ad allargare il mercato della produzione culturale ed editoriale. Continuerà e si amplierà la produzione di libri in formato tradizionale, e che sempre più, con l’avanzare della generazione digitale, ci saranno forme di consumo culturale su altri supporti.”
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AIE: Non è più il tempo di parole per il mondo del libro. Ci servono fatti

AIE - HomeDal sito della  Associazione Italiana Editori

“Non è più il tempo di parole per il mondo del libro. Ci servono fatti”. E’ la dura richiesta del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo dalla cornice della 64ma edizione della Buchmesse, il più importante appuntamento per lo scambio dei diritti del settore editoriale librario, svoltosi dal 10 al 14 ottobre a Francoforte. “Datevi una politica coordinata per il libro, troppi e frammentati sono i rapporti e gli interlocutori del nostro mondo su sostegno all’editoria, promozione della lettura e diritto d’autore – ha proseguito il presidente degli editori rivolgendosi al Sottosegretario Paolo Peluffo delegato dal Governo italiano a inaugurare il Punto Italia -. Dateci sostegno per far abbassare l’iva sugli eBook dal 21% al 4% e dateci un credito d’imposta sull’innovazione digitale. Ma soprattutto date più attenzione al nostro ruolo di operatori culturali. Sono richieste non troppo onerose per le casse dello Stato ma che stimolerebbero una ripartenza per le case editrici, rimettendo in moto il mondo della lettura”.
Le norme, le agevolazioni fiscali e i contributi economici sono importanti ma serve una grande azione sinergica di tutti gli attori della filiera – ha sottolineato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria Paolo Peluffo – . Dobbiamo portare i libri nelle scuole, nelle famiglie, in tutti i luoghi di ritrovo delle persone. Sulla scia della campagna di comunicazione sulla lettura promossa da questo Governo, nelle prossime settimane proporrò l’istituzione di una task force sul libro, un gruppo di lavoro interministeriale che adotti tutti le misure necessarie a sostenere e promuovere la lettura, nella scuola e nelle università, innanzitutto. Viviamo nella società dell’informazione e l’economia della conoscenza è divenuta, negli ultimi anni, il principale motore della globalizzazione. Potremmo essere competitivi solo se il libro tornerà ad essere al centro della vita di ciascuno di noi”.

I dati – Entra infatti in una zona d’ombra il mercato del libro nel 2011 e peggiora, in modo deciso ma in linea con tutti gli altri segmenti, nel 2012 Leggi tutto…

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CIRCOLO DEI LETTORI DI VERONA, SCUOLALEPH-SCRITTURE E LA LETTURA COMUNITARIA: un fenomeno in aumento

LA LETTURA COMUNITARIA: un fenomeno in aumento

Se è vero che L’Italia condivide con Grecia e Portogallo il triste primato europeo del più basso indice di consumi culturali, lettura compresa, lo scenario appare più roseo quando si ragiona in sede locale: negli ultimi anni infatti, alcune Regioni e Comuni hanno cercato di promuovere intorno alla lettura interventi efficaci e originali, con risultati davvero incoraggianti. E’ il caso del Veneto, dove dal 26 al 28 ottobre prossimo, nella città di Vicenza, prenderà vita Passaparola – IX Forum del libro e della promozione della Lettura: qui piazze, palazzi, biblioteche e scuole, ma anche strade e negozi, ospiteranno le buone pratiche che tengono vivo il mondo dei libri.

Fra i fenomeni in crescente aumento, la piacevole consuetudine di incontrarsi per leggere assieme, condividendo attorno al denominatore comune del libro opinioni e passioni: si chiamano gruppi di lettura, e sono formati da lettori che si incontrano a cadenza prestabilita mossi, soprattutto, dal desiderio di condividere interessi letterari comuni.

Fra le esperienze di lettura comunitaria che stanno proliferando in tutta Italia, contravvenendo dunque alla triste opinione che nel nostro Paese si legge poco, un caso particolarmente interessante riguarda la città di Verona, dove i gruppi di lettura, anima pulsante di un ambizioso progetto nato per promuovere, diffondere e difendere la passione per i libri, hanno dato vita a un vero e proprio Circolo dei Lettori, nato nel 2008 ispirandosi all’omonimo, Circolo torinese, fondato e finanziato dalla Regione Piemonte e guidato dalla bravissima Antonella Parigi.

Il Circolo dei Lettori di Verona, figlio minore del progetto sabaudo, organizza ogni anno una ventina di gruppi di lettura guidati da altrettanti moderatori e frequentati da circa 200 appassionati. Non si tratta di un circolo letterario d’elite pensato per riunire gli addetti ai lavori o pochi fortunati prescelti, piuttosto di un luogo nato per raccogliere attorno ai libri e alla letteratura persone diverse per professioni, interessi, età: insegnanti, liberi professionisti, casalinghe, pensionati, giovani mamme, tutti accomunati dal desiderio di leggere e di stare insieme.
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PUNTO E A CAPO, di Giuseppe Condorelli – Misterbianco – ottobre/novembre 2012

CAMBIAMENTI, di Mo Yan (Premio Nobel per la Letteratura 2012)

CAMBIAMENTI, di Mo Yan

(da Cambiamenti” di Mo Yan – edizioni Nottetempo – traduzione di Patrizia Liberati)

MO YAN, PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2012

di Mo Yan

Vorrei raccontare i fatti accaduti dopo l’anno 1979, ma i miei pensieri continuano a spingersi oltre quel limite e mi riportano indietro a un pomeriggio d’autunno del 1969, nel sole sfavillante, tra crisantemi giallo oro, mentre le rondini migravano al Sud. A quel punto, la memoria e la coscienza di me stesso si fondono in un amalgama. Eccomi nel mio ricordo, un bambino solo che è appena stato cacciato da scuola. Attirato dagli schiamazzi che provenivano dall’interno, ero scivolato furtivamente attraverso il cancello incustodito e, percorrendo un lungo corridoio buio, avevo raggiunto il cuore dell’edificio, un cortile circondato da costruzioni. Sulla sinistra era piantato un palo in legno di quercia con – in cima – una traversa fissata con del filo metallico da cui pendeva una campana di ferro macchiata di ruggine rossastra. Sul lato destro c’era un tavolo di fortuna in mattoni e cemento per le partite di ping-pong e, intorno al tavolo, era raccolto
un gruppo di spettatori che guardavano due persone impegnate a giocare. Il frastuono proveniva da lí. Era il periodo delle vacanze autunnali per quella scuola di campagna e il pubblico era composto per la maggior parte da insegnanti e da  poche, attraenti studentesse.
Erano state selezionate dalla scuola per partecipare al torneo distrettuale che si sarebbe svolto durante la festa nazionale e non erano andate in vacanza perché dovevano allenarsi. Siccome erano le figlie dei quadri dell’Azienda agricola statale, il loro sviluppo fisico era regolare e avevano la carnagione chiara di chi viene nutrito a sufficienza, e le loro famiglie benestanti le avevano vestite di colori vivaci. Bastava un’occhiata per accorgersi che loro e noi ragazzini poveri non facevamo parte della stessa casta. Noi le osservavamo ammirati e loro non ci degnavano neppure di uno sguardo. Liu Tianguang, il mio insegnante di matematica, era uno dei due giocatori. Era un uomo basso con una bocca dalle dimensioni spropositate. Si diceva che riuscisse a infilarci dentro tutto il pugno, ma noi non eravamo mai stati testimoni di quell’impresa mirabile. Spesso nella mia mente affiora l’immagine di lui che sbadiglia seduto in cattedra, quelle sue fauci spalancate erano una vista spettacolare. Era stato soprannominato hema, “ippopotamo”, ma noi gli ippopotami non li avevamo mai visti e hama, “rospo”, ha un suono simile e una bocca altrettanto grande, e cosí Liu l’Ippopotamo era  diventato Liu il Rospo.
Il nomignolo non era stata una mia invenzione ma le indagini, chissà come, portarono a me. Affibbiare un soprannome al  figlio di un martire di guerra, nonché vicepresidente del Comitato rivoluzionario della scuola, era stato un delitto gravissimo, la cui inevitabile conseguenza fu il depennamento del mio nome dal registro di classe e l’espulsione dalla scuola. Leggi tutto…

LE SEI REINCARNAZIONI DI XIMEN NAO, di Mo Yan (Premio Nobel per la Letteratura 2012)

Le sei reincarnazioni di Ximen NaoAL CINESE MO YAN, IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2012

Le sei reincarnazioni di Ximen Nao di Mo Yan
Einaudi, 2009 – pp. 736 – € 26,00
Traduzione di Patrizia Liberati

Nei cinquant’anni che trascorre sulla terra reincarnandosi di volta in volta in asino, toro, maiale, cane, scimmia e infine di nuovo essere umano, il proprietario terriero Ximen Nao viene coinvolto nelle vicende più drammatiche della Cina moderna: dalla riforma agraria al Grande balzo in avanti, dalle Comuni alla Rivoluzione Culturale sino alla morte di Mao Zedong e alle innovazioni del recente passato. Un’avventura tragicomica lunga mezzo secolo, ricca di invenzioni e popolata di personaggi straordinari.

Primo gennaio del 1950: Ximen Nao, un ricco proprietario terriero, è stato giustiziato dai suoi mezzadri alla vigilia della rivoluzione cinese e da due anni vive nel mondo delle tenebre. Sebbene subisca i più crudeli e dolorosi supplizi, rifiuta di pentirsi: è convinto di avere condotto una vita giusta e di essere invece stato immeritatamente condannato. Re Yama, il terrifico signore della morte, è talmente stufo di lui, delle sue continue, fastidiose lagnanze che alla fine gli dà la possibilità di reincarnarsi nei luoghi dove ha vissuto. Ximen Nao spera di riprendere così possesso della moglie, delle due concubine, della terra, dei suoi averi. Non immagina che tanta generosità nasconde una ancora maggiore insidia: perché Re Yama decide di farlo reincarnare non in se stesso, ma in un asino. Al momento di tornare sulla terra, Ximen si rifiuta inoltre di bere una pozione che gli consentirebbe di dimenticare il passato e di liberarsi progressivamente delle pulsioni, del desiderio, dell’odio, della sete di vendetta. Vuole che le esperienze della vita precedente rimangano impresse nella sua memoria. Che senso avrebbe, altrimenti, tornare nel mondo degli uomini per riparare all’ingiustizia subita?
Nell’arco di cinquant’anni all’asino faranno seguito il toro, il maiale, il cane, la scimmia. Un lasso di tempo che basterà a Ximen per liberarsi di ogni rancore e durante il quale sarà partecipe degli eventi piccoli e grandi che hanno contribuito a trasformare la Cina. E alla fine giungerà anche il momento in cui Re Yama gli consentirà di ridiventare uomo: il 31 dicembre del 2000, la notte della nascita del nuovo millennio, verrà al mondo un bambino di nome Lan Qiansui, ossia «Lan mille anni»; sarà lui, che ha un «corpo piccolo e magro e la testa insolitamente grande, una memoria eccellente e una parlantina sciolta», a iniziare, il giorno del suo quinto compleanno, il racconto della propria storia: «Dal primo gennaio dell’anno 1950…»

Un estratto del libro
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L’UOMO CHE ALLEVAVA I GATTI (Premio Nobel per la Letteratura 2012)

L'uomo che allevava i gattiAL CINESE MO YAN, IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2012

L’uomo che allevava i gatti, di Mo Yan
Einaudi, 2008 – ET Scrittori – pp. 260 – € 10,80

Redazione: Maria Rita Masci
Traduzione di Daniele Turc-Crisà
Traduzione di Lara Marconi
Traduzione di Giorgio Trentin

È una Cina rappresentata nella crudezza, a volte nella brutalità della sua vita quotidiana, quella di Mo Yan. Ma anche una Cina toccata dalla poesia, dalla sensazione del meraviglioso. I personaggi di questi racconti sembrano sempre sul punto di soccombere, ma conservano una loro leggerezza magica. In particolare, sono i bambini a impersonare il confine tra fragilità assoluta e capacità di illuminare il mondo, di fare miracoli. E sono loro i protagonisti, orfani, miserabili ma ricchi della capacità di vedere le piú sottili efferatezze e le piú segrete meraviglie.
Secondo Mo Yan sono loro a portare sulle spalle il peso dell’anima, e cercano di traghettarla sull’altra riva del fiume : tra esseri umani che spesso hanno dimenticato di essere stati anche loro, un giorno, figli e bambini.
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IL SUPPLIZIO DEL LEGNO DI SANDALO, di Mo Yan (Premio Nobel per la Letteratura 2012)

Il supplizio del legno di sandaloAL CINESE MO YAN, IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2012

Il supplizio del legno di sandalo, di Mo Yan
Einaudi, 2005 – pp. 508 – € 20,00
Traduzione di Patrizia Liberati

Un atto di ribellione, una storia d’amore, un atroce supplizio; sullo sfondo, ma più che mai protagoniste, le turbolente vicende di un Paese che sta assistendo a cambiamenti epocali, la Cina degli inizi del Novecento immersa nel caos politico che precede il disfacimento della dinastia imperiale.
Un grande affresco storico e umano.

«Mo Yan è uno degli scrittori più forti, creativi e travolgenti della nostra epoca. Il suo linguaggio nasce insieme al mondo che racconta: è reinventato come quello dei grandi autori sperimentali e tuttavia è classicamente comprensibile, sorgivo e originario come è sempre originaria ogni esperienza fondante dell’individuo, che avviene qui e ora ma anche sempre. Vengono in mente altri due moderni creatori epici: Faulkner e García Márquez».
Claudio Magris Leggi tutto…

GRANDE SENO, FIANCHI LARGHI, di Mo Yan (Premio Nobel per la Letteratura 2012)

Grande seno, fianchi larghiAL CINESE MO YAN, IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2012

Grande seno, fianchi larghi, di Mo Yan
Einaudi, 2006 – pp. 904 – € 16,00
Traduzione di Giorgio Trentin

Un commovente omaggio alla propria madre e alle proprie radici e insieme, uno sguardo che attraversa la storia travagliata della Cina. Dalla società feudale degli anni Trenta all’odierno capitalismo di stato, passando attraverso sussulti e rivolgimenti dell’era maoista, figli e nipoti degli Shangguan affrontano gioie e dolori dispensati da una terra estrema, primordiale. Nessuno meglio di Mo Yan sa rendere l’anima senza tempo della civiltà e della cultura cinesi, attraverso le sue mille evoluzioni e sfaccettature.
Con questo romanzo, censurato in patria per l’esplicita crudezza delle testimonianze che riporta e i suoi toni corrosivi e grotteschi, Mo Yan torna al grande affresco rurale e mitologico che aveva reso celebre Sorgo rosso.
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SORGO ROSSO, di Mo Yan (Premio Nobel per la Letteratura 2012)

Sorgo rossoAL CINESE MO YAN, IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2012

Sorgo rosso, di Mo Yan
Einaudi, 2005 – pp. 484 – € 13,50
Contributi di Renata Pisu
Traduzione di Rosa Lombardi

La storia epica, grandiosa di questo capolavoro della letteratura cinese contemporanea, si staglia sullo sfondo degli sconfinati campi di sorgo «che in autunno scintillano come un mare di sangue». Dal banditismo degli anni Venti, alla cruenta invasione giapponese degli anni Trenta e Quaranta, fino al periodo che precedette la Rivoluzione culturale, Sorgo rosso racconta le avventure e gli amori del bandito Yu Zhan’ao e della sua famiglia, in un affresco che ritrae un intero popolo, tutto un Paese. Un Paese dalle campagne brulicanti di anime sperdute – contadini, soldati, monaci buddisti, maghi taoisti – in cui «un vento maschio spazza una terra femmina» e il sangue versato è «morbido e liscio come piume d’uccelli».
Da questo romanzo Zhang Yimou ha tratto il film omonimo, «Orso d’oro» al Festival di Berlino nel 1988.
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AFORISMI PER LE DONNE TOSTE, di Marinella Fiume

Risultati immagini per aforismi per donne tostedi Massimo Maugeri

Aforismi per le donne, per le mamme e per le nonne, per le zie, per le cugine e per tutte le bambine… Aforimi per gli uomini che vogliono conoscere per quanto possibile, le donne. Stiamo parlando di “Aforismi per le donne toste. Scovati capovolti creati“, la nuova pubblicazione di Marinella Fiume (edizioni Arianna).
Come ha scritto Eleonora Lombardo, sulle pagine di “Repubblica-Palermo“, questo libro è il frutto di “un incontro fra donne, fra la scrittrice originaria di Noto, etnolinguista, professoressa di latino nei licei, e donna dalla capigliatura indomita, Marinella Fiume, e l’editrice madonita Arianna Attinasi che ha avuto l’idea di coinvolgere per le illustrazioni la catanese Marcella Brancaforte. Una triade felice che sconfessa subito il vetusto appannaggio maschile alla letteratura e che si diverte con l’aforisma di un anonimo («L’oca è l’animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne») per avere l’occasione di indagare il rapporto fra le donne e la scrittura, fra la consapevolezza del sé e il linguaggio letterario.
Tradizionalmente usato per esprimere il pensiero degli uomini, l’aforisma solo nel Novecento è diventato terreno fertile di donne capaci di maneggiarlo con destrezza. (…)
Parole come frecce, quelle evocate nella bella copertina, capaci di colpire l’obiettivo, in grado di andare a segno con precisione…

– Marinella, chi sono le donne toste? Leggi tutto…

KOBO, IL NUOVO E-READER: intervista a Marco Azzani, assistente dell’Amministratore Delegato e Responsabile del Progetto Kobo

Kobo e Mondadori: la lettura degli ebook ha un nuovo protagonista

di Massimo Maugeri

In questi giorni sto testando KOBO, il nuovo e-reader “portato” in Italia dalla Mondadori. In particolare sto utilizzando il Kobo TouchTM (costo attuale: 99 euro). Personalmente ho gradito molto la tecnologia “touch”, che consente di cambiare pagina con un semplice tocco del polpastrello sui margini del minischermo (il precedente dispositivo di cui disponevo obbligava a premere un tastino per cambiare pagina). Considerato anche il design (mi piace moltissimo il dorso morbido) il Kobo TouchTM ha suscitato in me impressioni più che positive.

Ecco qualche altra notizia sull’introduzione del Kobo TouchTM nel mercato italiano.

1. Il nuovo eReader Kobo TouchTM è giunto in Italia nel mese di ottobre 2012 in seguito alla partnership tra Mondadori e Kobo Inc. annunciata lo scorso luglio.

2. Il device è attualmente in vendita in 350 store Mondadori presenti nelle città italiane e online su inMondadori.it a un prezzo di 99€.

3. Da metà ottobre arriveranno inoltre gli altri eReader della famiglia Kobo – Kobo GloTM e Kobo MiniTM – rispettivamente a 129€ e 79€.

Maurizio Costa, Vice Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Mondadori, ha dichiarato quanto segue: “In uno scenario tecnologico in costante evoluzione, che sta trasformando il mondo della lettura e della distribuzione, l’arrivo degli eReader Kobo ci permette di diffondere il nostro patrimonio di contenuti di qualità ad un pubblico ancora più ampio. La sfida digitale è quella di saper raggiungere i propri clienti attraverso tutti i canali disponibili – dal fisico all’online – offrendo i propri contenuti sul maggior numero di piattaforme. L’approccio originale di Mondadori mette a fattor comune le nostre risorse sul piano editoriale, della nostra rete di librerie e del sistema di servizi online”.

Queste, invece, le dichiarazioni di Mike Serbinis, Chief Executive Officer di Kobo: “La lettura digitale sta crescendo velocemente anche in Europa e, pur in una fase ancora iniziale di apprezzamento dell’ebook, i lettori italiani si aspettano soluzioni di eReader di alta qualità e semplicità come quelle che può offrire Kobo. Grazie alla partnership con Mondadori offriremo infatti ai consumatori italiani un nuovo e straordinario modo di leggere“.

Qui trovate ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche di Kobo.

In questi giorni dell’e-reader Kobo se ne è parlato un po’ ovunque sul web e su varie testate tra cui: La Stampa e Panorama.

Io ho avuto modo di incontrare l’ing. Marco Azzani, Assistente dell’Amministratore Delegato e Responsabile del Progetto Kobo

– Ing. Azzani, a pochi giorni dal lancio del Kobo Touch, che genere di riscontro avete registrato tra gli addetti ai lavori?
Abbiamo avuto una quantità sbalorditiva di feedback positivi. Ciò che ci fa particolarmente piacere è che al di là del riconoscimento di Kobo come ottimo prodotto, il pubblico dei first adopter e degli addetti ai lavori sembra aver compreso le ragioni basilari della partnership, ovvero quella di creare una vera  competizione in un mercato finora limitato a pochi player, che peraltro non si sono mostrati sempre sensibili alle esigenze del lettore italiano medio.

– Quali sono le vostre aspettative in merito al progetto Kobo nel medio/lungo periodo? Leggi tutto…

ESERCIZI SULLA MADRE Il nuovo romanzo di L.R. Carrino Perdisa Pop

ESERCIZI SULLA MADRE di L.R. Carrino
Collana Corsari, diretta da Antonio Paolacci
Pagine 168 – Prezzo euro 15,00 – ebook euro 6,90
in uscita il 15 novembre

“Il mio orgoglio di scrittore”
(L.R. Carrino)
La sera del 27 febbraio 1976, la madre del piccolo Giuseppe esce per fare la spesa. Seduto sul gradino di casa, il bambino ne aspetta il ritorno per dieci terribili ore, fino a che si convince che la donna non tornerà mai più. Trent’anni dopo, Giuseppe è rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Attraverso precisi esercizi del ricordo che lo costringono a rivivere quella notte, qualcosa di atroce riaffiora nella sua memoria inceppata. Una processione di dieci madri, una per ogni ora di quell’attesa e ognuna accompagnata da un diavolo custode, sfila nella sua mente nel tentativo di ricostruire una verità indicibile.
Un puzzle narrativo audace e destabilizzante, dominato da uno stile tanto inconsueto quanto ipnotico, in grado di scovare e rivelare il dolore nascosto nell’infanzia di ognuno.
Il terzo attesissimo romanzo di Carrino – dopo i successi di Acqua Storta (2008) e Pozzoromolo (2009) – si presenta fin da subito come il suo lavoro narrativo più interessante e maturo. È l’amnesia al centro del racconto: la trama ruota intorno alla negazione del ricordo di un’esperienza sconvolgente, un terribile delitto che percorre l’intera narrazione, ma che apparirà chiaro al lettore solo alla fine.

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‎”La sposa vermiglia” di Tea Ranno vince la diciottesima edizione del premio Domenico Rea

tea-ranno-la-sposa-vermiglia1La scrittrice Tea Ranno con il romanzo ‎”La sposa vermiglia” si aggiudica la diciottesima edizione del Premio Domenico Rea.

di Massimo Maugeri

Faccio tantissimi auguri all’amica scrittrice Tea Ranno per questo prestigioso e meritato riconoscimento volto a premiare il suo romanzo “La sposa vermiglia” (Mondadori), che si aggiudica l’edizione 2012 del Premio Domenico Rea.
Qui su Letteratitudine abbiamo condiviso con Tea tre momenti dedicati a questo suo ottimo romanzo (segnalati nei link a seguire):
– il dibattito online su LetteratitudineBlog
– la chiacchierata radiofonica su “Letteratitudine in Fm
– l’intervista su “LetteratitudineNews


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Festival Presente Prossimo 2012: 13 ottobre – 2 dicembre

Dal 13 ottobre al 2 dicembre ritorna anche quest’anno, alla sua quinta
edizione, il festival dei narratori italiani Presente Prossimo a cura del Sistema
Bibliotecario della Valle Seriana.
Il festival – diretto dallo scrittore Raul Montanari – è cresciuto di anno in
anno pur mantenendo le sue radici in provincia: in Lombardia è il più
importante festival letterario che non si appoggi ad una grande città, grazie
all’impegno, alla fantasia, alla dedizione dei bibliotecari e di tutti coloro che ci
lavorano per mesi; ma grazie anche all’illuminata follia di amministrazioni e
sponsor che continuano a finanziare un evento culturale nel momento in cui la
crisi impone tagli ad ogni livello.
Ogni sabato pomeriggio alle 18 si incontreranno nomi ben noti, sia per la
loro fama sia perché sono stati citati più volte dagli autori invitati al Festival
nelle edizioni passate.
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Il fast reading di West Egg

Tendenze editoriali: da un’idea di un ex editor della Fazi Editore nasce il fast reading

Christian Soddu, ex editor della Fazi Editore, dopo 10 anni di attività ha deciso di mettersi in proprio creando un’agenzia di editing e servizi collaterali che garantisce la valutazione di un testo in meno di una settimana.
Sotto il nome dagli echi fitzeraldiani di “West Egg”, Soddu ha riunito un team di professionisti provenienti dal mondo dell’editoria, esperti di comunicazione on-line e off-line, grafica e marketing, tra cui l’editor e ricercatrice di italianistica Francesca Magni e lo scrittore, saggista e conduttore radiofonico, vincitore del Premio Cardarelli 2008 per la critica letteraria, Fabrizio Patriarca.
L’idea di base è quella della “lettura veloce”: per valutare un manoscritto bastano 5 giorni.
Ne parliamo con Christian Soddu…

– In cosa consiste il progetto West Egg?
“West Egg editing” è un’agenzia di editing e di intermediazione editoriale. In quella zona grigia fatta d’infiniti tempi d’attesa, silenzi e tardive risposte standardizzate che separa come un fossato l’aspirante autore dall’editore tradizionale, e in cui rischiano di perdersi anche storie e idee dalle buone potenzialità, West Egg editing si propone quale operatore culturale serio e professionale che fa della velocità di valutazione del manoscritto/riscontro all’autore (entro 5 gg lavorativi) e soprattutto di un ritorno al rapporto diretto e costruttivo con chi scrive (finalizzato ad affinare le potenzialità di una storia e a limarne eventuali debolezze), le due linee guida del proprio lavoro: un servizio di editing professionale, qualunque sia il livello d’intervento che il testo richiede, è alla base di ulteriori ed eventuali servizi finalizzati a potenziare le chances di collocazione di una proposta letteraria presso gli editori. Curiamo la presentazione dell’opera, che deve saper ben “comunicare se stessa” e l’idea che c’è dietro – anche mediante appositi apparati grafici – per attirare più in fretta l’attenzione degli scout interni alle case editrici; e, sempre previa selezione iniziale, suggeriamo e ci adoperiamo per garantire il contatto più diretto e rapido possibile tra l’autore e l’editore considerato più giusto e ricettivo per quel tipo di opera. Non è un’agenzia letteraria: non negoziamo royalties né rappresentiamo nessuno. Alla base di tutto c’è l’esperienza di chi ha lavorato per anni alla narrativa italiana dall’altra parte della barricata, all’interno di una casa editrice importante, e conosce come, quando e perché un manoscritto viene letto più rapidamente di altri e sottratto all’anonimato della montagna di proposte che invadono ogni giorno la propria scrivania.

– Qual è il ruolo dell’editor nell’editoria di oggi?
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Ottava Giornata del Contemporaneo – 06.10.2012

Associazione culturale

Per l’Ottava Giornata del Contemporaneo

la Galleria civica “Pippo Giuffrida” di Misterbianco accoglie

“L’inganno delle foglie – versi & visioni”

sabato 6 ottobre 2012 h.18

 L’Associazione culturale Interminati Spazi aderisce ancora una volta alla Giornata del Contemporaneo – quest’anno alla sua Ottava edizione – con un reading di poeti – Maria Gabriella Canfarelli/ Giuseppe Condorelli/ Giovanna Brogna Sonnino Francesco Finocchiaro/ Mario Galvagno Vincenzo Galvagno/ Antonio Lanza Paolo Lisi/ Massimo Maugeri Angelo Scandurra/ Mimmo Trischitta/ Lilli Ugolini – i cui versi saranno accompagnati dalle visioni di Carmela Palumbo e Valentina Indelicato.

Grazie alla fattiva collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Misterbianco l’evento nazionale consente ai cittadini di riappropriarsi, dopo anni di incuria, della prestigiosa Galleria civica “Pippo Giuffrida” ubicata nella centralissima Piazza Mazzini.

Con questo evento l’associazione Interminati Spazi si propone di coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo dell’arte del nostro tempo nello sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro territorio.

Con l’edizione 2012, AMACI si propone di incrementare il numero degli aderenti e di potenziare l’azione locale dell’Associazione e dei Musei associati, al fine di incentivare lo sviluppo del tessuto culturale territoriale. Porte aperte gratuitamente in ogni angolo del Paese, per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che regalerà al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea. Leggi tutto…

CACCIATORI DI FRODO, di Alessandro Cinquegrani

CACCIATORI DI FRODO, di Alessandro Cinquegrani
Miraggi Edizioni, 109 pp., 2012

recensione di Alessandro Frau

Non abbiamo il cuore abbastanza grande per sentire tutto il dolore di questo porco mondo”. Augusto, protagonista del romanzo d’esordio di Alessandro Cinquegrani Cacciatori di frodo (Miraggi Edizioni, 109 pp., 2012), consuma il suo tragico presente lungo i dodici chilometri di un binario morto in cui ripercorre, fitta dopo fitta, le ferite esistenziali del suo drammatico e ossessivo passato. Il monologo proferito, espresso attraverso una martellante e tormentosa stilettata di pensieri circolari, riempie ogni piccolo attimo del suo ridondante procedere attraverso rotaie impossibili da abbandonare. Giorno dopo giorno. Ricordo dopo ricordo. Agonia dopo agonia.

Tutt’intorno si odono i mormorii silenziosi del Piave, teatro di pregnanti scene allegoriche che soccorrono il lettore nei tentativi di comprensione della psiche, squarciata e compromessa, del personaggio-narratore. Il fiume ospita (celandone la vista) i cacciatori di frodo, simboli inafferrabili e incomprensibili per quelli che, come Augusto, decidono di condurre una ligia e onestissima esistenza. Il Piave diventa così testimone assoluto di una disperazione crescente che, partendo dalla sofferenza del personaggio principale, si protrae fino a rappresentare un dolore universale dell’umanità. Negli otto capitoli del testo, difatti, si intersecano violentemente le immagini belliche di un passato mai dimenticato e i ricordi angoscianti di una singola realtà. Memorie che, in misura eguale, non possono disperdersi nell’aria ma devono permanere, intatte e inviolabili, saldamente ancorate al presente.

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IL MANUALE DEL CALCIO di Agostino Di Bartolomei

IL MANUALE DEL CALCIO di Agostino Di Bartolomei
Fandango Libri, 2012 – pagg. 269 – euro 15

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: “Il Pelè del Sacro Cuore”

Il manuale del calcioIl calcio è uno sport collettivo che oppone due squadre di 11 giocatori una contro l’altra, si svolge in due tempi di 45 minuti l’uno e con molta semplicità si può giocare dovunque; in piazza, in strada, su un prato, basta avere quattro sassi per fare due porte e un pallone ben gonfio.
Parola di Agostino Di Bartolomei, glorioso capitano del secondo scudetto giallorosso, indiscusso e amato da un’intera generazione di tifosi e appassionati.
La storia del calcio dalle sue antichissime origini fino ai giorni nostri; un’ampia sezione sul regolamento moderno (misure regolamentari del campo, caratteristiche del pallone, ruoli dei giocatori e doveri degli arbitri) per finire con le tecniche di allenamento e le tattiche di gioco. Fra le parole di Agostino Di Bartolomei trovano spazio le immagini dei bozzetti originali degli schemi di gioco, i materiali di allenamento con gli esercizi quotidiani, i disegni delle traiettorie dei calci d’angolo e dei rigori.

Si ammira sempre la semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. Ma cosa c’è dietro questa semplicità? Sinceramente doti naturali, ma anche tanto lavoro, studio e concentrazione per essere sempre al meglio. Questo mio testo, che non vuole insegnare nulla, cercherà di far conoscere soprattutto ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio quelle poche e utili nozioni che possono aiutare a trovare quella semplicità di gioco che secondo me è la chiave di questo sport meraviglioso“. (Agostino Di Bartolomei)

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Agostino Di Bartolomei, nato a Roma nel 1955 è stato il capitano della Roma del secondo scudetto e uno dei suoi calciatori simbolo.
Ha militato anche con il Milan, il Cesena e la Salernitana. Lasciato ai margini dal mondo del calcio, anche per la sua integrità, si è tolto la vita a 39 anni, nell’anniversario della finale persa della Coppa dei Campioni.

Di seguito, la prefazione di Gianni Mura in esclusiva per Letteratitudine (per gentile concessione di Fandango libri – diritti riservati)

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PREFAZIONE
DI GIANNI MURA

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The Beatles: 50 anni da “Love me do”

Love Me Do è un brano composto da Paul McCartney e incluso nell’album di debutto dei Beatles. Viene ricordato soprattutto per essere il primo singolo della band musicale più celebre di tutti i tempi. Fu infatti pubblicato nel Regno Unito il 5 ottobre del 1962 dalla Parlophone (sul lato B è presente il brano P.S. I Love You): 50 anni fa!
Un’occasione ghiotta e irresistibile per festeggiare i Fab four. Vi invitiamo, in particolare, a seguire questo speciale su Repubblica.it.

Di seguito, il video di “Love me do” e quello di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band“. Quest’ultimo è un brano del 1967 che chiude il disco omonimo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, il primo album nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi pubblicata dalla celebre rivista Rolling Stone.
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Nasce l’OSSERVATORIO LIT-BLOG di Letteratitudine

WRITERS | 2 ottobre 2012 c/o Frigoriferi Milanesi

Writers incontrerà il pubblico all’interno dei Frigoriferi Milanesi sede del secondo appuntamento milanese della Settimana della Comunicazione.
Il tema della Settimana della Comunicazione 2012 è “Siamo tutti Maker?” perciò l’anteprima di Writers prenderà il nome di “Siamo tutti Writers?
Dalle 19 alle 23 Writers si racconta al pubblico e lo coinvolge con tante piccole attività: ad esempio,  il Writers’ Bookcrossing (nasce la postazione bookcrossing di Writers con registrazione dei volumi all’interno del circuito www.bookcrossing.com) e i Metri di Quiz (coinvolgeremo il pubblico con i nostri quiz, indovinandoli potranno vincere molti dei gadget in palio). Leggi tutto…

Ci lascia Eric Hobsbawm

Con questa citazione tratta da Il secolo breve, salutiamo Eric Hobsbawm, scomparso oggi all’età di 95 anni al Royal Free Hospital di Londra.

Gli stili della gioventù americana si diffusero direttamente o attraverso l’amplificazione dei loro segnali mediante la cultura inglese, che faceva da raccordo tra America ed Europa, per una specie di osmosi spontanea. La cultura giovanile americana si diffuse attraverso i dischi e le cassette, il cui più importante strumento promozionale, allora come prima e dopo, fu la vecchia radio. Si diffuse attraverso la distribuzione mondiale delle immagini; attraverso i contatti personali del turismo giovanile internazionale che portava in giro per il mondo gruppi ancora piccoli, ma sempre più folti e influenti, di ragazzi e ragazze in blue jeans; si diffuse attraverso la rete mondiale delle università, la cui capacità di rapida comunicazione internazionale divenne evidente negli anni ’60. Infine si diffuse attraverso il potere condizionante della moda nella società dei consumi, una moda che raggiungeva le masse e che veniva amplificata dalla spinta a uniformarsi propria dei gruppi giovanili. Era sorta una cultura giovanile mondiale. (da Il secolo breve, Milano 1997)

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Eric John Ernest Hobsbawm (Alessandria d’Egitto, 9 giugno 1917 – Londra, 1º ottobre 2012) è stato uno storico e scrittore britannico. Nato in una famiglia ebraica di origini austriache, di formazione marxista, ha dedicato molte delle proprie ricerche alla classe operaia inglese ed al proletariato internazionale. È, da sempre, alieno da posizioni dogmatiche ed è stato il creatore di due termini storici diventati punto di riferimento per la storiografia: Il Secolo breve e il “lungo XIX secolo”, entrambi teorizzati in suoi scritti.
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I Premi Teocle e Ombra di Dioniso: festa della classicità ad Extramoenia

E’ la direttrice artistica Fulvia Toscano a condurre – simbolicamente tenendo in una mano la statua di Teocle, il mitico fondatore di Naxos, opera dell’artista Turi Azzolina, e nell’altra mano il profilo di Dioniso, opera del maestro Gaetano Patanè – la serata finale della XIV edizione di Extramoenia, con la cerimonia di consegna dei Premi Teocle per la cultura classica e Ombra di Dioniso per le riscritture del mito.

Leit motiv della serata il valore della cultura, valore strategico, di sviluppo, di espressione di sé, di via privilegiata alla partecipazione e al passaggio di consegne tra le generazioni. Così che i partecipanti hanno dedicato i premi ai giovani e ai maestri. Con uguale amore e facendosi essi stessi anello di congiunzione tra i più esperti e i nuovi talenti.

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