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Nuova indagine sull’ebook e l’editoria digitale

ottobre 15, 2012

Editoria, per gli addetti ai lavori il digitale mette a rischio la proprietà intellettuale dei libri Digitale, libri, ebook, Association of American Publishers e Book Industry Study Group, Erri De Luca, Nicoletta Sipos, ALI, AIE, lettura libreriamo.it - recensioni libri

Libreriamo sta pubblicando gli esiti di una nuova indagine sull’ebook e l’editoria digitale.
Di seguito, la prima parte dell’articolo (nei prossimi giorni sarà pubblicato anche un mio intervento).
Massimo Maugeri

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Editoria, per gli addetti ai lavori il digitale mette a rischio la proprietà intellettuale dei libri

MILANO – Maggiore apertura del mercato, nascita di nuove figure professionali, ma anche rischio di veder sparire piccole realtà editoriali e librarie e di non veder garantita la proprietà intellettuale delle opere. Sono questi secondo gli addetti ai lavori i risvolti positivi e non della digitalizzazione nel settore dell’editoria, che sta costringendo case editrici, librai e lettori stessi a rivedere i propri ruoli e le proprie abitudini. Secondo 7 addetti ai lavori su 10 (73%), la digitalizzazione mette a rischio la proprietà intellettuale delle opere, mentre altri (47%) temono la scomparsa di ruoli fino ad oggi fondamentali nella filiera dell’editoria: i più a rischio sono editor (45%), distributori (34%) e librai (52%).

TENDENZE ANGLOSASSONI – E’ una verità ormai assodata che negli ultimi tempi il digitale si sia imposto come protagonista indiscusso del mercato internazionale, sia sul piano tecnologico, con la creazione dei bookreader e dei supporti per la lettura digitale, sia su quello editoriale. In America, i dati forniti nel mese di luglio da Association of American Publishers e Book Industry Study Group hanno confermato che la vendita di ebook ha superato quella dei libri stampati relativamente alla narrativa per adulti. Nel mese di agosto è stata poi la volta del Regno Unito; il sorpasso è stato reso noto dai dati relativi alle vendite di Amazon, che sottolineavano come per 100 libri cartacei acquistati nei punti vendita dislocati su tutto il territorio britannico se ne scaricassero a pagamento 114 digitali su Kindle. “Noi siamo in ritardo rispetto al mondo anglosassone – afferma il direttore dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Alfieri Lorenzon  – L’e-book è un fenomeno irreversibile che andrà ad allargare il mercato della produzione culturale ed editoriale. Continuerà e si amplierà la produzione di libri in formato tradizionale, e che sempre più, con l’avanzare della generazione digitale, ci saranno forme di consumo culturale su altri supporti.”

PROSPETTIVE FUTURE – Come vedono, da qui a 5 anni, il mercato dell’editoria italiana con lo sviluppo della digitalizzazione? La maggioranza (43%) vede una durevole e solidale coesistenza tra libro cartaceo e digitale. “Sfogliare un libro di carta è una bella abitudine che non verrà sostituita – afferma lo scrittore e avvocato penalista siracusano Ettore Randazzo – credo che nei prossimi anni mercato digitale e cartaceo viaggeranno parallelamente senza problemi.” Altri (24%) pronosticano una fase interlocutoria, dovuta soprattutto alla mancanza di regolamentazioni chiare in ambito digitale (13%) e all’impreparazione da parte di alcuni protagonisti del settore (su tutti case editrici e librai) di fronte a questo fenomeno (9%). Sono pochi (6%) coloro che credono che in Italia il mercato dell’ebook supererà quello cartaceo, come avvenuto nei paesi anglosassoni.

[Continua su Libreriamo]

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