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Intervista a Colomba Rossi, direttrice di SABOT/AGE

ottobre 18, 2012

di Massimo Maugeri

Sabot/Age è la collana delle edizioni e/o diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto. Il suo obiettivo è pubblicare storie che il nostro Paese non ha più il coraggio di raccontare. «Di Sabot/Age è possibile una doppia lettura: “sabotaggio” ed “Era del Sabot”, lo zoccolo di legno che, ai tempi della rivoluzione industriale, veniva lanciato dagli operai negli ingranaggi delle macchine quando erano esausti. Noi siamo esausti della menzogna che ci opprime
Ne abbiamo già discusso in radio con Massimo Carlotto, nel corso di una puntata di “Letteratitudine in Fm”. Ne parliamo adesso con la direttrice, Colomba Rossi, in occasione dell’uscita dei due nuovi volumi della collana: “Non passare per il sangue” di Eduardo Savarese e “Undercover” di Roberto Ricciardi.

– Cara Colomba, a chi è venuto per primo (o per prima) l’idea di creare questa collana (che è davvero unica nel panorama editoriale italiano)?

In realtà è venuta a entrambi dopo l’esperienza positiva di Donne a perdere, esperimento di un volume con tre romanzi. Abbiamo ritenuto urgente una riflessione sul noir come unica forma narrativa in grado di raccontare la realtà. Lo avevamo sostenuto per anni ma poi ci siamo resi conto che la complessità della società aveva bisogno di tutte le forme letterarie per essere descritta efficacemente. Allora è nata la suggestione della “letteratura di contenuti” che ci ha condotto alla collezione Sabot/Age.

– A tuo avviso, chi è il lettore tipo di Sabot/Age? Proviamo a tracciarne un ipotetico “identikit”…

È molto trasversale, e alcuni titoli come Sinistri ci ha fatto conoscere a lettori per nulla appassionati al genere.

– Se ti invitassi a tracciare un bilancio di questi primi mesi di vita di Sabot/Age, cosa diresti?

Noi siamo molto soddisfatti. Sabot/Age si sta facendo notare a tutti i livelli e ci ha fatto piacere scoprire alla Fiera di Francoforte che agenti e case editrici estere ne avevano sentito parlare. E bene. I dati di vendita sono incoraggianti nonostante il periodo e abbiamo conquistato l’attenzione di molti librai, soprattutto indipendenti.

– Sono in uscita due nuovi libri. “Non passare per il sangue” di Eduardo Savarese e “Undercover” di Roberto Ricciardi. Cominciamo dal primo. Di cosa parla il romanzo di Savarese e perché, a tuo avviso, dovrebbe essere assolutamente letto?

Quello di Savarese è un romanzo lontano dal genere e racconta una grande storia che abbraccia sentimenti, realtà, differenze e contrasti culturali e la memoria piena di segreti. Finalista e segnalato al premio Calvino 2010 ci ha subito conquistato per lo spessore della trama e della scrittura.

– Ti pongo la stessa domanda per il romanzo di Riccardi.

Undercover è un romanzo scritto appositamente per Sabot/Age e racconta la realtà negata degli agenti che lavorano sotto copertura. Ambientato tra la Calabria delle n’drine e la Colombia dei narcos, narra con grande maestria la vicenda di due amici d’infanzia che imboccano strade opposte. Straordinaria l’esperienza sconosciuta, perché mai narrata in modo così realistico, che emerge dalle pagine del romanzo.

© Letteratitudine

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