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QUI STO E TU? Interrogazioni sulla poesia di Roberto Rebora – di Amedeo Anelli

ottobre 21, 2012

Libreria Popolare – Via A.Tadino,18 – Milano 

23 ottobre 2012 ore 18:30 – Presentazione del volume di Amedeo Anelli

Qui sto e tu? Interrogazioni sulla poesia di Roberto Rebora

Edizioni Zona Franca – Lucca – 2012

ne parlano con l’autore

Daniela Marcheschi –  autrice del volume Il sogno della letteratura, Gaffi

Franca Severini – editore del libro

«Roberto Rebora, nipote del famoso zio poeta, Clemente, è fra i maggiori, ma anche misconosciuti poeti europei del secondo Novecento. La sua poesia ne rappresenta uno dei punti di maggiore densità e tramatura, nell’apparente riduzione economica dei mezzi e nella scarnificazione etica del dettato. La parola di Rebora sembra inghiottita dal silenzio, sembra ritornare alle fonti della propria articolazione, all’humus intenzionale e nascosto che l’ha generata. Una tale condizione sembra essere il doppio del «non descrivo / vedo» della poesia Per il momento dell’omonima raccolta. È, questo vedere, un vedere di cui il linguaggio rappresenta la trama dell’arazzo, il tessuto del mondo, ma anche la voce anonima degli eventi. Da subito la poesia di Roberto Rebora s’installa nel silenzio attivo di questo sguardo, di questo stratificarsi di coscienza e di senso. In ciò privilegia il sedimento della vita come misura e forma della presenza.Il volume di Anelli, che colma finalmente una lacuna critica dei nostri studi odierni, vuole prima di tutto porre una serie di interrogazioni forti ed essere poi l’esplicitazione e la ricognizione davvero critica del poco che è stato scritto sulla poesia di Roberto Rebora. La voce poetica di Rebora torna così a risuonare in modo suggestivo, confermandosi fra le poche che resteranno a dar conto di serietà d’intenti e di risultati in una stagione a tutt’altro affaccendata».

Roberto Rebora nasce a Milano il 25 gennaio 1910. Il padre Mario Rebora, avvocato penalista e fratello di Clemente Rebora,  muore a Milano il 6 maggio 1925. Roberto, che ha quindici anni, lascia il Liceo Parini e trova impiego come magazziniere ai carboni dell’Officina del Gas della Bovisa, dove lavorerà quattro anni, studiando nel frattempo e riuscendo ad ottenere il diploma di ragioniere. Nel 1932 pubblica la prima poesia in «Circoli. Nel 1938 inizia a collaborare a «Corrente» con recensioni, poesie e scritti sul teatro. Nel dopoguerra si occupa di teatro, critica teatrale e letteraria per giornali e riviste. Traduce dal francese e dallo spagnolo. Insegnerà anche per anni a Milano alla Civica scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro.  Negli ultimi anni di vita, vive in stato d’indigenza nel costante aiuto degli amici. Tardivo arriverà a pochi mesi dalla morte l’ottenimento dell’assegno previsto dalla legge Bacchelli. Muore nel 1992 a seguito di una caduta nella sua abitazione. Oltre a otto raccolte di versi, pubblica in vita uno studio su Giovanni Battista Angioletti (Padova, Cedam, 1944), il volume Scenografia d’oggi in Italia (Milano Görlich, 1974). Postumi escono, a cura di Nicoletta Trotta, Della voce umana e poesie inedite (Novara, Interlinea, 1998) e, a cura di Sergio Bajini, Prose disperse (Milano, viennepierre, 2003).


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