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La buona battaglia. Intervista a Mino Milani.

novembre 18, 2012

di Furio DETTI

Lucca, 01 novembre 2012

Mino Milani (Pavia, 1928), giornalista, scrittore, sceneggiatore e fumettista è uno dei nomi della narrativa italiana per ragazzi e avventurosa. Lo abbiamo intervistato dopo la tavola rotonda “Bànghete”, dedicata al graphic journalism.

FD     Innanzi tutto ringraziamo a nome di Letteratitudine e di Kamen, Rivista di Poesia e Filosofia, Mino Milani per l’intervista.

MM   Grazie a voi, piuttosto.

FD     La prima domanda: te la senti di tracciare un bilancio di quello che è la letteratura adesso? Si parla tanto di “morte della letteratura”, ovviamente sappiamo che non è affatto vero, ma tu, che hai visto molte cose passare sotto i ponti, come vedi lo stato presente della letteratura, del fumetto e il loro immediato futuro?

MM   Più che “prevedere” io spero. Spero nell’arrivo di un grande, che per la verità adesso manca. È da un po’ di tempo che manca. Non parlo solo d’Italia e neanche d’Europa, parlo di un grande dell’Occidente, Russia inclusa: spero nell’arrivo di un grande romanziere dell’Occidente.

FD     Quali sono stati i “grandi” della letteratura, per dirne tre, fra italiani e esteri.

MM   Dovendone dire tre…

FD     Ma anche di più…

MM   Vediamo: Conrad, per restare in Inghilterra – Conrad era polacco ma naturalizzato inglese; il Flaubert di Madame Bovary, oppure Maupassant. E un altro, solo per me però, non pretendo lo sia per tutti: Jack London.

FD     Che è stato utopista e “politico” con La Peste Scarlatta e il Tallone di Ferro.

MM   Però queste opere sono più interessanti dal punto di vista ideologico che non da quello letterario, perché il suo capolavoro assoluto rimarrà Il Richiamo della Foresta, con buona pace dei critici italiani che lo considerano un testo per ragazzi. Quell’opera rimarrà il massimo dei massimi.

FD     A tale riguardo, secondo te è cambiato qualcosa nel modo con cui i giovanissimi si avvicinano alla letteratura?

MM   È cambiato, in che senso? Rispetto a cosa? Non lo so. Sicuramente un ragazzo di oggi legge di più. Sono pochi i ragazzi che leggono – è vero – e forse saranno sempre meno in futuro, ma quelli che lo fanno leggono molto di più rispetto ai loro omologhi passati. Il giovane lettore, oggi, è un lettore ben formato, legge molto, è “ben messo”. I ragazzi leggono bene e infatti… una piccola banalità: i libri che quindici anni fa erano nella classifica degli editori come libri per ragazzi dai 10 ai 12 anni oggi sono considerati testi buoni per i bambini dagli 8 ai 10. I ragazzi leggono prima. Questa è una bella cosa. Poi ci sono i non lettori e mi dispiace per loro.

FD     Perché?

MM   Perché non sanno quello che si perdono e non sapranno mai quello che avranno perso tra qualche anno.

FD     Qual è stata l’esperienza che ti ha spinto a scrivere? E ti sei mai pentito di aver scritto o detto qualcosa?

MM   Guarda… se dovessi dirti quale sia stata l’esperienza che mi ha spinto a scrivere, se ti dicessi di conoscerla, ti direi, non dico una bugia, ma qualcosa di cui non sono sicuro. So che è stato qualcosa più forte di me. Tu dirai: “Parole fatte!” È vero, non pretendo che siano parole nuove, ma, a un certo punto ho sentito di dovermi mettere a scrivere perché sennò, come dicono a casa mia, a non farlo, mi venivano gli “stranguglioni”. Quindi ho scritto, ho dovuto farlo rischiando perché per scrivere a tempo pieno ho rinunciato alla più “sicura” carriera di medico, per l’assolutamente ”incerta” carriera di scrittore. Ma son contento, eh. Mi è andata bene. Sono molto contento. Non che abbia avuto successo [sic!], ma sono contento perché so che chi mi ha letto, nel bene e nel male, mi ha voluto bene. E questo è un bel po’ come traguardo.

FD     Questo è decisamente l’essenziale. Senti, tornando alla cronaca: si sta preparando nei Palazzi della politica un decreto legge che introdurrà pene pecuniarie severissime per il reato di diffamazione a mezzo stampa, imponendo l’obbligo di rettifica entro 48 ore a tutti gli editori e a tutti coloro che pubblichino, anche sul web, un testo. In caso di inadempienza le multe sono pazzesche, quanto a importo, ma il vero nodo è che l’obbligo di rettifica non dovrà partire da un’ordinanza di un magistrato bensì dalla semplice comunicazione unilaterale di qualsiasi parte che si ritenga lesa da quanto pubblicato. Come pensi si possa tutelare la libertà di espressione in questo frangente? Pensi che la stampa e chi scriva potranno riuscire a salvarsi da eventuali arbitrii?

MM   Ecco, io penso che uno che scriva onestamente non dovrebbe “cercare di salvarsi”. La minaccia c’è alla libertà di espressione e stampa, che in Italia esiste e non esiste. Sembrerà una cosa quasi da ridere, ma l’Italia di cento anni fa, la cosiddetta “Italietta”, aveva una stampa più libera di quella di oggi. Bisogna fare molta attenzione con queste cose. Io spero che il Parlamento stia ben attento, perché qui c’è in gioco parecchio. Parecchio. Speriamo in bene.

FD     Speriamo. Grazie Mino e grazie per tutti i sogni e le avventure che hai messo su carta, a nome di tutti i nostri amici e lettori. Grazie.

MM.  È stato un piacere. Ricordatevi sempre, tutti, di scegliere bene nella vita e combattere sempre la “buona battaglia”. Auguri.

(la foto di Mino Milani è di Furio Detti)

© Letteratitudine

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