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L’ESERCITO DELLA SPERANZA di Orazio Coco

gennaio 9, 2013

l-esercito della speranza

Orazio Coco è un giovane scultore nato a Catania nel giugno 1975.

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Recensione di Paolo Giansiracusa

la solidarietà1Un popolo di bambini, un esercito di purezza per fare rifiorire l’umanità nuova: questo è l’obiettivo che sta alla base della ricerca di Orazio Coco, scultore dalle rigorose conoscenze tecniche, fautore di una delle poetiche più interessanti del Terzo Millennio.
La sua ricerca comprende un messaggio di speranza rivolto al nostro tempo, età in cui la società umana è attraversata dal tormento e dall’inquietudine, dall’incertezza nei confronti di un futuro che appare segnato dalla profonda crisi di identità. La repentina perdita di valori ha purtroppo trascinato nell’abisso della decadenza la nostra storia e la memoria, la nostra tradizione e persino la saggezza di un popolo tra i più antichi del Mediterraneo.
D’un tratto le generazioni del secondo dopoguerra si sono trovate davanti ad un vuoto di contenuti e a nulla sono valsi l’appello e l’allarme lanciati da pensatori di trincea  come Sciascia e Pasolini. Le arti visive, solo a piccoli tratti, sono riuscite a cogliere sia la gravità della situazione sociale che il peso di un degrado ambientale che oggi appare in tutti i suoi risvolti drammatici.
Da questi presupposti ha origine l’attività scultorea di Orazio Coco che, con coraggio e sentimento, ha trasferito l’equilibrio e l’armonia del suo nucleo famigliare in un sistema plastico formale in cui la forza, la speranza, la morale … trovano precise identità nei volti di bimbi dai tratti storici.
Dalla storia dell’arte trascorsa ha preso in prestito elementi iconografici di solida notorietà, figure e gesti di un campionario saldamente ancorato ai valori creativi della nostra civiltà. In tal modo, in chiave post moderna, l’artista ha legato la sua ricerca espressiva a identità note che in tal modo amplificano il messaggio  di questo singolare esercito di candore e bellezza, di ingenuità e pudore.
Il lavoro di Coco deriva da un travaglio interiore, da una sofferenza creativa che mette fianco a fianco l’artista e l’uomo, il poeta e l’essere sociale. Ciò mi consente di poter dire che il suo lavoro è sintesi straordinaria dell’artista e dell’uomo.  Il suo essere artista impegnato coincide con il suo essere creatura sociale sensibile e impegnata. Di questo d’altra parte ha bisogno il nostro tempo, di uomini coerenti che non separano il proprio fare dal proprio essere.

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DSC_0302Recensione di Dalia Monti

500 i chili di argilla rosa utilizzati.

1120 le dita complessive modellate con l’argilla.

114 gli occhi che ci osservano.

8 le virtù -la fiducia, il coraggio, il perdono, il senso della colpa, la purezza, la coscienza, la solidarietà, la responsabilità- da trasmettere.

7 le ambientazioni che spingono lo spettatore in un percorso interiore di comprensione dei valori smarriti e desiderio di ritorno alla natura

56 i bambini di terracotta esposti al Palazzo della Cultura di Catania dall’8 dicembre 2012 al 7 gennaio 2013.

1 cavallo con 2 occhi e 4 zampe ad attenderci all’ingresso

36 anni l’età dell’artista che è già alla sua quarta produzione (il Corpo e il Desiderio, Creare per Catania, Matruzza Bedda e l’Esercito della Speranza).

2 figlie fonte di ispirazione e nuove risorse.

4 anni di lavoro per maturare e realizzare il progetto.

1 evento artistico con finalità terapeutica, sicuramente originale negli intenti e nella realizzazione.

Ma cosa significa “sculture terapeutiche” ? – ci chiediamo con curiosità.

Lo domandiamo all’artista.

“L’ispirazione dell’ Esercito della Speranza – dice Orazio Coco – nasce dalla sensazione di appartenere ad una società in cui la maggioranza è priva di valori, in cui prevale il disinteresse reciproco. Ma, poiché abbiamo il compito di consegnare il mondo alle nuove generazioni, dobbiamo recuperare i giusti valori nei rapporti con gli altri. Virtù come la fiducia, il coraggio, il perdono, la purezza sono assenti nel nostro vivere quotidiano, tranne nei bambini piccoli. Allora è giusto che tali virtù siano rappresentate da chi le possiede intrinsecamente e da chi ha ancora l’energia di curare le convinzioni alienate dell’adulto. Per questo ho realizzato un esercito composto da sculture in terracotta di bambini, che ricordano volutamente l’esercito di Qin Shi Huang.

Ma, mentre gli 8.000 guerrieri cinesi sono armati, la schiera di virtù di terracotta di Orazio Coco è nuda. Sono gli sguardi di questi bambini la loro arma. Dai loro occhi, puntati su di noi, si irradia un messaggio.

non importa che questo messaggio sia percepito o accettato -dice ancora Orazio Coco- I miei bambini hanno il potere magico di curare il mondo. Anche a prescindere da me. Questa è la mia convinzione, forse un po’ folle o fuori moda per la società attuale: l’arte deve avere una funzione essenzialmente educativa. Come avveniva tra i popoli primitivi, in cui l’artista collaborava con il mago ed il medico.

Così lasciamo Orazio Coco tra il suo esercito di bambini che riempiono le sale espositive del Palazzo della cultura. Silenziosi ma convincenti. E mentre torniamo a casa ci accorgiamo di essere pervasi da una sensazione di serenità nuova.

Qualcuno nel mondo crede ancora nei buoni valori e nella possibilità di comunicarli alla collettività, anche se non siamo certi che la collettività voglia davvero essere salvata. Ma questa sensazione di serenità è un regalo di Natale che speriamo ci accompagni ancora il più a lungo possibile.

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