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CHE MESTIERI FANTASTICI (un brano e un disegno)

gennaio 22, 2013

In esclusiva per Letteratitudine pubblichiamo un brano e un disegno tratto da CHE MESTIERI FANTASTICI di Massimo De Nardo (Rrose)

“Che mestieri fantastici” è un libro per ragazzi, dai nove anni in su. I mestieri sono Il riparatore di nuvole e Il cercatore di parole.
Disegni, a pagina intera e a doppia pagina, di Tullio Pericoli. Introduzione di Stefano Bartezzaghi.

* * *

IL RIPARATORE DI NUVOLE

Nimbo ripara le nuvole. Il suo lavoro non ha orari: guarda il cielo, e se capisce che serve il suo intervento parte subito con il camion. Anche quando piove. Spesso proprio perché piove. Succede pure che gli telefonano nel bel mezzo della notte, mentre lui dorme beato. Le nuvole, si sa, vanno e vengono. Se c’è il vento, il lavoro si fa davvero difficile. Nimbo è molto bravo e se la cava sempre bene. I suoi attrezzi da lavoro sono tanti tubotti di colla (colla speciale, s’intende), alcune bombolette per fare il fuoco, come dei lanciafiamme, e una corda lunga lunga. Nimbo usa un paio di guanti gialli e un casco color rosso vivace, che sembra un motociclista. Arriva sulla nuvola con una scala elettrica formata da tante piccole scale, che sta in mezzo al camion ed è tenuta ferma da grossi bulloni d’acciaio. Una scala altissima, che il vento fa dondolare come fosse lo stelo di un fiore gigante. Non bisogna soffrire di vertigini, sennò ti prende la fifa e torni giù. Se uno è un po’ svagato, distratto, poco attento, si dice che ha “la testa tra le nuvole”. Nimbo la testa ce l’ha sulle spalle, perché deve stare molto attento a quello che fa.

disegno di tullio pericoli

Le nuvole non sono tutte uguali. Hanno le loro forme e in base a queste forme hanno i loro nomi. Che sono bellissimi. Senti questi: le Canizie di Patriarca, le Piume di Fuoco, le Capelveneri serene, le Corredo di Bimba, le Nudi e Frutta.

Quando piove troppo, Nimbo indossa una tuta verde e viola, impermeabile. Non è come la tuta dei sommozzatori, che si chiama muta ed è di gomma nera, però anche nella sua non entra una sola goccia d’acqua. Se non piove, preferisce una tuta da ginnastica arancione e gialla e scarpe da tennis bianche e rosse. Nimbo si colora per farsi vedere. Arriva un aeroplano, lo vede e cambia direzione di qualche chilometro. Le nuvole che Nimbo ripara sono di due tipi: troppo piovose, per nulla piovose. Categorie semplici. Devono essere riparate, queste nuvole qua, perché se piove troppo si allagano le città e le campagne, i fiumi straripano ed è un guaio serio; se non piove da parecchio tempo è un guaio serio lo stesso, si secca tutto e non cresce più nulla, niente più grano, frutta, fiori. La terra si spacca e fa tristezza vederla in quello stato.

La nuvola piovosa è come il formaggio svizzero, che è pieno di buchi. Ma chi li ha fatti questi buchi? Gli aeroplani che ci volano dentro, il vento, i fulmini, l’inquinamento. Forse anche la vecchiaia, perché le nuvole invecchiano presto.

(…)

Ci sono delle nuvole. Però non piove da troppo tempo. Nimbo chiama nuvola secca quella che dentro non ha più la pioggia e nuvola dura quella che ha tanta pioggia ma non riesce a… diciamo pure che non riesce a “farla”.

(…)

Oggi Nimbo ha trovato una strana nuvola secca, la più strana di tutte le nuvole secche che abbia mai incontrato in tanti anni di lavoro. Una nuvola di questo tipo la riconosci dalla superficie, che assomiglia alla tela di iuta, quella che serve per farci dei sacchi. Nimbo è salito, l’ha toccata con il palmo della mano (senza guanti, quasi una carezza), poi con il pugno ha fatto toc toc. Le nuvole secche sono vuote e bussando si sente che lo sono. A Nimbo quel toc toc è sembrato invece non del tutto vuoto. Sarà rimasta della pioggia che il sole non è riuscito a far evaporare? O, rannicchiato in un angolo, c’è un fulmine triste che si è spento come una batteria scarica per un temporale che è terminato prima? Meglio controllare. Con la bomboletta lanciafiamme fa un buco, grande quanto un occhio, per sbirciare dentro. Uhm, non si vede nulla. Il buco va ingrandito, lo spazio necessario per infilarci la testa. Fa sempre un certo effetto guardare dentro una nuvola secca. Assomiglia ad una enorme arachide (la nocciolina) senza il seme. Ma questa volta quello che vede Nimbo non riesce lì per lì a spiegarselo. E che avrà mai visto il nostro bravo riparatore di nuvole da restare così sorpreso che non gli escono dalla bocca non solo una frase ma nemmeno le cinque vocali in fila? Di qua e di là, ai due estremi della nuvola, occhi terrorizzati fissano Nimbo. Occhi lucidi, verdi e gialli come biglie. Uccelli. Stanno uno accanto all’altro, come a proteggersi, con gli occhi sgranati dalla paura. Allora Nimbo si mette a fischiare, imitando una specie di cinguettio. Forse penseranno di lui: sarà un uccello matto. Qualche collo si allunga, qualche occhio si muove, qualche ala si alza, qualche becco si apre, qualche zampa è meno rigida.

(…)

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(Riproduzione riservata)

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