Home > Articoli e varie > Ecco perché celebrare il Giorno della memoria

Ecco perché celebrare il Giorno della memoria

gennaio 27, 2013

Ecco perché celebrare il Giorno della memoria

da LA SICILIA di sabato 26 Gennaio 2013, OggiCultura,pagina 22

di Massimo Maugeri

Il 27 gennaio ricorre il “Giorno della Memoria”, l’appuntamento annuale con cui si ricorda l’Olocausto: ovvero lo sterminio del popolo ebraico perpetrato durante la Seconda guerra mondiale. L’esigenza di celebrare questo anniversario deriva non solo dal desiderio civile di impegnarsi a tenere viva la memoria per evitare che alcune zone cancerose della Storia possano tornare a riproporsi, ma anche dalla necessità di ottemperare a un dettato normativo. Difatti con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 il nostro Paese ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. L’art. 1 evidenzia le finalità della ricorrenza: «La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »
Anche in questo gennaio 2013, su Letteratitudine, ho rimesso in primo piano il post dedicato al “Giorno della Memoria” (includendo la discussione che ne è seguita e che si rinnova di anno in anno). Sono molte le domande che si rincorrono e a cui in tanti hanno cercato di dare risposta. Qual è, o quale dovrebbe essere, il senso del Giorno della Memoria? L’indizione di questa giornata ha più una funzione conoscitiva o etica?
Le critiche non mancano: alcune iniziative possono peccare di un eccesso di retorica, il semplice ricordare può ridursi a una sorta di mero “formalismo”, parlare troppo di Olocausto può determinare un “effetto saturazione”. In ogni caso occorre considerare che il negazionismo serpeggia e si alimenta con sorprendente vitalità. Nel corso del dibattito su Letteratitudine, per fare un esempio, qualcuno ha contestato il numero dei morti e negato l’esistenza stessa del piano di sterminio. Se ci dimenticassimo di ricordare, faremmo il gioco dei negazionisti e dei loro amici. Ecco perché il “Giorno della Memoria” va celebrato (retorica o non retorica) cercando di coinvolgere tutti (soprattutto i giovani). Facciamolo con convinzione, perché gli araldi delle zone cancerose della Storia continuano a prosperare nell’ombra. Aspettano solo che guardiamo altrove per conquistare spazio.
www.letteratitudine.it

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Annunci