Home > Articoli e varie > BOOKANDWINE: in ricordo di Maria Grazia Castrovinci

BOOKANDWINE: in ricordo di Maria Grazia Castrovinci

febbraio 20, 2013

maria grazia castrovinciBOOKANDWINE: in ricordo di Maria Grazia Castrovinci

di Massimo Maugeri

Stamattina ho appreso una terribile notizia. Di quelle che ti scuotono, ti feriscono l’anima e ti lasciano svuotato dentro…
Avevo avuto modo di conoscere e apprezzare Maria Grazia Castrovinci nel corso della presentazione di un libro, per poi incontrarla in tante altre occasioni “libresche”. Di lei ricordo, in particolare, il sorriso smagliante e la voglia di leggere più libri possibile.
L’amore per la lettura è contagioso e Maria Grazia ne è stata una testimonianza vivente. Ha fondato BOOKANDWINE: viaggio itinerante tra libri e vini. Sulla home page del sito, troverete queste parole: “Condividere il gusto della lettura, confrontando emozioni e suggestioni con vecchi e nuovi amici lettori, in un viaggio  sempre stimolante e coinvolgente“. Il viaggio di Maria Grazia è stato bellissimo e – appunto – coinvolgente. Si è concluso ieri sera, poco prima dell’inizio di un nuovo evento bookandwine. È stata trovata con il libro che doveva presentare. Il suo cuore si era fermato.
Maria Grazia, ancora giovanissima, lascia questa terra… ma il suo sogno rimane. Sono pronto a supportarlo con Letteratitudine. Lo sarò sempre.
Ciao, Maria Grazia. Ciao.

[Di seguito, l’affettuoso saluto di Simona Lo Iacono]

* * *

di Simona Lo Iacono

Carissima Maria Grazia,
solo qualche giorno fa ci eravamo abbracciate, in occasione della presentazione di “Capo Scirocco” di Emanuela Abbadessa, alla Galleria Roma, di Siracusa.
Mi eri venuta incontro sorridente, stretta in un vestitino rosso, con gli occhi lucidi per l’emozione.
Ti avevo dato – con molto ritardo – i miei pensierini natalizi e tu, in cambio, un libro: I girasoli ciechi di Alberto Mendez. Poi hai voluto a tutti i costi regalarmi il libro di Emanuela.
Durante la presentazione a due voci con Luigi Amato, mi sono lasciata cullare, perché improvvisamente la tua voce si è levata dolce e con un timbro mai udito, quasi definitivo: parlavi della bellezza.
Ma come mai avevi fatto, con una passione struggente e tenera, con un trasporto che – in un solo attimo – ti ha reso imperiosa nell’affermarne la necessità.
Poi hai detto: “L’arte mi fa ricordare di avere un’anima. E che quest’anima è eterna”.
Oggi, quando mi hanno detto che in un attimo eri volata via, lontano, a raggiungere quella bellezza che ti chiamava, di cui sentivi già la malinconia, oggi… ho ripetuto quelle parole che mi avevano folgorata. E che avevano fatto dire anche ad Emanuela Abbadessa: “E’ la definizione di arte più bella che abbia mai sentito”.
Oggi voglio dire a tutti quelle parole. Oggi voglio dire a tutti che l’anima è eterna, e che tu l’hai capito con urgenza e con amore, e quindi sei viva, Maria Grazia. Ti sento.
Che queste tue intuizioni laceranti e vere siano la tua testimonianza, tesoro mio. Che siano la tua traccia, il tuo lascito a noi che dobbiamo continuare a cercare la bellezza tra le mille pastoie di una vita spesso cattiva e troppo veloce.
Che risuonino, che ci scuotano, che ci ammoniscano che l’arte è una strada per ritrovare la scintilla divina che ci abita, e che questa è la sua unica logica, il suo unico destino. E che non c’è altro scopo, dopo aver trovato l’anima, che farla germogliare nel bene che deve unirci.
Come hai detto tu, Maria Grazia. Abbiamo un’anima. E quest’anima è eterna.
Ti voglio quel bene, quello che nasce dopo essersi ricordati dell’anima.

TEARS IN HEAVEN

– di Eric Clapton –

Would you know my name if I saw you in heaven?
Would it be the same if I saw you in heaven?
I must be strong and carry on
‘Cause I know I don’t belong here in heaven

Would you hold my hand if I saw you in heaven?
Would you help me stand if I saw you in heaven?
I’ll find my way through night and day
‘Cause I know I just can’t stay here in heaven

Time can bring you down; time can bend your knees
Time can break your heart, have you begging please, begging please

Beyond the door there’s peace I’m sure
And I know there’ll be no more tears in heaven

Would you know my name if I saw you in heaven?
Would it be the same if I saw you in heaven?
I must be strong and carry on
‘Cause I know I don’t belong here in heaven
‘Cause I know I don’t belong, here in heaven

* * *

LACRIME IN PARADISO

– di Eric Clapton – (Traduzione)

Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?
Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?
Devo essere forte e andare avanti
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso

Mi terrai la mano se ci vedremo in Paradiso?
Mi aiuterai a stare in piedi se ci vedremo in Paradiso?
Troverò la strada attraverso notte e dì
Perchè lo so che non posso restare qui in Paradiso

Il tempo può abbatterti; il tempo può piegarti le ginocchia;
Il tempo può spezzarti il cuore, e farti implorare pietà
implorare pietà

Oltre la porta c’è pace, ne sono certo,
e lo so che non ci saranno più lacrime in Paradiso

Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?
Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?
Devo essere forte e andare avanti
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Advertisements
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: