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Abbassare i toni nel linguaggio della politica

marzo 3, 2013

Pubblichiamo una sintesi dell’appello di Saro Trovato, direttore di Libreriamo.it, ad abbassare i toni nel linguaggio della politica.

di Saro Trovato

“Un tempo ci si indignava contro il linguaggio violento e volgare della mala Tv o contro le pubblicità choc. A guardare bene cosa accade oggi nel linguaggio utilizzato dalla politica italiana, quello precedente sembra roba da educande”. “Tutti i giorni assistiamo inerti, con la complicità dei riflettori mediatici, ad una fortissima dose di aggressività da parte dei responsabili della nostra politica e soprattutto ad uno smisurato utilizzo di parolacce e doppi sensi che poco hanno a che fare, almeno a nostro avviso, con la politica e con il dibattito democratico”.
“La politica per l’importanza che riveste dal punto di vista sociale e mediatico dovrebbe avere maggior responsabilità. In questo momento ci sembra invece che il teatrino della “Casta” si è trasformato in una sorta di arena dove a dominare sono litigi continui, violenza nel linguaggio, volgarità senza limiti”.
“Ciò che ci mette in allerta è ormai la frequenza con cui litigi e aggressioni verbali si susseguono. Malgrado la fine della campagna elettorale, il clima che si respira è quello più da osteria di piratesca memoria, che quello di persone che avranno la responsabilità di governare la cosa pubblica”.
“Riteniamo sia opportuno abbassare subito i toni e adottare un maggior senso di responsabilità nell’utilizzo del linguaggio da parte dei responsabili dei vari partiti politici italiani. Diciamo ciò perché crediamo sia rispettoso nei riguardi dei cittadini e dell’opinione pubblica nazionale e internazionale porsi dei limiti nel modo di dibattere e rivolgersi all’altra parte politica”.
“Ciò che accade è il frutto di un sistema messo in piedi da coloro che ci hanno governato dalla nascita della Repubblica ad oggi, i quali hanno sempre inserito la cultura e la scuola non come pilastri su cui fondare la crescita di una nazione, confinandoli invece all’ultimo posto”.
“Se gli italiani leggessero di più, al pari di altre nazioni dove il senso civico fa parte del vissuto quotidiano dei cittadini, forse la politica non si permetterebbe questi facili costumi e soprattutto di non avere rispetto dei circa 60 milioni di italiani che giornalmente sono costretti a subire questa barbarie!”

© Letteratitudine

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