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IL RUNNER 2.0 (uno stralcio del libro)

marzo 6, 2013

Il runner 2.0In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo l’introduzione del volume IL RUNNER 2.0 di Giovanna Barone (Aracne)

La scheda del libro
Come sono cambiati lo sport e l’essere sportivo ai tempi del web 2.0? Chi è il runner 2.0? Cosa lo identifica? Che cosa è cambiato e cosa si è “conservato” nel suo stile di vita e nelle sue abitudini con la diffusione dei media digitali, tra app, post, tweet, condivisioni, commenti e ogni altra possibilità di comunicazione? Dopo una panoramica generale delle caratteristiche del Web 2.0, tra vantaggi e svantaggi, uno studio empirico, attraverso un questionario e l’analisi dell’uso delle società di atletica del web, ha permesso di individuare e definire le caratteristiche sociologiche, tecniche e pratiche del runner 2.0 e il suo mondo “allargato” attraverso la rete. È uno studio alla scoperta del runner 2.0, del body hacking, del branding sportivo e del marketing 2.0.

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L’introduzione del volume IL RUNNER 2.0 di Giovanna Barone (Aracne)

Com’è cambiato lo sport e l’essere sportivo ai tempi del web 2.0? Chi è il runner 2.0? Cosa lo identifica? Cosa è cambiato e cosa si è “conservato” nello stile di vita e nelle abitudini dell’uomo la diffusione dei Media digitali, tra app, post, tweet, condivisioni, commenti, e ogni altra possibilità di comunicare e di condividere momenti di vita, traguardi personali e di gruppo, idee ed opinioni?

È assodato che l’avvento di internet e dei Social Network ha cambiato il modo di pensare, di comunicare e di relazionarsi dell’uomo, e ha creato una nuova generazione sempre in continua trasformazione: la “Generazione 2.0”. Cosa la contraddistingue? La possibilità di utilizzare il web, la Rete, e le sue applicazioni per partecipare, essere presenti, protagonisti, liberi di esprimersi, modificare e aggiungere dati ed informazioni, ma soprattutto condividere e confrontarsi su idee ed esperienze di vita con chiunque navighi e sia presente in Rete, in base alle proprie possibilità e capacità.

I Media Digitali, in tal senso, si collocano in un contesto di libertà, di fiducia e fluidità, inteso come possibilità per chiunque, gli user generator, di comunicare, progettare, porre modifiche, aggiungere ed aggiornare informazioni senza alcun vincolo, se non quello dell’interesse, del valore, del linguaggio, delle consuetudini personali[1].

Ai tempi della riproducibilità tecnologica[2], dove tutto è a portata di tutti e fruito con immediatezza, dove tutto cambia e si trasforma, e non solo per mano di una singola persona ma in alcuni casi grazie alla partecipazione e collaborazione di più soggetti, la Rete diventa la location ideale dove chiunque – protagonisti, coprotagonisti e seguaci – può dare il proprio contributo e metterlo a disposizione dell’altro. Ciò significa, in breve, che le informazioni pubblicate sul web si trasformano in un vantaggio finalizzato alla comunicazione di massa.

Il runner 2.0La comunicazione attraverso il web, però, secondo alcuni critici e studiosi, non è sempre efficace ed efficiente e inoltre comporta rischi. Non è sufficiente mettere online delle notizie per fare una buona comunicazione: il rischio è che i dati pubblicati degenerino provocando un sovraccarico di informazioni, che non sempre vengono usati con intenzioni di correttezza, con spirito di sano dibattito e “fair play” o che rischiano di non essere recepite o notate nell’insieme delle notizie diffuse in Rete. Secondo questi studiosi – tra cui sociologi ed economisti – per ottenere una comunicazione efficace ed efficiente è necessario fornire una valida informazione, avere una preparazione adeguata e una buona base di conoscenza del web.

Un tempo, la produzione di informazione, cultura e conoscenza era affidata esclusivamente agli “addetti” al settore – giornalisti, scrittori professionisti, uomini di cultura – formati ed istruiti per svolgere esplicitamente questo compito delicato, “nero su bianco”.

Oggi questa “scena”, le sue regole e i suoi interpreti sono cambiati: a quelli già presenti, gli istituzionali, se ne sono aggiunti di nuovi, a volte improbabili, a volte occasionali, a volte non professionisti o professionali, tutti pronti a dire qualcosa all’interno di un Medium, la Rete, che offre libero accesso a chiunque. Professionisti-lavoratori e appassionati del web s’incontrano, si scontrano, condividono e partecipano con le loro idee ed opinioni ad aggiungere informazioni e dati sulla Rete per motivi differenti e molteplici – per esempio economici, relazionali, sociali. Una scena sociologica “allargata”, in cui tutti diventano o si reputano “attori protagonisti”, proprio perché c’è posto per tutti e tutti possono dire la loro (notizie, opinioni, informazioni, suggerimenti, etc): si parla di “democratizzazione dei Media”.

Oggi grazie al web in tutte le sue espressioni – per esempio Blog, Forum, Social Network, sistemi di condivisione di immagini e video – la possibilità di comunicare, raccontare, esprimere liberamente, senza vincoli spazio-temporali è sicuramente illimitata e a portata di tutti.

Il web 2.0, termine coniato da Tim O’Reilly[3] (2007), ha cambiato le regole della comunicazione tradizionale e rappresenta un’espansione del concetto di web, inteso come servizio di internet dal quale poter raccogliere e dare informazioni. Racconti, fatti, avvenimenti ed eventi, esperienze, vengono condivisi e letti ogni giorno da miliardi di utenti in Rete. Il vantaggio? Una comunicazione immediata che abbatte i confini spazio-temporali della comunicazione, dell’economia, del sociale, in generale, di ogni forma di attività legata alla vita e alle esigenze dell’uomo 2.0.

Possiamo riassumere le novità e i temi della Rete in[4]:

–          App, applicazioni web per l’utente sui dispositivi mobili;

–          Social network, la cui funzione è offrire la possibilità di interagire e relazionarsi con l’altro, utilizzando la tecnologia e facendo riferimento alla nostra vita sociale reale. Per poterne fare parte è necessario registrarsi al social network, compilare un form con i dati personali dell’utente al fine di poter creare un profilo pubblico;

–          Location-based service e georeferenziazione, la cui funzione è localizzare geograficamente un utente o un veicolo mobile, con ricevitore GPS o cellulare;

–          Cloud computing, una sorta di grandissimo hard disk virtuale, la cui funzione è condividere, trasferire, memorizzare, archiviare e/o elaborare dati utilizzando le risorse della  Rete;

–          Mobile internet, dispositivi destinati alla navigazione in Internet;

–          Crowdsourcing, un modello di collaborazione, tipica dell’open source – es. Wikipedia – nella quale si ha la collaborazione di più persone non unite da legami, per la creazione di contenuti e per risolvere problemi

Il web 2.0 è quindi costituito da infinite applicazioni, sistemi informatici e software sempre in continuo aggiornamento che offrono numerose soluzioni e possibilità, tra vantaggi e svantaggi, a chiunque si colleghi al web. Termini come file sharing, reti Peer-to-Peer[5], free-open source software, proprietà intellettuale ed esclusiva, copy right, copy left, diritti e brevetti, strategie per la produzione di informazione, distinzione tra beni, preferenze, legge di potenza, filtraggio, credibilità, rilevanza e sovraccarico di informazioni (Obiezione di Babele) rappresentano alcuni degli elementi legati alla Rete[6].

In breve, la Rete, come già detto, ha trasformato il modo di operare, pensare, agire e comunicare dei nostri tempi e tenta di unire tradizione e innovazione tecnologica, creando un connubio perfetto tra passato, presente e futuro.

Se volessimo disegnare una linea temporale della mutazione delle modalità di trasmissione potremmo indicare ed evidenziare il passaggio dal broadcasting (trasmissione di massa) al narrowcasting (comunicazione basata sulla produzione di contenuti per gruppi ristretti con conoscenze e linguaggi propri), al webcasting (trasmissione di segnale audio e/o video sul web attraverso la Rete Internet in modalità client-server), al datacasting (invio di dati attraverso la televisione ad utenti dotati di set-top-box e hard disk digitali), fino al socialcasting (comunicazione attraverso i social media)[7].

Broadcasting → Narrowcasting →  Webcasting → Datacasting → Socialcasting

Non bisogna dimenticare però che internet è sempre in continua trasformazione. Il progresso, la Rete, non si ferma.

Ogni giorno vengono prodotte soluzioni tecnologiche che uniranno reale e virtuale in un unico filo a cui saremo legati. Cosa ci riserverà il futuro? … “ai posteri l’ardua sentenza[8]”.

In termini economici quali possono essere invece i vantaggi della Rete? Tanti o pochi, infiniti o limitati, a seconda del bacino di utenza e del tipo di prodotto e/o servizio aziendale offerto. Anche le tecniche e le strategie di marketing sono, come conseguenza, cambiate con la nascita e diffusione del web.

Oggi le aziende sono sempre più consapevoli del “web-power” e per questo motivo esse studiano, analizzano, creano e pianificano strategie di marketing basate sulle informazioni raccolte attraverso l’indice di gradimento del prodotto e/o servizio o su una wish-list indicata dal consumer attraverso la Rete.

Le nuove strategie di marketing sfruttano, in tal senso, la possibilità offerta ai consumer di chiedere informazioni direttamente alle aziende o a persone che hanno utilizzato il prodotto e/o servizio, e conoscono il marchio. Come conseguenza, le aziende analizzano i dati raccolti, pianificano nuove strategie di vendita, usufruiscono degli stessi dati per aumentare il consenso e il numero dei clienti.

Il mercato dello sport è sempre in continua crescita e per questo non è esente dalle strategie, pianificazioni e azioni di marketing tradizionale e del marketing 2.0.

La nostra ricerca, per questo motivo, vuole comprendere anche un’analisi del comportamento dello sportivo nell’utilizzo di prodotti (abbigliamento, accessori, cardiofrequenzimetri, localizzatori GPS, etc) e servizi (tabelle personalizzate di allenamento, diete personalizzate, cura degli infortuni, etc) dedicati allo sport, e al running in particolare, per comprendere se il mercato e il processo di fidelizzazione del cliente stia subendo variazioni grazie all’opportunità che le aziende offrono al consumer di acquistare prodotti e servizi non solo attraverso i canali tradizionali ma anche attraverso il web e i canali di vendita ad esso collegato. Queste nuove soluzioni e tendenze (siti web, piattaforme per l’e-commerce, DEM, Social Network, etc) permettono di creare nuovi contatti, di assicurarsi nuovi clienti, di poter comunicare o riservare delle offerte speciali al bacino di utenza che si registra al sito o al social network dell’azienda stessa. Attraverso questo sistema, l’azienda non solo si assicura la possibilità di mantenere vivo e rafforzare il rapporto con il cliente, il CRM, ma allo stesso tempo trae vantaggio dal fatto che gli utenti-clienti condividono sulle proprie pagine le informazioni e le offerte aziendali a cui sono interessati, creando una rete di promozione gratuita più efficace in quanto nasce dalla scelta individuale e disinteressata dello stesso cliente. Questo sistema permette alle aziende di acquisire velocemente nuovi clienti.

Parlando di visibilità ai tempi del web 2.0, è da notare come il mondo dello sport non è esente dalle trasformazioni socio-culturali ed economiche adattate e costruite sulle nuove tecnologie. È sufficiente pensare alle società sportive che oggi investono tempo e denaro per crearsi un loro spazio sui canali multimediali e sul network al fine di presentarsi, farsi conoscere, auto-promuoversi e promuovere i loro eventi sportivi, anche attraverso il web. Se un tempo le società sportive potevano presentarsi e promuovere le loro attività esclusivamente attraverso i sistemi tradizionali di promozione e marketing (volantini, manifesti, spot radio e TV), oggi con il web queste possibilità sono ampliate e permettono di raggiungere luoghi e persone anche distanti, aumentano il numero di utenti a conoscenza di fatti, persone, cose ed eventi, stimolano a partecipare alle manifestazioni ed eventi che senza la Rete potrebbero rimanere circoscritti esclusivamente ad alcune aree e luoghi geografici.

Oggi, infatti, per esempio, le società di atletica leggera italiane connesse alla Rete, sono numerosissime. Queste possiedono e comunicano attraverso siti web personali, blog, forum, e/o altre risorse online che permettono loro di condividere immagini e video (es. You Tube, Vimeo, Picasa). Da non dimenticare che sempre più società sportive creano autonomamente il loro spazio “vetrina” anche sui Social Network (es. Facebook, Twitter).

È importante notare come sia cambiata anche la figura dello sportivo che con il web 2.0 ha trovato nuovi spunti e soluzioni per definire o migliorare la sua tecnica, i suoi allenamenti, il modo di confrontarsi con i suoi colleghi sportivi, e tanto altro ancora.

In principio c’era il coach, l’allenatore, unico punto di riferimento per l’atleta a cui si poteva affiancare la figura dell’amico atleta o del compagno di squadra con maggiore esperienza.

Oggi, il web diventa uno strumento a portata di tutti in cui si può trovare di tutto e che può aiutare lo sportivo a valutare anche autonomamente i suoi risultati e i suoi progressi (body hacking). Chiunque effettuando delle semplici ricerche sui motori di ricerca può trovare informazioni relative agli argomenti di interesse, dagli allenamenti all’alimentazione, alla cura degli infortuni, alla promozione di eventi sportivi, ai libri tematici digitali, etc. attraverso la condivisione di informazioni, tra articoli e link presenti sulla Rete.

Concludendo, il nostro studio vuole, prima di tutto, nel primo capitolo, definire le caratteristiche del Web 2.0, tra vantaggi e svantaggi, per poter fornire una panoramica generale dell’universo digitale, al fine di comprendere come sia cambiato e stia cambiando la società, i bisogni e le aspettative umane con la tecnologia.

Il secondo capitolo sarà dedicato, invece, al tema del “body hacking”, un argomento di interesse attuale e di cui è possibile trovare materiale, articoli, studi, casi e video dimostrativi, anche sul web.

Il terzo capitolo è stato assegnato al marketing e al branding sportivo ai tempi del web 2.0 in quanto è possibile studiare e analizzare il comportamento e le preferenze dell’atleta che ogni giorno sceglie, seleziona, si informa, su cosa acquistare anche attraverso internet e successivamente comunica il suo grado di soddisfazione. Ma soprattutto egli acquisisce un importantissimo valore e funzione per le aziende in quanto fornisce loro informazioni per migliorare la qualità del loro prodotto e l’efficienza del servizio, per comprendere ciò di cui ha realmente bisogno il cliente attuale o quello che acquisirà in futuro (fidelizzazione).

Successivamente dall’approfondimento teorico passeremo nel capitolo 4 allo studio empirico vero e proprio, per individuare e definire le caratteristiche sociologiche, tecniche e pratiche del runner 2.0 e del suo mondo “allargato” attraverso la Rete.

(Riproduzione riservata)

© Aracne

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[1] Mafe de Baggis; 2010, World Wide We. Progettare la presenza in rete: le aziende dal marketing alla collaborazione. Apogeo, pag, XIX

[2] Walter Benjamin, 2000, L’Opera d’arte nei tempi della riproducibilità tecnica, Piccola Biblioteca Einaudi Ns.

[3] Laura Iannelli, 2011, Facebook & Co. Sociologia dei social network sites, Pag. 19

[4] Marco Massarotto, Social Network Costruire e comunicare identità in rete, Apogeo, pag. xvii

[5] successivamente abbreviato in “P2P”, consente lo scambio di file tra utenti attraverso internet

[6] Yochai Benkler, 2007, La ricchezza della rete. La produzione sociale trasforma il mercato e aumenta le libertà, ed. Università Bocconi – collana “I nuovi classici”

[7] Davide Bennato, 2011, Sociologia dei media digitali, Relazioni sociali e processi comunicativi del web partecipativo, Ed. Laterza, pag. 3-6

[8] Cit. Manzoni “Il 5 Maggio”

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Giovanna Barone, laureata in Lingue e letterature straniere, in Scienze della comunicazione e in Scienze dello spettacolo e comunicazione multimediale presso l’Università degli Studi di Catania, è specializzata e ha un’esperienza decennale nel settore della comunicazione d’impresa e marketing. Runner, atleta agonista nel tempo libero.

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