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Archive for maggio 2013

I CINQUE FINALISTI DEL PREMIO CAMPIELLO 2013

I CINQUE FINALISTI DEL PREMIO CAMPIELLO 2013

Neri Marcorè e Geppi Cucciari presenteranno la Cerimonia di Premiazione della 51ª edizione del Premio Campiello, prevista per sabato 7 settembre al Gran Teatro La Fenice di Venezia (diretta su Rai 5, in differita su Rai 3).

Il Premio Fondazione Il Campiello 2013 verrà assegnato ad Alberto Arbasino.

Di seguito, la cinquina dei finalisti.
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SCRITTURE VERTICALI: Simona Lo Iacono, Veronica Tomassini e la “linea siracusana”

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SCRITTURE VERTICALI.

SIMONA LO IACONO, VERONICA TOMASSINI

E LA ‘LINEA SIRACUSANA’

Nel suo denso e acuto saggio il semiologo Salvo Sequenzia ripercorre le esperienze letterarie delle scrittrici siracusane Simona Lo Iacono e Veronica Tomassini cogliendo la originalità e le componenti innovative delle loro opere rispetto ad un panorama letterario nazionale piatto e privo di autenticità.
Intrecciando un discorso critico che dall’Italia post unitaria sino al secondo Novecento vede la letteratura siciliana al centro di una complessa sintesi di opposizione e di dissidenza, da cui scaturisce l’originalità e la novità di linguaggi e di espressioni narrative, lo studio di Sequenzia individua una “linea siracusana” che trova nei romanzi della Lo Iacono e della Tomassini la propria felice definizione, per la capacità di rileggere, con sguardo disincantato e senza mistificazioni, le trasformazioni, i miti e i drammi della contemporaneità, assumendo come prospettiva imprescindibile la singolarità di un luogo e della sua storia.

di Salvo Sequenzia

Nel settembre del 2005 l’editore Avagliano di Roma dava alle stampe “Una Sicilia senza aranci”, un libro prezioso, prefato appassionatamente da Massimo Onofri, nel quale lo studioso Ivan Pupo ha raccolto, e salvato dall’oblio, gran parte del materiale inedito dello scrittore siciliano Giuseppe Antonio Borgese. Si tratta di un materiale vario e di grande interesse: carteggi, scritti d’occasione, appunti di viaggio.
Da questa densa nebulosa è emerso il testo di una conferenza tenuta da Borgese nel 1931 fra Catania e  Siracusa, poco prima di partire per il lungo esilio americano, che racchiude e,  in un certo senso, rivela la quintessenza del rapporto che ha ambiguamente legato l’autore di Rubè alla sua terra.
Un testo, questo, circondato da un’ aura leggendaria, di cui si sapeva quel poco che Vitaliano Brancati, testimone d’eccezione, aveva riferito scrivendo sul “Popolo di Sicilia” il 26 maggio 1931. Un testo che va allineato al famoso saggio che fece da introduzione al volume del “Touring Club Italiano” dedicato alla Sicilia, col suo memorabile incipit: «Un’isola non abbastanza isola».
«Una Sicilia senza aranci» è la formula felice usata da Giulio Caprin nel suo “Ricordo di Borgese” del 1958. Il testo della conferenza siracusana  fa luce definitivamente sul “discorso” ininterrotto che lo scrittore e critico polizzano ha fatto sull’ identità isolana, sulla sicilianità della sua stessa opera, sul rapporto fecondo coi suoi illustri conterranei, da Giovanni Verga a Luigi Pirandello, da Rosso di San Secondo a Giovanni Alfredo Cesareo. Una sicilianità, quella di Borgese, davvero sui generis: vissuta sotto una centrifuga spinta al Nord, che ha scongiurato la visceralità di un legame vissuto da altri scrittori isolani come croce e delizia, come alimento per la fantasia ma, anche, come gabbia asfissiante, vera e propria prigione del pensiero. Da qui deriva la particolare declinazione della “similitudine” che ha fatto di Borgese uno scrittore “cosmopolita”, refrattario alla retorica delle sirene dell’ Isola.
Il testo, tuttavia, si apre a ben altre letture, e ci illumina sul complesso e travagliato rapporto che il «divergente» Borgese ebbe nei confronti della propria scrittura e su  quella “linea di opposizione” della scrittura del Sud dell’Italia, lungo la quale si attestano voci singolari della nostra letteratura fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
La narrativa siciliana, infatti, è la prima  non solo a misurare la distanza tra le speranze pre-unitarie e le delusioni successive al 1861, ma ad inaugurare una autentica “linea” letteraria di opposizione rispetto a come si è andata configurando l’Italia unita. Basta aprire le pagine dei romanzi di Verga, di De Roberto di Tomasi di Lampedusa e di Pirandello per comprendere facilmente i temi ed i motivi che fecondano una scrittura originale, nuova, critica e dissidente e che muovono questi autori a raccontare, per esempio, che cosa significhi l’Italia unita per le classi sociali più povere della Sicilia, come nel caso de I Malavoglia; o a pubblicare, come nel caso di Federico De Roberto, il primo romanzo politico dell’Italia unita, I Viceré, storia della famiglia nobiliare degli Uzeda tra il 1855 e il 1882, e che De Roberto, avrebbe poi  proseguito a raccontarne la storia nel romanzo intitolato L’Imperio, il primo romanzo che  inaugura la “letteratura parlamentare” nazionale, che si forma all’indomani dell’apertura del primo Parlamento unitario. Per non parlare di Pirandello, che pubblica uno dei romanzi meno conosciuti della nostra tradizione letteraria, I vecchi e i giovani, violento atto di accusa contro lo Stato unitario: un violento atto d’accusa lanciato, ancora una volta, dalla Sicilia.
Questa “linea di opposizione” al potere istituzionale e ai falsi miti sociali  che la storia, con le sue imposture  e le sue iniquità, perpetra ai danni degli individui, sarà l’eredità più tormentata e cogente che si consegnerà al secondo Novecento letterario siciliano ed alla pagine di altri «divergenti» come Fiore, Savarese, Ripellino, Pizzuto, Sciascia, Addamo, Consolo, Bufalino.
Da tale humus fertilissimo germoglieranno, in seguito, le interessanti e significative esperienze narrative di Livio Romano, Francesco Piccolo, Giulio Mozzi, Gaetano Cappelli, Antonio Pascale; e, più tardi, ai giorni nostri, quelle di Ottavio Cappellani, Salvatore  Scalia, Massimo Maugeri, Silvana La Spina, Silvana Grasso, Roberto Alaimo, Simona Lo Iacono, Veronica Tomassini.
Esperienze, queste ultime, che si muovono tra la contingenza del dato reale  e la capacità di trasfigurare tale dato in simbolo, in figura, in condizione universale: segnali vitalissimi, irriducibili ad ogni pretesa  di  categorizzazione; testimonianza di una “urgenza” conoscitiva e demistificante e di una talora  “impietosa” tensione gnoseologica, morale.
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ISTAT: La produzione e la lettura di libri in Italia

Logo istat.itISTAT: La produzione e la lettura di libri in Italia

Nel 2012, oltre 26 milioni di persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2011, la quota di lettori di libri rimane sostanzialmente stabile (46%).

Le donne leggono più degli uomini: nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 51,9% della popolazione femminile rispetto al 39,7% di quella maschile. La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già a partire dagli 11 anni e tende a ridursi solo dopo i 75.

La fascia di età nella quale si legge in assoluto di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (60,8%).

Avere genitori lettori incoraggia la lettura: leggono libri il 77,4% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 39,7% di quelli i cui genitori non leggono.

Nel Nord e nel Centro del Paese legge oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (52,2%). Nel Sud e nelle Isole, invece, la quota di lettori scende al 34,2%, seppur con un lieve aumento rispetto al 2011.

Mentre nei comuni centro dell’area metropolitana la quota di lettori è pari al 53,3%, in quelli con meno di 2.000 abitanti scende al 41,5%.

In Italia, anche chi legge, legge poco: tra i lettori il 46% ha letto al massimo tre libri in 12 mesi, mentre i “lettori forti”, con 12 o più libri letti nello stesso lasso di tempo, sono soltanto il 14,5% del totale.

Una famiglia su dieci (10,2%) non possiede alcun libro in casa, il 63,6% ne ha al massimo 100.

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Il testo integrale è disponibile qui… Leggi tutto…

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EFFATA’ di Simona Lo Iacono a MAGGIO DEI LIBRI a Catania – 30 maggio 2013

EffatàGiovedì 30 maggio 2013 – h. 17,30 presso i locali della Pinacoteca Provinciale, sita a Catania, in Piazza Manganelli, nell’ambito dell’iniziativa MAGGIO DEI LIBRI, si svolgerà la presentazione del romanzo di Simona Lo Iacono “Effatà” (Cavallo di ferro).
Interverranno: Massimo Maugeri e Elvira Seminara.
Sarà presente l’autrice.

La schedaL’intervistaIl booktrailerUn brano del libroIl video

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§         Simona Lo Iacono, Effatà, Cavallo di Ferro Editore

Un medico nazista fuggito in Sicilia dopo la guerra e un orfano sordomuto da salvare. Nella Siracusa degli anni 50, Nino e sua madre sbarcano dall’Inghilterra. Nino è un bambino di otto anni ed è sordomuto. Il suo handicap però non costituisce un impedimento alla comunicazione con il mondo esterno: è in grado di leggere i segnali del corpo e delle labbra. I suoi pensieri, limpidi e acuti, esprimono una spiccata intelligenza. A causa del lavoro della madre, il piccolo trascorre le sue giornate in un teatro della città, dove si imbatte in uno strano personaggio: si tratta del maestro di buca, o suggeritore, che non mostra alcuna difficoltà a comunicare con il bambino attraverso il linguaggio del corpo. Ma questo vecchio dall’aria bonaria, con gli occhi velati di cataratte, nasconde un passato difficile e doloroso. Negli anni del secondo conflitto mondiale lavorò come medico per le SS e nel processo di Norimberga fu assolto ed espatriato. L’incontro con Nino, in una Sicilia dimenticata da Dio, gli sembrerà un vero e proprio dono divino, un’occasione di riscatto.

info:Biblioteca Provinciale – Via Prefettura N° 20

Tel. 095.4011513

 

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Il Programma del Maggio dei Libri a Catania
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Strane Coppie 2013: 30 maggio Georges Simenon, Fruttero & Lucentini, Domenico Scarpa, Enzo Moscato

STRANE COPPIE 2013 | Settimo incontro

giovedì 30 maggio 2013 ore 18

Le Grenoble – Institut Français de Naples
Via Crispi 86, Napoli

Ingresso libero

simenon i fantasmi del cappellaio fruttero lucentini la donna della domenica

LUCIDE FOLLIE

Georges Simenon
I fantasmi del cappellaio

vs

Fruttero & Lucentini
La donna della domenica

 

Con Enzo Moscato e Domenico Scarpa

Conduce Antonella Cilento
Letture di Cristina Donadio

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DONNE E BAMBINI NELLA SICILIA DEL XIX SECOLO – incontro con Renata Russo Drago – Lussemburgo, 30 maggio 2013

Col Patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Lussemburgo
e alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia,
S.E. Stefano Maria Cacciaguerra Ranghieri,
nella sala della Libreria Italiana
11 rue St. Ulric, Lussemburgo
giovedì 30 maggio 2013 ore 19.00
si terrà una conferenza su
DONNE E BAMBINI
NELLA SICILIA DEL XIX SECOLO
con la presentazione dei libri di
Renata Russo Drago
TRA VIOLENZA E ONORE
I FIGLI DELLO STATO
editi da Lombardi Editori
Saranno presenti l’autrice e l’editore

Tra violenza e onore è un’accurata ricerca sui processi di stupro (numerosissimi allora come oggi) che poi si allarga ad altri procedimenti riguardanti l’infanticidio, le percosse seguite da morte, il veneficio e altre tristi vicende a volta anche tragiche della prima metà dell’Ottocento che per molti versi, anche nella lungaggine delle istruttorie ci riportano ai giorni nostri.

I figli dello statoanche se edito prima, completa la ricerca dell’autrice mettendo in luce i numerossimi casi di abbandono di figli nati illegittimi e il loro doloroso iter negli orfanatrofi non certo all’altezza del loro compito nonché le difficoltà e le difficoltà per  eventuali adozioni.
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LE VOCI DEL MONDO, di Robert Schneider

Le voci del mondoIn collegamento con il forum permanente di Letteratitudine dedicato al rapporto tra “Letteratura  e musica“…

Robert Schneider, “Le voci del mondo

di Claudio Morandini

Le voci del mondo” di Robert Schneider è uscito in Austria nel 1992. Einaudi ne ha pubblicato nel 1994 una meticolosissima traduzione a cura di Flavio Cuniberto (riproposta in una nuova edizione nel 2005). Io, fino a qualche mese fa, non ne sapevo quasi nulla: ma, trovatolo in una bancarella dell’usato, l’ho scoperto e ne sono rimasto incantato (tra parentesi: chi può essere tanto sordo alla bellezza da volersi sbarazzare di un libro così?).
Elias Alder, il giovane protagonista del romanzo, è un genio della musica – dei suoni, anzi, di tutti i suoni e le voci del mondo. Le sue straordinarie doti ne avrebbero fatto un musicista eccelso, un Mozart al quadrato, un concentrato paradigmatico di genio musicale romantico – ma circostanze avverse lo hanno costretto a nascere in quel triste, cupo, immobile villaggio di Eschberg, agli inizi dell’Ottocento, e gli impediscono di imparare la musica; certo, egli sa la musica senza bisogno di studiarla come disciplina, la parla, la pensa, la trasuda: ha un orecchio finissimo, una memoria prodigiosa, un pensiero il cui sviluppo è spontaneamente imitativo come un fugato o nutrito di contrasti e rimandi come una forma-sonata, ha una immaginazione al di là dei suoi tempi (di tutti i tempi, si direbbe): ma nessuno, a parte i compaesani, che però diffidano di lui come di un pazzo o un mostro, e gli abitanti di Feldberg accorsi all’annuale Cimento per organisti, entusiasti sul momento ma di memoria ahimè assai labile – nessuno, dicevo, lo saprà mai. La sua vita, chiosa amaro Schneider, “non è che un triste bilancio di omissioni e mancanze: commesse da tutti coloro che intuirono forse il grande talento del ragazzo, lasciandolo poi deperire per indifferenza o pura stupidità”.
“Circostanze avverse”, abbiamo scritto poco fa: ma Schneider, dando voce ai tormenti dello stesso Alder, ne parla come di una sorta di maledizione divina, di beffa crudele. Un dono sublime concesso misteriosamente da Dio viene altrettanto misteriosamente neutralizzato dalla creazione, attorno ad esso, di un ambiente sordo e ostile. I frutti presumibilmente sommi di quel dono non verranno mai ascoltati da nessuno, se non da pochissimi incapaci di comprenderne la grandezza, o dotati di scarsissima memoria, o rosi dalla gelosia – dunque, quei frutti non lasceranno traccia, non diventeranno mai parte del patrimonio d’arte dell’umanità, saranno persi per sempre, e noi tutti a questo punto saremo vittime come Elias Alder di questa beffa crudele e incomprensibile. Quanti geni assoluti, si chiede Schneider, non a caso all’inizio e alla fine del romanzo, sono andati perduti per sempre, come Elias? A quanti Mozart, Michelangelo, noi uomini abbiamo dovuto rinunciare senza nemmeno saperlo?
Di fronte a certe pagine, si può forse pensare a Patrick Süskind e vedere ne “Le voci del mondo” una sorta di “Profumo” virato sull’estrema sensibilità ai suoni invece che agli odori. Ma Schneider evita la trappola dell’emulazione perché, a parte la scena della partecipazione al Cimento per organisti a Feldberg, il suo romanzo si svolge tutto compresso nella geografia angusta di un villaggio montano dell’Austria. Eschberg è un microcosmo chiuso, ottuso, torpido, inevitabilmente afflitto da tare genetiche, fermo nella ciclicità della vita contadina e sottoposto periodicamente a cataclismi, incendi, alluvioni, esplosioni d’ira distruttiva, di cui la natura e l’uomo si spartiscono la responsabilità. È un piccolo mondo feroce e superstizioso, percorso sottopelle da pulsioni animalesche. A differenziare dal cosmopolitismo rutilante del “Profumo” di Süskind è prima di tutto proprio questa limitazione paesana, se volete strapaesana, in cui il bozzettismo arcadico è però deformato da ironia e da un senso grottesco della tragedia.
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Roberto Andò si racconta a Filminscena – 31 maggio 2013

Pubblichiamo il comunicato stampa relativo alla rassegna Filminscena curata da Ornella Sgroi

Il regista di “Viva la libertà” si racconta a Filminscena
Roberto Andò: il cinema come pensiero e come memoria

Si conclude la terza edizione degli incontri promossi dal Teatro Stabile di Catania con il sostegno del Dipartimento di Scienze Umanistiche e il patrocinio del Sngc

CATANIA – «Mi interessa la memoria quando diventa la perfetta geometria di un destino. Mi interessa la misteriosa confluenza, in chi racconta, tra ciò che si svela e ciò che si omette». È sostanzialmente una “dichiarazione di poetica” quella maturata nel tempo da Roberto Andò, autore a tutto tondo, regista, sceneggiatore, scrittore, ai vertici del panorama teatrale, letterale, cinematografico. E appunto “Il Cinema come memoria e come pensiero, interprete della realtà” s’intitola l’approfondimento che venerdì 31 maggio, alle ore 21, vedrà l’artista palermitano alla sala Musco, per l’appuntamento che chiude la terza edizione di “Filminscena – Conversazioni di Cinema in Teatro”. Il ciclo s’inserisce tra le iniziative varate dal direttore del Teatro Stabile di Catania, Giuseppe Dipasquale, per valorizzare l’attività culturale dell’ente, aprendo il sipario non solo sulla prosa ma sui diversi linguaggi dell’arte.
La “conversazione” con Andò, che sarà condotta da Ornella Sgroi con l’ausilio di materiali video, darà agli appassionati l’occasione di incontrare un cineasta geniale, dallo sguardo lucido e profetico. Lo dimostra la surreale satira del recentissimo “Viva la libertà”, accolto con favore dal pubblico e dalla critica, e subito balzato al centro di uno stimolante dibattito civile e politico. Merito di una personalità versatile, capace anche di illuminanti incursioni nel mondo letterario, che ne ha riconosciuto il valore conferendogli il Premio Campiello Opera Prima per il “Il trono vuoto”. Questo romanzo demistificatore, in cui viene esplorato il rapporto sottilissimo tra politica e follia, è diventato sceneggiatura proprio per “Viva la libertà”, pellicola candidata in atto a ben dodici David di Donatello, con Toni Servillo “doppiamente” straordinario nelle vesti di due antitetici gemelli, e le eccellenti prove di Michela Cescon, Valeria Bruni Tedeschi, Valerio Mastandrea.
Ritorna qui la ricerca della “memoria degli altri”, peculiarità di Roberto Andò sin dal primo lungometraggio, “Diario senza date” (1995), dedicato alla sua Palermo, a cui segue “Il manoscritto del principe” (2000), con Michel Bouquet e Jeanne Moreau, sull’ultima parte della vita di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e la stesura del “Gattopardo”. Reminiscenze s’intrecciano ancora al recupero dei luoghi d’origine in “Viaggio segreto” (2006), con Donatella Finocchiaro e Alessio Boni. E ritorna l’idea, sempre sottesa ai diversi lavori, secondo cui l’universo cinematografico sia in realtà un itinerario nei labirinti della mente e dei ricordi, una sorta di percorso odeporico alla ricerca di una verità o di se stessi, contro l’oblio o tra le ambiguità del doppio. Leggi tutto…

Radio e dintorni: incontro con Helena Molinari

Radio e dintorni:  incontro con Helena Molinari

di Massimo Maugeri

Incontriamo Helena Molinari poliedrica conduttrice del programma BOOK-ING che va in onda su Radio Aldeberan

– Helena, Come nasce la tua passione per la radio?
La mia passione per la radio nasce per puro caso, in forma quasi di evasione, molto giovane ed adolescenziale. ( 15 anni ) Di lì a poco tuttavia dopo un breve e necessario approccio tecnico agli strumenti d’uso radiofonico dell’epoca nelle radio libere e a innumerevoli prove voce ( si chiamava gavetta) compresi, quanto visceralmente vi appartenessi; quanto la mia voglia di comunicare combaciasse con quella della radio medesima, leggibile, ma anche intelligibile e discreta più di qualsiasi altro mezzo di comunicazione a mio dire, eccezion fatta per la scrittura.
Passione infine, ma non ultima, legata alla musica, amalgama e talvolta complemento rispetto a chi conduce e parla.

– Cosa significa occuparsi di libri e di cultura in radio? E cosa offre, la radio, in più o in meno rispetto ad altri medium?
helenaPer la sottoscritta significa pressoché tutto.. se non si dimentica che la sottoscritta scrive..  E’ una non facile sfida ad oggi, ma assai gratificante. E’ un “valore aggiunto” almeno così dicono molti addetti ai lavori; e forse nell’analisi complessiva di palinsesto esteso a tutta la radiofonia italiana ed europea (con le dovute variabili di canali monotematici riservati e costantemente e quotidianamente rivolti a tali argomenti) e forse lo è..
a me però piace chiamarlo “servizio pubblico” alla stregua del redazionale.
E’ un piacevole dovere!
La radio bene si presta, nonostante i suoi tempi veloci  e concisi al linguaggio letterario, alla cultura… perché ribadisco sa “carpire” anche priva di immagini visive.. sa veicolarle ugualmente nell’immaginario ancor più caleidoscopico, bizantino e imponente e bello di chi ascolta.
La radio è volendo se non un libro per evidenti ragioni di tempo e di mercato… un ninnolo parlato unico e irripetibile.

– Ami la poesia (ne leggi e ne scrivi). Regalaci un tuo verso a cui sei particolarmente legata… Leggi tutto…

La creatività e la cultura del progetto: I Pirandello

I Pirandello al Salone“Dove osano le idee” il titolo del XXVI Salone Internazionale del Libro di Torino. Nell’ambito del laboratorio ad esso connesso, “La creatività e la cultura del progetto”, che conduce dall’idea nascente alla sua realizzazione, capace di mutare modalità del pensiero e insieme abitudini e prospettive di vita, ha avuto luogo un interessante incontro a cui ha preso parte, con l’Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, prof. Maria Rita Sgarlata, che ha introdotto i lavori, anche il Ministro della Cultura della Guinea, il poeta Ahmed Tidiane Cissé, in rappresentanza del Paese Ospite d’onore al Lingotto nella prossima edizione (quest’anno è stato il Cile) che ha annunciato la partecipazione di Tierno Monénembo, il maggiore scrittore contemporaneo della Repubblica ex colonia francese.
A presentare il volume “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”, a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla, Corrado Bonfanti, Sindaco della città di Noto, ben a ragione Patrimonio dell’Umanità, che ne ha patrocinato la pubblicazione, nella convinzione che la cultura, in special modo in un periodo di forte crisi quale quello che stiamo attraversando, “rafforza l’identità e la creatività di un popolo e costituisce ineludibile volano non soltanto di crescita sociale ed etica ma pure di promozione turistica e sviluppo economico”. Quindi Giovanni Tesio, ordinario di Letteratura Italiana, ha con sapienza messo a fuoco l’importanza del volume, doviziosamente illustrato (ben 630 foto in molta parte inedite o rare, dalla forte valenza storico-documentaria), che ripercorre puntualmente tutte le tappe dell’itinerario della difficile e tormentata famiglia dei Pirandello, dal protagonista principe Luigi, all’agrigentina famiglia d’origine, ai figli Stefano, scrittore di notevole statura, la cui scoperta si deve proprio ai due studiosi, a Fausto, destinato a divenire uno dei maggiori pittori della Scuola Romana, a Lietta, all’interprete e musa ispiratrice Marta Abba, ai personaggi più autorevoli del Novecento, le cui vicende s’intrecciano con quelle di un’epoca grandemente perturbante. Un contributo scientifico per tanti aspetti fondamentale.
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BIANCANEVE, di Marina Visentin

BIANCANEVE, di Marina Visentin
Todaro Editore, 2010 – 160 pag. – € 15.00

di Marcella Argento

Una donna cresciuta male non sa vivere e si trascina lentamente fra un evento e l’altro della propria esistenza, guardandoli da spettatrice, quando avrebbe dovuto impugnarli da attrice. Le altre donne sono le attici, donne che vivono felici o pagano queste occasioni persino più di lei che resta nell’ombra. E le altre donne sono spesso meteore piene di gioia a cui la gioia viene strappata via con la vita, la stessa vita che “Biancaneve”, la protagonista della storia, invece non sa vivere.
È tagliente lo stile di Marina Visentin, autrice del libro, tagliente come la storia che racconta, come i pensieri di “Biancaneve”, come il coltello utilizzato, come le parole virgolettate pagina dopo pagina, parole che lasciano il segno, secando l’aria, se recitate; secando la mente, se lette in silenzio.
Per una volta ancora le parole riescono a essere tutto, a render chiaro ogni concetto, fin nel profondo più intimo. Spiegano, srotolano, svelano, battito per battito, i più profondi sentimenti che stravolgono la vita giorno dopo giorno… rapporto dopo rapporto.
È pieno di contraddizioni l’esprimersi inesorabile della voce narrante; ma quale animo non è turbato dai sì e dai no dell’indecisione e della paura, dall’alternarsi di sensazioni nette contrastanti, ognuna delle quali si impone con tutta la propria caratteristica?
E “Biancaneve” è debole, si sa: senza un cacciatore animato da buon senso, finirebbe scaraventata sull’humus di un bosco con l’addome squarciato, affinché una mano possa infilarsi, da lì, sotto lo sterno per strapparle il cuore. È proprio questo che, in una storia che non è più favola, le succede: qualcuno, conoscendola inerme, accontenta una virtuale regina che non ha mai dato un ordine preciso, ma può ricevere comunque fra le mani quel cuore caldo di vita. Leggi tutto…

PARVA NATURALIA, di Sonia Gentili

immagine scheda libroPARVA NATURALIA, di Sonia Gentili
Nino Aragno, 2012 – euro 10
[La silloge di Sonia Gentili, sarà presentata sabato 25 maggio ad Aci Bonaccorsi (CT) – h.18,30 – dettagli a fine post]

di Maria Rita Pennisi

Parva Naturalia è una silloge della poetessa Sonia Gentili pubblicata con l’editore Nino Aragno, 2012 Torino. L’autrice si immedesima nel dolore di un mondo immerso nel pianto, in attesa di un riscatto che non arriva. In questi componimenti si riscontrano molti elementi mitici, leggendari e fiabeschi. Come nelle favole gli animali e le piante sono umanizzati. Un filo magico si interseca fra tutte le poesie e ci cattura. La poetessa vive a Roma, capitale della sapienza magica, dove hanno operato uomini come Giordano Bruno, Cagliostro, Massimiliano Palombara, autore della porta magica. Roma che è stata teatro dei riti di morte e risurrezione di Iside e di tutta una tradizione misterica. Un mondo magico che la poetessa ha assimilato, che l’ha ispirata e che ha poi sapientemente trasformato in poesia, una poesia colta, elegante, dai toni alti. Il suo occhio attento si posa su ogni cosa e la canta in tutti i toni e sottotoni. Nella raccolta troviamo delle poesie scritte in latino e in francese. La scrittura in latino e in francese è forse dovuta ad una esigenza culturale che affonda le sue radici nella nostra lingua madre e nel francese del nord della Francia, che ha visto la diffusione in lingua d’oil dei poemi bretoni, che raccontano di Artù e dei cavalieri della tavola rotonda. La perfezione voluta da Artù nel suo regno di Camelot, che ci appare quasi come un nuovo eden, non può esistere, come non può esistere alla tavola di Gesù e in nessuna famiglia, dove c’è sempre la pecora nera, perché la perfezione non è di questo mondo. Ecco che allora interviene il cavaliere puro, Parsifal, che va alla ricerca del Graal e lo vede. La poesia che apre la silloge della Gentili è Un muro. Mondo di pietra è ciò che il muro diventa nell’immaginazione di Sonia Gentili. Da un lato la durezza della pietra che accoglie il dolore, dall’altro le nuvole e i colori che si riflettono in un cuore stanco di essere ferito. Il mondo naturale descritto dalla poetessa mi ha riportato alla mente Myricae di Pascoli sia per il titolo in latino che per il mondo naturale che descrive il poeta che con occhi incanti trasforma ogni cosa e tutto diventa simbolo di qualcosa di più grande, di più profondo. Anche il mondo leopardiano dei Canti, è presente nel Parva naturalia. Giusto e sbagliato recita “Passare il tempo a scrivere è sbagliato”. Leopardi quando ragiona sui “7 anni di studio matto e disperatissimo” trascorsi nella biblioteca paterna a Recanati rimpiange la vita perduta. Abbiamo poi il bosco come ne La pioggia del pineto di D’Annunzio, in cui avviene la vegetalizzazione dei corpi dei due amanti. La metamorfosi tanto cara al mondo greco. Pensiamo al mito di Dafne, di Mirra, di Leda, di Zeus, di Tiresia per citarne alcuni. Ma che significato può avere la metamorfosi nel mondo greco? Forse la possibilità di arrivare alla conoscenza o forse una delle possibilità per arrivare a determinati tipi di conoscenza? Ecco, io ho citato delle reminiscenze letterarie che mi sono balzate agli occhi leggendo, ma ce ne saranno moltissime altre che mi sono sfuggite. Queste reminiscenze ci fanno capire la solidità su cui poggia la cultura della nostra poetessa, autrice di studi sulla letteratura medievale e del Novecento. In Parva naturalia ci sono alcuni animali, che sono animali totem della cultura celtica e alcuni termini che sono legati a simboli magici: Merlo: il suo canto addormenta e non ci si accorge del tempo che passa. Ecco che la poetessa risveglia il merlo signore dei misteri. Cavallo: rappresenta potere, velocità e prestigio. Lupo: messaggero della dea della morte, accompagna nell’aldilà come la divinità egizia Anubis. Unicorno: neutralizza i veleni. Orso: rigenerazione. Testuggine: geometria sacra. Leone: il sacerdote. Rosa e viola: la rosa è simbolo della perfezione e il viola è il colore esoterico della luna. Parche: destino: Cloto, Lachesi e Atropo. Stelle: i 4 elementi naturali fuoco, terra, acqua e aria. Occhio: quello della divinità. Giardino: delle delizie o della conoscenza. Bosco: quello magico delle fiabe. Alchimia: l’arte di trasformare i metalli in oro. Labirinto: potere di vita e di morte. Asfodelo: il fiore dei campi elisi. Specchio: permette di vedere la realtà, ma bisogna stare attenti perché nell’immagine riflessa la destra corrisponde alla sinistra. Quindi lo specchio è ingannevole, ma allo stesso tempo protegge Perseo dagli occhi della Gorgone Medusa. Queste osservazioni rafforzano la mia idea sulla cultura della poetessa che è vastissima, profonda e particolarmente interessata alla magia, al mito, alla leggenda, che anticamente sostituivano la scienza ed erano l’unico modo per spiegare il mondo, la sua origine e l’uomo e che racchiudono un’infinita saggezza ancor oggi. La cosa più importante in questa silloge di Sonia Gentili è il suo sguardo sul mondo e nel mondo, la capacità di scavo che ha nel cogliere il reale e l’irreale e come si pone lei rispetto alla vita.

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Sonia Gentili ricercatrice di Letteratura Italiana (università di Roma «La Sapienza»), autrice di studi sulla letteratura medioevale e del Novecento, traduttrice, ha vinto il premio per la letteratura “A. S. Novaro” (Accademia dei Lincei, 2009). Ha pubblicato la raccolta di poesie L’impero e la Gorgone (2007), poesie in riviste e antologie.

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Comune di Aci Bonaccorsi

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FESTA DEL LIBRO a S.A. Li Battiati (Catania) – 25/26 maggio

FESTA DEL LIBRO a S.A. Li Battiati (Catania) – 25/26 maggio

Domenica 26 Maggio: ore 20 – Conversazione con gli scrittori: Massimo Maugeri, autore del testo”Trinacria Park” e Melania La Colla, autrice di “Sono nato al sud


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EFFATA’, di Simona Lo Iacono (le prime pagine del libro)

EffatàEFFATA’, di Simona Lo Iacono
(Cavallo di Ferro, pp.140, euro 12.90 – in libreria da oggi 23 maggio 2013)

In esclusiva per Letteratitudine – pubblichiamo – di seguito, le prime pagine del romanzo “Effatà” di Simona Lo Iacono

Un medico nazista fuggito in Sicilia dopo la guerra e un orfano sordomuto da salvare.

Nella Siracusa degli anni 50, Nino e sua madre sbarcano dall’Inghilterra. Nino è un bambino di otto anni ed è sordomuto. Il suo handicap però non costituisce un impedimento alla comunicazione con il mondo esterno: è in grado di leggere i segnali del corpo e delle labbra. I suoi pensieri, limpidi e acuti, esprimono una spiccata intelligenza. A causa del lavoro della madre, il piccolo trascorre le sue giornate in un teatro della città, dove si imbatte in uno strano personaggio: si tratta del maestro di buca, o suggeritore, che non mostra alcuna difficoltà a comunicare con il bambino attraverso il linguaggio del corpo.
Ma questo vecchio dall’aria bonaria, con gli occhi velati di cataratte, nasconde un passato difficile e doloroso. Negli anni del secondo conflitto mondiale lavorò come medico per le SS e nel processo di Norimberga fu assolto ed espatriato. L’incontro con Nino, in una Sicilia dimenticata da Dio, gli sembrerà un vero e proprio dono divino, un’occasione di riscatto.

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Le prime pagine di EFFATA’, di Simona Lo Iacono (Cavallo di Ferro)

CAPITOLO I

Il cartellone è uno di quelli che il caldo scioglie, facendo colare i nomi degli attori. Nino non sa leggerlo ma il bigliettaio gli ha detto che c’è scritto: IL TEATRO LUNA PRESENTA: L’ARIA DEL CONTINENTE, COMMEDIA BRILLANTE IN TRE ATTI.
Il teatro si chiama Luna senza motivo, ha detto il bigliettaio. Anzi, ha aggiunto che per i nomi non ci sono mai dei motivi.
Nino gli ha spolverato il naso a ridosso della biglietteria sollevandosi sulle punte. Arriva fin lì, anche se quando compirà otto anni riuscirà a guardarlo in faccia, il bigliettaio. A fargli capire che per i nomi ci sono sempre dei motivi. Per il momento, però, ha altro da fare. E si caccia la mano sulla patta, fruga tra le mutande di lana. Ne cava fuori il resto di un quotidiano di un mese fa dove il bigliettaio ha detto che c’è scritto: SIRACUSA, 18 MAGGIO 1950. NUOVO INCARICO PER L’ATTRICE DORA GENESIO AL TEATRO LUNA NELLA PARTE DI MILLA MILORD. IL SINDACO RICEVE LA DIVA, GIUNTA STAMANI AL PORTO CON IL FIGLIO NINO.
Nino si è fatto sottolineare il suo nome dal bigliettaio con il gesso. E lo esibisce ogni volta che è necessario, quando ritiene, cioè, che gli adulti debbano sapere. Che alla sua età è già finito sul giornale.
una volta spiattellato sotto il naso del suo interlocutore il nome NINO a caratteri di stampa e annuito vigorosamente piantandosi il palmo nel petto, ripiega l’articolo con cura, lo nasconde tra le gambe, finge di non ricordare che il suono di quella parola, per lui, non esiste.
Anche se non può sentire, ci sono mille modi per far capire al mondo che lui è Nino e che per i nomi c’è sempre un motivo.

***

EffatàLa mamma glielo ha sillabato bene stamattina: “Nino metti le scarpe vecchie. No, non quelle nuove, Nino, che le assi del palco del Luna scricchiolano come il ponte di una nave”. Ha sempre questo modo veloce di liquidare le questioni la mamma, di trascurare particolari che per Nino, invece, fanno la differenza.
Le assi del palco, ad esempio. È vero che rantolano a ogni passaggio. E che le scarpe nuove vi tonfano su come bombe. Ma è anche vero che quel tonfo gli si propaga nel sangue, a Nino, e che lì, proprio sul palco dove la mamma vuole il silenzio, a lui sembra di sentire.
Non è proprio un rumore, pensa Nino. E neanche una voce, per quel che capisce delle voci. È piuttosto una vibrazione che gli crepita in gola come un brivido di freddo, o come un ricordo.
Ne è sicuro. Leggi tutto…

MARCO MALVALDI a Catania con Francesco Musolino – 23 maggio 2013

Marco Malvaldi giovedì 23 maggio (alle 18,30) incontrerà i lettori catanesi presso la Libreria Mondadori Diana (Via Umberto, 13).

L’incontro sarà condotto dal giornalista Francesco Musolino

Nell’ambito dell’incontro sarà presentato il volume “Milioni di milioni” (edito da Sellerio)

Milioni di milioni è un’investigazione all’inglese basata su labili indizi messi in fila con paziente intelligenza; ma l’ambientazione è toscana, spaccona e popolaresca, come gli altri gialli del creatore dei vecchietti del BarLume.

Milioni di milioniNei gialli alla maniera di Malvaldi, in cui si ride della cinica ironia dei personaggi, i luoghi sono fondamentali per l’equilibrio tra umorismo e suspense. Montesodi Marittimo è un paesino toscano di una certa altitudine, nonostante il nome, per di più molto scosceso. Una persona su due porta un doppio patronimico, il secondo dei quali è sempre Palla. Eredità di un marchese Filopanti Palla, gran gaudente, pentitosi in punto di morte di lasciare tanti bambini senza un nome legittimo. Inoltre su Montesodi aleggia un mistero: è considerato «il paese più forte d’Europa». Per scoprirne la causa, vengono mandati dall’Università un genetista, Piergiorgio Pazzi, e una esperta di archivi, Margherita Castelli. Trascorsi i primi giorni, nel panorama umano che gli si offre, i due non trovano nulla di cui meravigliarsi, tranne la forza. È un mondo abitudinario, dominato da due gruppi familiari: il sindaco, l’onesto e schietto Armando Benvenuti, con la moglie Viola, e la maestra Annamaria Zerbi Palla, anziana vedova, con un figlio poco amato. La sorpresa arriva con una tremenda tempesta di neve che isola il paese per giorni. Piergiorgio, che alloggia nella casa della Zerbi, una mattina trova l’energica signora abbandonata in poltrona senza vita. Sembra, a prima vista, un attacco di cuore, ma Piergiorgio capisce che non si tratta di morte naturale e poiché il paese è isolato l’assassino non può essere andato via. Le cose sembrano volgere al peggio per lo scienziato quando il maresciallo gli rivela che in paese tutti hanno un alibi, tranne lui. Per scagionarsi, l’unica via che resta è scoprire il vero assassino, tra ambizioni frustrate e figliolanze incerte e mescolate. La neve aiuterà.
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Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice i romanzi della serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011, premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), giallo a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi.
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ANTIPARTITI. Il mito della nuova politica nella storia della Repubblica – (Maggio dei Libri a Catania – 24 maggio)

Antipartiti

Venerdì 24 maggio 2013 – h. 17,30 presso i locali della Pinacoteca Provinciale, sita a Catania, in Piazza Manganelli, nell’ambito dell’iniziativa MAGGIO DEI LIBRI, si svolgerà la presentazione del volume di Salvatore LupoAntipartiti. Il mito della nuova politica nella storia della Repubblica“, Donzelli.

Interverranno: Uccio Barone, Francesca Longo, Rosario Mangiameli

Sarà presente l’autore

L’Italia sta vivendo una fase politica di grande incertezza ed è attraversata da una crisi di difficile ricomposizione. Molti prevedono o auspicano l’avvento di una terza Repubblica. Il libro trae gli elementi di riflessione sul che fare, se si volessero riparare i danni e i difetti da cui veniamo. Spiega come e quanto la prima Repubblica abbia saputo rappresentare la società civile; analizza le profonde incongruenze della seconda; insiste sull’importanza, nella svolta del 1993, della polemica contro gli abusi perpetrati dai vecchi partiti; legge la discesa in campo di Berlusconi come esito di un processo di svuotamento della stessa forma partito. E rileva una contraddizione. I neo-partiti che furono allora banditori del cambiamento sono stati poi preda di analoghi difetti, e lo sono tuttora. L’autore avanza a questo punto una domanda cruciale: e se la retorica antipartitica fosse non la soluzione, ma il problema della vita politica italiana dell’ultimo ventennio?

info:Biblioteca Provinciale – Via Prefettura N° 20

Tel. 095.4011513 – cell.  348.9510505

 

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Programma
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POPULISMO E ISTITUZIONI: la presidenza Sarkozy (Maggio dei Libri a Catania – 23 maggio)

Populismo e istituzioni: la presidenza SarkozyGiovedì 23 maggio 2013 – h. 17,30 presso i locali della Pinacoteca Provinciale, sita a Catania, in Piazza Manganelli, nell’ambito dell’iniziativa MAGGIO DEI LIBRI, si svolgerà la presentazione del volume di Sara Gentile, “Populismo e istituzioni: la presidenza Sarkozy” (Franco Angeli).

Interverranno: Uccio Barone e Luciano Granozzi
Sarà presente l’autrice

Ascolta la puntata radiofonica di La storia e la memoria” su Radio 24 con Sara Gentile

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Il libro
L’emergere dei populismi nell’Europa degli anni Ottanta si situa in uno scenario sociopolitico particolare che si può sinteticamente definire crisi della modernità. Le democrazie contemporanee sono impigliate in problemi e contraddizioni che si manifestano a vari livelli, da quello economico a quello più specificamente politico. In tale contesto si sviluppano vari movimenti e partiti populisti con tratti simili e specificità legate ai contesti nazionali. L’esempio francese del Front National di Jean Marie Le Pen è un caso emblematico per importanza, consistenza e durata; ma ad esso si affiancano quello italiano (Lega Nord e Forza Italia), quello austriaco, quello olandese, quello finlandese, quello belga ed altri. Il populismo fa leva su alcuni concetti base: appello al popolo, nel duplice senso protestatario (componente anti-sistemica) e identitario (celebrazione dell’etnia), lotta all’immigrazione, acceso nazionalismo sfociante nella xenofobia. La presidenza Sarkozy rappresenta un’esperienza interessante sotto vari aspetti, ponendosi al culmine di una fase significativa della vita politica francese e della storia della destra moderata. Sarkozy oscilla fra continuità e mutamento, facendo della rupture l’asse attorno a cui si avvolge il suo progetto politico.

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EVENTI SICILIANI AL SALONE DI TORINO

EVENTI SICILIANI AL SALONE DI TORINO 2013 – Comunicato Stampa

editori sicilia salone torino 2013

Gli eventi organizzati dall’Associazione Siciliana Editori al Salone di Torino (nella sala conferenze della Repubblica di Guinea, paese ospite speciale al Salone) si sono aperti quest’anno con la presentazione del Premio Vittorini 2013, nell’ambito dell’ormai tradizionale Conferenza sugli scrittori siciliani del Novecento (quest’anno era di scena Pirandello) con la partecipazione del neo Assessore Regionale dei Beni Culturali Maria Rita Sgarlata, presenza inattesa ma molto gradita e qualificante per l’iniziativa.
Sono intervenuti, dopo il messaggio dell’Assessore, Arnaldo Lombardi, nella duplice veste di Presidente dell’Associazione e di curatore del Premio Vittorini, da lui fondato nel 1996, Sarah Zappulla Muscarà, Università di Catania, Giovanni Tesio Università di Torino e Corrado Bonfanti, Sindaco di Noto che ha ospitato recente mente la mostra fotografica su Pirandello .
A conclusione l’Assessore Sgarlata ha visitato lo stand degli editori siciliani apprezzando che, pur in tempo di crisi, hanno voluto comunque rappresentare la Sicilia al Salone. Quest’anno infatti la Regione Siciliana non era presente col proprio stand, che da 21 anni ospitava gli editori siciliani e la neo assessore ha voluto assicurare che entro novembre intenderà procedere a una programmazione per le partecipazioni ad eventi culturali di interesse nazionale .

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A questo evento d’apertura si sono susseguite diverse presentazioni di libri e incontri con gli autori tra questi, Licia Aresco Sciuto, Fabio Granata, Dario Scarfì, Gilda Sciortino, quest’ultima autrice del libro “Uomini di scorta” presentato per l’occasione dal Procuratore Caselli che ha voluto, non senza commozione, ricordare la sua “convivenza” a Palermo con una scorta eccezionale che per almeno due volte gli ha salvato la vita.
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TRINACRIA PARK a NAXOSLEGGE – 25 maggio – Giardini Naxos (Me)

Sabato 25 Maggio 2013, ore 18:30, Massimo Maugeri presenta “TRINACRIA PARK nell’ambito della rassegna “NAXOSLEGGE… TUTTO L’ANNO” – in collaborazione con Lido Di Naxos e Libreria Doralice di Messina, presso Lido di Naxos/ Fronte Mare, ore 18.30 – Giardini Naxos (Me).
Con l’autore converserà Marinella Fiume

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

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All’interno di una piccola isola siciliana è appena stato costruito il Trinacria Park: un enorme parco tematico destinato a diventare il più importante d’Europa. La sua notorietà deriva anche dal ritrovamento di un antichissimo carteggio contenente brani di un poema epico in greco antico che narra le vicende delle tre Gorgoni. Nel corso della settimana di inaugurazione – caratterizzata da festeggiamenti a cui partecipano centinaia di celebrità – si sviluppa una terribile forma epidemica che causa la morte di decine di persone, tra cui il Presidente della Regione Siciliana e diversi vip. Si scatena il panico. Per via del sospetto di un attentato terroristico di tipo batteriologico, l’isola viene messa in quarantena. In questo tragico scenario collettivo, si intrecciano le appassionanti vicende di tre donne, le cui vite sembrano assecondare la natura delle Gorgoni; un attore balbuziente che deve fare i conti con una tragedia personale e le frustrazioni di una carriera che non ha mai preso il volo; un giovane e inquietante aiuto-regista dalle agghiaccianti manie; un anziano attore di teatro chiamato a svolgere il ruolo di direttore artistico del parco nascondendo ben altri intenti. Perché nulla è come sembra a Trinacria Park…

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“Effatà”, parole per aprirsi al mondo

La storia del piccolo sordomuto Nino si incrocia con la Shoah nel romanzo di Simona Lo Iacono
«L’ascolto non è una questione di orecchie ma di cuore, di umiltà, di condivisione con il destino dell’altro»

dal quotidiano “La Sicilia” – domenica, 19 Maggio 2013

di Ombretta Grasso

C’è un bambino da salvare. Sempre. C’è un bambino che ha bisogno d’aiuto e che chiede giustizia. Per raccontarci la sua storia un grido straziante e indignato attraversa le pagine, anche se lui non può sentirlo. Perché Nino vive in un mondo senza suoni. Un silenzio appena turbato dai tonfi del palcoscenico dove recita la madre che gli regalano «una vibrazione che gli crepita in gola come un brivido freddo».
Nino, metafora dell’innocenza, è il protagonista dell’appassionante e commovente romanzo di Simona Lo Iacono (nella foto), “Effatà”, in uscita il 23 maggio per l’editrice Cavallo di ferro. La sua storia, quella di un bambino di 8 anni che vive a Ortigia nel 1950, figlio di un’attrice e di un inglese che non l’ha sposata, si incrocia con la grande storia, con l’orrore dell’Olocausto, con la morte dell’ultimo bambino ebreo a opera dei dottori del programma Aktion T4 nel maggio del ‘45, quando Hitler era già morto e la guerra conclusa. Con Nino rivive nelle pagine di “Effatà” la purezza di tutti i bambini e il bisogno di salvarli da un mondo sordo, durissimo e doloroso.
«Il romanzo è nato dalla pietà per il bambino ebreo, dall’indignazione proprio per quella morte avvenuta senza alcuna scusa, nemmeno la più folle, a guerra ormai finita – racconta Simona Lo Iacono – i verbali che scandiscono il romanzo purtroppo sono quelli realmente redatti durante un sottoprocesso di Norimberga, modificati e rielaborati per lo svolgimento della storia. Mi sono imbattuta casualmente nella notizia di questa morte atroce dopo aver sognato due bambini, uno bruno e l’altro biondo. Uno era quel bimbo ebreo e l’altro? L’altro, Nino, si manifestò poco dopo, non appena iniziai il romanzo mi venne incontro sdentato, sporco di fango e senza voce. Lo afferrai al volo, e compresi che essendo sordomuto spettava a me dargli voce».
Nino ha orecchie sorde ma talento per trovare rimedio a tutto. Cerca disperatamente di entrare in contatto con un mondo in cui, scrive l’autrice, «siamo tutti sordi e tutti muti». «Con Nino ho pensato alla difficoltà, all’emarginazione che può portare la mancanza di parole, la fatica di dialogare con gli altri. Ma il bambino comprende che ciò che più di ogni altra cosa invidiava al mondo esterno, la parola, non era quel meraviglioso strumento che lui immaginava. Perché anche chi era nel possesso del linguaggio, era poi sordo e cieco alla compassione, alla vera comprensione della differenza, all’accoglienza dell’altro». Leggi tutto…

LA CASA DELLE CASTAGNE – intervista a Sergio Pent

La casa delle castagneLA CASA DELLE CASTAGNE – intervista a Sergio Pent

di Massimo Maugeri

Siamo in Val di Susa. L’anno è il 1999. Una guardia forestale nel parco dell’Orsiera, riceve un telegramma dal quale apprende che il “tedesco” è morto. La storia nasce da qui, compie un balzo indietro di circa dieci anni, al 1990, e poi giunge a toccare il secondo dopoguerra. Sulla scia della precarietà dei sentimenti, “La casa delle castagne” di Sergio Pent (Barbera editore) tratteggia gli esiti delle piccole storie condizionate dalla grande Storia.
Ne discuto con l’autore.

– Caro Sergio, mi incuriosisce sempre la “genesi” di un libro. Dunque per prima cosa ti chiederei di raccontare come è nato “La casa delle castagne“. Da quale idea, suggestione, esigenza o fonte di ispirazione?
Il romanzo in realtà non è l’ultimo che ho scritto, è infatti anteriore a “Piove anche a Roma” uscito lo scorso anno. E’ una storia semplice e legata al mio territorio e alle suggestioni create da una storia d’amore che in qualche modo si ritrova nel tempo, in una geografia della Val di Susa più sincera, quella di montagna, con gli spazi aperti, la luce di certe stagioni di passaggio, il senso di perdita di qualcosa che avrebbe potuto essere e non è stato, per colpa del destino ma anche della Storia, delle scelte individuali, della volontà di rimanere fedeli a se stessi anche cambiando il corso delle cose.

– Il 1999 è un anno dalla forte valenza simbolica (basti pensare alla serie Tv “Spazio 1999”). Una sorta di porta temporale: il passaggio che segna l’alternanza tra il vecchio e il nuovo millennio. Tu perché hai scelto proprio quest’anno come punto di riferimento iniziale del tuo nuovo romanzo? (La storia poi ci riporta indietro nel tempo: al 1990 e alla fine della seconda guerra mondiale)
Il 1999 in cui si sviluppa la storia del romanzo è una vera e propria scelta, in quanto la valenza simbolica che ho voluto attribuire a quell’anno è stata proprio quella di un passaggio epocale, l’attesa simbolica di un nuovo millennio e allo stesso tempo l’ultima occasione per chiudere i conti con le guerre, le violenze e le cause perse del Novecento. L’azione del romanzo si svolge soprattutto nel 1990, nell’estate in cui “il tedesco” e la nipote Britta arrivano nel paesino della valle in cui vive il protagonista, ma anche nel periodo relativo alla fine della seconda guerra, quando i destini dell’ufficiale tedesco e quello della famiglia del protagonista si incrociarono in un momento di dolore ma anche di speranza. Il 1999 è comunque una scelta volontaria, convinta, che offre in sé la valenza tutta simbolica di un romanzo semplice, sincero e legato alla mia terra.

– Una guardia forestale nel parco dell’Orsiera, un anziano ex-ufficiale tedesco… e poi la citata Britta (nipote del “tedesco”). Destini che – in un modo o nell’altro – si intrecciano. Chi sono i personaggi di questo tuo romanzo? Cosa li accomuna? E cosa, viceversa, li “distingue”? Leggi tutto…

TRINACRIA PARK al Salone del Libro di Torino (19 maggio)

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Domenica 19 maggio, a partire dalle h. 12, Massimo Maugeri sarà allo stand delle edizioni E/O (STAND L80 – pad./pav. 2) per l’incontro con i lettori su “Trinacria Park“.

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

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All’interno di una piccola isola siciliana è appena stato costruito il Trinacria Park: un enorme parco tematico destinato a diventare il più importante d’Europa. La sua notorietà deriva anche dal ritrovamento di un antichissimo carteggio contenente brani di un poema epico in greco antico che narra le vicende delle tre Gorgoni. Nel corso della settimana di inaugurazione

– caratterizzata da festeggiamenti a cui partecipano centinaia di celebrità – si sviluppa una terribile forma epidemica che causa la morte di decine di persone, tra cui il Presidente della Regione Siciliana e diversi vip. Si scatena il panico. Per via del sospetto di un attentato terroristico di tipo batteriologico, l’isola viene messa in quarantena. In questo tragico scenario collettivo, si intrecciano le appassionanti vicende di tre donne, le cui vite sembrano assecondare la natura delle Gorgoni; un attore balbuziente che deve fare i conti con una tragedia personale e le frustrazioni di una carriera che non ha mai preso il volo; un giovane e inquietante aiuto-regista dalle agghiaccianti manie; un anziano attore di teatro chiamato a svolgere il ruolo di direttore artistico del parco nascondendo ben altri intenti. Perché nulla è come sembra a Trinacria Park…

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FIUMI DI LIBRI – Rovigo, dal 24 al 26 maggio 2013

FIUMI di LIBRI

Fiera della piccola e media editoria – 1° edizione

Rovigo, Centro Storico – 24-25-26 maggio 2013


Dal 24 al 26 maggio 2013 il centro storico di Rovigo accoglierà FIUMI di LIBRI, prima edizione di un festival dedicato all’editoria indipendente e alla sua straordinaria capacità di apportare novità, diversità e dinamicità nel panorama editoriale italiano. Oltre trenta piccole e medie case editrici provenienti da tutta Italia saranno presenti in piazza Vittorio Emanuele II, e le ottocentesche sale della Gran Guardia e della Pescheria Nuova ospiteranno una fitta serie di incontri con importanti personalità della cultura e della letteratura italiane.

Promosso dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Rovigo Cultura, diretto da Elena Brigo e Flavia Micol Andreasi, il festival affida il suo nome ai due fiumi, Po e Adige, che abbracciano il paesaggio polesano, proponendosi come terra fertile in cui promuovere lettura, letteratura e talenti, e la forza rigenerativa del pensiero. Acqua fondamentale per lo sviluppo delle civiltà così come la cultura, che dove è un valore diventa anche motore economico.

Nei tre giorni di festival – che aderisce a ll Maggio dei Libri, campagna nazionale promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – i temi degli incontri letterari guarderanno da vicino il senso e l’utilità del libro, del leggere e dello scrivere, e ci saranno spazi dedicati ai ragazzi delle scuole per raccontare i loro libri.

Tra gli ospiti di FIUMI di LIBRI Franco Cardini e Giordano Bruno Guerri, Antonia Arslan e Silvia Giralucci, Carmine Abate e Tiziano Scarpa, Sergio Frigo e Pietrangelo Buttafuoco. Ospite d’onore la Letteratura, che è storia di uomini e di donne, di passati più o meno vicini, di eredità con cui misurarsi, ma anche di finestre aperte su altre culture e su altre storie.

IL PROGRAMMA di FIUMI di LIBRI

 
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AIE – indagine sui blog – Salone Torino

Salone Internazionale del Libro di TorinoPubblichiamo il seguente comunicato stampa ricevuto dall’Associazione Italiana Editori

da AIE – indagine sui blog – Salone Torino: gli editori puntano sulla tv di Fazio per il lancio novità, ma scelgono anche i blog, lo rivela un’indagine AIE presentata oggi

blog monitoratiScelgono programmi tv come Che tempo che fa per un “effetto lancio” più intenso per le novità, ma cominciano a “usare” i blog per garantirsi la cosiddetta “coda lunga”. E’ la fotografia di come cambia la comunicazione per le case editrici librarie emersa dall’indagine, realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con IE-Informazioni Editoriali, La presenza di editori, autori e libri nei blog e in tv. L’impatto che hanno sulle vendite dei libri, presentata oggi al Salone internazionale del libro di Torino.
Esiste un “effetto – blog”? Pare di sì, secondo la rilevazione, che prosegue quella già presentata a Più libri più liberi a Roma nel dicembre 2012 e condotta da settembre 2012 a marzo 2013 sui 13 più noti blog letterari in Italia – selezionati dall’Ufficio studi in base a criteri di rappresentatività/notorietà – prendendo in considerazione i post in cui si parla in maniera estensiva di un singolo libro (escludendo quindi i post in cui i titoli vengono solo brevemente citati). Cosa ne è emerso? Sicuramente i blog sono una “nuova piazza” che comincia ad avere però rilevanza per gli editori: quasi il 3% dei titoli pubblicati in Italia ha una comunicazione sui blog. E non è poco: ancor più significativo se si considera che il 39,1% sono opere dei piccoli editori.
I blog spostano le vendite? Poco, per la verità. Ma qualcosa sicuramente fanno, a giudicare dalle curve su alcuni titoli considerati “campione” e analizzati da Informazioni Editoriali (Arianna+ rileva i dati di sell out di quasi 1600 librerie). E moltiplicano il loro effetto quando il titolo di cui parlano rientra nei gusti del loro pubblico di riferimento. Muovono quantità ancora piccole di vendita (nell’ordine delle decine/centinaia di copie), garantendo però un effetto – “coda lunga” (del titolo e della notizia).
E poi…esiste un “effetto – Fazio”? Leggi tutto…

TRINACRIA PARK AD AVOLA (SR) – 17 maggio 2013

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Venerdì 17 Maggio 2013, ore 18:00, Avola: libreria Mondadori, di Corso Vittorio Emanuele, 269 – Avola (SR)Simona Lo Iacono presenta “Trinacria Park” di Massimo Maugeri. Musiche di Corrado Neri. Sarà presente l’autore

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

All’interno di una piccola isola siciliana è appena stato costruito il Trinacria Park: un enorme parco tematico destinato a diventare il più importante d’Europa. La sua notorietà deriva anche dal ritrovamento di un antichissimo carteggio contenente brani di un poema epico in greco antico che narra le vicende delle tre Gorgoni. Nel corso della settimana di inaugurazione
– caratterizzata da festeggiamenti a cui partecipano centinaia di celebrità – si sviluppa una terribile forma epidemica che causa la morte di decine di persone, tra cui il Presidente della Regione Siciliana e diversi vip. Si scatena il panico. Per via del sospetto di un attentato terroristico di tipo batteriologico, l’isola viene messa in quarantena. In questo tragico scenario collettivo, si intrecciano le appassionanti vicende di tre donne, le cui vite sembrano assecondare la natura delle Gorgoni; un attore balbuziente che deve fare i conti con una tragedia personale e le frustrazioni di una carriera che non ha mai preso il volo; un giovane e inquietante aiuto-regista dalle agghiaccianti manie; un anziano attore di teatro chiamato a svolgere il ruolo di direttore artistico del parco nascondendo ben altri intenti. Perché nulla è come sembra a Trinacria Park…

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I PIRANDELLO – La famiglia e l’epoca per immagini

I PirandelloVenerdì 17 maggio 2013, ore 12

Stand P 29 – Padiglione 3

presentazione del volume

 I Pirandello.

La famiglia e l’epoca per immagini

a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla

(la Cantinella)

* * *

Interverranno:

Corrado Bonfanti, Sindaco di Noto

Giovanni Tesio, Ordinario di Letteratura Italiana e collaboratore de «La Stampa»

Sarah Zappulla Muscarà, Ordinario di Letteratura Italiana

Enzo Zappulla, Presidente dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano.

Di seguito: scheda del libro e introduzione

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MAGGIO DEI LIBRI a Catania – Giuseppe Testa, “La donna di fiori. Éros, botanica, alchimia” – 16 maggio

Ascolta la puntata di Letteratitudine in Fm con Giuseppe Testa dedicata a “La donna di fiori. Éros, botanica, alchimia” (Sellerio)

La donna di fiori. Eros, botanica, alchimia

Giovedì 16 maggio 2013

alle ore 17,30


Pinacoteca Provinciale (ex Chiesa San Michele Minore)

Piazza Manganelli – Catania

 

Presentazione del libro di Giuseppe Testa

La donna di fiori

  Éros, botanica, alchimia

  (Sellerio Editore )

 


con : Roberto Fai e Lucio Arcidiacono

sarà presente l’autore

Chi dovrà scrivere in futuro una storia della metafora, non potrà trascurare questa opera di Giuseppe Testa per il punto di vista sicuramente singolare. Testa scrive: “Nei dieci anni d’oro della psicoanalisi (1895-1905) la fisica teorica faceva esplodere l’universo come una galassia nel frullatore; spazio, tempo diventano concetti discutibili, categorie opinabili… Allora (Freud) cominciò a sentire il proprio lavoro vicino a quello dei fisici. Può darsi pensasse di essersi inerpicato sulle spalle di quei giganti che per Newton erano stati Copernico, Galileo, Keplero: ma se il punto più elevato non era che la postazione di un astronomo, l’esploratore si era già fatto cosmonauta”. Con la ovvia distanza temporale e spaziale, anche Testa si muove da cosmonauta. Il suo occhio rivolto soprattutto ad esporre gli esiti metaforici dei profumi venerei, ed in particolare quelli dovuti al mestruo, apre una strada sicuramente nuova per leggere le opere letterarie. D’altra parte Testa ci ricorda che ad alimentare la presenza di metafore degli odori del corpo femminile hanno contribuito false opinioni e luoghi comuni avvalorati nei secoli da una vasta letteratura fantasiosa: a partire dal Libro delle impurità femminili, scritto verso il Mille da al-Kulayni, per arrivare a Fliess, contemporaneo di Freud. Un’opera che si impone a giusta ragione come una rilettura illuminante della storia della rappresentazione del corpo femminile, da parte della cultura non solo dell’Occidente.

   info:   Biblioteca Provinciale   (Via Prefettura N° 20)
             Tel. 095.4011513
   MAGGIO DEI LIBRI 2013
Programma

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La prima VENDICATRICE è KSENIA

Ci siamo. Giunge in libreria uno dei progetti editoriali più interessanti dell’anno: “Le Vendicatrici” (Einaudi Stile Libero)
Un ciclo di quattro libri, dedicato a quattro donne diversissime che incarnano – a loro volta –  quattro storie di sofferenza e di violenza subita. Ma sofferenza e violenza, in alcuni casi, richiedono vendetta. Ed per questo che le quattro donne in questione si chiameranno “Le Vendicatrici”: quattro identità letterarie nate dalla penna di Massimo Carlotto e Marco Videtta (che tornano a scrivere insieme a otto anni dal successo di Nordest).
Chi sono queste quattro donne? Ecco, di seguito, una breve presentazione

Ksenia Semënova ha vent’anni ed è cresciuta in Siberia. È romantica, forse ingenua: ha accettato di lasciare la sua casa e trasferirsi a Roma all’inseguimento di un sogno, e si è ritrovata prigioniera di un incubo apparentemente senza via d’uscita.

Eva D’Angelo invece a Roma c’è nata. Mora, non molto alta, un bel viso intelligente. Fa la “bottegaia”, dice lei, in realtà è la raffinata proprietaria della profumeria Vanità. Ad affiancarla sul lavoro dovrebbe starci suo marito, che però passa le giornate al bar, e le rifila commesse platinate verso cui pare avere qualche attenzione di troppo.

Luz Hurtado è una bellissima prostituta colombiana. Una vera professionista, capace di simulare dolcezza, coinvolgimento, passione. Ma soprattutto Luz è una madre, e se qualcuno osasse minacciare anche solo da lontano l’innocenza della sua bambina, sarebbe disposta a fare qualsiasi cosa.

Di Sara non si sa molto. Da dove arrivi, chi sia davvero, da dove nasca la ferocia che sembra animare ogni sua azione. È un camaleonte capace di cambiare identità, volto, personalità. È pronta a mettere in gioco tutto, vita compresa, per inseguire il suo desiderio di vendetta.

Insieme, Ksenia, Eva, Luz e Sara decidono di ribellarsi alle violenze, ai soprusi, alle ingiustizie con cui gli uomini hanno rovinato le loro vite: un gioco di squadra per ribaltare quello che sembra un destino segnato e vincere finalmente la partita.

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Le VendicatriciMassimo Carlotto e Marco Videtta, Le Vendicatrici – Ksenia
(Einaudi Stile Libero, 2013 – p. 328 – euro 15)

È Ksenia la prima delle Vendicatrici ad arrivare in libreria.
Quando un fascinoso italiano incontrato in Siberia le propone di trasferirsi in Italia prospettandole un matrimonio da favola, Ksenia accetta. Perché non ha soldi né prospettive, e anche perché lei al principe azzurro ci ha creduto sempre, e sa anche che quando arriva non si può rischiare di lasciarlo andare.
Ma basta pochissimo, il tempo di raggiungere la città dall’aeroporto, perché Ksenia si accorga di essere in trappola. E forse il suo destino sarebbe davvero segnato per sempre se non incrociasse lo sguardo della ragazza bellissima che riceve decine di uomini nell’appartamento di fronte al suo.
Accanto a Luz, e con l’aiuto di Eva e di Sara, Ksenia può finalmente ribellarsi. E la sua vendetta sarà per le quattro donne solo l’inizio di un lungo e pericolosissimo percorso di riscatto e riconquista della propria libertà
.

Il secondo romanzo del ciclo, dedicato a Eva, uscirà a giugno, seguito da Sara (a settembre) e Luz (novembre).

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Un brano tratto da Le Vendicatrici – Ksenia (Einaudi Stile Libero) di Massimo Carlotto e Marco Videtta,
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TRINACRIA PARK A ROMA – 10 maggio 2013

trinacria-park-cover1Presentazione a Roma del romanzo di Massimo MaugeriTrinacria park”  (Edizioni E/O). Con l’autore interviene Luigi La Rosa. Venerdì 10 maggio, ore 18:00 Libreria Ibs Via Nazionale 254/255- Roma

Le recensioniIl booktrailerIl dibattito

All’interno di una piccola isola siciliana è appena stato costruito il Trinacria Park: un enorme parco tematico destinato a diventare il più importante d’Europa. La sua notorietà deriva anche dal ritrovamento di un antichissimo carteggio contenente brani di un poema epico in greco antico che narra le vicende delle tre Gorgoni. Nel corso della settimana di inaugurazione
– caratterizzata da festeggiamenti a cui partecipano centinaia di celebrità – si sviluppa una terribile forma epidemica che causa la morte di decine di persone, tra cui il Presidente della Regione Siciliana e diversi vip. Si scatena il panico. Per via del sospetto di un attentato terroristico di tipo batteriologico, l’isola viene messa in quarantena. In questo tragico scenario collettivo, si intrecciano le appassionanti vicende di tre donne, le cui vite sembrano assecondare la natura delle Gorgoni; un attore balbuziente che deve fare i conti con una tragedia personale e le frustrazioni di una carriera che non ha mai preso il volo; un giovane e inquietante aiuto-regista dalle agghiaccianti manie; un anziano attore di teatro chiamato a svolgere il ruolo di direttore artistico del parco nascondendo ben altri intenti. Perché nulla è come sembra a Trinacria Park…
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TRA DISUGUAGLIANZA E INUTILITA’ DELLA RESISTENZA

Tra disuguaglianza e inutilità della resistenza

di Massimo Maugeri

Il prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuroSe qualcuno mi chiedesse, come consiglio di lettura, di indicargli due libri capaci di sintetizzare le problematiche della società legate agli intrecci cancerosi tra finanza, sistema bancario, politica ed economia, ne consiglierei due: un saggio e un romanzo.
Il primo è di Joseph E. Stiglitz: Premio Nobel per l’Economia 2001. Si intitola “Il prezzo della disuguaglianza” (Einaudi, € 23, p. 476). Il sottotitolo recita: “Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro”.
Stiglitz affonda lo sguardo sul livello di disuguaglianza raggiunto dal reddito americano in questi ultimi anni (picchi mai visti da prima della Grande depressione). Basti pensare che negli anni del boom, precedenti alla crisi finanziaria del 2008, l’1% dei cittadini si è impossessato di più del 65% dei guadagni del reddito nazionale totale. Paradossalmente, mentre il Pil cresceva, la maggior parte dei cittadini vedeva erodere il proprio tenore di vita. Ma anche nel pieno della recessione, l’1% guadagnava il 93% del reddito aggiuntivo creato nella cosiddetta «ripresa», senza rendersi conto che «il loro destino è collegato a quello dell’altro 99%».
L’analisi di Stiglitz si può estendere a molti Paesi occidentali, compreso il nostro, per i quali vale la seguente constatazione (tratta dalla prefazione del libro): «la disuguaglianza è causa, nonché conseguenza, del fallimento del sistema politico e contribuisce all’instabilità del nostro sistema economico, il quale a sua volta contribuisce ad aumentare la disuguaglianza, in un circolo vizioso che è come una spirale discendente in cui siamo caduti». È possibile riemergere? Stiglitz prova a fornire soluzioni.
Resistere non serve a nienteDalla saggistica alla narrativa. Se c’è un romanzo particolarmente capace di sintetizzare disagi e vizi determinati dai guasti della nostra contemporaneità è “Resistere non serve a niente” di Walter Siti (Rizzoli, p. 316, € 17): uno dei romanzi selezionati per l’edizione 2013 del Premio Strega. Attraverso l’ascesa del giovane Tommaso Aricò – ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza – Siti ci mostra uno spaccato di questo mondo febbricitante e infetto che ha cavalcato l’onda della diseguaglianza (un mondo che pullula di banchieri compiacenti, di broker cinici, di politici corrotti, di malviventi provvisti di laurea ed esperti di finanza). Quella di Tommaso è un’ascesa rutilante e ipnotica, corroborata da una ricchezza senza fondo (e senza fondamenta) capace di autogenerarsi a forza di click sul mouse, e che però coincide inevitabilmente con una discesa agli inferi.
Due testi diversi, quelli segnalati, da leggere in tandem, perché più di altri ci aiutano a comprendere i paradossi e le distorsioni del nostro tempo. E perché non c’è possibilità di riscatto, senza comprensione dei mali che ci attanagliano.
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Un kit di sopravvivenza gratuito per il lettore digitale

Segnaliamo l’iniziativa promossa da Tropico del Libro e Quintadicopertina

Quanto tempo dura un ebook? Ci si può prestare libri elettronici tra amici? Quanti modi diversi ci sono per condividere quello che leggiamo? In una biblioteca digitale ci si deve muovere in punta di piedi? Cosa vuol dire comprare un ebook se non ne diventiamo proprietari? Che informazioni cediamo senza saperlo ai produttori di ereader? In che modo la ricerca di un’etica del lavoro editoriale può giovarsi del digitale?

A queste e altre domande risponde il testo Kit di sopravvivenza del lettore digitale, che verrà presentato in anteprima al Salone del Libro di Torino domenica 19 Maggio 2013 da Tropico del Libro e Quintadicopertina con alcuni dei suoi autori.

  • Ivan Rachieli (giornalista e consulente editoriale)
  • Laura Testoni (bibliotecaria digitale)
  • Fabrizio Venerandi (editore e autore)

moderati da Francesca Santarelli (Tropico del Libro), daranno un assaggio delKit durante l’incontro:

The Digital Reader Picture Show – Non sognatelo, #siatelo!
domenica 19 maggio, ore 14
Salone del Libro di Torino, Pad 2, area Book To The Future

 

 

PARTECIPANTI

Francesca Santarelli, fondatrice e caporedattrice di Tropico del Libro, progetto indipendente di informazione editoriale che mira a stimolare l’innovazione e il miglioramento del settore attraverso la valorizzazione delle nuove idee, l’orientamento dei neofiti e l’aggiornamento dei professionisti. Twitter: @tropicodellibro

Ivan Rachieli, laurea in letteratura russa contemporanea, master in editoria, si è occupato di ebook per il Gruppo Mauri Spagnol e ha seguito l’ideazione e il lancio della piattaforma Savory. Ora, tra le altre cose, progetta Bonpàt e scrive di editoria e cultura digitale per Apogeonline. Ha scritto la voce dedicata al “social reading”. Twitter: @iscarlets.

Laura Testoni, bibliotecaria presso l’Università di Genova, si occupa prevalentemente di risorse elettroniche e servizio reference; svolge attività di docenza per l’Associazione Italiana Biblioteche. Ha scritto la voce dedicata alla “bibliodiversità”. Twitter: @lauratests

Fabrizio Venerandi, editore responsabile di Quintadicopertina, ha collaborato con la testata di informatica Macworld Italia ed è docente di editoria multimediale al Master Professione Editoria dell’Università Cattolica-Padre Piamarta di Milano. Nel 1990 è stato tra i creatori della prima interactive fiction multiutente italiana (MUD) per la piattaforma Videotel. Ha collaborato alla voce dedicata alla “sperimentazione narrativa in digitale”. Twitter: @fbrzvnrnd

L’EBOOK

Kit di sopravvivenza del lettore digitale
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Categorie:Recensioni

CONVERGENZE su TRINACRIA PARK – 8 maggio 2013, a Catania

Convergenze - Trinacria Park

Ringrazio di cuore gli amici del Gruppo CONVERGENZE per l’invito a discutere di “Trinacria Park“. Giro l’invito a tutti gli amici di Letteratitudine che risiedono a Catania e dintorni auspicando la loro partecipazione.
Massimo Maugeri
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RIPRENDIAMOCI LE PAROLE – Maggio dei libri a Catania (giovedì 9)

  

 

Giovedì 9 alle ore 17,30
Pinacoteca Provinciale

 (ex Chiesa San Michele Minore)

  Piazza Manganelli – Catania

 


Presentazione del libro di Graziella Priulla

RIPRENDIAMOCI LE PAROLE
Il linguaggio della politica è un bene comune

(Di Girolamo Editore)

 

 Riprendiamoci le parole. Il linguaggio della politica è un bene pubblico

con: Pinella Leocata e Angelo Mattone

sarà presente l’autrice

 

    info:   Biblioteca Provinciale   (Via Prefettura N° 20)    
             Tel. 095.4011513

 

 

   MAGGIO DEI LIBRI 2013
Programma

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LETTERATURA E MUSICA: Conversazione attorno alle Dodici variazioni sul sangue

A proposito del rapporto tra letteratura e musica:
Claudio Morandini, Simone Sbarzella
Conversazione attorno alle Dodici variazioni sul sangue

 di Claudio Morandini

…alle volte si danno questi sangui che s’incontrano.
(Carlo Goldoni, “La Locandiera”)

sbarzellaLe Dodici variazioni sul sangue nascono nel 2010, da un suggerimento di Marta Raviglia. All’epoca, conversando al telefono, poi per lettera, ne parlavamo come del nostro Pierrot lunaire: nel senso che ci si era formata un’idea di testi di natura variamente letteraria, ruotanti attorno a un unico tema – testi che una voce o due, accompagnate da un organico strumentale ridottissimo (o dal solo pianoforte, forse), avrebbero cantato o declamato su una scena. Era un’idea eccitante, per me, per la massima libertà che mi era concessa e per la destinazione che il lavoro prometteva di avere. Alla parte più strettamente musicale avrebbe messo mano Simone Sbarzella, che avrebbe modulato momenti “composti” e momenti “improvvisati”. Conoscevo bene i lavori nati dalla collaborazione tra Marta e Simone; sapevo che a entrambi stava ormai stretta la dimensione jazzistica e che stavano, in direzioni diverse, esplorando nuove strade espressive.
Cercavo un tema a cui ricondurre i testi, un tema che avesse una certa carica provocativa: e, rimuginando attorno al Pierrot lunaire di Giraud e Schönberg, mi è venuto in mente il sangue. Va bene, il sangue non è tema o colore inedito, soprattutto in anni di vampirismi per signorine e adolescenti – ma la sfida mi attirava proprio perché non lo è mai stato, inedito, perché siam fatti di sangue, perché i televisori a volte, soprattutto verso l’ora di cena, traboccano di sangue, perché il sangue ha un’aura metaforica fortissima, e perché appunto c’è, per così dire, un sangue banale, quotidiano, ci sono i cliché linguistici a base di sangue, e rimestare tra questo sangue di tutti i giorni (quello delle sbucciature, delle rinorragie, delle detartrasi, un sangue anche un po’ sciapo) e quello letterario, di tragica solennità, tutto echi semantici, e quello ancor più tragico che vediamo sparso nei reportage televisivi, sangue-sangue, che fa male vedere, sangue sporco impolverato urlante e per nostra fortuna sempre fuori fuoco – rimestare, dicevo, tra questi sangui (plurale azzardato, ma attestato) per cercare alcuni modi nuovi per raccontare il soggetto, o modi insoliti per svecchiarlo, questo mi interessava.
L’idea, dopo lievissima esitazione al telefono, è piaciuta anche a Marta e Simone. Da lì, la stesura è venuta facile, insolitamente facile. Mi davo come unici criteri quelli della brevità e della recitabilità. I testi dovevano prestarsi a essere messi in musica, o almeno a diventare voce narrante. Leggi tutto…

FERITE A MORTE – l’appello per convocare gli Stati generali contro la violenza

AL GOVERNO E AL PARLAMENTO ITALIANO: Subito gli Stati Generali contro la violenzaSono tra i firmatari dell’appello per convocare gli Stati generali contro la violenza. Ne condivido la necessità e l’urgenza. Invito tutti a fare altrettanto.
Massimo Maugeri

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APPROFONDIMENTI SU… FERITE A MORTE.

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FILMINSCENA – conversazioni di Cinema in Teatro – dal 6 al 31 maggio a Catania


Teatro Stabile di Catania

con il sostegno del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania
con il patrocinio del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici)

FilminScena
Conversazioni di Cinema in Teatro

Lunedì 6 maggio 2013
Teatro Musco – ore 21

primo appuntamento con il regista
Daniele Ciprì
Cinema, fotografia e televisione.
Da “Cinico Tv” a “E’ stato il figlio”

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Torna, per il terzo anno consecutivo, “FilminScena. Conversazioni di Cinema in Teatro”, la rassegna di incontri che il Teatro Stabile di Catania dedica ai protagonisti del mondo cinematografico. Un’iniziativa non isolata tra le attività culturali dello Stabile, che si affianca ai cicli diLibrinscena, nel segno della contaminazione tra i linguaggi dell’arte: non solo Drammaturgia ma anche Letteratura e Cinema.

Filminscena apre in questa direzione un dialogo vivo e originale con laSettima Arte, animato dalla partecipazione amichevole di ospiti prestigiosi, che arricchiscono l’iniziativa: i siciliani Daniele CiprìFranco Battiato,Roberto Andò. La loro adesione conferma la validità del progetto promosso dallo Stabile etneo diretto da Giuseppe Dipasquale, con il sostegno del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania, guidato dallo storico Carmelo Crimi, in collaborazione con le cattedre di“Cinema Fotografia e Televisione” e “Storia e Critica del Cinema”, tenute rispettivamente dai docenti Rosario Castelli eAlessandro De Filippo. L’edizione 2013 edizione si avvale altresì del patrocinio del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) presieduto da Laura Delli Colli.

Protagonisti delle nuove “Conversazioni di Cinema in Teatro”, condotte da Ornella Sgroi, saranno dunque tre autori eclettici che hanno fatto della contaminazione di linguaggi artistici una cifra personale e caratterizzante.

Ad aprire la terna sarà il regista Daniele Ciprì, Leggi tutto…

SUPERNOVA – Nuovi Argomenti

SupernovaPubblichiamo il testo di “Supernova”, firmato da Carlo Carabba e Chiara Valerio, che introduce il numero 61 (GENNAIO – MARZO 2013) di NUOVI ARGOMENTI

SUPERNOVA
di Carlo Carabba e Chiara Valerio

Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova in the sky

OASIS

Se l’attenzione a scrittori esordienti e emergenti è stata una costante della storia di Nuovi Argomenti, ci è sembrato giusto dedicare la sezione monografica di questo numero di anniversario (il sessantesimo), rinnovamento (con le copertine di Julian Opie e la nuova impostazione grafica) e innovazione (il nuovo sito web http://www.nuoviargomenti.net) a una ricognizione dei narratori nati dopo il 1985.
Il criterio anagrafico, nella sua sbandierata oggettività e pretesa neutralità, è innanzitutto un criterio debole. Che, tuttavia, se intercetta qualcosa di simile a ciò che abitualmente si definisce «spirito del tempo», si trasforma in ipotesi critica forte.
Dal punto di vista della sociologia e della storia sembra che i nati dopo il 1985 abbiano qualcosa di epocalmente diverso da chi li ha preceduti, sia pure di pochi anni.
Gli autori qui antologizzati appartengono alla prima generazione che non ha nessuna memoria viva della Guerra Fredda. Non possono ricordare (alcuni non erano nati) il crollo del Muro di Berlino. Né, per venire in ambito italiano, lo sconvolgimento giuridico-politico che ha portato alla fine della cosiddetta «Prima Repubblica». Sono i primi che hanno vissuto un’adolescenza (o addirittura un’infanzia) condizionata dalla disponibilità di internet e telefono cellulare.
In una parola sono la prima generazione che non appartiene a quello che Eric Hobsbawm ha definito, con un sintagma felice e fortunatissimo, «secolo breve».
Il dubbio è se sia possibile trovare una comunanza letteraria che corrisponda a questa unità sociopolitica.
Molti di questi autori devono ancora esordire, altri hanno pubblicato il loro primo libro. Definire costanti generazionali universali in modo apodittico può apparire esercizio presuntuoso e affrettato. Ma leggendo in sequenza i nove narratori abbiamo notato delle linee di tendenza, una specie di denominatore comune.
In questa breve introduzione ci limiteremo a indicare due tratti comuni che, allo stato attuale, possono valere da ipotesi critiche dotate di valore euristico che la produzione successiva dei nove autori (e di altri nuovi) potrà verificare o falsificare.
Il primo di questi tratti (in qualche modo condizione logica necessaria al secondo) è che il rapporto con la tradizione cessa di essere collettivo e condiviso e si fa individuale, atomico.
La tradizione cessa di essere, come la legge, uguale per tutti e si fa proteiforme, un prisma da cui ogni autore può attingere il proprio colore. È dunque in qualche modo paradossale che il primo tratto in comune sia l’assenza di un paradigma generazionale, di un canone comune. Che però non si traduce in una brusca frattura con il canone stesso, quanto in un rapporto personale (customized?) con le infinite possibili fonti. È macroscopica la differenza di tono e approccio dall’uno all’altro dei nove racconti: si passa dall’orfismo lirico di Viola Di Grado, all’approccio descrittivo fenomenologico di Niccolò Contessa, dallo sfondo storico (novecentesco) del racconto di Michela Monferrini, al racconto di formazione di Cubeddu e Ghiotti (lo fa sotto forma di pastiche digressivo il primo, di narrazione pura il secondo, appena diciottenne). E dal primo al secondo tratto comune il passo è breve. Nel tracciare ognuno la mappa della propria ispirazione e delle proprie influenze la letteratura non occupa più un luogo privilegiato.
Forse non è la prima generazione ad avere riferimenti culturali di provenienza miscellanea, ma è la prima a non vergognarsi dei suoi riferimenti culturali.
I Supernova non accolgono più ciò che amano con una scrollatina di spalle che davanti al mondo suona come l’occhiolino dell’attore rivolto al pubblico o l’atteggiamento «non è vero però lo leggo» di chi consulta avidamente gli oroscopi.
Si assumono – forse inconsapevolmente, di certo con naturalezza – la responsabilità dei propri gusti. Leggi tutto…

MANDAMI TANTA VITA, di Paolo Di Paolo (il 1° capitolo)

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo il 1° capitolo del romanzo “Mandami tanta vita” di Paolo Di Paolo (Feltrinelli): uno dei 12 libri selezionati per l’edizione 2013 del Premio Strega.

Il libro
Febbraio 1926. Moraldo arriva a Torino per una sessione di esami, si porta dietro una strana rabbia e una valigia più pesante di quanto gli sembrasse alla partenza da Casale Monferrato. Dagli anziani coniugi Bovis, che lo ospitano, Moraldo apre la valigia e scopre che deve averla scambiata con quella di un fotografo di strada. Come per chiudere un conto in sospeso, Moraldo si mette ancora una volta sulle tracce di un suo coetaneo. Si chiama Piero. Moraldo gli ha scritto due lettere senza ottenere risposta, l’ha visto passare all’università circondato dal gruppo dei suoi amici. Qualcuno li definisce l’Accademia dei Patiti, ma Moraldo ammira quella vivacità intellettuale proteste, riunioni, giornali, libri. Ma l’ammirazione, nel silenzio, diventa invidia, e l’invidia diventa rancore. A volte si trova a spiarlo mentre passa sotto i portici, senza avere il coraggio di avvicinarlo. Ma adesso di Piero, a Torino, non c’è traccia. Con i suoi occhiali di miope, che sempre gli sfuggono dal volto, Piero ha percepito la minaccia e il pericolo di restare. Lo strappo non è facile: c’è Ada da lasciare sola, con il piccolo Paolo che ha appena un mese. Mentre Piero cerca una sistemazione e si ammala, Moraldo incontra il fotografo che ha preso la sua valigia. È una ragazza: leggera, disinvolta e imprendibile come un fantasma. Ma sarà proprio lei a tenere i fili del destino. Fino all’istante in cui Piero e Moraldo staranno finalmente per sfiorarsi.

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Il 1° capitolo di “Mandami tanta vita” di Paolo Di Paolo (Feltrinelli)

Fidarsi della prima impressione può portare fuori strada. Comunque, per lui, era stata antipatia. Istintiva, quasi feroce. Si era voltato, come tutti i presenti, per il chiacchiericcio insistente in fondo all’aula. La lezione su Dante durava già da un’ora, la noia lievitava insieme ai versi. L’impettito professore, con gli occhi fissi sul libro – la sagoma di un’upupa, la testa stretta e un pennacchio di capelli bianchi – commentava ostinato a voce bassa, gareggiando in monotonia con lo scroscio della pioggia. Poi dev’essere caduto un libro a terra: il rumore ha spezzato di colpo la voce e una terzina incomprensibile del Purgatorio. Allora l’upupa ha finalmente alzato gli occhi piccoli come spilli, e li ha visti.
Un gruppo di tre o quattro seduti alle ultime file – discutevano per fatti loro già da parecchio – aveva cominciato a sghignazzare. Prego lorsignori, ha scandito l’upupa ruotando il collo a scatti, verso destra e poi verso sinistra, se non fossero interessati alla lezione, di volere abbandonare l’aula. Leggi tutto…

Anticipazione: EFFATA’, di Simona Lo Iacono – in libreria dal 23 maggio 2013

EffatàEFFATA’, di Simona Lo Iacono
(Cavallo di Ferro, pp.140, euro 12.90 – in libreria dal 23 maggio 2013)

Un medico nazista fuggito in Sicilia dopo la guerra e un orfano sordomuto da salvare.

Nella Siracusa degli anni 50, Nino e sua madre sbarcano dall’Inghilterra. Nino è un bambino di otto anni ed è sordomuto. Il suo handicap però non costituisce un impedimento alla comunicazione con il mondo esterno: è in grado di leggere i segnali del corpo e delle labbra. I suoi pensieri, limpidi e acuti, esprimono una spiccata intelligenza. A causa del lavoro della madre, il piccolo trascorre le sue giornate in un teatro della città, dove si imbatte in uno strano personaggio: si tratta del maestro di buca, o suggeritore, che non mostra alcuna difficoltà a comunicare con il bambino attraverso il linguaggio del corpo.
Ma questo vecchio dall’aria bonaria, con gli occhi velati di cataratte, nasconde un passato difficile e doloroso. Negli anni del secondo conflitto mondiale lavorò come medico per le SS e nel processo di Norimberga fu assolto ed espatriato. L’incontro con Nino, in una Sicilia dimenticata da Dio, gli sembrerà un vero e proprio dono divino, un’occasione di riscatto.

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Simona Lo Iacono è nata e vive a Siracusa. Magistrato da 14 anni, attualmente dirige la Sezione distaccata di Avola, tribunale di Siracusa. Cura, sul blog Letteratitudine, una rubrica fissa a metà tra diritto e letteratura. Con il suo primo romanzo, Tu non dici parole, ha vinto il Premio Vittorini 2009, sezione opera prima. Nel 2010 ha pubblicato il racconto La coda di pesce che inseguiva l’amore, scritto con Massimo Maugeri. Sempre nel 2010 le sono stati conferiti: il Premio Internazionale Sicilia «Il Paladino» per la narrativa e il Premio Festival del talento città di Siracusa. Nel 2011 ha pubblicato con Cavallo di Ferro il romanzo Stasera Anna dorme presto, con il quale ha vinto il Premio «Ninfa Galatea» per la letteratura. Collabora con riviste e magazine.
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Di Stasera Anna dorme presto hanno scritto: Leggi tutto…

BUON 1° MAGGIO 2013 da Letteratitudine

BUON 1° MAGGIO 2013 da Letteratitudine

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