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FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, di Maria Lucia Riccioli

giugno 29, 2013

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La casa editrice L’Erudita ha ripubblicato il romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, di Maria Lucia Riccioli (incentrato sulla vita della poetessa Mariannina Coffa). Vi proponiamo la quarta di copertina di Lia Levi, la bandella di Paolo Di Paolo e la prefazione di Luigi La Rosa

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di Lia Levi

Una ricerca storica tanto approfondita e minuziosa farebbe presupporre
un romanzo che tragga il suo valore dalla forza dei fatti. Niente di più
sbagliato.
I fatti – e quali fatti – restano, ma sopra di loro Mariannina prende il volo per offrirsi come uno dei più trepidi e irradianti personaggi del nostro panorama letterario. E lo stile della Riccioli! Basterà leggersi la magistrale scena delle nozze in cattedrale in un’alba livida e la sposa “presa di freddo”, presagio di un amaro destino.
Una prosa sfumata e robusta, mai dimentica di ritmo e poesia in un
impianto di scrittura senza cedimenti né pause, in una parola, che va dritta al cuore.

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di Paolo Di Paolo

Per sentirsi in esilio, a volte, non è necessario andare lontano. Accade di sentirsi in esilio nel proprio corpo, nella propria casa, nel proprio tempo. Accade di sentire estranee persone che dovrebbero essere familiari, quelle che abbiamo intorno da sempre. Marianna, in questo romanzo, scopre che il proprio talento – scrive versi da quando era bambina – non è un vantaggio, ma un ostacolo. È donna, intanto: in una Sicilia – la sua città di Noto, bella e dolente – che osserva con sospetto le sue ansie di libertà. L’Italia è ancora il cantiere faticoso del Risorgimento: un tempo carico di attese, di molte speranze destinate a infrangersi. Maria Lucia Riccioli si inabissa in questo secondo Ottocento siciliano riafferrandone i dettagli, le atmosfere, il senso di qualcosa – un progetto, un ideale – che, sul punto di compiersi, si perde. E si affida a una piccola, straziante storia vera: quella di Mariannina Coffa, che insegue con ostinazione il suo sogno di poetessa e di donna libera. Mariannina legge, scrive, cerca di entrare in dialogo con un mondo intellettuale che un po’ la ammira, un po’ ne diffida. Mariannina si innamora: di un giovane maestro di pianoforte. Ma il suo destino è scritto: un padre e una famiglia nemica hanno già deciso per lei, dovrà sposare un possidente terriero. Mariannina, ostaggio della sua stessa vita, non si arrende: continua a scrivere, a cercare. Fugge via dal marito. Non rinuncia a niente di sé, anche se il cammino è duro. Maria Lucia Riccioli la segue passo per passo, giorno per giorno, mentre una pioggia nera si accanisce su Noto e sulle illusioni. I libri, i versi, la musica, nuovi spazi e possibilità del pensiero. Con una prosa elegante, ricca di intarsi, spesso poetica, Ferita all’ala un’allodola ci porta fino al punto in cui il dolore e l’ingiustizia possono spezzare la forza di volontà e la fedeltà a sé stessi. Pur di restare ciò che davvero e intimamente sente di essere, Mariannina corre tutti i rischi: con un coraggio, una vitalità che, facendo resistenza a un mondo vecchio, ottuso, prepotente, cominciano a cambiarlo.

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di Luigi La Rosa

Quella di Mariannina Coffa – netina per natali ma affratellata all’universale per vocazione e libertà di spirito – rappresenta una delle parabole umane ed esistenziali più drammatiche e interessanti di tutto il Risorgimento italiano.
Poeta tormentato e altamente civile, sensibile agli afflati della giustizia sociale e della modernità, artista eclettica, corrispondente vivace delle maggiori voci del suo tempo, femminista, spiritista ma prima d’ogni cosa donna e patriota, la Mariannina che vien fuori dalle pagine di questo romanzo si lascia leggere e interpretare alla luce di un assoluto nitore letterario e storiografico.
La fuga dai rigidi schemi famigliari, gli strazi della maternità, l’amore negato, la solitudine e la passione politica sono solo alcuni degli aspetti di una vicenda che ha del leggendario. Nell’assecondare le pieghe del racconto e le verità del personaggio la scrittura di Maria Lucia Riccioli ne restituisce lo splendore evocativo, insieme alla genialità ribelle e dolorosa e alla statura indiscutibilmente intellettuale.
Sullo sfondo del racconto, i giorni tumultuosi ed emozionanti dell’Italia nascente, consapevole del proprio coraggio e disposta a lottare per il diritto all’identità. Un libro intimo e struggente sulle necessità del genio e della Storia, ma non meno attento, non meno sensibile alle motivazioni poeticissime del cuore. In una parola: bellissimo.

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Maria Lucia Riccioli, nata il 18 settembre 1973 nella città di Archimede, Santa Lucia e Vittorini, insegna Lettere negli Istituti superiori.
Scrive da sempre, in dialetto siciliano e in lingua, in versi e in prosa: aforismi, fiabe, novelle, racconti.
È stata semifinalista al II Campionato nazionale della lingua italiana condotto da Luciano Rispoli (TMC).
Ha partecipato a varie rassegne e concorsi (tra cui Volo Rapido e Tiro Rapido Porsche, Roma Noir e Carabinieri in giallo 4, primo premio con pubblicazione nei Gialli Mondadori) e alcuni dei suoi lavori sono apparsi su quotidiani, riviste ed antologie.
Ha frequentato i corsi di scrittura creativa tenuti da Silvana La Spina, Claudio Fava e  Luigi La Rosa.
“Ferita all’ala un’allodola” (Perrone Lab, Roma 2011) è il suo primo romanzo, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” e apprezzato da pubblico e critica.
Scrive, tra gli altri, sui noti siti letterari “Letteratitudine” e “Letteratu” e cura il blog www.marialuciariccioli.wordpress.com.

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