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Archive for agosto 2013

TRINACRIA PARK a FAHRENHEIT

trinacria-park-cover1Lunedì 19 Agosto 2013 Trinacria Park” è stato il libro del giorno della trasmissione culturale Fahrenheit di RadioRai3.

È possibile ascoltare la puntata cliccando qui…

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Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

All’interno di una piccola isola siciliana è appena stato costruito il Trinacria Park: un enorme parco tematico destinato a diventare il più importante d’Europa. La sua notorietà deriva anche dal ritrovamento di un antichissimo carteggio contenente brani di un poema epico in greco antico che narra le vicende delle tre Gorgoni. Nel corso della settimana di inaugurazione – caratterizzata da festeggiamenti a cui partecipano centinaia di celebrità – si sviluppa una terribile forma epidemica che causa la morte di decine di persone, tra cui il Presidente della Regione Siciliana e diversi vip. Si scatena il panico. Per via del sospetto di un attentato terroristico di tipo batteriologico, l’isola viene messa in quarantena. In questo tragico scenario collettivo, si intrecciano le appassionanti vicende di tre donne, le cui vite sembrano assecondare la natura delle Gorgoni; un attore balbuziente che deve fare i conti con una tragedia personale e le frustrazioni di una carriera che non ha mai preso il volo; un giovane e inquietante aiuto-regista dalle agghiaccianti manie; un anziano attore di teatro chiamato a svolgere il ruolo di direttore artistico del parco nascondendo ben altri intenti. Perché nulla è come sembra a Trinacria Park…
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Categorie:Articoli e varie

È morto il poeta Séamus Heaney: Premio Nobel per la Letteratura nel 1995

Oggi 30 agosto 2013 ci lascia, all’età di 74 anni, il poeta irlandese Séamus Heaney: Premio Nobel per la Letteratura nel 1995. Era nato a Castledawson, il 13 aprile 1939. Lo ricordiamo proponendovi questo servizio di RaiNews24 realizzato da Luigia Sorrentino

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Séamus Heaney (Castledawson, 13 aprile 1939 – Dublino, 30 agosto 2013) è stato un poeta nordirlandese, Premio Nobel per la Letteratura nel 1995, massimo rappresentante contemporaneo del rinascimento poetico irlandese.

È stato uno dei più grandi poeti del Novecento, grande esponente della cultura irlandese.
Nacque nella fattoria “Mossbawn”, tra Castledawson e Toomebridge, in Irlanda del Nord, nella Contea di Antrim, primo di nove figli. Nel 1953 la famiglia si trasferì a Bellaghy, a pochi chilometri, dove il poeta visse la giovinezza.
La sua prima formazione scolastica avvenne ad Anahorish (in gaelico, “il luogo delle acque chiare”). Nel 1957 si iscrisse alla Queen’s University Belfast; dopo la laurea in Lettere, insegnò a Belfast, e in seguito a Dublino.
L’Irlanda ricorre nella lirica del poeta attraverso paesaggi, ricordi giovanili e temi della rinascita irlandese (Celtic revival).
Ha vissuto tra l’Irlanda e gli Stati Uniti, dove dal 1984 ha insegnato all’Università di Harvard.
In tutte le opere di Heaney hanno rilievo le vicende legate al problema dell’indipendentismo irlandese. La sua poetica è legata alla sua terra, alla vita politica del paese. Come egli ha scritto nella poesia Digging, il poeta userà la penna come il nonno e il padre hanno usato la vanga.

Premiato con il Nobel per la Letteratura nel 1995 per la “bellezza lirica e profondità morale, che esalta i miracoli quotidiani e il passato vivente“.

La biografia di Seamus Heaney sul sito ufficiale del Premio Nobel.
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NAXOSLEGGE 2013: dal 20 al 28 settembre

Quasi ultimato il programma della III edizione di Naxoslegge, il festival delle narrazioni che si svolge a Giardini Naxos, dal 20 al 28 settembre e che, quest’anno tocca varie location, oltre alla bellissima terrazza del Lido di Naxos, partner ufficiale dell’evento, dove si svolgeranno molti degli eventi in programma.

Naxoslegge…c’è è lo slogan che accompagna il festival delle narrazioni, giunto alla sua III edizione, per indicare l’impegno solidale che gli organizzatori intendono profondere nei giorni della rassegna. Sono tre i temi su cui Naxoslegge intende sensibilizzare il suo pubblico: il diritto all’istruzione per le bambine, la promozione della lettura come strumento di integrazione, la lotta alla violenza sulle donne. Il primo progetto, in collaborazione con Città delle donne e Unicef, riprende e amplia “allafacciadellignoranza”, la manifestazione realizzata in occasione dell’ 8 marzo, a Giardini Naxos, a SantAlessio, a Brolo che, nel nome di Malala, la bambina pakistana che lotta per i diritti delle bambine, proporrà a tutti gli ospiti del festival di lasciare una foto della propria faccia, esprimendo un pensiero contro l’ignoranza di chi limita il diritto alla istruzione alle bambine; il secondo progetto si inserisce nel più generale progetto di creazione di una biblioteca a Lampedusa , promosso da Ibby Italia e dal sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini che sarà a Naxoslegge il 24 settembre. Tutti gli ospiti del festival faranno dono di un libro autografato per la biblioteca dell’ isola. Il terzo progetto consiste nella adesione a “Postoccupato”, il progetto ideato dalla giornalista Maria Andaloro, che sarà ospite a Naxoslegge il 26 settembre, nell’ambito del quale una sedia vuota, che sarà lasciata per l’ intera durata del festival accanto a quelle dei relatori , servirà a ricordare una delle tante donne vittime della violenza che non ci sono più.
Naxoslegge conferma, pertanto, anche con questi progetti, la volontà di configurarsi come un appuntamento assolutamente innestato nel tessuto della contemporaneità, spesso liquida, di cui vuole “leggere” le dinamiche complesse , quasi per fermarne, attraverso il racconto, un senso che si renda intellegibile. Solo così la cultura, che come bene dice il premio Nobel Mario Vargas Llosa nel suo straordinario saggio “La civiltà dello spettacolo”, non ha nulla a che vedere con l’intrattenimento, potrà tornare a essere utile, anche e soprattutto in tempi di crisi.
IL FESTIVAL
Due le grandi direttrici su cui si muove il festival: naxoslegge… la storia e naxoslegge… la politica. Storia e politica, declinate nelle sue più diverse accezzioni, faranno da protagoniste di questa III edizione che si inaugura il 20, al Museo archeologico di Giardini Naxos, con la presentazione del libro di Luciano Canfora Intervista sul potere, a cui seguirà un incontro di celebrazione dell’anniversario dannunziano, letto attraverso l’impresa di Fiume, con la presentazione del romanzo Le stelle danzanti di Gabriele Marconi. In serata, per Pagine ritrovate, Nel ventre del teatro. Omaggio a Carmelo Bene e Giovanni Testori, due grandi outsider del teatro italiano. Interverranno i critici teatrali Carlo Coppola, Vincenza Di Vita, Stefania Rimini e diversi performer. Il sabato 22, per le scuole, che avvieranno il progetto “maratone di lettura” che si ripeterà per tutta la durata del festival, incontro sul romanzo storico, con alcune tra le voci più significative della narrativa siciliana, da Alberto Samonà a Simona Lo Iacono. Nello stesso pomeriggio, incontro sul tema “Sovranità” con l’editore Eduardo Zarelli e Mario Di Mauro, coordinato dal giornalista Antonio Artena; incontro seguito dal dibattito sul tema “43 e dintorni” cui prenderanno parte i giornalisti Ezio Costanzo, di cui sarà proiettato il film documentario sullo sbarco, e Salvo Barbagallo, conoscitore profondo dei temi dell’indipendentismo siciliano post bellico.
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TAOBUK 2013: dal 21 al 27 settembre

Dal 21 al 27 settembre prossimi ritorna Taobuk, il Festival Internazionale del Libro di Taormina, giunto quest’anno alla terza edizione.

Taobuk 2013

Ideato e diretto da Antonella Ferrara e Franco di Mare, presidente del comitato scientifico del Festival, Taobuk, promosso e sostenuto dal Comune di Taormina, è stato inserito tra gli eventi più importanti del panorama culturale nazionale, molto apprezzato da un pubblico che soltanto nell’edizione del 2012 ha superato le 10 mila presenze. Tra gli ospiti delle scorse edizioni Piero Angela, Simonetta Agnello Hornby, il Presidente del Senato Pietro Grasso, Nicolai Lilin, il premio Oscar Giuseppe Tornatore, il premio Oscar Ennio Morricone, Giuseppe Ayala, Meir Shalev, Elena Loewenthal, Matteo Collura, Valerio Massimo Manfredi, Gian Antonio Stella, Giuseppina Torregrossa, Vincenzo Mollica, Roberta Torre, Etgar Keret.

Taobuk ha il patrocinio della Regione Siciliana, del Parco Archeologico di Naxos, del Comitato Taormina Arte, dell’Università degli Studi di Messina, dell’Università degli Studi di Catania, e conta sulla collaborazione di partners quali l’Associazione Albergatori di Taormina, Gais Hotel Group, l’Associazione Imprenditori per Taormina, l’Associazione Culturale “La Zattera dell’Arte”, il centro di Lingua e Cultura Italiana Babilonia, Effezone, Lifesolution e da quest’anno, anche della stilista di alta moda Marella Ferrera e dell’Azienda Vinicola Benanti.

(Di seguito, il programma di Taobuk)
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Categorie:Eventi Tag:

Ventimilarighesottoimari in Giallo: Lex and the City – Senigallia (AN), dal 21 al 26 agosto 2013

ventimilarigheingiallo-2013.jpgVentimilarighesottoimari in Giallo: Lex and the City

Dal 21 al 26 agosto 2013 festival del noir con tanti ospiti e le incursioni notturne alla Camera Gialla e una mostra dedicata a Diabolik ed Eva Kant

Il pdf dell’intero programma è scaricabile da qui

Estate in giallo sulla spiaggia di velluto con l’atteso festival “Ventimilarighesottoimari In Giallo” dal 21 al 26 agosto 2013. “Lex and the City” il tema di questa edizione 2013 organizzata dal Comune di Senigallia in collaborazione la Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare. Tra le novità di quest’anno la “presenza” di Diabolik ed Eva Kant ad inaugurare ed arricchire il Festival di un nuovo segmento: il Giallo a Fumetti.

“Il noir italiano si è diviso per territorio, facendo diventare il territorio un personaggio”. Con queste parole Massimo Carlotto racconta il legame sempre più profondo tra i giallisti italiano e le città o le regioni dove vengono ambientate le loro storie. C’è la Bologna di Macchiavelli e Lucarelli, la Bari di Carofiglio, la Napoli di De Giovanni, la Roma di  Ricciardi, la Genova di Morchio.

Raccontare un crimine in un determinato contesto vuol dire analizzare la realtà politica, sociale ed economica di quel luogo. E così da letteratura di genere, il noir italiano diventa lo strumento per raccontare i problemi della metropoli italiane di oggi: la criminalità organizzata, la sofisticazione alimentare, la collusione tra finanza e politica.

Anche in questa edizione tanti gli ospiti, tra cui: Marco Malvaldi, Maurizio De Giovanni, Matteo Strukul, Massimo Maugeri, Valerio Varesi, Bruno Morchio. La sezione del giallo civile del festival, simboleggiata dalla valigetta della legalità, verrà dedicata alla strage di Ustica, con la partecipazione del giudice Rosario  Priore e della rappresentante dell’associazione dei familiari delle vittime di Ustica Daria Bonfietti.

Riconfermati i luoghi del “giallo” a partire dagli appuntamenti alle ore 18.45 all’Angolo Giallo in Via Fratelli Bandiera 33 ed alle 21.30 alla Rotonda a Mare. Inoltre tutte le sere dalle ore 22.30 alle ore 0.30 visite guidate alla Camera Gialla ed allo spazio giallo fumetto nella sede della Fondazione Rosellini in Viale Bonopera 21.

Giallo a Fumetti Leggi tutto…

TRINACRIA PARK: minitour di agosto

trinacria-park-cover1TRINACRIA PARK: minitour di agosto

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

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Venerdì 16 Agosto 2013, ore 19:30 a Noto (Sr)
Massimo Maugeri presenta “Trinacria Park” a Noto (Sr), lungo la Via Nicolaci, nell’ambito dell’iniziativa “Agosto Letterario a Noto” – Felice Modica intervisterà l’autore

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Lunedì 19 Agosto 2013, ore 17:30 a Fahrenheit – RadioRai3
Trinacria Park” sarà il libro del giorno della trasmissione culturale Fahrenheit di RadioRai3.
Massimo Maugeri ne parlerà in radio con Felice Cimatti.

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Martedì 20 Agosto 2013, ore 19:00 a Siracusa
Massimo Maugeri presenta ”Trinacria Park” a Siracusa nel cortile dell’Assessorato alla Cultura, nell’ex Convento del Ritiro di via Mirabella 29, nell’ambito dell’iniziativa “L’Agorà della Biblioteca” organizzata dalla Biblioteca Comunale di Siracusa – Interventi di Elvira Siringo e suggestioni musico-letterarie di Bruno Formosa

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Venerdì 23 Agosto 2013, ore 21:30 a Senigallia
Massimo Maugeri presenta ”Trinacria Park” a Senigallia (An) nell’ambito del Festival letterario “Ventimila righe sotto i mari in giallo – Lex and the city”. L’incontro si svolgerà alle h. 21,30 a Rotonda a Mare. Gli autori Sabot/Age (delle edizioni e/o) Matteo Strukul e Massimo Maugeri converseranno con Valerio Calzolaio, critico letterario e curatore su Salvagente di una rubrica di recensioni di libri gialli.

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TRINACRIA PARK su IBS

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Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

All’interno di una piccola isola siciliana è appena stato costruito il Trinacria Park: un enorme parco tematico destinato a diventare il più importante d’Europa. La sua notorietà deriva anche dal ritrovamento di un antichissimo carteggio contenente brani di un poema epico in greco antico che narra le vicende delle tre Gorgoni. Nel corso della settimana di inaugurazione – caratterizzata da festeggiamenti a cui partecipano centinaia di celebrità – si sviluppa una terribile forma epidemica che causa la morte di decine di persone, tra cui il Presidente della Regione Siciliana e diversi vip. Si scatena il panico. Per via del sospetto di un attentato terroristico di tipo batteriologico, l’isola viene messa in quarantena. In questo tragico scenario collettivo, si intrecciano le appassionanti vicende di tre donne, le cui vite sembrano assecondare la natura delle Gorgoni; un attore balbuziente che deve fare i conti con una tragedia personale e le frustrazioni di una carriera che non ha mai preso il volo; un giovane e inquietante aiuto-regista dalle agghiaccianti manie; un anziano attore di teatro chiamato a svolgere il ruolo di direttore artistico del parco nascondendo ben altri intenti. Perché nulla è come sembra a Trinacria Park…
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Categorie:Eventi Tag:

Stefano Petrocchi per UGO RICCARELLI

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: IN MEMORIA DI UGO RICCARELLI

Stefano Petrocchi per UGO RICCARELLI

(Pubblichiamo il contributo di Stefano Petrocchi: direttore della Fondazione Bellonci)

di Stefano Petrocchi (nella foto in basso)

Stefano PetrocchiL’ultima telefonata fra noi, a fine maggio, il giorno che all’Amore graffia il mondo è stato assegnato il Premio Campiello. Ne era felice, ci teneva a questo romanzo in cui nella figura di Signorina – uno dei suoi personaggi femminili più volitivi – faceva rivivere sua madre. Il giorno dopo che se ne è andato, gli organizzatori del premio comunicavano che l’opera restava in competizione anche per il Supercampiello, che si assegnerà a settembre. È bello che possa continuare ancora a farsi un po’ di strada, anche se chi l’ha messa al mondo non può più accompagnarla. Ci ricorda che è compito dei grandi libri vivere nella comunità dei lettori più a lungo di chi li ha scritti. E i libri di Ugo Riccarelli vivranno molto a lungo.
Ero preparato al fatto che da un momento all’altro non ci sarebbe stato più. Non ero preparato a non avere vicino, quando è successo, i suoi libri. Ad eccezione dell’ultimo, che ho sulla scrivania da quando è uscito, e del Dolore perfetto, presente sugli scaffali della biblioteca dove lavoro, gli altri sono finiti in uno scatolone per un trasloco inopportuno e molesto come solo i traslochi sanno essere. Così non ho potuto rileggere, da Stramonio, l’epigrafe tolta a Hrabal – me la ricordo significativa di tante cose, non solo per quel libro – e la pedalata in salita del grande ciclista nell’Angelo di Coppi e la presenza nelle prime pagine di Comallamore di tutta una serie di aggettivi e sostantivi che hanno a che fare con l’essere storto, sbilenco.
Provo ora a ricostruire certi caratteri della sua opera e, anche senza avere a portata di mano le sue parole, mi si va delineando un percorso limpido e riconoscibile, giocato tra un epos antiretorico, nato dal basso, alimentato e custodito soprattutto per via matrilineare (Riccarelli è uno dei pochi scrittori contemporanei per cui abbia senso la nozione di popolo) e il tema dell’handicap (nel senso sportivo di svantaggio) come ribaltamento della prospettiva normale, ordinaria, sulle cose, e come vita tenacemente attaccata alla vita. Due valori che prendono forza messi a contrasto con la violenza del potere, con il procedere indifferente del tempo storico, con la visione dominante dei vincitori, i quali – diceva Bufalino – non sanno quello che perdono. Leggi tutto…

Paolo Di Paolo per UGO RICCARELLI

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: IN MEMORIA DI UGO RICCARELLI

Paolo Di Paolo per UGO RICCARELLI

(Pubblichiamo il contributo dello scrittore Paolo Di Paolo)

di Paolo Di Paolo (nella foto in basso)

Risultati immagini per paolo di paolo letteratitudineLa dedica del suo ultimo romanzo, L’amore graffia il mondo (Mondadori), tuttora in corsa per il Campiello, dice: «Per Antonio, che è andato appena un attimo di là». Antonio è Tabucchi, lo scrittore che – come mostra la lettera inedita che pubblichiamo – è stato per Ugo Riccarelli un maestro e un amico. Si erano conosciuti alla fine degli anni Ottanta: Riccarelli lavorava a Pisa, in un’azienda statale, e sotto banco leggeva Piccoli equivoci senza importanza di Tabucchi. Un amico comune li mise in contatto: ne nacque una complicità bella e duratura: «Ho potuto godere del privilegio di “stare a bottega” da lui, un po’ come si faceva un tempo, quando esistevano i Maestri». Ma fra i maestri di Riccarelli vanno annoverati anche una nonna contadina e un padre – l’ha raccontato in Un mare di nulla (2006) – cantastorie e un po’ bugiardo. Riccarelli amava l’idea stessa del raccontare come poche altre cose. L’Annina, nel romanzo Il dolore perfetto (2004, Premio Strega), scopre che custodire la vita, l’amore, i ricordi nostri e gli altrui significa raccontare: «E se proprio un filo c’era, nelle sue storie, allora le sembrò che narrarlo fosse il solo scopo di tanta vita».
La narrativa di Riccarelli ha spesso un paesaggio italiano – piccole storie di umili che, annodandosi, compongono una storia più grande. Ma poco italiano è il suo respiro di scrittore, abituato al passo lungo dei sudamericani, reso più inquieto per via mitteleuropea: Bohumil Hrabal e Bruno Schulz sono i numi rispettivamente di Stramonio (2000) e di Un uomo che forse si chiamava Schulz (1998). «Un tempo nacqui in mezzo a un caldo di lana. Furono urla e fatica, in una notte di luglio inoltrato» scrive, dando voce a Schulz, Riccarelli – che in questo luglio inoltrato se n’è andato, a nemmeno cinquantanove anni. La sua vita era stata tagliata a metà da un trapianto di cuore e polmoni: ne racconta nel suo bellissimo libro d’esordio, Le scarpe appese al cuore (1995). Il «precedente cuore» di Ugo ha continuato a battere nel petto di una donna inglese e le ha permesso di diventare madre. Che Riccarelli avesse, in fondo, non uno ma due cuori, era chiaro incontrandolo. Poche persone ho conosciuto così trasparenti, generose e vitali. Così allegre. Era, l’allegria, la sua risposta alle salite della vita – e di salite i suoi libri sono pieni come i suoi giorni. Pendii in cui la terra fa resistenza e tutto dipende da un sovrappiù di slancio, di energia. Come nei racconti di L’angelo di Coppi (2001), anche sulle pagine della “Domenica” gli capitò di raccontare salite: storie di sportivi, di maratoneti e di scalatori. Leggi tutto…

RICORDANDO CHIARA PALAZZOLO…

NOTTE GOTICAMartedì 6 agosto, alle ore 20.30, nel cortile del Museo della civiltà contadina “N. Bruno” in piazza Umberto I, verrà ricordata la scrittrice floridiana Chiara Palazzolo ad un anno dalla prematura scomparsa.
L’evento, nato dall’idea del semiologo Salvo Sequenzia, amico della scrittrice, verrà organizzato dall’associazione culturale Laurus Dafne in collaborazione con il Museo “N. Bruno” e con l’assessorato alla Cultura del Comune di Floridia.
Rievocheranno la figura di Chiara Palazzolo il semiologo Salvo Sequenzia, che traccerà un profilo letterario ed umano della scrittrice; ed il cineasta Renato Scatà, direttore artistico del Floridia Film Festival, che parlerà dei rapporti tra l’opera della Palazzolo ed il cinema.
Alla voce di Antonella Mastroianni e di Manuela Reggiani sarà affidata la lettura di brani tratti dai romanzi di Chiara Palazzolo.
Floridiana ma romana d’adozione, Chiara Palazzolo è mancata prematuramente nell’agosto del 2012. Autorevole firma dell’horror italiano, dal suo esordio nel 2000 con il romanzo “La casa della festa“, ha sempre conquistato l’apprezzamento di pubblico e critica. Sono seguiti i romanzi “I bambini sono tornati” (2003) e la “Trilogia di Mirta-Luna“, con “Non mi uccidere” (2005), “Strappami il cuore” (2006) e “Ti porterò nel sangue” (2007). Nel 2011 ha pubblicato “Nel bosco di Aus“, un inquietante romanzo di altissima suspense con cui ha confermato il suo successo.
A Floridia, cui era molto legata, Chiara Palazzolo ha voluto dedicare tutte le presentazioni in anteprima dei suoi romanzi.
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UNA POSIZIONE SCOMODA, di Francesco Muzzoppappa

Una posizione scomodaUNA POSIZIONE SCOMODA, di Francesco Muzzoppappa
Fazi editore, 2013 – pag. 221 – euro 14,50

recensione di Ivo Tiberio Ginevra

Obporno collo.

Fabio Loriero è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. È una giovane promessa. È l’allievo preferito di registi del calibro di Gianni Amelio e Sorrentino. La stampa lo indica come l’erede di Rulli e Petraglia. Appena uscito dal Centro lo cercano tutti, ma lui rifiuta di lavorare alla sceneggiatura di “Un medico in famiglia”, sbatte il telefono in faccia ai produttori di “Un posto al sole” e addirittura brucia il biglietto da visita del produttore della nota serie televisiva “Don Matteo”. Questo perché Lui, è orgoglioso. Lui è migliore del corso, l’erede dei grandi sceneggiatori italiani e non può abbassarsi a scrivere per le fiction. Ma Fabio Loriero commette l’errore di perseverare e continua rifiutando tutto finché, un giorno il suo telefono non squilla più e lui cade in depressione e senza soldi. Vede i suoi colleghi di corso lavorare con Verdone, Archibugi e anche all’estero, ma soprattutto vede l’ascesa del suo amico Giovanni Settemacchie alle vette del cinema che conta. Giovanni, infatti, lavora con Bertolucci. Sì proprio Giovanni. Il più cretino del corso, e lui? La grande promessa, che fa? Fa cose incredibili! Fa sceneggiature a base di “OOO”, e spesso litiga con il suo produttore che le vuole a base di “AAA”. Sissignore, è pazzesco, ma Fabio Loriero per vivere fa lo sceneggiatore di film porno. Così mentre i suoi colleghi fanno carriera e scrivono per grandi registi, lui sprofonda negli abissi del cinema porno scrivendo sceneggiature-parodie di film o romanzi di successo come: “Il profumo del maschio selvatico”, “Dorian Gay”, “Analcord”, “Erezioni di piano” ecc.. Fabio fa questo lavoro senza un minimo di passione, nascondendosi da tutti, costretto a celare e mentire per salvarsi dall’umiliazione di lavorare nel porno. Ma nonostante tutto il nostro “Fabius” è sempre un artista di qualità e alla fine riesce pure a vincere il premio come miglior sceneggiatore all’XXX Festival del cinema porno a Cannes con “L’importanza di chiavarsi Ernesto”, parodia del capolavoro di Oscar Wilde (non oso immaginare cosa succede alla giovane Cecily e Miss Prism, anche se appare ovvio). Leggi tutto…

COMICI RANDAGI di Orazio Caruso

Pubblichiamo la recensione di Giuditta Busà dedicata al romanzo “Comici randagi” di Orazio Caruso. Su “La poesia e lo spirito” è disponibile un’intervista all’autore

di Giuditta Busà

Comici randagi di Orazio Caruso è un libro denso e polimorfo, dalle molteplici possibilità di lettura. Un aspetto emerge su tutti sin da subito: il rapporto che questo libro ha con il teatro, tanto da poter essere di buon grado definito un romanzo teatrale. Ma non soltanto e semplicemente perché parla di teatro: la connessione e le corrispondenze con il mondo e i linguaggi teatrali sono di fatto più complesse e investono a diversi livelli struttura e narrazione.
Il protagonista è un regista teatrale, un uomo che vive quindi di teatro. È altresì un uomo di mondo, avvezzo per lavoro e per indole a non avere radici. Inoltre, Eugenio, questo il suo nome, è abituato a vedere le cose – le vicende della vita e la realtà che lo circonda – con gli occhi del registra teatrale: ogni evento può così trasformarsi in una scena, in un atto teatrale.
Ma il teatro irrompe nel romanzo ancora e a un livello ulteriore, al punto da influenzarne lessico, stilemi e forme narrative.
Il teatro è ad esempio la soluzione a un problema reale: il bosco che ha fatto da sfondo all’infanzia di Eugenio e di suo fratello Alfio rischia di essere privatizzato e circoscritto all’interno di un nuovo supermercato, e quindi di essere snaturato in quanto luogo avvolto da un’atmosfera particolare e in quanto luogo simbolo dell’infinito. Di fronte a questa minaccia la soluzione proposta da Alfio, anzi l’unica soluzione possibile, è mettere in scena proprio in quel bosco il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Opera in cui il bosco ha un ruolo altrettanto fondamentale.
A questo proposito occorre sottolineare i continui ed evidenti richiami e riferimenti all’opera shakespeariana in genere e al Sogno di una notte di mezza estate in particolare: anzi, si potrebbe addirittura considerare questo romanzo di Orazio Caruso come una sorta di riscrittura della commedia shakespeariana. Chiunque abbia letto il Sogno troverà e si divertirà a trovare tutta una serie di rimandi testuali (basti citare, oltre al bosco, la violetta e l’elemento di magia, rappresentato dai geodi, che sovverte l’ordine precedente, senza dimenticare la chiusa dell’opera). Leggi tutto…

36,9° di Francesco Musolino

Pubblichiamo questo breve e divertente racconto dialogico (un vero e proprio “divertissement”) del giornalista Francesco Musolino

36,9°

di Francesco Musolino

– Ah c’è una cosa che ti volevo raccontare.
L’altro si fece subito serio. Passò dalla modalità “relax” a quella “sono un medico h24” e il suo corpo, a questo switch, reagì drizzandogli la schiena, come se gli avessero infilato su per il culo un anima di ferro e questa gli si fosse incanalata lungo la spina dorsale.
– Ieri sera dovevo uscire con Flavia – dissi
– La tua collega dell’università?
– Già
– Mi piace Flavia penso che ti farebbe bene uscire con lei perché ha quel certo non so che ti riempie subito la stanza, ti fa venire il buonumore e la smetteresti anche di fare pensieri brutti, se e solo se uscissi finalmente con Flavia.
Lo disse d’un fiato e senza guardarmi negli occhi. Poi appena terminato afferrò la bottiglia di birra, soddisfatto di trovarla fredda e con il vetro appannato e l’avvicinò alle labbra. Ma si fermò di colpo. Scommetterei che stava pensando “se faccio una diagnosi sono in servizio e se sono in servizio non posso bere”. Bel dilemma etico. Anzi, etilico.
– Cristo. Hai finito? – tirai il fiato – E allora ti dicevo che ieri stavo per uscire con Flavia ma non mi sentivo granché, non so di preciso cosa fosse…
– oh, finalmente l’hai detto.
– cosa? Mi continui ad interrompere! Cos’ho detto?
– non sapevi cos’avevi.
– e allora?
– non devi fare autodiagnosi. No. E’ sbagliato. Mi chiami, mi spieghi, ti dico cos’hai. Ecco come funziona.
Per inciso dicendolo sembrava che stesse sgridando un cagnolino che continuava ostinatamente a fare la pipì sulla tenda del salone.
– O-k. Cmq non sapevo bene cosa avessi, mi sentivo agitato..
– troppi caffè
– no, solo due.
– coca?
– cola? No.
– coca..?
– no, cazzo.
– ma bevi abbastanza? Voglio dire mi bevi i tuoi 2/3 litri al giorno? Lo fai davvero? Eh?
Disse e fece tintinnare il dito contro la bottiglia, richiamando l’attenzione.
– non ti rispondo nemmeno.
– ah! Lo sapevo.
Segnò la vittoria con un lungo sorso e poi si pulì persino la bocca con la manica. Riguardandola, a cose fatte subito dopo, quello sbafo sulla sua camicia non è che ci stesse granché bene e restò assorto tanto che
– Oh mi senti!?
– Certo. Un medico ascolta sempre.
– anche quando si guarda la manica con quella macchia strana lì… Leggi tutto…

Agosto Letterario a Noto

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