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UNA POSIZIONE SCOMODA, di Francesco Muzzoppappa

agosto 6, 2013

Una posizione scomodaUNA POSIZIONE SCOMODA, di Francesco Muzzoppappa
Fazi editore, 2013 – pag. 221 – euro 14,50

recensione di Ivo Tiberio Ginevra

Obporno collo.

Fabio Loriero è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. È una giovane promessa. È l’allievo preferito di registi del calibro di Gianni Amelio e Sorrentino. La stampa lo indica come l’erede di Rulli e Petraglia. Appena uscito dal Centro lo cercano tutti, ma lui rifiuta di lavorare alla sceneggiatura di “Un medico in famiglia”, sbatte il telefono in faccia ai produttori di “Un posto al sole” e addirittura brucia il biglietto da visita del produttore della nota serie televisiva “Don Matteo”. Questo perché Lui, è orgoglioso. Lui è migliore del corso, l’erede dei grandi sceneggiatori italiani e non può abbassarsi a scrivere per le fiction. Ma Fabio Loriero commette l’errore di perseverare e continua rifiutando tutto finché, un giorno il suo telefono non squilla più e lui cade in depressione e senza soldi. Vede i suoi colleghi di corso lavorare con Verdone, Archibugi e anche all’estero, ma soprattutto vede l’ascesa del suo amico Giovanni Settemacchie alle vette del cinema che conta. Giovanni, infatti, lavora con Bertolucci. Sì proprio Giovanni. Il più cretino del corso, e lui? La grande promessa, che fa? Fa cose incredibili! Fa sceneggiature a base di “OOO”, e spesso litiga con il suo produttore che le vuole a base di “AAA”. Sissignore, è pazzesco, ma Fabio Loriero per vivere fa lo sceneggiatore di film porno. Così mentre i suoi colleghi fanno carriera e scrivono per grandi registi, lui sprofonda negli abissi del cinema porno scrivendo sceneggiature-parodie di film o romanzi di successo come: “Il profumo del maschio selvatico”, “Dorian Gay”, “Analcord”, “Erezioni di piano” ecc.. Fabio fa questo lavoro senza un minimo di passione, nascondendosi da tutti, costretto a celare e mentire per salvarsi dall’umiliazione di lavorare nel porno. Ma nonostante tutto il nostro “Fabius” è sempre un artista di qualità e alla fine riesce pure a vincere il premio come miglior sceneggiatore all’XXX Festival del cinema porno a Cannes con “L’importanza di chiavarsi Ernesto”, parodia del capolavoro di Oscar Wilde (non oso immaginare cosa succede alla giovane Cecily e Miss Prism, anche se appare ovvio).
Altro ancora riserva la vita al nostro eroe, ma per non togliervi il piacere della lettura mi astengo dal raccontare il seguito, anche se volendo potrei farlo, perché il fascino di questo libro, non sta soltanto  nella freschezza e strampalatura della trama, ma soprattutto in quell’umorismo amaro, costellato da fallimenti e speranze infrante, che grazie alla grande auto ironia del narratore si trasforma in un piccolo capolavoro d’assoluta comicità, dove spesso ci si sorprende a ridere di gusto in un momento topico: “Indossava un cappellino che definire eccessivo è riduttivo. Corrisponde esattamente a ciò che sceglierebbe la Regina Elisabetta nel caso decidesse di sfilare nel carro inaugurale del gay pride.” Battute come questa si susseguono per tutta la durata del libro, ma senza strafare. Messe sempre al momento e al posto giusto. Senza far diventare l’opera il monologo di un comico strappa applausi, mantenendo sempre il sottile equilibrio fatto d’auto ironia, comicità e irriverenza, senza scendere mai nel volgare, restando per giunta in una tematica che di per se è piuttosto triviale. Il porno, infatti, non disturba affatto il lettore restando un argomento incidentale, inoltre il linguaggio di Muzzopappa è sempre piacevole, fatto da lunghi monologhi a frasi brevi.
La caratterizzazione del personaggio è ottima e Fabio suscita subito le nostre simpatie proprio per quella sfortuna che lo perseguita, dato che oramai si è epurato dall’orgoglio dei sogni di gloria dell’Accademia e da tempo si sbatte come migliaia di giovani d’oggi alla ricerca di un lavoro, sapendosi adattare anche a cose che mai si sarebbe immaginato di fare pur di risolvere le proprie necessità economiche. Si vergogna, certo! E vive in Una posizione scomoda fatta di segreti, imbarazzi e doppi sensi, ma è tenace, tosto, e non si abbatte nella ricerca di realizzare il suo sogno.
In conclusione il libro di Francesco Muzzopappa è molto gradevole. Fa ridere per la quantità impressionante di battute comiche e situazioni sui generis lanciando il messaggio ai giovani di non mollare e credere nei sogni anche se nel suo caso il protagonista per affermarsi, Obporno collo, si è trovato spesso in Una posizione scomoda.

© Letteratitudine

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