Archivio

Archive for settembre 2013

RICORDANDO ORESTE DEL BUONO

Letteratitudine ricorda Oreste Del Buono a dieci anni dalla scomparsa, proponendo la lettura di questo articolo pubblicato su Repubblica, dopo la morte dello scrittore (avvenuta il 30 settembre 2003). Di seguito, una nota biografica.

Oreste Del Buono (Poggio (Isola d’Elba), 8 marzo 1923 – Roma, 30 settembre 2003) è stato uno scrittore, giornalista, traduttore, critico letterario italiano.

Nativo di Poggio, nella parte occidentale dell’Isola d’Elba, e nipote dell’eroe toscano Teseo Tesei, studiò a Milano, dove visse durante la guerra. In quel periodo fu militare di Marina; catturato dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, trascorse un anno e mezzo di prigionia in Germania.
Traduttore prolifico, soprattutto dal francese, esperto di fantascienza, gialli, cinema, sport, pubblicità (sulla quale tenne una rubrica su Panorama). Tra le traduzioni, Il Cappotto di Gogol’, Madame Bovary di Gustave Flaubert, Un amore di Swann di Marcel Proust e L’azzurro del cielo di Georges Bataille, ma anche opere di André Gide, Guy de Maupassant, Michel Butor, Michel Tournier, Marguerite Yourcenar, Nathalie Sarraute, Denis Diderot, Benjamin Constant, Claude Gutman, e dall’inglese di Raymond Chandler, Robert Louis Stevenson, Arthur Conan Doyle, Oscar Wilde, Horace Walpole, Ian Fleming ecc.
Fece parte ma ai margini del gruppo 63, pubblicando nello stesso anno con la Feltrinelli Per pura ingratitudine. Altri suoi libri furono Racconto d’inverno (1945), Un intero minuto (1959), L’amore senza storie (1960), Né vivere né morire (1964), Un tocco in più (1966, con Gianni Rivera), I peggiori anni della nostra vita (1971), La parte difficile (1975, ma ripubblicato nel 2003 a cura di Daniele Brolli), Tornerai (1976), Un’ombra dietro il cuore (1978), Il comune spettatore (1979), Se m’innamorassi di te (1980), La talpa di città (1984), La nostra classe dirigente (1986), La debolezza di scrivere (1987), La vita sola (1989), Acqua alla gola (1992), Amici, amici degli amici, maestri (1994) ecc.
Svolse mansioni di “editor” presso numerose case editrici (Rizzoli, Bompiani, Garzanti, ecc.), facendo conoscere autori stranieri fino ad allora sconosciuti in Italia e curando e introducendo opere di autori italiani quali Leggi tutto…

MARIANNINA COFFA (30 settembre 1841 – 30 settembre 2013)

https://i1.wp.com/www.lerudita.com/components/com_virtuemart/shop_image/product/Ferita_all_ala_u_51c82d8658a07.jpgRicordiamo la poetessa Mariannina Coffa (Noto, 30 settembre 1841 – Noto, 6 gennaio 1878) nell’anniversario della nascita proponendo il romanzo a lei dedicato da Maria Lucia Riccioli intitolato “Ferita all’ala un’allodola” (L’Erudita edizioni)

Gli interventi di Lia Levi, Paolo Di Paolo e Luigi La Rosa – Il dibattito su LetteratitudineBlog – L’intervento dell’autrice a “Letteratitudine in Fm

Nota dell’autrice (2011-2013)

di Maria Lucia Riccioli

Rieditare un libro vuol dire spiegare le ragioni di un viaggio. L’imbarcarsi per nuovi lidi, nuove interpretazioni. Verso nuovi lettori.
Un romanzo è la storia di un incontro.
Mariannina Coffa ed io ci siamo sfiorate, incrociate. Tra i corridoi del Liceo “Matteo Raeli”. Tra i vicoli e le inferriate di
Noto e Ragusa. Tra marmi, versi e scartafacci d’archivio. Tra le note di spartiti belliniani e verdiani. Per poi incontrarci in queste pagine, intrise delle suggestioni di un’epoca amata e studiata in letteratura e in storia.
Anni di ricerche, di stesure e riscritture, di scoramenti e illuminazioni.
Poi, come per tutte le creature, anche quelle fatte di fogli, arriva il momento di spiccare il volo.
“Ferita all’ala un’allodola” ha viaggiato tra Noto e Siracusa, a Militello, a Catania, Acireale, Raffadali. Al Festival della Letteratura di Sciacca. A Palermo. A Portopalo, più a sud di Tunisi. A Roma.
Nelle librerie, tra i banchi delle scuole, in sale e palazzi. In una chiesa. Nei regni del virtuale.
Conservo. Inviti e sorrisi, commenti e petali di fiori. Complimenti e perplessità, domande curiose e recensioni. Fotografie. Video e commenti su Internet. La storia dell’accoglienza di un libro passa attraverso canali prevedibili e insoliti insieme, vecchi e nuovi.
Perché rieditare questo romanzo, quando ormai sono sopiti gli entusiasmi per il centocinquantesimo compleanno della nostra difficile unificazione? Leggi tutto…

CI LASCIA LO SCRITTORE CARLO CASTELLANETA

In seguito alle complicanze di una polmonite, ieri 28 settembre 2013, è morto a Palmanova lo scrittore Carlo Castellaneta.
Era nato a Milano l’8 febbraio 1930, da padre pugliese e madre milanese. Primo di quattro fratelli, inizia giovanissimo a lavorare, prima in una galleria d’arte poi alla Arnoldo Mondadori Editore come correttore di bozze. Nel 1958 Elio Vittorini, consulente della casa editrice, legge il manoscritto di “Viaggio col padre” e ne approva la pubblicazione. Inizia così una lunga e prolifica carriera di narratore (con romanzi tradotti in inglese, francese, spagnolo e tedesco), ma anche di giornalista, come collaboratore del Corriere della sera e di Storia illustrata, di cui fu anche direttore. Buona parte della sua opera è dedicata alla città di Milano. Castellaneta è stato anche presidente del Museo teatrale alla Scala. Dal suo romanzo “Notti e nebbie” è stata tratta l’omonima miniserie televisiva diretta da Marco Tullio Giordana su sceneggiatura dello stesso Castellaneta.

Approfondimenti su: Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Il Sole24Ore
Leggi tutto…

BORGO PROPIZIO, di Loredana Limone

Borgo PropizioIn esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un brano del romanzo BORGO PROPIZIO, di Loredana Limone (Tea, 2013) e l’autoracconto del libro da parte dell’autrice

Belinda ha intenzione di ricominciare e Borgo Propizio, un paese in collina in un’Italia che può sembrare un po’ fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma… ma che importa! A eseguire i lavori nel negozio è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli… ma c’è anche una grande felicità: l’amore improvviso per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell’uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d’altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti…

* * *

Dal romanzo BORGO PROPIZIO, di Loredana Limone (Tea, 2013)

Purtroppo, dopo le vacche grasse arrivano sempre le vacche magre e con gli anni la richiesta di lavori all’uncinetto, pezzi unici fatti a mano, diminuì. I corredi non contemplavano più simili manufatti perché le giovani spose preferivano moderni capi colorati da mettere in lavatrice e, se possibile, da non stirare; come bomboniere per i battesimi, le comunioni e i matrimoni, si sceglievano oggetti spesso inutili nei negozi dei numerosi centri commerciali spuntati un po’ dovunque come funghi. Velenosi, però.
Era finita – o comunque era sempre più in declino – la generazione di chi amava la tradizione. Il progresso, mostro ingordo, si stava mangiando tutto. Dilagavano, inoltre, i notevolmente più economici prodotti della Cina, la cui popolazione, si temeva, avrebbe invaso tutto il mondo. Lo diceva anche la televisione, che Marietta seguiva fedelmente.
Ecco perché, quando Mariolina, confidando nella riservatezza della sorella, la informò del negozio, Marietta mostrò grande meraviglia.
«Mah!» esclamò, prima di rimuginare tra sé e sé, cercando di non perdere i punti di un cruciale nodo d’amore per una tenda che sarebbe stato impossibile non ammirare nella vetrina di Fili Fatati dal 1888 e che di certo le avrebbe portato nuovo lavoro.
Ah, se le cose fossero andate diversamente, se la mamma non si fosse ammalata, se ci fosse stata una spinta al turismo, se la congiuntura economica (forse non c’entrava nulla, ma l’aveva sentita in tivù e le sembrava ci stesse bene)… Se così, se cosà, avrebbe potuto farlo lei, quel passo. Forse ci sarebbe voluto solo un po’ di coraggio. E un piccolo capitale, restituibile alla banca.
Ah, no, la banca no! Nemmeno a parlarne! Quegli strozzini! Di recente un poveraccio era stato spinto al suicidio: gli avevano preso perfino la casa. Senza cuore, le banche, meglio non averci nulla a che fare! Però… vicino al Municipio, in pieno borgo. D’accordo, un borgo decaduto. Tra un po’ sarebbe diventato un paese di anziani, per non dire di vecchi. E di fantasmi.
L’appellativo Propizio, per una qualche derivazione latina, si riferiva al fatto che i principi che lo avevano governato con gran fasto nei secoli passati, copiando gli antichi usi romani, consultavano il volo degli uccelli prima d’intraprendere qualcosa d’importante, e il puntuale arrivo dei volatili da oriente era considerato propiziatorio. Ma, da che Marietta aveva memoria, sarebbe stato meglio chiamarlo Borgo Impropizio o Borgo Infausto, o come peggio si preferiva, tanto il paese era vittima della superstizione. Anche se in effetti niente aveva dimostrato che fosse vero. Qualche coincidenza, forse. Ma proprio se ci si voleva credere. Fantasmi… Leggi tutto…

RACCONTI PER SIGNORA, di Piersandro Pallavicini

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo “La corniche #1” dell’ebook RACCONTI PER SIGNORA, di Piersandro Pallavicini (Feltrinelli Zoom)

“…un sabato pomeriggio, sul Lago Maggiore, affacciato al parapetto del lungolago, mentre rimiravo la riva opposta con un gelato in mano, ero stato folgorato dall’idea che Romanzo per Signora non dovesse finire lì. Che il suo carico di storie, di ricordi diventati racconto, di omaggi espliciti o velati meritasse altre parole.”
[P.P.]

Da quella folgorazione dell’autore nascevano i tre racconti satellite usciti in rete nel febbraio 2012 insieme a Romanzo per Signora, e dedicati agli scrittori che abitano il romanzo: Frederic Prokosch, Pier Vittorio Tondelli, Piero Chiara. Tre omaggi affettuosi, e tre racconti di difficile reperibilità, riuniti qui per la prima volta in un corpo unico e collegati da una nuova, lunga, inedita corniche fatta di aneddoti, retroscena e tenere confessioni.

* * *

La corniche #1

Nel giugno del 2011 avevo da poco terminato l’ultima revisione di Romanzo per signora. Il file era nelle mani sicure di Feltrinelli, c’era già una data di uscita e i giri di bozze sarebbero cominciati qualche mese dopo.
In una situazione come questa, di solito, ci si ritrova con nessuna voglia di scrivere. Si è spossati dal romanzo appena terminato, è estate, ci sono i festival, le vacanze, le case in montagna, quelle sul lago. Si ha voglia di riposarsi, distrarsi, fare altro. Tutto fuorché la fatica dello scrivere. Invece, un sabato pomeriggio, per l’appunto sul Lago Maggiore a Porto Valtravaglia, dove abbiamo una piccola casa, affacciato al parapetto del lungolago, mentre rimiravo la riva opposta con un gelato in mano, sono stato folgorato dall’idea che Romanzo per signora non dovesse finire lì. Che il suo carico di storie, di ricordi diventati racconto, di omaggi espliciti o velati meritasse altre parole.
Da quel torpido pomeriggio col gelato che mi colava sulla mano, mentre l’aria calda sopra il lago disegnava fate morgane, è nata l’idea dei racconti-satellite: i Racconti per signora che trovate riuniti in questo eBook. Ho buttato il gelato, sono salito a casa. Sapevo che storia dovevo scrivere. Mi sono messo al computer e ho cominciato Viaggio a Grasse (un remake).
Ci sono scrittori il cui fantasma infesta felicemente il mio immaginario, e per Romanzo per signora quei fantasmi li avevo convocati per una seduta spiritica lunga quanto l’intera stesura. Pier Vittorio Tondelli è il primo, ed è l’autore che se non avessi letto, mai avrei cominciato a scrivere. Frederic Prokosch è il secondo, nel mio cuore legato indissolubilmente a Tondelli, grazie al quale l’ho conosciuto: senza il pezzo del caro Pier Vittorio su “Panta” intitolato Viaggio a Grasse, come prova a spiegare il mio “remake”, non avrei mai saputo chi fosse Frederic Prokosch e, probabilmente, non avrei scritto Romanzo per signora nei luoghi e con il contorno di personaggi con i quali è stato dato alle stampe. Piero Chiara è il terzo, scrittore scoperto nell’adolescenza e affetto letterario coltivato per tutta la vita, per ragioni di vicinanza sia di gusto che di territorio (Porto Valtravaglia è a sette chilometri dalla Luino di Chiara), la cui divertita carnalità ha ispirato in modo diretto almeno un paio di capitoli di Romanzo per signora.
Tondelli, Prokosch, Chiara compaiono esplicitamente, per nome e cognome, nel mio romanzo, in alcuni casi vivendo avventure immaginarie, in altri limitandosi a partecipare con pezzi delle loro biografie, in altri ancora ricevendo l’omaggio di una sorta di alter ego a loro ispirato. I racconti-satellite, i Racconti per signora, nella mia idea di quel giugno 2011 erano una felice conclusione del mio perdurante omaggiare, un talismano con cui accompagnare benevolmente l’uscita del libro, degli amuse bouche di lusso per chi non avesse ancora letto Romanzo per signora e dei bonbon pregiati per chi l’avesse già terminato. Leggi tutto…

NON SO NIENTE DI TE, di Paola Mastrocola

Non so niente di teOggi 26/9/2013 al TaoBuk di Taormina, alle 18,30, al San Domenico Palace, Paola Mastrocola presenta il romanzo “Non so niente di te” (Einaudi)

La libertà di non essere

di Dionea Mentis

Succede nei libri e succede nella vita: qualche volta una frase, una frase sola, semplice e saggia, finisce per rispondere a un grande interrogativo.
Paola Mastrocola nel suo “Non so niente di te” (Einaudi), per esempio, ne fa dire una così ad un pastore cieco ma felice. “Se non son gaie, le pecore, fanno una lana triste, e il latte anche non é buono”. Ed ecco una verità che vale tanto per gli animali, molto cari alla narrazione della Mastrocola, che per gli umani, che in questo romanzo vagano da una parte all’altra del mondo come un gregge sperso, alla ricerca di una verità che faccia loro da luce-guida. Umani dalle facce tristi perché hanno dimenticato come si fa ad essere felici.
Le pecore sono la grande metafora di questo libro scritto con quella leggerezza che tanto sarebbe piaciuta a Italo Calvino. Il protagonista é invece Filippo, giovane di una certa Italia alto borghese, dotato di genio e sensibilità, che suo malgrado fa della sua vita un vero e proprio giallo. Fil, come lo chiamano i suoi cari, getta nello scompiglio amici e parenti, presentandosi ad un convegno di Oxford accompagnato da un gregge di cento, forse duecento pecore. Sul perché di questa scelta, e sulle ragioni che lo hanno spinto negli ultimi tre anni a mentire all’amata famiglia, spetta al lettore scoprirlo, mettendo insieme i pezzi di un’ esistenza acerba, che inizialmente somiglia a quella di tanti brillanti giovani dei nostri tempi, figli di Skype e delle email, chiamati a studiare e vivere fuori dall’Italia.
Filippo é un genio dell’economia, studia a Londra e poi a Stanford, pubblica paper con i docenti e partecipa a grandi convegni. Peccato che nulla sia vero e che abbia incaricato l’amico Jeremy a vivere, al posto suo, il destino che altri avevano confezionato per lui. Leggi tutto…

Le Vetrine Letterarie di Naxoslegge 2013

Una delle novità delle VETRINE LETTERARIE di Naxoslegge 2013 riguarda l’introduzione di un tour guidato per i giorni 26, 27 e 28 settembre 2013.
Si avranno tre corse giornaliere, la prima alle 10,30 del mattino con partenza da p.zza San Pancrazio – Giardini Naxos e rientro alle 12,30.
La seconda alle 16,30 con partenza dal Terminal Bus – Taormina e rientro alle 18,30, e la terza alle 18,30 con partenza da p.zza
San Pancrazio – Giardini Naxos e rientro alle 20,30.
L’idea è quella di offrire un servizio minibus che accolga e accompagni i visitatori del “museo” Vetrine Letterarie.
A bordo ci saranno infatti due guide, una in italiano e l’altra in
inglese, che illustreranno le opere esposte.
La corsa delle 10,30 di sabato 28 verrà riservata alla giuria tecnica composta da 9 membri
Leggi tutto…