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Il progetto editoriale di CORDERO

settembre 20, 2013

Pubblichiamo questa breve intervista rilasciata dall’editore Cordero in merito al suo progetto editoriale.
In questo post, gli estratti delle antologie “Sognavamo macchine volanti” (raccolta Sci-Fi a cura di Claudio Asciuti) e “Neronovecento” (raccolta noir a cura di Daniele Cambiaso)

La nascita di una nuova casa editrice è sempre una scommessa, soprattutto considerando i tempi difficili della nostra editoria. Tra i nuovi nati c’è anche la Cordero edizioni, che presenta un progetto editoriale pittosto variegato.
Incontriamo l’editore Cordero per porgli le seguenti domande…

– Cosa l’ha spinta, oggi, nell’era del self-publishing, a creare una nuova casa editrice?
Mi ha spinto sia l’interesse per la cultura che per le nuove tecnologie.
Vorrei infatti cercare di “coniugare” l’aspetto “antico”, prezioso dell’editoria “classica” con la modernità e quindi tutte le potenzialità offerte dal mondo dei bit.
E’ vero che, all’ interno di esso si è molto sviluppato il “self – publishing”, ma credo che questo nuovo modo di fare editoria sia, per certi versi, fine a se stesso poiché non può, per tutta una serie di ragioni anche, ma non solo, pratiche, essere esaustivo in termini di intrattenimento o trasmissione del sapere.
Questi compiti credo siano ancora saldo appannaggio delle case editrici poiché dispongono di un’idonea struttura multidisciplinare atta a svilupparli esaustivamente.

– Qual è il progetto editoriale di Cordero editore?
La Cordero Editore ha molteplici finalità: dalle tradizionali collane come la narrativa e la saggistica a generi di “nicchia” come ad esempio la musica sacra e strumentale o ancora una linea sia divulgativa che specialistica dedicata alla letteratura scientifica. Molti obiettivi ma un unico denominatore: il desiderio di divulgare, informare, intrattenere.

– Quali sono gli obiettivi e le aspettative?
Essere efficaci nella divulgazione, sia di tipo ricreativo che specialistico o informativo raggiungendo il maggior numero possibile di lettori avendo sempre ben presente ciò che il lettore si aspetta dal libro che sceglie perché, non va dimenticato, è il lettore stesso che va posto al centro del progetto editoriale.

© Letteratitudine

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