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LA DANZA DEL MONDO, di Maria Pia Ammirati (al Taobuk 2013)

settembre 21, 2013

La danza del mondoAl TaoBuk di Taormina domani, domenica 22 settembre, alle ore 18,30, sulla terrazza dell’Archivio Storico di Taormina, Maria Pia Ammirati presenterà il suo romanzo “La danza del mondo” (Mondadori).

L’amore non è giusto

di Dionea Mentis

Farsi male per poter dire di avere vissuto. Se c’è una cosa che le signore borghesi dei buoni romanzi hanno capito in secoli di letteratura, è che tutto val bene ogni rischio, ogni caduta, anche fatale, purché la sfida sia autentica. “La danza del mondo” di Maria Pia Ammirati (Mondadori) si apre con un tradimento coniugale. Lei è Linda, trentenne di buona famiglia che brucia in fretta la passione matrimoniale in un clima di “ordine e bellezza saturi”, ma anche quella per l’amante che ha il doppio della sua età. Sembra che per lei ogni cosa accada troppo in anticipo, o comunque nei tempi sbagliati. Ma sembra soprattutto che il destino le abbia già apparecchiato la vita.
Per questo Linda sceglie di scappare, con quattro soldi in tasca e senza cellulare, verso una meta vicina ma misteriosa: il sud dell’ Italia.

Il solito Ulisse in gonnella? No, perché la Sicilia che si ritroverà a vivere -terra magica e crudele, dove gioia, sesso ed orrore si mescolano con una naturalezza pirandelliana- non somiglia ad Itaca; qui non c’é nostalgia di casa, né l’avventura esaltante. Ne “La danza del mondo” il viaggio é metafora di smarrimento e rinascita. Gli incontri casuali sono scintille alchemiche. Le donne sono tutte vere, anche le peggiori. Gli uomini, quasi tutti padri mancati o inconsapevoli. Un viaggio moderno ma anche una discesa agli inferi che rimanda più a D’Arrigo che alle gesta dell’eroe.
Nel viaggio di Linda c’è tutta la danza della vita: il corpo, i suoi umori e i suoi afrori, il sangue, la maternità. Linda incontrerà anche lo stupro.
Eppure a Maria Pia Ammirati non interessa indugiare sul tema della violenza sulle donne (le avrebbe fatto comodo strizzare l’occhio ai dibattiti di questi mesi). L’urgenza è un’altra: dimostrare che l’amore, così come la vita stessa, spesso non é giusto. In un passo del romanzo la “danza” vitale prende forma in un metaforico incontro di boxe. Il dolore dei pugni e il piacere di vivere ballano sul ring. Si mescolano, lottano, ma non vince il migliore.
Il romanzo punta più sull’introspezione che sui dialoghi. Non é un caso. I viaggi più belli si fanno in silenzio. Chissà se le donne reali sono tutte come la protagonista de “La danza del mondo”: pronte al buio più nero pur di ritrovarsi nella luce più autentica.

Scopri e ascolta il soundtrack del libro proposto da Dionea Mentis

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Maria Pia Ammirati é dirigente televisiva, scrittrice e giornalista. Dopo gli esordi con due saggi di critica letteraria, Il vizio di scrivere (Rubbettino 1991) e Madamina: il catalogo è questo (Rubbettino 1995), ha pubblicato i romanzi I cani portano via le donne sole (Empiria 2001, selezionato al premio Strega, premio Palmi per l’opera prima), Un caldo pomeriggio d’estate (Edizioni Cadmo 2005, premio Grinzane-Cavour Calabria), Se tu fossi qui (Cairo 2011, premio Selezione Campiello, premio Procida), Le voci intorno (Cairo 2012) e ha curato, con Ornella Palumbo, l’antologia Femminile plurale. Voci della poesia italiana dal 1968 al 2002 (Abramo 2003).

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