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PISA BOOK FESTIVAL 2013: la rivincita dei piccoli, all’ombra dei Grandi

novembre 17, 2013

PISA BOOK FESTIVAL 2013: la rivincita dei piccoli, all’ombra dei Grandi

pisa bookfest 2013

dal nostro inviato a Pisa, Furio Detti

Oggi in anteprima nazionale a Pisa, Maurizio De Giovannni: il “giallo” targato Einaudi.

Il Pisa Book Festival ospita la Germania e sale a quota 40mila per la sua undicesima edizione.

Venerdì scorso, si è aperta l’edizione 2013 del Pisa Book Festival, evento dedicato da anni all’editoria indipendente [1] con qualche incursione dei grandi nomi della carta stampata. Il cartaceo domina ancora la scena, nonostante tutto e nonostante le risate agrodolci dei tanti editori che lamentano come previsto l’esiguità degli introiti, in un paese di scrittori compulsivi e lettori deboli. Da quest’anno è stato purtroppo introdotto l’ingresso a pagamento nei giorni di ieri (Sabato) e oggi. L’organizzazione regge il carico e l’atmosfera è realmente familiare e piacevole, un salotto molto diverso dal Salone del Libro di Torino, il Palacongressi di Pisa ospita i suoi 150 editori e i suoi 200 eventi in tre giorni (15-16-17 novembre) in un ambito più intimo forse, e, di certo, in paradosso, vibrante ma rilassato.

Il Paese ospite di questa edizione è la Germania. Fatto sottolineato dall’accompagnamento musicale a cura dell’Orchestra dell’Università di Pisa, di brani di Wagner e Verdi. La direttrice dell’evento, Lucia Della Porta, ripercorre la strada fatta sin qui, percorso che ha visto triplicare il numero degli editori presenti dai primi 56 delle origini (2003): «Il Pisa Book Festival si è confermato come una fiera di importanza nazionale. Grazie a questo grande evento Pisa è stata inserita nella lista delle 66 “Città del Libro”, un coordinamento che punta a dare ai festival del libro lo status di bene culturale. A partire dal 2007 è stato introdotto il Paese ospite, che ha dato al festival un’impronta internazionale. In questi anni si sono alternati a Pisa la Romania, la Norvegia, il Belgio, il Portogallo, la Francia e i Paesi Bassi. Questo anno il Pisa Book Festival ospita la Germania ma saranno presenti anche la Francia e l’Olanda con i loro autori, perché il rapporto con il Paese ospite continua, anche nel corso dell’anno con iniziative per le scuole. Lo slogan che abbiamo scelto questo anno è “Libri senza frontiere”»

Peter Von Wesendok, Console generale aggiunto della Repubblica Federale di Germania, ha portato i saluti agli ospiti italiani rammentando i legami secolari fra le culture letterarie tedesca e italiana, a partire da Goethe. Per il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, il festival «E’ un festival del libro e della libertà della cultura e promuove un’impresa culturale essenziale. Di piccole dimensioni ma di grandissima importanza. Dà spazio a culture diverse e a espressioni innovative. Pisa è arricchita da un evento che ha una solida dimensione nazionale e che ogni anno apre una finestra sull’Europa e sul mondo. La città sta dalla parte degli editori, di quelle imprese che nella crisi hanno ancor più bisogno d’attenzione. Il libro vale e deve valere ancora nei cambiamenti profondissimi portati dalla rivoluzione digitale e dal web.»

Tra i sostenitori della manifestazione, la Fondazione Palazzo Blu e la Provincia di Pisa, che nelle parole rispettivamente dei presidenti Cosimo Bracci Torsi e Andrea Pieroni hanno espresso una divertita considerazione sui rapporti culturali italo-tedeschi – «L’incontro con la Germania mi sembra particolarmente interessante. I rapporti, anche culturali, tra tedeschi e italiani sono sempre stati stretti e complessi e spesso intrecciati, come accade in una famiglia, di attrazione e repulsione, ammirazione e disprezzo, invidia e derisione, ma mai di indifferenza» – e l’augurio che «solo la cultura ci salverà dall’imbarbarimento e la lettura è il veicolo principale di trasmissione della cultura: un bambino che legge oggi sarà un cittadino migliore domani.»

La giornata di oggi, domenica 17 novembre, vedrà intervenire, fra gli altri: l’anteprima nazionale del nuovo libro di Maurizio De Giovanni “Buio. Falsi eroi per i bastardi di Pizzofalcone” (Einaudi). Alle 16 nella sala Fermi l’autore napoletano incontrerà il pubblico per anticipare la trama del libro in uscita il 26 novembre 2013. Neanche il tempo di festeggiare il successo nel loro primo caso, che i Bastardi di Pizzofalcone – il raccogliticcio gruppo di investigatori comandato dal commissario Palma – si trovano di nuovo a fronteggiare un crimine commesso nell’alta società: un kidnapping, un furto misterioso e un serial killer. Anche quest’anno De Giovanni ha scelto il Pisa Book Festival per presentare in anteprima nazionale il nuovo libro; infatti nel 2012 aveva scelto Pisa per parlare di “Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi” (sempre con Einaudi).

Alle 17 nella sala Fermi Carmine Abate e Jan Peter Bremer confronteranno scritture e mondi con l’introduzione di Andrea Di Consoli e la presentazione dei libri Il bacio del pane (Mondadori) e L’investitore americano (L’Orma Editore). Traduzione di Soledad Ugolinelli. Il nuovo libro di Carmine Abate è un intenso romanzo di formazione che si svolge nel tempo di pochi mesi e insieme racconta il senso racchiuso in una vita intera, amalgama di valori che si compendia nel gesto antico e attuale di baciare il pane, per celebrarne il dono e il mistero. Jan Peter Bremer, classe 1965, è nato a Berlino dove lavora come scrittore freelance. Asceticamente dedicato alla sua arte, abita nell’appartamento di Kreuzberg di cui parla tanto nel libro L’Investitore americano. Recentemente tradotto in italiano dalla casa editrice L’Orma, Bremer affronta questioni esistenziali da un punto di vista comico ed è stato paragonato a Kafka e a Robert Walser.

Ai racconti del fondatore del genere poliziesco giapponese Okamoto Kido, tradotti per la prima volta in italiano, sarà dedicata la presentazione dellle 15 nella sala Fermi: Detective Hanshichi. I misteri della città di Edo (Obarrao Edizioni), Intervengono Ikuku Sagiyama, docente di lingua e letteratura giapponese all’Università di Firenze, e Giuseppe Previti, Club Amici del giallo di Pistoia.

L’edizione di quest’anno, complice anche la gentilezza dello staff, ha ospitato una ricca e variegata scelta di opere e autori, dal racconto di viaggio al reportage sociale, al recupero di inediti in Italia dei grandi nomi della letteratura (come Jack London “saggista” e futurologo), alla saggistica politica e memorialistica, dalla scienza alla matematica, dai libri per bambini alla filosofia. Poco web e e-book a dire il vero, ma, in mera opinione, la cosa non dispiace.

Per Letteratitudine abbiamo intervistato Andrea Pannocchia, coautore di Ellada 2013. La crisi della Grecia raccontata dai suoi cittadini, reportage sulle condizioni economiche di un popolo nell’Unione Europea, edito e presentato quale novità da Eclettica Edizioni; e lo studioso di Patristica Guidalberto Bormolini, autore di Collaboratori del creato. La scelta vegetariana nella vita del cristiano (edizioni Lef) sulle ragioni e riflessioni intorno alla scelta etica e alimentare per i cattolici.
[Le interviste saranno pubblicate nei prossimi giorni]

Fra gli incontri più interessanti di sabato segnaliamo la presentazione di Le mucche non leggono Montale di Giulio Maffii, per la Marco Saya edizioni: un saggio così ironico e pungente sulla poesia e sul fenomeno del selfpublishing e delle pubblicazioni a pagamento, da aver attirato all’autore anche diversi insulti, oltre alle risentite critiche di parecchi “vati” del quotidiano.

[1] Per quanto sia decisamente da preferire il termine “piccola e media editoria”.

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