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Diego Agostini ci racconta LA FABBRICA DEI CATTIVI

novembre 27, 2013

Diego Agostini ci racconta il suo romanzo LA FABBRICA DEI CATTIVI (Giunti, 2013)

[Un estratto del libro è disponibile qui]

di Diego Agostini

“Dunque fai lo scrittore, adesso?” Mi chiede spesso la gente da quando è stato pubblicato La fabbrica dei cattivi. “No”, rispondo, “Faccio quello che ho sempre fatto: il narratore”. Mi piace raccontare storie, ma non storie qualsiasi. Storie vere. Ho scoperto, nella mia lunga attività di formatore, che raccontare fatti di vita è molto più utile dello spiegare per ore concetti e teorie. L’esperienza vera colpisce, insegna, fa cambiare. Perché è proprio in questo modo che si cresce, nella realtà dei tutti i giorni. Così ho pensato semplicemente di mettere su carta ciò che mi riesce meglio quando parlo alle persone: trasferire direttamente l’esperienza umana. Giunti era la casa editrice perfetta per questo progetto, partendo dalla sua solida tradizione nella saggistica di psicologia, con la quale io stesso mi sono formato, e arrivando alla sua nuova e vitale collana di narrativa italiana. Mettiamoci un po’ di fiducia e di coraggio da parte di chi la gestisce, ed ecco il volume in libreria. Di fatto avevo già pubblicato dei saggi, scientifici e divulgativi. Ma qualcosa, col tempo, è cambiato. Ultimamente mi trovavo troppo spesso a riempire i miei taccuini di riflessioni ed esperienze personali, ritardando la realizzazione dell’ultimo manuale di management. Appunti che si accumulavano, almeno fino a quando… si sono impadroniti prepotentemente del computer. E da quel momento, più nessuno è riuscito a fermarli.
La fabbrica dei cattiviLA FABBRICA DEI CATTIVI, è una storia da leggere esattamente come ho realizzato la prima bozza: tutta d’un fiato. Ma è anche una storia da riprendere e digerire lentamente, ragionandoci sopra. Se sono le esperienze a far crescere le persone, ecco che gioco la mia carta: far rivivere queste esperienze attraverso la lettura. A patto che riga dopo riga siano riprodotte nel lettore esattamente come sono state vissute dal protagonista. E questo libro narra infatti una storia realmente accaduta, in Florida, a una famiglia in vacanza. Nomi e luoghi sono stati cambiati, a protezione delle persone reali. Ma questo per il lettore non è rilevante, a patto che ne sia catturato, pagina dopo pagina, e che lui stesso le possa sperimentare attraverso l’attivazione di precise emozioni. Una famiglia normale, dunque, che al ritorno dalla spiaggia si trova a vivere un incubo, impreparata. Una scelta dei genitori, lecita anche se discutibile, scatena una reazione sproporzionata da parte della polizia. Da lì un sospetto che a poco a poco diventa certezza: nessuno vuole veramente capire i fatti, e piuttosto “il sistema” agisce come se fosse mosso da un bisogno estremo di provare la colpevolezza dei due malcapitati. La storia è narrata da Alex, il protagonista, convinto di potersi spiegare e chiudere in breve tempo una situazione che invece minuto dopo minuto degrada fino alla separazione dei figli e all’arresto. Ma Alex riesce a non farsi sopraffare dal sistema e piuttosto lo studia, cerca di capirlo, e così facendo ci aiuta a scoprirne le dinamiche nascoste. Il lieto fine arriva ma le ferite ci sono, e saranno curate solo con la forza degli affetti, con la riscoperta del legame prezioso con il proprio paese, ma anche con la fiducia che non viene mai meno nell’America dell’amicizia e della giustizia.

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Diego Agostini, laureato in Psicologia, ha maturato un’esperienza decennale come direttore sviluppo risorse umane per grandi aziende. Specialista in efficacia personale e formazione manageriale, lavora come consulente. Ha pubblicato due libri dedicati allo sviluppo delle potenzialità individuali: Percorsi positivi (2000) e Punti di forza (2005), entrambi editi da Franco Angeli.

© Letteratitudine

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