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Archive for dicembre 2013

BUON 2014 DA LETTERATITUDINE

Giuseppe Giglio

giuseppe giglioGiuseppe Giglio vive a Randazzo (CT). È scrittore e critico letterario. Si occupa soprattutto di letteratura del Novecento, nel segno di un’idea di critica letteraria come critica della vita. Ha pubblicato articoli e saggi su periodici letterari e quotidiani come “Stilos”, “Polimnia”, “Pagine dal Sud”, “l’immaginazione”, “Il Riformista”.
È tra gli autori del volume miscellaneo Leonardo Sciascia e la giovane critica, uscito nel 2009 presso Salvatore Sciascia Editore. Con la stessa casa editrice ha pubblicato, nel 2010,  I piaceri della conversazione. Da Montaigne a Sciascia: appunti su un genere antico. Con questo libro ha vinto il premio “Tarquinia-Cardarelli” 2010 per l’opera prima di critica letteraria.
È una delle firme de “Le Fate”, una nuova rivista siciliana di arte, musica e letteratura. Scrive su “Fuori Asse”, una rivista letteraria torinese on-line. Fa parte della redazione di “Narrazioni. Rivista quadrimestrale di autori, libri ed eterotopie”, un periodico nato nel Dipartimento di Filosofia, Letteratura, Scienze Storiche e Sociali dell’università di Bari, ma fatto da giovani critici non strutturati, e con l’ambizione di porsi come un osservatorio sul romanzo contemporaneo. Scrive anche sulle pagine della cultura del quotidiano “La Sicilia”.

 

 

BUON NATALE DA LETTERATITUDINE

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INTERVISTA A BEATRICE MONROY (su “Oltre il vasto oceano”)

https://i0.wp.com/www.avaglianoeditore.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/09/Oltre-il-vasto-oceano.pngINTERVISTA A BEATRICE MONROY (su “Oltre il vasto oceano” edito da Avagliano)

In esclusiva per Letteratitudine, alcune pagine del libro

di Massimo Maugeri

Sono palermitana, cresciuta in giro per il mondo. Con questa frase, Beatrice Monroy (narratrice, drammaturga, autrice di testi radiofonici per RadioRai) dà inizio al suo nuovo libro Oltre il vasto oceanopubblicato da Avagliano: libro della memoria e libro di viaggio (fuori e dentro di sé); racconto dell’epopea di una famiglia aristocratica, narrato dal punto di vista di una delle figlie. Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Beatrice, partiamo dall’inizio. Come nasce “Oltre il vasto oceano”? Cosa ti ha spinto a raccontare la “tua storia” intrecciata con la “grande storia” della Sicilia? E perché hai deciso di farlo proprio adesso, in questa fase della tua vita?
Oltre il vasto oceano nasce moltissimi anni fa quando , alla morte di mia madre, per l’appunto dieci anni fa, io e le mie sorelle trovammo l’archivio di mio padre morto nell’85 e che mia madre aveva in qualche modo nascosto. Mio padre è stato uno scienziato molto noto , cosa che ha permesso a me e le mie sorelle di vivere una bizzarra vita in giro per il mondo. Quando abbiamo trovato l’archivio, ho pensato che era arrivato il momento di raccontare la sua e la nostra vita, in un momento in cui la città in cui in fondo ci siamo sempre riconosciuti, sprofondava sempre più in un baratro di criminalità e incultura. Mi è sembrato pieno di senso raccontare l’altra città, quella che poi è sempre esistita, la città colta e intelligente. Per questo mettendo mano alle carte dell’archivio ho subito pensato che la storia di mio padre, e poi della mia famiglia, una famiglia aristocratica che ha molto influenzato la storia di Palermo, poteva essere raccontata solo narrando la storia più in generale.

– Il sottotitolo del libro è il seguente: “Memoria parziale di Bambina”. A cosa è dovuta la parzialità della memoria?
Nella mia famiglia, una grande e confusa famiglia aristocratica del sud, la verità non è mai stata chiara, io sono cresciuta in circoli di racconti delle mie zie in particolare, racconti che mi lasciavano a bocca aperta e che poi mio padre si premurava a dirmi, sono fandonie! Eppure quella è la mia storia, un po’ vera e un po’ no, perciò Bambina, la protagonista, che poi sarei io racconta quelle storie parziali… Da crederci o non crederci… Dove si cela la verità , arte in cui al sud siamo maestri….

– Dal tuo libro emerge, tra le altre cose, il rapporto con i luoghi (la famiglia si sposta, per esigenze lavorative dei genitori). In che modo, a tuo avviso, il rapporto con i luoghi influenza la crescita e la formazione di un individuo? E come è stato per Beatrice Monroy?
Per Beatrice è stato fondamentale, se io sono cittadina del mondo, parlo tante lingue e ovunque mi sento a mio agio, lo devo a questo continuo viaggiare , al non fare caso alle diversità, nell’accogliere le diversità come un dono e non un ostacolo.
Ho avuto credo una grande fortuna, e credo che viaggiare e abitare il mondo sia solo un bene, apre la mente e determina lo sviluppo di un contemporaneo che è una geografia enorme, dove ogni cosa migliora noi stessi …

– Tra i vari luoghi in cui sei vissuta, a parte Palermo, qual è quello che ha esercitato l’influenza maggiore in te? E qual è quello per cui dichiareresti un’affinità elettiva?
Sicuramente Napoli e gli Stati Uniti mi hanno segnata, dico sempre quando mi sento un po’ da un altra parte.. E va be’ che volete, sono americana…. Oltre il vasto oceano per l’appunto.

– Approfondiamo il tuo rapporto con Palermo. Come si è evoluto questo rapporto nel tempo? Cosa ha rappresentato Palermo per la giovanissima Beatrice Monroy e cosa rappresenta per la Beatrice Monroy di oggi? Leggi tutto…

Speciale FUORIASSE – LaBirinti Festival

copertinaÈ appena uscito il numero Speciale del magazine FUORIASSE, dedicato al LaBirinti Festival: 118 pagine di interviste e approfondimenti letterari, culturali e artistici da sfogliare e leggere gratuitamente

Per sfogliare il magazine, cliccare qui – Per scaricare il pdf, cliccare qui

Indice: FUORIASSE Speciale LABirinti Festival  

Pg 01. “La copertina di FuoriAsse” – Marta Lodola: A mia immagine. Foto di Mario Greco

Pg 02. Editoriale: “Non è un miracolo, e forse è inopportuno” di Caterina Arcangelo
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La quarta VENDICATRICE è LUZ

La prima VENDICATRICE è KSENIALa seconda VENDICATRICE è EVALa terza vendicatrice è SARA

LA QUARTA VENDICATRICE È LUZ

[Prossimamente, su LetteratitudineNews, l’intervista a Marco Videtta sul quarto e conclusivo volume della saga delle Vendicatrici]

Le Vendicatrici. LuzLuz – Solo per amore è l’ultimo capitolo del ciclo de Le Vendicatrici. Dopo Ksenia, Eva e Sara, tocca a Luz essere il centro di una storia avvincente e complessa dove si incrociano i destini di diversi personaggi e dove Le Vendicatrici e i loro amici più fraterni – come Felix e Angelica Simmi – dovranno fare i conti con il presente e con il passato.

Un estratto del libro è disponibile cliccando qui…

di Massimo Carlotto

Luz, Ksenia, Eva e Sara sono finalmente tranquille, serene, alle prese con il loro comune progetto di vita. Ma un giorno arriva dalla Colombia Mirabel, poco più di una ragazzina, inseguita da Wilson, un vigilante dei Montealegre, una ricchissima famiglia di latifondisti. Ed ecco che il gruppo di amiche si ritrova coinvolto in una vicenda torbida e pericolosa. Dovranno battersi con tutte le loro forze per salvare Mirabel e loro stesse. La situazione muta continuamente e Luz dovrà sopportare il peso più grande anche per una serie di errori commessi “solo per amore”, che rischiano di allontanarla per sempre da Ksenia. In questo romanzo si racconta anche la fuga di una ragazzina lungo i percorsi battuti dai clandestini che risalgono l’Italia per raggiungere i paesi del nord Europa. Viaggi pieni di insidie dove bande di predatori cercano di intercettare e sfruttare la disperazione dei fuggiaschi. Luz si ritroverà costretta a entrare in questo mondo parallelo e sconosciuto e ad agire secondo le sue regole.

Guarda il booktrailer delle Vendicatrici su Repubblica TV
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IBS.it lancia riLeggo

IBSSegnaliamo questa iniziativa promossa da IBS.it

IBS.it lancia riLeggo 

Un servizio nuovo e unico nel suo genere per avvicinare libri ed ebook. GEMS e RCS i primi due gruppi ad aderire con una lista di 450 titoli.

IBS.it, leader in Italia nelle vendite online di libri, lancia riLeggo,il servizio che  permette di acquistare a prezzo ridotto la versione ebook dei libri acquistati in versione cartacea. Il servizio sarà attivo non solo sui nuovi acquisti ma anche su quelli effettuati su IBS.it negli anni precedenti. Gli ebook di riLeggo verranno venduti a partire da solo 1,99 euro.

Tra gli autori di classici e bestseller che da oggi si potranno riLeggere: Andrea Camilleri, Donato Carrisi, Glenn Cooper, Andrea De Carlo, Umberto Eco, Oriana Fallaci, Massimo Gramellini,  Camilla Lackberg, Stieg Larsson, Irène Némirovsky, Giampaolo Pansa, Kathy Reichs, Clara Sànchez, Luis Sepulveda, Beppe Severgnini, Andrea Vitali e molti altri.

“All’iniziativa riLeggo hanno aderito con entusiasmo, fin dal lancio, il gruppo GEMS (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) e il gruppo RCS Libri. – ha dichiarato Mauro Zerbini, amministratore delegato di IBS.it –  Insieme a loro è stata stilata una lista  di titoli che saranno disponibili sin da subito per i nostri clienti: si tratta  di un primo gruppo di 450 titoli, tra i quali sono presenti numerose novità e tantissimi bestseller degli ultimi anni. Crediamo che riLeggo sia una di quelle proposte che ci permettono di far avvicinare sempre di più editoria tradizionale e digitale, di farle convivere in modo intelligente, così che l’una si avvantaggi della presenza dell’altra.”

Alessandro Magno, direttore dell’Area Digitale di GeMS ha affermato: “Con questa iniziativa si offre l’ebook a prezzo fortemente scontato a chi ha acquistato il libro cartaceo, e quindi ha già pagato una volta il diritto di leggere l’opera. Il nostro gruppo crede molto a queste iniziative perché non pensa vi sia contrapposizione fra libro cartaceo e ebook; sono due piattaforme destinate a convivere a lungo, accomunate dal medesimo obiettivo: raggiungere e soddisfare il lettore.Con questa iniziativa si potrà quindi rileggere in ebook un libro che in passato si è amato, ma anche iniziare a leggere un libro cartaceo a casa e poi proseguirlo in ebook in viaggio, su tablet o ereader, alleggerendo il bagaglio.”
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I RACCONTI DI NATALE di Graphe.it

Racconti di Natale: intervista a Eleonora MazzoniSegnaliamo questo duetto di storie natalizie edito dalla Graphe.it, confluito nel volumetto Racconti di Natale che include un racconto di Collodi (classica storia natalizia), e quello “non buonista” della attrice e scrittrice Eleonora Mazzoni (qui un’intervista all’autrice).

La scheda
Due racconti sul diverso modo di vivere il Natale, introdotti da una poesia di Jules Laforgue.
Il primo La festa di Natale di Carlo Collodi, è una parabola che, attraverso la crescita di Alberto, un bambino di sette anni, ci ricorda l’importanza di accorgersi di chi è meno fortunato di noi.
Il secondo, Un Natale come tanti altri di Eleonora Mazzoni, mostra invece come i nuovi e rumorosi vicini di casa dell’anziana signora Bini riescano a sconvolgerle la vita al punto da farle dimenticare il Natale, oramai un giorno uguale a tutti gli altri.

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Il booktrailer

© Letteratitudine

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LE BUSSOLE GUANDA

Bussole Guanda pLa casa editrice Guanda inaugura LE BUSSOLE: piccoli grandi libri da leggere, riscoprire, collezionare.
(pubblichiamo, di seguito, il comunicato stampa inviatoci dall’editore)

A cosa serve un editore nell’era del self publishing, del libro fai da te? Serve a offrire un percorso, a selezionare titoli che possano comporre, secondo una precisa linea del gusto, una scelta di valori: libri emersi con forza in questi anni, accostati a quelli che chiamiamo classici contemporanei.
Con “Le bussole Guanda” (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) nasce una nuova collana tascabile di qualità che prende avvio dal catalogo guandiano per aprirsi ad autori significativi di questo tempo. Si inizia con Alta Fedeltà di Nick Hornby, Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer, Trilogia del ritorno di Fred Uhlman, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore di Luis Sepúlveda, Se stasera siamo qui di Catherine Dunne, Una barca nel bosco di Paola Mastrocola, per continuare con Anne Tyler, Charles Bukowski, Virginia Woolf, William Trevor, Jean Giono, Nina Berberova, Yukio Mishima, Jun’ichirō Tanizaki…
I primi sei titoli saranno in libreria dal 16 gennaio.

A cosa serve un libro nell’era dell’ebook? Leggi tutto…

CONCORSO DI POESIA “KATIA ZATTONI” – COME FARFALLE DIVENTEREMO IMMENSITA’

bando concorso-1CONCORSO DI POESIA “KATIA ZATTONI” – COME FARFALLE DIVENTEREMO IMMENSITA’

“Davide e Guido – Insieme – Fibrosi Cistica Trust Onlus” e Edizioni Fara, con il patrocinio del Comune di Forlì e il sostegno de “il Corriere di Romagna”, promuovono la prima edizione del concorso poetico “Katia Zattoni – Come farfalle diventeremo immensità”.
Il concorso è rivolto a tutti coloro, anche minorenni, che desiderano cimentarsi della stesura di un’opera poetica ed è articolato in tre sezioni; le opere selezionate saranno pubblicate sul Corriere di Romagna e le cinquanta poesie premiate saranno pubblicate in una antologia.
Il progetto prende vita dopo la prematura scomparsa di Katia Zattoni, poetessa di indubbio valore, con l’intento non solo di divulgare la poesia come elemento culturale dal valore universale, ma soprattutto con l’intento di portare avanti i progetti avviati da Katia presso la Casa Circondariale di Forlì e non solo; in particolare parte dei fondi raccolti attraverso la vendita e la distribuzione delle antologie sarà devoluta al finanziamento di questi progetti, poi presentati e rendicontati direttamente da “Davide e Guido – Insieme – Fibrosi Cistica Trust Onlus”.
Per scaricare il testo integrale del bando e relative liberatorie, cliccare qui.
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OLTRE IL VASTO OCEANO, di Beatrice Monroy (un estratto del libro)

https://i0.wp.com/www.avaglianoeditore.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/09/Oltre-il-vasto-oceano.pngIn esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un estratto del volume “Oltre il vasto oceano” di Beatrice Monroy (Avagliano editore)

Il libro
“Oltre il vasto oceano – Memoria parziale di bambina” è il titolo del nuovo romanzo di Beatrice Monroy, appena pubblicato per Avagliano editore. È la grande epopea di una famiglia aristocratica. Figlia di due scienziati che spostavano la loro residenza in riferimento al loro lavoro scientifico, la protagonista, assieme alle sorelle, cresce con strane regole e con la sensazione di essere ovunque straniera e nello stesso tempo abitatrice di ogni mondo. Al centro c’è Palermo. Luogo di partenza e luogo di approdo. Intorno a questa città, c’è stata quindi la misteriosa storia aristocratica della famiglia, i Monroy, con avventure fanfarone, racconti mitici da ascoltare nel silenzio del grande cerchio famigliare. Da Masaniello a Luchino Visconti, dai Mille al terremoto del Belice, sono molti i personaggi e i fatti noti evocati nel libro. Vi ritroviamo anche molti luoghi, la Spagna, l’America, le Galapagos, Bergamo, Milano, Napoli. Il libro ha una struttura originale e mescola narrazione storica a memoria personale.

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Un estratto del volume “Oltre il vasto oceano” di Beatrice Monroy (Avagliano editore)

3. Mille! Vi rendete conto?

“Mille! Vi rendete conto?”

E segna le sue dita a dieci a dieci, poi le mani tornano sul grembo odoroso di cucina a legna, di mattoni caldi, di salsa di pomodoro.

“C’erano una volta, in una terra lontana ma vicina, dei ragazzi segnati dalla speranza, dal sogno e dall’esilio. Cercavano un nuovo cielo e una nuova terra. Tra questi il nonno Gilberto aveva solo quattordici anni, tanto che non lo volevano prendere e lui allora alla stazione di Bergamo, in una ressa incredibile, si era nascosto nel treno in partenza per Genova. Riuscì a scivolare sotto la panca di legno di un vagone. I treni? Esistevano solo da pochi anni, chi c’era mai salito sopra? Eppure quei ragazzi vi scivolarono dentro come se già fosse casa loro. Quando poi lo scoprirono non c’era più niente da fare, indietro non lo potevano mandare. Era lì e lì rimase. Già si vedevano le palme e lui per questo aveva messo il naso fuori dal nascondiglio. Aveva sentito gli altri stupirsi, guarda un po’ che razza di alberi e non aveva saputo resistere.

«E tu chi sei?» gli chiese un anziano prendendolo per la collottola.

«Sono Gilberto Boraschi.»

«Ehi! Qui c’è un altro imboscato.»

Era arrivato il Nullo.

«Ti conosco, a te.»

Sì mi conosci, perché il Nullo lo sapeva bene da che famiglia coraggiosa e antiaustriaca era venuto fuori il ragazzo, così Gilberto rimase.

Questa è una storia di piedi perché a piedi e che male, credetemi, percorsero tutta quella strada e con quel caldo. Negli zaini, poverine le mamme, i mariti se ne erano andati all’altro mondo nel ’48 e loro ci avevano quel peso dei figli di farne degli eroi, insomma le mamme che di laggiù non ne sapevano proprio un bel niente, negli zaini ci avevano ficcato in fretta e furia, si parte, si parte, via mamma, via lasciami andare, ma dove vai che hai solo quindici anni? Vanno tutti, allora to’, portati almeno due calzerotti di lana, neh, non si sa mai e un maglione per la traversata, non si sa mai e chi l’ha visto il mare? Insomma si ritrovarono a patire un caldo e portarsi appresso la lana che qui di lana ne serve poca.
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Grandi e Associati lancia INDIES con Kindle Direct Publishing

Sul fronte Ebook, segnaliamo questa iniziativa di Grandi&Associati in collaborazione con con Kindle Direct Publishing: INDIES g&a  

indies g&a è una vetrina editoriale digitale nella quale vengono proposti testi in formato ebook di autori italiani, esordienti e no, selezionati e curati editorialmente da Grandi&Associati. I titoli di indies g&a sono disponibili su Kindle Store per il download e la lettura su Kindle Paperwhite, i tablet Kindle Fire e, grazie alle applicazioni gratuite di lettura Kindle, su iPad, iPhone, iPod Touch, smartphone e tablet Android.

Gli ebook di indies g&a propongono testi di narrativa e saggistica che spesso non rientrano nelle categorie più rigide previste dal marketing tradizionale e che quindi non sono necessariamente incasellati in un genere o in un formato ortodossi. Allo stesso tempo sono opere curate con scrupolo, frutto di un lavoro attento, rispettoso della qualità editoriale e redazionale. Veri e propri libri che, pur non essendo di carta, regalano il piacere puro della lettura.

Per dare rilievo all’iniziativa, gli ebook di indies g&a beneficeranno anche di attività di marketing dedicate, definite con Amazon, da sempre attenta a valorizzare titoli più interessanti e innovativi nel panorama editoriale. Leggi tutto…

LETTERATURA E MODA a Siracusa – 21/12/2013

letteratura e modaSabato 21 dicembre a SIRACUSA, presso il palazzo del Senato alle ore 18,30, un nuovo appuntamento di ARTE E LETTERATURA a cura di Simona Lo Iacono.

Dopo aver mescolato varie arti e aver dato vita a “letteratura e ombre cinesi”, “letteratura e flamenco”, “letteratura e teatro dei pupi”, “letteratura e coro gospel”, andrà infatti in scena “LETTERATURA E MODA”.

L’occasione è offerta dal libro fotografico “I Pirandello.La famiglia e l’epoca per immagini“, edito da “La cantinella” e curato da Enzo Zappulla e Sarah Zappulla Muscarà (professoressa ordinaria di letteratura italiana presso la facoltà di lettere dell’Università di Catania).

I vari componenti della famiglia Pirandello saranno “vestiti” con abiti d’epoca e rivivranno attraverso un percorso di moda, recitazione, danza e scenografia.

I modelli sono della costumista Stefania Federico.
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L’ETÀ DELL’ORO. LA MIA VITA RACCONTATA A PAZ – di Gianluca Morozzi (un brano del libro)

Image of Gianluca Morozzi, “L’età dell’oro. La mia vita raccontata a Paz”In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un brano tratto dal volume L’ETÀ DELL’ORO. LA MIA VITA RACCONTATA A PAZ, di Gianluca Morozzi (Italica edizioni)

Il libro
Gianluca Morozzi, nato a Bologna nel 1971, si è imposto nell’ultimo decennio come uno degli autori più fantasiosi, prolifici e stimati della narrativa nazionale.
Seguito da uno zoccolo duro di lettori che ne adorano le pubblicazioni ravvicinate, la grande disponibilità umana e l’attitudine rock ’n’ roll nei confronti della scrittura, “Moroz” ci regala con L’età dell’oro una prova dal sapore unico: un’autobiografia scanzonata e sincera, condotta in forma di dialogo con il fantasma del suo idolo giovanile Andrea Pazienza, “l’unica rockstar del fumetto italiano”.
A Paz – e a noi – Morozzi racconta tutto senza inutili pudori: dagli anni verdi, illuminati dall’amore per la fantascienza, gli scacchi e l’irrinunciabile Bologna FC, ai primi tentativi come narratore.
La ridda di partecipazioni ai concorsi letterari, i primi contatti con l’editoria e il drammatico bivio dei trent’anni (“O diventi uno scrittore vero, o vai a fare il benzinaio”) fluiscono in un racconto in egual misura epico e umoristico. I momenti-chiave della formazione, integrati dai retroscena della società letteraria che accoglie il protagonista ormai adulto, compongono la storia di una vita speciale e, al contempo, una leggiadra lezione: val sempre la pena di inseguire i sogni, sembra suggerirci “Moroz”, e di vivere la propria esistenza con coerenza, passione e autoironia.

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Un brano tratto dal volume L’ETÀ DELL’ORO. LA MIA VITA RACCONTATA A PAZ, di Gianluca Morozzi

In fremente attesa davanti al palchetto della premiazione, c’erano “gli altri”. I miei rivali/amici-nemici/colleghi/compagni di sventure. Gli altri partecipanti al concorso, aspiranti scrittori.
C’erano i minimalisti tondelliani, timidi, silenziosi, vestiti con pulloverini di lana, con gli occhiali, un po’ tesi.
Sudavano molto.
C’erano i bukowskiani, che urlacchiavano: «Dai che dopo si va a prendere una fottuta birra! Dai che andiamo a berci una fottuta birra!»
C’erano le silvieballestre, tipo studentessa fuorisede, tipo 99Posse, tipo punkabbestia.
Da un certo punto in poi c’erano anche le isabellesantacroci, darkettone, un po’ stravolte, tutte in nero.
C’erano i pazzi generici.
Puzzavano tantissimo.
E poi, se il concorso era aperto alla poesia, c’erano i poeti.
Nessuno parlava con loro. Loro non parlavano con nessuno. Se ti azzardavi per errore a domandare: «Tu che poeti leggi?», la risposta standard era: «Io la poesia non la leggo, io la faccio». Leggi tutto…

UTOPIA e/o DISTOPIA- Ipotesi di scrittori visionari

18 Febbraio 2014  ore 18

GIUSEPPE RANIOLO :  La lettera del  prete Gianni. Ovvero il mito del Regno che non c’è.

Libreria Prampolini

Via Vittorio Emanuele 333 Catania

Il Circolo di Lettura dell’Associazione Romeo Prampolini Vi invita ad un itinerario sul tema

Utopia e/o Distopia

Ipotesi di scrittori visionari

 

La penultima fine del mondo17 Dicembre 2013 ore 18

MARIA ATTANASIO  contro ELVIRA SEMINARA (La penultima fine del mondo – Nottetempo)

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Trinacria Park7 Gennaio 2014 ore 18

ELVIRA SEMINARA contro MASSIMO MAUGERI (Trinacria Park –E/O)

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Il condominio di via della Notte28 Gennaio 2014 ore 18

MASSIMO MAUGERI contro MARIA ATTANASIO (Il condomino di via della Notte – Sellerio)

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18 Febbraio 2014  ore 18

GIUSEPPE RANIOLO :  La lettera del  prete Gianni. Ovvero il mito del Regno che non c’è.
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PREMIO LETTERARIO “LA GIARA” di RAI ERI – ultimi giorni per partecipare

Rai La GiaraScade il 31 dicembre 2013 il termine per partecipare alla nuova edizione del  PREMIO LETTERARIO “LA GIARA” bandito da RAI ERI

IL PREMIOIL BANDOIL MODULO D’ISCRIZIONEINFO

Il Premio Letterario La Giara bandito da RAI ERI, alla sua terza edizione è stato ideato per dare spazio e visibilità a giovani potenziali scrittori presenti su tutto il territorio nazionale.

È infatti rivolto ad autori al di sotto dei 39 anni e vuole essere un vero e proprio osservatorio capillare sulla narrativa giovanile con il supporto delle sedi regionali Rai. Ciascun autore partecipa spedendo la propria opera alla sede regionale di appartenenza, opera che supererà tre fasi di giudizio prima di giungere eventualmente alla terna finalista.

In ogni sede la Commissione Regionale, 21 su tutto il territorio, composta da esperti della narrativa e dell’editoria, sceglie in totale autonomia, i due romanzi migliori tra tutti quelli pervenuti.

Questa prima tappa si conclude con la pubblicazione on-line dei titoli dei romanzi e dei nomi dei semifinalisti regionali indicati dalle Commissioni. I 42 manoscritti vengono a questo punto sottoposti alla Commissione Nazionale composta da Pier Luigi Celli (Rettore Università Luiss), Antonio Debenedetti (scrittore, critico letterario), Gian Arturo Ferrari (Presidente per il Centro del libro e la lettura), Dacia Maraini (scrittrice), Mario Orfeo (Direttore TG1), Franco Scaglia (Presidente Teatro di Roma), Marino Sinbaldi (Direttore Radio3), che ha il compito di individuare i tre migliori romanzi tra i 42 semifinalisti selezionati. La terna finalista verrà resa nota a luglio in una serata conclusiva da Agrigento che segna la chiusura dell’edizione in corso e l’inizio di una nuova edizione.
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Detrazione fiscale per acquisto libri nel decreto “Destinazione Italia”

Il 13 Dicembre 2013 il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi per approvare un decreto legge che è stato denominato “Destinazione Italia”.

L’intero testo del comunicato stampa del Governo è disponibile sul sito del Consiglio dei Ministri. Evidenziamo, di seguito, la norma che prevede misure per favorire la diffusione della lettura

Misure per favorire la diffusione della lettura 
Per favorire una maggiore diffusione della lettura dei libri cartacei è riconosciuta una detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri muniti di codice ISBN, per un importo massimo di € 2000, di cui € 1000 per i libri scolastici ed universitari ed € 1000 per tutte le altre pubblicazioni.
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ITALIA VENTUNESIMO SECOLO, di Marco Imarisio (la nota introduttiva di Andrea Gentile)

In esclusiva per Letteratitudine pubblichiamo la nota introduttiva del volume ITALIA VENTUNESIMO SECOLO, di Marco Imarisio (firmata da Andrea Gentile, che è il curatore del libro) – Il Saggiatore

di Andrea Gentile

Il mondo accade, gli attimi si svolgono.
C’è la carta dei giornali, l’affastellarsi delle lettere sugli schermi dei computer: i cumuli di cenere.
La mineralogia, i sedimenti oceanici, gli sguardi degli sconosciuti.
I volti vitrei degli uomini politici, le rughe scellerate degli uomini robotici, le gobbe arcaiche degli uomini magnifici.
Ci sono gli universi, i continenti, le nazioni.
I cerchi concentrici, gli echi infiniti, le bolle secolari.
Ci sono i secoli.
Ci siamo noi.
Siamo in milioni: milioni di animali, inselvatichiti, ottusi, affamati.
Questi sono i nostri anni, affamati.
Piazza Fontana, Brescia, la Stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Non più.
Questi sono gli anni italiani che abbiamo appena vissuto; ci hanno scosso, graffiato, invaso.
Ci sono passati davanti come i bagagli degli altri sui nastri magnetici degli aeroporti.
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Premio Letterario Nazionale “Città di Trebisacce”

A gran giornateClaudio Morandini, con il romanzo “A gran giornate” (Edizioni La Linea) vince la prima edizione del Premio Letterario Nazionale  “Città di Trebisacce”

Premio Letterario Nazionale  “Città di Trebisacce”
per il Libro edito di narrativa (I Edizione 2013)

Giuria: Flaviano Pisanelli (Presidente), Alessandro Gaudio, Bonifacio Vincenzi, Oreste Bellini, Franco Prantera.

I Risultati

1° Classificato:  Claudio Morandini A gran giornate (Edizioni La Linea)
2ª Classificata:  Elisabetta Bucciarelli Dritto al cuore (Edizioni  e/o)
3° Classificato:  Andrea Malabaila Revolver (Book Salad)
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Elena Mearini racconta 360 GRADI DI RABBIA

Elena Mearini racconta il suo romanzo 360 GRADI DI RABBIA, ripubblicato di recente per Koi Press

di Elena Mearini

360 gradi di Rabbia” ha avuto una gestazione lunga, quattro anni di lavoro, tra stesure, partenze, soste, riscritture. Bisogna fare i conti con le andate, i ritorni e le soste obbligate, quando si racconta di sé, della propria vita. Perché in questo romanzo c’è molto del mio passato, anche se l’impianto narrativo si avvale di una buona dose d’invenzione. La protagonista, Vera, è una giovane donna che porta avanti una protesta feroce, un’insurrezione spietata nei confronti di tutto ciò che nasce sotto il segno del disamore. Vera vuole essere vista, scelta, ascoltata. E decide  di farlo attraverso la prepotenza disperata di un corpo tutto ossa e niente carne. Tutto rabbia e  poca vita. Sarà poi la nostalgia per l’umanità, la nostalgia del sentire con e assieme agli altri, a spingere Vera verso il riguadagno della realtà e la riscoperta della vita.
Il romanzo uscì in versione cartacea per Excelsior1881, con ottimi riscontri da parte di critica e pubblico. In particolare, venne apprezzato da lettori giovani, ragazzi con il desiderio di comprendere il perché di alcuni deragliamenti dai binari della speranza, il perché di alcuni abbandoni dalla strada della vita. Data la scarsa visibilità nelle librerie e le solite difficoltà della piccola editoria (pur con tutti gli entusiasmi  dedicati al romanzo e la buona volontà nel promuoverlo), “ 360 gradi di rabbia” non raggiunse un numero sufficiente di lettori, sufficiente a far risuonare il messaggio che porta con sé. Per questa ragione, ho accolto con gioia la proposta di Massimo di Gruso, editore  di Koi press. Vorrei che “ 360 gradi di rabbia” possa continuare a diffondere e condividere il suo convinto Sì alla vita.

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Un estratto di 360 GRADI DI RABBIA, di Elena Mearini
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IL RAGAZZO CHE GIOCAVA CON LE STELLE, di Graziano Versace (la recensione)

IL RAGAZZO CHE GIOCAVA CON LE STELLE, di Graziano Versace (San Paolo, 2013)

di Domenico Calcaterra

Ci sono libri che si offrono al lettore, aprendo porte su un ventaglio più che mai ampio di motivi e tematiche. Ecco, Il ragazzo che giocava con le stelle di Graziano Versace (San Paolo, 2013) credo che possieda, ambiziosamente, questa speciale qualità; il lasciarsi, appunto, attraversare, prestandosi a molteplici piani di lettura: libro sugli orrori della tragedia dell’olocausto e del nazismo; storia di un vitalismo estremo; libro che racconta il dramma della deformità e il disagio dell’handicap; parabola esemplare sull’innocenza salvata che tuttavia non può non passare per l’amaro paradosso della sua bruciante e drammatica perdita; ma soprattutto, si tratta di un libro d’amore toutcourt.
Protagonista è il quattordicenne Gerd, ragazzo geniale come nessun altro ma deforme, figlio del medico delle SS August Sievers che grazie al suo ruolo riesce ad evitargli l’eliminazione, tenendolo nascosto nel suo alloggio privato all’interno del campo di concentramento presso il quale presta servizio. Gerd possiede la capacità rara di leggere a fondo nella vita delle persone con le quali viene a contatto: è un empatico scrutatore d’uomini, un veggente dell’anima. Ed ha imparato da un mimo, sua personale via di fuga, a giocare con le stelle. Negazione perfetta dell’esemplare di razza ariana, è costretto a rendersi il più invisibile possibile per evitare spiacevoli conseguenze. L’inferno concentrazionario viene da lui osservato e raccontato da dietro la finestra, restituendone una descrizione che potremmo definire “sensoriale”: da quel rifugio ne riconosce le dinamiche interne, gli odori caratteristici, i segnali che ne scandiscono le giornate, i rituali di morte. Il lager è il luogo dove la normalità ha definitivamente perduto cittadinanza, abbattuta la sacrale dignità della vita umana; dove «s’inventa, ad ogni angolo, la morte». Quando il padre viene allontanato per misteriose circostanze dal campo ed è costretto a rimanere da solo, inizia per lui la personale partita a scacchi per mantenersi in vita. Leggi tutto…

PERCHÉ IL MONDO ESISTE?, di Jim Holt (le prime pagine del libro)

Holt_coverIn esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo le prime pagine del volume “PERCHÉ IL MONDO ESISTE? Una detective-story filosofica“, di Jim Holt (Utet, traduzione di Luca Fusari): Tra i 10 migliori libri del 2012 per “The New York Times

La scheda del libro
Perché esiste il mondo, e perché ne facciamo parte? Perché c’è qualcosa anziché il nulla? Da secoli se lo chiedono in tanti, tra filosofi e scienziati, teologi e scrittori, ed è sorprendente scoprire quanto singolare, articolata e avvincente si possa rivelare, ai nostri giorni, una ricerca che prende le mosse da un interrogativo così semplice e potente; una vera e propria indagine, personale ed emozionante, condotta come una detective-story da un brillante divulgatore scientifico con un debole per i grandi misteri dell’esistenza.
In Perché il mondo esiste? Jim Holt indossa i panni del segugio cosmico e interroga, punzecchia, mette alle strette (o ascolta, rapito e incredulo) una schiera di intellettuali di rango assoluto: Nobel per la fisica come Steven Weinberg, giganti della letteratura contemporanea come John Updike, matematici innamorati delle forme platoniche come Roger Penrose, teorici del multiverso e della realtà virtuale. Ogni colloquio è un viaggio in mondi nuovi, un confronto con prospettive sconvolgenti, un’immersione nelle teorie più argute, avventurose e geniali del sapere contemporaneo, spiegate al lettore senza indulgere in tecnicismi e con grande affabilità, quasi come in un romanzo di formazione.
Perché il mondo esiste? chiama in causa Dio, il Big Bang, la fisica classica e quantistica e altri cardini del pensiero scientifico e filosofico contemporaneo, ma il filo conduttore rimane la curiosità: la curiosità instancabile, la lungimiranza e l’ingegno di una specie come la nostra, che da millenni non è mai stanca di porsi domande su se stessa e sul mondo in cui vive.

* * *

Le prime pagine del volume “PERCHÉ IL MONDO ESISTE? Una detective-story filosofica“, di Jim Holt (Utet, traduzione di Luca Fusari)

di Jim Holt

Prologo

Veloce dimostrazione del perché esiste qualcosa piuttosto che il nulla, per gente moderna e parecchio impegnata.

Supponiamo che non ci sia nulla. Se non ci fosse nulla non esisterebbero le leggi: le leggi, in fin dei conti, sono qualcosa. Se non ci fossero leggi, tutto sarebbe lecito. Se tutto fosse lecito, nulla sarebbe proibito. Quindi, se non ci fosse nulla, nulla sarebbe proibito.
E dunque, se “nulla” è proibito, dev’esserci qualcosa. CVD.

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1. Davanti al mistero

Con l’anima esperta ch’arde e desìa di seguir conoscenza: la stella che cade oltre il confine del cielo, di là dell’umano pensiero.
Alfred Tennyson, Ulisse

In tutta franchezza vi sconsiglio di cercare un motivo e una spiegazione a tutto […] Andare alla ricerca delle ragioni di ogni cosa è assai pericoloso e non genera che delusione e insoddisfazione, turba la mente e finisce per riempirci di infelicità.
Lettera della regina Vittoria a sua nipote, la principessa Vittoria di Hesse, 22 agosto 1883

[…] chi è stato il primo nell’universo prima che ci fosse qualcun altro che ha fatto tutto chi ah non lo sanno e nemmeno io […]
Monologo di Molly Bloom, Ulisse di James Joyce

Ricordo ancora bene il mio primo incontro con il mistero dell’esistenza. Erano gli inizi degli anni settanta, abitavo nella Virginia rurale e covavo un sacco di velleità da giovane ribelle. E da buon giovane aspirante ribelle avevo cominciato a interessarmi all’esistenzialismo, una filosofia che sembrava in grado di risolvere alcune mie insicurezze adolescenziali. O di nobilitarle, perlomeno. Un giorno, nella biblioteca della scuola, mi ritrovai a sfogliare un paio di bei mattoni: L’essere e il nulla di Sartre e l’Introduzione alla metafisica di Heidegger. Fu quest’ultimo, promettente già dal titolo, a mettermi senza troppi preamboli di fronte alla domanda Perché c’è qualcosa anziché il nulla? Un interrogativo così netto, puro e potente mi travolse. Era il perché assoluto, quello che si cela dietro ogni altro perché umano. Possibile che durante la mia vita (una vita intellettuale ancora breve, va detto) non mi ci fossi mai imbattuto? Qualcuno sostiene che la domanda Perché c’è qualcosa anziché il nulla? sia così profonda che soltanto un metafisico può concepirla e, allo stesso tempo, così semplice che può porsela soltanto un bambino. All’epoca delle mie prime letture ero ancora troppo giovane per essere un metafisico. Ma allora, perché da bambino mi era sfuggita? Con il senno di poi la risposta è ovvia: colpa dell’educazione religiosa che aveva soffocato la mia innata curiosità metafisica.
Sin dalla prima infanzia, tutti – mia madre, mio padre, le suore alle elementari, i francescani del convento sopra la collina – mi avevano spiegato che il mondo esiste per una ragione molto semplice: lo ha creato Dio dal nulla. Quanto alla ragione dell’esistenza di Dio, la spiegazione restava sempre un po’ vaga. A differenza del mondo finito che Egli ha creato, Dio è eterno. È anche onnipotente e infinitamente perfetto in ogni suo attributo. Perciò, in fondo, non è strettamente necessario che qualcuno ne spieghi l’esistenza. Se è onnipotente, può darsi che il primo passo verso l’esistenza l’abbia fatto da Sé. Per dirla in latino, Dio è causa sui.
Questa la versione che mi fecero imparare da piccolo, la stessa a cui oggi crede la stragrande maggioranza degli americani. Per questo tipo di fedeli non esiste alcun “mistero dell’esistenza”. Se chiediamo loro perché esiste l’universo, risponderanno che c’è perché l’ha creato Dio. E se chiediamo perché esiste Dio, la risposta dipenderà dal grado di raffinatezza teologica dell’interlocutore. Vi potranno dire che Dio è causa di se stesso, il fondamento del proprio essere, che esistere è un requisito necessario della Sua essenza. Oppure che se continuerete a fare queste empie domande brucerete all’inferno.
Ma supponiamo di porre gli stessi quesiti a un non credente. Sarà arduo ottenere una risposta che soddisfi appieno. I difensori della fede religiosa nelle attuali “controversie divine” sono soliti brandire il mistero dell’esistenza come un randello contro gli avversari neo-atei. Richard Dawkins, biologo evoluzionista e ateo militante, è stanco di sentir parlare di questo presunto mistero. «I miei amici teologi» dice Dawkins «sono tornati più volte sul punto che è più sensato postulare l’esistenza di qualcosa anziché del nulla.» Anche Christopher Hitchens, altro instancabile paladino dell’ateismo, si sentiva spesso rivolgere domande del genere. «Se non ammette che c’è un Dio, come spiega l’esistenza del mondo?» chiese a Hitchens un conduttore televisivo di destra, con una certa brutalità e fare un po’ borioso. La sua collega, il tipo “bionda belle gambe”, rilanciò: «Da dove viene l’universo? L’idea che tutto questo sia spuntato dal nulla… sembra sfidare la logica e la ragione. Cosa c’era prima del Big Bang?». E Hitchens: «Ah, non sa cosa darei per saperlo». Leggi tutto…

INCONTRO CON NADIA BOULANGER, di Bruno Monsaingeon – la recensione

Pubblichiamo la recensione del volume INCONTRO CON NADIA BOULANGER, di Bruno Monsaingeon (rueBallu edizioni)

[in collegamento con il forum permanente “Letteratura e musica” di Letteratitudine]

di Claudio Morandini

Che docente straordinaria è stata Nadia Boulanger! Ha formato generazioni di compositori e musicisti europei e statunitensi, e fino agli ultimi anni della sua vita ha continuato a dedicarsi alla musica – ad aiutare gli altri a trovare in loro stessi la strada per l’espressione musicale più autentica. È stata didatta, direttrice, compositrice, ma con severità (la stessa severità adottata nei confronti di allievi e colleghi) ha giudicato se stessa una compositrice corretta ma priva di quella grandezza che sola giustificherebbe il comporre: e ha smesso di scrivere musica da giovane, votandosi alla didattica e alla celebrazione dell’altro astro musicale della famiglia, la sorella Lili, morta prematuramente e compositrice finissima e ispirata.
Un bel libro, necessario, ce la fa conoscere a fondo, impegnata in una serie di conversazioni con Bruno Monsaingeon, che l’ha più volte incontrata, ormai anziana e debilitata, e dalla rielaborazione delle conversazioni ha tratto materia per questo libro mantenendo l’immediatezza anche divagante della chiacchierata. “Incontro con Nadia Boulanger” risale al 1981, ma è stato pubblicato nel 2007dalle edizioni musicali palermitane Rue Ballu (che, non a caso, prendono il nome dalla via di Parigi in cui la Boulanger ha a lungo abitato, al n. 36), nella traduzione di Antonella Bonanno e Morgane Corre. L’introduzione di Enrico Fubini (che mi pare più centrata del saggetto iniziale di Manlio Sgalambro) consente di fare il punto sull’operazione di ricostruzione e assemblamento operata da Monsaingeon, oltre che sull’importanza della figura della protagonista del libro.
Come il vecchio Stravinskij sollecitato da Robert Craft, come l’altrettanto vecchio Goffredo Petrassi che si confida con l’amica Carla Vasio, anche Nadia Boulanger ha un’intera vita da ripercorrere avanti e indietro con la più grande libertà: si concede qualche tenerezza nostalgica, ma più spesso ragiona con appassionato rigore attorno ai temi che le sono sempre stati più a cuore, e talvolta si concede qualche giudizio affilato. La Boulanger non ama l’autobiografia, non indugia, se non dietro insistenza dell’intervistatore, su ricordi privati, sicuramente non è frivola (non lo è mai stata, guardate le foto che corredano il libro, nelle quali appare vestita sempre allo stesso modo, severa e impeccabile e demodée come un’istitutrice d’altri tempi): il suo è piuttosto il racconto di chi ha attraversato un intero secolo, ne ha visto gli orrori e le bellezze, ha incontrato e incoraggiato generazioni di donne e uomini, ha colto nella musica non una disciplina chiusa e elitaria ma un terreno di fertile realizzazione del desiderio e del bisogno di bellezza e armonia dell’uomo, da coltivare con precisione e passione, con “amore” (parola chiave, e proprio per questo usata con parsimonia). Non può che stupire che questa lezione di umile dedizione a un’idea di musica venga dal profondo del Novecento, di un secolo cioè che ha frantumato per sempre i canoni strutturali della musica colta, e sulle macerie ha elevato mille edifici diversi alla ricerca di nuove forme architettoniche, o addirittura ha rifiutato le forme e si è contentato di celebrare il dissesto: che poi questa lezione venga da colei che ha formato molti dei compositori di quelle geerazioni che hanno contribuito a buttate all’aria le certezze della tradizione e scalpitando hanno tentato nuove strade, è forse ancora più sorprendente. Ma Nadia Boulanger, Leggi tutto…

UN LIBRO, UN QUARTIERE: Monteverdelegge 2013

UN LIBRO, UN QUARTIERE: Monteverdelegge 2013

Una bella iniziativa letteraria, in uno dei più affascinanti quartieri romani

Dopo lo straordinario successo riscosso dalla prima edizione (dedicata alla lettura collettiva di Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini), Monteverde torna a ospitare l’iniziativa Un Libro Un Quartiere. Il progetto si basa su un’idea molto semplice: proporre agli abitanti di una comunità, in questo caso il quartiere romano di Monteverde e le zone limitrofe all’interno del municipio XII, di leggere lo stesso libro in un determinato arco temporale allo scopo di promuovere la pratica della lettura e di creare i presupposti per forme di socialità inedite e trasversali. Per la seconda edizione del progetto, che si svolgerà da dicembre 2013 a maggio 2014, l’associazione culturale Monteverdelegge, ideatrice e coordinatrice dell’iniziativa, ha scelto il romanzo italiano per eccellenza, I promessi sposi: un libro che, almeno in parte, tutti hanno studiato a scuola, ma che difficilmente viene riletto negli anni successivi. Proporre I promessi sposi all’attenzione di una comunità allargata, come è quella di Monteverde e dintorni, vuole essere un invito alla (ri)scoperta di un grande classico che fa parte del linguaggio e dell’immaginario comune degli italiani e che si presta particolarmente bene alla dimensione di lettura condivisa e partecipata, elemento fondante di Un Libro Un Quartiere. Una dimensione nella quale saranno coinvolti anche gli studenti delle scuole nel corso di incontri in cui potranno confrontarsi con lettori delle generazioni precedenti.

Maria Teresa Carbone, Silvia Nono e Maria Cristina Reggio, fondatrici di Monteverdelegge, in compagnia dell’attrice Paola Pitagora, celebre Lucia Mondella nei Promessi sposi televisivi di Sandro Bolchi, presenteranno la nuova edizione di Un Libro Un Quartiere mercoledì 11 dicembre 2013, alle 17.30, nell’aula magna dell’IIS Federico Caffè (via Fonteiana 111). E sarà proprio Paola Pitagora che, dopo avere raccontato la sua esperienza di lettura del capolavoro manzoniano, darà il via all’iniziativa, leggendo l’incipit dei Promessi sposi. L’attrice sarà affiancata dagli studenti del Federico Caffè e del Liceo Morgagni, che proporranno una lettura di alcuni brevi brani del romanzo per introdurne i personaggi principali – una galleria di ritratti “dal vivo”, che anticiperanno l’edizione speciale del Mercante in fiera realizzata da Monteverdelegge, appunto con le figure più note del libro, per la Festa dell’Albero e delle Luci che si terrà domenica 15 dicembre, alle 10.30, in largo F. Caffè, davanti alla stazione Quattro Venti.
All’incontro di mercoledì – in cui verranno presentati anche i primi gruppi di lettura e una pubblicazione (fuori commercio) di un breve testo di Pier Paolo Pasolini sui Promessi sposi, realizzata dal laboratorio di microeditoria di Monteverdelegge – seguiranno le numerose iniziative già in cantiere per la seconda edizione di Un Libro Un Quartiere. Oltre agli incontri dei diversi gruppi di lettura (sequenziali e tematici, in luoghi privati e pubblici del quartiere, come bar, ristoranti, centri anziani, DSM, ecc.), le attività di Un Libro Un Quartiere proseguiranno infatti grazie a incontri con scrittori e scrittrici invitati a commentare pagine a loro scelta dei Promessi Sposi, un concorso per il miglior booktrailer dei Promessi Sposi (rivolto agli studenti delle scuole superiori), il laboratorio artistico I Promessi Sposi a Monteverde (dove verranno ideate e prodotte installazioni e fotografie per “ricollocare” il romanzo manzoniano nei luoghi del quartiere, con mostra alle Scuderie di Palazzina Corsini in concomitanza con la festa finale a Villa Pamphili il prossimo maggio 2014), incontri al Circolo delle Quinte (ascolti di brani musicali legati ai Promessi Sposi e di pagine tratte dalle versioni audio del romanzo) e molto altro ancora.

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Fernando Coratelli ci racconta LA RESA

Fernando Coratelli ci racconta il suo romanzo LA RESA (Gaffi, 2013)

[leggi un estratto de LA RESA, cliccando qui]

di Fernando Coratelli

L’idea alla base di La resa nasce all’indomani degli attacchi terroristici a Londra, nel luglio 2005, e proprio nei mesi successivi all’attentato si paventò l’ipotesi che anche l’Italia potesse essere colpita. Pensai a lungo a questo possibile tragico evento, ma mi resi subito conto che non pensavo al suo evento catastrofico in sé, o le ragioni che avrebbero portato (e che portavano in quel decennio) agli attentati, quanto mi accorsi di riflettere sul dopo. Cosa rimane del proprio universo se una mattina per caso ci si salva da un attacco terroristico? Cosa accade a una generazione che non ha vissuto alcun tipo di guerra sul proprio territorio?
Queste erano le riflessioni che hanno fatto da traino iniziale alla stesura del romanzo. Poi, come spesso succede, l’idea di fondo si amplia, si amplifica così dall’idea di seguire in un processo di meditazione un personaggio che scampa all’attentato, ho pensato che un romanzo corale fosse più adatto; così, i personaggi principali sono diventati quattro come le esplosioni che narro agli inizi del romanzo. Leggi tutto…

LA RESA, di Fernando Coratelli – un estratto

https://i2.wp.com/www.gaffi.it/images/upload/godot/GodotCeccato/copcoratelli.jpgIn esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un estratto del romanzo LA RESA, di Fernando Coratelli (Gaffi, 2013)

[domani pubblicheremo un intervento di Fernando Coratelli, che ci racconterà qualcosa sulle origini di questo romanzo]

La scheda del libro
“Milano è sotto attacco in quattro punti: la stazione, una piazza del centro, il quartiere finanziano, la questura. Terroristi uomini bomba raggiungono, credono, il Paradiso, lasciando sulla Terra morti e macerie. La pace è sempre più difficile della guerra. I quattro protagonisti sopravvivono, ma niente sarà come prima. Andrea ripensa a sua moglie, a suo figlio, li tradisce senza soluzione di continuità. E se ci riprovassero? Teresa, avvocato penalista, single infelice, resta ancora più vittima delle mille luci della città. E poi la coppia scoppiata del terzo potente romanzo di Fernando Coratelli. Tommaso detto Toma, alter ego dell’autore, perso dietro ideali e fanciulle. E Agata, una donna, una pietra. Detesta i percorsi lineari, se non c’è almeno una svolta al giorno nella sua vita, sta male. Tutto esplode? Lei progetta di partire con una Ong, rinunciare alla carriera – e all’amore? – per i derelitti. Il nuovo fondamentalista riluttante, la ricerca della felicità secondo una delle voci letterarie più brillanti. Ma si può cambiare il mondo o è meglio dichiarare ‘La resa’ e berci sopra?” (Annarita Briganti)

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Estratto del romanzo LA RESA, di Fernando Coratelli (Gaffi, 2013)

Nove e cinquantacinque incombe il silenzio. Nove e cinquantasei regna l’irreale. Nove e cinquantasette si accendono le prime sirene. Nove e cinquantotto la città è devitalizzata, gli occhi della gente paralizzati. Le linee telefoniche non danno segnale. Nove e cinquantanove arrivano le prime unità di crisi. Emergenza – è la parola d’ordine.
La polvere si deposita.
Dieci e zero-zero: il tempo scorre infischiandosene di tutto ciò che è successo.
Dieci e un minuto: al di là delle macerie, c’è chi non sa niente e ride, o chi si incontra per caso per strada, chi posta qualcosa su Facebook, chi twitta, chi guarda la televisione, chi lavora, chi muore per altro e chi nasce nonostante tutto.
Dieci e due minuti, Tommaso vaga alla ricerca di Mario Astolfi – in realtà non lo cerca, si guarda solo intorno.
Dieci e due minuti, Teresa guarda diritto davanti a sé. La gente che scappa dalla questura, quella che accorre passando davanti a lei. Ettore le è accanto ma nessuno dei due parla.
Dieci e due minuti, Agata continua a comporre numeri telefonici che non danno segni di vita. Si attacca a internet, il sito dell’Ansa non dà ancora notizie. Accende la tivù. Su “Sky ultim’ora” campeggia la prima timida scritta che avverte: “Ultim’ora: attentati terroristici a Milano”.
Dieci e due minuti, Andrea è fermo vicino a un pilastro all’interno del tunnel metropolitano di Centrale. Gli gira la testa.
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L’INDICE DELLE DISTANZE, di Loretto Rafanelli (la recensione)

L' indice delle distanzePubblichiamo la recensione alla silloge di poesie “L’indice delle distanze” di Loretto Rafanelli (Jaca Book, 2013)

Rafanelli, le distanze-istanze degli ultimi

di Alfia Milazzo

Il tema della distanza è un topos poetico-filosofico assai recente. Solo qualche anno fa, nel 2007, il filosofo Rovatti sosteneva che “Abitare la distanza è la nostra condizione, caratterizzata dal paradosso: siamo dentro e fuori, vicini e lontani, abbiamo bisogno di un luogo, di una casa dove “stare”, ma poi, quando cerchiamo questo luogo, scopriamo il fuori, la distanza, l’alterità”.
Nella sua ultima fatica, L’indice delle distanze, edito da Jaka Book, il poeta Loretto Rafanelli declina al plurale il paradosso della distanza compiendo un passo oltre, per raggiungere, senza dichiararlo, il centro della parola poetica, ovvero il senso del rapporto uomo-mondo. La poesia infatti è proprio questo: la “musa” che indica le distanze. Si pensi all’ultimo canto del Paradiso di Dante, in cui il sommo poeta riesce a descrivere il volto di Dio, compiendo un miracolo (come ha scritto Franco Cardini) che nessuna arte, se non la poesia, riesce a realizzare: mantenere nella distanza uomo-Dio, il senso di una intimità tra l’Onnipotente e la creatura.
Un compito che è stato assunto anche da una certa filosofia ermeneutica (Figal, Deridda) in cui la distanza è definita come la possibilità di dischiudere, delicatamente, il mondo al soggetto.
Distanza o meglio distanze per Rafanelli sono anche i legami tra i luoghi e le persone. Uno scarto che origina la libertà per l’uomo di non appartenere ai luoghi mantenendo vivo il sè, ma anche di poter essere diverso da sè per avvicinarsi ai luoghi, nonchè alla storia dei luoghi (come nei versi de Il paese, Sul molo di Rimini, Il lumino fioco della cattedrale di Notre-Dame).
Poeta civile, come è stato definito da numerosi critici e studiosi di letteratura contemporanea, Rafanelli raccoglie il “grumo di umanità” di ungarettiana memoria, attorno ai fatti di cronaca e della storia, per indicare appunto la distanza dalla persona e dall’io, responsabilmente ed eticamente presente, vigile, consapevole.
La distanza è uno spazio contemplativo. Distanza, differenza, libertà e contemplazione sono concetti che indicano come non vi sia mai un possesso delle cose, ma sempre una nuova possibilità di comprenderle.
Secondo Deridda, Leggi tutto…

NELSON MANDELA (1918 – 2013)

NELSON MANDELA (1918 – 2013)


(clicca sull’immagine)

I Grandi lasciano questa terra tracciando un segno positivo e indelebile: è stato così per Nelson Mandela.
Addio, grande Nelson, araldo della libertà.
(Massimo Maugeri)
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IL TOPO SOGNATORE E ALTRI ANIMALI DI PAESE

Il topo sognatore e altri animali di paese. Il quaderno quadroneIL TOPO SOGNATORE E ALTRI ANIMALI DI PAESE: Massimo De Nardo ci racconta una nuova bella esperienza editoriale della casa editrice Rrose Sélavy, che ha visto il coinvolgimento di Franco Arminio e Simone Massi

La scheda del libro
L’asina acquaiola, il calabrone tranquillo, il cane ottimista e il cane malinconico, il canarino dispiaciuto, la capra vanitosa, l’elefante che non c’entra niente, la faina migrante, la farfalla pigra, la formica svogliata, la gallina contestatrice, il gatto snob, il maiale che nessuno ha ammazzato, la mosca pessimista, il passero schizzinoso, il ragno disoccupato, la rana giocattolo, la vacca sedentaria, il verme domandone, la serpe sfortunata, la volpe solitaria, il topo sognatore.
Questi animali hanno qualcosa da raccontarci. Ci dicono, soprattutto, come la pensano. Con rabbia, malinconia, ironia, simpatia e con sincerità.
E poi ci sono gli autori: Franco Arminio, il poeta delle parole, e Simone Massi, il poeta delle immagini. «Io sono un poeta e quindi sono un animale. Come gli animali, il poeta è una creatura che sta sempre a spiare il pericolo. Il mare fa il mare, il cane fa il cane, l’uomo fa l’uomo. Nessuno sa cosa fa il poeta dentro al mondo».

* * *

di Massimo De Nardo

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. A contarli, gli abitanti di Bisaccia non arrivano a quattromila. Franco ci tiene moltissimo a dire che Bisaccia si trova in Irpinia d’Oriente, come se questa aggiunta geografica lo rendesse, a lui, ancora più viandante, uno che cammina a piedi e viene da molto lontano. Quasi a voler dire, spostando il suo paese più a Oriente: «Abito in un luogo che sta più in là». Le parole hanno un loro significato misterioso e affascinante. La parola Oriente è di questo tipo. Franco lo sa bene. Ci tiene moltissimo a dire che lui di professione fa il paesologo (oltre allo scrittore e al maestro elementare), cioè uno al quale piacciono quei paesi che sono antichi come “il tempo che fu” e che da lontano sembrano pungere le nuvole con i loro campanili appuntiti.
Simone Massi è nato e vive a Pergola, nelle Marche del nord, vicino a Urbino (avete presente quanto è bello il Palazzo Ducale di Urbino, sì?). Anche Pergola è un piccolo paese. Più o meno seimila abitanti. A Simone piacciono gli intonaci dei vicoli e i sentieri di campagna. Che sono belli come un palazzo del Rinascimento. Una bellezza diversa, più personale. A Simone piace molto la campagna perché lì la fantasia corre dove vuole lei. Corre e qualche volta entra in una stradina del paese, sale fino ai tetti ricoperti di tegole, che per magia diventano i capelli ricci di un ragazzo che poi corre con la sua bicicletta che si trasforma in un gabbiano. La fantasia fa così. E Simone le va appresso.
Toposognatore_mTra Bisaccia e Pergola ci sono quasi cinquecento chilometri di distanza. Ovvio che esistano delle differenze negli scorci del paesaggio, nei dialetti, nei sapori dei cibi, nei profumi dell’aria, però Franco Arminio e Simone Massi osservano dalle loro finestre un mondo che si somiglia, fissano gli occhi delle persone che, in questi luoghi un po’ disabitati, sono vecchie come i mattoni delle loro case strette e in salita. Sia nel nord centrale sia nel sud orientale, le donne vecchie vestono di nero, gli uomini vecchi indossano giacche grigie e camicie bianche senza cravatta. Nelle loro difficili giovinezze c’è stato di sicuro un parente migrante, contadino che si è fatto operaio, oppure sono stati migranti essi stessi. Ma le ragazze e i ragazzi non ci sono? Pochi, ma ci sono. Hanno, come tanti, i piedi in un posto e la testa in un altro. Si conoscono (in internet) senza incontrarsi.
Nelle case di città c’è un gatto che si rannicchia, c’è un cane che incrocia le zampe e finge di dormire. Forse un ragno, entrato dal balcone, ha costruito una tela nel cassettone della persiana. Se un uccello esiste, poverino sta in gabbia. Quando poi nella casa di città entra una mosca, apriti cielo, sembra l’invasione degli extraterrestri. La convivenza con gli animali da condominio finisce qui, in città. Leggi tutto…

NASCE LA SCUOLA DI LETTURA ORLANDO

Nasce la Scuola di Lettura Orlando

Il progetto sarà presentato da Paolo Di Paolo domenica 8 Dicembre ore 16,00 a Più Libri Più Liberi – Sala Turchese

Dopo tante, forse troppe scuole di scrittura, arriva una scuola di lettura.
Si può imparare a leggere? Sì, a leggere meglio. A difendere il tempo della lettura. A non temere i grandi classici.
La scuola di lettura, legata alla rivista Orlando Esplorazioni, è pensata come una palestra itinerante: diversi luoghi della città di Roma – librerie, aule universitarie, scuole – ospiteranno “lezioni di lettura” tenute da scrittori, giornalisti, studiosi, librai, editori. Non seguendo la logica della presentazione, del reading o dello show, ma il filo di un percorso di approfondimento. Sarà, appunto, come tornare a scuola: una scuola libera e creativa in cui magari riavvicinare classici che non abbiamo il coraggio di affrontare, tenersi aggiornati sulle novità editoriali al di là dei bestseller del momento, aprire finestre sulle tendenze letterarie internazionali, comprendere le dinamiche del lavoro editoriale e conoscere la prospettiva e i consigli dei librai, ma anche semplicemente sedersi e ascoltare degli “audiolibri viventi” con qualcuno che subito spiega e analizza cosa è stato letto… Un cantiere di formazione letteraria permanente. Andare a scuola di lettura può diventare uno spazio ritagliato ogni settimana, fra il lavoro, la palestra e tutto il resto: per non rinunciare ai libri nella nostra vita.
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A CAPOTAVOLA – la recensione

A capotavolaA capotavola. Storie di cuochi, gastronomi e buongustaidi Laura Grandi e Stefano Tettamanti (Mondadori, 2013)

[Leggi il capitolo dedicato a Ernest Hemingway]

di Massimo Maugeri

In quest’ultimo periodo la cucina ha svolto un ruolo da protagonista anche a livello editoriale. Dando un’occhiata tra gli scaffali delle librerie è facile imbattersi in volumi di ricette e testi di saggistica e narrativa che hanno attinto a piene mani dall’arte culinaria. Tra coloro che si sono occupati del rapporto tra cucina e letteratura in tempi non sospetti, ben prima cioè che si potesse parlare di «moda», primeggiano Laura Grandi e Stefano Tettamanti (soci nell’agenzia letteraria Grandi & Associati). Già nel 1999, per i tipi di Garzanti, avevano dato alle stampe “Il calendario goloso”, a cui hanno fatto seguito: “Nuovo calendario goloso” e “Atlante goloso “(Garzanti), “Sillabario goloso” (Mondadori), “Racconti gastronomici“ (antologia curata per Einaudi).
«Di cucina se ne parla da sempre», dice Tettamanti. «Ci sono riferimenti culinari anche nella Bibbia. E comunque non sono d’accordo con coloro che sostengono che di cucina se ne parli troppo. C’è ancora tanto da dire e da scrivere, a riguardo. Si tratta di uno di quegli argomenti di cui si potrebbe parlare all’infinito. Così Laura e io stiamo proseguendo in questo nostro percorso di ricerca e divulgazione, sfociato nella pubblicazione di un nuovo libro». Il volume in questione, edito da Mondadori, si intitola “A capotavola. Storie di cuochi, gastronomi e buongustai” e offre un ricco e gustoso campionario incentrato sul rapporto di donne e uomini celebri con il cibo e la cucina. Sono tante le figure letterarie di primo piano coinvolte: da Agatha Christie a Joseph Conrad, da Dumas padre a Hemingway, da Hesse a Simenon. E non mancano neppure sorprese e spunti per riflessioni. Per esempio: cosa pensa Conrad della buona cucina? Lo scopriamo leggendo il testo di una prefazione che l’autore di “Cuore di tenebra” firmò per un libro di ricette pubblicato nel 1923 da sua moglie. Ebbene, per Joseph Conrad Leggi tutto…

I dati Nielsen sul mercato del libro a Più libri più liberi

Oggi, a Più libri più liberi, sono stati presentati i dati Nielsen sul mercato del libro

(Roma, 5 dicembre 2013)
I piccoli e medi editori? Perdono meno dei grandi in termini di fatturato, “salvati” dai libri per ragazzi. Con una sorpresa: il canale in cui pesano di più è l’online. La conferma viene dall’indagine Nielsen presentata oggi a Più libri più liberi – la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’8 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’EUR – che fotografa il mercato del libro (venduto, a prezzo di copertina) nei canali trade (librerie, online, grande distribuzione) sino a fine ottobre e, nello specifico, indaga il segmento della piccola e media editoria, utilizzando il campione omogeneo di circa 400 editori espositori di Più libri più liberi.

Peggiora l’andamento del mercato complessivo del libro: A fine ottobre si registra un -6,5% a valore (circa 65milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2012 nei canali trade). E’ un – 13,8% rispetto al 2011 (circa 151milioni di euro in meno). E’ però solo un -2,1% a copie. Se poi dal mercato escludiamo la grande distribuzione i dati cambiano, con una perdita a valore leggermente inferiore (-6%) e un calo a copie decisamente più alto (-4,2%).
Anche per il 2013 maggio si conferma come l’unico mese positivo nell’arco dell’anno.

I generi: i libri per bambini consolidano la crescita, segno più per la fiction: si accentua il peso dei libri per ragazzi, che arrivano a coprire il 14,6% (era il 13,3% nel 2012) delle vendite. Perde qualcosa la fiction straniera (che copre il 25%, era il 25,4% nello stesso periodo del 2012), cresce quella italiana (raggiunge il 14,1%, era il 13,8% nel 2012) così come riprende quota la saggistica (la cosiddetta non fiction generale, oggi 17,3%, era al 17,1% nel 2012). In calo la non fiction pratica (guide, libri per il tempo libero, libri di cucina, famiglia e benessere che passa dal 16 al 15,1%) e la non fiction specialistica (vi rientrano testi di management, giurisprudenza, business, economia, computer, IT, che passa dal 14,5 al 14%).

I piccoli editori: perdono tanto a copie ma meno a valore: oggi la piccola editoria copre tra l’8 e il 9% del mercato del libro. Perde, confermando anche il trend generale, più dei grandi editori a copie, meno a valore: dai dati, da cui si è esclusa la grande distribuzione, che tratta solo marginalmente la produzione dei piccoli editori, si evince che i piccoli perdono – 6,2% a copie e un -5,3% a valore. La ragione? I prezzi dei piccoli editori risultano in media più alti di quelli dell’anno scorso. E non è un caso che diminuisca il peso dei tascabili negli assortimenti.

I generi importanti per i piccoli: boom dei libri per bambini, cresce la saggistica. Meno 30% (circa) per la fiction italiana: cresce tanto il segmento bambini per i piccoli editori. E raggiunge il 24,1% delle copie vendute: uno su quattro delle copie di libri venduti dai piccoli editori sono libri per bambini. A valore la percentuale si abbassa al 18,3% ma resta un dato molto significativo: i ragazzi crescono a copie del 7,7% rispetto al 2012, del 13,5% a valore. Segno più anche per la saggistica (con un +0,4% a valore). Tutti gli altri generi registrano cali anche molto importanti: -28% la fiction italiana, -14,6% quella straniera, – 5,7% la fiction pratica, – 3,5% quella specialistica.

Quale è il canale più significativo per i piccoli? Sorpresa, le librerie online: è la libreria online (al netto di Amazon) il canale su cui i piccoli e medi editori hanno il maggior peso (con esclusione della grande distribuzione). Pesano per l’11,9% sulle librerie online, “solo” per il 9,9% su quelle indipendenti e per il 7,4% su quelle di catena.

Il commento – “Purtroppo – ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo Leggi tutto…

A CAPOTAVOLA CON ERNEST HEMINGWAY

A capotavolaIn esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo il capitolo del volume “A capotavola. Storie di cuochi, gastronomi e buongustai” di Laura Grandi e Stefano Tettamanti (Mondadori, 2013), dedicato a Ernest Hemingway

Il libro
“A capotavola” scruta attraverso la lente della passione gastronomica le vite di una galleria di personaggi straordinari – dalla A del copista arabo Muhammad Al-Baghdadi alla Y dello scrittore cinese Yuan Mei, passando per Pellegrino Artusi, André Michelin, Agatha Christie, Georges Simenon, fino ad Ave Ninchi, Elena di Sparta e Margherita di Savoia. Entrare a far parte del firmamento dell’alta cucina è oggi il sogno di tanti aspiranti “master chef”. Ma le storie golose raccolte da Laura Grandi e Stefano Tettamanti ci rivelano come spesso a battezzare ricette, metodi di preparazione e “filosofie” gastronomiche siano stati personaggi che dietro ai fornelli non ci sono mai stati. “A capotavola” è una piccola enciclopedia illustrata – del tutto personale e cosparsa di quei buchi che rendono ottima una buona fetta di groviera – della storia della cucina e, insieme, del mutamento del gusto e del costume, non solo alimentare, attraverso il tempo.

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ERNEST HEMINGWAY
(Oak Park, 1899 – Ketchum, 1961; scrittore)

di Laura Grandi e Stefano Tettamanti

Anche il più distratto dei lettori di Hemingway sa che il suo appetito più vorace, l’ingordigia che lo ha divorato, era nei confronti della vita. Ma anche quello, magari più superficiale, nei confronti di cibi e bevande non scherzava. La fame e la sete che provano i protagonisti dei suoi racconti e romanzi hanno una relazione intima e precisa con la fame e la sete del loro autore.
Hemingway non inventa nulla di ciò che scrive (anche se inventa molto di ciò che vive) e quanto i suoi personaggi vivono sulla carta deve prima passare al vaglio della vita di chi si assume il compito di raccontarlo: è il comandamento fondamentale della poetica vitalistica hemingwayana. In filigrana a tutta la sua opera – neppure troppo mimetizzata – si legge la sua biografia, né più né meno di quanto avviene nell’opera di d’Annunzio, solo che la retorica del Vate è magniloquente ed enfatica, quella di Papa scabra e silente.
Il contributo di Hemingway alla cultura del mangiare e, soprattutto, del bere si diffonde da tutti i suoi scritti ed è certificato da un libro minuzioso di Samuel J. Rogal che se fosse tradotto in italiano potrebbe intitolarsi Per chi suona la campanella della cena. Qui basta ricordare le corrette dosi per la preparazione di un martini cocktail dettate in Di là dal fiume e tra gli alberi (“‘Cameriere’ disse il colonnello che poi chiese: ‘Vuoi anche tu un martini secco?’. ‘Sì’ isse. ‘Volentieri.’ ‘Due martini molto secchi’ disse il colonnello. ‘Montgomery. Quindici a uno.’”
Quindici parti di gin – meglio se Gordon – e una di vermut – meglio se Noilly Prat –, nell’unica proporzione che il generale Montgomery ammetteva per attaccare il nemico: quindici dei nostri contro uno dei loro) o, sul fronte biografico, ricordare gli obiettivi strategici liberati da Hemingway il 25 agosto 1944 quando entra nella Parigi occupata dai nazisti al seguito delle truppe del colonnello Marshall: il Travellers Club, l’Hôtel Ritz, il Nègre de Toulouse e la Brasserie Lipp.
Ma è forse in un altro periodo della vita che si nasconde la chiave per comprendere l’insaziabiltà di Hemingway, quello della prima infanzia e della fanciullezza. Leggi tutto…

AL VIA PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI 2013

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AL VIA PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI 2013: la Fiera del libro di Roma

– dal 5 all’8 dicembre 2013 –

PROGRAMMA –  CATALOGOINFO

Il primo passo è aprire un libro. Il secondo viene di conseguenza e può portare ovunque: dal rilancio dopo la tempesta, alla scoperta di nuovi orizzonti. Si parte da un libro, si riparte da Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, la cui dodicesima edizione è in programma da giovedì 5 a domenica 8 dicembre 2013 al Palazzo dei Congressi di Roma, preceduta dal programma off di Più libri più luoghi (27 novembre/4 dicembre) che si amplia in 160 eventi che coinvolgono 3 municipi, 38 editori, 50 librerie, l’Istituzione Biblioteche di Roma e decine di spazi cittadini.

Promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori, Più libri più liberi torna a mostrare le ricchezze di un settore – quello della piccola e media editoria – fecondo, dinamico, che svolge un ruolo fondamentale nel panorama dell’editoria italiana e resiste al periodo di crisi trovando forza nell’indipendenza culturale ed economica, nonché nella capacità di muoversi liberamente al di fuori di rotte banali e predefinite, esplorando percorsi sconosciuti, portando alla luce inedite letterature, valorizzando giovani talenti.

Nei quattro giorni della manifestazione – che viene inaugurata dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Massimo Bray e dal Presidente del Senato Pietro Grasso –  il Palazzo dei Congressi ospita 374 espositori, 900 ospiti in 310 appuntamenti, a cominciare da quelli con gli autori internazionali, serbatoio inesauribile di stimoli, storie, avventure umane e artistiche. Tra gli altri, a Roma si può incontrare la grande scrittrice irlandese Edna O’Brien (il cui Ragazze di campagna scandalizzò il mondo anglosassone negli anni ’60), lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, il reporter messicano Diego Enrique Osorno (autore di un libro esplosivo sulla guerra tra le gang di narcotrafficanti al confine con gli Stati Uniti) e il giornalista investigativo Jean-Baptiste Malet (che arriva dalla Francia con un libro-inchiesta sul colosso Amazon), affermati drammaturghi come il belga Eric-Emmanuel Schmitt e il danese Erling Jepsen, le nuove voci della narrativa canadese Miriam Toews e Madeleine Thien, il poeta francese Alban Lefranc, la scrittrice tedesca Jenny Erpenbeck, nata nella Berlino Est, Marco Antonio Campos, uno dei maggiori rappresentanti della poesia messicana.

Numerose sono anche le figure di rilievo della narrativa, dello spettacolo, dell’arte, della cultura e della società italiana. Mai come quest’anno il programma è variegato e aperto ai mille orizzonti della scrittura e della creatività: al fianco di voci autorevoli della narrativa come Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Erri De Luca, Marco Malvaldi (protagonisti di presentazioni, tavole rotonde, dialoghi), è presente una folta pattuglia di giornalisti, saggisti, critici e protagonisti della vita pubblica (tra gli altri, Nanni Balestrini, Giulietto Chiesa, Concita De Gregorio, Raffaele La Capria, Gabriele La Porta, Loredana Lipperini, Gianluca Nicoletti, Walter Veltroni, Lucio Villari). Il cinema, il teatro e la tv sono rappresentati, tra gli altri, da Sonia Bergamasco, Margherita Buy, Carolina Crescentini, Pierfrancesco Favino, Francesca Comencini, Pamela Villoresi, Giuliano Montaldo, Francesco Pannofino, Paolo Virzì…), storie di musica risuonano grazie alla presenza di Pietra Montecorvino, Max Pezzali, Roy Paci e Zibba, lo sport con il ricordo di Marco Simoncelli e i commenti calcistici di Diego “Zoro” Bianchi, i fumetti hanno i loro campioni in Gipi e Zerocalcare, mentre i grandi temi d’attualità sono al centro dei confermati Incontri, in collaborazione con il gruppo “l’Espresso”, con ospiti quali Michele Ainis, Paola Concia, Marco Damilano, Giancarlo Galan, Bernard Guetta e Henry John Woodcock. Più libri più liberi non si muove però solo all’interno dei confini – spaziali e temporali – del Palazzo dei Congressi. Per l’intera settimana che precede la fiera – dal 27 novembre al 4 dicembre – i luoghi della città sono lo scenario del programma off Più libri più luoghi, giunto alla seconda edizione con una rete ancora più estesa che nel 2012: 3 municipi (I, II e XII), 35 editori, 50 librerie, l’Istituzione Biblioteche di Roma, il Museo Macro, la Fondazione Maxxi, Eataly e decine di spazi cittadini, connessi tra loro nel formare un network di reading, aperitivi e incontri. I libri sono oggetto di confronto e riflessione negli incontri organizzati dagli editori con associazioni locali e comitati di quartiere, fanno da sfondo a feste, concerti e proiezioni cinematografiche, conquistano le vetrine dei negozi e i banchetti del mercato e si sovrappongono alle mappe della città, come filo conduttore di passeggiate letterarie.

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Mercato del libro 2013: presentazione dati a Più libri più liberi

Il 5 dicembre si svolgerà la presentazione dell’indagine Nielsen sul mercato del libro a Più libri più liberi

Peggiora nella seconda parte dell’anno l’andamento del mercato complessivo del libro. A fine ottobre si registra infatti un -6,5% a valore (circa 75milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2012 nei canali trade, in altre parole librerie, online, grande distribuzione): un segno meno che aggrava il -4,4% dei primi quattro mesi dell’anno e il -5,4% dei primi otto mesi dell’anno.
E’ un primo, significativo, dato che emerge dall’indagine Nielsen, che sarà presentata alla Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi (Roma, 5- 8 dicembre), nell’ambito dell’incontro di apertura organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con Unioncamere, La crisi dentro la crisi, in programma giovedì 5 dicembre, alle 14 nella Sala Rubino del Palazzo dei Congressi dell’EUR.

L’indagine – condotta da Nielsen su un campione omogeneo di circa 400 editori espositori di Più libri più liberi, a confronto con l’andamento più generale dei canali trade – sarà la base per fornire una prima fotografia sul mercato del libro. Partendo poi da una ricerca realizzata dall’Ufficio studi AIE nella seconda metà del 2013 si presenteranno i dati relativi alle criticità proprie del settore, a confronto con un’indagine analoga condotta oltre dieci anni fa (2002). Interverranno Monica Manzotti (Nielsen), Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE), Paolo Marcesini (Direttore MEMO Grandi Magazzini Culturali). Seguirà una tavola rotonda a cui prenderanno parte Antonio Monaco (presidente del Gruppo Piccoli editori AIE), Domenico Mauriello (direttore responsabile Centro studi Unioncamere), Domenico Sturabotti (direttore Fondazione Symbola), moderati da Stefano Salis (giornalista Il Sole 24ore).

Ma, in questo scenario, cosa ne è dell’editore? Leggi tutto…

SICILIA ESOTERICA (uno stralcio del libro)

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo uno stralcio del volume SICILIA ESOTERICA –di Marinella Fiume (Newton Compton)

[ieri abbiamo pubblicato un’intervista all’autrice]

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L’ora dei demoni: il diavolo meridiano o Satana bello

Ma qual è l’ora dei demoni, quella in cui è più facile
per loro dare l’assalto all’anima umana, sottrarla a Dio
e possederla?
Nell’antico mondo classico, soprattutto in Grecia,
l’ora dei demoni non era la mezzanotte, ma il mezzogiorno,
ovvero il momento in cui il sole era allo zenit
e divideva il giorno in due parti uguali e contrarie. Anche
nei Salmi si cita un diavolo meridiano che sceglie
le sue vittime fra gli homines religiosi, insinuando nel
loro spirito il peccato dell’accidia, e si raccomanda al
popolo di Dio di non aver paura di questi diavoli sterminatori
che vagano a mezzogiorno.
Nel Medioevo, la prima delle operazioni magiche per
entrare in contatto col diavolo, quella che dava il via a
tutte le altre, era l’evocazione, con cui si forzava Satana,
o qualcuno dei suoi diavoli, a comparire. Era un’operazione
abbastanza semplice, ma pericolosa senza
le opportune cautele. Si svolgeva solitamente di notte,
anzi a mezzanotte in punto; ma poteva farsi anche in
pieno mezzogiorno, essendo quella l’ora in cui ha più
vigore il diavolo meridiano.
La leggenda del diavolo meridiano è piuttosto diffusa
a livello popolare alle pendici dell’Etna. Benedetto
Radice scrive: «Desiderato e temuto a un tempo dalle
ragazze del popolo è il diavolo meridiano, Satana bello,
che nell’afa dei pomeriggi di luglio e agosto circuit
quaerens».
Anche Santo Calì (Leggendario dell’Etna) intitola Il
diavolo meridiano una leggendina, scrivendo che esso
compare «alle ragazze dell’Etna nei mesi di luglio e
agosto, nella calura del pomeriggio, appare alle ragazze
smaniose di marito, di uomo, sotto forme diverse, ora
assumendo l’aspetto di un sagrestano, ora quello di un
parroco, sempre di un uomo di conoscenza, appare improvviso,
mentre la ragazza ha la testa piena di nebbia
e non ha la forza di respingerlo […]; dicono che il diavolo
meridiano scenda dalle grotte dell’Etna e riparta
improvviso, così come è venuto». Leggi tutto…

I Premiati del Premio Martoglio 2013

I Premiati del Premio Martoglio 2013

foto martoglio 2013

di Sergio Sciacca

La XXVII edizione del premio internazionale intitolato a Nino Martoglio, che sabato è stata conclusa con una serata di gala, quest’anno si è caratterizzata per il suo cuore siciliano che si apre alla cultura europea. Un cuore costituito dai libri. Il suo prologo, nello storico Circolo Progressista, è la mostra di libri connessi con la cultura siciliana. La presidente del sodalizio Athena organizzatrice dell’iniziativa, Anna Maria Spataro, che assieme all’assessore alla Cultura Tuccia Laudani ha tagliato il nastro inaugurale, ha indicato il proposito di promuovere la coscienza civile attraverso la cultura antica e recente della Sicilia.
Poi, nel teatro Martoglio, Flaminia Belfiore ha condotto la serata dando la parola alle personalità intervenute a partire dal sindaco di Belpasso, Carlo Sciuto, che meritoriamente ha voluto conservare l’entità degli stanziamenti culturali degli anni precedenti. Dimostrazione pratica che la cultura non si deve decurtare. Leggi tutto…

SICILIA ESOTERICA – intervista a Marinella Fiume

SICILIA ESOTERICA – intervista a Marinella Fiume

[Uno stralcio del libro è disponibile qui]

di Massimo Maugeri

Nata a Noto, Marinella Fiume risiede a Fiumefreddo di Sicilia, cittadina di cui è stata sindaco per un decennio. Laureata in Lettere classiche presso l’Università di Catania, ha insegnato Italiano e Latino e ha svolto la funzione di supervisore di tirocinio presso la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario dell’Università di Catania. Studiosa di antropologia e medicina popolare, ha pubblicato vari saggi di settore; ha scritto alcune voci per il dizionario Italiane, progetto del dipartimento per le Pari Opportunità; ha curato il dizionario biografico illustrato Siciliane. Ha pubblicato romanzi e ha collaborato al libro a più mani Un lenzuolo contro la mafia – Sono vent’anni e sembra domani a cura di Roberto Alajmo.

Di Marinella Fiume, segnalo il suo “Aforismi per le donne toste“, nonché “Celeste Aida” (di questi testi ce se siamo occupati su Letteratitudine). In radio, a “Letteratitudine in Fm” abbiamo discusso di “Feudo del mare. La stagione delle donne” (Rubettino, 2010): puntata del 25 giugno 2010.

Marinella ha appena pubblicato un nuovo volume Sicilia esoterica. Alla scoperta dei miti e dei riti arcaici dell’isola del sole (Newton Compton). E io non potevo non porle qualche domanda in merito…

– Cara Marinella, come sai sono sempre incuriosito dalle notizie riguardanti la genesi dei libri. Ti chiedo, dunque, di raccontarci come nasce “Sicilia esoterica”… Da quale idea, spunto, suggestione o esigenza?
Fino a pochi anni fa l’esoterismo veniva considerato una controcultura rivolta contro la modernità; gli intellettuali più avvertiti guardavano dall’alto in basso e se ne tenevano alla larga, per non parlare delle Università. Oggi il paradigma è mutato e l’esoterismo viene visto come l’erede di una lunga e ricca tradizione che ha alimentato per secoli la cultura europea e occidentale. L’interesse a un immaginario aperto al mito è anzi frutto del disagio davanti alla povertà spirituale di filosofi e teologi. Il francese Antoine Faivre è stato il primo a essere titolare di una cattedra di “Storia dell’esoterismo occidentale” come specialità all’interno della disciplina accademica “Storia della religioni”, all’École Pratique des Hautes Études, alla Sorbona. Questa cattedra è stata la prima in Europa, in seguito sono state costituite due altre cattedre, nelle università di Amsterdam e di Exeter in Inghilterra. In Italia questi studi, se prescindiamo dalla Psicologia archetipica, sono ancora agli albori, gli storici pensano che si tratti di un tema di scarso valore scientifico e presso il grande pubblico il termine esoterismo è legato ad occultismo e a tante manifestazioni negative, come il satanismo. In realtà, per semplificare, l’esoterismo postula l’esistenza di una tradizione primordiale di cui le varie tradizioni religiose sarebbero frammenti sparsi, più o meno autentici; in tal modo, l’interesse della storiografia si allarga a modi di pensare per lungo tempo emarginati e invece importanti per ricostruire la cultura di un’epoca. Proprio interessandomi ad un fenomeno poco studiato come il megalitismo siciliano, mi sono rafforzata nell’idea che niente meglio della Sicilia potesse prestarsi a una ricostruzione e a una narrazione in chiave esoterica.

– In che modo, in generale, l’analisi degli aspetti esoterici (e della simbologia a essi legata), può contribuire a far conoscere un luogo? E, in particolare, in che modo l’esoterismo può aiutarci a conoscere meglio la Sicilia?
L’isola è un organismo vivente dalla lunghissima storia, una creatura di pietre e stelle, di terra e cielo, un coacervo di saperi di lunga, lunghissima memoria e il suo presente trae senso da questo antichissimo passato; mito e storia ne costituiscono l’essenza. Non è facile comprendere l’essenza profonda della Sicilia, cosa che ho cercato di fare con questo mio libro, perché di essa spesso non ci rimangono che simboli. Non è poco, anzi, ma non è neanche facile cercare di decifrarne il senso nascosto e disseppellirne il significato. Si tratta di ricongiungere ciò che si vede con ciò che non si vede, ciò che c’è con ciò che non c’è più… ed è questo che ho cercato di fare.

– Immagino che tu abbia svolto un’attenta attività di ricerca, propedeutica alla scrittura del libro. Cosa puoi dirci da questo punto di vista? Leggi tutto…