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Archive for gennaio 2014

TRINACRIA PARK: i pro ed i contro di un parco tematico in Sicilia – Fiumefreddo di Sicilia 01 febbraio 2014

trinacria-park-cover1TRINACRIA PARK: i pro ed i contro di un parco tematico in Sicilia

La Fidapa di Fiumefreddo organizza l’incontro: “Trinacria Park: i pro e i contro di un parco tematico in Sicilia“. Sabato 1 febbraio 2014 – h. 17:30 – Casale Papandrea, Via Della Chiesa, Fiumefreddo di Sicilia (CT)

Saranno presenti :
Massimo Maugeri – autore del libro
Francesco Rapisarda – Architetto docente Università Reggio Calabria
Salvo Patanè – Architetto vice sindaco Comune di Giarre
Marinella Fiume – Responsabile Commissione Arte e Cultura Fidapa Distretto Sicilia

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trinacria park fiumefreddo

TRINACRIA PARK

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

Dalla rassegna stampa del romanzo

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SEI PER LA SARDEGNA

Sei per la SardegnaSegnaliamo l’uscita del volume “SEI PER LA SARDEGNA“, pubblicato dalla Einaudi per sostenere la causa degli alluvionati in Sardegna della comunità di Bitti

Sei scrittori sardi hanno pensato di riunirsi, mettere a disposizione quello che sanno fare per offrire il loro contributo riconoscente alla causa degli alluvionati in Sardegna. Chi compra questa antologia aiuterà la comunità di Bitti, un paese letteralmente collassato in piú punti, che ha subito gravi danni strutturali.

Francesco Abate, Un uomo fortunatoAlessandro De Roma, E se fosse una malattia?Marcello Fois, L’infinito non finireSalvatore Mannuzzu, Cantata profanaMichela Murgia, L’eredità – Paola Soriga, Grilli in testa

Secondo l’antica saggezza dei sardi l’acqua ricorda. S’abba tenet memoria. Sarebbe a dire che nonostante le siccità, nonostante le costrizioni, nonostante gli interventi, piú o meno onnipotenti degli umani, lei ritorna sempre, esattamente, ostinatamente, al suo alveo. A farcela ritornare è una specie di istinto primordiale, come un pianto che non si riesca a trattenere. All’uomo spetterebbe di considerare quest’istinto, che è anche suo, della sua carne, e costruire il suo progresso senza che questo diventi una bomba a orologeria.

L’alluvione che ha colpito la Sardegna dimostra quanto possa costare, anche in termini di vittime, lasciare che il proprio territorio divenga il campo di battaglia di una guerra tra lo sviluppo malinteso e le forze della Natura. Un’alluvione straordinaria si è detto. Si è detto: un fenomeno imprevedibile. Senza contare che, probabilmente, il fenomeno piú imprevedibile è stata la siccità che per un decennio ha martoriato l’isola.

Dopo tanto silenzio, il fragore detonante degli scrosci di pioggia si è schiantato su una terra che il secco, e l’uomo, avevano radicalmente modificato. Ma, come abbiamo detto, S’abba tenet memoria, l’acqua ricorda, e ricorda dove stava il suo letto nonostante le villette a schiera che gli uomini vi hanno costruito sopra. E ricorda che da sempre, e per sempre, nei casi di piena eccezionale, andava a sversarsi in quelle zone umide che l’uomo ha prosciugato per costruire parcheggi o centri commerciali.

La saggezza dei popoli si spinge sino a capire che qualunque evento eccezionale diventa mortale quando l’uomo ci mette del suo.

Allora che fare? Intanto mobilitarsi per le prime necessità di tutti coloro che hanno perso ogni cosa sotto la piena. E perciò, i sei scrittori sardi di Einaudi – Abate, De Roma, Fois, Mannuzzu, Murgia, Soriga – hanno pensato di riunirsi, mettere a disposizione quello che sanno fare per organizzare una piccola antologia, un instant book a basso costo, da offrire ai lettori perché il loro contributo alla causa degli alluvionati in Sardegna non sembri carità, ma contributo riconoscente. La casa editrice li ha ospitati e incoraggiati. Autori ed editore hanno rinunciato ai proventi.

Per saperne di più:
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PER UN PUGNO DI LIBRI – da sabato 1 febbraio

Segnaliamo con piacere la nuova edizione della storica trasmissione di Rai3 PER UN PUGNO DI LIBRI

Sabato 1 febbraio alle ore 17.00 prende il via la nuova edizione di “Per un pugno di libri”, il programma di Raitre che vede una gara tra due classi scolastiche su un classico della letteratura.

Anno nuovo, nuova collocazione: non più la domenica ma il sabato pomeriggio. Oltre che sui classici si giocherà anche su testi del Novecento e nuovi giochi si aggiungeranno a quelli diventati classici dopo 15 edizioni. Un altro elemento di novità è il collegamento di un tema al libro con il quale si gioca: ad esempio, “Il pranzo di Babette” sarà associato al tema del cibo, “Un borghese piccolo piccolo” alla violenza. La novità principale è costituita però dalla presenza di una nuova conduttrice, Geppi Cucciari, che, sotto lo sguardo attento di Piero Dorfles, memoria storica del programma, animerà la competizione tra i ragazzi dell’ultimo anno delle scuole secondarie.“Per un pugno di libri” è diventato negli anni un programma di culto. Davanti alle sue telecamere sono passate classi scolastiche di tutta Italia che hanno letto, studiato, discusso e anche criticato i libri di volta in volta oggetto del gioco.
Prende il via la nuova edizioneA giocare non sono soltanto i ragazzi presenti in studio. Anche da casa, tramite il telefono, gli spettatori possono partecipare al programma e aggiudicarsi dei libri in palio indovinando il titolo di un’opera letteraria celebre che si nasconde dietro una definizione fantasiosa e talvolta bizzarra.
Piero Dorfles, “il professore”, costituisce una presenza indispensabile al programma: il suo ruolo è quello di un giudice inflessibile, che ha il compito di tenere alto il nome della Letteratura con la L maiuscola e di difenderla da quanti la confondono con i libri di consumo.
Geppi Cucciari, la nuova conduttrice, non si limiterà a condurre il gioco. Con la sua vena ironica ci aiuterà a collocare il libro della puntata nel suo contesto storico e geografico. E soprattutto ci farà conoscere i ragazzi in gara, le loro aspirazioni, i loro desideri. In questo modo “Per un pugno di libri” non si esaurisce in un semplice gioco letterario. Diventa l’occasione per guardare al mondo degli adolescenti, per conoscerli al di là delle loro competenze scolastiche.
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FestivART della FOLLIA – Torino, 10/26 febbraio 2014

FestivART della FOLLIA

festivart 

FestivART della FOLLIA

 

Festival multidisciplinare tematico: i linguaggi delle diverse discipline artistiche (arti visive, letteratura, teatro, musica) in dialogo creat(t)ivo

sul tema della follia

 

a cura di Silvia Rosa, Antonella Taravella, Salvatore Sblando

in collaborazione con Associazione Culturale ART 10100, Collettivo WSF (Words Social Forum – Centro Sociale per l’Arte), Caffè Basaglia, Libreria Belgravia.

con il Patrocinio della Circoscrizione 7 – Città di Torino

Nel mese di Febbraio 2014 presso il Circolo Arci Caffé Basaglia di Via Mantova 34 Torino, si svolgerà la prima edizione del FestivART della FOLLIA, festival multidisciplinare tematico.

Il programma strutturato nell’arco di tutto il mese prevede dal 10 al 26 una mostra fotografica collettiva e l’esposizione di alcune installazioni; nei giorni 21 e 25 spettacoli teatrali; nei giorni 15 e 16 readings, performances, videoproiezioni.

 

10-26 Febbraio
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ELOGIO DEL PROFESSOR BELLAMORE, di Marco Piscitello (le prime pagine)

ELOGIO DEL PROFESSOR BELLAMORE  coverELOGIO DEL PROFESSOR BELLAMORE (Tullio Pironti editore) di Marco Piscitello (le prime pagine del libro). Ieri abbiamo pubblicato “l’autoracconto d’autore

Voglio essere chiaro con il lettore. Questo è un Elogio, ma non ha proprio niente di una sviolinata. A me non interessa innalzare altari, solo far emergere la verità attraverso i fatti lasciando a chi legge il compito di decidere da che parte stare. Un cronista non ha altro dovere.

Come ho premesso all’Editore all’atto di presentargli il testo, la mia formazione stilistica va fatta risalire al 1965, anno di uscita di A sangue freddo. La mia idea di letteratura risente cioè dell’influenza di autori come Truman Capote, Tom Wolfe e Norman Mailer, padri fondatori di quel New Journalism che nel 1972, con il caso Watergate, avrebbe portato la scarna notizia, nella sua accezione più alta, al potere. Chiamatelo romanzo- verità, reportage, nonfiction novel o come volete, per me conta solo che sia la secca e precisa ricostruzione degli eventi, non paroloni privi di serio riscontro, a convincere chi se le troverà davanti agli occhi che queste pagine sono dedicate a un uomo di valore. Tirare l’acqua al suo mulino altrimenti, a mio avviso, non avrebbe alcun senso.

Lo spirito di alcuni uomini oltrepassa il tempo delle loro esistenze terrene. Il senso delle loro vite anzi, a dir meglio, oltrepassa il concetto stesso di temporalità. Questo libro è dedicato alla vita di un uomo di cui il tempo pare aver smarrito la memoria, ma cui proprio il passaggio degli anni sembra destinato a rendere oggi giustizia. Questo libro è dedicato ad Arthur von Hofmannsthal, lo studioso che si era posto l’obiettivo di cambiare i destini del mondo attraverso un mutamento interiore di tutti noi. Il ricercatore visionario cui un fato iniquo ha tolto dal capo l’alloro della gloria. Il rivoluzionario dai mille pseudonimi figli della fantasia popolare (e qui cito testualmente i giornali e la vox populi, cioè quei soprannomi che gli aveva spontaneamente dato la gente della strada): Professor Inverso, Professor Unione, Professor Uguaglianza, Professor Cupido, Amorino, San Valentino, Genesi, Arcadia, Paciere, Mediamore, Conciliamore, Pacificamore, Sintesi, Casablanca, Doppiosesso, Unisex, Paceamore, Unisesso, Rivoluzionamore, Evadamo. Io, che ho avuto la ventura di conoscerlo forse meglio di tutti nel suo momento di maggior fulgore intellettuale, scelgo di aprire questo Elogio ricordandolo con il nome che, all’ascolto, più di ogni altro gli disegnava in viso un sorriso di soddisfazione: il Professor Bellamore.

Conobbi Arthur von Hofmannsthal ai primi di maggio del 1969 in un bar di Via Mezzocannone (per la precisione Lo Sciuscià) a Napoli. Anzi fu lui, se così può dirsi, a conoscere me. Curvo sul tavolino, una mano alla fronte l’altra stretta alla penna, anche quella mattina stavo cercando parole capaci di ricostruire in una lettera tutto l’amore che nei puri fatti provavo per Lisa Krauss, un’incantevole fanciulla tedesca che avevo conosciuto l’estate precedente ad Amalfi invaghendomene, devo ammetterlo perché corrisponde al vero, perdutamente. Lisa non mi rispondeva da ormai otto mesi (cioè, in effetti, non mi aveva mai risposto), ma io confidavo che lo studio indefesso della sua lingua che conducevo presso la signora Gargiulo (ex amante di un caporale della Wehrmacht ai tempi dell’occupazione) avrebbe finito per convincerla dello stato delle cose nel mio animo e a tornare nella nostra regione  già nel corso dell’estate che stava per sopraggiungere (magari stavolta senza i genitori!). Arthur von Hofmannsthal, mi accorsi d’un tratto, era curvo dietro di me con quella sua caratteristica aria pensosa. Indossava un abito scuro e pareva stesse spulciando una delle sue lunghe basette (un gesto che avrei imparato a riconoscere). Al mio muto interrogativo, esclamò:
“Ah, tu scrive tedesco! Permette?”
Poi si sedette e mi parlò. Fu così che di lì a pochi giorni un misconosciuto studente di letteratura e aspirante giornalista ventiduenne, qual ero, sarebbe diventato assistente personale e amico dell’uomo che più di ogni altro si avviava ad incarnare quell’epoca di cambiamento e rivoluzione dei costumi: il Professor Bellamore.

La vicenda che mi appresto a riportare alla luce, un tempo assurta agli onori caduchi delle cronache e oggi del tutto dimenticata, si svolse, per ciò che più direttamente riguarda me e più globalmente, può dirsi, tutti noi,  tra i primi di maggio e la metà di luglio del 1969. Leggi tutto…

MISURE PER FAVORIRE LA DIFFUSIONE DELLA LETTURA

Il 24 dicembre 2013 è entrato in vigore il DECRETO-LEGGE 23 dicembre 2013, n. 145 (“Destinazione Italia”), nell’ambito del quale sono state emanate misure per favorire la diffusione della lettura. Pubblichiamo, di seguito, i primi comma dell’art. 9 che si occupa della tematica in questione. L’intero testo del Decreto-Legge 145/2013 è disponibile cliccando qui

[Si invitano i lettori a visionare quest’altro post pubblicato in “aggiornamento”]

Art. 9

Misure per favorire la diffusione della lettura

1. Nell’ambito di apposito Programma Operativo Nazionale della
prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari,
previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essa
previste ed a seguito dell’approvazione della Commissione europea, e’
disposta l’istituzione di un credito di imposta sui redditi delle
persone fisiche e giuridiche con decorrenza dal periodo d’imposta
determinato con il decreto di cui al comma 5 e fino al periodo
d’imposta in corso al 31 dicembre 2016, per l’acquisto di libri
muniti di codice ISBN.

2. Il credito di imposta di cui al comma 1, fermo il rispetto dei
limiti delle risorse complessive effettivamente individuate per
ciascun anno nell’ambito del Programma operativo nazionale di
riferimento, e’ pari al 19 per cento della spesa effettuata nel corso
dell’anno solare per un importo massimo, per ciascun soggetto, di
euro 2000, di cui euro 1000 per i libri di testo scolastici ed
universitari ed euro 1000 per tutte le altre pubblicazioni.

3. L‘acquisto deve essere documentato fiscalmente dal venditore.
Sono esclusi gli acquisti di libri in formato digitale, o comunque
gia’ deducibili nella determinazione dei singoli redditi che
concorrono a formare il reddito complessivo.
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Marco Piscitello ci racconta ELOGIO DEL PROFESSOR BELLAMORE

marco piscitello

Marco Piscitello ci racconta ELOGIO DEL PROFESSOR BELLAMORE (Tullio Pironti editore)

[Domani pubblicheremo le prime pagine del libro]

di Marco Piscitello

L’idea di “Elogio del Professor Bellamore” nasce dalla recente lettura di un altro testo della medesima collana della Tullio Pironti Editore: “Elogio di Carmelo Bene” di Giancarlo Dotto. Non ne avevo scorse – con grande supponenza da vero intenditore – che poche pagine, quando mi sono reso conto che dell’epopea dell’ultimo genio del teatro moderno io in realtà mi ricordavo poco o niente. E come mai? Eppure, constatazione di personale ignoranza a parte, la scomparsa di Bene non risaliva a un secolo prima, ma solo al 2002. Ed il suo nome aveva riempito per anni giornali e teleschermi legandosi a grandi successi, grandi polemiche e grandi eventi. Può una notizia che ha sollevato clamore venire sostanzialmente dimenticata? Mi sono chiesto. E la risposta è stata: sì. Perché nell’epoca di Internet e delle breaking news le informazioni di ogni genere ci sommergono ormai. E quelle più datate, per quanto siano state rilevanti, finiscono per venire eliminate dalla nostra memoria come files dall’Hardware di un computer troppo pieno. Così mi è venuta voglia di giocare con il tempo e con il concetto di fama, e per farlo ho pensato di utilizzare un argomento che alla fine riguarda tutti: il raggiungimento della perfetta armonia di coppia (se ti siedi a un tavolino con qualcuno e gli rivolgi la domanda sbagliata stai pure certo che te ne parlerà per ore, arrivando sempre a lamentarne, in definitiva, l’impossibilità – ma succede anche se ci pensi da solo). Leggi tutto…