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Archive for febbraio 2014

CALCIO E ACCIAIO, di Gordiano Lupi (un capitolo del libro)

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo il secondo capitolo del romanzo “CALCIO E ACCIAIO. Dimenticare Piombino“, di Gordiano Lupi (Acar edizioni). Domani pubblicheremo un’intervista all’autore

2.

Giovanni si dirige verso lo Stadio Magona, percorre a passi lenti viale Regina Margherita, e pensa a suo padre, operaio delle Acciaierie, morto quando lui giocava le ultime stagioni nella squadra della sua città. Si chiamava Antonio, era un uomo abituato al caldo soffocante dell’altoforno, un lavoro fatto di gesti ripetuti alla catena di montaggio. Una giornata di fatica per un salario appena sufficiente a pagare l’affitto di un appartamento popolare in un condominio annerito dai fumi della ferriera e a imbandire una mensa che poteva permettersi carne solo nei giorni di festa. Alimentava una macchina infernale che divorava carbone per restituire fumo e prodotto grezzo composto di acciaio. Antonio aveva le mani callose indurite dal lavoro e pensava alla terra lontana, agli olivi abbandonati, alla madre che lo attendeva sulla porta di casa di un paese alle pendici di un monte. Rammentava la sua festa preferita mentre lavorava in ferriera, una festa che anche Giovanni aveva amato da bambino, quella sagra delle ciliegie nei giorni di maggio, quando il colore rosso invadeva il borgo e apriva le porte ad antichi sapori. Giovanni ricorda quando le sue agili gambe di bambino correvano insieme ai ragazzi per rubare ciliegie a grappoli, sporcandosi la bocca e il viso, attaccando i piccoli frutti alle orecchie come fossero campanelle. Antonio coltivava i campi insieme al padre, che un tempo aveva fatto la spola a piedi per tutta la vallata, da Sinalunga a Montalcino, passando per Pienza e San Quirico, con un ciuco carico di legna per il camino di casa, una casa sempre viva, con lui e il fratello che giocavano a nascondersi irritando la madre, mentre la nonna sgranava il rosario seduta sulla sedia a dondolo in canna di bambù. Antonio aveva estirpato le sue radici montanare per avventurarsi lungo strade polverose fatte di fatica e privazioni. La giovinezza e le sue gambe che correvano leste per le strade del mondo lo avevano spinto ad abbandonare il borgo per un lavoro lontano che appagasse il desiderio d’una vita tranquilla.

Il nonno aveva avuto una vita avventurosa. Terracina e il golfo di Gaeta erano le fotografie del passato, i pini marittimi sul lungomare di Formia custodivano i ricordi dei primi baci d’amore. Giovanni ripensa spesso ai racconti del nonno, ascoltati da fanciullo prima di andare a dormire e custoditi dai ricordi paterni. Un grande amore lasciato sul lungomare e via verso il futuro. Un sogno chiamato America non poteva attendere, era il miraggio del povero emigrante in cerca d’una vita migliore.
“Francesco, perché devi lasciarmi? Non possiamo costruirlo insieme questo futuro?”, aveva detto Caterina al suo uomo in fuga, ormai deciso a salpare sul battello che lo avrebbe portato lontano.
Francesco aveva scosso la testa e intonato una canzone provando a chiedere perdono a quel cuore in pena. Leggi tutto…

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MATILDE SERAO e “il ventre di Napoli”

Matilde Serao e “il ventre di Napoli”

di Simona Lo Iacono

Era la figlia del sole.
Sua madre l’aveva data alla luce in un giorno di Maggio davanti al mare Greco, a Patrasso. Il caldo era già asfissiante. Il padre, un avvocato napoletano riparato in Grecia dopo i moti antiborbonici del 1848, le aveva augurato il benvenuto con il rito dei vivi, sollevandola al cielo e consacrandola alla fortuna.
Nei primi anni aveva vissuto spensierata tra le statue dei discoboli, le colonne mozzate, gli Dèi sopravvissuti che le soffiavano in testa profezie benigne.
Andava scavalcando a balzi i sassi del cortile, gli scalini dei templi di Giove e Saturno, le erbe che affioravano come selci infette.
Si trascinava dietro un giocattolo con le ruote, e faceva un rumore simile a una grondaia che perda gocce: flop flop, recitava, flop flop, annunciavano persino gli insetti quando passava Matilde Serao, la figlia del sole.
Poi era tornata a Napoli. Il padre lavorava come giornalista presso la redazione del “Pungolo”e la figlia del sole ebbe l’opportunità di respirare l’odore dell’inchiostro che girava nella ruota della tipografia.
Napoli le viveva intorno misera e radiosa, mostrando la faccia dell’oro e quella della fame, i palchi reali del san Carlo e i rivoli di fogna del rione Sanità. Andò anche a Roma, tra i salotti altezzosi della buona borghesia, dove donne civettuole ne deplorarono i modi franchi e rustici, e dove conobbe il marito, Edoardo Scarfoglio.
E, sempre, scrisse.
Di ciò che le stava intorno e la interrogava, di cronaca spicciola, sport, nascite, matrimoni e lutti. Matilde Serao aveva una penna pungente e lucidissima, una vocazione al giornalismo come sguardo, come testimonianza polemica o commossa dello stare al mondo.
Anche quando rientrò a Napoli col marito e fondò il “Mattino”, non tradì questo suo voler guardare la vita partecipandovi attraverso la parola. Divenne allora “Donna Matilde” che andava per le strade a coglierne tutti gli anfratti, a svelarne le apparenze, i facili luoghi comuni.
Fu anche romanziera. Leggi tutto…

Su Twitter @Stoleggendo

Segnaliamo l’iniziativa @Stoleggendo ideata su Twitter dal giornalista Francesco Musolino e finalizzata a incentivare la lettura. Di seguito, il comunicato riportato sul sito dello stesso Musolino (che sarà puntualmente aggiornato con l’indicazione dei vari #readerguest che si avvicenderanno)

Nasce @Stoleggendo. Un progetto no-profit per incentivare la lettura

Leggere e twittare sono due gesti solitari. Lo sappiamo. Al punto tale che facendolo si può essere etichettati come persone solitari. Nei casi peggiori persino incapaci di avere una vita sociale.

Ma twittare citazioni è un modo semplice per invitare alla lettura, per seminare l’amore per i buoni libri, per riscoprire grandi classici dimenticati e conoscere nuovi trend narrativi. Con questo semplice e chiaro intento nasce @Stoleggendo.

Francesco MusolinoMa cos’è @Stoleggendo? Un profilo su Twitter, un progetto no-profit nato per incentivare la lettura, creato dal giornalista Francesco Musolino per raccogliere citazioni tratte dai libri preferiti. Ma non solo.

Oggi esistono decine di pagine il cui unico fine ultimo è raccogliere citazioni – talvolta limitandosi a ritwittarle – rimbalzando di account in account.

Quindi sarebbe lecito domandarsi: perché è nato @Stoleggendo?

Ciò che differenzia @Stoleggendo da tutto il resto è che qui saranno scrittori e giornalisti a citare e twittare, in prima persona, dai libri che amano.

Per tre giorni a testa ciascun #readerguest gestirà l’account @Stoleggendo e sarà libero di spaziare con i propri tweet su ogni tipo di autore e genere letterario senza limiti di tempo e di notorietà (qualcuno ha già promesso che twitterà brani in lingua originale). Dal fantasy alle fiabe, dalla narrativa al teatro, dai libri illustrati ai romanzi contemporanei sino all’ultimo caso editoriale…su @Stoleggendo ogni #readerguest prenderà possesso dell’account dettando una propria linea personale. Ciascun #readerguest deciderà anche se twittare citazioni liberamente nel corso della giornata oppure in una fascia oraria precisa, creando così un evento nell’evento.

L’idea di base? E’ semplice. Leggi tutto…

La meraviglia e le citazioni letterarie di MATTEO RENZI

renzi larte di correre1di Massimo Maugeri

È stato un Renzi dal “taglio letterario”, quello che oggi si è presentato alla Camera dei Deputati per chiedere la fiducia per il nuovo Governo.
Intanto (come si evince dalla foto – ansa) è stato immortalato mentre infilava in borsa il volume “L’arte di correre” dello scrittore giapponese Murakami Haruki. Il libro, peraltro, è rimasto a lungo sopra le sue carte. Con tanto di copertina in bella vista. Ed è probabile che tale esposizione abbia avuto una sua valenza comunicativa (della serie: giudicatemi sulle lunghe distanze?).
Poi, nella parte conclusiva del suo discorso, Renzi ha citato lo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton. Riporto il passaggio del neo-presidente del Consiglio.
Finisco con una frase di uno scrittore che io adoro: Chesterton. Ha scritto delle cose meravigliose a tanti livelli, però ve n’è una che mi rende triste. Ha scritto: «Il mondo non finirà mai per la mancanza di meraviglie. Il mondo finirà per la mancanza di meraviglia». Andando a lavorare a Palazzo Vecchio cercavo di ripetermelo, vedendo la bellezza artistica del luogo, ma permettetemi di dire che questo sentimento è lo stesso sentimento che dovrebbe animare non per la bellezza artistica, ma per la bellezza di un Paese che continua ad avere cinque milioni di persone che fanno volontariato, che continua ad avere degli imprenditori che, nonostante tutto, sfidano la crisi e continuano a innovare, che continua ad avere la seconda economia manifatturiera europea, che continua ad avere un livello qualitativo delle donne e degli uomini che svolgono il proprio lavoro che è straordinario.
L’Italia non finirà mai per la mancanza di meraviglie, ne ha in abbondanza. Finirà per la mancanza di meraviglia se voi, noi, saremo rassegnati; finirà per mancanza di meraviglia se noi penseremo, per primi, che non si possono più fare le cose, se noi penseremo che l’unica soluzione è rifugiarsi nella stanchezza e nella rassegnazione.
Noi siamo qui, oggi, prendendo il vento controvento, ma prendendo, soprattutto, il gusto di rischiare, in un momento in cui rischiare sembra difficile, per dire una cosa molto semplice: la pagina più bella che questo Paese deve vedere, non l’ha ancora vista; toccherà a ciascuno di voi il compito di realizzarla. In bocca al lupo a tutti“.
Un bel discorso e una bella chiusura che si traduce in un apologo sulla meraviglia contro la rassegnazione. Tuttavia è bene che Renzi faccia in modo che alla meraviglia invocata seguano, poi, fatti concreti; perché, come recita un proverbio toscano, “nessuna meraviglia dura più di tre giorni”.
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Nasce la Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri

Pubblichiamo questo comunicato che ci è stato inviato in relazione alla nascita della Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri

24 febbraio 1914 nasce Messaggerie Italiane

24 febbraio 2014 nasce Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri

Il 24 febbraio 1914 a Bologna Giulio Calabi fonda la Società generale delle Messaggerie Italiane di giornali, riviste e libri, società anonima dotata di 100.000 lire di capitale conferito da un gruppo di imprenditori, commercianti e professionisti locali.
Dal 1938 è Umberto Mauri che prosegue e sviluppa la visione imprenditoriale innovativa e aperta delle origini. E’ una concezione d’impresa che continua immutata ancora oggi, pronta a cogliere i segnali dell’universo culturale (Messaggerie ha fondato ad esempio il primo negozio on line italiano) e a stimolare un’offerta editoriale plurale che ne ha fatto il punto di riferimento di molti editori indipendenti.
Il centenario di Messaggerie italiane ha evidenziato come la storia di un’impresa, che nel settore librario è all’avanguardia nei diversi ambiti in cui opera (editoria, distribuzione, retail e ingrosso), proprio per il suo carattere di snodo nell’industria del libro che riverbera un segmento della storia italiana, abbia suscitato interesse e curiosità, anche al di fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori.
Il 24 febbraio 2014, nel giorno del centesimo anniversario, Messaggerie Italiane darà vita alla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri, che sarà presieduta da Achille Mauri, nella consapevolezza del ruolo e della responsabilità sociale di una scelta imprenditoriale e umana che ha connotato profondamente la vita della società nei suoi cento anni di attività.
La Fondazione assume la gestione della Scuola per Librai e, nell’intento di creare una cultura europea del libro, si propone, tra gli altri, l’obiettivo di coinvolgere in misura sempre più crescente gli attori del panorama editoriale e librario mondiale proseguendo e incrementando il progetto di formazione professionale.
I segnavia della storia di Messaggerie Italiane sono ora come allora la passione e l’amore per quel formidabile veicolo di idee e di libertà che è il libro.

Come spiega Achille Mauri Leggi tutto…

NOI ITALIA E LA BEFFA DEI BONUS LIBRI

Si rivela una beffa la normativa sulla diffusione della lettura che avevamo contribuito a divulgare il mese scorso con questo post

di Massimo Maugeri

Leggere è una medicina: sviluppa il senso critico e aiuta a comprendere meglio se stessi e il mondo. Lo sostiene anche l’Istat nel rapporto “Noi Italia” pubblicato pochi giorni fa: «la lettura di libri gioca un ruolo importante nel processo di crescita individuale, fin dalle più giovani fasce di età. Più gli individui leggono, più riescono a mantenere aggiornate, efficienti e flessibili le loro conoscenze, ossia il loro capitale umano, e più riescono a interagire con le altre persone, accrescendo il loro capitale sociale». Peccato, però, che i dati che emergono dalle rilevazioni effettuate siano quanto mai sconfortanti. Nel 2013 solo il 43% della popolazione (tra le persone dai 6 anni in su) ha letto almeno un libro nel corso dell’anno. Non è tutto. Si legge molto di più al Nord (50,6%), mentre la regione dove si legge meno è la Sicilia (27,6%).
Leggere è una medicina: per questo, quando a dicembre è entrato in vigore il D.L. n. 145/2013, “Destinazione Italia”, era stata salutata con grande euforia la normativa (presentata in pompa magna) volta a favorire la diffusione della lettura. In particolare, all’art. 9, era stata disposta l’istituzione di un credito di imposta sui redditi delle persone fisiche e giuridiche per l’acquisto di libri nella misura del 19% della spesa effettuata nel corso dell’anno solare (come per le spese mediche) per un importo massimo, per ciascun soggetto, di 2000 euro (di cui, 1000 per i libri di testo scolastici e universitari, e 1000 per tutte le altre pubblicazioni: romanzi compresi). Il plauso era stato generalizzato da parte di tutta la filiera del mondo del libro. Persino la Federazione degli Editori Europei si era congratulata con il Governo, indicando nell’Italia un «esempio in Europa». Peccato, però, che un mese dopo ci si è accorti della mancanza della copertura finanziaria per rendere operativa la misura in questione. Così, se nella versione iniziale lo sconto massimo di cui era possibile fruire ammontava a 380 euro, con 29 milioni di potenziali beneficiari, adesso – per via di un emendamento che ha stravolto la normativa – la detrazione massima di cui è possibile beneficiare sarebbe pari a 19 euro a solo vantaggio degli studenti delle scuole superiori. Di fatto, una beffa. Almeno rispetto a quanto prospettato e varato in origine. Se leggere è una medicina, dal punto di vista fiscale rimane vero solo sulla carta.
Vengono in mente i celebri versi di Leopardi: «O natura, o natura, perché non rendi poi quel che prometti allor? perché di tanto inganni i figli tuoi?». Nel nostro caso il riferimento sarebbe alla natura della classe politica dei nostri giorni, sempre più tesa verso un approccio “facilone” basato su dichiarazioni a effetto e slogan dal grande impatto mediatico: approccio, a dirla tutta, assai poco promettente.
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Scuola Librai Italiani: iscrizioni al nuovo corso fino al 28 febbraio

Segnaliamo, riportando il relativo comunicato, che le iscrizioni al nuovo corso per librai organizzato dalla Scuola Librai Italiani scadranno il 28 febbraio

Sono aperte fino al 28 febbraio (leggi il comunicato stampa) le iscrizioni per partecipare all’ottavo corso di alta formazione in Gestione della libreria della SLI-Scuola Librai Italiani. Le lezioni, che si terranno nel prestigioso Teatro dei Dioscuri di via Piacenza 1 a Roma messo a disposizione dal Cepell/Mibact, inizieranno alla fine di marzo e termineranno il 6 dicembre.

Promosso dall’Ali con il supporto scientifico del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il corso è realizzato in stretta collaborazione con il Cepell/Mibact – con cui l’Ali lo scorso mese di settembre ha siglato un’importante accordo per la promozione della lettura – con le principali istituzioni e associazioni di categoria e con il sostegno di alcune importanti realtà dell’editoria italiana. Il corso 2014, che sarà improntato sull’innovazione e sui più avanzati strumenti di marketing e che nella didattica coinvolgerà direttamente anche i librai già attivi nel territorio, vede fra gli sponsor anche SDA Express Courier, azienda con cui l’Ali da oltre 20 anni ha all’attivo una convenzione per i soci. SDA porterà “in dote” agli allievi aspiranti librai la sua esperienza in materia di logistica ed e-commerce. Partito il road-show di presentazione del Corso che, nel mese di febbraio, farà tappa nelle principali città italiane.
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