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Gabriella Serravalle racconta UN CALCIO ALLA SLA

febbraio 7, 2014

Gabriella Serravalle ci racconta come è nato il volume UN CALCIO ALLA SLA (Ananke edizioni)

[“UN CALCIO ALLA SLA” per dire sì alla speranza e alla ricerca martedì 18 ospite al Circolo dei Lettori di Torino – dettagli a fine post]

di Gabriella Serravalle

Ho scritto questo libro con l’entusiasmo e la certezza che un giornalista debba sempre lasciare questo mondo un po’ migliore di come lo ha trovato.
Pubblicato nel marzo del 2013 da Ananke, casa editrice torinese “Un calcio alla sla” racconta la vita di Marco Scelza, un “guerriero” ammalato di sclerosi laterale amiotrofica da più di dieci anni.
Un libro nato da una promessa.
Io arrivavo da una serie di presentazioni del mio primo libro sull’argomento “Il Ramarro Verde” scritto a quattro mani con un altro ammalato Michele.
Marco mi chiese con gli occhi di esaudire quello che era il suo sogno: raccontare la sua vita. Non me la sentii di dirgli di no.
L’entusiasmo nacque dal vedere, sin dall’inizio, tanti Amici intorno.
Amici di Marco, Amici della Ricerca, Amici della Vita.
Ecco spiegata la prefazione è di Gianluca Vialli, gli interventi di Mario Melazzini Assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Nino Boeti consigliere regionale del Piemonte e vice Presidente della Commissione Sanità Piemonte , Andrea Calvo neurologo ricercatore del Centro Cresla della Molinette. E poi le recensioni di Roberto Beccantini editorialista della Stampa, Sara Strippoli di Repubblica, Bruna Bertolo giornalista e scrittrice.
Ho scelto la forma epistolare per lanciare tanti piccoli messaggi al mondo dei sani che corre alla ricerca di una frenesia senza più ragione. Tanti “toc toc!” la vita è avere rispetto di sé, delle persone care, degli amici, dell’ambiente, della propria città. Una delle lettere è dedicata a Torino.
Marco dal suo letto e con la sua malattia mi ha insegnato a non mollare mai, a guardare le cose da un altro orizzonte. La vita per un ammalato terminale è una conquista quotidiana da farsi con le ossa e con i denti.
Marco ha deciso di vivere, per lui e per la sua splendida famiglia.
Quando entro a casa sua, noto le pareti colorate, il buon odore di cibo sempre pronto per accogliere un nuovo amico a tavola, la vita quotidiana di una famiglia, non come tante, ma – come dice lui – da Mulino Bianco.
Ne esco, ogni volta, convinta, che nella nostra quotidianità perdiamo di vista il vero valore delle cose, il giusto orizzonte.
Ho voluto lanciare nn messaggio di positività ma anche di grande rispetto per Marco innanzitutto ma per tutti gli ammalati di sla. Riuscire a vivere una vita dignitosa con una spada di Damocle chiamata sla è difficile ma c’è qualcuno che ci riesce ed anche in maniera eccellente. Marco è diventato il mio eroe ma anche il mio amico.

Martedì 18 febbraio alle 20,30, dopo il Salone del Libro, la presentazione in Regione Piemonte, saremo ospiti al Circolo dei Lettori di via Bogino a Torino, il Salotto Letterario Buono della nostra amata città.
Con noi ci sarà Beppe Carletti dei Nomadi, Orlando Perera della Rai, Salvatore Sblando e Sandrina Goia coordinatrice del Nomadi Fans Club di Torino.
Carletti annuncerà il suo impegno nella lotta alla sla.
I Nomadi con i loro Fans club sparsi per tutta Italia saranno dei nostri: una speranza nuova, tanti Amici in più.

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un calcio alla sla

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