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PETER HANDKE ha vinto l’International Ibsen Award 2014

marzo 22, 2014

File:Peter-handke.jpgPETER HANDKE ha vinto l’International Ibsen Award 2014. In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un estratto dal libro di Peter Handke “Storie del dormiveglia” (per gentile concessione dell’editore Guanda).

Peter Handke ha vinto l’International Ibsen Award 2014, il massimo riconoscimento in ambito teatrale.

Dello scrittore austriaco la casa editrice Guanda ha appena ristampato “Il peso del mondo” e “Storie del dormiveglia”, e ha in programma per giugno la pubblicazione del nuovo libro “Saggio sul luogo tranquillo”.
Il premio verrà conferito ad Handke il prossimo settembre a Oslo.

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Il venditore ambulante (da “Storie del dormiveglia”)

di Peter Handke

I vestiti di un venditore ambulante sono quasi sempre color castano; qualche volta anche grigi; i pantaloni sono troppo larghi e quando cammina svolazzano intorno alle gambe. Generalmente sono strappati sulle ginocchia; raramente dietro, anche perché appena lui volta le spalle gli spettatori si distrarrebbero. Un ambulante si muove piegando all’indietro la parte superiore del corpo; lascia pendere la testa di lato e così si osserva per un momento guardando in basso finché il suo viso si agita e inizia a parlare mentre la mano sta liberando lentamente le spalle dallo zaino. Può darsi che l’ambulante stia parlando con un bambino; infatti l’espressione dei suoi occhi, ancora indefinita, si trasforma adesso in un sorriso. Mentre slaccia lo zaino continua a parlare, ha capelli irsuti che gli spuntano fin dalle orecchie, non guarda in giù verso le mani ma bene in avanti; ora che s’è piegato, con un ginocchio appoggiato per terra, parla ad un bambino che lo ascolta attentamente. Tira fuori una tavoletta di cioccolato e la dà al bambino che apre l’involucro e tagli la carta argentata con l’unghia. Poi rompe un pezzo di cioccolato e lo offre all’ambulante; ma costui si rialza proprio in quell’attimo e la mano del bambino lo segue; l’ambulante si china di nuovo e prende il pezzo di cioccolato oppure non lo prende affatto, ma agguanta il braccio del bambino torcendoglielo di colpo, cosicché il piccolo lancia un urlo e cade sull’erba. Gli spettatori nella sala buia ne sono terrorizzati e si tengono stretti agli schienali della fila davanti; ma lo spavento riguarda qualcosa di già accaduto lontano da loro e in altri tempi; l’immagine dell’accaduto è arrivata, soltanto ora, come la luce di una stella lontana. Sono condannati a essere spettatori. Non possono farci nulla.

(Riproduzione riservata)

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