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CENT’ANNI DALLA NASCITA DI MARGUERITE DURAS

aprile 3, 2014

Il 4 aprile 1914, a Saigon, nasceva MARGUERITE DURAS: scrittrice e regista francese. La ricordiamo proponendo un video e una nota biografica.

Ne approfittiamo per segnalare il nuovo libro di Sandra Petrignani (dedicato a questa grande scrittrice): MARGUERITE (Neri Pozza)

Marguerite Duras, pseudonimo di Marguerite Germaine Marie Donnadieu (Saigon, 4 aprile 1914 – Parigi, 3 marzo 1996), è stata una scrittrice e regista francese.
Nacque a Gia Dinh, un toponimo situato presso Saigon, nell’Indocina francese (oggi Vietnam), il 4 aprile del 1914. Il padre, Henri Donnadieu, era dirigente scolastico e la madre, Marie, insegnante, ambedue coloni francesi. Successivamente la famiglia si trasferisce prima a Sadek e poi a Vinhlong, dove la madre, rimasta vedova, muore durante una alluvione. Viene mandata in collegio a Saigon ove si innamora di un ricco e giovane cinese. La sua esperienza in Indocina, la lebbra, la giungla, la società coloniale, la natura riemergeranno sempre dai suoi numerosi romanzi. Nel 1932 si trasferisce in Francia, per studiare diritto, matematica e scienze politiche, non smettendo mai di pensare all’Indocina. Afferma: da otto anni a diciassette ho visto, vicino a Vinh-Long, il sole tramontare fra le risaie…detesto la montagna che mi angoscia e mi nasconde i tramonti. Non mi sono mai abituata ai frutti europei. Nel 1939 sposa lo scrittore Robert Antelme. Nel 1942 muore il suo primo figlio e il fratello preferito Paulo. Nel 1943 cambia il proprio cognome in Duras, dal nome di un villaggio nel dipartimento del Lot e Garonna, dove si trovava la casa del padre.
Partecipa alla Resistenza durante l’occupazione nazista, insieme al marito Robert Antelme, che verrà deportato a Dachau. Dopo la seconda guerra mondiale milita tra le file del PCF fino al 1950 quando viene espulsa essendo considerata dissidente. Nel frattempo 1946 aveva divorziato dal primo marito ed aveva incontrato l’intellettuale Dionys Mascolo da cui ebbe un figlio.
Il suo esordio in campo letterario avvenne nel 1942 con il romanzo “Gli impudenti” (Les impudents) ma la fama arrivò nel 1950 con “Una diga sul Pacifico” (Un barrage contre le Pacifique) nel quale si sentono gli influssi delle letture di autori americani come Hemingway e Steinbeck oltre che da quelle dello scrittore italiano Cesare Pavese. Elio Vittorini definì il libro il più bel romanzo francese del dopoguerra.
Duras è autrice di numerosi racconti brevi, film e, soprattutto, romanzi, incluso il best-seller, nonché opera autobiografica, “L’amante” pubblicato nel 1984, che le vale il prestigioso premio Goncourt quello stesso anno. Dopo le riprese del film omonimo, la Duras pubblica un altro romanzo intitolato “L’amante della Cina del Nord”, nel quale riscrive l’intera vicenda.
Altre opere importanti sono: “Moderato cantabile”, divenuto poi un film con lo stesso nome; “Il rapimento di Lol V. Stein”; “India Song” divenuto anch’esso un lungometraggio nel 1975. Duras è anche l’autrice della sceneggiatura del film del 1959 “Hiroshima mon amour”, diretto da Alain Resnais.
Partecipa alla contestazione degli studenti nel 1968, è sulle barricate, e crea lo slogan “Sous le pavés, la plage”.

Gli ultimi anni della sua vita li passa chiusa in casa, rifiuta anche l’invito del suo amico François Mitterand, l’unico che le è vicino è Yann Andréa. Dice: È difficile morire, a un certo momento t’accorgi che le cose della vita finiscono. È tutto.
Muore a 81 anni per un tumore alla gola; è sepolta nel cimitero di Montparnasse.
Nel 1997 è stata istituita nel Regno Unito da Michelle Porte e Madeleine Borgomano la Società Marguerite Duras che ha come fine lo studio e la promozione dell’opera dell’autrice.

(Fonte: Wikipedia IT)

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MargueriteMARGUERITE di Sandra Petrignani (Neri Pozza)

Questo libro racconta la vita di Marguerite Duras, dall’infanzia, quando è per tutti Nenè, agli anni centrali in cui gli amici più intimi, come Jeanne Moreau, Godard, Depardieu, Lacan, la chiamano Margot, fino al delirio megalomane e alcolico della vecchiaia in cui la scrittrice parla di sé in terza persona autocitandosi con il solo cognome: Duras.
È la storia di una vita irripetibile che si è intrecciata al colonialismo, alla Resistenza, al Partito comunista francese – con l’adesione prima, la ribellione e l’espulsione poi – al ’68, al femminismo, all’École du Regard, alla Nouvelle Vague. La storia di una donna dai moltissimi aggrovigliati amori e di una scrittrice e cineasta che, dopo la vittoria al Goncourt e il successo planetario del romanzo ispirato al suo primo amore – L’amante – ha conquistato, suo malgrado, una sterminata folla di lettori, a volte fanatici fino al culto. La storia, infine, dei trionfi e delle sconfitte di questa donna, del suo impressionante corpo a corpo con la letteratura, della sua autenticità e delle sue mistificazioni, del doloroso attraversamento dell’alcolismo, dei deliri dovuti alla disintossicazione, della sua capacità d’innamorarsi e di giocare coi sentimenti e con le parole fino all’ultimo soffio di vita. Per scoprire, infine, che nessun riconoscimento, nessuna turbinosa passione potevano guarirla dal male di vivere, dalle lontane eppure sempre attive ferite infantili e dalla lucidità con cui, in vecchiaia, avrebbe compreso che «nessun amore vale l’amore» o che «scrivere non insegna altro che a scrivere».
In una linea narrativa fra le più interessanti dello scenario contemporaneo, quella che trae dal racconto di vite vere materia di autentica letteratura, Sandra Petrignani offre un libro in cui la biografia, il reportage, la descrizione di un personaggio reale commovente e irritante, romantico e spregiudicato, illuminano un destino unico e, insieme, un’epoca straordinaria della cultura mondiale.

Sandra Petrignani, autrice negli anni ’80 e ‘90 del romanzo postmoderno Navigazioni di Circe (premio Morante opera prima), dell’incantevole Catalogo dei giocattoli, del preveggente Vecchi, delle interviste a grandi scrittrici italiane Le signore della scrittura, è nata a Piacenza nel ’52. Vive a Roma e nella campagna umbra. Le sue opere più recenti sono l’autofiction Dolorose considerazioni del cuore (Nottetempo, 2009) e il vagabondaggio E in mezzo il fiume. A piedi nei due centri di Roma (Laterza, 2010). Nel catalogo Neri Pozza: il fortunato La scrittrice abita qui, pellegrinaggio nelle case di grandi scrittrici del ‘900;  i racconti di fantasmi Care presenze; il libro di viaggio Ultima India.

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