Home > Autoracconti d'Autore (gli autori raccontano i loro libri) > BRUNELLA SCHISA ci racconta LA SCELTA DI GIULIA

BRUNELLA SCHISA ci racconta LA SCELTA DI GIULIA

aprile 5, 2014

Brunella SchisaBRUNELLA SCHISA ci racconta LA SCELTA DI GIULIA (Mondadori). Ieri abbiamo pubblicato le prime pagine del romanzo

di Brunella Schisa

Ho avuto molti ripensamenti durante la scrittura de La scelta di Giulia. L’argomento mi toccava direttamente. Avevo deciso di scrivere la storia, anzi le storie della mia famiglia di cui sapevo poco, soltanto pochi racconti disordinati di mia madre a cui non avevo prestato attenzione. Sapevo che la mia famiglia materna aveva fondato la sua fortuna nelle colonie ma a parte Zighinì, il cane di mio nonno dal nome orientaleggiante, il tutto mi lasciava indifferente.
Fino a quando, durante la convalescenza dopo un piccolo intervento, sono venute a farmi visita la sorella di mia madre e sua cugina. Mamma se ne è andata presto, troppo presto e loro facevano le veci della grande assente. In quel periodo scrivevo il secondo romanzo sull’omicidio della Contessa Lara, Dopo ogni abbandono. Non ricordo come si arrivò a parlare della nostra famiglia, le due visitatrici cominciarono a raccontare storie che sentivo per la prima volta. Almeno così mi sembrava. Ero allibita! Tradimenti, figli illegittimi, testamenti strappati. Un crogiolo di menzogne, passioni e amore. Dovevo assolutamente scriverne.
Avrei giocato in casa. Non più Parigi o Roma, ma Napoli, la mia città, dove ho vissuto fino alla laurea. Proprio da quel momento volevo partire. Dal giorno in cui una vecchia prozia, la sorella di mio nonno, aveva telefonato per dirmi che voleva farmi un regalo per la laurea, un anello meraviglioso, appartenuto alla mia bisnonna Giulia, dal quale da allora non mi sono più separata.
La storia sarebbe partita proprio da quell’anello che mi legava a una donna che avevo conosciuto e che ricordavo bene. Aveva vissuto 94 anni. La grande nonna di mia madre.
Ma cosa sapevo io di Giulia?

La scelta di GiuliaNulla. Per tre mesi ho fatto la spola con Napoli per saccheggiare la memoria prodigiosa della sorella di mamma, anche lei si chiama Giulia. Ho registrato ore di conversazione. Zia Giulia, 83 anni, è stata una miniera. Mi ha aperto diari, album fotografici, lettere, articoli di giornale. Tra cui il necrologio del “Mattino” di Alessandro, il mio trisavolo, da cui tutto e il bene e il male della mia famiglia deriva.
È stato un viaggio sconcertante. Ero piena di scrupoli. Che diritto avevo io di spiattellare fatti così privati? Per rassicurarmi mi dicevo che un romanziere può fare ciò che vuole della sua famiglia se la tratta con rispetto. E sono andata avanti.
La parte più difficile è stata parlare di me, di Emma, una ventenne confusa, che non sa se è innamorata del suo professore. Avevo bisogno di una cornice che contenesse centocinquant’anni di storia d’Italia: l’Eritrea, il colonialismo, la guerra sul Piave, Napoli sotto i bombardamenti nel ‘43. Storie con protagonista il mio trisavolo, i miei bisnonni, i nonni, fino a mio padre e mia madre.
Ho spesso guardato l’anello mentre scrivevo. Una mattina, al giornale, l’ho perduto e sono stata presa dal panico. Ho pensato che fosse un segno. La nonna Giulia non voleva che scrivessi di lei. Così pensavo mentre ripercorrevo il mio tragitto a ritroso, allertavo la portineria, i vigilantes, la segreteria. A parte l’ammonimento della bisnonna, la perdita era dolorosissima. Per fortuna il mio anello si è fatto trovare nel cassetto della scrivania. Mi va largo e scivola spesso, infatti temo di perderlo.
Invece era lì che mi aspettava.

(Riproduzione riservata)

© Brunella Schisa

* * *

Brunella Schisa, giornalista e scrittrice, ha curato la pubblicazione di Herculine Barbin. Memorie di un ermafrodito (1978), Il teatro di Raymond Roussel (1982), Lettere di una monaca portoghese (1991). Tra i suoi romanzi La donna in nero (2006), che ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Rapallo Carige; Lo Strappo (2008), scritto con Antonio Forcellino e tradotto in diversi Paesi; Dopo ogni abbandono (2009), una ricostruzione letteraria della vita della Contessa Lara. Questo è il primo romanzo in cui parla della sua città: Napoli. È inviata del «Venerdì di Repubblica» per il quale cura la rubrica di libri.

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Annunci