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RACCONTO INEDITO DI TENNESSEE WILLIAMS

aprile 10, 2014

File:Tennessee Williams NYWTS.jpg“Crazy Night”, racconto inedito di Tennessee Williams sarà pubblicato dalla rivista americana “The Strand”

New York – (Adnkronos) – Un breve racconto ancora inedito dello scrittore statunitense Tennessee Williams (1911-1983) sarà pubblicato a distanza di 80 anni dalla sua stesura. Intitolato “Crazy Night” (Notte pazza), narra una storia d’amore, fin nell’intimità, ispirata da una storia vera, il fidanzamento di Williams con una giovane studentessa al tempo del college. A pubblicare per la prima volta il testo sarà la rivista americana “The Strand” nel suo fascicolo primaverile.

La protagonista dell’inedito, scritto intorno al 1930, è Anna Jean, dietro cui si celerebbe Anna Jean O’Donnell, che Williams frequentò per un breve periodo all’Università del Missouri. Alla ragazza aveva già dedicato alcune poesie, mentre sporadiche citazioni di lei appaiono nei taccuini giovanili dello scrittore.

Per Andrew Gulli, direttore del periodico “The Strand”, “Crazy Night” potrebbe essere “il pezzo mancante di un puzzle” sulla vita sentimentale dell’autore di “Un tram che si chiama desiderio”. Nell’inedito racconto compaiono già alcuni temi chiave delle opere successive di Williams, compresa la menzogna. Il racconto si svolge alla fine dell’anno scolastico del college, quando gli studenti bevono e a tarda notte si apprestano a cercare un qualche ‘nascondiglio’ per consumare un flirt con la fidanzata.
(fonte: Adnkronos)

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La vita di Tennessee Williams

Tennessee Williams, pseudonimo di Thomas Lanier Williams (Columbus, 26 marzo 1911 – New York, 25 febbraio 1983), è stato un drammaturgo, scrittore, sceneggiatore e poeta statunitense. Il 9 giugno 1980 il Presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter gli ha concesso la prestigiosa onorificenza: la Medaglia presidenziale della libertà.
Nacque a Columbus, nel Mississippi, nel 1911, da Cornelius Coffin e Edwina Dakin Williams. La famiglia viveva con i nonni materni, Rosina Otte e il reverendo Walter Edwin Dakin. Deriso dal padre perché non si confaceva alla tipologia standard del maschio dell’epoca, Thomas ebbe un rapporto di profondissimo affetto col nonno, che negli anni a venire portò con sé anche a Key West, l’isola della Florida dove aveva acquistato una casa. Tom aveva una sorella, Rose, e un fratello, Dakin. La sorella molto presto mostrò segni di disturbo mentale, che andavano dall’ansia alla schizofrenia.

Tra il ’29 e il ’38, Williams frequentò vari college senza grande successo e lavorò presso l’International Shoe Company. Nel 1938 si laureò, lo stesso anno in cui la sorella fu chiusa in un ospedale psichiatrico. Poco più tardi, Rose fu operata al cervello con una lobotomia che la trasformò in una specie di vegetale. Williams non perdonò mai la madre per aver acconsentito a questa operazione e per anni sentì un profondo senso di colpa nei confronti della sorella. Al tempo stesso, soffriva anche lui di attacchi di panico e il timore di fare la stessa fine di Rose era enorme.

Negli anni trenta in California e poi durante altri viaggi negli Stati Uniti, Williams cominciò ad avere relazioni con uomini. Contrariamente a quanto si è creduto per anni, egli non ebbe mai difficoltà ad accettare la propria omosessualità, come si deduce dalle sue “Memorie” pubblicate nel 1975 e i suoi diari personali (Notebooks), pubblicati postumi nel 2007. Data l’epoca in cui viveva, la sua discrezione è passata spesso per ipocrisia o paura di accettarsi.

Nel 1938 Williams si laureò alla University of Iowa e l’anno successivo, dopo aver vinto mille dollari della Fondazione Rockefeller per i suoi atti unici American Blues, adottò il nome di battesimo Tennessee. Dal ’39 al ’44 visse per brevi periodi in vari luoghi degli Stati Uniti, tra i quali New York, New Orleans, Taos nel Nuovo Messico e Provincetown, che raccoglieva, nella cittadina di Capo Cod, una grande e libera comunità di artisti. Nel ’43 firmò un contratto di sei mesi con la Metro-Goldwyn Mayer per la stesura di una sceneggiatura. Williams non era tagliato per quella professione, anche se lungo gran parte del Novecento tanti grandi registi avrebbero fornito memorabili versioni cinematografiche dei suoi drammi. Tra questi Elia Kazan, Joseph Mankiewicz, Richard Brooks, Irving Rapper, Paul Newman.

La relazione di Williams col segretario, Frank Merlo, durò dal 1947 fino alla morte di Merlo per carcinoma polmonare nel 1963 e garantì a Williams la stabilità per un lungo periodo nel quale egli scrisse i suoi lavori più duraturi. Merlo riuscì infatti a compensare molti dei frequenti accessi di depressione di Williams, e soprattutto la paura che, come la sorella Rose, anch’egli sarebbe diventato pazzo. La morte di Merlo sprofondò Williams in un periodo di acuta depressione che durò un decennio e che lo avvicinò all’alcolismo.

Le opere

Lo zoo di vetro

Sebbene Lo zoo di vetro fosse stato il suo primo grande successo, Williams scriveva per il teatro già da un decennio. La sua prima opera rappresentata fu Candles to the Sun, del 1937, mai tradotta in italiano. In precedenza, nel ’35 e nel ’36, erano stati messi in scena dei brevi atti unici da compagnie amatoriali. Recentemente, anni dopo la morte dell’autore, sono stati recuperati alcuni inediti dell’epoca precedente a “Lo zoo di vetro. Tra questi ha suscitato grande interesse una storia ambientata in prigione, Not About Nightingales, del 1938 e rappresentata per la prima volta 60 anni più tardi con Vanessa Redgrave nel ruolo principale.

Nel 1939 vinse un premio della Fondazione Rockefeller per la sua raccolta di atti unici American Blues. Battle of Angels, il suo testo successivo, fu portato in scena senza successo, anzi scatenando anche la censura di politici moralisti. Dopo il periodo a Hollywood dove tentò di lavorare come sceneggiatore, tornò al teatro con Lo zoo di vetro, che ebbe un successo immediato.

Un tram che si chiama Desiderio

Due anni dopo fu portato in scena quello che sarebbe stato il suo successo maggiore e la sua opera più rappresentata nel resto del mondo, A Streetcar Named Desire, (Un tram che si chiama Desiderio). La grandezza di questo dramma deriva dalla capacità di lavorare con stilemi del melodramma, senza però indulgere nel sentimentalismo. Una vena sperimentale nell’uso della scenografia fa sì che il dramma personale di Blanche si rifletta espressionisticamente sulle pareti della povera casa della sorella Stella. Jessica Tandy interpretò Blanche nella prima a Broadway nel ’47. Accanto a lei, per la regia di Elia Kazan, Marlon Brando. Per certi versi sarebbe stato lui a lasciare un segno nella storia del teatro del secondo dopoguerra, tramite l’opera di Williams, nei panni del rude e virile Stanley Kowalski. In Italia, il dramma fu portato in scena dal regista Luchino Visconti, con scenografia di Franco Zeffirelli e la partecipazione di Rina Morelli, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni.

Le opere successive

Negli anni immediatamente successivi scrisse Estate e fumo, La rosa tatuata e Camino Real. Questi drammi non ebbero il successo dei precedenti, e Williams cominciò ad accusare un difficile rapporto con la scrittura creativa, con i critici teatrali e con il suo pubblico. Ritroverà la sua potente e originale voce con La gatta sul tetto che scotta, del ’55 e Improvvisamente l’estate scorsa, del ’57. Sebbene nei decenni successivi ci fosse ancora molta curiosità nei confronti delle sue nuove opere, con allestimenti in tutto il mondo (si pensi a Il treno del latte non si ferma più qui, che ebbe la prima al Festival dei due Mondi di Spoleto, nel ’62), gli ultimi drammi di un certo successo furono La dolce ala della giovinezza e La notte dell’iguana. Le opere scritte negli ultimi due decenni di vita segnarono un graduale declino della sua ispirazione, contribuendo a provocare nell’autore forti stati depressivi dovuti anche alle pessime ricezioni di pubblico e critica.

Williams fu trovato morto nella stanza dell’Hotel Elysee a New York, ove risiedeva, il 25 febbraio 1983. Sembra sia stato soffocato dal tappo di un collirio spray. In effetti l’alcolismo riduce i riflessi, tra cui quello della tosse. Secondo alcuni, la causa della sua morte sarebbe invece una overdose di alcool e barbiturici.

Le opere di Tennessee Williams pubblicate in lingua italiana

(fonte: Wikipedia)

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