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Archive for maggio 2014

ERRICO BUONANNO ci racconta LOTTA DI CLASSE AL TERZO PIANO

errico buonannoERRICO BUONANNO ci racconta LOTTA DI CLASSE AL TERZO PIANO (Rizzoli).
Ieri abbiamo pubblicato le prime pagine del romanzo.

di Errico Buonanno

Se c’è una cosa che mi ha sempre affascinato, e che forse unisce ogni mio libro, è la caccia alle storie piccole, quotidiane, all’interno della Storia più grande. Le storie private che dimostrano come la Storia con la esse maiuscola sia qualche cosa che spesso travolge, ingovernabile, indifferente ai nostri sogni e bisogni. Ma che dimostrano anche come, nonostante questo, l’uomo non si stanchi mai di resisterle, di sforzarsi di cambiarla, di influire. E benché ciò sia un’illusione (e io mi ritrovi perciò a raccontare spesso di grandi perdenti o di pazzi), è un’illusione molto nobile: sognare, tentare, è tutto ciò che ci è dato di fare.
Lotta di classe al terzo piano (Rizzoli) nasce così: dal quotidiano, dal trascurabile, dal microscopico che c’è nella Storia che conta. Da una vicenda magari inventata, ma comunque plausibile. Lotta di classe al terzo piano è la storia del padrone di Marx. E benché possa sembrare strano pensare che l’uomo che sognava di abbattere tutti i padroni avesse, egli stesso, un padrone, be’, non è altro che un dato di fatto. Il padrone di Marx. Il padrone di casa, chiaramente.
Questa è la storia di un borghese qualunque, un quarantenne che ho voluto chiamare Alan John Huckabee, uno dei tanti signori che, nella Londra di metà Ottocento, si sono trovati a loro insaputa a lottare con un vero paradosso: dover chiedere l’affitto a chi predicava la fine della proprietà privata. Un reazionario dalla vita comoda. Uno dei tanti a cui faceva riferimento Marx quando, in apertura del Capitale, avvertiva che non era certo con i singoli che il suo libro se la prendeva, ma con le classi sociali: i singoli altro non erano che vittime del sistema, o meglio suoi prodotti, esattamente come i proletari. Alan John Huckabee non patirà forse la fame, ma in nome del proprio ruolo sociale ha dovuto rinunciare ai propri sogni giovanili, alla propria libertà, e adattarsi a una comoda e sonnolenta alienazione. Quando però nel condominio che gestisce si trasferisce il filosofo di Treviri (un personaggio misterioso, intento a comporre un libro cruciale ma che non vede mai la luce), uno strano germe di insoddisfazione torna a risvegliarsi in lui così come in tutti gli altri condomini: una smania, una follia, che porta a dirsi che la rivoluzione è possibile. Non quella economica, non quella politica, ma una rivoluzione radicale che inviti a riconsiderare il rapporto col dovere e col lavoro, e spinga l’uomo tra le braccia del sogno. Alan John Huckabee deciderà così di aiutare il suo invisibile inquilino Marx a partorire la sua utopia, contro qualsiasi autorità, sia essa incarnata dal re di Prussia o dall’ambiguo, e fin troppo protettivo, sodale e compagno Friedrich Engels.
Questa, in gran sintesi, la trama della mia commedia: forse una scusa come un’altra per parlare di sogni e libertà. E allora perché proprio Marx? Perché proprio il Capitale? Leggi tutto…

PREMIO CAMPIELLO 2014: la Cinquina Finalista

PREMIO CAMPIELLO 2014: selezionata oggi a Padova la Cinquina Finalista.


I finalisti della 52^ edizione del prestigioso premio letterario sono: Michele Mari, Mauro Corona, Giorgio Fontana, Fausta Garavini e Giorgio Falco. Assegnato a Stefano Valenti il riconoscimento Opera Prima per il romanzo “La fabbrica del panico”

Selezionata oggi al Palazzo del Bo di Padova la Cinquina finalista della 52^ edizione del Premio Campiello. La Giuria dei Letterati ha impiegato ben sei turni di votazione per giungere ai nomi dei romanzi finalisti. Al primo turno: con 8 voti Roderick Duddle (Einaudi) di Michele Mari, con 6 voti La voce degli uomini freddi (Mondadori) di Mauro Corona, con 6 voti Morte di un uomo felice (Sellerio) di Giorgio Fontana. Alla seconda votazione: con 6 voti Le vite di Monsù Desiderio (Bompiani) di Fausta Garavini. Alla sesta votazione: con 5 voti La gemella H (Einaudi) di Giorgio Falco. La selezione è avvenuta su un ventaglio di 65 romanzi, tra gli oltre 300 pervenuti alla segreteria del Premio.

Come da tradizione, un folto parterre di ospiti istituzionali ha atteso la votazione della Giuria, presieduta quest’anno dall’attrice Monica Guerritore e composta da autorevoli personalità del mondo letterario ed accademico: Riccardo Calimani, Philippe Daverio, Paola Italia, Nicoletta Maraschio, Luigi Matt, Salvatore Silvano Nigro, Ermanno Paccagnini, Silvio Ramat, Patrizia Sandretto Re Rebuadengo.
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LOTTA DI CLASSE AL TERZO PIANO, di Errico Buonanno (un estratto del libro)

Lotta di classe al terzo pianoPubblichiamo le prime pagine del romanzo LOTTA DI CLASSE AL TERZO PIANO, di Errico Buonanno (Rizzoli).
Domani Errico Buonanno racconterà il suo libro.

La scheda
È il 1861 e Karl Marx è senza un soldo. Vive in un vecchio condominio londinese, a spese del compagno Engels, e ha l’eroica missione di scrivere il libro del secolo. C’è un solo problema: non gli riesce di buttare giù una riga. Mentre il movimento operaio fibrilla e tutta l’Europa è una polveriera che attende il la per la rivolta, Marx tace, aspetta, si nasconde. Soltanto un uomo può capirlo, colui che in teoria è il suo nemico giurato: Alan John Huckabee, il Padrone (di casa). Capitalista, sfruttatore, nonché in segreto scrittore fallito, comprende di avere parecchio in comune con il suo celebre inquilino. Tra bombe anarchiche, rivoluzionarie russe e seri filosofi con la pistola, il borghese deluso e l’utopista in bolletta si troveranno fianco a fianco in una lotta inaspettata per la poesia e la libertà. Si aiuteranno così a riscoprire cosa significa sognare e partoriranno una nuova idea, che cambi il mondo dall’interno. Interno sette, terzo piano: la misteriosa casa Marx.

* * *

Le prime pagine di LOTTA DI CLASSE AL TERZO PIANO, di Errico Buonanno (Rizzoli)

I

Il giorno 3 maggio 1862, davanti al trionfo dell’economia
e della scienza, il signor Alan John Huckabee, capitalista,
sfruttatore e Padrone, capì all’improvviso che la rivoluzione
operaia era persa. Solo a pensarci, si sentì molto vecchio.
Si ritrovava giusto al centro di un grande palazzo di vetro
e metallo a South Kensington, presso i giardini della Royal
Horticultural Society. Da quarantott’ore era arrivato il futuro.
Le masse pagavano il biglietto, le macchine rendevano
superflue le smanie dei lavoratori. E, quanto all’Internazionale,
era soltanto, informalmente, l’Esposizione Internazionale
di Londra, inaugurata da due giorni come trionfo
di pace e concordia dalla regina Vittoria in persona. «Che
meraviglia il progresso! Non trova?» diceva al suo fianco
Natasha Ivanova, esule russa, intenta a sfiorare la macchina
Gray, nuovo congegno all’avanguardia per la terapia elettrica
delle nevrosi, uno sviluppo assicurato nel campo dell’elettroshock.
«Che mondo grandioso che ci aspetta!» diceva
candida, diafana, e rimirava a viso aperto il contraccettivo
femminile a siringa proposto dalla Medicinisch-Polytechnische
Union, pluripremiata compagnia prussiana. «Giustizia,
benessere, un domani più umano! Huckabee, è splendido!
Come mai non dice niente?»
L’Esposizione era pura vertigine. Il primo telegrafo parlante,
la prima carrozza automatica a carica. Ben trentasei
Paesi in gara, sei mesi di durata, trecento foto stereoscopiche
scattate tra i vari padiglioni per fare sì che l’avvenire
non fosse dimenticato, un domani. Soltanto l’uomo a cui
la ragazza tirava la giacca non condivideva l’eccitazione del
popolo, chiuso com’era tra pensieri un po’ ombrosi. Aveva
chinato in avanti la schiena e se ne stava a esaminare anch’egli
il suo pezzo di futuro. Guardava una sfera di cristallo:
pareva promettere tragedie. Leggi tutto…

RAGUSA PROCEDE A TUTTO VOLUME

A TUTTO VOLUME – Il Festival Letterario di Ragusa – 6/8 giugno 2014

6 giugno7 giugno8 giugno

E’ la spagnola Alicia Giménez-Bartlett ad aprire venerdì 6 giugno 2014 il festival letterario di Ragusa “A tutto volume”. Racconta il suo lavoro con una conversazione originale intitolata “Petra Delicado e le altre mie creature”, dialogando con la scrittrice Alessia Gazzola e con il direttore editoriale della manifestazione Roberto Ippolito.

Nel programma di “A tutto volume” figurano per la narrativa, oltre Avallone e Gazzola, Carlo Bonini (coautore di De Cataldo), Pietrangelo Buttafuoco, Luciana Castellina, Alicia Giménez-Bartlett, Chiara Valerio e Marco Steiner. Saranno presenti De Masi, Piovani e Marino Sinibaldi. Per l’attualità e la saggistica sono in campo, oltre Travaglio e Formigli, nomi come Edoardo Boncinelli, Giulio Giorello, Loredana Lipperini, Riccardo Chiaberge e Roberta Corradin. Tutti personaggi di spicco per l’economia che schiera Valerio Castronovo e Innocenzo Cipolletta; per la fotografia con Gianni Berengo Gardin; per la cucina con Alessandro Borghese; per l’arte con Costantino D’Orazio e Antonio Forcellino; per lo sport con Alfio Caruso.

Gli editori che partecipano all’edizione 2014 sono: Leggi tutto…

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FILIPPO NICOSIA ci racconta PIANISSIMO – libri sulla strada

https://pbs.twimg.com/profile_images/2402821722/IMG_0314.jpgFILIPPO NICOSIA ci racconta PIANISSIMO – libri sulla strada (Terredimezzo Editore)

Filippo Nicosia sarà presente a Catania, il 31 maggio, h. 18:30, P.zza Manganelli, nell’ambito della rassegna Maggio dei Libri. Saranno presenti Rosa Maria Di Natale e Stefania Ruggeri

a 20km orari per amore della lettura. Leggere è un cucchiaio

di Filippo Nicosia

Ho viaggiato per non scrivere. Perché per non scrivere, per non essere ossessionato da un file sul desktop, da un filamento di storia, dovevo essere impegnato tutto il giorno.
Non volevo più immaginare, volevo stare zitto, mettere a tacere la voce interiore e guardare fuori dal finestrino.
È durato 23 giorni il primo viaggio dentro l’estate siciliana, piccoli paesi, incontri, letture, sorrisi e camionisti imbestialiti per la lentezza di Leggiu, il destriero-drago che ha portato più di 700 volumi sull’asfalto tutt’altro che ben rasato.
Sul blog www.pianissimolibrisullastrada.it raccontavo il viaggio. Ma non era scrivere, era più come disegnare a matita ( sono sempre stato scarso nel disegno), raccontare un particolare, una veduta, una camicia a quadri stesa, i pali della luce, i cani randagi e i bambini che sfogliano i libri senza grazia.
Non contento, a dicembre, prima di Natale, sono ripartito per ricordarmi che l’inverno arriva anche in Sicilia, soprattutto se vai a Nicolosi, sulle pendici dell’Etna, il sette di dicembre.
Pianissimo – libri sulla strada è cresciuto tappa dopo tappa, racconto dopo racconto, anche se, c’è da ammettere, il racconto è stato intermittente e mai concluso, del resto, l’ho detto, ho viaggiato per non scrivere.

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4° FESTIVAL DI LETTERATURA ITALO-IRLANDESE

4° FESTIVAL DI LETTERATURA ITALO-IRLANDESE – 4/7 giugno 2014

“L’Altrove, la trasformazione, l’essere fuori posto”
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VANNI SANTONI ci racconta TERRA IGNOTA

Vanni SantoniVANNI SANTONI ci racconta il suo romanzo TERRA IGNOTA (Mondadori). Ieri abbiamo pubblicato un estratto del libro.

di Vanni Santoni

Di Terra ignota sono state date tante definizioni: “fantasy puro”, “action fantasy”, “fantasy postmoderno”, “shonen”; alcuni commentatori hanno parlato rispettivamente di “fantasy classico” e “fantasy atipico” (due definizioni apparentemente opposte), e finanche di “fantasy per letterati”, o ancora di “ponte tra fantastico colto e fantastico popolare”.
In realtà sono tutte etichette sensate, a seconda della prospettiva da cui si guarda al testo.

Sicuramente Terra ignota è un “fantasy puro” nella misura in cui narra una classica storia di avventura e formazione in un mondo immaginario e d’impronta medievale, in cui la magia ha un ruolo rilevante: abbiamo una ragazzina dotata di una forza sovrumana e di un’altrettanto sovrumana testardaggine che, trovando il proprio villaggio distrutto e la propria miglior amica rapita, decide di fare tutto da sola – ritrovare l’amica e vendicarsi – anche se le cose ovviamente non andranno come previsto, catapultandola nelle più disparate peripezie in lungo e in largo per il mondo.

Allo stesso modo Terra ignota è un “action fantasy” e uno “shonen” – per shonen si intende quel sottogenere del fumetto giapponese dove l’azione si combina all’avere protagonisti adolescenti o preadolescenti – dato che pone grossa attenzione ai duelli e agli scontri, “mosse” incluse, una scelta fatta nella consapevolezza che oggi quello che era uno stilema del cinema di arti marziali di Hong Kong ha innervato, passando proprio dai fumetti e dai cartoni animati giapponesi, l’estetica di tutti i prodotti culturali di genere avventuroso. E dallo “shonen” Terra ignota mutua anche molte caratteristiche della protagonista: possiamo ben dire che la mia Ailis è tanto figlia dell’Alice di Carroll quanto del Goku di Toriyama.

Circa la diade “fantasy atipico” / “fantasy classico”, alcuni dei primi commentatori hanno ravvisato un’innovazione nella lingua che ho scelto, la quale alterna forme sintattiche arcaiche (il prologo ad esempio è calcato su parti del Gilgamesh e delle Scritture) e dialoghi più moderni e immediati – certo volevo evitare quella lingua “anticata”, di maniera, tutta “messere” e “madamigella”, che infesta molta narrativa fantasy. Anche a livello strutturale, benché l’arco narrativo sia dei più classici, ho scelto capitoli brevi, spesso con salti temporali tra l’uno e l’altro, un approccio tipico della narrativa di genere più recente. Alcuni hanno visto un tratto d’innovazione nell’impostazione largamente al femminile del romanzo, in un genere abbastanza “maschilista”. Non solo la protagonista, Ailis, è una donna, ma quasi tutti i personaggi principali, dalle altre ‘figlie del rito’ Brigid, Lorlei e Morigan, alla controparte di Ailis, Vevisa, sono femmine, e ci sono anche vari personaggi queer, ma a onor del vero va detto che già uno dei più grandi fantasy contemporanei, la serie Queste oscure materie di Philip Pullman, aveva come personaggio principale una ragazzina, e dopo di esso non sono state poche le protagoniste al femminile. Leggi tutto…