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CRISTINA CABONI ci racconta IL SENTIERO DEI PROFUMI

giugno 14, 2014

Cristina CaboniCRISTINA CABONI ci racconta IL SENTIERO DEI PROFUMI (Garzanti). Le prime pagine del romanzo sono disponibili cliccando qui

di Cristina Caboni

Viviamo in un mondo profumato, anche se non ci facciamo caso. Ma il profumo non è semplicemente un accessorio con cui ornarsi, è soprattutto un linguaggio. Anzi è il linguaggio. Quello che parla di noi senza usare le parole, quello che mostra la nostra essenza, chi siamo veramente. Quello che ci consola, che ci allerta, che ci calma. Ma è privo di parole specifiche. È volatile, è effimero. È anche un percorso composto da una testa, un cuore e un fondo. Come posso dunque raccontare questo mondo così magico, così straordinario che è quello dei profumi?
È stata questa la domanda che mi sono posta, e che poi ha dato origine a Elena Rossini, la protagonista de Il sentiero dei profumi. L’ho vista prima ancora di averla chiara in mente, quella bambina. Eccola, giovanissima, non ancora adolescente, che combatte con la sua natura di creatrice di profumi, che non vuole cedere alla propria passione. Nell’oscurità di un laboratorio di speziali, a Firenze, annusa le essenze, le sente, ma non vuole seguirle. Perché si sono prese la sua infanzia. Elena è solo una bambina eppure è determinata a fare a modo suo, ad allontanarsi da ciò che è la fonte della sua gioia, ma anche del suo tormento. In seguito, ormai donna, percorre un sentiero che ha tracciato. Solo che lo segue con la mente. Per farlo ha messo da parte il proprio cuore, e con ostinata meticolosità vive sommando e sottraendo emozioni in un susseguirsi di delusioni e fallimenti.

La vita è strana. Spesso proprio quando crediamo di aver perso ogni cosa, la nostra capacità di comprendere si affina, e così davanti a noi si aprono infinite possibilità che in precedenza non siamo stati in grado di cogliere. Esperienze inaspettate cambiano le nostre prospettive. E quando il nostro ruolo non è più lo stesso, allora, e solo in quel momento, siamo pronti a capire, a perdonare. In fondo noi siamo speciali, siamo unici, e spesso inconsapevoli della nostra grande forza.
La nostra voce poi è un sussurro. Possiamo coglierla solo se siamo circondati dal silenzio. È come il profumo trasportato dal vento.
È proprio allora, circondata dal silenzio e dalle essenze del suo laboratorio, che Elena comprende l’importanza del proprio retaggio e trova il suo posto nel mondo. Solo essendo fedeli al proprio cuore si può essere felici. Non apparenza dunque, ma verità. La stessa che il profumo porta con sé. Perché noi possiamo indossare solo un profumo che amiamo e che parla di noi.
Sussurri, note volatili, concetti e idee, desideri, speranza e perdono. Due città meravigliose, Firenze e Parigi, donne forti, intraprendenti, donne che combattono, a volte perdono, altre vincono. Uomini capaci di grandi passioni. E amore. Un amore che supera tutto, grande e vero.
E improvvisamente Il sentiero dei profumi diventa molto di più di ciò che desideravo raccontare: un romanzo che guarda il mondo con occhi pazienti, a tratti struggente, profumato, un po’ misterioso, che si compone di tutto ciò che in genere ci sfugge, ma non per questo è meno importante.

(Riproduzione riservata)

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