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SALVIAMO DALL’OBLIO LE OPERE LETTERARIE MERITEVOLI

giugno 21, 2014

SALVIAMO DALL’OBLIO LE OPERE LETTERARIE MERITEVOLI

Ionidi Massimo Maugeri

Quante sono le opere letterarie meritevoli di essere salvate dall’oblio e che, invece, nel corso degli anni, sono state risucchiate dal gorgo dei libri dimenticati? E che possibilità hanno tali opere di tornare a galla in un contesto editoriale come quello odierno, caratterizzato dalla paradossale compresenza della sovrapproduzione di novità e del calo delle vendite?
La “questione”, per così dire, è di natura nazionale. Ogni regione ha dato i natali a scrittori che dovrebbero essere ricordati e letti per la qualità delle loro pagine, ma che – nei fatti – sono stati espulsi dai cataloghi delle case editrici. Rivedere pubblicate le opere integrali di questi autori – dato il contesto sopradescritto – non è facile; ma non è neppure impossibile. Gli esempi non mancano. Da poche settimane due romanzi sono tornati alla luce grazie al contributo della saggista e critica letteraria Daniela Marcheschi (che ne ha firmato le note critiche introduttive): “Ioni” di Dino Terra (Roma, 1903 – Firenze, 1995) ri-edito da Marsilio e “Mala Castra” di Remo Teglia (Altopascio, 1913 – Altopascio, 1975) ri-edito da Avagliano.
Ioni”, fu pubblicato originariamente nel 1929 da Alpes, poche settimane prima degli “Indifferenti” di Moravia: «Come appunto due ioni, Ramik e Jone si attraggono, si amano e si respingono, al di là della morale borghese dell’epoca fascista e in nome di pulsioni e desideri che si perdono nelle più segrete ragioni del corpo e della psiche». Come sottolinea la Marcheschi, qui Dino Terra ironizza sulla follia degli esseri umani e della società del suo tempo, inaugurando un nuovo realismo e tracciando un’inedita e singolare via per il romanzo italiano novecentesco.
Mala CastraMala Castra” uscì ne “I Coralli” della Einaudi nel 1965 ed è un romanzo di guerra ambientato nei Balcani che racconta le vicende di un battaglione italiano alle prese con la guerriglia macedone nel 1943: «Romanzo corale dove protagonisti sono i soldati nella eterna partita a scacchi con la morte». Opera che, appunto, evidenzia la disumanizzazione generata dalla guerra e dall’attesa dell’incombente evento fatale.
Recuperare opere letterarie dimenticate è l’obiettivo principale di una nuova casa editrice siciliana con sede a Palermo: “I Buoni Cugini Editori”, che cominceranno con la ripubblicazione dell’opera omnia e integrale di Luigi Natoli, in arte William Galt (Palermo, 1857 – Palermo, 1941), in edizioni arricchite dalle illustrazioni inedite di Niccolò Pizzorno. Proprio in questi giorni giunge in libreria la trilogia dei romanzi del Risorgimento italiano di Natoli: “Braccio di ferro. Avventure di un carbonaro”, “I morti tornano…” e “Chi l’uccise?”
Ai lettori, adesso, il compito di contribuire al salvataggio delle opere a cui abbiamo fatto cenno includendole tra le proprie letture estive.

[articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia”]

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