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OMAGGIO A MARIA LUISA SPAZIANI

luglio 1, 2014

Ieri, 30 giugno 2014, è scomparsa MARIA LUISA SPAZIANII funerali il 2 luglio alle 16 nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma. La ricordiamo così…

Ieri, 30 giugno 2014, a Roma, è morta la poetessa Maria Luisa Spaziani.
Era nata a Torino il 7 dicembre 1922 da un’agiata famiglia borghese. Ancora studentessa, a soli diciannove anni, dirige una piccola rivista, prima chiamata «Il Girasole» e poi «Il Dado», il cui redattore capo era Guido Hess Seborga, che la fa conoscere negli ambienti letterari; ottiene e pubblica inediti di grandi nomi nazionali come Umberto Saba, Sandro Penna, Sinisgalli, Pratolini, e internazionali, come Virginia Woolf.
Frequenta l’Università di Torino, facoltà di Lingue, laureandosi con una tesi su Marcel Proust.
Nel gennaio del 1949 conosce Eugenio Montale durante una conferenza del poeta al teatro Carignano di Torino, e fra i due nasce, dopo un periodo d’assidua frequentazione a Milano, un sodalizio intellettuale caratterizzato anche da un’affettuosa amicizia.
Inizia anche la prima stagione poetica di Maria Luisa Spaziani, che mette insieme un gruppo di liriche e le invia alla Mondadori. Durante il soggiorno francese del 1953 scrive nuovi testi, che vengono aggiunti all’originario disegno della raccolta. La casa editrice Mondadori risponde favorevolmente e pubblica nel 1954 “Le acque del Sabato”, nella prestigiosa collana “Lo Specchio”.

E' morta la poetessa Maria Luisa Spaziani

Nel 1956 la fabbrica del padre subisce un tracollo economico, che costringe la giovane, di ritorno da un viaggio premio negli Stati Uniti promosso per giovani di talento da Henry Kissinger, a cercare un impiego stabile, come insegnante di francese in un collegio di Torino. Il contatto con studenti adolescenti le fa vivere una stagione di luminosa felicità che traspare nelle poesie più originali della sua prima produzione poetica, “Luna lombarda” (1959), poi confluite nel volume complessivo “Utilità della memoria” (1966).

Negli anni 1955 e 1957 Maria Luisa Spaziani ha insegnato lingua e letteratura francese presso il liceo scientifico del collegio Facchetti di Treviglio. A tale periodo e a tali luoghi dedicò la poesia “Suite per A”. con la quale nel 1958 vinse il Premio Lerici.
Spaziani viene chiamata ad insegnare all’Università di Messina lingua e letteratura tedesca fino a quando non si libera, nello stesso Ateneo, l’incarico di lingua e letteratura francese e proprio in quegli anni in ambito accademico cura volumi come “Pierre de Ronsard fra gli astri della Plèiade” (1972) e “II teatro francese del Settecento” (1974). Fervida e proficua la sua attività di traduttrice dal francese, Pierre de Ronsard, Jean Racine, Gustave Flaubert, P.J. Toulet, André Gide, Marguerite Yourcenar, Marceline Desbordes Valmore, l’ultima, nel 2009, relativa a una raccolta di poesie di Francis Jammes.
Buona parte del libro di poesie “L’occhio del ciclone” (1970) è ispirato dalla sua esperienza vissuta in Sicilia, con i suoi paesaggi e il suo mare, cui fanno seguito raccolte sempre più “diaristiche” e “impure” come “Transito con catene” (1977) e “Geometria del disordine” (1981), che si aggiudica il Premio Viareggio per la poesia.
Nel 1979, di Maria Luisa Spaziani, autrice ormai affermata, con introduzione di Luigi Baldacci, viene pubblicata, del suo lavoro poetico, un’antologia (una seconda, ampliata sarebbe poi uscita nel 2000, e una terza seguì nel 2011) negli “Oscar” Mondadori. Presiede infine nel 1982 dopo essere stata nel 1978 fondatrice, per onorare la memoria del poeta, del Centro Internazionale Eugenio Montale, ora Universitas Montaliana, e del Premio Montale.
Coronamento della storia e del percorso poetico dell’autrice è infine rappresentato da “Giovanna d’Arco” (1990), poema in ottave di endecasillabi senza rima, che corona un lungo interesse dell’autrice per questo personaggio.

Nel 2012 i suoi lavori in versi sono stati raccolti nel volume “Tutte le poesie“, Mondadori (collana “I Meridiani” – a cura di Paolo Lagazzi; il volume era stato preceduto nel 1979 da una prima raccolta con introduzione di Luigi Baldacci).

(Fonte delle notizie biografiche: Wikipedia Italia)

 

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