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Archive for agosto 2014

NON AVEVO CAPITO NIENTE, di Diego De Silva (la recensione)

Non avevo capito nienteNON AVEVO CAPITO NIENTE, di Diego De Silva (Einaudi, 2014, Super ET, pp. 314, € 11,50)

La malinconica ironia che emoziona

di Katya Maugeri

«Spesso la gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee».

Lasciarsi catturare dalle riflessioni, sorridere come se l’autore fosse proprio dinanzi a te, è l’effetto disarmante di “Non avevo capito niente” romanzo di Diego De Silva, autore napoletano che all’interno di questo testo brillante affronta gli argomenti più disparati: i rapporti interpersonali, il ruolo di padre divorziato che cerca di mantenere e costruire un rapporto civile con i propri figli.
Il protagonista, Vincenzo Malinconico è un avvocato di insuccesso, uno dei tanti che faticano ad arrivare alla fine del mese, napoletano quarantenne ancora innamorato della moglie che lo ha lasciato e con cui si continua a incontrare clandestinamente, mentre cerca di affrontare le difficoltà del suo rapporto complesso con i figli. Lavora in uno studio insieme con altri colleghi che, come lui, faticano a riempire le giornate, uno studio, il loro, arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero membri della famiglia.
Malinconico appare agli occhi del lettore quasi come l’amico filosofo capace di affrontare la propria solitudine, le contraddizioni, i paradossi della sua condizione e della sua professione analizzandola da una prospettiva distaccata che gli permette di vederne l’essenza.
L’autore è stato in grado di affrontare un argomento come l’inadeguatezza umana con uno stile frizzante e soave senza sfiorare la banalità, attraverso un personaggio tragicomico rendendo le vicende che lo coinvolgono parte integrante del lettore stesso, che vive attraverso le sue battute e i suoi brillanti e buffi quesiti, le sue gioie e i suoi dolori, guai, situazioni imbarazzanti e momenti di estrema malinconia (stato d’animo che diventerà il punto di partenza per un viaggio all’interno del proprio io). Leggi tutto…

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IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (le prime pagine)

Pubblichiamo le prime pagine del romanzo IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (edizioni e/o – collezione Sabot/age). Nei prossimi giorni Carlo Mazza ci “racconterà” il suo libro…

La scheda
Ritorna il capitano Bosdaves di “Lupi di fronte al mare”.
Alla vigilia delle elezioni amministrative, Gabriele Lovero si candida e riceve una proposta di alleanza da un navigato senatore. In cambio, gli sarà chiesto di favorire i progetti di due spregiudicati imprenditori, decisi a costruire un vasto complesso residenziale in un’area a rischio idrogeologico.
Bosdaves indaga sul presunto suicidio di un amico d’infanzia, un ambientalista precipitato in una cava contigua ai futuri cantieri edilizi: un antro dalle parvenze infernali che custodisce orchidee di voluttuosa bellezza. Sullo sfondo di una partita che contrappone angeli e demoni e ha come posta la salvezza ambientale, agiscono personaggi vibranti e intensi, animati da lucenti passioni o soggiogati dalla carnalità, in una corsa scintillante verso la rivelazione finale. Una vicenda che narra la realtà accecata del Sud, con lo sguardo consapevole di chi ne fa parte e ha scelto di restarvi.

* * *

Il primo capitolo di IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (edizioni e/o – collezione Sabot/age)

Villa Guglielmi era deserta, come sempre.
Due uomini, parlando tra loro senza guardarsi, entrarono nel
cortile interno attraverso il portale a tutto sesto.
«Nei sondaggi tu e Saraceno siete dati alla pari» disse il senatore Leo –
nar do Barracane fermandosi nei pressi dell’edificio principale. «Il tuo
av ver sario si comporta come se la campagna elettorale fosse già iniziata,
presenzia persino alle prime comunioni. Sommando le mie forze alle
sue, tu non avrai alcuna possibilità».
Il sindaco Gabriele Lovero infilò le mani nelle tasche del suo trench
di cachemire.
«Noi non abbiamo ancora deciso se presentarci da soli o accordarci
con la destra» proseguì Barracane mentre il suo fiato si tramutava in una
piccola nuvola. «Come forse avrai saputo, c’è fibrillazione. I rapporti tra
noi e loro non sono più facili come un tempo. Se dovessimo decidere di
presentare un nostro candidato la scelta del nome spetterebbe a me, lo
sai che il partito è mio e lo porto dove mi pare».
Lovero, per la prima volta dall’inizio della conversazione, guardò
negli occhi il suo interlocutore. «Auguri» commentò serafico, almeno in
apparenza.
«Il mio appoggio vale il quindici per cento».
Il primo cittadino agitò la mano a mulinello.
«Non mi credi?» domandò stupito il senatore. «Gli imprenditori so no
con me, convintamente. Ci sarà un motivo se da vent’anni il presidente
della Camera di commercio è sempre un mio uomo! E i di soc cupati? Sa –
pessi che cosa succede nel mio studio, ogni fine settima na. La sala d’at tesa
è gremita, per entrarci bisogna prenotare. Ricevo più di cinquanta persone
in due giorni. Ci vuole anche energia, eh! Ma io sono allenato. E nelle parrocchie
si ricordano di quanto ho fatto per loro, i contributi per gli oratori
e le processioni non li ho fatti mancare mai. Il basso clero mi ama e l’arcivescovo
mi porta in palmo di mano».
Lovero mostrò i denti in un sorriso feroce. «Hai dimenticato i tuoi
migliori amici».
«Ho sempre dedicato attenzione alle pecorelle smarrite». Leggi tutto…

BUTTANISSIMA SICILIA – incontro con Pietrangelo Buttafuoco

Buttanissima SiciliaBUTTANISSIMA SICILIA (Bompiani) – incontro con Pietrangelo Buttafuoco

di Elvira Siringo

In una perfetta serata di mezza estate, nella cornice verde del Match Ball Club di Siracusa, sotto una complice, esile, falce di luna che sembra dipinta apposta a ponente, ad indicare l’inequivocabile via del tramonto di un’epoca, lui è lì.
Pietrangelo (Buttafuoco) affabula il suo pubblico dialogando con Fabio (Granata), il suo amico di sempre. Col consueto stile impeccabile riesce a rendere sonoramente elegante perfino la volgarità dell’espressione inevitabile, che altrimenti detta non renderebbe appieno la rabbia viscerale che gli esplode in petto, fino allo stremo, fino a scagliare l’epiteto fulminante contro la sua terra. E, a ben vedere, è proprio un autogol! Un boomerang, che ferisce inevitabilmente chi di essa “Buttanissima Sicilia” è orgoglioso figlio.
Pietrangelo, urlando, dà voce a una disperazione corale, universale, non solo siciliana. “Adesso basta – è esasperato – qualcuno dica basta, perché l’autonomia sarà cosa santa e giusta ovunque, ma in Sicilia no, è un flagello e trascina nel baratro l’Italia!” – Perché la nostra isola (ma occorre ricordarlo?) è patrimonio dell’umanità intera.
Davanti a un tale sfacelo lo scrittore decide di giocarsi tutto, partendo proprio dalla personale reputazione, in cerca di un riscatto che è un miraggio. Afferra le poche briciole luminose rimaste (proprio come Bastian, della “Storia infinita”) e si impone di credere che da esse può rinascere tutto l’universo dei suoi, e dei nostri, sogni.
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TEATRO SULL’ACQUA con Dacia Maraini

IL TEATRO SULL’ACQUA

Incontri internazionali di teatro e parola del Lago Maggiore

10-14 settembre, Arona/Ascona

 

“Ci sentiamo orgogliosi di proporre un festival internazionale di teatro e parola che formi il pubblico ad una grande arte legata al saper parlare, al saper analizzare la realtà, al saper approfondire la memoria, al saper discutere sui grandi temi del sociale.”

Dacia Maraini, direttore artistico.

Bakunin, Corrado Augias, Marx, Maurizio Donadoni, Nacaev, Tiziana Arnaboldi, Gian Antonio Stella, Edoardo Siravo, Walter Veltroni, Lidia Ravera, Silvia Avallone, Paolo di Paolo, sono solo alcuni dei protagonisti della quarta edizione del festival italo-svizzero IL TEATRO SULL’ACQUAIncontri internazionali di teatro e parola del Lago Maggiore – che si terrà ad Arona e Ascona, nel Canton Ticino, dal 10 al 14 settembre.

IL TEATRO SULL’ACQUA è un progetto unico e ambizioso, Leggi tutto…

VERSI VERSO VERSI a Zafferana

A Zafferana Etnea (Ct), giovedì 28 agosto 2014, alle 20.30, al Parco Comunale (palazzina Liberty) nell’ambito della kermesse “Etna in scena 2014″, si terrà la prima edizione di  “versi verso versi” declinazioni poetiche a cura di Grazia Calanna  e Luigi Carotenuto, ingresso libero.

La manifestazione, proposta da EstroLab, editrice del periodico culturale l’EstroVerso (www.lestroverso.it), vedrà alternarsi, ogni poeta, col proprio singolare fraseggio (Sebastiano Adernò, Saragei Antonini, Francesco Balsamo, Angela Bonanno, Giampaolo De Pietro, Vincenzo Galvagno, Raffaele Gueli, Antonio Lanza, Santina Lazzara, Michele Leonardi, Daita Martinez, Savina Dolores Massa, Sebastiano A. Patanè-Ferro, Margherita Rimi, Pietro Russo, Angelo Santangelo,  Davide Spampinato, Francesca Taibbi, Luigi Taibbi,  Gisella Torrisi, Anna Vasta) accompagnati, ora dal silenzio, ora da musica dal vivo.


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Protagonista, la Poesia, ovvero, citando Paul Celan, “una linea ad un tempo verissima e inesistente che indica una direzione attraverso molti territori”.
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KAFKA E IL MISTERO DEL PROCESSO a NAXOSLEGGE

Lunedì 25 agosto 2014, h. 19:30, al Lido di Naxos, di Giardini Naxos (Me), nell’ambito della rassegna “Aspettando Naxsoslegge, sarà presentato il romanzo KAFKA E IL MISTERO DEL PROCESSO, di Salvo Zappulla (Melino Nerella edizioni). Con l’autore interverranno Marinella Fiume e Massimo Maugeri. Coordina Fulvia Toscano

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DUE ROMANZI AMERICANI: James Salter / Donna Tartt

Tutto quel che è la vitadi Massimo Maugeri

Gli appassionati di letteratura americana avranno già avuto modo di gustarsi due tra i più importanti romanzi di caratura internazionale pubblicati nei mesi scorsi (viceversa, avranno modo di colmare tale lacuna nel corso di questo scorcio d’estate). Mi riferisco a “Tutto quel che è la vita” di James Salter (Guanda, traduzione di Katia Bagnoli) e “Il cardellino” diDonna Tartt (Rizzoli, traduzione di Mirco Zilahi De’ Gyurgyokai). Due libri accomunati dalla matrice poetica statunitense e dall’enorme successo di critica che hanno ricevuto sia in patria sia nel nostro Paese, ma del tutto diversi per quanto concerne l’approccio narrativo e la classe biografica degli autori: James Salter, nato a New York il 10 giugno 1925, ha la veneranda età di ottantanove anni; Donna Tartt, nata a Greenwood il 23 dicembre 1963, deve compierne cinquantuno.
Entrambi i romanzi si incardinano su vicende bellicose.
Philip Bowman, il protagonista di “Tutto quel che è la vita” di Salter, è un sottotenente della Marina militare americana. Nel 1944, in pieno oceano Pacifico, si trova coinvolto in uno degli scontri navali decisivi per la risoluzione della seconda guerra mondiale. Ne uscirà vivo e cambierà vita. Diventerà editor, girerà il mondo e sarà implicato in numerose vicende sentimentali.
Il cardellinoTheo Decker, protagonista de “Il cardellino” della Tartt, ha tredici anni (la storia è ambientata in tempi vicini ai nostri giorni) quando sopravvive a un attentato terroristico consumato all’interno di un museo di New York dove, però, perderà la madre (“Il cardellino” è il titolo del capolavoro del pittore olandese Fabritius che stavano ammirando poco prima dell’esplosione di un ordigno). Rimasto solo, abiterà con la ricca famiglia di un suo compagno di scuola, prima di finire a Las Vegas, con il padre alcolista (da sempre assente), nell’ambito di ambienti di stampo criminale girovagando da un luogo all’altro in un alternarsi di situazioni complicate.
Storie diverse, vite diverse. Accomunate dai molti incontri e dal fatto che entrambi i protagonisti, a un certo punto della loro vita, approderanno in Europa: Phil Bowman, in Spagna e in Inghilterra; Theo Decker, in Olanda.
Stiamo parlando di due romanzi destinati, in un modo o nell’altro, a lasciare un segno. Leggi tutto…