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Archive for agosto 2014

NON AVEVO CAPITO NIENTE, di Diego De Silva (la recensione)

Non avevo capito nienteNON AVEVO CAPITO NIENTE, di Diego De Silva (Einaudi, 2014, Super ET, pp. 314, € 11,50)

La malinconica ironia che emoziona

di Katya Maugeri

«Spesso la gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee».

Lasciarsi catturare dalle riflessioni, sorridere come se l’autore fosse proprio dinanzi a te, è l’effetto disarmante di “Non avevo capito niente” romanzo di Diego De Silva, autore napoletano che all’interno di questo testo brillante affronta gli argomenti più disparati: i rapporti interpersonali, il ruolo di padre divorziato che cerca di mantenere e costruire un rapporto civile con i propri figli.
Il protagonista, Vincenzo Malinconico è un avvocato di insuccesso, uno dei tanti che faticano ad arrivare alla fine del mese, napoletano quarantenne ancora innamorato della moglie che lo ha lasciato e con cui si continua a incontrare clandestinamente, mentre cerca di affrontare le difficoltà del suo rapporto complesso con i figli. Lavora in uno studio insieme con altri colleghi che, come lui, faticano a riempire le giornate, uno studio, il loro, arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero membri della famiglia.
Malinconico appare agli occhi del lettore quasi come l’amico filosofo capace di affrontare la propria solitudine, le contraddizioni, i paradossi della sua condizione e della sua professione analizzandola da una prospettiva distaccata che gli permette di vederne l’essenza.
L’autore è stato in grado di affrontare un argomento come l’inadeguatezza umana con uno stile frizzante e soave senza sfiorare la banalità, attraverso un personaggio tragicomico rendendo le vicende che lo coinvolgono parte integrante del lettore stesso, che vive attraverso le sue battute e i suoi brillanti e buffi quesiti, le sue gioie e i suoi dolori, guai, situazioni imbarazzanti e momenti di estrema malinconia (stato d’animo che diventerà il punto di partenza per un viaggio all’interno del proprio io). Leggi tutto…

IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (le prime pagine)

Pubblichiamo le prime pagine del romanzo IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (edizioni e/o – collezione Sabot/age). Nei prossimi giorni Carlo Mazza ci “racconterà” il suo libro…

La scheda
Ritorna il capitano Bosdaves di “Lupi di fronte al mare”.
Alla vigilia delle elezioni amministrative, Gabriele Lovero si candida e riceve una proposta di alleanza da un navigato senatore. In cambio, gli sarà chiesto di favorire i progetti di due spregiudicati imprenditori, decisi a costruire un vasto complesso residenziale in un’area a rischio idrogeologico.
Bosdaves indaga sul presunto suicidio di un amico d’infanzia, un ambientalista precipitato in una cava contigua ai futuri cantieri edilizi: un antro dalle parvenze infernali che custodisce orchidee di voluttuosa bellezza. Sullo sfondo di una partita che contrappone angeli e demoni e ha come posta la salvezza ambientale, agiscono personaggi vibranti e intensi, animati da lucenti passioni o soggiogati dalla carnalità, in una corsa scintillante verso la rivelazione finale. Una vicenda che narra la realtà accecata del Sud, con lo sguardo consapevole di chi ne fa parte e ha scelto di restarvi.

* * *

Il primo capitolo di IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (edizioni e/o – collezione Sabot/age)

Villa Guglielmi era deserta, come sempre.
Due uomini, parlando tra loro senza guardarsi, entrarono nel
cortile interno attraverso il portale a tutto sesto.
«Nei sondaggi tu e Saraceno siete dati alla pari» disse il senatore Leo –
nar do Barracane fermandosi nei pressi dell’edificio principale. «Il tuo
av ver sario si comporta come se la campagna elettorale fosse già iniziata,
presenzia persino alle prime comunioni. Sommando le mie forze alle
sue, tu non avrai alcuna possibilità».
Il sindaco Gabriele Lovero infilò le mani nelle tasche del suo trench
di cachemire.
«Noi non abbiamo ancora deciso se presentarci da soli o accordarci
con la destra» proseguì Barracane mentre il suo fiato si tramutava in una
piccola nuvola. «Come forse avrai saputo, c’è fibrillazione. I rapporti tra
noi e loro non sono più facili come un tempo. Se dovessimo decidere di
presentare un nostro candidato la scelta del nome spetterebbe a me, lo
sai che il partito è mio e lo porto dove mi pare».
Lovero, per la prima volta dall’inizio della conversazione, guardò
negli occhi il suo interlocutore. «Auguri» commentò serafico, almeno in
apparenza.
«Il mio appoggio vale il quindici per cento».
Il primo cittadino agitò la mano a mulinello.
«Non mi credi?» domandò stupito il senatore. «Gli imprenditori so no
con me, convintamente. Ci sarà un motivo se da vent’anni il presidente
della Camera di commercio è sempre un mio uomo! E i di soc cupati? Sa –
pessi che cosa succede nel mio studio, ogni fine settima na. La sala d’at tesa
è gremita, per entrarci bisogna prenotare. Ricevo più di cinquanta persone
in due giorni. Ci vuole anche energia, eh! Ma io sono allenato. E nelle parrocchie
si ricordano di quanto ho fatto per loro, i contributi per gli oratori
e le processioni non li ho fatti mancare mai. Il basso clero mi ama e l’arcivescovo
mi porta in palmo di mano».
Lovero mostrò i denti in un sorriso feroce. «Hai dimenticato i tuoi
migliori amici».
«Ho sempre dedicato attenzione alle pecorelle smarrite». Leggi tutto…

BUTTANISSIMA SICILIA – incontro con Pietrangelo Buttafuoco

Buttanissima SiciliaBUTTANISSIMA SICILIA (Bompiani) – incontro con Pietrangelo Buttafuoco

di Elvira Siringo

In una perfetta serata di mezza estate, nella cornice verde del Match Ball Club di Siracusa, sotto una complice, esile, falce di luna che sembra dipinta apposta a ponente, ad indicare l’inequivocabile via del tramonto di un’epoca, lui è lì.
Pietrangelo (Buttafuoco) affabula il suo pubblico dialogando con Fabio (Granata), il suo amico di sempre. Col consueto stile impeccabile riesce a rendere sonoramente elegante perfino la volgarità dell’espressione inevitabile, che altrimenti detta non renderebbe appieno la rabbia viscerale che gli esplode in petto, fino allo stremo, fino a scagliare l’epiteto fulminante contro la sua terra. E, a ben vedere, è proprio un autogol! Un boomerang, che ferisce inevitabilmente chi di essa “Buttanissima Sicilia” è orgoglioso figlio.
Pietrangelo, urlando, dà voce a una disperazione corale, universale, non solo siciliana. “Adesso basta – è esasperato – qualcuno dica basta, perché l’autonomia sarà cosa santa e giusta ovunque, ma in Sicilia no, è un flagello e trascina nel baratro l’Italia!” – Perché la nostra isola (ma occorre ricordarlo?) è patrimonio dell’umanità intera.
Davanti a un tale sfacelo lo scrittore decide di giocarsi tutto, partendo proprio dalla personale reputazione, in cerca di un riscatto che è un miraggio. Afferra le poche briciole luminose rimaste (proprio come Bastian, della “Storia infinita”) e si impone di credere che da esse può rinascere tutto l’universo dei suoi, e dei nostri, sogni.
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TEATRO SULL’ACQUA con Dacia Maraini

IL TEATRO SULL’ACQUA

Incontri internazionali di teatro e parola del Lago Maggiore

10-14 settembre, Arona/Ascona

 

“Ci sentiamo orgogliosi di proporre un festival internazionale di teatro e parola che formi il pubblico ad una grande arte legata al saper parlare, al saper analizzare la realtà, al saper approfondire la memoria, al saper discutere sui grandi temi del sociale.”

Dacia Maraini, direttore artistico.

Bakunin, Corrado Augias, Marx, Maurizio Donadoni, Nacaev, Tiziana Arnaboldi, Gian Antonio Stella, Edoardo Siravo, Walter Veltroni, Lidia Ravera, Silvia Avallone, Paolo di Paolo, sono solo alcuni dei protagonisti della quarta edizione del festival italo-svizzero IL TEATRO SULL’ACQUAIncontri internazionali di teatro e parola del Lago Maggiore – che si terrà ad Arona e Ascona, nel Canton Ticino, dal 10 al 14 settembre.

IL TEATRO SULL’ACQUA è un progetto unico e ambizioso, Leggi tutto…

VERSI VERSO VERSI a Zafferana

A Zafferana Etnea (Ct), giovedì 28 agosto 2014, alle 20.30, al Parco Comunale (palazzina Liberty) nell’ambito della kermesse “Etna in scena 2014″, si terrà la prima edizione di  “versi verso versi” declinazioni poetiche a cura di Grazia Calanna  e Luigi Carotenuto, ingresso libero.

La manifestazione, proposta da EstroLab, editrice del periodico culturale l’EstroVerso (www.lestroverso.it), vedrà alternarsi, ogni poeta, col proprio singolare fraseggio (Sebastiano Adernò, Saragei Antonini, Francesco Balsamo, Angela Bonanno, Giampaolo De Pietro, Vincenzo Galvagno, Raffaele Gueli, Antonio Lanza, Santina Lazzara, Michele Leonardi, Daita Martinez, Savina Dolores Massa, Sebastiano A. Patanè-Ferro, Margherita Rimi, Pietro Russo, Angelo Santangelo,  Davide Spampinato, Francesca Taibbi, Luigi Taibbi,  Gisella Torrisi, Anna Vasta) accompagnati, ora dal silenzio, ora da musica dal vivo.


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Protagonista, la Poesia, ovvero, citando Paul Celan, “una linea ad un tempo verissima e inesistente che indica una direzione attraverso molti territori”.
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KAFKA E IL MISTERO DEL PROCESSO a NAXOSLEGGE

Lunedì 25 agosto 2014, h. 19:30, al Lido di Naxos, di Giardini Naxos (Me), nell’ambito della rassegna “Aspettando Naxsoslegge, sarà presentato il romanzo KAFKA E IL MISTERO DEL PROCESSO, di Salvo Zappulla (Melino Nerella edizioni). Con l’autore interverranno Marinella Fiume e Massimo Maugeri. Coordina Fulvia Toscano

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DUE ROMANZI AMERICANI: James Salter / Donna Tartt

Tutto quel che è la vitadi Massimo Maugeri

Gli appassionati di letteratura americana avranno già avuto modo di gustarsi due tra i più importanti romanzi di caratura internazionale pubblicati nei mesi scorsi (viceversa, avranno modo di colmare tale lacuna nel corso di questo scorcio d’estate). Mi riferisco a “Tutto quel che è la vita” di James Salter (Guanda, traduzione di Katia Bagnoli) e “Il cardellino” diDonna Tartt (Rizzoli, traduzione di Mirco Zilahi De’ Gyurgyokai). Due libri accomunati dalla matrice poetica statunitense e dall’enorme successo di critica che hanno ricevuto sia in patria sia nel nostro Paese, ma del tutto diversi per quanto concerne l’approccio narrativo e la classe biografica degli autori: James Salter, nato a New York il 10 giugno 1925, ha la veneranda età di ottantanove anni; Donna Tartt, nata a Greenwood il 23 dicembre 1963, deve compierne cinquantuno.
Entrambi i romanzi si incardinano su vicende bellicose.
Philip Bowman, il protagonista di “Tutto quel che è la vita” di Salter, è un sottotenente della Marina militare americana. Nel 1944, in pieno oceano Pacifico, si trova coinvolto in uno degli scontri navali decisivi per la risoluzione della seconda guerra mondiale. Ne uscirà vivo e cambierà vita. Diventerà editor, girerà il mondo e sarà implicato in numerose vicende sentimentali.
Il cardellinoTheo Decker, protagonista de “Il cardellino” della Tartt, ha tredici anni (la storia è ambientata in tempi vicini ai nostri giorni) quando sopravvive a un attentato terroristico consumato all’interno di un museo di New York dove, però, perderà la madre (“Il cardellino” è il titolo del capolavoro del pittore olandese Fabritius che stavano ammirando poco prima dell’esplosione di un ordigno). Rimasto solo, abiterà con la ricca famiglia di un suo compagno di scuola, prima di finire a Las Vegas, con il padre alcolista (da sempre assente), nell’ambito di ambienti di stampo criminale girovagando da un luogo all’altro in un alternarsi di situazioni complicate.
Storie diverse, vite diverse. Accomunate dai molti incontri e dal fatto che entrambi i protagonisti, a un certo punto della loro vita, approderanno in Europa: Phil Bowman, in Spagna e in Inghilterra; Theo Decker, in Olanda.
Stiamo parlando di due romanzi destinati, in un modo o nell’altro, a lasciare un segno. Leggi tutto…

MARINELLA FIUME racconta DI MADRE IN FIGLIA

MARINELLA FIUME ci racconta DI MADRE IN FIGLIA. Vita di una guaritrice di campagna (Edizioni Le Farfalle)

di Marinella Fiume

Il libro è il racconto in prima persona che una guaritrice popolare, nata nel 1885 in un Comune della costa jonico-etnea al confine tra le provincie di Catania e di Messina, dove sarebbe morta a 101 anni, mi rese in una serie di incontri culminati con l’ultimo, in occasione del suo centesimo compleanno. La notte di Natale del 1985, poi, la contadina guaritrice, consapevole di avermi comunicato “il sapere”, volle conferirmi anche “il potere”, ripetendomi tutte le orazioni e i rimedi naturali atti a recuperare la salute che qui ho deciso di svelare. Si tratta di un documento prezioso che consente usi diversi e tutti allettanti per lo studioso e non solo nell’ambito della storia delle tradizioni popolari e della magia: per le orazioni (preghiere e scongiuri) e le pratiche terapeutiche del repertorio della medicina popolare che la centenaria rivela; per la narrazione della sua vita, al confine tra biografia e autobiografia, come documento da studiare dal punto di vista della storia sociale e di storia delle donne. Ho voluto rendere visibile e porre al centro il “percorso ai margini” di una donna nella società contadina del secolo scorso. Malgrado la restituzione dell’oralità si uniformi all’assunto del rispetto e della “fedeltà” all’intervistata, tuttavia è l’intento narrativo a guidare la mia mano, da qui una “storia di vita” che si legge come un romanzo. La mia guaritrice è un’orfana, ma il rapporto con una vecchia “maestra” guaritrice, una figura di grandissimo rilievo nel panorama della medicina popolare di un vasto hinterland, la riscatterà definitivamente dalla condizione di emarginazione, permettendole di conquistarne il rispetto della comunità “adottante”. Si tratta di una iniziazione e di un vero e proprio apprendistato. I suoi rimedi naturali non utilizzano solo elementi vegetali, ma anche — com’è tipico della Medicina antica — minerali e animali, dei quali ultimi non rimane più che labile traccia nel repertorio delle guaritrici più tarde. Si tratta di un sapere le cui leggi di trasmissione sono ratificate e sancite con speciale cura, dovendo tendere a tramandare un sapere specialistico e sacrale da cui dipende la vita e la morte. Leggi tutto…

BUON FERRAGOSTO DA LETTERATITUDINE

BUON FERRAGOSTO DA LETTERATITUDINE
https://i1.wp.com/www.aboutmemagazine.com/wp-content/uploads/2014/06/libro-e-mare-305x305.jpg

Chi avesse voglia, può intervenire qui: BUONI PENSIERI VACANZIERI A TUTTI!
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OMAGGIO A ROBIN WILLIAMS

OMAGGIO A ROBIN WILLIAMS (Chicago, 21 luglio 1951 – Tiburon, 11 agosto 2014)

Anche su Letteratitudine ricordiamo l’attore statunitense Robin Williams scomparso l’11 agosto 2014 all’età di 63 anni

Di seguito: un video con traduzione in italiano (partecipazione di Robin Williams al David Letterman Show del settembre 2013) e gli approfondimenti sulla stampa…
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L’UOMO E IL CANE di Carlo Cassola

L’UOMO E IL CANEL'uomo e il cane di Carlo Cassola
Oscar Mondadori – Collana Scrittori Moderni – pp. 85 – euro 10,00
a cura di Alba Andreini
introduzione di Vincenzo Pardini

Il tragico percorso di un cane randagio. Una parabola sempre attuale

Prosegue con l’uscita de L’uomo e il cane la pubblicazione nella collana tascabile degli Oscar delle singole opere di Carlo Cassola,un progetto che ripropone il grande scrittore toscano al vasto pubblico che lo aveva posto ai vertici delle classifiche di vendita, ma con l’attenzione e lo scrupolo che merita la sua attività di prosatore, con ricchi apparati (cronologia, bibliografia, nota al testo) e introduzioni di volta in volta affidate a personalità del mondo letterario con il compito di una rilettura dei testi su nuove basi.

Con il coordinamento scientifico di Alba Andreini, già curatrice del Meridiano Racconti e romanzi apparso nel 2007 – che raccoglie una selezione di opere di indiscusso valore letterario dello scrittore secondo la lezione testuale della prima edizione –  negli Oscar le singole opere sono riproposte nei loro testi definitivi, in edizione economica ma molto curata dal punto di vista critico-filologico.

Questo volume, arricchito dall’introduzione di Vincenzo Pardini, ripropone  L’uomo e il canenell’edizione apparsa nel 1977,  tenendo conto delle correzioni che Cassola stesso apportò manualmente alla redazione definitiva.  Si tratta di un romanzo breve – non compreso nel Meridiano – che riprende il precedente racconto omonimo sviluppandone le dimensioni originarie. Comparso per la prima volta sul “Corriere dell’informazione” dell’11-12 gennaio 1953 come Il racconto del sabato, il testo dà avvio al tema animale nella narrativa di Cassola, destinato ad acquisirvi in seguito una progressiva centralità.

L’uomo e il cane narra la storia del cane Jack che, abbandonato dal padrone, vaga randagio tra le colline toscane in cerca di nuovi affetti. Cassola lo segue nel suo picaresco viaggio fino alla scoperta, nell’epilogo tragico, del male anziché di una cuccia sicura. Con lo sguardo del cane si posa sul mondo quello dello scrittore. Tramite il protagonista – unico, a differenza dei padroni, uno peggiore dell’altro nella replica della crudeltà – è l’umanità stessa, rappresentata in emblema dall’indole domestica di Jack, a interrogare la civiltà sulla propria ferocia.

Vincitore del Premio Bagutta nel 1978, il testo è un apologo sul desiderio del cane ma anche dell’uomo, incapaci di vivere l’avventura della libertà, di stare legati a una catena. Con il crisma della favola, Cassola avverte che l’uomo, per debolezza e paura, anela alla sudditanza e preferisce all’indipendenza la servitù. E alla parabola affida un monito: non si deve rischiare di perdere la libertà, bene supremo, per correre dietro a un padrone che può rivelarsi spietato.

Entro il 2017, centenario della nascita e trentennale della morte dello scrittore, è prevista negli Oscar la pubblicazione di dieci titoli, Leggi tutto…

FESTIVAL DELL’ERRANZA 2014

FESTIVAL DELL’ERRANZA 2014

Il programma definitivo della seconda edizione del Festival dell’erranza, diretto da Roberto Perrotti e promosso dalla “Banca Capasso Antonio“.

Dall’11 al 14 settembre nell’affascinante location offerta dal borgo di Piedimonte Matese, alle falde dell’Appennino Campano e contiguo alla cittadina di Alife, tappa della Via Francigena del Sud, viaggiatori, scrittori, antropologi, religiosi e artisti si incontreranno e incontreranno il pubblico per dialogare sull’ampia semantica dell’erranza.

Il Festival – Programma 2014 – Ospiti 2014

L’attuale edizione darà il suo benvenuto, fra gli altri, a ospiti internazionali come Marzouk Mejri e il suo ensemble, e sarà arricchita da installazioni, laboratori, collegamenti skype con lo skipper e scrittore Simone Perotti, e da un’Ape Car colma di libri.

Il tema di quest’anno riguarderà la Dimora l’Altrove.
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UNA MONTAGNA DI LIBRI 2014

Continuano le attività di UNA MONTAGNA DI LIBRI – a Cortina fino al 2 settembre 2014

COP Depliant

Il pdf del programma completo è scaricabile da qui…
I NOMI
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NORWEGIAN WOOD. TOKYO BLUES di Murakami Haruki

NORWEGIAN WOOD. TOKYO BLUESNorwegian Wood. Tokyo Blues di Murakami Haruki (Einaudi, traduzione di Giorgio Amitrano)

“Norwegian wood”: vivere, crescere, amare!

di Katya Maugeri

Recensire un testo di Haruki Murakami non è semplice, è un autore complesso e fuori dal comune, non possiede un proprio stile e non è catalogabile!
Le emozioni che trasmettono i suoi libri sono uniche, personali e persistono nel tempo.
Avviene un vero e proprio incontro tra il lettore e l’autore. Si tratta di un incontro con la nostra interiorità, lui conosce il mezzo, il canale per riuscire a mettere in luce delle parti emotive a noi sconosciute.
Norwegian wood, uno dei successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più introspettivo di Murakami, all’interno del quale non troviamo le atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, ma l’esplorazione di un mondo interiore caratterizzato da sentimento e solitudine.
Tema portante è il conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta, e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi, nonostante il dolore.  Sicuramente il romanzo più emozionante di Murakami che conduce il lettore in un mondo diverso, fatto di ricerca personale, crescita emotiva, un romanzo che coinvolge, appassiona e commuove.
Toru Watanabe, come il giovane Holden, è costantemente invaso dalla paura di aver sbagliato qualcosa o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e vive portando con sé un grande trauma adolescenziale da superare, guidato da un ostinato senso della morale e da una determinata ostilità per tutto ciò che appare finto e costruito. È un ragazzo che vive in una Tokyo sessantottina in cui le rivoluzioni studentesche vengono tralasciate per dare spazio a un’intensa vita adolescenziale che si alimenta di sogni e speranze, di notti passate nei love hotel. Leggi tutto…

FESTIVAL DELLE STORIE 2014 – Valle di Comino (Fr), dal 23 al 31 agosto

FESTIVAL DELLE STORIE 2014 – Valle di Comino (Fr), dal 23 al 31 agosto

Stephen Amidon, Carla Fracci, Giorgio Albertazzi, Licia Troisi, Alban Lefranc, Sara Simeoni, Dan Fante, Sarah Lee Guthrie e Johnny Irion, Francesco Durante, Stefania Nardini, Giuseppe Culicchia, Antonella Cilento, Sergio Claudio Perroni, Roberta Torre, Domenico Quirico, Emilio D’Alessandro, Roberto Pazzi, Antonella Lattanzi, Roberta Torre, Davide Cassani, Francesco Moser, Aurelio Picca e tanti altri.

Il Festival delle Storie è un’esperienza da vivere fino all’ultimo respiro. Non è la manifestazione culturale più famosa o prestigiosa. Non è da copertina e non ci sono tappeti rossi. Ma è unica. È un’intera valle che si apre al mondo come un romanzo. È un concerto di paesi che racconta storie su storie. È il segno che la cultura è un capitale umano che genera ricchezza. È la sfida a tutti quelli che dicono che “tanto è inutile”. È l’opportunità di credere in se stessi. È l’incanto di chi si sente cittadino della Valle di Comino anche se ci ha messo piede solo una volta per sbaglio. È un luogo dell’anima. È una terra di mezzo.
Vittorio Macioce, direttore artistico

II luoghi sono una valle e una costellazione di paesini, sul versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sotto Montecassino, a una decina di chilometri da Sora: Alvito, Atina, Picinisco, Posta Fibreno, San Donato Valcomino, Campoli Appennino, Gallinaro, Villa Latina, Fontechiari, Casalvieri.
Un Festival girovago, ogni giorno una tappa, ogni giorno una carta dei tarocchi a dettare la trama delle storie.

Moltissimi gli ospiti, e altrettanto intensa l’attività dei laboratori che si svolgeranno per l’intera settimana. Qui tutti i dettagli
E il programma escursionistico, tutto da scoprire.

Tre le iniziative più interessanti di questa edizione c’è quella realizzata con Andrea Kerbaker e Luigi Mascheroni, che propongono al Festival dieci libri perduti da recuperare e da riportare sul mercato editoriale.

Il titolo I libri da liberare rimanda al concetto che libri e liberi derivino da un’etimologia comune, per cui ripescarli da un oblio decennale diventa un atto di libertà. Questi i titoli che verranno liberati: Leggi tutto…

I DODICI BAMBINI DI PARIGI di Tim Willocks (un estratto del libro)

https://i1.wp.com/edizioni.multiplayer.it/wp-content/gallery/cover-libri-front/i-dodici-bambini-di-parigi-front.jpgPubblichiamo le prime pagine del romanzo I DODICI BAMBINI DI PARIGI di Tim Willocks (Multiplayer edizionitraduzione di M. Piva Dittrich)

La scheda del libro
Parigi, 23 agosto, 1572. La notte di San Bartolomeo.
Il massacro più sanguinoso della storia europea ha inizio.
E tu cosa sei pronto a fare se tua moglie – che è sul punto di dare alla luce il tuo unico figlio – sparisce nel bel mezzo dell’eccidio più atroce della Francia moderna?

Tre guerre di religione hanno trasformato Parigi in un fetido calderone di odio, intrighi e corruzione. Il matrimonio fra Margherita di Valois ed Enrico III di Navarra, che avrebbe dovuto sanare le ferite, è servito solamente a inasprire gli animi dei fanatici di ogni credo – ma questo Carla non poteva saperlo quando ha accettato l’invito alla cerimonia…
Mattias Tannhauser, suo marito, arriva in città alla vigilia di San Bartolomeo con l’unico scopo di trovarla e riportarla a casa. Con l’inizio, però, del massacro degli ugonotti e il precipitare della Capitale nell’anarchia più completa, Carla viene rapita da Grymonde, il grottesco Re di Cuccagna, signore della zona più malfamata della città, mentre Tannhauser si ritrova imprigionato al Louvre…
Senza dubbio i due sono al centro di una perversa e misteriosa cospirazione.

Ricercato dai gendarmi, dai congiurati e dai miliziani della Confraternita dei Pellegrini di San Giacomo, Tannhauser è costretto a raggiungere vette di spietatezza mai neppure immaginate prima d’allora. Senza nessuno che lo aiuti a parte un giovane stalliere e degli improvvisati compagni di viaggio, scelti fra gli emarginati e i reietti di una città magmatica e in ebollizione guada un fiume di sangue senza sapere cosa lo attenda sull’altra sponda.
Nella sua discesa agli inferi in cerca dell’adorata Carla, il suo destino verrà cambiato per sempre da… i dodici bambini di Parigi.

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TIM WILLOCKS è autore di bestseller di straordinario successo come Il Fine Ultimo della Creazione, Religion e Re macchiati di sangue, tradotti in più di venti lingue, e la critica non ha esitato a paragonarlo a Stephen King, Norman Mailer e James Ellroy.
Willocks ha scritto inoltre la sceneggiatura di film come Bad City Blues con Dennis Hopper, Sin con Gary Oldman e Lo straniero che venne dal mare con Vincent Perez, Rachel Weisz e Ian McKellan; ha anche lavorato con Steven Spielberg e Michael Mann ed è stato coautore del Discorso per il Nuovo Millennio di Bill Clinton.
Willocks ha vinto il Premio Corsaro Nero del Centenario Salgariano e il suo ultimo romanzo I Dodici Bambini di Parigi, qui tradotto, è stato per settimane nella Top 20 dei libri più venduti nel Regno Unito e in Francia. Vive da alcuni anni in Irlanda, è un medico psichiatra, pratica lo Shotokan Karate ed è un avido giocatore di poker.

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Le prime pagine del romanzo I DODICI BAMBINI DI PARIGI di Tim Willocks (Multiplayer edizioni)

CAPITOLO UNO

LE FIGLIE DELLO STAMPATORE

Cavalcò attraverso una nazione sventrata dalla guerra e ancora sanguinante, in cui soldati senza paga agli ordini di sovrani inadempienti continuavano a prestare il mestiere delle armi, dove la gentilezza era follia e la crudeltà forza e nessuno osava chiedere al proprio fratello di essergli guardiano.

Oltrepassò forche su cui stavano appollaiati corvi dalle zampe rosse, neri come i cadaveri degli impiccati. Da quei patiboli, bimbi vestiti di stracci rispondevano in silenzio al suo sguardo. Oltrepassò ruderi fatiscenti di chiese bruciate dove schegge di vetro decorato splendevano come tesori abbandonati sul pavimento del coro. Oltrepassò villaggi abitati soltanto da ossa spolpate e bianche, mentre gli occhi gialli dei lupi risplendevano dagli antri neri e cupi. Un pagliaio in fiamme illuminava una collina distante. Alla luce della luna, le ceneri dei vigneti erano pallide come lapidi.

Nello spazio di pochi giorni, aveva percorso più miglia di quanto avesse ritenuto possibile. Finalmente era giunto, era lì. Le mura tremolavano nella distanza, scosse dalla vampa d’agosto, e sopra di esse si stagliava un minaccioso festone di nebbia color ocra, quasi le mura non fossero altro che la bocca di un grande pozzo infilato nei regni più infimi della terra.

Fu quella la sua prima impressione della città più cattolica del mondo cristiano.

La sua vista non gli portò gran conforto. I presentimenti che lo avevano condotto lì non erano diminuiti. Aveva dormito sul lato della strada e si era rimesso in viaggio nel fresco prima dell’alba, e ugualmente ogni mattina il suo destino si era alzato prima di lui. Lo sentiva in agguato oltre quei muri ultraterreni. Nella città di Parigi.

Mattias Tannhauser proseguì fino alla porta di Saint-Jacques.

Le mura erano alte trenta piedi, punteggiate da torri di guardia alte altri trenta. La garitta, come le mura, era macchiata dal tempo e dal guano degli uccelli. Mentre percorreva il ponte levatoio, gli occhi gli lacrimarono a causa degli effluvi dei rifiuti putridi che riempivano il fossato. Attraverso l’aria pesante, come in un sogno, due famiglie barcollarono tra le due enormi porte di legno. Leggi tutto…

II Memorial Chiara Palazzolo

Notte Gotica - Chiara Palazzolo

II Memorial CHIARA PALAZZOLO – 6 agosto 2014, Floridia (Sr)
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TRINACRIA PARK a Randazzo (CT) – 8 agosto 2014

TRINACRIA PARK  a Randazzo

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trinacria-park-cover1TRINACRIA PARK

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

Dalla rassegna stampa del romanzo
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LA SIGLA DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA DI FRONTIERA 2014

LA SIGLA DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA DI FRONTIERA 2014

 

IL VIDEO DI CHIACCHIERE SOTTO IL FICO
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