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MARILÙ OLIVA racconta LE SULTANE

settembre 5, 2014

MARILÙ OLIVA ci racconta il suo romanzo LE SULTANE  (Elliot edizioni). Un estratto del libro è disponibile qui..

di Marilù Oliva

Premetto che mi riservo di utilizzare l’aggettivo vecchio senza accezioni negative, ma solo caricandolo della sua portata di esperienza. La differenza tra antico e vecchio, nel nostro dizionario e nella nostra mentalità, è più meno legata al lascito del tempo: le stagioni passano sopra ciò che diventerà antico e lo impreziosiscono; trascorrono invece sopra ciò che verrà definito vecchio e lo sciupano.
Ecco, stavolta vorrei confondere i due attributi.
La domanda che mi rivolgono più spesso è: «Perché hai scritto un libro sulla vecchiaia?».
Io rispondo che Le Sultane non è solo un libro sulla vecchiaia: è soprattutto un libro sulla vita, vista attraverso gli occhi di tre donne anziane rese sia soggetto che tramite della narrazione. Attorno a loro si dipanano figure che vorrei restituissero al lettore un quadro realistico – ma anche grottesco – di quello che può essere il quotidiano, un quotidiano di una qualsiasi periferia, un palazzo popolare fatiscente, tre parche che tirano i fili e gli altri inquilini, i parenti, i conoscenti più o meno adulti, come burattini inconsapevoli.
Ho inoltre tentato un tributo a quelle che chiamo le “categorie non protette”, ovvero le fasce di persone più fragili, più a rischio – gente che dovrebbe essere tutelata, verso la quale si dovrebbe prestare più riguardo ma che inevitabilmente finisce per essere trascurata. La nostra è un’epoca in cui in cui sfiorire è ritenuto quasi inopportuno e in cui la vecchiaia al femminile viene accettata solo se deformata in immagini pubblicitarie, la vecchia sbiancapanni o la vecchia incontinente. Per non parlare del corpo delle vecchie: un vero e proprio tabù.
Invece no.
Esistono tante vecchie differenti e irreplicabili, io ne ho costruite tre, molto diverse da quelle mediatiche, molto più umane, spero, pur nei loro abissi. Ho cercato di entrare nelle loro stanze e nelle loro tre teste:

– Wilma, tondetta e generosa, capelli sempre acconciati, lacrima facile, madre squarciata, abilissima mercante ambulante che venderebbe l’acqua santa al diavolo.
– Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della terra, secca secca e sghemba, con la ricrescita di quattro centimetri e un pullover che effonde puzza di cipolla ogni volta che alza le braccia.
– Nunzia, cuoca provetta e golosa, bigotta piena di voglie e di superstizioni, marchiata da quell’elefantiasi alle gambe che è uno spettacolo a vedersi.

Oltre a Arsenico e vecchi merletti o a La Comunidad, più di un lettore ha fatto riferimento a Pulp Fiction forse per via dello straniamento cui ho sottoposto tre – apparentemente – innocue vecchine. Si spingono ai limiti perché la vita, la società, la disattenzione le costringono a disfarsi delle impalcature etiche che avevano loro consentito, fino a quel momento, di sopravvivere. E torniamo al discorso di cui sopra: questo è un romanzo sull’egoismo meschino contro l’altruismo, sulla realtà ruvida contro la dolcezza dei sogni. Infatti le mie vecchie sognano, anche se non potrebbero, quindi sbagliano senza volerlo, reclamano educazione e proprio da qui si innesca un meccanismo giocato sulla commedia nera, dove si alternano equivoci, occultamenti, rabbie, distruzioni e rinascite. Non mi sono posta il problema della loro redenzione, al massimo deciderà il lettore: certo le tre vegliarde commettono atti terribili. Personalmente non riesco a condannarle, ma il punto non è questo, noi non siamo giudici, nel momento in cui scriviamo un libro. Siamo solo dei portavoce. Messaggeri tra i mondi che ci ostiniamo a forgiare e quello su cui, non sempre saldi, camminiamo.

(Riproduzione riservata)

 

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Il Booktrailer

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Marilù Oliva vive a Bologna e insegna lettere alle superiori. Ha scritto cinque romanzi, di cui tre dedicati al personaggio della Guerrera: ¡Tú la pagarás! (Elliot, 2011), finalista al Premio Scerbanenco, Fuego (Elliot, 2011) e Mala Suerte(Elliot, 2012), gli ultimi due vincitori del Premio Karibe Urbano per la diffusione della cultura latino-americana in Italia. L’ultimo romanzo è Le Sultane, sempre edito da Elliot (2014).
Ha curato l’antologia Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio, patrocinata da Telefono Rosa (Elliot, 2013) e ha pubblicato racconti per il web e testi di saggistica. Ha scritto un saggio su Gabriel García Márquez: Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo (CLUEB, 2010).
Collabora con diverse riviste letterarie, tra cui Carmilla e Thriller Magazine e ha fondato il blog Libroguerriero.

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