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FRANCESCO CAROFIGLIO racconta VOGLIO VIVERE UNA VOLTA SOLA

settembre 9, 2014

FRANCESCO CAROFIGLIO ci racconta il suo romanzo VOGLIO VIVERE UNA VOLTA SOLA (edito da Piemme). Le prime pagine del libro sono disponibili qui…

di Francesco Carofiglio

Il mio ultimo romanzo si intitola “Voglio vivere una volta sola”. Parla di una bambina che non c’è. Si chiama Violette.

Ho visto Violette un pomeriggio d’estate, alcuni anni fa, a Place des Vosges, a Parigi. Era seduta su una panchina, in attesa dei genitori forse. Aveva un abito celeste e delle scarpe buffe, fuori misura. Guardava altrove, come se da qualche parte ci fosse un mondo che io non riuscivo a vedere. Quel giorno, di nascosto, le ho scattato una fotografia, violando un’intimità nella quale non mi era consentito entrare.
Ma da quel pomeriggio Violette è entrata nella mia testa e si è seduta in una stanza, aspettando di uscire, prima o poi.
Ora bisognerebbe dire qualcosa su come nascono le storie. Per quale motivo quella bambina è venuta a trovarmi, in un giorno qualsiasi, e si è infilata nella mia vita. Ora bisognerebbe dire perché nascono le storie.
Io non lo so. E forse non lo voglio neanche sapere. Anzi, posso dire con certezza che, almeno in questo caso, non lo voglio sapere.
C’è quella bella pagina di Rodari, ne “La grammatica della fantasia”, in cui si descrive il volo di un sasso in uno stagno. Lanciamo un sasso nell’acqua. Quando il sasso la tocca provoca delle reazioni visibili, di superficie, gli spruzzi, i cerchi concentrici, il naufragio di una barchetta di carta. Ma il sasso continua a viaggiare, dentro l’acqua. E incrocia i pesci, le alghe e infine affonda nella sabbia. E tutto un mondo misterioso e microscopico si mette in movimento. Per un tempo breve, per il tempo che serve.
Ecco, magari nasce così, un’idea. E una storia. Se ci stai dentro, in quel tempo breve.
La storia di Violette l’ho acchiappata al volo, quando probabilmente pensavo ad altro.
O forse stavo pensando proprio a una bambina che non c’era e di cui avevo bisogno.
Questa è la storia di una famiglia, come tante altre. Un padre, una madre, due fratelli. Una storia normale. Ma qualcosa non torna, c’è come una piccola nota storta. Violette è la bambina che non c’è. Non è mai nata, eppure esiste, vive, trascorre i suoi giorni insieme ai fratelli e i genitori. Il mistero è proprio qui. Chi esiste davvero, e chi non esiste? Violette racconta la sua storia danzando tra due mondi, restando in equilibrio tra le cose reali e quelle immaginate. Passeggia con sua madre, ascolta le pagine del suo diario, gioca con i suoi fratelli e con un cane che si chiama Javert, guarda suo padre leggere, e legge con lui. E cambia città, insieme con loro. Prima Roma, poi Parigi e infine Plouzanè, in Bretagna.
Questa è una storia di persone normali, quelle che vedi passando nelle città, seduto vicino al finestrino, in un treno. Le loro vite per qualche istante te le immagini felici, fatte di piccole cose, di libri, di tavole apparecchiate, di madri, di padri, di figli.
Vite normali. Ma Violette è la bambina che non c’è.
Vede i fratelli crescere, le automobili passare, la gente invecchiare. Passa le notti a mettere ordine tra i libri, a giocare con il ricordario. Che serve a conservare i ricordi. Si pettina i capelli davanti allo specchio, mentre il mondo, fuori, sta cambiando. C’è sempre un momento in cui niente sarà come prima. Anche per lei.
Il resto verrà, é scritto nel libro. Chi vuole lo potrà leggere.
Qualcuno mi ha chiesto se Violette è felice, oppure se è triste.
E io davvero non lo so. Come non so se lo sono io, felice o triste.
Mi piace pensare, come Violette, che tutto possa ancora succedere.
Nelle storie, e nella vita. E forse anche questo è la felicità.
Le storie hanno un principio e una fine.
Violette dice da qualche parte: Smetterò di esistere quando l’ultimo di loro smetterà di pensarmi. Quando si saranno definitivamente dimenticati di me, io non ci sarò più. Credo che andrà così. Me lo sono detto sempre, ma quel momento è lontano. E chi lo dice che quando uno non c’è più smette di pensarti? Chi lo dice?

Già. Chi lo dice?

(Riproduzione riservata)

© Francesco Carofiglio

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Il booktrailer

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Nato a Bari, Francesco Carofiglio è scrittore, architetto e regista. Oltre a L’estate del cane nero, Ritorno nella valle degli Angeli e Radiopirata (tutti usciti per Marsilio), ha pubblicato per BUR il romanzo With or without you e per Rizzoli, in coppia con suo fratello Gianrico, nel 2007 il graphic novel Cacciatori nelle tenebre e nel 2014 La casa nel bosco. Nel 2013, per Piemme, ha pubblicato Wok.

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