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LA VOCE DI CARTA – Collettivo Idra

ottobre 30, 2014

https://i0.wp.com/www.italia2tv.it/wp/wp-content/uploads/2014/09/la-voce-di-carta-libro-per-tg-27-sette1.jpgDiamo spazio a un ambizioso progetto di “scrittura collettiva” realizzato dal Collettivo Idra e sfociato nella pubblicazione del romanzo LA VOCE DI CARTA (edito da Ananke), ospitando una breve intervista a due delle protagoniste dell’iniziativa (che ha coinvolto ben diciotto autrici)

La voce di carta, UN ROMANZO TUTTO AL FEMMINILE

“Una donna scomparsa nel nulla, inghiottita dal nulla nel cuore di Roma, giovani donne sacrificate da una setta misteriosa tra le pieghe oscure dei sotterranei del Conservatorio Santa Cecilia della capitale. Ed è donna anche lei, Anastasia, la protagonista, una stagista-detective sordomuta, che lascia alle righe del suo notes il compito di dare voce alle sue intuizioni. Verrà catapultata in un gioco di specchi dove nulla è come appare, a guidare il suo superiore il commissario Orlando Metelli – di cui la bella Anastasia è segretamente innamorata – sulle tracce di un folle Maestro. Ma tutto prima che sia troppo tardi..”.

Un romanzo avvincente, un giallo-noire-poliziesco, nato da una staffetta letteraria –tutta al femminile – del Collettivo Idra, capitanata da Jonathan Arpetti

Diciotto le autrici, tutte giornaliste e scrittrici sparse un po’ per tutta Italia: Gabriella Serravalle (Torino), Lea Mazzei (Calimera, Lecce), Lucia Giallorenzo (Salerno), Serena Fiandro e Eleonora Gandini (Milano), Roberta Rotondi (Jerago, Varese), Pamela Ventura (Gualdo, Macerata), Barbara De Amicis (Guidonia Montecelio, Roma), Giulia Di Liberti (Barlassina, Monza e della Brianza), Anna Lamonaca (Forio d’ Ischia, Napoli), Barbara Bracci (Perugia), Giada Andrea (Rusciano di Capri, Na), Laura Maria Bellini e Stefania Conte (Frosinone), Maria Francesca Rotondaro (Castrolibero, Cosenza), Chiara Grande (Frosinone), Genny Biagioni (Pisa), Ludovica De Vito (Avellino). Tamara Pavan (Roma) fotografa è la curatrice delle belle immagini scattate al Conservatorio dove si muove la protagonista. Sua anche la copertina.

Incontriamo una delle autrici Gabriella Serravalle giornalista torinese collaboratrice della Stampa già autrice di una biografia sulla sla del 2013 “Un calcio alla sla” e Tamara Pavan fotografa romana curatrice delle immagini e della copertina.

– Gabriella, qual è stata la sfida letteraria di questo collettivo?
«La sfida è stata duplice, una sfida di genere ed una letteraria. Il romanzo nasce infatti da una staffetta in cui ogni autrice ha scritto un capitolo dovendo rispettare, al proprio passaggio del testimone, tempi, battute, trama ma soprattutto – cosa non semplice – lo stile letterario».

https://lh4.googleusercontent.com/-A_AXdSeDt3w/U29vRuge1XI/AAAAAAAAAQ0/_HA1ZIsGuZk/w640-h396/gabriella_serravalle_circolo_dei_lettori.jpg– Collettivo al femminile ricorda un po’ i collettivi femministi. Siamo tornati al ‘68?
«No, no certo. Indietro non si torna mai. E’ stata una stagione importante ma con molti errori. Qui abbiamo voluto solo dimostrare non solo che noi donne siamo brave, e questo lo si dovrebbe già sapere, ma anche che, quando vogliamo, sappiamo condividere progetti importanti. Abbiamo un capitano, un bravo e giovane scrittore Jonathan Arpetti autore tra gli altri di I love ju e Juve trenta e lode. E’ stato lui a passarci il testimone proprio come un bravo coach».

– Il romanzo inizia con Anastasia, la bella ragazza dai capelli rossi, che decide di non sforzarsi più a parlare e comunica ai suoi genitori di voler comunicare solo con un bloc-notes, perché?
«Quella di Anastasia è solo una delle prime ribellioni al mondo dell’ipocrisia, che la vorrebbe rilegata in un recinto pieno di limiti. Nata in una famiglia benestante, i suoi genitori le hanno fatto frequentare scuole private per permetterle di migliorare il suo handicap. Sarà Mizio uno dei protagonisti maschili a dirle “Mi ricordi un bucaneve: sboccerai contro ogni avversità, mostrando al mondo solo la tua bellezza e nascondendo le difficoltà che hai dovuto scavalcare…”».

– Mizio è solo il primo dei protagonisti maschili chi sono gli altri?
«Un romanzo al femminile che dà molto spazio ai protagonisti maschili. Mizio è solo il primo. Ci sono poi Orlando Metelli il commissario di polizia di cui Anastasia è segretamente innamorata e il folle Maestro, un personaggio ambiguo che rivelerà solo molto avanti la sua identità».

tamara pavan– Tamara Pavan, tra le tante donne del collettivo, lei è la curatrice delle bellissime immagini. Ci racconta questa esperienza?
«Fotografare è una preziosa passione che ho voluto condividere in questa mia prima avventura in ambito letterario. Tutto è nato per caso con l’amicizia – che ci lega da molti anni – con Gabriella Serravalle. Dopo aver letto la prima stesura del libro mi sono recata in uno dei luoghi principali dove si ambienta, il Conservatorio di Roma, luogo dal fascino sempre eterno. Un emozionante viaggio nei sotterranei dove il tempo, interminabile, sospeso, sembra non essere mai trascorso. Polvere, spazi, cose accatastate, avvolte nel riposo della quiete che circonda questo storico luogo. La giornata in cui ho scattato le foto era avvolta da una luce invernale, calda come il calore di un focolare che ho voluto immortalare con la pioggia romana dalla stanza che fu di Ottorino Respighi, uno dei simboli, espressione più alta della musica classica italiana. Scrittura e fotografia si compenetrano reciprocamente. Ognuna restituisce all’altra un frammento di realtà. Entrambe cercano di mettere assieme come in un puzzle, variegato e colorati mondi di vita. Ho cercato di raccogliere le immagini che più potevano rappresentare visivamente il libro. Spero di essere riuscita nell’intento. Al lettore il giudizio …. ».

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