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QUANDO SAREMO TUTTI NELLA NORD

novembre 13, 2014

https://i0.wp.com/www.ecletticaedizioni.com/wp-content/uploads/2014/10/quandosaremo.jpg«La gente che ci vede ci chiede chi noi siamo e noi glielo diciamo chi noi siamo.
Siamo l’armata rossazzurra, e mai nessuno ci fermerà. Noi saremo sempre qua quando
il Catania giocherà perché il Catania è la squadra degli ultras»

Quando saremo tutti nella Nord

di Alessandro Russo

Esplodono bombe carta, volano tumbulate e traballano gradinate all’interno di Quando saremo tutti nella Nord di Luigi Pulvirenti e Michele Spampinato (Ed.Eclettica 2014, €16). Un libro impregnato di cori che rimbombano nella città sdraiata all’ombra del pennacchio fumante più alto d’Europa, dove alcune storie viaggiano nel tempo e altre ruzzolano nell’oblio. Un maialino colorato di rosanero trotterella in pista, scenografie mai viste luccicano e pezzi di rubinetto volteggiano insieme a buste piene di piscio. Ma -più d’ogni altra cosa- una palla di cuoio rotola sull’erba d’uno spelacchiato Cibali e passa sopra pistole elettriche e pay-tv, triangolazioni e fondi d’investimento.
Protagonisti delle duecentocinquanta paginette sono un gruppo d’ultras che si dà un nome e un progetto. Si chiamano Peppe Ovetto, Luca Skinhead, Turi Barros, il Roscio, Mezzo chilo, Nervoso. Non sostengono solo undici giocatori di football ma una città intera e la sua maglia rossazzurra. Abitano nel cuore del cuore cittadino, nel degrado suburbano di San Cristoforo; sono i Decisi, un esercito di gente cazzuta che decide di non avvicinarsi alle bande poco raccomandabili del quartiere. Il capo è un carismatico giovanotto appassionato d’immersioni e musica rock. Dove gioca il Catania c’è lui, a dannarsi come un ossesso in una curva ribollente di passione. Nel sacro tempio di piazza Spedini, dalla sua postazione in sella alla Nord, Michele prende posizione e attacca. È il direttore d’orchestra d’uno show emozionante e seduto sulla balaustra non smette nemmeno per un attimo di martellar tamburi. «Vi garantiamo sostegno costante, -grida ogni santa domenica ai calciatori- ma dovete sputar sangue per la maglia».
Un brutto giorno, l’ultimo dì di luglio del novantatre, l’elefante rossazzurro sparisce dalla cartina geografica del pallone del Belpaese. «Davvero siamo stati radiati? –si chiede Michele- Che cazzo ha combinato Massimino?». Appena la sua squadra scompare, scorge i concittadini disinteressarsene: un senso di spaesamento lo soffoca più dello scirocco estivo. Comincia la lunga traversata del deserto fin alle porte dell’Olimpo del pallone italico. La prima trasferta di cui si parla in Quando saremo tutti nella Nord non è però del vero Catania. Il fatto è che nel frattempo una squadra di plastica figlia d’una società finta vuol prenderne il posto. Michele e i suoi cadono nel tranello e la seguono in quel di Reggio Calabria. Il Catania quello vero riparte invece un paio di mesi più in là dalla fogna dell’Eccellenza sicula e da quel preciso istante prende il via un viaggio nei ricordi. Avvolto in un’epopea di tredici anni e privo del mantello di ruffianerie, l’itinerario spazia tra sonorità musicali di Radiohead e SoundGarden carico di scontri, inseguimenti e sassaiole. La materia scotta ed è un grosso rischio scavarci di sotto senza annacquamenti; lì dentro si respira tensione e c’è un odore acre di lacrimogeni ma s’avvistano umanità, lealtà e cameratismo. «Solo dentro la curva, -parola di Michele Spampinato- i tifosi si sentono persone. Non telespettatori, non portafogli da attaccare, non audience indistinta. È qui che sudore e lacrime s’impastano assieme rendendo ogni momento un ricordo da conservare nel cuore».
Chiudo con un plauso ai due autori giacché una parte delle vendite andrà all’Ibiscus di Catania. Epperò segnalo altresì un’inesattezza a proposito del torneo di C1 ‘99-’00. I signori Lorenzo Battaglia e Gianni Califano, infatti, vengono acquistati dal Catania calcio senza alcuna regalia del patròn della Viterbese, Luciano Gaucci. A ogni buon conto, Quando saremo tutti nella Nord rimane pur sempre un romanzo e non un libro di storia.

© Letteratitudine

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