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I Premiati del Premio Martoglio 2014

novembre 27, 2014

La XXVIII edizione del Premio Martoglio

i premiati  premio martoglio 2014

(Da sinistra: Di Caro, Beha, Massarenti, Ilieva, Lo Cascio, Zappulla Muscarà, Spataro, Caputo)

Il «Premio Martoglio»: La cerimonia di consegna dei riconoscimenti è stata anche l’occasione per una riflessione sullo stato della cultura

di Sergio Sciacca

https://i0.wp.com/www.etnalife.it/wp-content/uploads/2014/11/Premio-Letterario-Nino-Martoglio.jpgLa XXVIII edizione del premio Martoglio, domenica scorsa, è stata come tutte quelle che la hanno preceduta, la festa del libro, della cultura, della poesia. Con la crisi montante che ci avvilisce è stata, ancora più urgentemente, una parenesi della civiltà. Un incoraggiamento alla riflessione ponderata, a smetterla con gli annunci estemporanei che saranno contraddetti dopo poca ora, finirla con gli slogan tanto accattivanti quanto inconsistenti, con quella prassi dell’apparire dietro cui non c’è alcuna sostanza, contro la smania del progettare stolido perché non sostenuto da alcuna consapevolezza: insomma è stato un incoraggiamento a lasciare da parte i monosillabi di chat, blog e gulp e recuperare la sostanza del pensiero e della riflessione che ha reso grande la civiltà europea.
Retorica ampollosa? No. Necessità immediata. L’economia va male e la cultura che dovrebbe sanarla si sta disperdendo in “libri” istantanei, che non suscitano riflessione, che non educano al sentimento. Invece il vero libro è quello che non mira alla hit parade delle vendite, ma a sorreggere l’opera di chi vuole continuare il cammino dei nostri grandi antenati che hanno creato il tesoro artistico e morale di cui stiamo stupidamente facendo strame.
Con la conduzione garbata e sorvegliata di Flaminia Belfiore, con l’entusiastico impegno di Anna Maria Spataro, presidente del circolo Athena che sostiene l’iniziativa, sul palco del teatro di Belpasso si è parlato di poesia, di incontro tra i popoli, di continuità civile che non si trova in nessun cinguettio estemporaneo perché è ben vero che un concetto profondo si può concentrare in poche sillabe come un haiku: ma deve essere una fede vitale e non una semplice trovata.
Tra i premiati di questa edizione del premio intitolato al geniale poligrafo di Belpasso ci sono state quest’anno ragazzine dalla fervida fantasia (accompagnate dalla prof. Enza Calvagno) che hanno creato immagini toccanti come quelle dei miti preistorici. Giuseppe Sgarbi (padre di Vittorio) nonagenario esordiente della letteratura con “Lungo l’argine del tempo” ha dato un esempio della vita operosa e accarezzata da lirici sentimenti. Un uomo di teatro (Luigi Lo Cascio) che ha saputo ripensare i capolavori della nostra cultura per farne esempio di consapevolezza morale e di analisi appassionata. Che ha voluto esprimere nella lingua del cuore con una riscrittura (siciliana), piena di nuovo ardore. C’è stato Armando Massarenti che ha condensato nel suo ultimo libro, “Istruzioni per essere felici”, il pensiero filosofico pungente come quello di Socrate e confortante come quello del suo divino discepolo. Oliviero Beha nel suo libro su Bartali (“Un cuore in fuga”) ha fatto l’encomio di chi ha generosamente speso la vita per nobili finalità. Daniela Ilieva ha dato espressione bulgara alla scuola poetica siciliana fiorita nel Duecento e alla cultura teatrale siciliana che partì con Martoglio nel Novecento e poi con Pirandello e gli epigoni (Camilleri di Agrigento e Pippo Spampinato di Belpasso) continua ad affascinare il pubblico; Agostino Zumbo ha dato vita pulsante alle pagine dei premiati; il complesso musicale Melodius ha accompagnato il canto del soprano Angela Grasso sulle note di “E vui durmiti ancora”, la cui melodia è tuttora toccante come nei sirventesi medievali. Domenico Tempio vigile editorialista della nostra testata (e componente della giuria del Premio con Carlo Caputo sindaco di Belpasso) ha discusso con Mario Di Caro (premiato nella sezione giornalismo) della volatilità delle news telematiche e della funzione insostituibile del giornale che riflette e fa riflettere; Sarah Zappulla Muscarà ordinaria universitaria che continua ad ampliare lo sviluppo della grande letteratura italiana riportando alla luce opere fondamentali quasi ignote (di Stefano Pirandello) o ignote del tutto (di De Roberto), ha letto le motivazioni dei premi che nella loro attenta analisi sono un incoraggiamento all’impegno culturale. Fondamentale come sempre il contributo di Enzo Zappulla presidente dell’Istituto di storia dello spettacolo siciliano.
Tutto è stato curato nei minimi dettagli (anche i preziosi pupi d’argento lavorati da Gerardo Sacco, offerti ai premiati): ma nella gravità del momento è risultato chiaro che la crisi globale di oggi non si supera con formulette di breve respiro, bensì con una ripresa seria, meditata e di vasto respiro, degli alti valori della tradizione. E chi leggesse -meditandoci sopra- anche uno solo dei libri premiati, avrebbe di che rafforzare le proprie speranze. Non per nulla il premio Martoglio, caso forse unico al mondo, non consiste in denaro, ma in libri donati al pubblico, alle scolaresche, a chi vuole leggere. Leggere il libro, assimilarne i valori, farli diventare vitali.

(articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” del 25/11/2014)

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