Home > Interviste > OGNI VOLTA CHE PRONUNCIO TE, di Salvatore Sblando

OGNI VOLTA CHE PRONUNCIO TE, di Salvatore Sblando

novembre 27, 2014

Ogni volta che pronuncio teOGNI VOLTA CHE PRONUNCIO TE, di Salvatore Sblando

La Giustizia poetica è più rapida di quella ordinaria

“Ogni volta che pronuncio te” il nuovo libro di Salvatore Sblando venerdì 28 novembre alla libreria Belgravia
 
di Gabriella Serravalle

La Giustizia poetica è più rapida di quella ordinaria. Il 28 novembre alle 18,30 si terrà nei locali della libreria Belgravia di via Vicoforte 14/d a Torino,  il processo d’appello contro Salvatore Sblando e il suo essere “poeta non perfomante”. In aula si ritroveranno Salvatore Sblando, autore imputato accusato di essere poeta non performante, Ivan Fassio, poeta, organizzatore di eventi nel ruolo del PM, Milena Prisco, avvocato, poeta e performer nei panni dell’avvocato difensore, Antonio Ciminiera poeta, nei panni del giudice. Testimoni: Fabio Cermenati, sindacalista nel ruolo di testimone dell’accusa e Paola Berzano, politico nel ruolo di testimone della difesa. Ogni volta che pronuncio te” è il suo nuovo lavoro letterario.
Uscito a fino settembre, edito dalla casa editrice “La vita Felice” di Milano, il libro conta la prefazione di Davide Rondoni.
Sblando, 43 anni, torinese non è certo agli esordi.
Con testi poetici inediti è risultato finalista in concorsi nazionali e internazionali. Sue liriche sono pubblicate in antalogie, riviste poetiche e blog letterari. Membro del comitato di lettura della casa editrice La Vita Felice organizza e partecipa a reading e manifestazioni poetiche.
Attivo nel panorama letterario torinese, è fondatore e collaboratore di alcune associazioni culturali, cura un proprio blog all’indirizzo www.larosainpiù.wordpress.com dove è solito ospitare le migliori voci del panorama poetico contemporaneo.
Il primo libro uscito nel 2009 “Due gemelli nella clessidra” edizioni Lietocolle trattava i concetti di spazio e tempo.
Ogni volta che pronuncio te” contiene 43 poesie, tante quanti sono i suoi anni.
Poesie dedicate in senso ampio all’”Altro”, al rapporto d’amore con la moglie Barbara, agli amici, alla sua generazione “che regge l’alcol ma non l’amore”.

-Sblando cosa ti ha spinto a dedicare queste tue bellissime poesie all’universo “Altri”?
Ogni volta che pronuncio te vi è il tentativo di porsi al cospetto del prossimo, di vivere le sensazioni altrui, mutuando le proprie con i soggetti che si avvicendano nel libro, mai pronunciati per nome ma solo accennati per affinità. Un’eccezione unica è fatta per Angelica, la mia prima nipote, figlia di mio fratello, invocata volutamente in chiusura della terza sezione della raccolta, quasi un richiamare, come sorta di paradosso, al tempo andato”.

 
-La prefazione è di Davide Rondoni. C’è un motivo particolare?
“Mi piace Rondoni perché è un personaggio molto controverso ma che prende sempre una sua posizione, che a volte condivido a volte no. Lo ammiro comunque per questa sua onestà intellettuale e per la sua obiettività.
La prima presentazione, il processo di primo grado è stata il 7 di novembre alla Galleria Oblom.
Venerdì 28 novembre alle 18,30 alla Belgravia si svolgerà il secondo grado del processo.
A Gennaio il processo di Cassazione alla Luna Storta.

-E’ molto bella questa idea del processo, come ti è venuta in mente? L’accusa che ti muovono è quella di non essere un “poeta performante”.
“L’idea del processo come sorta di presentazione al libro è nata in maniera naturale.
Volere proporre un evento riservato non soltanto agli addetti ai lavori ma aperto a tutti, è il tentativo che si cela dietro questa idea. Non è un caso se durante questo tipo di presentazioni partecipano tutti attivamente, dai personaggi al pubblico presente. L’idea di essere poeta non performante in realtà è un pretesto.  E da questo pretesto si innesca la discussione che coinvolge tutti i presenti, nessuno escluso.

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: