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PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI – LA CULTURA RISPONDE AL MALAFFARE

dicembre 5, 2014

A PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI LA CULTURA RISPONDE AL MALAFFARE

PLPL

Incontri e dibattiti per capire le origini dei fenomeni mafiosi che da troppo tempo minano la credibilità del nostro Paese

Roma, 5 dicembre 2014. A Più libri più liberi si cerca una risposta culturale e un propulsore di riscatto dopo l’inchiesta “Mafia Capitale”, che ha scoperchiato il più classico dei vasi di Pandora portando alla luce inquietanti intrecci fra politica e corruzione che non solo gettano discredito sulla classe politica ma minano nel profondo lo spirito stesso del ruolo e della missione della politica. In Fiera si parla di mafie e di malaffare, all’interno di un filone di educazione alla legalità con incontri che cercheranno di andare alle radici di questa malattia per restituire alla città di Roma e a tutto il Paese – qui rappresentato da centinaia di editori indipendenti e migliaia di lettori, addetti professionali, curiosi – un senso di fiducia da tempo perduto.

Questo filo rosso è iniziato venerdì 5 con BIL, una biblioteca della legalità: pagine e parole per crescere liberi (a cura di Ibby Italia e Sinnos Editrice, in collaborazione con Più libri più liberi). Tanti i bambini e ragazzi fra il pubblico, ai quali il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha spiegato perché i libri e la lettura sono strumenti imprescindibili per costruire il nostro futuro: “Come diceva Bufalino – ha raccontato il Ministro – per combattere la mafia serve un esercito di maestri elementari”, perché una società consapevole e colta “è in grado di individuare le prassi che portano a questo tipo di fenomeno”. E sottolinea: i libri servono a “costruirsi una propria capacità critica e non essere un oggetto di chi costruisce il consenso”.

Sabato 6 dicembre Più libri più liberi continua ad esplorare questa sorta di “palude fertile” per illegalità e criminalità in cui affonda la gestione della cosa pubblica. Si comincia la mattina, con il ciclo di appuntamenti Incontri con l’Espresso (ore 11.30, Sala Diamante) che vede Giovanni Tizian, criminologo e giornalista de l’Espresso, dialogare con Rosy Bindi, Presidente della Commissione parlamentare antimafia: Da Roma a Milano la mafia che non si vede. In piena luce, invece, è “Il sacco di Roma”, protagonista delle prime pagine dei giornali in questi giorni: se ne discute sabato pomeriggio (ore 16, Sala Diamante) con Lirio Abbatenell’ambito degli Incontri con la Repubblica: Capitale corrotta. Nazione infetta. Nuovo volto nero di Roma 60 anni dopo, un appuntamento a cura di Carlo Bonini di Repubblica che promette di ricostruire la genesi del circuito di illegalità che solo ora viene alla luce ma ha radici antiche.

© Letteratitudine

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